Terra, il Grande Inganno – parte seconda

PREMESSA
Chi, Come e Perché

Chi

La visione di Giordano Bruno (1548-1600) e, dell’uomo nuovo che egli già intravvedeva tanti secoli fa, sono un inno alla ricerca della verità.

«[…] in tanti siamo venuti in questo secolo per sviluppare arti e scienze, porre i semi della nuova cultura che fiorirà, inattesa, improvvisa, proprio quando il potere s’illuderà di avere vinto»…

«Quando il mio corpo brucerà, io sarò libero… Questo era il nostro destino, comune a tutti coloro che cercano la verità, bandita da un mondo che si regge sulla menzogna… In tanti abbiamo scelto questa morte, non solo come esempio a un’umanità ottusa, meschina e crudele, ma anche per adempiere il compito che la Vita ci ha assegnato e che abbiamo accettato di buon grado … per Amore »

«[…] la sua azione di oggi [riferita al card. Bellarmino] avrà per lui una reazione, in altra sua vita futura; questo vale anche per me e per tutti coloro che hanno cercato invano di risvegliare l’umanità dall’inganno».

«Verrà un giorno che l’uomo si risveglierà dall’oblio e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo … L’uomo non è cattivo, è solo infelice … è la sua piccola mente la causa della sua infelicità … L’uomo non ha limiti e quando un giorno se ne renderà conto, sarà libero anche qui in questo mondo».

«Che ci piaccia o no, siamo noi la causa di noi stessi. L’Essere non teme la morte, perché sa bene che non esiste. Nascendo in questo mondo, cadiamo nell’illusione dei sensi; crediamo a ciò che appare. Ignoriamo che siamo ciechi e sordi. Allora ci assale la paura e dimentichiamo che siamo divini, che possiamo modificare il corso degli eventi, persino lo Zodiaco … Siamo figli dell’unico vero sole che illumina i mondi».

Scendere a compromessi, per i più, è solo questione di prezzo ma, c’è stato anche chi scelse, coraggiosamente, la peggiore delle possibilità offertegli, pur di non rinnegare le proprie idee e “per adempiere il compito che la Vita ci ha assegnato“, e disse: «Bruciatemi pure!»…

Solo chi è ottuso e meschino, quindi, può vedere unicamente interesse… nel “cane che scuote la coda“…

 Come

Purtroppo, quand’anche desiderasse intimamente di conoscere la verità, l’uomo sbaglia sempre strada e resta imbrigliato, a livello istintivo, in due errori molto comuni.

Il primo grande errore nel quale è sempre caduto e, questo, a tutti i livelli: dal più grande al più piccolo, dal più ricco al più povero, dal più intelligente al più ignorante, è quello di pretendere di “misurare” l’altro (inteso come tutto ciò che esula dalla sfera personale) col proprio “metro”.  Il giudizio che ne scaturisce, soprattutto quando espresso in maniera frettolosa, fa cadere nell’assurdo e nel ridicolo, laddove si pretende di “entrare” nella testa, nei pensieri e negli intenti, del giudicato, interpretandoli.

Quando poi, taluni, non riescono a comprendere ciò che gli sta di fronte, spesso adottano la tattica dell’esaltazione (in positivo o in negativo), e fingono una sorta di meraviglia nei confronti di quanti restano ancora perplessi. Pavoneggiano una fittizia superiorità che, in ogni caso, li appaga. Solo loro sanno di non avere capito un “benedetto prospero” ma, sono soddisfatti di sentirsi arrogantemente superiori, di fronte alla modestia degli altri. Nel caso e, come esempio, chiedere a Burri e a Fontana, cosa hanno dovuto inventarsi per diventare famosi…

In un mondo, inoltre, dove per la Natura non esiste nulla di statico e, tutto è in continua evoluzione, ci sono persone che restano strettamente vincolate alle proprie convinzioni, considerandole certezze. Questo il secondo grande errore. Ogni volta che una nuova notizia, o una situazione diversa, appaiono al loro orizzonte, si spaventano e credono che, affrontandole, possa sprofondare la terra che hanno sotto i piedi. Così, i compromessi; l’accettazione di ciò che loro stessi ogni tanto, durante sprazzi di lucidità, mettono in discussione; ciò che a loro sembra illogico ma che, per paura, evitano di approfondire; prendono il sopravvento e li inchiodano in un misero qualunquismo, preferendo nascondersi nella schiera dei “Signor Nessuno“, anziché elevarsi, evolvendo giorno dopo giorno, lasciando andare a briglia sciolta le proprie certezze.

Tra questi, emergono persone che, indicando loro la Luna col dito, guardano il dito e non la Luna. Disgraziatamente, pur cercando d’attrezzarsi anche sulla pratica dei miracoli, nulla si può se uno è, e vuole a tutti i costi rimanere, un coglione!

Perché

Per stimolare una Visione Comune.

È più importante cercare di conoscere la verità, qualunque essa sia e farla trionfare, o volere a tutti i costi avere ragione, favorendo la faziosità e fomentando inevitabilmente l’ennesima “guerra tra poveri“?

L’intero “Sistema”, talmente sicuro di sé, che non si cura più nemmeno d’essere scoperto e screditato, ha sempre avuto risorse illimitate (le tasse dei cittadini) e centinaia di anni per pianificare i suoi fini. Se il confronto è retto già dalla discordia intestina, sicuramente si rivelerà impari.

«Fondammo questa nuova aristocrazia sulla ricchezza, che noi controllavamo, e sulla scienza promossa dai nostri dotti… coll’aiuto della nostra stampa, aumentiamo continuamente la loro cieca fiducia in queste leggi che metteranno in pratica, senza verificare le cognizioni ottenute dalla scienza che i nostri scodellarono loro allo scopo prefisso di educarne le menti secondo le nostre direttive. Date le condizioni attuali della scienza, che segue una linea tracciata da noi, la plebe, nella sua ignoranza, crede ciecamente nelle parole stampate… I nostri sapienti, educati allo scopo faranno conferenze, concreteranno piani, scriveranno appunti e articoli, per mezzo dei quali influiremo sugli spiriti degli uomini, piegandoli verso quella scienza e quelle idee che ci converranno. Dalla memoria degli uomini cancelleremo il ricordo dei secoli passati, che potrebbe essere sgradevole per noi… Per raggiungere lo scopo ci siamo serviti della stampa, di discorsi in pubblico e di libri scolastici ingegnosamente compilati…».

Noi, individualmente, non abbiamo né i mezzi, né le risorse per dimostrare come l’insieme delle cose stia veramente. Deve essere, allora, un paradigma completamente nuovo a comprovare concretamente com’è fatto e, come funziona nel suo complesso, il “sistema Terra”. Dopo le conclusioni dell’articolo che segue, non c’è più nulla da dovere documentare. È inutile affannarsi più del necessario e, sprecare tempo ripetendo gli stessi concetti all’infinito. Guardiamo oltre!

La “Visione Comune”, sulla ricerca della Verità, è decisiva e imperante, perché là fuori, a portata di mano e non ad anni luce di distanza, c’è un “Eldorado” (che ci hanno sempre tenuto nascosto) tutto da scoprire e, destinato all’umanità intera, non solamente a pochi autoeletti!

Rammentate, se vi è possibile, che «L’uomo nasce libero, ma ovunque è messo in catene e solo la verità potrà rendervi nuovamente liberi.» (parafrasando Rousseau e Giovanni 8,32)

NOTA: Nel mio lungo e, tortuoso, cammino alla ricerca della Verità, sono sempre stato orgoglioso d’immedesimarmi ne: “l’uomo della strada“, rifiutando offerte allettanti e, restando sempre fuori da quel coro nel quale non mi sono mai identificato, come m’insegnò, a suo tempo, il compianto Charon. Non ho dei “mea culpa”, quindi, da porre sull’altare. Anche per questo, ho sempre cercato di confrontarmi con un linguaggio il più semplice possibile. Se non ci sono riuscito, visto che c’è stato anche chi non ha ben compreso l’articolo precedente, chiedo scusa e mi appello alla vostra pazienza, chiedendovi di leggere ciò che scrivo, magari una seconda volta, prima di mandarmi definitivamente… dove vorrete.

Detto ciò, se v’interessa ancora quanto ho da dire in proposito, potete continuare con l’articolo.


ARTICOLO

Spronato da tanti e, con diverso umore, su certi fatti difficili d’assimilare anche con gli antidoti, riprendo l’argomento. Ho terminato il precedente articolo parlando dei “pagliacci”. Orbene, sulla Stazione Spaziale Internazionale, pare sia rimasto un solo componente dell’equipaggio: quello mostrato nell’immagine a fianco. Tutti gli altri, grazie ai precedenti creati da quel coglione e megalomane di Kubrick (Fatti che si sono rivelati reali – Murray 1999 – nonostante gli sforzi per dimostrare il contrario), sono chiaramente impegnati a recitare negli “Studios”. Qui, anche la nostra “brava” Samantha Cristoforetti, divenuta “Dama di Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana”, per tacere su quel suo “Oh my God!” e, per non essere da meno dei suoi colleghi “cialtroni” (Vogliano perdonarmi i pagliacci se li ho nominati in precedenza come paragone), fa la sua parte.

In un video (link) suddiviso in tre parti, risponde alle domande di alcuni studenti di Roma. È il 22/01/2015. Dopo essere passata dallo stesso parrucchiere delle signore astronaute (Che, evidentemente, come il “regista”, non sono stati adeguatamente istruiti sull’assenza di peso) presentandosi, appunto, con i capelli irsuti e, giocherellando con il microfono, per accentare d’essere dove quasi certamente non è, sciorina dichiarazioni molto compromettenti per l’agenzia che rappresenta (Chissà che non miri a qualche altra onorificenza!)…

Dalla registrazione: «(01:15-01:22) Quando ci avventureremo oltre l’orbita bassa… discorso molto simile per quanto riguarda la tecnologia… (01:28-01:33) Fare sviluppo di tecnologia che, ripeto, ci permetterà poi di andare oltre l’orbita bassa… (01:40-01:45) Grandissima l’impresa di cinquant’anni fa di andare sulla Luna, però è stata una cosa breve, di qualche giorno, e poi è finita lì… (02:47-02:54) Credo che sia evidente che, missioni oltre l’orbita bassa, potranno solo essere uno sforzo internazionale congiunto».

Poi, tratto sempre dalla stessa registrazione, dà una risposta molto ambigua all’interlocutore che chiedeva delucidazioni sulla possibile e, non troppo remota, colonizzazione di Marte: «(03:36-03:42) È anche vero che stiamo lavorando proprio per quell’obiettivo… per mettere piede su un pianeta che non sia il nostro nel nostro Sistema Solare».

Nella seconda parte dello stesso video, è registrato un collegamento televisivo, dove il capitano della ISS, Terry Virts, risponde a una domanda sul futuro dell’uomo nello spazio: «(06:10-06:29) Verso destinazioni al di là dell’orbita terrestre. Adesso, siamo in grado di volare solo nell’orbita terrestre, più lontani di così non possiamo andare. Il nuovo sistema che stiamo costruendo, ci permetterà di andare oltre e speriamo che possa portare gli uomini a esplorare il Sistema Solare. La Luna, Marte, gli asteroidi, ci sono molte destinazioni che potremmo raggiungere e stiamo costruendo i vari pezzi che un giorno ci permetteranno di farlo».

Grande Inganno

Samantha Cristoforetti

Alla fine della registrazione arriva l’ingegnere della NASA, Kelly Smith, che taglia la classica “testa al toro”, spiegando «(07:08-07:28) Man mano che ci allontaniamo dalla Terra, attraverseremo le Fasce di Van Allen, una zona di radiazioni pericolose. Radiazioni come queste, possono danneggiare il sistema di guida, i computer di bordo e altri strumenti elettronici. Ovviamente, dobbiamo attraversare questa zona pericolosa due volte, una all’andata e una al ritorno».

Ora, in questa sorta di suicidio dialettico, sono posti in bella evidenza quattro punti: 1) Oltre l’orbita terrestre bassa (che va da 160 Km a 2000 Km) non si può andare. 2) Che i mezzi che permetteranno di attraversare quest’orbita bassa ancora non sono stati realizzati. 3) Che la missione “Orion” avrebbe raggiunto il (presunto) record di 5.790 Km di altitudine, oltre il quale nessuno è mai andato. 4) Che nessuno ha mai messo piede sulla Luna finora.

Su quest’ultimo punto, il premier russo Putin era ben certo, quando accusò Washington: «Sulla Luna non ci siete mai stati». “La Stampa” (19 giugno 2015) cita il portavoce del Comitato Investigativo del governo russo, Vladimir Markin, che aveva già pubblicato un editoriale sulla “Izvestija” (tradotto in inglese sul “Moscow Times” affinché non passasse inosservato ad alcuno), nel quale annunciava un’inchiesta per rivelare «nuovi retroscena sugli storici viaggi spaziali degli americani».

Chiaramente, la minaccia è stata una forma di ritorsione sullo scandalo della FIFA, sul quale gli USA si sono tanto accaniti ma, subito dopo, dei novanta atleti squalificati per doping, quasi tutti sono stati riammessi (Bizzarro no?). Una farsa che potevano anche risparmiarsi, dato che le persone attente e, quelle che hanno studiato bene la storia, sanno perfettamente che ai più alti livelli sono tutti d’accordo, essendo alloggiati sotto lo stesso vessillo.

Markin rilevava, inoltre, come i preziosi filmati originali (200.000 registrazioni) del primo allunaggio di Neil Armstrong e Buzz Aldrin siano stati distrutti e si chiedeva che fine avessero fatto i tanti manufatti, tra i quali un consistente numero di pietre lunari, portate sulla Terra dopo le missioni, dei quali non si avevano più notizie. «Non vogliamo sostenere che gli americani non siano andati sulla Luna e che abbiano semplicemente girato un film sulla missione. Ma, tutti questi manufatti scientifici – o forse culturali – fanno parte del patrimonio dell’umanità e la loro scomparsa senza lasciare traccia è una perdita per tutti noi. Un’indagine potrebbe rivelare che cosa è accaduto». A porre l’accento su questa “gravissima perdita” ci avevano già pensato diversi quotidiani: il “Dailymail” (28/08/2009), “The Telegraph” (29/08/2009) precisando che queste “pietre lunari” erano state donate dal presidente Reagan a più di cento paesi (180, in ogni caso, sono sparite nel nulla) «Nasa gave moon rocks to more than 100 countries following lunar missions in 1969 and the 1970s». In Italia, s’è mossa “La Repubblica” ma, l’oggetto che ha spinto tutte queste testate, non era trovare questo “patrimonio dell’umanità” perduto, bensì denunciare uno scandalo. La “pietra lunare”, donata dagli USA ed esposta al Museo Nazionale di Amsterdam (Rijksmuseum), era un volgarissimo pezzo di legno fossilizzato.

Da parte di tutti gli altri paesi, che avrebbero ricevuto queste pietre, silenzio assoluto! In ogni caso, chiunque potrebbe scommettere sulla loro composizione e… vincere. Dall’analisi di queste rocce lunari è emerso: «La materia che costituisce la crosta lunare ha una composizione chimica basaltica simile a quella della crosta terrestre (De Agostini – Sapere.it – “Luna”). Guarda che straordinaria coincidenza!

A questo punto, qualcuno, orientato principalmente ad accertare la forma della Terra, potrebbe anche eccepire: “Va bene, non sono andati sulla Luna; non si possono ancora attraversare le Fasce di Van Allen; ma, questo per noi è di marginale interesse“.

Non è così! Innanzitutto, qualsiasi istituzione pubblica non è diversa, formalmente, dal proprio partner. Se, quest’ultimo ti tradisce una volta, a “denti stretti” potrà, in qualche caso, anche essere perdonato, ma se continua a farlo, non credo che la comunione possa continuare e, tutto ciò che ha segnato l’intero rapporto di fiducia, è messo per forza in discussione. Allora: sulla “misteriosa” Luna non ci sono mai stati. Le dichiarate pietre lunari sono false. Su Marte, qualora esistente e orbitante come ci dicono (la Cristoforetti, col suo discorso ambiguo, ci mette molti dubbi in testa), nessun rover vi ha mai messo piede, fotografando parti remote della Terra, spacciandole per marziane (link). Queste Fasce di Van Allen non sappiamo se si possano veramente attraversare, o se siano una sorta di barriera energetica, magari parte integrante del nostro “firmamento” sul quale si proietta la “giostra” circumpolare. La magnetosfera, che ci dicono ci protegga dai dannosissimi raggi cosmici, non sappiamo se esista veramente e, nel caso, a cosa serva, dato che ci informano che sia collassata per due ore (23/04/2016) e non è accaduto nulla. I raggi cosmici, al pari di quelli gamma, sarebbero addirittura mortali per noi ma, di fatto, sono quelli che regolano e sostengono la vita; senza di loro non potremmo esistere. La sonda IBEX (lanciata in ottobre 2008), secondo le dichiarazioni di Arik Posner della NASA, direttore del programma, pare abbia raggiunto i confini del Sistema Solare in poco tempo, mentre le sonde Voyager 1-2 (se mai sono state lanciate, trent’anni prima come dicono, il 20 agosto e il 3 settembre, 1977, ovviamente “schermate” dagli effetti radioattivi delle Fasce), ancora non l’hanno raggiunto! L’Hubble Space Telescope, lanciato nel 1990 e, posto in orbita bassa (i cui sensori devono essere spenti ogni qualvolta attraversa l’Anomalia del sud Atlantico, a soli 200 km circa dalla superficie terrestre, per non danneggiarli) ha il compito principale di scattare fotografie ad alta risoluzione «con un disturbo contestuale sostanzialmente inferiore rispetto a quello che affligge i telescopi a Terra». Già si pensa a un sostituto: il James Webb Space Telescope (JWST), che dovrebbe essere lanciato nel 2019. A cosa servono, se il “Max Planck Institutes”, che ha ricevuto pure il Nobel, riesce a raggiungere straordinarie distanze con un telescopio montato a terra? Il 17 ottobre 2017, conferma su una pagina del suo sito Web di avere scoperto una galassia lenticolare «[…] discovered a new point of light, similar to a star, near the NGC 4993 galaxy», con un semplice telescopio ottico («evento cosmico osservato in luce visibile»), montato presso l’Osservatorio di La Silla (European Southern Observatory – ESO). La distanza dichiarata sarebbe: 130 milioni di anni luce! Un numero impronunciabile, qualora espresso in chilometri (1.229.894.961.435.530.000.000.000)! Non esprimo le misurazioni in “parsec” perché, visto in vernacolo, significherebbe “Pare (sembra) secco”.

Le tute spaziali, in uso dagli astronauti, sono scadute 25 anni fa e «Negli ultimi anni molti problemi con le tute degli astronauti della NASA sono stati segnalati durante i lavori sulla superficie esterna della Stazione: da infiltrazioni di liquidi nel casco, a problemi con il sistema di comunicazione.» (Rapporto dell’ispettore generale della NASA, Paul Martin). Hanno sempre sostenuto che lo spazio fosse vuoto, ora c’è pure del liquido che s’infiltra… se smettessero di recitare in una piscina, forse il problema sarebbe risolto. Ma, perché preoccuparsi? Con quasi 200 miliardi di dollari, a disposizione, sono state sviluppate le ricerche per farle nuove. Peccato che si siano rivelate un fiasco totale, e manchino i fondi per continuare la ricerca! (Per i riferimenti ufficiali e maggiori dettagli, sui punti posti in evidenza, ove mancassero  i link, si vedano i miei precedenti articoli: qui, qui e qui).

Questa, che è solo una piccolissima parte di quanto si può ampiamente documentare, non è né scienza, né informazione scientifica. È la fiera delle assurdità, dei controsensi, delle menzogne, della cialtroneria sfrenata, un’orda di farabutti che raccontano barzellette che non fanno nemmeno ridere!

Mentre, con qualche spicciolo possiamo leggere le barzellette sulla Settimana Enigmistica, questi mascalzoni le raccontano a cifre spropositate.

Il budget, per il 2017, assegnato alla NASA, è costato ai contribuenti americani 19,6 miliardi di dollari. Il budget 2017, assegnato all’ESA, è costato ai contribuenti dei 22 Stati membri 5,75 miliardi di euro. La quota italiana per l’ESA è pari al 10,2%, come terzo maggiore contribuente, dopo Germania e Francia. Cifre da capogiro per prenderci… in giro! Di queste, poi, tolte le spese generali, la maggior parte finisce in tasca a privati, o ad aziende private. Basta verificare due voci: “Sponsorized by NASA” e “Sponsorized by ESA” e scorrere tutte le migliaia di pagine Web che presentano interessantissime sorprese… e non tengo conto degli altri paesi che hanno gli stessi programmi… “spaziali”.

In ogni caso, pare che qualcuno si sia ravveduto. Solo in tre, purtroppo. Mi riferisco alla missione Apollo 11 (20-24/07/1969), a Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins (che si dice fosse rimasto sul modulo di comando in orbita lunare), i quali, voltando le spalle a una possibile strabiliante carriera, lasciarono tutti la NASA l’anno dopo, “sconvolti” (Aldrin: «La Luna ci ha distrutto»). È durante una cerimonia, alla presenza del presidente Bill Clinton, svoltasi nel 1994, che Armstrong rivolgendosi a giovani studenti, pronunciò parole che avrebbero dovuto fare tremare tutto l’Establishment mondiale, almeno per i successivi cent’anni!

«Lasciamo a voi molte cose ancora da fare. Ci sono grandi idee da scoprire. Ci sono svolte importanti che attendono coloro che sapranno rimuovere uno degli strati che proteggono la verità»

Attenzione! Aprite bene gli occhi e le orecchie, perché questa frase deve risuonarvi attorno come un’eco infinita. Armstrong afferma che la verità è occultata e, non solo da uno strato, ma da diversi strati! Interessante tutto il video di Massimo Mazzucco postato qui, dal minuto 05:42 al minuto 06:22 le parole di Armstrong sopra riportate.

Siccome, siamo sul tema Luna, è bene fare alcune considerazioni obiettive. C-o-n-c-o-m-i-t-a-n-t-i con le fasi lunari avvengono dei fenomeni che incidono palesemente su tutta la sfera biologica. Finché non si fa assoluta chiarezza su cosa sia la Luna, quali siano le sue reali dimensioni e quanto sia effettivamente distante dalla Terra (secondo deduzioni tratte da testi antichi, al pari del Sole, potrebbe essere molto più piccola e vicina), non si può attribuirle con certezza queste manifestazioni. Se poi, voleste considerare la Luna (e anche il Sole) come corpi causali delle forze mareali, o degli effetti sizigiali, includendo tutti i tensori che volete (di Weyl, di Reimann, di Ricci, ecc) fatelo pure. Un caro amico neuropsichiatra mi ha più volte ammonito che i pazzi e, gli ubriachi, non vanno mai contraddetti, quand’anche sostenessero che vedono volare attorno a sé gli elefantini rosa. Ai sani di mente e, ai sobri, rammento che, nel nostro piccolo Universo, esistono solo tre forze che interagiscono in perfetta simbiosi tra loro: energia, magnetismo e vibrazione o, frequenza, quando è tradotta in cicli.

Ciò che è certo, riguarda la baggianata che il suo moto di rotazione sia perfettamente sincrono con quello di rivoluzione, cosicché mostrerebbe sempre la stessa faccia rivolta alla Terra. Se, in via del tutto ipotetica, questo fosse possibile, presupporrebbe una Terra immobile e, la ripetizione continua della stessa posizione, sempre in riferimento a un determinato punto ottico. Diverso da qualunque altro. Questo non accade, perché da qualunque punto d’osservazione in parallelo, le immagini scattate da tanti fotografi professionisti, sparsi per il mondo, riportano la stessa identica immagine.

(Credit Kerry Pierce, Detroit, MI, USA – original image)

(Credit James Peterson. Lake Zurich, IL – original image)

La Luna (altre foto), quindi, non ruota su se stessa, come non lo fa la Terra! È ora di finirla con questa mania di fare ruotare tutto, per continuare a dimostrare, alla Gilbert, un magnetismo che si origina in tutt’altro modo e luogo, o un’aggregazione durante stati fisici diversi, che dimostri a tutti i costi forme sferiche e, contestualmente solide. Le une escludono categoricamente le altre! Il semplice esperimento della polvere, sparsa su un disco di vinile che ruoti, pone in evidenza, infatti, un vuoto ben distinto tra il bordo e il centro del disco stesso, dove s’aggrega la polvere bi-locandosi.

Accertato che non ruota e, chiunque può fare infinite simulazioni, coi parametri ufficiali, utilizzando due oggetti qualsiasi, prima di ergersi a paladino della rotazione e fare la figura dello stupido, resta solo da capire come possono presentarci una faccia, sempre rivolta alla Terra, zeppa di crateri da impatti perpendicolari… ma, forse, i meteoriti sono specialisti nello slalom gigante…

Parlando di fotografi professionisti e di foto, balzano alla mente tutte quelle immagini, pubblicate, che immortalano pianeti lontani. Ma, quanto lontani se riescono a catturarli con le loro macchine fotografiche, per quanto siano apparecchiature tecnologicamente avanzate? Certamente, i colori sono stati ritoccati, per uniformarli il più possibile a quelli standard, ma, a questo punto c’è da chiedersi: “Chi è che fa il «gioco sporco»?”. I fotografi, o gli astronomi? Non dovremo, per caso, aspettare che ricalcolino ancora la quota della Stella Polare, per capirci qualcosa? Da Wikipedia “Sfericità della Terra” – “Riepilogo delle prove della sfericità della terra”: «[…] il movimento nord-sud delle stelle nel cielo spostandosi potrebbe voler dire che sono molto più vicine alla terra» (A questo punto, lo zio Paperone “glab-berebbe” di sicuro!).

Intanto, per fare un confronto, il “Current World Record of distant landscape photography” è stato ottenuto il 16/07/2016, da Marc Bret (del Beyond Horizons team), con una Panasonic “Lumix FZ72 ISO100 – 1/250” e con zoom integrato “1200 mm – f./2.8”, riuscendo a fotografare nitidamente, da Pic de Finestrelles (2.820 mt) Pic Gaspard (3.880 mt) a una distanza di 443 Km (includendo Barre des Ecrins, 4.102 mt). Si potrebbe dire che questo sia, approssimativamente, un possibile limite, estendibile per sicurezza a 600 Km? Allora, saremmo all’interno dell’orbita bassa se puntassimo l’obiettivo verso il cielo.

(crediti Nick Smith)

C’è qualche “esperto”, a questo punto, che può giustificare come sia possibile inquadrare un Saturno che, alla distanza minima dalla Terra, viene a trovarsi a 1,3 miliardi di Km? («Numquid nosti ordinem coeli, et pones rationem ejus in terra? [Giobbe 38,33]»). Chi sarebbero i recordmen a questo punto? E se, nel caso specifico del record citato, avessero dovuto fare anche i conti con la curvatura terrestre? Non ho cercato di fare verifiche, ma è un’ipotesi plausibile e, in ogni caso, un successivo punto da approfondire.

Current World Record of distant landscape photography” ottenuto da Marc Bret il 16/07/2016

Le prove portate a supporto della sfericità di quella Terra, che vogliono farci a tutti i costi digerire, sono di una stupidità inaudita. Il colmo del ridicolo: «Non è possibile circumnavigare un globo se non è sferico»… tante grazie! Anch’io non posso girare attorno a un tavolo, se al suo posto c’è una sedia! Non conoscono la prospettiva, confondono la visuale, non sanno come funzioni una bussola, scambiano le convenzioni per effetti fisici reali. Ma, la succinta curvatura della Terra merita una considerazione a parte.

Tutti sanno, o dovrebbero sapere, che l’acqua è sempre stata lo strumento per eccellenza per accertare i livelli, prima dell’avvento dei sistemi ottici, o al laser. Non prendiamo in considerazione i mari, o gli oceani, per non contraddire i pazzi e gli ubriachi, come accennato più sopra. Guardiamo ai fiumi, dove i supposti effetti mareali non potrebbero in alcun modo alterarne il corso. Come esempio, tuttavia, non utilizzeremo un fiume qualsiasi, dobbiamo cercarlo con cura, affinché abbia caratteristiche tali da escludere dubbi e ogni commento negativo.

Circa seimila anni fa, lungo le rive di alcuni grandi fiumi, cominciarono a nascere le prime civiltà (Le cosiddette “civiltà fluviali”). Erano zone pianeggianti, particolarmente adatte alle coltivazioni, perché l’acqua era abbondante, il terreno e il clima erano molto favorevoli.

Senza andare in giro per il mondo e porre in evidenza fiumi sconosciuti ai più, che siano privi di dighe, bacini e quant’altro d’opinabile, c’è il fiume Po, il cui corso dovrebbe essere abbastanza conosciuto. Tenendo presente che «La pendenza è data dal rapporto tra il dislivello misurato tra la sorgente e la foce e la lunghezza del fiume. Essa è elevata nel corso superiore del fiume e va diminuendo man mano che si passa dal corso medio a quello inferiore», vediamo di applicare i coefficienti necessari, per calcolare la curvatura terrestre lungo il suo corso. Il Po (approssimativamente lungo 652 Km) nasce a Pian Del Re (CN) a 2020 mt. circa slm e sfocia nel mare Adriatico nei dintorni di Porto Tolle, che prenderemo come riferimento finale. La parte del percorso che prenderemo in considerazione (corso medio e corso basso) va da Villafranca Piemonte (CN – 245 mt. slm) a Porto Tolle (FE – 1 mt. slm). Questa tratta, in linea d’aria, è di circa 391 Km. Ora, per non dovere ricorrere a calcoli manuali, immettiamo i dati, utilizzando un programma per il calcolo della curvatura terrestre: “Earth Curve Calculator“, tarato su un raggio di 6.371 Km, e impostato sulla relativa formula pitagorica. Come unità di misura scegliamo “Metric”. Per soddisfare la visuale, rendendo reale il nostro punto d’osservazione a Villafranca, diamo il valore “246.7” a “Eye height”, sommando alla quota (245 mt) l’altezza media del nostro occhio (1,70 mt). Poi, immettiamo la distanza in linea d’aria nella casella “Target distance”, cioè i predetti 391 Km. Clicchiamo su “Calculate” e… “Target hidden height” ci dà il valore della curvatura terrestre che il fiume Po deve affrontare per arrivare al mare: 8.797,8880 metri (8,8 Km). Quasi nove chilometri di curvatura!

Perbacco! Ho girato in lungo e in largo tutta la pianura Padana, ma non mi sono mai accorto che, in mezzo, ci fosse un secondo Everest. Ora, faccio fatica a sincerarmene, perché c’è foschia, ma giurerei che qualche giorno fa non ci fosse proprio. Dopo il passaggio di quell’uragano, che mi pare si chiamasse “Ophelia” la visibilità era ottima (per intenderci, quell’uragano che, assieme al compagno Joaquin, anch’esso in ottobre ma, del 2015, non avendo potuto seguire le datate lezioni di Bernacca, sono giunti in Europa, non essendo stati istruiti a dovere sulla rotazione della Terra). Tuttavia, non mi sono accorto della materializzazione di quest’altura… dovrò indagare a fondo, perché con tutte queste stranezze e, continui controsensi, non si sa mai!

Portando il tutto a livelli più disponibili, affinché chiunque possa accertarsi di questo grande inganno, basta servirsi di un semplice laser e puntarlo in lontananza su un qualsiasi obiettivo fisso, sotto il limite visibile, per verificare che riesce a illuminare anche là, dove l’occhio non ha successo. Per togliere, poi, dalla testa che si tratti di un difetto dell’occhio umano (pare si ripeta l’effetto anche con certi apparecchi fotografici ma, non so stabilirne la veridicità), basta entrare in una lunga e dritta galleria (autostradale, o ferroviaria) per rendersi conto che “quest’illusione” della curvatura non avviene. Detto questo, l’origine di questo effetto, potete facilmente scoprirla anche da soli.

Ogni discussione, sulla sfericità di quella che vogliono fare passare come una bella palla azzurra, finisce qui, di fronte a questo muro invalicabile! STOP! Tutto il resto sarebbe un’inutile perdita di tempo.

E, pensare che, nel 1191, Stomatios Krimigis, che non è un pinco pallino qualsiasi (link) ai tempi direttore del Dipartimento spaziale della NASA, si lamentava perché: «I modelli che abbiamo immaginato finora sono tutti sbagliati»! Ma, tu pensa che stranissima combinazione! Quale inspiegabile arcano si celerà mai dietro a questi errori?

É così, che si arriva si arriva a rimbambire le persone, anche quelle che potrebbero sembrare erudite. Per esempio, nell’articolo precedente qualcuno ha rilevato che non avrei preso in considerazione («[…] l’autore l’avrebbe scoperto aprendo un qualsiasi libro di fisica moderna o meglio ancora un qualsiasi testo riguardante il sistema metrico decimale…») il «valore moderno della velocità della luce e la costante di gravitazione universale. Entrambe misurate in laboratorio». Forse il mio indiretto interlocutore avrebbe dovuto accertarsi di avere ben collegato il cervello prima di parlare, perché, ho accennato a ruote dentate e marchingegni vari, proprio riferendomi alla prima e senza attribuire loro alcun valore. Ho posto, poi, in evidenza l’infondatezza di quanto effettuato in seguito per dimostrare la seconda, come risultato ultimo di riscontri scientifici ufficiali (Attraverso: Raggi X, EUV e onde sismiche), anticipando il tutto con i risultati, tangibili e, altrettanto ufficiali, della missione Hipparcos. Che cosa hanno utilizzato per misurare la distanza della Stella Polare, rivelatasi oltremodo errata? I moderni valori stabiliti in laboratorio, o uno gnomone?

A certi numeri, sfornati attraverso questi «valori moderni della velocità della luce» purtroppo, siamo abituati, anche se molto più modesti del Max Planck Institutes. Il buco nero al centro della Galassia, per esempio, disterebbe 243 miliardi di miliardi di chilometri (243.658.594.000.000.000 di Km) e pare che ce ne sia un altro che vada a zonzo dalle sue parti. Ormai sazi di buchi neri, sono saltati fuori quelli bianchi (Albert Einstein e Nathan Rosen), che sono “oggetti teorici” «[…] derivabili matematicamente dalla legge di relatività generale la cui esistenza nell’universo non è dimostrata. Sono descritti tramite soluzioni matematiche». Sappiamo bene ormai, che la relatività einsteiniana si regge solo sui numeri e, con questi, si può dimostrare anche ciò che, secondo la stessa scienza, non esiste! Sfortunatamente, è saltato fuori anche un contendente: il “meccanismo del disco di accrescimento“. Vuoi vedere allora, che, se si stiracchia un po’ di più il valore della velocità della luce e si va più in là, saltano fuori anche i buchi a pois rossi e blu? Questa mia osservazione non può essere opinabile, perché infinite speculazioni hanno portato a conoscere tutto sul funzionamento e sulla struttura dei buchi neri (come accaduto per l’interno della Terra e degli altri pianeti, e satelliti, e galassie, e via discorrendo). Allora, non sarebbero più un “pozzo senza fine“, ma «il fondo si aprirebbe per creare una connessione con un’altra regione dello spazio-tempo piatto (Karl Schwarzschild)». Quest’attributo (piatto), tuttavia, non è tanto digeribile, vediamo se hanno pensato di dargli una “curvatina“. E, infatti, «Lo spazio, piatto presso le entrate del tunnel, all’interno potrebbe essere piegato in una dolce curva in modo che potrebbe esserci realmente una scorciatoia che collega parti distanti dell’universo, e un eventuale viaggio al suo interno richiederebbe una velocità superiore a quella della luce». Vedi che possiamo trovare anche i buchi a pois? È mai venuto in mente a qualcuno come uno streptococco potrebbe immaginare l’ambiente fisico che gli sta attorno, all’interno del corpo umano che, tra l’altro, è zeppo di “buchi neri” e, a portata di mano? Ma, che stupido sono! Così, la categoria degli astronomi non esisterebbe più. Ci sarebbero solo i biologi che sono… “astronomi a rovescio”… ma, anche questi, hanno appreso ben poco dalla saggezza delle cellule che studiano!

Ma non si meravigli nessuno, perché poche settimane fa, un professore di Fisica teorica, sciorinandomi le sue idee sull’origine dell’Universo, ha ripetuto, per ben cinque volte, che è nato 14,5 miliardi di anni LUCE fa! … Poveri figli…

Il fatto è, per rispondere anche a Krimigis, che non esiste una sola ipotesi, teoria, o quant’altro, che non siano poste sotto la mannaia della relatività, prima e, della gravità, poi. Sono come dei virus! Se non soddisfano entrambe, sono screditate, o eclissate, e il motivo è molto semplice da comprendere, ve l’ha detto a chiare lettere Armstrong più di vent’anni fa: “Per nascondere la verità!”. Allora, vado a briglia sciolta, perché è tutta la vita che ripeto inutilmente le stesse cose e, comincio a essere, oltre che stomacato, esausto!

Così, pur negando l’evidenza, si continua a ragionare senza testa: “Però Einstein ha detto questo, però Einstein ha fatto quest’altro…. se non ci sta la relatività generale, ci infilano quella ristretta e, se anche questa non passa, usano quella speciale” (Se non stai più che attento la relatività te la infilano anche nel deretano! E = merda x corbellerie2. Se non si smette di parlare di massa, come entità separata dall’energia, non si comprenderà mai, non solo come funziona l’Universo, ma la vita stessa!).

Ma, quale Einstein e quale teoria della relatività? Se è ampiamente documentato che costui è stato un bamboccio nelle mani di chi manipolava la sua sfrenata ambizione, quando un suo stesso insegnate dichiarò che era il più ignorante della classe! Ma, quale genio, che è stato sconfessato più di cinquant’anni fa e, anche dopo morto, continua a rimanerci strettamente artigliato alle pudenda? Un “genio” nato all’improvviso, messo immediatamente sull’altare e, non spodestabile (vuoi mettere?), solo per bloccare, allora, l’emergente Free Energy che avremmo potuto usufruire da tantissimi anni e continuare a fare danni ovunque! Continuate a lodare chi ha contribuito, mettendoci solo la faccia, a immergerci sempre più nelle deiezioni, che ormai arrivano fin sopra i capelli. Le “sue” teorie sono state rubate a: De Pretto, Boscovich, Ricci Curbastro, Levi-Civita, Riemann, Schwarzschild, Cayley & Sylvester e, abilmente, rimpastate e storpiate alla bisogna… ma da altri (i dotti e i sapienti della premessa) e, messe in bocca a un ignorantone!

Ma, quale Newton se egli stesso si arrovellava sulla gravitazione ed è sempre stato consapevole che la sua scoperta non poteva essere d’aiuto per risolvere i misteri insiti nel Pianeta? C’è per caso qualche rimbambito, abituato a infilare ogni dove una gravità inesistente anche per la scienza stessa, che ha letto ciò che egli stesso scriveva? Oppure si continua a giocherellare poco seriamente con la scienza (e con l’umanità), come già ammoniva Alex Gleason, più di un secolo fa e, ancora prima, Birley Samuel e tanti altri? Per caso, qualcuno ha imparato alcunché da Faraday? L’induzione elettromagnetica vi dice qualcosa, o preferite “cibarvi di pane e gravità”?
E, il principio d’indeterminazione di Heisemberg, che piace tanto tirare in ballo? Ci voleva un Heisemberg e pure un “principio” per dire che si sta brancolando nel buio, o per non ammettere onestamente di non avere capito nulla? Ma, questo non è bastato, hanno dovuto accompagnarlo anche con una bella “formuletta”, tanto per fare vedere che l’ignoranza della scienza «impossibilità di conoscere i dettagli di un sistema» è diversa da quella popolare, e ha anche un suo valore… matematico! Che cosa significa principio d’indeterminazione? C’è qualcuno, che non sia del tutto rimbecillito, che ancora riesce a comprendere la propria lingua e il significato delle parole che, certamente non ha letto, ma che ripete solo per sentito dire? E, parlando sempre di Heisemberg e, della sua “Disuguaglianza“, c’è qualcun altro che ha il coraggio di farsi avanti e d’affermare di avere visto un elettrone e, ancor più, il suo interno, che lo prendo a schiaffi? Sull’esperimento “mentale del microscopio”, per esempio, è detto: «La lente del microscopio ha un’accettanza angolare…θ {\displaystyle \theta }  e la risoluzione ottica… Δ x {\displaystyle \Delta x} con cui il microscopio vede l’elettrone coincide con la larghezza del picco di diffrazione…». Nessuno ha mai potuto vedere un elettrone, nemmeno col più potente dei microscopi elettronici, ha solo potuto osservare degli effetti, senza nemmeno dimostrare fisicamente di poterli localizzare. È possibile fare soltanto delle supposizioni e, tutto ciò che è stato scritto in proposito, non lo prendo nemmeno in considerazione, perché l’elettrone non sta nel “fuori”, come stiamo noi, ma in quel “dentro” dove i nostri normali sensi non potranno mai accedere. Potrà mai, la scienza, rinunciare a quel privilegio dogmatico (da quando è divenuta la nuova religione) che gli imbecilli le hanno riconosciuto? Per questo, nel grande come nel piccolo, la scienza ha sempre barato spudoratamente e, gli stolti abboccano!

Perché nessuno parla mai dei Tachioni (“Tachy-on” è il termine utilizzato da Gerald Feinberg, in un articolo del 1967, per denominare particelle più veloci della luce. I Tachioni prendono, infatti, il nome dal greco “takhys” che significa “rapido”), che sarebbero particelle che vanno più veloci della luce senza alterare la loro massa (Arnold Sommerfeld e, ancor più, William A. Tiller professor emeritus of materials science and engineering at Stanford University)? Non ne parla mai nessuno perché «Come minimo il principio di relatività speciale dovrebbe essere abbandonato». Allora i Tachioni «diventano causali… bisogna imporre (!!!) il principio di auto consistenza di Novikov, anche se non è stato ottenuto all’interno di una teoria quantistica dei campiSe un tachione esistesse e potesse interagire con la materia ordinaria, la causalità (qualora interpretata correttamente nel rapporto causa-effetto) potrebbe essere violata: a grandi linee, non ci sarebbe più modo di distinguere la differenza tra il futuro e il passato», ma non dovrebbe essere questa la Realtà sostanziale? E poi, perché dal vostro amato Einstein prendete su solo quello che vi fa più comodo? State pur certi che ha rubato anche le risposte che potrebbero soddisfare questa vostra perplessità!

E, ancora ci provano con la relatività, senza nemmeno avere l’accortezza di cambiarla, magari che ne so… con la generale… o con la ristretta. Poco prima quella “speciale” doveva essere abbandonata per dimostrare l’esistenza dei Tachioni, qualche riga dopo, invece, diventa compatibile: «L’ipotetica esistenza del tachione è compatibile con la teoria della relatività speciale, secondo la quale esso sarebbe una particella con un quadri-impulso di tipo-spazio, relegata a una porzione tipo-spazio del grafico energia-momento». Spero che la Signora Casalinga abbia capito qualcosa almeno lei, perché io non ho capito proprio nulla! Come fanno, poi, questi mentecatti, a usare tanti condizionali e parlare dell’ipotetica esistenza di questa particella (che se la chiami “particella” per la fisica è un “componente fondamentale della materia“), se poi ne descrivono d’appresso un dettagliatissimo comportamento? «Diminuendo l’energia di un tachione la sua velocità aumenta e quindi in una situazione del genere una piccola accelerazione ne produrrebbe una maggiore, portando a un effetto a catena simile alla catastrofe ultravioletta». Ecco, lo sapevo, dato che viaggia oltre la velocità della luce, senza modificare la sua massa e, quindi, dà tanto fastidio alla relatività, siamo arrivati anche alla “catastrofe ultravioletta”! Ma, andate a cagare tutti quanti !!!

Gleason, citato poc’anzi, aveva ragione da vendere, quando già allora (1890-93) redarguiva gli pseudo scienziati suoi contemporanei significando, purtroppo, che non è un male solo dei nostri tempi:

«Ogni novellino, che ha appena lasciato il suo nido o la cura di sua madre, si precipita sui libri di ortografia e di letture primarie e poi si prepara per un oracolo; discorsi a conoscenza dello spirito e della materia, dei mondi fisici e morali, delle leggi inflessibili ed eterne della natura, dei misteri del tempo e dello spazio, le meravigliose rivelazioni del magnetismo animale e spirituale, dell’infinito e dell’invisibile… Parla come se avesse sondato tutta la profondità della conoscenza, con un’aria di autorità indiscussa. Parla di cose conosciute e sconosciute, soprattutto di queste ultime. Usa formule e parole in prestito per discorsi. Parole di lunghezza prodigiosa e dai suoni assordanti.» (Alex Gleason – Is The Bible From Heaven? Is The Earth a Globe? – 1893 – pag. 30, Capitolo: II

Allora, vediamo di tirare le somme. La porzione di Terra che conosciamo, che calpestiamo, sorvoliamo e navighiamo (l’ecumene geografica) è PIATTA, non c’è da documentare più di tanto per dire “BASTA!” con le menzogne, le prese in giro e le storielle per bambini e pretendere a gran voce che sia raccontata la verità e siano cacciati via a pedate tutti questi impostori. Non un rinnovamento, quindi, ma un paradigma completamente diverso, perché tutta questa merda deve finire: “Truth must go on!

Ma, attenzione: in questo mio lungo sfogo, sicuramente scismatico per gli indottrinati alla Gleason, sto richiamando solo “la porzione di Terra che conosciamo”. Quella che dal polo nord arriva fino ai ghiacci antartici e che ci hanno sempre fatto vedere: rotonda (dividendo e alterando, necessariamente, proporzioni e dimensioni), inclinata, traballante, rotante e sparata verso uno spazio infinito. Di ciò che potrebbe esserci oltre e, della sua eventuale forma non posso parlarne perché, per ora, gli elementi a disposizione sono talmente esigui che è meglio tenerli in disparte, certo così di non raccontare stupidaggini.

È mia indole cercare d’essere sempre obiettivo e, super partes, giacché come ripetuto infinite volte, ciò che m’interessa è solo dare voce alla Verità. Spero, quindi, che in tanti comincino a pensarla allo stesso modo.

Commiato

Il cammino verso la Verità non è mai facile, soprattutto in un «mondo che si regge sulla menzogna» come affermava Giordano Bruno, dimostrandolo anche con la sua terribile scelta. Ciò che conta è la determinazione e, innanzitutto, la passione e l’onestà negli intenti, qualità ampiamente esibite nei lavori di qualche coraggioso pioniere.

Tuttavia, visionando centinaia di video, fotogramma per fotogramma e, verificando le fonti, non posso dire altrettanto di altri che, sebbene spinti dalla stessa passione e determinazione, hanno prodotto materiale viziato, pur di portare avanti le loro convinzioni, introducendo nei loro video spezzoni che invalidano totalmente i loro sforzi. La Verità non può reggersi sulla menzogna, anche quando ciò è fatto con la migliore delle intenzioni. Al più, che c’è tantissimo materiale, autentico, da utilizzare e, in questo, spero di avervi dato una traccia che porti a un totale rinnovamento di tutto l’Establishment. Anche perché, ripeto, nessuno di noi, individualmente, ha i mezzi e le risorse, per dimostrare come effettivamente funzioni, nella sua complessità, il “sistema Terra”.

L’onestà è anche una “forma di allenamento coscienziale”. Così, quando perfezioneranno (perché lo faranno essendo stati facilmente smascherati), per esempio, i falsi filmati sul Sole di mezzanotte in Antartide, per continuare a minare, a tutti i costi, la strada verso quella verità e conoscenza nascoste, come richiamò Armstrong a suo tempo, impiegando risorse che certamente hanno a disposizione e dimostrando, magari attraverso strumenti alterati, d’essere dove certamente non sono, non cadrete nella loro trappola tanto facilmente.

          C’è un passo del “I-Ching” che recita: «Perseverare corretto reca premio».

Roberto Morini (fisico nucleare e filosofo)

Terra, il Grande Inganno – parte seconda ultima modifica: 2017-11-03T10:48:34+00:00 da Pasquale Galasso
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Pasquale Galasso

Pasquale Galasso, editore di Altrogiornale.org – Conoscere non è avere l’informazione.