“Tesla: lo scienziato contro” di Edoardo Segato – 7 di 8

Edoardo Segato– Parte settima –

– Mini-vortici di etere

Sia secondo Palmieri, che secondo Kozyrev e Tesla, l’etere si muove attraverso infiniti moti spiraliformi, non solo a grandezze cosmologiche ma anche intorno a noi, come possiamo vedere dalla forma che prendono crescendo le piante e quasi tutti gli animali, sempre  mantenendo rapporti aurei. Tutti loro però affermano che ciò avviene anche a livello microscopico, nel vuoto degli atomi tra le particelle. Come dice Marko Rodin nella sua Matematica dei Vortici[86], l’etere non solo è ciò che permette agli elettroni di girare, ma è ciò da cui essi hanno origine. Mini-vortici d’etere al cui centro, forse grazie al meccanismo di Higgs, si crea la materia. Identica la supposizione di Wilhelm Reich, psicoanalista e biofisico allievo di Freud, per quanto riguarda i moti di superimposizione dell’etere (che lui chiamava orgone) per la creazione di materia[87].

Descrivendo le fluttuazioni quantistiche dell’enorme energia potenziale che oggi gli scienziati misurano nello spazio vuoto (topologia fluttuante), John Archibald Wheeler identifica questa schiuma come un continuum di distorsioni spazio-temporali. Se le fluttuazioni nel campo gravitazionale, come quelle di tutti i campi, aumentano d’intensità mano a mano che ci si avvicina a lunghezze quantistiche, si deduce che le fluttuazioni diventano talmente violente da provocare dei buchi nello spazio-tempo. Wheeler immaginò il vuoto quantistico in perenne agitazione, con la continua apparizione e apparizione di “cunicoli” e strutture complesse di dimensioni infinitesimali (lunghezza di Plank).

Nel 1971 Stephen Hawking, il secondo padre delle moderne teorie sui buchi neri, suggerì che debbano esistere “mini” buchi neri ovunque intorno a noi, forse creati dal Big Bang, come delle concentrazioni infinitesimali e invisibili nello spazio-tempo. Studiando quest’idea D.G. Coyne e D.C. Cheng della Cornell University propongono uno scenario in cui questi mini-buchi neri sono dappertutto e fabbricano la materia di tutto l’universo. Altre ipotesi dicono che ogni singola fluttuazione del vuoto quantistico crea un mini-buco nero, che scompare immediatamente creando però degli ovvi risultati nell’interazione con la materia. Nassim Haramein dal canto suo, nella sua Teoria Unificata ha dimostrato che i protoni hanno in verità una struttura piuttosto diversa da quella che conosciamo. Egli li descrive niente meno che come dei veri e propri buchi neri in miniatura (Protone di Schwarzschild)[88], connessi tra loro via entanglement, eredi diretti del concetto tanto caro a Einstein di “fabbrica” dello spaziotempo.

Steven Hawking infatti, a inizio 2014 fece un annuncio secondo il quale molte delle caratteristiche che crediamo di conoscere di questi fenomeni misteriosi sono del tutto da rivedere, che dovremmo smettere di chiamarli buchi, di chiamarli neri e che le formulazioni sull’orizzonte degli eventi e sul loro comportamento sono inesatte. Hawking viene considerato il massimo esperto vivente di buchi neri. Il 12 aprile 2015 l’Acceleratore di Particelle del CERN è stato rimesso in funzione. Uno degli obiettivi della prossima fase della sua riaccensione è proprio quello di “cercare” questi mini-buchi neri.[89]

Tesla affermò di poter estrarre energia da questi vortici di etere.

Per secoli siamo stati convinti di sapere cosa significasse la parola “vuoto”. Nello spazio non c’è niente, punto. Il vuoto però, non solo non è vuoto, ma contiene in verità una grande energia potenziale, la cui manifestazione osservabile è la più bassa rilevabile nel cosmo, proprio perché si trova in uno stato di equilibrio. L’energia retrostante però è molto più vasta e crea azioni misurabili, di cui abbiamo testimonianze sin da prima di Tesla. Nel 1650 Otto Von Guericke girò tutta l’Europa per esibire i suoi esperimenti con la pompa da vuoto. Venti persone non erano in grado di trattenere un pistone collegato ad una camera in cui era stato il creato il vuoto, perché esso si ritirava al suo interno. Quattro cavalli invece non riuscivano a separare due emisferi di metallo accostati con del vuoto indotto al centro.

L’effetto Casimir, teorizzato nel 1948 da Hendrik Casimir ma verificato solo cinquant’anni dopo, consiste in due lastre che si attraggono se poste ad una distanza nanometrica, traendo energia dal campo quantistico creato nel vuoto a causa delle particelle virtuali. Nel 1955 studiando la matematica quantistica John Wheeler evidenziò l’esistenza di una sorta di “schiuma” quantica, in cui particelle puramente virtuali si creano e si annichiliscono continuamente grazie al principio d’indeterminazione di Heisenberg, deformando lo spazio-tempo in una sorta di continua fluttuazione. Nel 1977 anche George Savvidy evidenziò che il vuoto è instabile.

Oggi abbiamo effettivamente osservato che il vuoto quantistico, non quello fuori l’atmosfera terrestre, non quello fuori il sistema solare, ma il vuoto spinto dove teoricamente dovrebbe esserci una condizione termodinamica, materica ed energetica di totale nullità, è invece pieno di attività. Paul Dirac propose la stessa cosa nel formulare le basi dell’elettrodinamica quantistica. Tale fluttuazione venne misurata dal rinomato fisico Richard Feynman, che calcolò l’energia presente nel volume vuoto di un bulbo luminoso come sufficiente a portare tutti gli oceani del pianeta al punto di ebollizione. Il suo collega John Wheeler dissentì, suggerendo invece che l’ammontare effettivo di energia fosse qualcosa come 10 alla ottantesima, abbastanza da annichilire l’intera galassia. Tomas Bearden però specifica  che la fluttuazione quantistica del vuoto non è la stessa cosa dell’energia del vuoto. La prima è la sua manifestazione visibile, il confine tra i due mondi, l’altra è quella non visibile.[90]

Gli Ingranaggi della Natura

Tesla profetizzò che un giorno l’essere umano capirà finalmente come attaccarsi agli “ingranaggi della natura”.[91] Da quel momento in poi saremo per sempre autosufficienti. Egli ci fece notare che il mondo in realtà è già pieno di energia gratis. Dobbiamo solo imparare a prelevarla senza spenderne altrettanta per farlo. Quella che ricaviamo dal vento, dall’acqua, dal magma e dal sole sarà energia totalmente libera nel momento in cui troveremo il modo perfetto per raccoglierla senza dispersioni.

Per tutto il Novecento l’espressione “energia gratis” venne considerata una vera e propria eresia, come una bestemmia o una menzogna impronunciabile, perché teoricamente contraddittoria della seconda legge della termodinamica: nulla si crea e nulla si distrugge. L’universo infatti, essendo il sistema chiuso per eccellenza, deve mantenere uguale il quantitativo dell’energia che possiede. Al suo interno inoltre il moto di rotazione di un corpo nello spazio si conserva se nessuna forza lo disturba. Le equazioni che descrivono lo spazio-tempo di Einstein confermano questi due principi, perlomeno finché non viene inserita la gravità e la distorsione che essa esercita. Per integrare i due principi con questa distorsione dei cluster di galassie Einstein dovette costruire una massiccia, virtuosa ma poco elastica struttura matematica, tralasciando però una spiegazione finale per la conservazione del moto angolare, inserendo una costante cosmologica senza però conoscerne il corrispettivo empirico. Edwin Hubble dedusse da alcune osservazioni che l’universo è in espansione e Einstein definì il suo calcolo del lambda come “il mio più grande errore”. Quando Feynman e Wheeler calcolarono l’energia del vuoto però subentrò di nuovo la presenza di questa energia contraria.

Nel 2004 Christian Beck della Queen Mary University di Londra e Michael Mackey della McGill University di Montreal hanno ipotizzato che le fluttuazioni del vuoto e l’energia oscura siano strettamente legati. Shouhong Wang dell’Indiana University College of Arts and Sciences e Tian Ma della Sichuan University hanno proposto semplicemente che senza la materia e l’energia oscura, né la quantità di energia né la quantità di moto angolare dei corpi si conserverebbero nel sistema chiuso universale. Le equazioni di campo gravitazionale sono state da loro riscritte per poter avanzare una nuova energia potenziale scalare, che unifica la materia e l’energia oscura, la cui densità varia a seconda del movimento delle galassie e della distribuzione irregolare della materia, che viene prodotta dalla “controparte oscura”. La faccia negativa della medaglia produce attrazione (gravità) e quella positiva crea repulsione (espansione cosmica). Al tempo nessuno aveva mai sentito parlare dell’energia o della materia oscura. Eppure oggi si pensa che esse costituiscano il 96% dell’universo conosciuto. Nessun modello che non ne tenga conto può ritenersi valido. Il fisico Leonard Susskind ha proposto di rinominare l’energia oscura, termine troppo fuorviante, sostituendolo con “pressione positiva del vuoto”. Altre proposte alla spiegazione della natura dell’energia oscura la descrivono come una caratteristica dinamica del vuoto quantistico[92], oppure introducono il concetto di “quintessenza” per definire l’eccitazione di particelle in alcuni tipi di campi scalari dinamici.[93] Il termine è stato scelto in corrispondenza con quello greco di “pémpton stoichêion”, quinto elemento, o “quinta essentia” dal latino medievale, come Aristotele chiamò l’etere.

La teoria Wang-Ma ovviamente modifica anche la formulazione della gravità di Newton, come tanti altri tentativi di unificazione moderni. D’altronde è vero che se Isaac Newton aveva dalla sua una trattazione matematica molto forte, dall’altra attribuì al volere di Dio il fatto che stelle e pianeti fossero sospesi nel cosmo, dichiarazione che gli imposero di cancellare dalla successiva edizione dell’opera in cui apparì. Difatti, mentre sembrerebbe conseguenziale accusare l’etere di Leibniz di ritorno ad un misticismo superato, fu in verità Leibniz ad accusare Newton di poca scientificità nel proporre l’azione di Dio come spiegazione di un fenomeno fisico. Va detto però che Newton stesso in fondo intendeva Dio come una sorta di etere, un mezzo fatto di puro spirito grazie al quale la gravità poteva essere spiegata[94], senza dover ricorrere ad alcuna “spaventosa” (spooky) azione a distanza, secondo le parole di Einstein. Per comprendere questa interpretazione newtoniana può essere utile il volume “Etere, Dio e Diavolo” in cui il già citato Wilhelm Reich avanza una spiegazione del perché l’orgone cosmico (come Reich chiamava l’etere) è stato a lungo identificato con il concetto di Dio, in quanto derivazione culturale e religiosa di un sapere ben più fondato e ben più antico sull’etere come campo cosmico intelligente (talvolta identificato come Akasha o campo akashico, riferimento all’antico concetto di energia universale dotata di coscienza e memoria).

È strano che oggi, di fronte alla madornale evidenza della presenza di questo potenziale sconfinato ancora si creda che l’estrazione di energia dal vuoto sia impossibile a causa della violazione delle leggi della termodinamica del nostro universo. Non si comprende perché ai calcoli termodinamici ci si ostini a non aggiungere quel 96% di energia potenziale rappresentata dall’energia oscura, calcolata da Feynmann e Wheeler. Principalmente questi tentativi vengono considerati attività pseudoscientifiche, il che suona strano dal momento che alcune delle personalità più eminenti del panorama scientifico internazionale vi si dedicano, con precedenza negli applicativi di propulsione o di generazione energetica. Alla NASA Marc G. Millis affronta la questione in modo teorico[95] mentre al Johnson Space Center già realizzano modelli pratici del Cannae Drive dall’agosto 2013. Il propulsore, che non necessita di nessun carburante, è stato realizzato dall’italiano Guido Fetta[96], presentato alla 50° Joint Propulsion Conference a Cleveland, Ohio nel mese successivo[97].

Molti ne affrontano gli aspetti teorici ma soprattutto pratici. Roger Shawyer, ricercatore britannico[98], Jack Kasher, professore emerito di Fisica presso l’Università di Nebraska[99], Yang Juan dell’Accademia Cinese della Scienza[100], H. David Froning[101], e molti altri. Uno dei più discussi resta senz’altro Harold Puthoff, fisico statunitense che in collaborazione con alcuni organi governativi americani come la CIA, la DIA, la United States Navy e la National Security Agency[102] lavora presso il laboratorio della Eart Tech Inc. da lui fondata, su questioni avanzate come appunto l’estrazione dell’energia dal vuoto polarizzato, per scopi gravitazionali e anti-gravitazionali[103].

fig 11 composta vortici di etere

Fig. 11 Due esempi di Motori che funzionano tramite polarizzazione del vuoto o curvatura dello spaziotempo. Il Motore Alcubierre a sinistra e gli EM Drive di Guido Fetta e Roger Shawyer[104].

La polarizzazione del vuoto è stata osservata sperimentalmente nel 1997, usando l’acceleratore di particelle TRISTAN in Giappone [105]. Parafrasando Giuseppe Cannata fisico siciliano, nel suo studio Etere e Relatività e Umberto Bartocci matematico perugino: «L’etere, che è diffuso in tutto l’Universo, si attua nella materia e nell’energia, penetrando in ogni dove attraverso vortici su qualsiasi livello, dagli ammassi galattici via via alle singole particelle. I grandi vortici comprendono quelli minori, tutti sempre a simmetria assiale, più o meno evidente. Tutto ciò che ci separa dall’etere su qualsiasi scala e dimensione, è il vuoto, 0 gradi kelvin. Le cariche elettriche elementari costituiscono vortici primordiali d’etere, particelle longitudinali, che seguono le leggi della fluidodinamica, e hanno simmetria assiale, quindi bipolare. Gli elettroni (o i protoni) si respingono tra di loro solo quando i loro assi di flusso d’etere entrante sono contrapposti. Sono però pronti ad attrarsi se i loro assi sono affiancati (al limite paralleli) come quando generano le correnti, sotto l’azione di un campo elettrico. Questo tende ad orientarli e ci riesce quasi perfettamente alle bassissime temperature (superconduttività), mentre alle nostre temperature ambiente le cariche elementari (in particolare gli elettroni nei conduttori metallici) per agitazione termica oscillano, tanto più rapidamente quanto più è intenso il campo elettrico. I neutroni, che appaiono come atomi di idrogeno, “freddi” cioè con protone ed elettrone compatti, sono però pronti a scindersi alle “temperature” esterne ai nuclei, non risentono di attrazioni o repulsioni elettrostatiche, ma subiscono attrazioni fluidodinamiche se gli spin sono paralleli, analogamente alle cariche elementari, ma più docilmente.»[106]

Negli anni ’90 Puthoff fece visita al laboratorio del fisico del plasma Alexander V. Chernetsky, che assieme al collega Yuri Galkin presso l’Istituto di Economia Nazionale Georgi Plekhanov di Mosca mise a punto un generatore al plasma simile a quello di Keshe che riesce a polarizzare il vuoto e convertire la sua energia in corrente elettrica.

«La scarica auto-generante emerge quando la corrente di scarica raggiunge una densità critica definita, quando i campi magnetici creati assicurano la magnetizzazione degli elettroni del plasma, ed iniziano ad eseguire principalmente movimenti cicloidali. L’interazione delle correnti con i loro campi magnetici forzano gli elettroni a deviare verso l’asse della scarica, di conformazione cilindrica, ed emergono i campi elettrici. È provato che questo fenomeno ‘attiva’ il vuoto fisico: in questo campo il vuoto è polarizzato, e di conseguenza le coppie virtuali iniziano a muoversi in una direzione definita, invece che caoticamente. I positroni virtuali accelerano gli elettroni del plasma, cedendo ad essi parte della loro energia.»[107]

La domanda sorge spontanea: perché nessuno ne sa niente? Perché tali progressi avvengono in sordina e quest’energia è pressoché sconosciuta? Nel corso degli anni ’20 e ’30 in Europa molti fisici si dedicarono al “problema” dell’energia di punto zero. Albert Einstein, Wilhelm Wein, Hendrik Lorentz, Walther Nernst sono solo alcuni di questi.[108] Se Tesla si fosse aggregato e confrontato con le loro ricerche avrebbe potuto sicuramente fornire un considerevole apporto. È vero anche che se i fisici europei avessero gettato un occhio a ciò che avveniva nelle università e nei laboratori russi, o nei sobborghi dell’America, forse le risposte (anche teoriche) sarebbero giunte più velocemente, e senz’altro in modo più unificato. Il prof. Chernetsky lavora sul suo generatore dagli anni ’70 e nel suo libro aggiunge che «la scarica è risultata generare un’onda di radiazione ancora sconosciuta, ma che evidentemente è sempre esistita. Come le onde sonore, anche queste hanno una componente longitudinale di campo elettrico ed un’alta penetrabilità attraverso i materiali conduttivi, inclusi i metalli. Risultò che queste onde singole, che ‘risvegliano’ l’energia nascosta del vuoto, possono alterare la sostanza delle strutture. L’esperimento, compiuto all’Istituto Burdenko di Neurochirurgia di Mosca alcuni anni fa, ha dimostrato che la radiazione SDG ha accelerato la decomposizione nucleare beta dal 5 al 6 per cento.»[109]

[86] Vortex Based Mathematics
[87] Superimposizione cosmica, Wilhelm Reich, Sugarco Edizioni, pp. 35-46, 1951.
[88] N. Haramein, The Schwarzschild Proton, AIP CP 1303, ISBN 978-0-7354-0858-6, pp. 95-100, Dicemebre 2010; vedi anche: The Schwarzschild Proton – Nassim Haramein
[89] Rainbows and mini black holes
[90] Tom Bearden Website Logo
[91] Experiments with Alternate Currents of High Potential and High Frequency, I.E.E., Londra, Febbraio 1892.
[92] Spyros Basilakos, Joan Sola, Effective equation of state for running vacuum: “mirage” quintessence and phantom dark energy, in “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society”, 437,4, (2014), DOI:10.1093/mnras/stt2135; vedi anche: Il vuoto quantistico per spiegare l’energia oscura
[93] Energia oscura – Quintessenza
[94] Isaac Newton, Philosophiae Naturalis Principia Mathematica , 5 luglio 1687, Benjamin Motte editore, (edizione 1713), Vedi anche: Betty Jo Teeter Jobbs, Isaac Newton, Scienziato e Alchimista, il doppio volto del genio, ed. Mediterranee, pp. 173-177, 2002. MaturitàOttica
[95] Is Warp Drive Real?
[96] Numerical and Experimental Results for a Novel Propulsion Technology Requiring no On-Board Propellant, Guido Fetta, Dowylestown, PA 18901. Vedi anche: Numerical and Experimental Results for a Novel Propulsion Technology Requiring no On-Board Propellant
[97] Anomalous Thrust Production from an RF Test Device Measured on a Low-Thrust Torsion Pendulum, David A. Brady, Harold G. White, Paul March, James T. Lawrence, Frank J. Davies, NASA Lyndon B. Johnson Space Center, Houston, Texas 77058. Vedi anche: Anomalous Thrust Production from an RF Test Device Measured on a Low-Thrust Torsion Pendulum
[98] The EmDrive
[99] Likelihood of UFOs – Jack Kasher
[100] Net thrust measurement of propellantless microwave thrusters, Yang Juan, Wang Yuquan, Li Pengfei, Wang Yang, Wang Yunmin, Ma Yanjie, Northwestern Polytechnical University, 25 Ottobre 2011; Vedi anche: Net thrust measurement of propellantless microwave thrusters
[101] Quantum Vacuum Engineering for Power and Propulsion from the Energetics of Space, H. David Froning, CA, 90262, USA.
[102] Harold E. Puthoff
[103] Earth Tech International – Pubblications
[104] RF resonant cavity thruster; Alcubierre drive
[105] Measurement of the Electromagnetic Coupling at Large Momentum Transfer in Physical Review Letters, I. Levine, Topaz Collaboration, vol. 78, 1997, pp. 424–42; Polarizzazione del vuoto.
[106] Etere e Relatività, Giuseppe Cannata, Episteme; si veda anche: Teoria della Relatività Ristretta ed ipotesi dell’Etere, Umberto Bartocci, Perugia, Dipartimento di Matematica, Università degli Studi, Aprile 1988.
[107] Energia dal vuoto – un importante passo avanti, Andrei Samokhin, Nexus New Time, n. 16, pp. 47-48; si vedano anche: Systems of Plasma with separation of chargesfrom, A.V. Chernetski, Mosca, 1983; Free energy, Alexander V. Frolov, Russia Faraday Laboratories Ltd, New Energy Technologies, Issue #2 Marzo-Aprile 2003, pag. 23. Chernetsky’s Plasma Generator dov’è è scaricabile anche un video di reportage dove si parla della visita di Puthoff e delle correlazioni tra il lavoro di Chernetsky e quello di Nikola Tesla.
[108] Zero-point energy
[109] Ibidem.


copertina libro            Edoardo Segato

                   Tesla
        Lo scienziato contro

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11885324_993906997299123_342900139766678794_nEdoardo Segato studia Musica e Nuove Tecnologie al Conservatorio G. Verdi di Milano. Fa parte di Officine Tesla, società che intraprende percorsi di ricerca, sviluppo e produzione in vari settori culturali e tecnologici. Con i colleghi La Gare e La Belvert ha realizzato concerti in Europa, Israele, Bosnia e Inghilterra, una colonna sonora teatrale a Milano, uno spettacolo di letture e musiche inedite sul Novecento storico italiano e molte altre attività che spaziano dal sound design alla semiotica alla mitologia. Nel 2015 ha pubblicato il suo primo libro con Hoepli, “Tesla, lo scienziato contro“.

“Tesla: lo scienziato contro” di Edoardo Segato – 7 di 8 ultima modifica: 2016-02-05T00:16:23+00:00 da prixi
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