TROPPE FACCE SU MARTE… PARTE II

Il Giornale Online
Le sfere misteriose

Da Antonio

In un filmato (QuickTime) NASA disponibile in rete e' possibile vedere una panoramica a 360° in BN di una vasta area della zona “Twin Peaks” . Di questa immagine, si può “ruotare” il punto di vista spostando il mouse, ed effettuare zoom con i tasti (Ctrl Shift). In modalità zoom, ho scansionato gran parte dei 360° e notato in un'area ben precisa, una sfera molto chiara. Controllando l'area di questo dettaglio con la foto Twin Peaks ho notato 3 sfere: due vicine ed una poco distante.

A giudicare dalle ombre, le immagini dovrebbero essere state riprese nell'arco dello stesso periodo, ma non si capisce, come mai la sfera nel fotogramma del filmato abbia un riflesso nettamente diverso da quello delle 3 sfere visibili nell'immagine Twin Peaks. La mia opinione e' che le immagini utilizzate per formare il filmato (QuickTime) potrebbe essere più originale di quelle “ripulite” per formare la panoramica Jpg “ufficiosa”. Quindi e' probabile che nel filmato in BN ci siano alcuni “particolari” che non presentano ancora manipolazioni da parte della NASA. Qualcosa si e' mosso in quella piccola area… nessuno se n'e' accorto???
vedi i dettagli nella foto sotto:

I colori di Marte

Da Warp
Un particolare interessante riguarda la discussione sui colori delle immagini Marziane. Ufficialmente non si trova in rete una scheda esplicativa sia delle ottiche montate sui veicoli NASA sia delle loro prestazioni. Da Marte sono arrivate immagini a colori ed in BN. Nelle immagini a colori ad alta definizione prevale il tono rosso bruno che ci mostra il pianeta come sempre ci e' stato scientificamente descritto….il pulviscolo rossastro sospeso da' anche al cielo privo di atmosfera il colore rossastro al quale la NASA ci ha abituati. In un'immagine a colori i principali sono Rosso (Red) Verde (Green) e Blu (Blue) .

Nei programmi di grafica la funzione “Split RGB” ci permette di modificare sia singolarmente che insieme i 3 colori modificando le caratteristiche dei colori dell'immagine. Il ricercatore tedesco Hogler Isenberg ha scoperto che le foto NASA messe a disposizione dal pubblico presentavano una colorazione modificata in base ai parametri sopra citati, e lavorando su questi parametri ha realizzato delle elaborazioni che contengono i probabili colori che le ottiche dei lander NASA hanno visto veramente (vedi foto colori marte allegata alla ricerca).

Il Ricercatore afferma che già dalle prime immagini a colori del 1977 giunte a terra dalle sonde Viking si sia operato in questo senso. Spunto per la sua ricerca sono state le immagini dell'Hubble Space Telescope che mostravano nel 1997 una chiara aura azzurrina intorno a Marte.

Dalle sue elaborazioni macchie sulle rocce marziane impietosamente fatte diventare rossastre dalla NASA sarebbero di colore della banda verde giallo… Io ritengo che le immagini mostrino la presenza di vita a livello di muschi o microfunghi (muffe) adattatesi ad un umidità rarefatta o tracce di forme microvegetali poi fossilizzate? Il colore del cielo sorprendentemente azzurro ci dimostra che non c'e' pulviscolo ma acqua in sospensione nell'atmosfera marziana?
Per una miglior visione dell'argomento vi consiglio il sito: http://mars-news.de/ nel quale troverete la ricerca di Hogler Isenberg sui veri colori di Marte (Blue Sky on Mars) circostanziata e ricca di esempi. Vi consiglio la visita completa del sito che ritengo il più bello in Europa sulle anomalie Marziane. Sito in Tedesco/Inglese

I falsi

Da Warp

Durante la missione Mars Pathfinder dopo l'immissione in rete delle prime immagini apparve in parecchi siti una sequenza zoomata di una presunta immagine che mostrava cupole artificiali nella zona di atterraggio del Pathfinder. Evidentemente i creatori di questa immagine erano ancora convinti che il suolo marziano fosse tutto uguale, perché hanno utilizzato due differenti immagini per creare la sequenza zoomata e le cupole risultano chiaramente aggiunte poiché sono più definite dello sfondo al quale sono poi state incollate. Dopo ripetute mail e contatti con la mia spiegazione dell'immagine ai siti che la contenevano, ne e' apparsa una che eliminava gli errori che conteneva la precedente con risultato peggiore. E' quindi evidente che si tratta di un falso grossolano e dopo aver esaminato centinaia di foto successive a quelle contenenti le cupole che inquadravano la stessa zona con risoluzione che rendeva visibile anche una monetina, nulla di simile risulta presente o cancellato.

(vedi foto cupole allegata alla ricerca).

Un'altra immagine inserita nel CD della NASA contenente le immagini dal suolo della missione Pathfinder analizzata con un forte contrasto mostrava la presenza di una “Cosa” che qualcuno ha definito Umanoide. Dalle mie analisi delle visuali laterali al punto in cui sembrava esserci questo Umanoide non ho riscontrato presenze anomale anche perché si sarebbe trattato di un Umanoide alto almeno 10 metri.
Forse era di passaggio….vedi la foto sotto:

Note dell'autore

Per geometrie non conducibili a forme naturali intendo non creatasi da qualsiasi tipo di erosione conosciuta (sulla Terra) ne' da frammentazione di pietre che creano forme geometriche in base al loro naturale reticolo di frattura .
Per casualità intendo, come sottolineato dalla redazione di ufololgia.net, che forme antropomorfe oltre ad esistere in natura spesso sono dovute a erosioni spettacolari o ad illusioni ottiche dovute a fenomeni atmosferici o di illuminazione particolare.
Sulla Terra antiche popolazioni usavano metodi originali e ancora misteriosi di scultura per fare in modo che la luce del sole facesse vedere durante precise ore o periodi dell'anno le immagini scolpite, poco definite o invisibili durante il resto della giornata. Esempi sono:

Le teste di Marcahuasi (Perù)

la figura barbuta sulla parete di una montagna a Ollantaytambo (Perù)

x

L'ombra del serpente a Chichen Itza (Yukatan)

così come la Dama del Mali

o la testa di Indiano presso il monte Rushmore (Usa). Anche lo stile Amarniano durante il regno del Faraone Amenophi 4°( Akhenaton) fottosotto:

modificò il classico bassorilievo Egizio in rilievo ad incavo: la luce del sole dava alle figure scolpite dinamicità e spessore una sorta di effetto 3D che faceva sembrare le figure Vive.
Quando si parla di giochi di luce, che su Marte danno l'impressione di vedere qualcosa che non c'e', e' giusto ricordare anche questi particolari.

Considerando che a sud dell'area fotografata e' visibile un'enorme cratere d'impatto qualsiasi cosa oltre ad essere stata spazzata via e' stata ricoperta con effetto Pompei e lentamente riportata alla luce dai fenomeni atmosferici successivi a questo cataclisma.
La foto Twin Peaks mostra due vistosi ritocchi evidenziati nella foto SO 184 e perfettamente visibili in quella ad alta risoluzione e riguarda i contorni di alcune rocce…come fossero stati corretti.

Non appaiono aree mascherate o modificate dietro queste rocce ma i loro bordi sembrano ritagliati (?) come se la porzione fosse stata tagliata ed alzata per coprire qualcosa dietro senza modificare l'aspetto generale dell'immagine.In quel punto dietro a queste rocce si intravedono aree circolari completamente sgombra di detriti.
Nelle centinaia di foto che ho esaminato le rocce ritoccate ci sono sempre tutte e alcune prospettive mostrano contorni leggermente diversi.
Una parte della foto Twin Peaks, vedi foto sotto:

presenta un'area notevolmente sfocata, come se la ricezione sulla Terra di questa parte dell'immagine fosse parziale o disturbata. In quell'area parecchie rocce ricordano forme animali.

Ricerca a cura di Warp

Nota: Tutte le foto sono copyright dei rispettivi autori e sono state ottenute da Internet. Nel caso in cui deteniate i diritti per le foto pubblicate su questa ricerca, saremo lieti di riportare il link in ciascuna pagina, menzionando gli autori della foto e la fonte da cui è stata tratta, o di cancellare l'immagine se questo è il vostro desiderio.

Fonte: http://www.ufologia.net/headlines/articolo_view.asp?ARTICOLO_ID=729

TROPPE FACCE SU MARTE… PARTE II ultima modifica: 2008-01-24T16:28:23+00:00 da Richard
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Richard

Noi siamo l’incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all’autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)