UFO e piloti di linea – Il caso Nash/Fortenberry

Il Giornale Online
di Massimo Staccioli (ufoplanet.it)

Da molto tempo si supponeva che gli U.F.O. fossero guidati, per il modo in cui si muovono, per via…telepatica! Proprio per l'immediatezza delle loro evoluzioni; il tutto si rivelò esatto dopo che il Col. Philip Corso rese pubblici i suoi studi e le sue ricerche su ciò che si ritrovò nel deserto del New Mexico, a Roswell. Così ci si rese conto che gli Alieni, tramite il pensiero, attraverso una sorta di cuffie e una tuta speciale, ponendo le loro mani su un'apposita tastiera di comando, si interfacciavano con l'intera Astronave dando comandi precisi ed immediati!

Nella testimonianza che riporterò si potrà evidenziare ciò che è stato scoperto in seguito, ai giorni nostri. Quella sera del 14 Luglio del 1954, le condizioni atmosferiche erano ottime : chiarezza e visibilità illimitate. Un DC-4 (quadrimotore ad elica) delle linee Pan American Airlines in rotta verso Miami, si avvicinava a Norfolk, in Virginia. Era pilotato da W. B. Nash con il co-pilota V. H.Fortenberry. Entrambi volavano per le linee aeree da più di dieci anni, con migliaia di ore di volo all'attivo. Erano ad una quota di 8000 piedi (circa 2600 m.); l'orologio di bordo segnava le 21,12, quando Nash e Fortenberry scorsero davanti l'aereo un bagliore rossastro. Subito dopo videro 6 Macchine gigantesche a forma di Disco in volo verso il quadrimotore ad una velocità fantastica, 1 miglio più in basso dell'aereo. Risplendevano di una forte luce arancione, “simile a quella di un metallo rovente” dissero i piloti. Confrontati con gli oggetti al suolo, i Dischi sembravano avere un diametro di 30 m. (ed era la prima volta che potevano essere osservati dall'alto)!
I 6 Strani Oggetti volavano in formazione “a scala”, con l'Apparecchio-guida nel punto più basso.

Avendo evidentemente avvistato il DC-4, il primo Disco d'un tratto rallentò considerevolmente ed allora il suo splendore si attenuò sensibilmente. Mentre rallentava, i due Dischi più vicini si fermarono per un istante. I piloti sono sicuri che essi sopravanzarono l'Apparecchio-guida, come se il suo segnale fosse giunto loro troppo tardi o per lo meno inaspettatamente! Poi con un movimento d'insieme, tutti e 6 i Dischi si piegarono d'un lato. Dalla rapida visione che se ne ebbe, sembrava che il loro spessore fosse di circa cinque metri; soltanto la superficie superiore splendeva; i lati e la superficie inferiore apparivano scuri. Con un brusco cambiamento di rotta, almeno 150°, si allontanarono… Quindi ripresa la Loro poìsizione “a scala”, in volo di nuovo orizzontale, la luce da loro emessa divenne d'un tratto più viva, come a causa di un repentino aumento della forza che li azionava. Un secondo dopo, altri 2 Dischi solcarono il cielo al di sotto del DC-4, aumentando la velocità per raggiungere, in 2 o 3 secondi, la strana formazione precedente! Questi ultimi sembravano ancora più luminosi. D'un tratto tutti i Dischi si oscurarono! Quando il loro chiarore si rimanifestò, i piloti si accorsero che ora tutte le 8 Macchine erano perfettamente allineate. Si diressero poi verso Ovest e, portandosi fulmineamente ad alta quota, ben presto sparirono nella notte.

Scossi e preoccupati per l'affascinante ed eccezionale “incontro”, i due piloti, appena si ripresero dallo stupore, chiamarono via radio il controllo di Norfolk e comunicarono, tutti eccitati, i dettagli completi dell'avvistamento. Non erano passati che pochi minuti dalla comunicazione al Centro di Controllo che la storia dell'accaduto correva già per la rete telegrafica della stampa (un po perché non è difficile ascoltare le frequenze aeree civili; poi, dal 52 al 54 furono anni di continuo “allarme” per gli UFO ). In attesa dell'arrivo, Nash e Fortenberry, si misero a calcolare la velocità stimata dei Dischi, con un apparecchio Dalton Mark-7. La distanza coperta, dal momento dell'avvistamento fino alla loro scomparsa, era di circa 50 miglia; le strane Macchine avevano percorso questa distanza in non più di 15', quindi la loro velocità era di 12.000 miglia orarie…! Era senz'altro una velocità incredibile! In seguito, parlando con degli intervistatori, i piloti indicarono più cautamente una velocità inferiore. Perfino nei loro rapporti riservati, destinati ai Servizi Segreti, i due piloti notarono che gli uomini dei Servizi non apparvero affatto impressionati, nè dalla velocità incredibile nè dall'inconcepibile inversione di rotta dei Dischi.

Per il modo con cui tali Oggetti apparvero loro, i piloti ritenevano che stessero eseguendo delle evoluzioni nei pressi di Norfolk, osservando la Base Navale e quella Aerea e in attesa, probabilmente, degli altri 2 Dischi. Sia Nash che Fortenberry si convinsero, dopo quell'avventura, che qualunque fosse il loro scopo, i Dischi, erano macchine pilotate in modo intelligente, provenienti dallo Spazio esterno al nostro Pianeta. L'A.T.I.C. (l'Air Tecnical Information Center) non aggiunse alcun commento al rapporto. Ma finiva, come molti altri, con la scritta: “….conclusione: il caso è inspiegabile”. Per i precisi riferimenti assai particolareggiati dell'avvistamento, fu in seguito incluso un incartamento segreto a Washington.

Fonte: http://ufoplanet.ufoforum.it/headlines/articolo_view.asp?ARTICOLO_ID=9066

UFO e piloti di linea – Il caso Nash/Fortenberry ultima modifica: 2011-04-11T08:30:27+00:00 da Richard
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Noi siamo l'incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all'autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)