UFO, scienziati e distanze stellari

Il Giornale Online
Ecco di seguito la relazione che Antonio De Comite ha proposto al pubblico che ha seguito il 9° Convegno di Ufologia città di Roma del 4 dicembre 2010 e organizzato dagli amici del CUN (Centro Ufologico Nazionale). Buona lettura:

Molti pensano che gli UFO non siano d'interesse per la Scienza, in realtà fin dalla nascita del fenomeno, avvenuta ufficialmente il 24 giugno 1947, molti scienziati sono stati convolti attivamente in questa problematica e, continuano ad esserlo a tutt'oggi. Fra i primi scienziati che si occuparono degli UFO ci fu Thomas Brown, che fu ricercatore nel campo dell'elettromagnetismo, nelle radiazioni, la fisica, la gravità e tecnologie alternative. Nel 1952 una sua ricerca, fatta assieme a altri colleghi della Università per le Ricerche Sociali, apparve sul Los Angeles Times. Le conclusioni furono sorprendenti: i dischi volanti non solo esistevano, ma operavano nel campo dell'elettrogravità che “agisce come un onda con il polo negativo nella parte superiore e il polo positivo in quello inferiore”. “Il disco viaggia come una tavola da surf sul pendio di un onda che viene tenuta continuamente in movimento da un disco generatore elettrogravitazionale”. Inoltre conclusero che questi oggetti erano controllati da una intelligenza piuttosto che da un pilota e capaci di velocità vicino a quelle della luce, ossia 188.000 miglia al secondo.

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Sopra articolo sulla ricerca di Thomas Brown apparso su “Los Angeles Times” del giorno 8 aprile 1952

Altro importante scienziato che si occupò di UFO fu Wilbert Smith, che lavorava per il Ministero dei Trasporti Canadese. Fu ingegnere e specializzato nel campo della Geomagnetica. Nel 1950 fu incaricato dal governo canadese di indagare sugli UFO e Smith accettò subito volentieri, visto che voleva verificare se queste “cose” che volavano nei cieli fossero reali. E venne accontentato, Smith oltre a verificare con analisi strumentali l'esistenza di questi oggetti, si mise in comunicazione con un amico al Pentagono, il quale confermò che i dischi volanti esistono, il loro “modus operandi” è sconosciuto, un piccolo gruppo negli Stati Uniti, gestiti da Vannevar Bush, era incaricato a risolvere l'enigma di questo problema di importanza capitale e, aspetto ancora più importante, che il fenomeno UFO negli Stati Uniti è classificato a livelli di segretezza superiori, perfino della Bomba H.
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Sopra i documenti declassificati del “Magnet Project” creato da Wilbert Smith e la parte evidenziata (la terza) sui “dischi volanti”

Un altro uomo di scienza che ebbe un interesse per il mistero degli UFO fu il premio Nobel Linus Pauling, anzi due volte insignito del Nobel, uno per la Chimica e uno per la Pace. Pauling dell'Università dell'Oregon fu menzionato dal prestigioso “New Scientist” tra i 20 scienziati più importanti di tutti i tempi. Ebbene questo grande luminario del Sapere propose il 16 luglio 1966 uno “Studio sugli Oggetti Volanti Non Identificati”, con la creazione di un gruppo. Pauling proponeva uno studio sulla possibilità che esseri senzienti extraterrestri fossero in contatto con noi da lungo tempo, l’analisi degli elementi di prova circa la possibilità dell’ origine extraterrestre dell’uomo e di alcuni o di tutti gli altri organismi sulla Terra. Questa analisi comprende lo studio comparativo delle strutture molecolari dell’uomo e di altri organismi, come il citocromo-C nell’uomo e il lievito del pane; l’analisi dei dati paleontologici sui periodi geologici in cui antenati riconoscibili degli attuali organismi viventi esistevano sulla Terra , e le conclusioni circa il momento in cui la vita extraterrestre potrebbe essere stata introdotta. Non escludeva lo studio sulla possibilità di esseri senzienti in altre parti del cosmo. Come state notando il problema UFO è intersecato in tutti i campi del Sapere, quindi la Scienza è morbosamente attaccata a ciò.


Sopra il due volte premio Nobel Linus Pauling e sotto i documenti declassificati che mostrano l'interesse del grande scienziato nei confronti degli UFO

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Un accenno anche a Joseph Allen Hynek che come scienziato aveva un interesse sugli UFO e che non a caso è ritenuto il “padre dell'Ufologia” contemporanea. Hynek faceva parte del cosiddetto “Collegio Invisibile”, che era un team di ricerca sul fenomeno UFO sovrannazionale, non sottoposto a pressioni politiche o militari di alcun genere. Si trattava in sostanza di incontri informali e periodici tra ricercatori che si tenevano aggiornati sulla questione. Ebbene fra questi ricercatori c'era un suo amico, il professor Jacques Vallee, astronomo franco-americano che nel 1961 si affacciò al discorso sugli UFO.

La teoria che gli UFO fossero di origine extraterrestre non fu accettata da Vallee, anzi lui fu fautore della cosidetta “Origine Parafisica degli UFO”.Vallée li riferisce a un'altra realtà che interferisce con la nostra, e che viene interpretata in ogni epoca all'interno del contesto culturale dominante. Nasce una nuova corrente, quella che verrà chiamata “ufologia parafisica”, fautrice della provenienza degli UFO non dallo spazio ma da una realtà a noi parallela, pur se non sempre visibile. Ma l'elenco non finisce qui.

Nel 1997 Laurance Rockefeller che da sempre ha dimostrato grande interesse nel fenomeno U.F.O. chiese a Peter Sturrock al tempo direttore del Center for Space Science and Astrophysics alla Stanford University di organizzare un meeting con molti dei più illustri scienziati per discutere su quali prove esistessero sugli U.F.O.. Ricercatori di Princeton, del MIT, di Stanford e del Center for Space Research francese concentrarono la loro attenzione su quei casi che presentavano tracce fisiche, dimostrando che esistevano casi solidi che valeva la pena di indagare.



Sopra foto del professor Peter Sturrock

Che dire potremmo continuare all'infinito, questo è la dimostrazione che UFO e Scienza possono andare d'accordo, l'importante è che l'argomento venga trattato senza preconcetti e censure, altrimenti non è Scienza ma una specie di Santa Inquisizione. E' famosa una frase del grande Albert Einstein che dice “chi non ammette l'insodabile mistero non può essere neanche uno scienziato”. E questi scienziati che non ammettono l'ignoto, per fortuna in decadenza, sono quelli che affermano che gli UFO, per via delle distanze siderali e per via del limite invalicabile della velocità della luce, non possono giungere sulla Terra.

Noi ufologi non abbiamo la verità sull'origine e la natura degli UFO, diamo solo delle possibilità, delle interpretazioni, delle ipotesi. Se avessimo avuto la certezza che gli UFO siano extraterrestri non saremmo nemmeno qui a parlarne. Diciamo che l'origine aliena degli UFO è quasi certa. E quindi non abbiamo nemmeno le certezze matematiche da dove possano provenire. Se ipotizziamo che alcuni UFO siano d'origine estranea al nostro pianeta e se escludiamo che abbiano presunte basi sulla Terra e in altre zone del nostro sistema solare, dobbiamo ipotizzare che arrivino da un'altra parte. Gli scettici, anche se sono d'accordo sul fatto che statisticamente l'Universo è pullulante di vita, non è d'accordo invece sul fatto che astronavi extraterrestri possano giungere sin da noi, per via delle distanze immense e sul discorso sul limite invalicabile della velocità della luce.

La velocità della luce è una costante fisica, apparentemente invalicabile, che si muove nello spazio a circa 300.000 km al S. Quindi, siccome per gli scettici, non esiste oggetto che possa superarla, o quanto meno avvicinarla, non ci possono essere visite che arrivano da fuori la Terra. Ma secondo la Teoria della Relatività di Einstein, pur se la velocità della luce resta un limite invalicabile si potrebbe, quanto meno, aggirarla. Come è possibile ciò? Ci viene in aiuto la Fisica quantistica. Secondo questa materia scientifica per aggirare la velocità della luce bisogna teoricamente piegare o curvare lo Spazio Tempo.

Spiegando ciò in termini semplici. Immaginiamo di essere in possesso di un tavolo elastico (tipo quello per saltare), prendiamo una palla da bowling e mettiamola al centro. Ciò che si ottiene è che la palla ha creato una specie di imbuto al centro. Bene, immaginiamo questo fenomeno sull'immensamente grande, ossia pianeti aventi una massa che creano una curvatura spazio-tempo. Più un corpo ha una massa considerevole (quindi più gravità) più si è in grado di curvare lo spazio tempo.

Immaginiamo quindi delle astronavi, che abbiano una propulsione Warp (ossia a propulsione a curvatura), utilizzerebbero degli accorgimenti per andare alla velocità della luce o aggirarla. Ma è sufficiente avere una tale tecnologia oppure bisogna che venga un qualcosa che l'Universo ci dà? E in questo caso ci vengono in aiuto i Buchi Neri.

Un buco nero è un corpo celeste estremamente denso dotato di un'attrazione gravitazionale talmente elevata da non permettere l'allontanamento di alcunché dalla propria superficie. Ebbene se teoricamente un astronave, un ipotetico UFO, entrasse in questo oggetto mostruoso del cosmo sarebbe distrutto? Al momento nessuno è andato fisicamente all'interno di un buco nero, ma ipoteticamente un oggetto di questo genere potrebbe essere un punto di contatto, una porta, uno stargate per altri universi. L'ipotesi degli Universi paralleli non è tanto peregrina, anzi è una ipotesi molto acclarata dai fisici quantistici.

Gli universi paralleli sarebbero uno smisurato grappolo di Universi che viene chiamato Megaverso, un neologismo che deriva dalla contrazione dei termini “mega” (grande) e Universo. Ma forse è più corretto definirlo Multiverso. Ebbene questi Megaversi o Multiversi si potrebbero collegare fra di loro attraverso dei cosiddetti “Wormholes”. I Wormholes sarebbero dei “cunicoli” tra due punti dello spaziotempo. Il wormhole sarebbe una scorciatoia diciamo… e come tale permetterebbe alle informazioni di spostarsi più velocemente della luce, proprio questo permetterebbe (oltre al viaggio nello spazio) i viaggi nel tempo.

Quindi un ipotetico UFO, utilizzando ciò, potrebbe annullare le distanze stellari in un batter d'occhio e stare qui in pochissimi minuti, anche se la loro “casa” è anni luce da noi. Faccio un esempio, se una ipotetica civiltà abitasse nei pressi di Alpha Centauri che si trova a circa 4,3 anni luce, utilizzando un Wormhole potrebbe essere qui solo in circa…4 minuti.

E qui non c'è bisogno di civiltà di miliardi più avanti di noi, anche una civiltà di 5000 anni più avanzata della nostra potrebbe in teorie fare queste cose, senza escludere teletrasporto e viaggi nel tempo. Queste tecniche, soprattutto quelle del Teletrasporto sono studiate anche dall'USAF americana, come dimostra un documento declassificato nel 2005 e scritto da Eric Davis. E i militari pensano che queste tecnologie possano portare per davvero a clamorosi successi. Che dire per concludere, brevemente ho ipotizzato su come potrebbero arrivare eventuali astronavi aliene da noi e quale tecnologia possano utilizzare. Naturalmente siamo nel campo della speculazione, ma queste ipotesi sono prese molto sul serio da scienziati di nuova leva, che sono il volano giovane che porterà il futuro, si spera, a un qualcosa di positivo e utile. Concludendo si potrebbe anche pensare che alcuni UFO non siano extraterrestri nel vero senso della parola, ma potrebbero essere oggetti pilotati da uomini del futuro, che vengono nel passato per vedere il loro film da cineteca che li ha portati ad un livello tale che oggi ci sembra fantascienza. Non escludiamo nulla.


Articolo scritto da Antonio De Comite

Fonte: http://www.centroufologicoionico.com/articoli/news/258-ufo-scienziati-e-distanze-stellari
Vedi: http://www.altrogiornale.org/news.php?item.5543.10

UFO, scienziati e distanze stellari ultima modifica: 2010-12-09T16:40:15+00:00 da Richard
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Noi siamo l'incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all'autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)