Un altro 2012 nel 75.748 a.C.

Roberto Morini

Roberto Morini

Quando ho realizzato “Aspettando il 2012 di Roberto Morini” (scarica documento) non ho fatto altro che delineare, per via informatica, il punto della situazione in base a tutti i riferimenti che le varie branche della scienza ufficiale avevano partorito fino allora, giacché un sunto vero e proprio non era mai stato fatto.

Ciò che mi ha spinto a realizzarlo, oltre alla mia curiosità personale, era potere rendere comprensibili a tutti i punti cardine, poiché trovo più corretto informare ed educare la popolazione, anziché lasciarla ignara in balia degli eventi, diversamente dalle opinioni condivise dalla politica e dai mezzi di comunicazione di massa, laddove il tema principale non è quello, più comprensibile, di non creare panico.

Quest’ultimo, tuttavia, sarebbe causato proprio dalla mancanza di un’adeguata informazione/educazione (vedasi la nota a seguire che sottolinea appunto l’orientamento di cui sopra).

Tratto da un meeting tenutosi allo «Z Media Institute» in giugno 1997 – ZMI «Summer School for Media and Politics» 18 Millfield St. Woods Hole MA 02543 USA. Riportato da Noam Chomsky su «Il collasso del quarto potere». Affermazione: “I media che si rivolgono alla massa stanno essenzialmente tentando di distrarre le persone”. Risposta: “Lasciate che facciano altre cose, basta che non scoccino noi […] Dobbiamo tenere la massa lontana dall’arena pubblica perché è troppo stupida e, se fosse coinvolta, ci creerebbe solo dei problemi […] Il suo ruolo è essere spettatore, non partecipante”.

Purtroppo, anche: «Qui addit scientiam addit dolorem!», quindi mi sono rimboccato le maniche e ho cominciato ad approfondire ciò che poteva essere d’interesse sull’argomento. In pratica a ricordare quanto già sapevo, ma che, forse anche per pigrizia mentale non ho mai preso in considerazione prima d’ora, fagocitando come dato di fatto scontato quello che, innumerevoli scienziati, avevano tradotto in teorie e tesi prima di me.

Quello che rammarica e stupisce, andando a fondo nella storicità degli enunciati, è l’accettazione incondizionata di teorie, mai divenute tesi, oppure di ipotesi accreditate per popolarità del proponente (senza riserva alcuna, in pratica, acclamate per fiducia… come la teoria sulla rotazione terrestre di Gilbert). Oppure ancora, come già sottolineato a proposito della dualità della luce, la ricerca più che caparbia di ottenere un risultato, non importa quale, purché la “faccia” della scienza sia salva, in ogni caso!

In aggiunta a ciò, di fronte a eventi nuovi per la comprensione della nostra civiltà contemporanea, nonostante le migliaia di teorie e formule a disposizione (che proprio qui, si palesano nella loro vera sostanza), la risposta scientifica pubblicata sui media, è quasi sempre dello stesso tenore: “L’evento si verifica ma non ci spieghiamo come…”. E, a proposito dell’instabilità magnetica del Sole, per fare l’ultimo esempio: “…Tuttavia, come molte teorie in astrofisica, anche questa non può essere verificata direttamente”…

Imbrigliati poi, in questo marasma nozionistico più fantascientifico che scientifico, dove molte teorie si supportano a vicenda, basta che una sola crolli che tutto il resto va a ramengo. Fortunatamente per noi, come sosteneva Einstein: “Dio non gioca a dadi con l’Universo”, come sta facendo la nostra cosiddetta scienza ufficiale! Concludo qui l’argomento, per non sconfinare troppo nella retorica, giacché quello che faccio, condividendo la mia ricerca, non vuole finire sotto i riflettori ma sotto riflessione e, dal momento che, più cerco di spiegare e più comprendo, questo è già molto appagante di per sé.

Orbene, ho già cercato di dimostrare come sia l’Energia che vortica attorno ai corpi e non viceversa. Ho spiegato come, attraverso ciò, possa generarsi sia il campo magnetico, sia la gravità e quanto entrambe le forze possano essere indipendenti l’una dall’altra. A questo punto cominciamo a rivedere lo svolgersi degli accadimenti descritti in “Aspettando il 2012”, mettendo anche nel giusto ordine tanti altri tasselli che, rientrando nelle antiche tradizioni classiche, trovano la loro giusta collocazione proprio nella descrizione del periodo stesso.

Due le situazioni possibili:

I protagonisti, inevitabilmente, sono sempre tre: il Sole(1), il Pianeta X e il cosiddetto “Buco Nero(2)” della Galassia, in un particolare allineamento che avverrebbe ogni 77.760 anni, che in un certo qual modo “paralizzerebbe” temporaneamente il moto pulsante dell’Energia spiraliforme rendendolo perpendicolare e genererebbe un periodo di buio di tre giorni.

  • 1 NOTA: Tenere presente ai fini dell’interpretazione, che nei Chakra (Sephirot) il Centro cardiaco è uniformato per affinità (quindi intercambiabili) al Sole e al Cristo, come già evidenziato in “Comprendere l’Universo”.
  • 2 NOTA: Secondo la tradizione Maya: “Ombelico della Galassia da cui si erano originate le stelle. Un luogo che porta radicali cambiamenti”. Analogamente gli astronomi affermano che quel “Buco Nero” è il luogo dove si genera la materia con cui si sono formati le stelle e i pianeti (L. Joseph).

Le ipotesi su tale cambiamento possono essere due e, anche se io propendo per la prima ipotesi in ragione di documentazioni storiche e profetiche varie su una “grande eclissi totale di Sole” concomitante con l’allineamento, l’effetto derivante sarebbe identico. Una sorta di elettroshock che manderebbe in fibrillazione il Centro cardiaco del Sole, inibendo temporaneamente la pulsazione.

Perché propendo per la prima ipotesi?

Innanzitutto perché per all’umanità si presenta per la prima volta dopo tanti millenni la possibilità di un salto di frequenza che fissa il periodo ciclico evolutivo in 77.760 anni (pari a tre cicli di 25.920 anni) anziché 75.000 anni. Inoltre, nella nostra tradizione religiosa, c’è un altro chiaro riferimento a un’eclissi totale di Sole in corrispondenza con l’allineamento galattico, ma prima di evidenziarlo, è necessaria una premessa storica per meglio comprendere come avvengano certe distorsioni interpretative.

Le celebrazioni del rito della nascita del Sole (il Natale del Sole infante, più tardi Dies Natalis Solis Invicti, Natale del Sole invitto), avvenivano il 25 dicembre, con particolare solennità in Siria ed Egitto, province romane, in cui tale culto era radicato da secoli. Il rito prevedeva che i celebranti, ritiratisi in appositi santuari, ne uscissero a mezzanotte annunciando che la Vergine aveva partorito il Sole, raffigurato nelle sembianze di un infante.

Dopo aver abbracciato la fede cristiana, nel 330 l’imperatore Teodosio fece coincidere con un decreto il Dies Natalis Solis Invicti con la data di nascita di Gesù, considerato dai cristiani il “Sole di giustizia” profetizzato da Malachia (Mal, 4:2), ufficializzando per la prima volta il festeggiamento cristiano. Così scriveva un secolo prima Cipriano, vescovo di Cartagine: «Come ha magnificamente agito la Provvidenza nel far sì che, nel giorno in cui è nato il Sole, sia nato il Cristo!». Nel 337 papa Giulio I ufficializzò la data liturgica del Natale da parte della Chiesa cristiana (oggi divisa in cattolica, ortodossa e copta), come riferito da Giovanni Crisostomo nel 390: «In questo giorno, 25 dicembre, anche la natività di Cristo fu definitivamente fissata in Roma.»

Intanto che ci siamo aggiungo anche questo particolare storico, sebbene non inerente al tema, ma altrettanto esplicativo di come gli eventi siano facilmente travisabili.

Il 7 marzo 321, l’imperatore Costantino I decretò che il settimo giorno della settimana, il Dies Solis (Giorno del Sole), diventasse il giorno del riposo. Il decreto non era stato emanato a favore di alcuna religione, ma era un atto di regolamentazione delle attività settimanali che entrò a far parte del corpo legislativo romano.

Alcuni cristiani approfittarono del decreto imperiale per trasferire il significato dello Shabbat ebraico al Dies Solis, che, sin dall’epoca di Giustino (II secolo), iniziò ad assumere tra le comunità cristiane il nome di Dies Dominica (Giorno del Signore), memoriale settimanale della Risurrezione di Gesù avvenuta, secondo il racconto evangelico, il primo giorno dopo il sabato (Matteo 28,1; Marco 16,1; Luca 24,1; Giovanni 20,1); il 3 novembre 383, per volere di Teodosio, il Dies Solis fu infine ufficialmente rinominato Dies Dominica, rimanendo inalterato invece nella tradizione anglosassone (Sunday), come in altre.

Ecco, allora, dopo avere riscontrato che il chiaro riferimento attribuito al Cristo sulla sua nascita, è puramente solare(3), riprendendo quanto interrotto, si può a ragione affermare che nella simbologia della crocefissione(4), morte(5) e resurrezione(6) di Cristo, si ravvisa chiaramente il secondo riferimento all’ipotesi di cui sopra. Entrambe le rappresentazioni (nascita e morte) sono da attribuire a eventi particolari legati all’allineamento del Sole con il centro della galassia ma, mentre la prima rappresentazione pone in evidenza unicamente un inizio di ciclo, solo la seconda, quella legata alla crocefissione e morte sottolinea, oltre al nuovo ciclo, anche il cambio evolutivo.

  • 3 NOTA: La rappresentazione della nascita del Sole/Cristo è ben chiara nel riferimento storico. In ogni caso, va aggiunto che anticamente, in Egitto, le tre stelle della Cintura di Orione erano chiamate i “Tre Re” (magi = astronomi, altro chiaro riferimento astronomico), che seguivano la traiettoria di una “stella cometa” diretta al punto dove era nato (grotta = “Buco Nero”) il Cristo (cioè il Sole 25/12 ± 21/12 dopo l’allineamento galattico). Il Pianeta X poteva ben essere scambiato con la stella cometa e va dato atto che il primo punto d’osservazione del suo arrivo sarebbe identificato proprio nella zona di Orione.

Relativamente al significato dei tre doni: “Oro, Incenso e Mirra”, si noti come: l’Oro rappresenti l’inizio di ogni nuova era; la Mirra quale unguento per il corpo, significhi un miglioramento/cambiamento fisico, una sorta di adattamento, all’accoglimento e comprensione di nuova evoluzione spirituale, portato dalla simbologia dell’Incenso.

Perché fra un bue (toro) e un asino? L’asino è considerato un simbolo di umiltà secondo la tradizione cristiana, ma nella tradizione persiana (da cui deriva per diversi copia e incolla quella cristiana) si affermava che: «L’asino giusto protegge l’Albero di tutte le semenze (cioè l’Albero della Vita, in questo caso rappresentato dal Sole/Cristo)».

Felice Moretti dà una chiara interpretazione della simbologia del toro/bue: “Nella visione di Ezechiele e dell’evangelista Giovanni il toro, come l’aquila, il leone e l’uomo, è un animale celeste che vediamo rappresentato sia distinto dagli altri sia a essi unito, quasi saldato, sotto la forma di un unico essere strano e sconcertante che l’arte sacra ha denominato Tetramorfo (i quattro misteri della salvezza).

La sacralità di questo animale nella simbologia cristiana non è nata tout-court dalla visione di Ezechiele o dall’Apocalisse di Giovanni. è chiaro che il toro prima di approdare sui lidi cristiani abbia subito un processo di purificazione che lo ha liberato dai lacci di antiche concezioni mitologiche di popoli e paesi diversi.

La trasmigrazione simbolica del toro nel primitivo panorama cristiano, tuttavia, avviene senza bruschi salti, senza cesure e aperture improvvise attraverso il graduale innesto di antiche mitologie nella religione ebraica prima e in quella cristiana poi. Vittima di sacrifici espiatori e di propiziazione nell’antico mondo ebraico e nei santuari mitici della gentilità, l’effusione rituale del sangue taurino fu sostituita nella Cristianità dal sacrificio misterioso del Corpo e del Sangue di Cristo sull’altare.

L’olocausto delle bestie come l’agnello, la colomba, il capretto, la vacca, il vitello e soprattutto il toro, è stato accolto a simbolo del Salvatore immolatosi per noi sul Golgota:

«Vittima Redentrice che assicurerà con l’effusione del suo sangue la riconciliazione fra l’uomo e Dio»”.

  • 4 NOTA: Il Sole “muore” sulla croce dell’allineamento galattico.
  • 5 NOTA: Tre giorni di buio – Eclissi totale di Sole.
  • 6 NOTA: La resurrezione in spirito è il chiaro riferimento al salto di frequenza evolutivo.

Anticamente, le scienze e la religione erano unificate in un’unica figura rappresentativa, la quale non avrebbe avuto altro modo di trasmettere ai posteri eventi significativi, se non attraverso un’elaborata simbologia.

Fare, quindi, del copia e incolla da tradizioni preesistenti, smarrendo i significati profondi, denota che anche le religioni possono perdersi per strada. E così i credenti, che dell’ambiguità del termine “Fede7” non colgono il vero dogma, ma solo quello falso e fuorviante (“credere in qualcosa che qualcuno ha detto, che lo ha sentito dire da qualcun altro, che probabilmente lo ha sentito dire da un altro ancora”…) che i fatti alla fine poi smentiscono in maniera eclatante, come più sopra evidenziato.

“Nihil autem opertum est quod non reveletur neque absconditum quod non sciatur” (Luca 12,2). “Non vi è nulla di coperto che non sarà svelato nulla di nascosto che non sarà conosciuto” (Luca 12,2).

  • 7 NOTA: Di grande interesse le spiegazioni del teologo Dr Igor Sibaldi, anche a proposito del vero significato dei sette peccati capitali (non peccati, ma Antichi Indicatori per Essere Autentici!), visionabili su You Tube.

Ma torniamo all’argomento di interesse principale. Abbiamo un indebolimento della Eliosfera e un altro della Magnetosfera terrestre. L’Energia sta rallentando il flusso, perché il Sole (proprio come un sistema cardiaco) non pulsa più con la stessa regolare intensità/frequenza.

Apparentemente si dovrebbe anche notare un rallentamento nel moto illusorio dei pianeti, ma è in atto contemporaneamente una crescita dell’Universo che spinge il Sistema Solare in una zona più ristretta della spirale energetica prodotta dal Cuore/Sole dell’Universo, perciò non si palesa chiaramente tale differenza.

Tre giorni di buio(8), poi la pulsazione cardiaca del Sole riprenderà gradualmente il suo regolare moto spiraliforme. Questa volta, però, ruoterà dall’altra parte(9), cioè in senso orario, generando contemporaneamente anche l’inversione dei Poli. Gli effetti ipotizzati sono conosciuti.

  • 8 NOTA: Buio che potrebbe essere totale su tutto il Pianeta, oppure solo sull’emisfero che al momento del collasso sarà interessato dalla notte.
  • 9 NOTA: Nel monastero tibetano di Lasha ci sarebbero le prove che la Terra non è insolita a cambiare il suo moto rotatorio (T.L.Rampa).

In presenza di un’emissione di Energia luminosa perpendicolare e non spiraliforme (avvolgente: vedasi il “Principio di Inversione Logica” da me enunciato ne “La Grande Illusione Cosmica”) i campi magnetici collasseranno in tutto il Sistema Solare (più plausibile rispetto all’arresto contemporaneo del moto rotatorio di ogni singolo pianeta e dei relativi satelliti). La gravità continuerà a manifestarsi, ma la perpendicolarità assunta (non più avvolgente) potrà provocare disturbi sull’equilibrio, soprattutto fra le persone più sensibili (in ogni caso non credo che durante il manifestarsi degli eventi ci saranno molte persone in giro).

In base alle nuove scoperte (sulla cui veridicità non dovremo attendere molto per la conferma o meno), l’ipotetico asse terrestre potrebbe assumere una posizione verticale (spostamento di 23°), in quanto non più soggetto al campo magnetico lunare. Quello che si pone in evidenza, tuttavia e al di là di ogni possibile slittamento della crosta terrestre, è il riequilibrio di tale inclinazione che a differenza di quanto dedotto e riportato in “Aspettando il 2012” restava immutato nella nuova posizione assunta.

La pressione esercitata dall’Energia sulla materia in senso antiorario ora e orario poi, potrà comprensibilmente influire sia sulle zolle tettoniche, sia sulle masse continentali, quindi, non ci sarebbe minimamente da stupirsi che gli spostamenti (in parte influenzati dal verso del moto) avvenissero lungo le linee di minore resistenza. Ininfluente sottolineare il vulcanismo e i terremoti, giacché attualmente in stato di esponenziale evidenza.

La stessa pressione spiraliforme, venendo meno e ripresentandosi repentinamente poi, avrà maggiore effetto sui liquidi e in modo particolare sulle masse oceaniche. In questo caso le coste interessate saranno quelle maggiormente esposte a Nord – Nord-Ovest (per il possibile ribaltamento) e particolarmente a Est. Circa l’intensità di impatto (tsunami), le zone costiere a Est più prossime alla fascia equatoriale saranno le maggiormente colpite, con un calo d’intensità progressivo man mano che ci si sposta verso i poli, ove l’intensità sarà pari a una modesta mareggiata.

Circa gli effetti collaterali, se così si possono chiamare senza ridurne l’impatto, ho già avuto modo di sottolineare che se la natura del Cristo è cosmica (il Sole, vedasi Cicli e Concetti Cosmici – Seconda Parte), anche quella dell’anticristo sarà di tale natura, potendo facilmente identificarlo nel periodico arrivo del famigerato Pianeta X (o con qualsiasi altro nome lo si voglia identificare).

Facendo un passo indietro, quindi, giacché si pongono in evidenza eventi prima e dopo l’allineamento di cui sopra, nel periodo antecedente e in quello susseguente(10), raddoppiare quasi il valore termico attuale (attraverso l’effetto contemporaneo dei due “luminari”), potrebbe significare che la forte influenza sui raccolti, darebbe origine a un lungo(11) periodo di carestia.

  • 10 NOTA: ben delineato negli scritti profetici di Leonardo da Vinci: «… Vedrassi le piante rimanere sanza foglie e i fiumi fermare i loro corsi […] e li alberi e li arbusti delle gran selve si convertiranno in cenere […] li animali d’acqua moriranno nelle bollenti acque […] alla fine la terra si farà rossa per lo infocamento di molti giorni, e le pietre si convertiranno in cenere». Questi effetti, palesano anche la possibilità che tutti i ghiacci possano sciogliersi in brevissimo tempo, con relativo innalzamento del livello delle acque.
  • 11 NOTA: «… per un tempo, dei tempi, e la metà d’un tempo» (Daniele 7:23-25) = 42 mesi, prima della possibile ripresa, che troverà il suo culmine (o massimo splendore) agli inizi del 2018.

In un momento particolare dell’economia globale, come quello attuale, se aggiungiamo anche il fattore “carestia”, è ovvio dedurre che il processo involutivo a catena possa portare a rivolte, guerre e pestilenza. John Hogue (National Geographic) riferisce che nell’emisfero settentrionale le maggiori fasce cerealicole sono dislocate lungo il 48° parallelo. Questa dislocazione omogenea, ovviamente originatasi per particolari condizioni climatiche, ci rende particolarmente vulnerabili dal punto di vista delle risorse alimentari.

Quello che può contrapporsi all’inevitabile ciclicità degli eventi è solo il nostro grado evolutivo. La nostra risposta che sapremmo dare con responsabilità o meno a eventi che l’umanità non è insolita affrontare, come riportato di seguito.

(Tratto da “Ora Zero” dell’autore. Cap. 4 – AGRICOLTURA dalle origini a quella del futuro) Platone ci racconta la leggenda di Atlantide tramandando le fonti egizie, di cui era venuto a conoscenza. Nelle sue “Leggi” descrive, attraverso il dialogo fra Ateniese e Clinia, i primi disperati giorni che seguirono allo sconvolgimento della terra e alle inondazioni oceaniche.

La sua teoria presuppone l’emergere dell’agricoltura, di cui l’allevamento degli armenti rappresenta il primo passo, come rinascita di un’attività appresa prima della catastrofe e, la datazione dei primi esperimenti agricoli, come vedremo, coincide in tutta evidenza con il secolo in cui pone la scomparsa d’Atlantide.

La concezione platonica è degna di nota, in quanto offre una giustificazione fisica e non mitologica per l’origine dell’agricoltura e, proprio in questa contrapposizione, presenta un quadro assai diverso dalle origini mitologiche classiche di tutte le civiltà, dove l’agricoltura è fatta derivare fondamentalmente dagli dèi.

A suo parere, l’agricoltura rinasce dopo la distruzione di una civiltà molto progredita, distruzione causata da «Terremoti e inondazioni di violenza straordinaria» e sottolinea la lotta di uomini che combattono contro condizioni fisiche enormemente mutate in seguito alla catastrofe.

Un famoso botanico sovietico, Nikolai Ivanovich Vavilov (1887-1943), scorse tutti i vantaggi dell’approccio di De Candolle. In pochi anni raccolse oltre 50.000 piante selvatiche in tutto il mondo e individuò «… otto centri indipendenti d’origine delle più importanti piante coltivate» ipotizzando una relazione diretta fra gli otto centri e le più alte catene montuose della terra.

È evidente che, inizialmente, la zona di sviluppo dei vegetali più coltivati si situa nella fascia compresa fra i 20° e i 45° di latitudine Nord, vicino alle maggiori catene montuose (l’Himalaia, l’Hindu Kush, quelle meridionali, i Balcani e gli Appennini).

Nel Vecchio Mondo, la fascia segue le latitudini accennate, mentre nel Nuovo Mondo essa corre in senso longitudinale. In entrambi i casi, però, si conforma alla direzione delle grandi catene montuose.

Vavilov ha dimostrato che le coltivazioni più diffuse derivarono da piante originariamente situate su montagne, cioè di molto sopra il livello del mare. Involontariamente, la sua scoperta riaccreditò la concezione platonica per cui sono le terre alte a essere all’origine dell’agricoltura.

Dislocandosi la crosta (vedasi C. Hapgood), alcune regioni spostate verso l’equatore, divennero più calde e, altre regioni spinte verso i poli, si fecero più fredde. Talune zone si ritrovarono con un clima migliore, altre rimasero con un clima quasi immutato.

È stato provato che c’erano tre regioni tropicali che all’inizio (9600 a.C.) potevano assicurare stabilità climatica e terre d’alta quota (oltre 1500 mt. s.l.m.) ove trasferirsi, situate a metà strada fra l’attuale linea equatoriale e quella precedente.

In questo scenario, per certi versi apocalittico, per altri solo un’evoluzione/crescita ciclica del Sistema Universo, si pongono in massima evidenza le vere potenzialità dell’essere umano (in parte sommariamente sottolineate anche in “Aspettando il 2012” a proposito del salto di frequenza), come Sistema Uomo, potenzialmente indipendente da quello universale, ma assolutamente dipendente dalla presa di coscienza del suo stato di co-Creatore.

Quello che ho cercato di fare, attraverso i dieci articoli precedenti è di riportare, chi avesse smarrito il proprio ricordo archetipico di assoluta identità col Creatore, a questa meravigliosa consapevolezza, alla base degli Archetipi appunto, attraverso i quali riscrivere la storia (fra tutte quelle possibili in quanto immaginabili) della propria e altrui esistenza futura, onde riconoscersi, integrandosi nella Realtà ed Essere.

Questa è una libertà che abbiamo permesso ci fosse tolta con l’inganno! In ogni caso, anche se l’Universo lascia campo libero ai virtuosi, provvede in proprio a sospingere ciclicamente il processo evolutivo, riproponendo per l’ennesima volta:

“Un’Età dell’Oro”, non con il concorso di un Cristo e di un anti-Cristo(12) contrapposti come bene e male (altro inganno), ma con il concorso amorevole di due forze dell’Universo che, in sinergia, spalancheranno le porte di una nuova evoluzione(13) a tutti coloro che sapranno e/o vorranno accedervi.

(Ricordate il «Setaccio di Dio» sottolineato in “Aspettando il 2012 di Roberto Morini”?)

  • 12 NOTA: «Egli proferirà parole contro l’Altissimo, ridurrà allo stremo i santi dell’Altissimo, e penserà di mutare i tempi e la legge; i santi saranno dati nelle sue mani per un tempo, dei tempi, e la metà d’un tempo»
  • 13 NOTA: «Poi apparve un segno nel cielo: una donna rivestita di sole con la luna sotto i piedi e sul capo una corona con dodici stelle. Ella era incinta e gridava nelle doglie tormentose del parto […] La donna invece fuggì nel deserto, ove Dio le aveva preparato un rifugio perché vi fosse nutrita per un tempo, dei tempi, e la metà d’un tempo»

20/04/2011 – 22/10/2014 (?)… questo è uno dei possibili: … “un tempo, dei tempi e la metà di un tempo” …

Molte persone, purtroppo, fanno ancora troppa fatica a rinunciare alla loro fetta di sofferenze quotidiane, in ogni caso: “Saluto il Dio che è in Voi”…

Roberto Morini
(book)

Un altro 2012 nel 75.748 a.C. ultima modifica: 2010-09-19T18:50:19+00:00 da Richard
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Richard

Noi siamo l'incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all'autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)