Una giornata in caserma

Pubblichiamo la significativa ed eloquente testimonianza di un nostro lettore ed amico, da cui si arguisce che i Carabinieri e, più in generale, le istituzioni sono sovente ostaggi del sistema, come bloccati ed incapaci di agire e di reagire. Questa non è certo una circostanza attenuante e tuttavia mostra quanto sia diffuso un atteggiamento di rinuncia e di rassegnazione che consolida il potere. La forza del governo segreto è nella debolezza di chi, volontariamente o no, lo sostiene. Da notare, infine che il contegno e le parole del Carabiniere sono un‘implicita ammissione che il problema “scie chimiche” è una realtà.

Sono qui per testimoniare la mia esperienza e per proporvi un crudo assaggio di quello che, purtroppo, è la realtà oggigiorno.

E' iniziato tutto il giorno 2 gennaio 2010 con un’e-mail da me inviata al N.O.E. (Nucleo operativo ecologico) di Bologna, in quanto stazione più vicina alla mia residenza. L'e-mail parlava crudamente di chemtrails, con tutte le prove e gli allegati (documenti ufficiali, non supposizioni) a mia disposizione.

Il giorno 1 febbraio 2010, sono contattato dal distaccamento dei Carabinieri del mio paese e vengo cortesemente “invitato” a presentarmi l'indomani alle ore 16:00, per discutere su ciò che ho dichiarato al N.O.E. di Bologna.

L'indomani (oggi, cronologicamente parlando il 2 febbraio 2010) mi presento alla Centrale dei Carabinieri del mio comune. Entro, vengo invitato ad attendere e, dopo qualche minuto, mi trovo a conferire con il Capitano. Mi ritrovo dentro una stanzina con il graduato ed un segretario che, come da prassi, redige, per filo e per segno, la mia dichiarazione al computer. Cominciamo a parlare e mi viene chiesto se sono a conoscenza del motivo per cui sono stato convocato, rispondo di sì ed immagino giusto: è proprio a seguito del messaggio che ho inviato al N.O.E.. Citerò solo le parti salienti della conversazione.

Il militare mi chiede se ho ben compreso quanto ho compiuto, poiché, in base alla mia e-mail, sarebbero possibili delle iniziative per opera della Procura, in quanto ciò che ho scritto, secondo i Carabinieri, corrisponde ad una sorta di accusa, in quanto più che chiedere, io avrei avanzato addebiti pesanti. Così potrebbe anche sembrare, se omettiamo la parte finale del mio messaggio in cui scrivevo nero su bianco: “Come meglio avrebbe potuto agire un cittadino italiano come me che, ogni giorno, vede violare i propri diritti e quelli altrui”. Ho anche corredato la mia e-mail di dichiarazioni ufficiali che non sono state poi prese in considerazione così seriamente, in quanto provenienti da Internet. Non dimentichiamo che la parola “ufficiali” è anche sinonimo di ACCERTABILI.

Il Capitano mi chiarisce che, in quanto “singolo cittadino”, potrò fare ben poco, se non ottenere sconvenienti “mazzate sui denti” (da chi?), cosa che non gioverebbe a nessuno. Aggiunge anche che il mio metodo di agire è stato erroneo, perché troppo avventato e che per certe cose ci vorrebbe un po’ più diplomazia (sembra che mi consiglino di non farmi troppo notare) e che, per ottenere qualcosa di più sostanzioso, bisognerebbe sporgere una denuncia. Eh già! Sarebbe la strada più opportuna, se non fosse che, nel migliore dei casi, le mie denunce potrebbero venire usate come carta per accendere il fuoco del camino.

Le frasi che, però, mi sono rimaste particolarmente impresse sono le seguenti:

“Ragazzo, tu così inneschi procedure grosse con enti che non sono alla nostra portata. Vedi: sono coinvolti organismi come l'aeronautica militare”, oppure “vedi caro mio, ci sono cose nel mondo che nemmeno ci possiamo immaginare, ma che, per quanto male facciano, è meglio che ci siano e nessuno ci può fare nulla”. (?)

Vi assicuro che pronunciate “dall'altra parte della barricata” fa un certo effetto sentirsele risuonare nelle orecchie.

Mentre i Carabinieri parlano e mi fanno capire che tanto non ci si può fare alcunché, ho avvertito una certa “aria di rassegnazione” anche da parte loro: non mi hanno dato l'idea di “occultatori”, quanto l’impressione che siano dei “rassegnati burattini”. Tengo a precisare che MAI, durante questa “chiacchierata”, nessuno ha cercato di screditare o smentire ciò che io ho riportato. Alla fine è stato messo a verbale tutto quanto da me affermato, cercando di farmi passare da incompetente in materia, in quanto, secondo loro, è “meglio così e che mi stanno dando una mano, in realtà”, in quanto la cosa sarà trasmessa in Procura. Prendiamola per buona…

Oggi ho vissuto in prima persona un esempio classico di quando si dice “essere stroncati sul nascere”, ma mi sono presa la mia più grande soddisfazione: in un mondo con più di sei miliardi di persone, sappiano che c'è un ignorante in meno.

Non scoraggiatevi mai.

Againstanker

www.tankerenemy.com

Una giornata in caserma ultima modifica: 2010-02-08T19:18:37+00:00 da zret
About the Author