Violata la legge di Planck su piccole distanze

Il Giornale Online
A distanze di separazione dell'ordine dei 10 nanometri (10 miliardesimi di metro) o meno il trasferimento di calore può essere 1000 volte più intenso di quanto previsto dalle leggi di Planck.
Il trasferimento di calore su piccole distanze è 1000 volte più intenso di quanto previsto dalla legge del corpo nero di Planck: è quanto hanno scoperto i ricercatori del MIT di Boston in base a un ingegnoso apparato sperimentale.

La legge di radiazione del corpo nero, formulata da fisico tedesco Max Planck nel 1900, descrive in che modo si dissipa il calore in forma di differenti lunghezze d'onda della radiazione da un corpo non riflettente ideale chiamato appunto corpo nero.
La legge dice che l'emissione termica relativa a differenti lunghezze d'onda segue un preciso schema che varia con la temperatura dell'oggetto: l'emissione di corpo nero è considerata il livello massimo della radiazione di un corpo.

La legge funziona in modo affidabile nella maggior parte dei casi, ma lo stesso Planck aveva suggerito che quando gli oggetti sono molto vicini tra loro, le previsioni della sua legge avrebbero dovuto cessare di valere. Purtroppo, il controllo delle condizioni sperimentali per verificare la violazione della legge sono molto difficili da ottenere.

“Planck fu molto preciso, affermando che la sua teoria era valida solo per sistemi più grandi”, ha spiegato Gang Chen, professore di ingegneria del MIT e direttore dei Pappalardo Micro and Nano Engineering Laboratories. “Perciò esisteva già una previsione, che nessuno però sapeva in quali condizioni si sarebbe verificata.”

Fonte: http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Violata_la_legge_di_Planck_su_piccole_distanze/1339563

Violata la legge di Planck su piccole distanze ultima modifica: 2009-07-31T09:23:01+00:00 da Richard
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Richard

Noi siamo l’incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all’autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)