Il cuore nascosto della Terra. Forze cosmiche se lo contendono?

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Illustrazione 1: Il nucleo interno (di 1200 km) in relazione con il globo terrestre e la luna. Crediti: zonageografia.scuola.com

1. Scoperto il ‚Äúcuore‚ÄĚ nascosto della Terra.

Una notizia dell’11 febbraio 2015 che fa il giro del mondo. ¬ęAl centro della Terra, internamente al¬†nucleo, si nasconde un piccolo cuore¬†con caratteristiche diverse e¬†sorprendenti che potrebbero aiutarci a¬†capire come si √® formato il nostro¬†pianeta e come √® arrivato ad essere cos√¨¬†come lo vediamo oggi. Questo √® quanto¬†scoperto recentemente dal team¬†dell‚ÄôUniversit√† dell‚ÄôIllinois guidato da¬†Xiaodong Song, con la collaborazione¬†dell‚Äôuniversit√† cinese di Nanchino¬†(ANSA, BBC) e pubblicato su Nature¬†Geoscience.

Il gruppo di geologi ha utilizzato una particolare tecnica di lettura delle onde sismiche prodotte da terremoti di magnitudo superiore a 7 che attraversano il centro della Terra.

Non hanno analizzato le onde primarie¬†pi√Ļ forti, ma lo sciame terminale di
onde di risonanza che vengono¬†variamente riflesse e compiono percorsi¬†pi√Ļ complessi raccogliendo un maggior numero di informazioni.

Questo tipo di analisi era gi√† stato utilizzato per studiare fenomeni che si verificano in prossimit√†¬†negli strati pi√Ļ superficiali, mentre il team di Xiaodong Song ha avuto l‚Äôidea di analizzare quelle¬†che penetrano nell‚Äôinterno, raggiungendo il nucleo.

I terremoti scuotono la Terra come un martello che batte contro una campana: le onde sismiche¬†possono essere considerate come onde sonore e la loro analisi si pu√≤ paragonare ai risultati di una¬†‚Äúecografia‚ÄĚ del pianeta.

1.1 Le nuove scoperte
La Terra è fatta a strati come una cipolla. Noi stiamo sulla superficie della crosta, il sottile strato esterno solido, dove prevalgono i composti di silicio e alluminio, che comprende continenti e oceani. La crosta forma, insieme alla parte superiore del mantello, la litosfera, spessa circa 60 km.

Sotto si trova il mantello, lo strato che si spinge fino a 2.900 km di profondit√†, formato da composti¬†di elementi sempre pi√Ļ pesanti in cui magnesio e ferro diventano pi√Ļ abbondanti.

Internamente si trova il nucleo, diviso in due strati. Nel nucleo esterno, che contiene ferro e solfuro¬†di ferro, la temperatura sale fino a circa 6.000¬įC nella zona pi√Ļ interna, a 5.100 km di profondit√†,¬†dove si unisce al nucleo solido interno. Questo ha un diametro di circa 2.440 km ed √® costituito da¬†nichel e ferro i cui cristalli, allineati e disposti in direzione Nord-Sud (all‚Äôincirca come l‚Äôasse¬†terrestre), danno origina al campo magnetico terrestre.

E’ questo nucleo interno che è stato esaminato scoprendo che non è una massa uniforme e compatta, ma presenta una discontinuità che racchiude una piccola sfera di circa 1.200 km di diametro.

La composizione chimica delle due zone non cambia, ma in quella pi√Ļ interna i cristalli risultano¬†disposti diversamente. Sono allineati secondo un asse perpendicolare all‚Äôasse terrestre, adagiato sul¬†piano equatoriale: attraversa la Terra passando per il centro ed ‚Äúesce‚ÄĚ in superficie da una parte¬†nell‚Äôarcipelago delle Galapagos (coordinate 0¬į 9‚ÄôN 89¬įW) e dall‚Äôaltra nell‚ÄôOceano Indiano¬†(coordinate 0¬į 9‚ÄôS 89¬įE). Questi cristalli presentano anche un diverso comportamento, facendo¬†ipotizzare che sia diversa anche la struttura cristallina.

Lo studio di queste differenze potrà fornire informazioni su come la Terra è mutata nel corso delle ere e come e perché è cambiato il suo campo magnetico.

1.2 Perché il nucleo è importante per la vita sulla Terra
Sembra impossibile che il nucleo interno, pi√Ļ piccolo della Luna e nascosto a oltre 5.000 km di¬†profondit√† nell‚Äôinterno del pianeta, possa avere un qualche effetto sugli esseri che popolano la Terra,¬†ma non √® cos√¨. Se la vita ha potuto svilupparsi sulla Terra √® stato solo grazie alla presenza del nucleo¬†interno di ferro e nichel che, comportandosi come un gigantesco magnete, l‚Äôha avvolta con il suo¬†campo magnetico. E‚Äô la magnetosfera, uno scudo protettivo che si estende per decine di migliaia di¬†chilometri deviando le pericolose particelle cariche del vento solare e i raggi cosmici.

Se non ci fosse lo strato di ozono verrebbe strappato via e le radiazioni ultraviolette distruggerebbero la vita sulla superficie. Il campo magnetico non è visibile, ma è individuabile da alcuni effetti. Prima di tutto l’uomo lo
utilizza per orientarsi costruendo le bussole che sfruttano la sua propriet√† di deviare i magneti, poi¬†possiamo ammirare le aurore boreali, fenomeni creati dalla ionizzazione del vento solare che¬†interagisce con l‚Äôatmosfera nelle regioni in prossimit√† dei poli.¬Ľ[1]

2. Gli UFO, esseri eterici dell’ottava sfera¬†secondo Steiner (e secondo l’FBI?)

Con questo capitolo ora si cerca di introdurre degli argomenti per dare risposta all’allarmante e¬†sibillino interrogativo posto dal titolo di questo scritto, in relazione alla scoperta del prof. Xiaodong¬†Song illustrata nel precedente capitolo. Cosa si vuol far intendere per ‚ÄúForze cosmiche se lo¬†contendono?‚ÄĚ La risposta ci viene da un articolo in cui viene trattato l’argomento degli Ufo,¬†ritenuti esseri eterici dell’‚Äúottava sfera‚ÄĚ, secondo il filosofo Rudolf Steiner, fondatore della Societ√†¬†di Antroposofia. Questa concezione non soddisfer√† certamente gli accademici della scienza¬†moderna, a cominciare dal prof. Xiaodong Song, tuttavia √® proprio grazie ad essa che si pone¬†l’interrogativo poich√©, come si vedr√† in seguito, avr√≤ modo di mostrare le prove che la questione¬†posta da Steiner, di cui ora si parler√†, pu√≤ risultare sostenibile.

Dunque, ¬ę E‚Äô noto come per Steiner l‚Äô‚Äúottava sfera‚ÄĚ altro non sia che il ‚Äúnuovo‚ÄĚ regno evolutivo¬†che Lucifero ed Ahrimane tentano di edificare strappando ‚Äúpezzi‚ÄĚ dal regno umano allo scopo di¬†deviare del tutto la normale evoluzione delle ‚Äúsette sfere‚ÄĚ o ‚Äústati planetari‚ÄĚ o ‚Äúincarnazioni‚Ä̬†succedentisi nel tempo. L’abuso di onde e frequenze elettromagnetiche va a costruire una specie di¬†ponte per il continuo passaggio delle forze elementari ahrimanico-luciferiche fra un ‚Äúmondo‚ÄĚ e¬†l‚Äôaltro.

Riguardo alla natura dei cosiddetti ‚Äúalieni‚ÄĚ si potr√† comprendere meglio che le esperienze in¬†questione hanno una natura ed un’origine molto pi√Ļ interiori ed occulte di quanto la apparente¬†‚Äúmaterialit√†‚ÄĚ dei racconti possa far pensare. Gli ‚Äúalieni‚ÄĚ sarebbero nient’altro che allucinazioni¬†collettive prodotte da entit√† che agiscono dentro l’uomo. Si assisterebbe a evoluzioni di esseri¬†demoniaci che si presentano per√≤ con la struttura di esseri di metallo. Ma ci√≤ √® illusorio. Si¬†tratterebbe di esseri spirituali, privi di materia che appaiono con parvenze tecnologiche.[2] Parlando¬†dell‚Äôottava sfera si parla di qualcosa di molto poco conosciuto nella letteratura: sono pochi gli
occultisti e anche gli antroposofi che ne possono sapere qualcosa.

L‚Äôottava sfera era un mistero sino a quando il Sinnet (teosofo), nel suo ‚ÄúBuddismo esoterico‚ÄĚ, la¬†nomin√≤. Venne per√≤ (intenzionalmente?) comunicato un errore, in quel contesto, ossia che l‚Äôottava¬†sfera aveva a che fare con l‚Äôattuale luna fisica. Essa invece, non ha nulla a che fare con qualcosa che¬†esiste nel mondo fisico: ha semmai qualcosa a che fare con quel che rimane, come residuo,¬†dell‚Äôantica evoluzione lunare (secondo la Scienza Occulta). Viene chiamata ‚Äúottava sfera‚ÄĚ in¬†riferimento alle ‚Äúsette‚ÄĚ altre sfere o stadi planetari (mavantara), che altro non sono che le 4 passate¬†incarnazioni planetarie: Saturno, Sole, Luna e attuale Terra, pi√Ļ le 3 future: Giove, Venere, Vulcano. La¬†differenza dell‚Äôottava sfera √® che essa non √® da collocare n√© alla fine n√© all‚Äôinizio dell‚Äôevoluzione,¬†ma bens√¨ parallelamente alla attuale Terra. E‚Äô qualcosa che, come una dimensione parallela, vive a¬†fianco alla nostra era terrestre. Si potrebbe dire che tale dimensione pu√≤ essere circoscritta, come¬†spazio, pressapoco dall‚Äôorbita dell‚Äôattuale Luna attorno alla Terra. Si pu√≤ dire che la Terra √® un punto¬†al centro di una sfera, la quale √® l‚Äôottava sfera. E ci√≤ √® qualcosa di molto grave e poco rassicurante.

Se vogliamo comprendere meglio dobbiamo pensare che quando si comp√¨ l‚Äôevoluzione della Luna,¬†alla fine vi furono alcuni spiriti luciferici e ahrimanici che sottrassero, trattennero per s√© stessi,¬†qualcosa alla sostanzialit√† della Luna di allora. Strapparono della sostanza lunare agli Spiriti della¬†forma edificando un piano, una dimensione, parallelamente a ci√≤ che sarebbe dovuto venire dopo: a¬†fianco della Terra. In questo modo Ahrimane e Lucifero poterono cos√¨ dispiegare il loro piano:¬†sottrarre l‚Äôuomo all‚Äôevoluzione terrestre e attirarlo entro la loro evoluzione. Questa ‚Äúloro‚Ä̬†evoluzione non ha nulla in comune con i piani Divini. Lucifero ed Ahrimane vorrebbero far sparire¬†l‚Äôattuale evoluzione, per fargli prendere tutt‚Äôaltro corso. Come contrappeso di tale pericolo,¬†all‚Äôinizio dell‚Äôevoluzione terrestre gli Spiriti della forma ordinarono l‚Äôespulsione delle forze lunari¬†dalla Terra, e su questa massa fisico-spirituale venne a dimorare Javh√®, uno degli Spiriti della forma.

Anche attualmente Egli vi soggiorna. Sarà anzi lo stesso spirito che in futuro provvederà a far si che la Luna rientri nella Terra. Da quella prospettiva Javhè poté così contrastare l’azione di Lucifero ed Ahrimane. Ma tale azione non esclude che vi possa essere una vittoria da parte degli spiriti ostacolatori.

Per ulteriori indicazioni consiglio di leggere il libro di R. Steiner: ‚ÄúIl movimento occulto nel secolo¬†diciannovesimo e il mondo della cultura‚ÄĚ (Editrice antroposofica-Milano)

Si provi ora a comparare quanto sopra con quanto segue: si noteranno peculiari analogie.[3]

Pubblichiamo in anteprima un documento rilasciato dall’FBI nell’ambito del programma di¬†declassificazione di files top secret denominato ‚ÄúThe Vault‚ÄĚ. (Illustr. 2)

Oltre infatti le rivelazioni su Roswell e il famoso Majestic 12 arriva un’importante conferma sulla¬†natura del fenomeno extraterrestre in un memorandum, classificato come importante, datato 8 luglio¬†del 1947. Esso dichiara che le astronavi extraterrestri proverrebbero da un pianeta ‚Äúetereo‚ÄĚ situato¬†sullo stesso piano della Terra ma posto ad un livello di vibrazione pi√Ļ elevato.

Il memo risulta e indirizzato particolarmente ad alcuni scienziati e funzionari pubblici che ricoprono¬†attivit√† di rilievo nel campo militare e dell’aviazione e coinvolge anche alcune pubblicazioni.

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Illustrazione 2: Documento rilasciato dall’FBI. Top secret ‚ÄúThe Vault‚ÄĚ. Crediti: segnidalcielo.it

L’autore di questa nota √® laureato in¬†diverse discipline, inoltre in passato √®
stato responsabile di una facolt√†¬†universitaria. L’autore del memo spiega¬†che ‚Äúqualora si decidesse di attaccare¬†queste astronavi bisogna essere¬†consapevoli che quasi certamente il¬†velivolo che ha attaccato verr√† distrutto‚ÄĚ.

Tutto ciò potrebbe portare panico tra la popolazione. Altri aspetti importanti
descrivono nello specifico il tipo di natura di questi UFO e dei loro occupanti. Proseguendo infatti nella lettura del documento emerge quanto segue:

  1. Parte dei dischi volanti possiedono equipaggio mentre altri sono sotto controllo remoto.
  2. La loro missione √® di pace. Essi¬†contemplano e meditano¬†sull’assestamento di questo piano.
  3. Questi visitatori sono simili agli¬†umani ma presentano un aspetto¬†molto pi√Ļ grande in quanto a¬†dimensioni.
  4. Non è gente disincarnata del pianeta Terra, essi provengono dal loro mondo.
  5. Essi non provengono da altri¬†‚Äúpianeti‚ÄĚ cos√¨ come concepiti¬†nella mente umana, ma da un¬†pianeta eterico ‚Äúinterpenetrato‚Ä̬†nella Terra non percettibile¬†dall’uomo.
  6. I corpi dei visitatori si materializzano automaticamente all’entrata nella nostra frequenza¬†vibratoria e nella nostra densa materia.
  7. I dischi volanti possiedono una sorta di energia radiante, o un raggio, che può facilmente neutralizzare qualsiasi attacco avversario. Essi inoltre possono rientrare dentro il corpo eterico in base alla loro volontà e sparire istantaneamente dalla nostra vista senza alcuna traccia.
  8. La regione da cui provengono non √® il ‚Äúpiano astrale‚ÄĚ, ma corrisponde al LOKA e al¬†TALAS.
  9. Probabilmente non pu√≤ essere raggiunto via radio, ma probabilmente pu√≤ esserlo dai radar,¬†se si crea un sistema di segnale a cui corrisponda quel tipo di ‚Äúapparato‚ÄĚ.¬†Questi ‚Äúpiatti‚ÄĚ sono di forma ovale e sono composti da un metallo o una lega resistente al¬†calore, che tutt’oggi √® sconosciuta.¬†Di fronte a questo piatto vi √® un pannello di controllo. Il retro contiene gli armamenti, che¬†consistono essenzialmente in un dispositivo di energia e da cui pu√≤ essere generato un fascio¬†in caso di emergenza. [‚Ķ] ¬Ľ.[4]

A questo punto, esaurite le argomentazioni di ordine esoterico e ufologico che ci vogliono far¬†credere all’esistenza di un piano eterico compenetrato nella Terra su cui viviamo, mi propongo di¬†mostrare, come gi√† detto in precedenza, la prova a riguardo sulla scorta di un reperto ufologico che¬†non √® stato stimato come pietra miliare per risalire a due importanti ipotesi. √ą stato trascurato non¬†ravvisandovi nulla di interessante per avviare delle serie ricerche scientifiche.

Invece, dal mio punto di vista questo reperto spiega, per prima cosa, il probabile lato ingegneristico¬†dell’UFO relativo e per seconda cosa, che vi si lega, la possibile relazione con il sub-nucleo del¬†nucleo terrestre scoperto di recente dallo scienziato cinese Xiaodong Song, del quale si √® parlato¬†nel primo capitolo. Che poi, questo sub-nucleo corrisponderebbe al piano eterico, denominato¬†LOKA e TALAS da cui provengono gli UFO descritti nella relazione del secondo capitolo.

In¬†parallelo a questo piano eterico alieno, dal punto di vista esoterico, potrebbe trattarsi di un analogo¬†piano eterico in cui agiscono le schiere avverse, da un lato quelle benefiche per l’evoluzione¬†terrestre facente capo a Jahv√©, e dall’altro quelle che non vorrebbero tutto ci√≤, cio√® le forze¬†luciferiche e ahrimatiche, secondo la visione chiaroveggente di Rudolf Steiner, fondatore¬†dell’Antroposofia.

3. L’UFO di Marliens

UFO di Marliens
Illustrazione 3: L’UFO di Marliens, Digione (FR). Rilievo delle tracce rilasciate dall’UFO. Tratto dal libro ‚ÄúGiza la porta dell’Egitto‚ÄĚ di Guy Gruais e Guy Mouny. Edizione Armenia.

3.1 L’impronta dell’atterraggio
< Nel corso della notte del 10 maggio 1967, gli¬†abitanti di Marliens videro passare sopra di s√©¬†quello che all’epoca veniva chiamato un ¬ędisco¬†volante¬Ľ; il velivolo era in fase di atterraggio.

All’alba, le sue tracce erano visibili in un campo¬†vicino, ed erano tipiche, come poterono costatare i¬†gendarmi della brigata del cantone, Genlis. Metro¬†alla mano, i tutori dell’ordine redassero un verbale¬†(n. 309) e fecero vari schizzi, piuttosto ben fatti¬†secondo l’opinione generale, anche se va¬†comunque considerato che non si trattava¬†dell’opera di specialisti (Illustr. 3).

L’impronta di¬†una dozzina di metri di circonferenza) fu cosparsa¬†di polvere bianca e fotografata da un elicottero.¬†Aveva l’aspetto di una stella a 6 punte, all’interno¬†della quale si distinguevano sei fori che¬†eventualmente avrebbero consentito di tracciare¬†una seconda stella, interna pi√Ļ piccola.

Secondo una diversa procedura, collegando le punte della stella grande, si può tracciare un poligono a sei lati; lo stesso accade unendo tra loro i punti
corrispondenti ai sei fori. L’esagono grande √®¬†convesso, il pi√Ļ piccolo concavo; nessuna di queste¬†figure presenta un angolo retto. Negli ambienti
specializzati, ufficiali o privati, fu dato grande¬†rilievo alla cosa. Un autore, Maurice Chatelain, in¬†Le Messagers du Cosmos (Robert Laffort, 1980),¬†dopo uno studio dettagliato si era orientato verso i¬†dati egizi, pi greco, ecc. tuttavia, nell’insieme non¬†furono tratti insegnamenti alla portata dell’avvenimento di base, restando nell’ambito matematico. >[5]

Tuttavia, non è da invalidare lo studio di Maurice Chatelain, appena menzionato. Ho estratto in merito dal web queste annotazioni che poi le riprenderò per legarle a mie ipotesi. Ometto la descrizione del fatto di Marliens e mi soffermo per sommi capi alle conclusioni del suo studio.

Viene detto che lo studio delle sue dimensioni, eseguito con l’ausilio del computer, porta al famoso¬†pollice quadrato degli antichi Egizi: trasformare la metrica in questa antica unit√† della serie di¬†misurazioni si ottengono 24 numeri diversi, calibrate da 19 a 118. Questi numeri sono multipli dei¬†primi tredici numeri tra 7 e 79. Stando alle nozione accademiche della matematica, le relazioni di¬†questi numeri vengono utilizzati per calcolare le varie funzioni matematiche e alcune funzioni¬†trigonometriche. In particolare, vi √® il rapporto tra il numero pi greco (22/7) o, per esempio, quello¬†del numero phi (89/55).[6] Ma ora proseguo per la mia strada che non trascura queste intuizioni¬†matematiche che vedono in probabile relazione i due famosi numeri phi (la sezione aurea) con pi¬†greco. Ma non trascuro nemmeno lo sforzo, addirittura ossessivo, dell’autore del libro di cui al ¬ß 5,¬†nel porre in relazione la sagoma dell’impronta dell’UFO di Marliens (illustr. 3) con le piramidi di¬†Giza d’Egitto.

L’illustr. 3 mostra il rilievo eseguito dalla brigata di gendarmeria di Genlis, poco distante da¬†Marliens, ed √® quanto basta per ora per avermi permesso di eseguire uno schema che si √® dimostrato¬†poi estremamente prezioso, prima di tutto, per capire il lato ingegneristico dell’UFO in questione e¬†poi cosa rappresenta dal punto di vista ‚Äď mettiamo ‚Äď matematico, per cominciare.

3.2 Le impronte dell’UFO di Marliens e il giroscopio

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Illustrazione 4: Impronta UFO di Marliens. Probabile geometria di una piattaforma a due giroscopi.

Gi√† anni fa, quando mi interessai al¬†caso dell’UFO di Marliens, capii che la¬†geometria delle impronte portavano¬†alla comprensione di un complesso¬†sistema giroscopico.

Infatti oggi che ho¬†deciso di approfondire lo studio in¬†merito, non mi ci √® voluto molto per¬†eseguire il grafico della geometria¬†giroscopica, immaginata per il caso¬†suddetto, che mostro con l’illustr. 4.

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Illustrazione 5: Esempio di giroscopio. Crediti: wikipedia.org

L’illustr. 5 mostra un esempio di un giroscopio e poi con¬†l’illustr. 6 successiva si entra nel particolare di una piattaforma¬†completamente stabilizzata mediante tre giroscopi con sospensione a un solo grado di libert√†.

Un segnale del giroscopio x (gir x) provoca un intervento di retroazione del servomeccanismo SMC che con il rotismo R applica un momento di stabilizzazione sulla connessione del telaio A con B.

Analogamente un segnale del giroscopio y causa, attraverso l’intervento di SMC, l’applicazione di¬†un momento di stabilizzazione fra i telai B e C e cos√¨ via, in maniera che la piattaforma viene¬†sempre riportata nelle prefissate condizioni iniziali. SC sono strumenti di controllo.

Apparecchiature di questo tipo sono sovente usate per la stabilizzazione di piattaforme destinate a mantenere in posizione a orientamento invariabile strumenti di misura montati ad esempio su veicoli a guida inerziale.

La costituzione assai complessa di una piattaforma stabilizzata giroscopicamente √® dovuta¬†all’elevata precisione necessaria: si pensi che una deriva di un grado pu√≤ portare a un errore di rotta¬†di 100 km. La precisione richiesta agli strumenti giroscopici √® sempre assai elevata: in missili a¬†breve gittata √® ammesso un errore di deriva di qualche grado per minuto di tempo, montaggi per¬†aeroplani devono avere derive dell’ordine del grado per ora, mentre le apparecchiature per la guida¬†inerziale nella spazio devono presentare errori di deriva di un giroscopio, che provochi dell’ordine¬†del grado per anno.

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Illustrazione 6: Piattaforma completamente stabilizzata mediante tre giroscopi con sospensione a un solo grado di libertà.

La deriva di un giroscopio, che provochi una deviazione progressiva¬†del suo asse di rotazione dalla posizione iniziale, √® dovuta all’attrito nei¬†supporti e al non perfettissimo equilibrio del rotore, a effetti di¬†temperatura, ecc.[7]

Resta da commentare, in poche parole, sulla geometria risultante dal grafico dell’illustr. 4. Sono ben in evidenza diversi punti nodali e¬†parallelismi, segnati sul grafico, che permettono di legare i due¬†probabili giroscopi fra loro onde renderli sincroni. In pi√Ļ¬†l’orientamento y2-y2 verso il Nord dell’impronta, come segnato sul¬†rilievo dell’illustr. 3, risulta, a ragione del parallelismo con l’asse y1-y1¬†del giroscopio interno, sincrono con questo.

Per prima cosa la sfera¬†centrale, colorata in giallo, mantiene saldamente l’assetto del tutto per¬†tre solide ragioni: il suo raggio √® determinato dalla poligonale interna¬†ed √® tangente all’ellisse del giroscopio interno; il suo centro √® sull’asse¬†del giroscopio esterno; e poi il giroscopio interno passa per uno dei¬†fuochi (F1) dell’ellisse del giroscopio esterno.

Insomma, per quel niente¬†di competenza ingegneristica da parte mia sugli UFO (ma chi ne ha di competenza?), risulta¬†evidente comunque che l’impronta dell’UFO rilevata a Marliens non √® stato perch√© esso poggia con¬†un complesso piedistallo che vi si conforma. Piuttosto doveva essere nell’intenzione del¬†comandante dell’astronave in questione di lasciare un peculiare segno sul terreno in modo che fosse¬†servito ‚Äď mettiamo ‚Äď a qualche predestinato terrestre di interpretarlo in qualche modo. Sono io¬†allora il predestinato? Resta il fatto che veramente queste mie deduzioni, esclusivamente¬†geometriche, mi bastano per procedere a metterle in relazione con le note nozioni che ho esaminato¬†in precedenza.

3.3 Ipotesi dello scopo dell’UFO di Marliens:¬†attivare il nucleo eterico al centro della Terra
Ora √® il caso di rivedere le concezioni dell’‚Äúottava sfera‚ÄĚ di Rudolf Steiner, l’argomento trattato nel¬†capitolo 2, in particolare sulla missione di Javh√®, uno spirito della forma espulso dalla Terra e¬†dimorante sulla Luna.

Egli ‚Äď √® detto da Steiner ‚Äď che provveder√† a far si che la Luna rientri nella Terra. Sino a quel momento potr√† contrastare l‚Äôazione di Lucifero ed Ahrimane presi per far sparire¬†l‚Äôattuale evoluzione, per fargli prendere tutt‚Äôaltro corso. Ma tale azione non esclude che vi possa¬†essere una vittoria da parte degli spiriti ostacolatori.

Successivamente nello stesso capitolo c’√® una dettagliata relazione dell’FBI sugli UFO. Tra l’altro¬†viene dichiarato che le astronavi extraterrestri proverrebbero da un pianeta ‚Äúetereo‚ÄĚ situato sullo¬†stesso piano della terra ma posto ad un livello di vibrazione pi√Ļ elevato. In particolare, per quel che
ora interessa evidenziare su questa relazione, è utile rivedere tutta la descrizione della natura degli UFO e dei loro occupanti. Dalla lettura del documento emerge quanto segue:

  • Parte dei dischi volanti possiedono equipaggio mentre altri sono sotto controllo remoto.
  • La loro missione √® di pace. Essi contemplano e meditano sull’assestamento di questo piano.
  • Questi visitatori sono simili agli umani ma presentano un aspetto molto pi√Ļ grande in quanto¬†a dimensioni.
  • Non √® gente disincarnata del pianeta terra, essi provengono dal loro mondo.
  • Essi non provengono da altri ‚Äúpianeti‚ÄĚ cos√¨ come concepiti nella mente umana, ma da un¬†pianeta eterico ‚Äúinterpenetrato‚ÄĚ nella Terra non percettibile dall’uomo.
  • I corpi dei visitatori si materializzano automaticamente all’entrata nella nostra frequenza¬†vibratoria e nella nostra densa materia.
  • I dischi volanti possiedono una sorta di energia radiante, o un raggio, che pu√≤ facilmente¬†neutralizzare qualsiasi attacco avversario. Essi inoltre possono rientrare dentro il corpo¬†eterico in base alla loro volont√† e sparire istantaneamente dalla nostra vista senza alcuna¬†traccia.
  • La regione da cui provengono non √® il ‚Äúpiano astrale‚ÄĚ, ma corrisponde al LOKA e al¬†TALAS.
  • Probabilmente non pu√≤ essere raggiunto via radio, ma probabilmente pu√≤ esserlo dai radar,¬†se si crea un sistema di segnale a cui corrisponda quel tipo di ‚Äúapparato‚ÄĚ.
  • Questi ‚Äúpiatti‚ÄĚ sono di forma ovale e sono composti da un metallo o una lega resistente al¬†calore, che tutt’oggi √® sconosciuta.¬†Di fronte a questo piatto vi √® un pannello di controllo. Il retro contiene gli armamenti, che¬†consistono essenzialmente in un dispositivo di energia e da cui pu√≤ essere generato un fascio¬†in caso di emergenza.
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Illustrazione 7: Impronta UFO di Marliens. Probabile geometria di una piattaforma a due giroscopi. I due triangoli aurei in relazione all’atterraggio dell’UFO a Marliens. Si simula che la Terra sia delimitata dal cerchio di raggio OP

A questo punto, immaginando che¬†l’UFO di Marliens rientri nel genere¬†della lista delle astronavi note¬†all’FBI e, perci√≤ secondo la¬†descrizione suddetta, il fatto che i¬†loro equipaggi, supposti di natura¬†eterica, si prefiggano missioni di¬†pace, pu√≤ essere che si tratti della
stessa missione delle forze lunari di¬†Javh√© di cui parla Rudolf Steiner in¬†merito alla questione dell’‚Äúottava¬†sfera‚ÄĚ. Ma questa ipotesi non √®¬†scontata perch√© si potrebbe pensare¬†che si tratti anche delle forze¬†luciferiche e ahrimaniche avverse.

Resta da vedere la relazione di¬†queste due cose con la sfera del¬†nucleo e sub-nucleo al centro della¬†terra, come tesi da comprovare sulla¬†scorta della geometria giroscopica¬†dell’UFO di Marliens trattato nel¬†capitolo 3.2. Ma gi√† si fa luce sulla¬†probabile geometria di una¬†piattaforma a due giroscopi che √®¬†emersa dall’illustr. 4, perch√© si¬†scopre che la legge matematica cui¬†essa √® informata si rif√† alla sezione¬†aurea.

L’illustrazione 7 ce la mostra in modo inequivocabile, simulando che la Terra sia delimitata dal cerchio di raggio OP, considerato che l’orientamento verso il Nord dell’UFO di Marliens √® risultato lo stesso dell’asse y1-y1 dell’ellisse interno inclinato. Il primo triangolo equilatero PAB √® aureo e cos√¨ lo √® anche il triangolo F1CD equilatero che ha per vertice uno dei fuochi dell’ellisse di asse y0-y0.

Come scoperta √® molto interessante, ma occorre sapere anche quale ipotetica concezione scientifica¬†pu√≤ derivare dalla rilevata regola aurea di cui sono informati i due triangoli equilateri. Nulla di tanto¬†trascendentale se ci si ricorda delle tante ipotesi messe in piedi da studiosi nel tempo sul conto della¬†Grande Piramide di Giza in Egitto, senza contare le ipotesi sostenute da chi per primo si √® occupato¬†dell’impronta di Marliens, per esempio l’autore del libro ‚ÄúGiza la porta dell’Egitto‚ÄĚ, di cui al ¬ß 5.

Tempo addietro me ne sono occupato ed ho formulato una convincente ipotesi sul piano¬†matematico, che poi mi ha permesso di fare ipotesi di natura scientifica non tanto diverse da quelle¬†di altre correnti e che sar√† utile per il caso dell’UFO di Marliens in studio.

4. Il potere della Grande Piramide

4.1 Una parabola per il mistero della Grande Piramide

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Illustrazione 8: Schema della piramide di Cheope. Geometria con l’ausilio di una piramide particolare, il tutto all’insegna della sezione aurea.

La Grande Piramide fu concepita secondo canoni suggeriti dalle credenze religiose esoteriche vigenti al suo tempo. Nulla che scandalizzi immaginare che il manufatto sia una sorta di pietra filosofale e per questo fu informata al canone della sezione aurea per conferirle l‚Äôarmonia col cosmo. Altrimenti come poteva il defunto faraone Cheope,¬†ritenuto un dio in terra, navigare col dio Ra per¬†raggiungere il regno dei morti? Occorreva che¬†la barca solare, da intravedersi nella piramide¬†unita ad una parabola della quale si parler√†¬†(naturalmente si tratta di emblemi metafisici),¬†fosse veramente speciale. Ma, di conseguenza,¬†era necessario che essa fosse idonea per¬†procedere per il ‚Äúviaggio del giorno e della¬†notte‚ÄĚ, cosa che comportava anche che essa¬†fosse congegnata anche come corpo di luce¬†oltre che di pietra. Di qui nulla che scandalizzi¬†immaginare il complesso piramidale unito ad¬†una parabola sottostante, cos√¨ come √® stata¬†considerata dal punto di vista della geometria,¬†(illustr. 8) e particolarmente come uno speciale¬†cristallo somigliante alle note gemme preziose che si incastonano sugli anelli e collane.

Dati geometrici dell’illustr. 8, utilizzando la concezione del rapporto aureo:

ya = ‚ąö [2 / (1 + ‚ąö5)] = 0,786151377…
xa = ya¬≤ / 2 = 0,309016994…
phi = 38,17270763…¬į
180¬į ‚Äď 4phi = 27,30916948…¬į
yi = tang (180¬į ‚Äď 4 phi) = 0,516341175…
xi = yi¬≤ / 2 = 0,133304104…
d = 0,080615621…

La luminosità è un requisito fondamentale delle gemme preziose e le loro studiate sfaccettature moltiplicano i giochi di luce scomposta nei suoi colori, cosiddetti dell’iride, all’interno per sprigionarsi in modo sfolgorante all’esterno (illustr. 9).

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Illustrazione 9: Taglio di una pietra preziosa. Gioco di luce con la scomposizione nei colori dell’iride.

Nulla che meravigli, dunque, vedere la piramide di Cheope come uno speciale cristallo e costatare subito una particolare proprietà dovuta a un ipotetico raggio di luce che interagisce in esso. Dall’illustrazione 10 si può capire di che si tratta.

Il raggio IP √® normale alla parabola e si imbatte sulla parete C‚ÄôB‚Äô riflettendosi in Q della parete¬†opposta C‚ÄôA‚Äô. Prosegue da qui la riflessione luminosa in modo verticale fino in fondo sulla parabola¬†in R. Si sa che tutti i raggi verticali confluenti su una parabola si rifletto convergendo nel fuoco¬†relativo, che nel nostro caso √® il punto F. Naturalmente si √® capito che il punto I di partenza del¬†supposto raggio luminoso √® unico in modo che la sua inclinazione riferita alla verticale sia 180¬į ‚Äď 4¬†phi come indicato sull‚Äôillustr. 10. Phi √® il semi-angolo al vertice della piramide. Il simbolo di phi √®¬†ŌÜ.

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Illustrazione 10:Piramide di Cheope. Sezione trasversale.

Nessun commento su questo raggio salvo a vedere ora il raffronto con lo spaccato della piramide di Cheope (illustr. 10), in cui si vedono i vari elementi che vi fanno parte: la tomba del re e della regina, la Grande Galleria ed altro. Ed ecco il fatto meraviglioso che spiega il titolo di questo capitolo: Una parabola per il mistero della Grande Piramide! Due cose in una: il fuoco F della parabola di arco A’OB’, su cui è posta la piramide A’B’C’, coincide con un certo punto della tomba della Regina e il raggio verticale QR della ipotetica luce, all’interno della piramide in questione, coincide con l’asse della tomba del Re.

Il mistero però resta comunque, ma tutto il presente lavoro di geometria, se non altro, è servito ad aprire un varco per poter intuire cose nuove. Tuttavia c’è modo di far progredire un certo ragionamento che porterebbe a capire come potrebbe funzionare l’apparato tombale in questione, la cui rappresentazione monumentale può servire, naturalmente, come modello simbolico, al di là di ribadire la credenza di cultori di esoterismo, un apparato per dare nuova vita al faraone Cheope per il quale è stato concepito. Consideriamolo perciò come un certo immaginario processore rimandato al futuro da far evolvere.

La Tomba del Re fa parte di una struttura composta da elementi granitici che nell‚Äôinsieme √®¬†chiamata Zed. In particolare interessa la disposizione della parte superiore a questa camera, perch√© √®¬†costituita da cinque ranghi di travi disposte una accanto all‚Äôaltra e ognuna, pesa poco pi√Ļ di 70¬†tonnellate. Si tratta di elementi che si suppongono capaci di produrre energia elettrica per effetto¬†piezometrico, come spiegher√≤ di seguito.

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Illustrazione 11

Illustr. 11: Effetto piezoelettrico: applicando una forza a certi materiali viene prodotta una tensione elettrica.[8]

Dunque, sappiamo che il granito è composto in gran parte di quarzo, che è piezoelettrico, un particolare fenomeno elettromeccanico. Ossia quando questo materiale è sollecitato da forte pressione, o comunque quando vibra, per esempio in seguito a una percossa, compaiono delle cariche elettriche sulla superficie.

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Illustrazione 12: Lo Zed.

Il passo è breve, a ragione di ciò, per intravedere nell’enorme apparato dello Zed una batteria di produzione di energia elettrica, e questo potrebbe spiegare la natura specifica del raggio verticale passante per questo manufatto (illustr. 12).

Altrimenti non si fa luce sulla supposta energia segnalata dal particolare andar di vieni del raggio in questione, passante per lo Zed, non avendo modo di alimentarsi.

Potrebbe essere la camera della Regina questa fonte, ma avendo¬†scoperto la funzione di centrale elettrica dello Zed, si pu√≤¬†pensare che sia la Regina l‚Äôutilizzatrice dell‚Äôenergia che¬†confluisce in lei per dar luogo ‚Äď mettiamo ‚Äď alla rigenerazione¬†vitale. Di qui il percorso attraverso un condotto orizzontale, poi¬†quello della Grande Galleria e finalmente verso la camera del¬†Re (illustr. 10).

Nella camera della Regina √® ricavata su una parete una nicchia¬†che ha la sagoma simile a quella della sezione trasversale della Grande Galleria, e questo li mette in¬†relazione diretta. In pi√Ļ nell‚Äôanticamera della camera del Re vi sono delle saracinesche in pietra¬†come a voler far capire che la natura del ipotetico flusso vitale, proveniente dalla Regina confluendo¬†al Re abbia a che vedere con l‚Äôacqua, chiaro segno di vita.

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Illustrazione 13: Lo scettro di Osiride e dei faraoni.

Mi fa pensare a questa spiegazione in¬†che modo le ossa si rigenerano, giusto in¬†stretta relazione ai materiali¬†piezoelettrici.¬†Il modo in cui molti organismi viventi¬†usano la piezoelettricit√† √® molto¬†interessante: le ossa agiscono come dei¬†sensori di forza. Applicando una forza,¬†le ossa producono delle cariche¬†elettriche proporzionali alla loro¬†sollecitazione interna. Queste cariche¬†stimolano e causano la crescita di nuovo¬†materiale osseo, rinforzando la¬†robustezza della struttura ossea in quelle¬†zone in cui la deflessione interna √® pi√Ļ¬†elevata. Ne risultano strutture con¬†minimo carico specifico e, pertanto,¬†con eccellente rapporto peso/resistenza.¬†[9]

Però un’altra cosa è possibile suggerire come riscontro ideografico fra i geroglifici egizi, con il raggio energetico verticale poc’anzi analizzato. Mi viene da intravederlo nello Scettro o Wзs nella mano del dio dei morti Osiride e di altri dei egizi, nonché in quella dei faraoni assisi sul trono (illustr. 14).

La cima di questo scettro termina con una forcina di traverso particolarmente sagomata che pu√≤¬†benissimo riferirsi alla parete della piramide dove il raggio si riflette; mentre la parte terminale √®¬†munita di un‚Äôaltra forcina a due punte che pu√≤ riferirsi ad un doppio potere legato allo scettro che¬†potrebbe trovare riscontro nel bipolarismo dell‚Äôipotetica elettricit√† del raggio verticale che passa per¬†lo Zed, precedentemente trattato. L’illustr. 13 mostra la concezione progredita della funzione dello¬†Scettro o W–∑s.

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Illustrazione 14: Affresco della cappella funeraria di Thutmose III (sec. XV a.C.).

Di altro, è interessante costatare che, osservando gli ideogrammi riportati sull’affresco della cappella funeraria di Thutmose III dell’illustr. 14, si nota che lo Scettro, oltre a quello impugnato dal faraone, è anche rappresentato (in alto, sullo Scettro del faraone) a fianco dell’ideogramma dello Zed (lo stesso della Camera del Re della Grande Piramide) e da altri segni importanti.

Fra¬†questi c‚Äô√® una sorta di ciotola (presente in 9¬†esemplari), dal significato di cesto, che pu√≤¬†benissimo correlarsi con la parabola esibita e cos√¨¬†convalidare in cascata il resto delle argomentazioni¬†sostenute sin qui. Un dettaglio importante fra i¬†tanti della nutrita rappresentazione di geroglifici e¬†ideogrammi, √® il gonnellino dell’offerente davanti¬†al faraone che ha la chiara foggia della piramide di¬†Cheope. Non solo, ma la fascia pendente dalla¬†cintola coincide con l’asse passante per lo Zed¬†della piramide.

Prima di addentrarci nella disamina dei suddetti¬†geroglifici e ideogrammi, in particolare la Chiave¬†di Iside o Ankh e il Dy che vi si accompagna¬†frequentemente, come si vede nell’illustr. 14, ci occuperemo meglio della geometria della piramide¬†di Cheope per porre in evidenza ci√≤ che √® stato accennato all’inizio, la Sezione aurea. L’Ankh √® a¬†forma di croce e superiormente c’√® un anello a forma di uovo capovolto e il Dy, accanto o sopra, √®¬†un triangolo isoscele munito di un altro triangolino al centro della base.

4.2 L’ Ankh e il Dy dell’antico Egitto

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Illustrazione 15: Lemniscata di Bernoulli.

Chi non ha stimato rivelatrice di, chiss√†, quali¬†arcani poteri la nota Chiave di Iside, o Ankh, nelle¬†mani di dei e re dell’antico Egitto? Ma c’√® dell’altro¬†su questo ideogramma che forse vale la pena¬†stimare importante, considerato che esso √® quasi¬†sempre rappresentato accanto ad un altro¬†ideogramma conformato a triangolo isoscele¬†acuto, pi√Ļ o meno di eguali proporzioni,¬†conosciuto col nome arcano di Dy.

Lo abbiamo¬†visto e trattato attraverso l’illustr, 14 dell’affresco¬†della cappella funeraria di Thutmose III .¬†Il mio personale ‚Äúsenso delle cose‚ÄĚ, mi suggerisce¬†di procedere sulle tracce di questi strani segni pieni di fascino. Per il caso dell’Ankh ho scelto, come¬†geometria di riferimento, una particolare curva, la ¬ę Lemniscata di Bernoulli ¬Ľ, che mi √® sembrata¬†ideale per estrapolarne il possibile ‚Äúsegreto‚ÄĚ matematico relativo.

La ¬ę Lemniscata di Bernoulli ¬Ľ (da lemniscato: lemnisco, corona, palma) √® il nome di una¬†particolare ovale di Cassini. Si tratta del luogo dei punti di un piano per i quali il prodotto delle¬†distanze PF’, PF da due punti fissi F’, F (illustr. 15) √® costante e precisamente √® uguale al quadrato¬†della semi-distanza dei due punti; √® una quartina razionale bi-circolare con un punto doppio nodale¬†e tangenti ortogonali nel punto medio del segmento AB; ha equazione cartesiana: (x2 +y2) = 2 a (x2¬†‚Äďy2); e polare: ŌĀ = a ‚ąö ( cos 2őł).

Siamo ora in grado di pervenire alla geometria da me immaginata della Croce di Iside, nota come¬†Ankh e per questo si disegnano due leminiscate messe a croce cos√¨ come si vede attraverso l’illustr.¬†23 successiva. E questa di seguito √® la descrizione del percorso grafico:

  1. Una delle curve delle due lemniscate, quella in alto identifica l’anello a forma di uovo¬†capovolto;
  2. si traccia un cerchio passante per i fuochi delle due curve di Cassini (con r = 1 ‚ąö 2);
  3. sapendo che il semiangolo angolo al vertice della piramide di Cheope √® 38,17270763…¬į, che¬†√® conforme il rapporto aureo corrispondente ‚ąö 1/ŌÜ = 0,786151377…, si ha modo di pervenire¬†disegnarla e cos√¨ identificare i punti di incontro sul cerchio tracciato prima. Le apoteme¬†delle quattro piramidi di Cheope poste in croce corrispondono ai tre bracci della Croce di¬†Iside, cos√¨ come si vede nell’illustr. 16.
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Illustrazione 16: Ideogramma dell’Ankh egizio in chiave geometrica.

Abbiamo sotto mano ora la Croce di Iside e resta da capire come fare per ottenere una supposta geometria del Dy.

Sulla scorta del fatto che entrambe vengono sempre indicate una insieme alle altre, si deve¬†immaginare che la matrice dell’Ankh, or ora disegnata, sia la stessa per il Dy.¬†Infatti √® cos√¨.

Dunque, ridisegnando la Lemniscata di B. (illustr. 17), premesso che a = 1, si congiungano F’, P e¬†P’, ottenendo cos√¨ un triangolo isoscele. In seno a questo triangolo si congiungano poi P con O che¬†individua il valore della tangente goniometrica dell’angolo calcolato precedenza al ¬ß 3.

Infatti sviluppando l’equazione polare della ¬ęLemniscata di B.¬Ľ si verifica, come di seguito, che il¬†valore supposto √® giusto.

Da: ŌĀ = a ‚ąö (cos 2őł) si perviene al valore di őł = 25¬į, 91364623… che permette di verificare,¬†appunto, l’esattezza di F’O = FO = 1 / ‚ąö 2. Riguardo al triangolo isoscele F’PP’, il semiangolo al¬†vertice F’ si calcola con la formula arctg PF/F’F che d√† come risultato 13¬į, 6545848…

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Illustrazione 17: Il supposto triangolo isoscele del Dy, visto adagiato sul lato.

Niente di pi√Ļ facile dedurre che¬†quest’angolo conduce all’individuazione¬†del semiangolo al vertice della piramide¬†di Cheope. Infatti l’angolo in questione si¬†ottiene in questo caso cos√¨: ő¶ = 1‚ĀĄ2 (90¬į¬†‚Äď 13¬į, 6545848…) = 38¬į, 17270762. In¬†tal modo si viene a configurare un¬†triangolo isoscele che √® senza dubbio lo¬†stesso abbondantemente presente nel¬†repertorio degli ideogrammi egizi sotto il¬†nome Dy.

5. Cardiochirurgia eterica delle forme.¬†L’UFO cardiochirurgo

Si √® capito, a questo punto che l’UFO di Marliens, con tutta probabilit√†, si era proposto di innestare¬†un certo cuore eterico in seno alla Terra, anch’essa eterica naturalmente. Ora per capire bene su che¬†base si esplica questo misterioso e inesplicabile presunto intervento chirurgico, occorre prima¬†d’altro riprendere in mano la geometria desunta dalla piramide di Cheope trattata nel capitolo¬†precedente. Il grafico dell’illustr. 18, che ora mostro, √® l’ulteriore elaborazione della geometria gi√†¬†esibita per la piramide di Cheope e che pone in risalto, ancora di pi√Ļ, altri particolari geometrici. Si¬†tratta della geometria dipendente dalla peculiare posizione centrale della tomba della Regina nella¬†piramide di Cheope da cui ha origine.

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Illustrazione 18: Geometria della conica aurea desunta dalla piramide di Cheope. Colonna dell’energia eterica che si concentra nel punto F, centro aureo della conica secondo i diversi punti nodali disposti su tre cerchi.

Si sa che la piramide di Cheope √® all’insegna della sezione aurea, la stessa piramide pu√≤ essere¬†considerata anche all’insegna di pi greco, ma con un lieve scostamento. Ma questa relazione come √®¬†possibile se i due numeri si discostano tanto? Invece lo √® se si considera la radice quadrata¬†dell’inverso della sezione aurea, (che si chiama sezione argentea) da un lato, e la quarta parte di pi¬†greco dall’altro lato. Fate i conti e vi persuaderete che la differenza fra i due non √® poi tanto, ma¬†sempre in modo relativo. Ora questa relazione √® di grande importanza se si considera il fatto di¬†dover avere a che fare con un cuore che deve pulsare fra due valori, se pur intravisto per via¬†matematico-geometrica, ovviamente di quello di cui si sono occupati come cardiochirurghi quelli¬†dell’UFO di Marliens. Non potendo ipotizzare altro sul conto del genere di ipotetica energia eterica¬†di cui si avvaleva l’UFO di Marliens. Di qui il passo √® breve per supporre che si tratta veramente di¬†concezioni inconcepibili sul piano materiale ma su un supposto piano di materia ‚Äúsottile‚ÄĚ ‚Ästmettiamo ‚Äď di natura eterica, s√¨, appunto.

illustr. 19 ultima modifica
Illustrazione 19: Geometria dell’impronta dell’UFO di Marliens. Tre coniche aure dettate dalla posizione F del fuoco e centro della conica ABV. In cascata si perviene alle successive coniche fino a individuare il punto C del ‚Äúcuore eterico‚ÄĚ, scopo cardiochirurgico del sistema dell’UFO.

Ora mi preme far luce completa sulla geometria dell’impronta dell’UFO di Marliens. Far√≤ vedere¬†che si dimostra da sola come un’ideale sistema nelle mani di immaginari cardiochirurghi capaci di¬†disporre (o prelevare?) un certo ‚Äúcuore eterico‚ÄĚ, poich√© funziona come pilotata dalla geometria della¬†conica aurea, del genere ‚Äúcheopiana‚ÄĚ.

In sintesi, supportati dall’illustr. 19, vediamo come si esplica la geometria dell’impronta dell’UFO di¬†Marliens. Tre coniche aure dettate dalla posizione F, fuoco e centro della conica ABV. In cascata si¬†perviene alle successive coniche fino a individuare il punto C del ‚Äúcuore eterico‚ÄĚ, scopo¬†cardiochirurgico del sistema dell’UFO. E poi a dar certezza alle interazioni delle tre coniche¬†all’interno della geometria giroscopica dell’impronta dell’UFO in esame, vi sono diversi punti nodali¬†che ho posto in evidenza.

A questo punto sembra esaurito ci√≤ che mi proponevo di mostrare sin dall’inizio, ossia la¬†relazione dell’UFO di Marliens con le concezioni espresse sul conto della ‚Äúterza sfera‚ÄĚ supposte dal¬†filosofo austriaco Rudolf Steiner concilianti con le argomentazioni edotte in materia di UFO¬†dell’FBI, di un tutto trattato nel capitolo 2. Per quanto concerne invece la relazione che mi ero¬†riproposto di mostrare, ossia tra il ‚Äúcuore nascosto‚ÄĚ al centro della nostra Terra, scoperto dal fisico¬†cinese Xiaodong Song, di cui al primo capitolo, pur intuendo la forte relazione del preteso¬†intervento ‚Äúcardiochirurgico‚ÄĚ dell’UFO di Marliens, avvenuto sul piano eterico, non si ha modo di¬†risalire alla sua dimensione che risulterebbe essere di circa 1200 km. Ma √® una cosa che verr√†¬†trattata nella seconda parte di questo scritto in cui ho modo di mostrare addirittura una mia ipotesi¬†di Terra Magneto-Eterica in cui si armonizza meravigliosamente la suddetta geometria¬†dell’impronta dell’UFO di Marliens del grafico dell’illustr. 10.

Mi sovviene la quartina I,45 del famoso profeta francese del 1500, autore della Centurie:

¬ę Settario di sette, grande pena al delatore,
Bestia in teatro, alzato il velo scenico,
Del fatto antico onorato l’inventore.
Per sette il mondo confuso e scismatico. ¬Ľ[10]

Si capisce chi sia la Bestia, ossia la nostra Terra in forma eterica, ma di una etericità non sufficientemente percepita dai chiaroveggenti.

Brescia, 16 marzo 2015

Gaetano Barbella


[1] Articolo postato da Silvia Minucci.

[2] Non mancano, in questa direzione, prove delle mistica cristiana che confermerebbero la suddetta parvenza metallica¬†di apparizioni mariane, come quella Medjugorje che ebbero inizio a partire dal 24 giugno 1981. Si tratta di¬†testimonianze tratte dal fascicolo ‚ÄúLe apparizioni della Madonna di Medjugorje‚ÄĚ a cura di Gianfranco Fagiuli edito da¬†Peruzzi. Gianfranco Fagiuli, intervistando Ivanka, una dei tre veggenti ai quali apparve la Madonna, pose alcune¬†domande e fra queste chiese: ¬ę Che sensazione provi quando tocchi la Madonna? ¬Ľ. E Ivanka senza difficolt√† rispose¬†cos√¨: ¬ę La tocco con il palmo della mano, la punta delle dita. Tocco il suo abito e il suo mantello ed √® come se toccassi¬†un metallo. ¬Ľ.¬†Si aggiungono alle suddette esperienze mariane di Medjugorje certe visioni di santi del cristianesimo, per esempio¬†quelle di Anna Katharina Emmerick (Coesfeld, 8 settembre 1774 ‚Äď D√ľlmen, 9 febbraio 1824). Tra le visioni della¬†monaca tedesca hanno spazio anche alcune profezie apocalittiche sul destino della chiesa. Una di queste inquadra una¬†misteriosa ‚Äúdonna in armi‚ÄĚ in stretta aderenza alla visione della Madre di Dio: ¬ę ‚ÄúVidi un‚Äôapparizione della Madre di¬†Dio, che disse che la tribolazione sarebbe stata molto grande… ¬Ľ. Successivamente c’√®, infatti, la visione che la lega,¬†secondo me, all’ipotesi di una sua natura immateriale ‚Äúmetallica‚ÄĚ: ¬ę ‚ÄúVerranno tempi molto cattivi, nei quali i non¬†cattolici svieranno molte persone. Vidi anche la battaglia. I nemici erano molto pi√Ļ numerosi, ma il piccolo esercito di¬†fedeli ne abbatt√© file intere [di soldati nemici]. Durante la battaglia, la Madonna si trovava in piedi su una collina, e¬†indossava un‚Äôarmatura. Era una guerra terribile. Alla fine, solo pochi combattimenti per la giusta causa erano¬†sopravvissuti, ma la vittoria era la loro‚ÄĚ (22 ottobre 1822) ¬Ľ.¬†ilfoglio.it¬†

[3] segnidalcielo.it

[4] Articolo di Tiziano Belluci, Gli UFO esseri eterici dell’ottava sfera secondo Steiner (e secondo l’FBI?)

[5] Questa descrizione √® stata tratta dal libro citato in precedenza, ‚ÄúGiza la porta dell’Egitto‚ÄĚ di Guy Gruais e Guy¬†Mouny, edito da Armenia. In quanto all’autore suddetto, sul tema dell’UFO di Marliens, non si √® distaccato dalle¬†stesse concezioni di coloro che lui ha citato nel libro, portando avanti delle ipotesi geometriche che, purtroppo¬†restano tali, prive di effettivo fondamento tali da risultare convincenti.

[6] mystere-et-insolite.lo

[7] Enciclopedia della scienza e della tecnica. Vol. V, p. 623. Ediz. Arnoldo Mondadori.

[8] hbm.com

[9] hbm-italia.it

[10] Testo originale della quartina: ¬ę Secteur de sectes grand peine au delateur, / Beste en theatre, dresse le ieu scenique,¬†/ Du faict antique annobly l’inventeur, / Par sectes monde confus et schismatique. ¬Ľ.