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LHC di nuovo in pista, uno Splash di successi

La Redazione
Di La Redazione
Pubblicato il: 23/11/2009

Roma – Per gli scienziati del Large Hadron Collider, l’acceleratore di particelle con 27 Km di condotti che corrono sotto Ginevra, lo scorso weekend si è concluso con un «eureka!»: nella tarda serata di venerdì scorso, infatti, sono finalmente avvenute le prime e tanto attese circolazioni complete.

“È fantastico vedere di nuovo il beam circolare nell’LHC”, ha dichiarato http://press.web.cern.ch/press/PressReleases/Releases2009/PR16.09E.html il direttore generale del CERN, Rolf Heuer. “C’è ancora qualcosina da fare prima che i fisici possano iniziare la loro parte, ma con questa pietra miliare possiamo ben dire di essere sulla buona strada”.

La prima circolazione, come i più attenti ricorderanno, è avvenuta http://nbtimes.it/scienze/628/esplorare-la-quarta-dimensione-domani-10-settembre.html il 10 settembre del 2008 ma una serie di eventi ha impedito http://nbtimes.it/scienze/721/esperimento-cern-rapporto-prima-settimana.html la prosecuzione degli esperimenti.

“Oggi l’acceleratore LHC è una macchina molto meglio compresa di quanto non lo fosse un anno fa”, ha precisato Steve Myers, direttore degli acceleratori. “Abbiamo imparato molto dalla nostra stessa esperienza e abbiamo ingegnerizzato soluzioni tecnologiche che ci consentono di andare avanti. Ecco come abbiamo progredito”.

Il c.d. lavoro di recommissioning è iniziato la scorsa estate e ogni passo successivo nel ricondizionamento ha avuto successo. L’8 ottobre scorso è stata raggiunta la temperatura di esercizio di -271 gradi, il 23 ottobre sono state iniettate le particelle. Il 7 novembre è iniziata la circolazione che ora è stabile.

I prossimi eventi di rilievo, dunque, saranno le collisioni a bassa energia, grazie alle quali potrà avvenire l’attività di calibrazione, ovvero di regolazione fine. Il tutto è in direzione delle collisioni ad alta energia che, a 3,5 TeV per raggio (per un totale di 7) avverranno il prossimo anno e consentiranno di raccogliere, finalmente, quei dati che sino a oggi i fisici hanno potuto ottenere solo esaminando i raggi cosmici.

La fisica delle particelle – conclude il comunicato – è una sfida di carattere mondiale e il CERN ha ricevuto supporto da tutto il mondo per il suo lavoro di gestione dell’acceleratore LHC. “Il punto in cui siamo arrivati oggi è il risultato di uno sforzo erculeo”, ha concluso Myers. “Vorrei perciò ringraziare tutti coloro che vi hanno preso parte, dal CERN stesso ai partner e alle istituzioni in tutto il mondo”.

Questo pomeriggio alle 14 verrà tenuta una nuova conferenza stampa, a cui si potrà assistere anche via Internet: sarà trasmessa in Webcast all’indirizzo http://webcast.cern.ch. Al contempo, eventuali domande possono essere inviate via Twitter con @CERN anche se, naturalmente, sarà difficile poter rispondere a tutti.

Nel frattempo, i più curiosi possono collegarsi – tra le tante che il CERN mette a disposizione – con le pagine http://atlas.ch/ dell’esperimento ATLAS, molto ricche di spiegazioni http://atlas.web.cern.ch/Atlas/public/EVTDISPLAY/events.html . Nell’esperimento ATLAS è direttamente impegnato http://www.borborigmi.org/2009/11/20/splash/ il fisico Marco Delmastro, che dopo i primi problemi lo scorso anno aveva fatto il punto della situazione http://nbtimes.it/scienze/838/cern-lhc-dopo-il-10-settembre-tutto-bene.html proprio su queste pagine. Cosa si prova, dopo un evento del genere? “Fatica da notti insonni”, ha detto al New Blog Times Delmastro.

Dunque, dalla Redazione di questo sito al CERN va un entusiastico e sincero buon lavoro e uno scaramantico, ma altrettanto sincero in bocca al lupo.

http://nbtimes.it/scienze/4121/lhc-di-nuovo-in-pista-uno-splash-di-successi.html