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H1N1 VS influenza stagionale.Chi rende di più?

Sono circa 21000 i contagiati da influenza H1N1 e 125 i decessi,prevalentemente in Messico (103) e negli Stati Uniti.Questi sono gli ultimi aggiornamenti ufficiali dall’OMS.

La nuova influenza, in rapporto alla classica influenza stagionale, risulta essere molto meno pericolosa. I decessi sono avvenuti prevalentemente in Messico, in zone dove l’assistenza sanitaria e le condizione di igiene lasciavano molto a desiderare. Malgrado ciò, si sta andando verso una vaccinazione di massa contro questo virus.

Pochi giorni fa si è diffusa la notizia che Il ministro della salute spagnolo Trinidad Jiménez ha annunciato che in autunno inizierà una massiccia campagna
di vaccinazione contro la nuova influenza “suina”. Il ministro prevede che ci vorranno circa 12 milioni di dosi di vaccini per far fronte ad un’eventuale
pandemia da H1N1, il cui costo andrà a gravare, ovviamente, sulle casse dello Stato.

Ancora non si conoscono i dati relativi al numero di dosi richieste del nuovo vaccino da parte delle altre nazioni europee e che dovrebbe essere pronto in autunno. Oltre al costo allo Stato dei vaccini per l’H1N1 si dovranno aggiungere i costi della campagna di vaccinazione della normale influenza stagionale.
Le dosi vendute dalle aziende farmaceutiche nel mondo hanno superato i 500 milioni solo nel 2008.

Si ricorda che le discussioni inerenti la reale efficacia di questi vaccini è tutt’ora in corso e si consiglia la vaccinazione a persone con età superiore a 65 anni ed a soggetti con determinate patologie. Il ministero della salute italiano ha stilato una lista di persone per cui è consigliata la vaccinazione,in cui rientrano anche soggetti che causerebbero un danno economico se per qualche ragione contraessero l’influenza e stessero a casa in malattia.

In breve, il vaccino antinfluenzale è consigliato a:
– persone di età pari o superiore a 65 anni;
– bambini e adulti affetti da: malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio, circolatorio, renale, malattie degli organi che producono il sangue, diabete ed altre malattie di alterazione del metabolismo, sindromi da malassorbimento intestinale,
fibrosi cistica, malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione
di anticorpi, inclusa l’infezione da HIV e malattie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici;
– bambini reumatici soggetti a ripetuti episodi di malattia che richiede prolungata somministrazione di acido acetilsalicilico e a rischio di sindrome di Reye in caso di infezione influenzale.

Mentre è sconsigliato per :

– chi è allergico alle proteine dell’uovo o ad altri componenti del vaccino;

– nei neonati e nei bambini, a meno che non siano presenti serie malattie;

– alle persone che a dosi precedenti hanno sofferto di anafilassi, una grave manifestazione allergica.

Rimane il consiglio di sottoporsi a vaccinazione solo se si rientra nelle classi di rischio. I vaccini sono farmaci e quindi hanno un costo per lo Stato ed anche effetti collaterali in certi casi non trascurabili. Per evitare o ridurre il pericolo di contagio abbiamo validi consigli su questo sito.

Comunque rimane sempre il problema di capire quanto siano efficaci queste vaccinazioni e purtroppo gli studi compiuti non danno risposte certe a causa di un certo conflitto di interessi, visto che tali studi o sono finanziati dalle case farmaceutiche stesse o abbiamo comunque una certa “influenza” di questa industria nella redazione di queste statistiche.

Ora abbiamo un’ulteriore spesa sanitaria rappresentata dal H1N, spesa probabilmente “futile” visti i dati correnti ma sicuramente reditizia per le aziende del settore.

Una volta esaurita l’ondata di paura abilmente costruita attorno a questo virus cosa ci toccherà ancora provare? La paura per un’influenza equina o cos’altro?

Chissà….

L’importante è che economicamente renda bene.
http://www.agoravox.it/H1N1-VS-influenza-stagionale-Chi.html