Rispondi a: agricoltura e mafia, la rivoluzione possibile

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#130906

Detective
Partecipante

Mafia, affari con il controllo
di agricoltura e allevamenti

Tra i beni confiscati dalla Dia di Messina a Mario Giuseppe Scinardo, ritenuto uomo di fiducia del capo di cosa nostra della provincia di Messina, Sebastiano Rampulla, risultano anche 500 animali (bovini, ovi-caprini). Il responsabile dell’Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV, Ciro Troiano, ha commentato la notizia affermando che “il crescente interesse delle organizzazioni criminali di stampo mafioso nei confronti dell’imprenditoria agricola e zootecnica, attraverso il controllo mafioso di imprese che gestiscono attività economiche in apparenza lecite, è stato documentato da numerose inchieste svoltesi negli ultimi anni, che hanno contribuito a portare alla luce un fenomeno preoccupante che richiede massima attenzione investigativa”. Secondo i dati del Rapporto Zoomafia 2009, difatti,il fenomeno è estremamente complesso. Coinvolge varie tipologie di organizzazioni criminali, tra le quali la n’drangheta, cosa nostra e la camorra, e interessa vari settori e filiere. Nelle regioni del Sud Italia si registrano furti di attrezzature e mezzi agricoli, racket, abigeato, estorsioni, l’imposizione del “pizzo” sotto forma di “cavalli di ritorno”, cioè furti finalizzati all’acquisizione di somme di denaro di natura estorsiva, danneggiamento alle colture, aggressioni, usura, macellazioni clandestine, truffe nei confronti dell’Unione Europea, commercio di carne e prodotti caseari adulterati. Il furto degli animali negli allevamenti, in particolare, è un fenomeno in crescita, tanto che si stima che in due anni circa 200mila animali siano stati fatti “sparire” dalle campagne per essere destinati a riciclaggi vari e alla macellazione clandestina. Ad essere colpiti sono mucche, cavalli, maiali, ma anche pecore e agnelli, sopratutto in vicinanza delle festività pasquali. Nel 2008 sono stati sequestrati al clan Schiavone due attività commerciali e un’azienda agricola, un’azienda per l’allevamento di cavalli, altre per allevamento di bovini e vari caseifici, nonché società per la commercializzazione di prodotti agroalimentari. “E’ da rilevare che l’ingerenza del sodalizio nella realtà economica dell’area compresa tra Casal di Principe e Villa Literno (Caserta) si era concretizzata anche attraverso l’imposizione di carne suina, bovina e avicola ai macellai della zona, turbando la libera concorrenza dello specifico mercato”, conclude Ciro Troiano. Significativa anche l’operazione “Limousine”, eseguita a San Severo (Foggia), nei confronti di 42 personaggi ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti di bestiame.

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