Rispondi a: il Karma …

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Ken
Bloccato

[quote1240418912=Omega]
Potrebbe essere utile aggiungere questa comunicazione da Cristo (Channeling).

Estratto dal libro: “Vivi l’attimo e vedi e riconosci te stesso

Non ricordo se l'avevo già postato o meno.

“L’attimo è un elemento della giornata. Ogni attimo fa affiorare in noi molteplici sensazioni e pensieri, che ad un’attenta osservazione sono come immagini: ricordi di eventi ed esperienze oppure anche immagini dal mondo delle nostre idee. Ciò che l’attimo irradia ad ogni uomo corrisponde a quanto egli oggi deve riconoscere e sistemare. Ognuno di noi ha un diverso stato di coscienza e in modo corrispondente ad esso il giorno gli viene incontro, con sensazioni e pensieri che, in base alla sua coscienza egli può riconoscere e comprendere. Ognuno di noi può comprendere il linguaggio degli attimi, cioè le componenti della giornata: i secondi, i minuti e le ore, poiché questi sono le riproduzioni delle sue produzioni. Le componenti della giornata si rivolgono ad ogni individuo in modo diverso, a seconda delle sue produzioni. Il computer stesso ripresenta all’uomo tutto ciò ch’egli ha immesso in questa reincarnazione e in quelle precedenti, e che non ha ancora sistemato. Sono tutte le nostre mancanze nei confronti della legge eterna: le nostre sensazioni, pensieri e parole negative, il nostro comportamento negativo, le nostre passioni, i nostri istinti, o i nostri desideri umani eccessivi. Potrebbero anche essere i legami col nostro prossimo, al quale per esempio abbiamo tolto la libertà, imponendogli le nostre opinioni.

Tutto ciò che l’anima e l’uomo non hanno sistemato viene portato alla luce dal computer causale sotto forma di effetto; il computer quindi parla ad ognuno di noi nella nostra lingua. Ognuno di noi può sentire le sue memorizzazioni nella propria lingua e vedere in immagini ciò che ha emesso, poiché si tratta delle sue stesse produzioni. Noi però le possiamo percepire solamente vivendo nell’attimo, anzi, vivendo l’attimo stesso. Molti uomini tuttavia non colgono gli attimi della giornata e quindi non riconoscono nemmeno il linguaggio delle loro stesse produzioni; si lasciano spingere da forze che non corrispondono alla loro forza vitale. Per questo motivo essi vengono ”manovrati”, lasciandosi usare da diverse energie e forze, da anime e campi di energia.”

Le nostre forme pensiero

“Se non viviamo all'erta e coscienti nella giornata e in tutto ciò che ci capita, bensì fuori dal presente – cioè nel passato o nel futuro – sprechiamo la nostra vita e perdiamo sempre più energia fisica. Scorre a noi solo quel certo quantitativo di forza divina che occorre per mantenere in vita il corpo. Il resto, cioè tutte le altre energie, le prendiamo o dai nostri simili, legandoli a noi come schiavi, rendendoli succubi e portandoli a fare la nostra volontà, o le prendiamo da vizi vari, come eccesso di cibo, il bere o una sessualità esagerata. Queste energie supplementari, tuttavia, non sono pure, ma sono energie trasformate ad un livello inferiore e compensano solo in apparenza la mancanza di energia. Ogni vizio denota una carenza dell'anima. Siccome l'anima e l'uomo hanno troppo poca energia vitale, se la procurano tramite questi vizi. Quando c'è una tale mancanza di energia, sia l'anima che l'uomo ristagnano nel loro sviluppo spirituale. In molti casi, poi, l'anima si ribella, per dimostrare all'uomo che deve rimuovere la carenza che lo ha condotto agli eccessi ed ai vizi. Gli elementi della giornata, gli attimi, aiutano in questo senso. Chi non osserva le molte indicazioni ed ammonimenti che gli vengono dati, anno dopo anno negli innumerevoli attimi della giornata, aggiunge ulteriormente delle forme-pensiero a ciò che l'anima già porta in sè.

Chi, quindi, ristagna per anni e decenni, pensando in continuazione, giorno dopo giorno, cose uguali o simili, crea una o più forme-pensiero a sua immagine e somiglianza pronte per essere richiamate. Se riflettiamo sempre sul nostro passato, ne parliamo, lo citiamo facendo rivivere le sue immagini nel presente, creiamo delle forme-pensiero del passato. Se persistiamo per anni nel litigio con il nostro prossimo e parliamo sempre della causa che ha provocato il litigio e lo facciamo rivivere nelle nostre sensazioni e nei nostri pensieri, creiamo, in questo modo, una forma-pensiero. Se per anni sottovalutiamo uno dei nostri simili – se, cioè, non troviamo assolutamente nulla di buono in lui – creiamo, con ciò, una forma-pensiero. Se cerchiamo con tutti i modi possibili a nostra disposizione, anche non corretti, di mettere qualcuno in cattiva luce, creiamo, con ciò, una o più forme-pensiero. Se calunniamo, disprezziamo e scherniamo qualcuno o lo lasciamo completamente in balia di altri, creiamo, con ciò, una o più forme-pensiero. Se ci creiamo col pensiero immagini del futuro – di qualunque tipo esse siano – creiamo, anche in questo modo, delle forme-pensiero. Se una persona, per anni e decenni, riflette o parla in continuazione di cose uguali o simili, oppure ripete sempre le stesse cose, crea, con ciò, delle forme-pensiero corrispondenti.

Chi, quindi, per anni non vive nell'attimo, non solo è “fuori di sè”, ma crea anche delle forme-pensiero invisibili al di fuori di lui. Dovunque vanno le nostre sensazioni, pensieri, desideri e passioni, là c'è una parte della nostra coscienza, là costruiamo delle figure invisibili del nostro ego umano. Annotiamocelo: tutto è energia. Per cui ogni sensazione, ogni pensiero, ogni parola, ogni azione, ogni movimento, ogni passione, ogni istinto, ogni vizio è energia. Siccome nessuna energia va perduta, deve ben trovarsi da qualche parte. Come sappiamo, le nostre energie positive – il nostro sentire, pensare, parlare ed agire divino – entrano nell'anima e nel potente computer universale, Dio. Attraverso l'anima, le irradiamo nel corpo ed esse procurano in noi salute, pace e felicità. Questi doni della vita interiore li portiamo poi nel mondo e contribuiamo, con ciò, affinché altri uomini raggiungano la pace interiore e l'altruismo. Anche le nostre energie negative entrano nell'anima. Esse vengono registrate nel computer causale. Se noi, per anni e decenni, non prestiamo attenzione agli elementi della giornata, agli attimi – cioè ai loro innumerevoli impulsi a cambiare modo di pensare e osservare le leggi divine – creiamo ulteriori forme-pensiero.

Queste, in fondo, non sono altro che una nostra “copia”, sono, cioè, noi stessi, perchè si formano dal negativo che noi emaniamo. Potremmo definire le forme-pensiero derivanti da aspetti simili o identici a quelli del nostro ego umano anche i nostri campi di pensiero. Potremmo paragonare le forme-pensiero anche a degli esseri invisibili, nebulosi, costituenti le immagini delle nostre rispondenze, a cui noi conferiamo impulsi e forza di agire ripetendo continuamente gli stessi o simili pensieri. Quando poi pensiamo cose simili o uguali a quelle con cui abbiamo costruito le nostre forme-pensiero, diamo loro il segnale di venire da noi e di agire su di noi. Quindi siamo noi stessi che scateniamo, attraverso il nostro comportamento umano, i nostri “sosia”, cioè le nostre forme-pensiero, il nostro ego che ha preso forma. Piombano su di noi come dei robot, ci influenzano e ci stimolano a ripetere quelle cose con cui le abbiamo costruite, cioè quello che noi siamo. Ci stimolano a pensare di nuovo o a ripetere cose simili o uguali. Queste forme-pensiero, da noi create, si sono formate con le forze della nostra anima e del nostro corpo. E ciò significa che più forme-pensiero creiamo, più perdiamo forza, perchè le nostre forme-pensiero non ci conferiscono nessuna forza, anzi, proprio il contrario: esigono sempre più forza da noi, perché mirano a farci sentire, pensare, parlare o fare sempre cose negative simili o uguali.”

[color=#0099ff]Fonte[/color]: http://www.das-wort.com/cgi/gen_article.cgi?article=s315it&type=desc + http://www.das-wort.com/cgi/gen_article.cgi?article=s315it&type=sampl © Edizioni DAS WORT
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Bell'articolo Omega… :bay: