Rispondi a: Metodi naturali per Prevenire Pandemie e stati influenzali

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elerko
elerko
Partecipante

[quote1251894241=maraxma]
[quote1251893994=elerko]
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Personalmente consumo, insieme a mio marito e mio figlio (14 anni), ascorbato di magnesio (vitamina c + carbonato di magnesio) ed in primavera e autunno, per circa 3 mesi consecutivi ALOE ARBORESCENS (frullata da me, facendomi spedire foglie di aloe dalla Toscana, secondo la ricetta di Padre Romano Zago).
Non sono vegetariana ma mangio moltissima frutta e verdura di stagione.
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Arrivi fino alla tolleranza intestinale??
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Più o meno sì, anche se ho notato che quest'ultima varia di giorno in giorno e credo sia collegata agli alimenti che consumo, soprattutto se pasticcio un po' -|- .
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sicuramente si ma l'importante sembra sia assumerne 80/90% del limite massimo e aumentere il dosaggio ai primi sintomi di malessere!

opuscolo pdf: http://www.aerrepici.org/librovitamine.pdf

ecco il libro di pauling “COME VIVERE SENZA MALATTIE E SENZA MEDICINE” http://static.scribd.com/docs/iip5r0kfxbbtb.pdf

3D dedicato: https://www.altrogiornale.org/_/forum/forum_viewtopic.php?25165.post

Vitamina C: a che serve e come si usa

Negli anni '70 una ricerca condotta dal due volte premio nobel Linus Pauling ha stabilito che consumare grandi quantità di vitamina C porta a ridurre e poi eliminare i problemi cardiaci, di pressione sanguigna, di intossicazione da metalli pesanti; riduce ai minimi termini le possibilità di prendere malattie infettive o degenerative; in certi casi cura il cancro e comunque ne può rallentare lo sviluppo fino ad arrestarlo.[1]
Mangi tanta frutta e tanta verdura? Fai benissimo, ma non basta. Il super-inquinamento in cui siamo immersi e la comunque scarsa qualità dei cibi moderni, uniti al fatto che il fegato umano non produce piú da sé la vitamina C che gli serve, fanno sí che ci serva un integrazione che va, in media, dai tre ai tredici grammi di vitamina C al giorno.

Tutti gli animali infatti producono nel fegato diversi grammi di vitamina C ogni giorno, tranne l'uomo e la scimmia che hanno smesso quando hanno cominciato a nutrirsi di grandi quantità di frutta, in epoca preistorica. Poi però è arrivata l'agricoltura: abbiamo smesso di mangiare tantissima frutta e, da allora, ci ritroviamo senza saperlo vittime di una carenza cronica di vitamina C.

La vitamina C è un ingrediente fondamentale del collagene, che è la proteina principale del tessuto connettivo, il tessuto che lega insieme le cellule. La vitamina C è importantissima anche nel contrastare l'ossidoriduzione, cioè l'invecchiamento cellulare.

Che cosa significa in pratica?
Quando batteri e virus vogliono passare da una cellula all'altra nel nostro corpo devono attraversare, spezzandolo, il tessuto connettivo. Un corpo con un tessuto connettivo molto forte, quindi, impedisce alle malattie di propagarsi.[2] Questo spiega anche perché gli animali, quando sono ammalati, producono nel loro fegato molta piú vitamina C di quanto non facciano quando sono sani.

Nello stesso modo, una quantità sufficiente di vitamina C, e quindi di collagene, rallenta e in alcuni casi impedisce la proliferazione cellulare incontrollata tipica del cancro. A volte, dosi abbastanza alte di vitamina C hanno perfino portato alla regressione del cancro, e i malati hanno potuto vivere in salute e molto piú a lungo di quanto era stato promesso loro dai medici[3].

La vitamina C è efficacissima per prevenire e curare malattie cardiache acute, come l'infarto, e croniche, come l'aritmia, i problemi di pressione: ricordati che gli animali non soffrono mai di malattie cardiache! In questi casi la vitamina C, oltre a rinforzare il cuore e le vene stesse ricostruendo il collagene, spinge al massimo l'assorbimento dei grassi saturi in eccesso che invece, di solito, si depositano sulle pareti delle arterie aumentando lo sforzo necessario al cuore per pompare il sangue.[4]

Una parola va spesa anche sull'aterosclerosi che, secondo la medicina scolastica, è causata da un eccesso di colesterolo nel sangue; questo non è vero: gli orsi e molti altri animali che vanno in letargo hanno un tasso di colesterolo nel sangue cosí alto, 400 milligrammi per decilitro in media, che dovrebbero essere tutti estinti se il colesterolo fosse da solo la causa di malattie cardiache! Evidentemente non è cosí, e infatti il fegato di un orso produce altissimi quantitativi di vitamina C, sufficienti a fargli utilizzare senza danni tanto colesterolo.[4]

Ci sono molti altri casi in cui la vitamina C risulta importante ed utile: nel trattamento dell'artrosi contribuisce a ridurre e a far sparire infiammazione e dolore; nel diabete insulinodipendente riduce il bisogno di insulina nel tempo; contrasta Alzheimer e altre malattie degenerative drenando i metalli pesanti e gli inquinanti dal corpo, in particolare dal fegato; migliora la vista, ringiovanisce la pelle, fa sparire le varici; ma adesso voglio concentrarmi a spiegarti come usare la vitamina C:

Devi consumare vitamina C al massimo della tua capacità di assorbirla, perché in questo modo otterrai la maggiore efficacia. Inizi assumendo un grammo o due di vitamina il primo giorno, e poi ogni giorno aumenti la dose di un grammo, distribuendo l'assunzione nell'arco della giornata (uno/due grammi per volta). A un certo punto raggiungerai la soglia di tolleranza intestinale, cioè prenderai piú vitamina C di quanta te ne serve e avrai una leggera diarrea: allora dovrai sottrarre un paio di grammi di vitamina C dal totale e quella sarà la tua dose di mantenimento. In media questa quantità varia tra i tre e i tredici grammi al giorno, ma se sei malato potresti assimilare anche 25, 40 o 60 grammi di vitamina C al giorno. Non sorprenderti per questo: se il tuo fegato ne fosse ancora capace come lo era quello dei tuoi avi, produrrebbe questa quantità di vitamina C da sé!
Se sei un accanito consumatore di zucchero cerca di non esagerare, perché limita il potere della vitamina C. Cerca quindi di evitare troppi dolci, bevande zuccherate e altre schifezze chimiche: se vuoi, meglio un succo di frutta senza zuccheri aggiunti.

La vitamina C piú comoda, economica ed efficace si vende in forma di acido ascorbico in polvere: l'acido ascorbico sciolto in un bicchier d'acqua sa di limonata, va conservato al buio e all'asciutto, non scade mai, non ha controindicazioni di nessun tipo. Soltanto, se hai lo stomaco molto sensibile, potrebbe darti un leggero fastidio: in questo caso ci puoi aggiungere un pò di comune bicarbonato di sodio e sei a posto.

Gli effetti dell'assunzione di vitamina C sono piú evidenti sul medio/lungo periodo e sono validi sia in fase di prevenzione delle malattie, che in caso di cura.

Piccoli quantitativi di acido ascorbico, uno/due etti magari per fare una prova, può convenire comprarli in farmacia ma attenzione: possono costare 20 come 80 euro al chilo, non c'è una regola!
Per quantitativi piú grandi invece, ho trovato un rivenditore che vende a 17 euro al chilo:
http://www.arganiascorbile.it

Se ne trovi uno piú comodo o piú economico ti invito a segnalarlo nei commenti, cosí come ti invito a raccontare qui la tua esperienza con la vitamina C.

Il discorso sulla vitamina C rientra in un quadro piú grande di nutrizione ortomolecolare o “micronutrizione”, di cui parlerò in un prossimo articolo. Tuttavia, la vitamina C rimane l'elemento in assoluto piú incisivo della micronutrizione, ed ecco perché ho voluto concentrarmi prima su questo.

Buona vita.

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[1]Linus Pauling – How to Live Longer and Feel Better
[2]Matthias Rath – Cellular Health Series: Cancer
[3]http://www.newmediaexplorer.org/chris/2006/09/25/the_1982_letter_on_vitamin_c_and_cancer.htm
[4]Matthias Rath – Cellular Health Series: The Hearth

Fonte: http://www.laleva.org/it/2007/05/vitamina_c_a_che_serve_e_come_si_usa.html