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[quote1217244394=Simone]
Carissimi, prima di lasciarvi (parto per un lungo week end in un minuscolo paesello ai piedi del Gran Sasso, tra aria fresca, cicorie, uccellini, verde da paura e un cielo stellato che non vi dico), vorrei infliggervi un pippone che mi ha insinuato nella mente Richard con uno dei suoi link.

Cioè se davvero ci sarà una sorta di giorno del giudizio, durante o dopo la vita, in cui i giusti verranno separati dai malvagi, i buoni dai cattivi, mi chiedevo io da che parte potrei ritrovarmi. Non che voglia avere una risposta su questo, però magari capire con voi quali potrebbero essere i criteri di “giudizio”. Che fine farebbe cioè l’uomo comune (la maggioranza credo), quello in fondo come me, senza infamia e senza lode?

Cioè se il criterio è: “quanto più hai amato il prossimo, quanto più sei stato altruista, tanto più sarai premiato”, per spiegarmi, allora mi chiedo quanti di noi a questo mondo possono dire di aver amato davvero, fatto del bene agli altri.

Se un peccato grave sulla coscienza ho, probabilmente è quello dell’indifferenza o, se non questa, del mio immobilismo: sapere che c’è tanta gente nel mondo che non ha cibo o acqua, che muore di diarrea, a causa di guerre o chissà per cosa. E io non faccio niente per loro, mi alzo la mattina e vado in ufficio come se niente fosse. L’unicca cosa buona che faccio, per lavarmi la coscienza probabilmente, è l’aver adottato un bimbo a distanza. Pochissimo, niente.

Dunque, cosa si dovrebbe fare davvero per poter dire: “Cacchio, io sì che ho amato veramente” e magari conquistarsi, per così dire, il paradiso? Mollaree tutto e partire, magari in Africa? Portarsi a casa tutti i barboni o i diseredati che si incontrano per strada? Perché certe volte credo che o ci si mette completamente al servizio degli altri o si finisce per amare a metà. Non so se sono riuscito a spiegarmi.

Vi saluto sperando di accendere una qualche discussione in merito e che leggerò con piacere al mio rientro 😉

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Dipende un po' da te.
Quanta energia hai e come la vuoi utilizzare.
Hai mai chiesto a te stesso , alla Natura, a DIo, agli elfi di lasciarti sul davanzale della finestra o nello specchio dei tuoi sogni o fra le pagine di un libro il tuo migliore modo per fare qualcosa di buono?
Io penso di si, ma, se non hai ancora carpito il messaggio o esso non ti è arrivato, forse o devi fare più silenzio oppure non è il momento per te.

Essere richiamati a fare qualcosa per gli altri non è da tutti Simone, non possiamo permetterci che lo zoppo aiuti il cieco perchè così non si va da nessuna parte.

Se in te vi è questo sentire, tutti noi te ne siamo grati, approfindisci te stesso, studia, medita diventa forte, se ritieni di fare sacrifici, fai sacrifici ma prima di tutto inizia a togliere quel velo di ignoranza dagli occhi. Lavora lavora , applicati studia, corri , vivi , lotta , combatti contro le tue imperfezioni. Quando avrai raggiunto un buon livello di purezza sia fra un anno o dieci o venti ti riscoprirai un uomo senza più questa indecisione sul da farsi della tua vita. Quella indecisione altro non è che una malattia del tuo corpo e della tua mente.

Il riconoscerla ti fa onore e ti offre la chiave per superarla. Esistono mille modi per aiutare il mondo e il primo è partire da te stesso.