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Vale tutto: la camera impegna il governo (atomico…) sullo sviluppo sostenibile
di Alessandro Farulli

Sarà un coincidenza.
Sarà il destino cinico e baro.
Sarà piuttosto che nulla avviene a caso in questo mondo.

Sta di fatto che ieri mentre Berlusconi e Sarkozy stringevano la radioattiva intesa sul nucleare facendo credere che questa risolverà chissà quanti problemi all’Italia (mentre di sicuro c’è che li risolverà alla Francia…), Obama destinava un bel “nulla” al settore dell’atomo a stelle e strisce, che sperava invece di incassare l’ultima tranche di 50 miliardi di dollari del fondo messo a disposizione da Bush, e la Camera dei deputati in Italia approvava (praticamente all’unanimità) una mozione concernente iniziative per favorire uno sviluppo ambientale sostenibile.

Si dirà: ma questa è una notizia positiva. E in effetti lo è per molti aspetti, ma il fatto che arrivi proprio mentre il governo destina risorse (e che risorse) al nucleare, pone la domanda su quanto avrà potere d’incidere questa mozione, essendo di fatto una –seppur importante- mera petizione d’intenti.

Il punto è che nel documento approvato ieri alla Camera (n.139) con 470 sì su 500 votanti (29 astenuti e solo un no) e che ha fatto esultare sia Ermete Realacci (ispiratore della mozione che poi è stata più volte modellata durante la discussione) che il ministro Stefania Prestigiacomo, si impegna proprio il Governo su una serie di questioni per le quali è lecito temere che le risorse da destinarvi se le sarà già tutte divorate questa folle corsa all’atomo di III generazione.

Timore più che fondato dato che la premessa recita: è opportuno individuare già dal 2009 un programma di misure concrete in materia ambientale, che non vincolando le politiche del Governo a medio e lungo termine, affrontino limitatamente per l´anno in corso, alcune questioni fondamentali per uno sviluppo sostenibile.

Inoltre «la crisi economica e finanziaria che si è abbattuta sul sistema globale richiede un´assunzione di responsabilità circa le politiche da mettere in atto per difendere e rilanciare l´economia dei Paesi, e soprattutto per individuare possibili misure su cui costruire solidi modelli di riferimento a carattere sociale, economico e finanziario, strettamente connessi alla vita reale ed all´ambiente che ci circonda; per fronteggiare la crisi mondiale in atto bisogna attivare un mix di misure di vasta portata, che non solo devono essere rivolte a tutti i settori produttivi, ad ampio raggio, ma che devono essere anche tempestive e coordinate con le misure anticrisi adottate dall´Unione europea e dagli altri Stati membri dell´Unione stessa (…)».

Nel corso del 2009 – si legge sempre nel ‘premesso che’ – si svolgerà in Italia il vertice del G8 e il nostro Paese avrà una responsabilità centrale nella fissazione dell´agenda e delle priorità del summit, concorrendo così in maniera significativa alla ricerca di soluzioni e approcci condivisi sui temi della governance mondiale e delle grandi questioni globali».

Non solo «bisogna sostenere la realizzazione delle misure per la ripresa dell´economia, anche prevedendo l´attuazione di interventi che siano capaci di rafforzare stabilmente i nostri sistemi produttivi, di incidere sulla ristrutturazione dei settori non più competitivi e di creare le condizioni di una forte ripresa dell´occupazione.

Per raggiungere questi obiettivi è necessario sviluppare operazioni dirette alle piccole e medie imprese, al rilancio del settore degli investimenti e dell´edilizia ed al miglioramento dell´efficienza energetica e della sostenibilità ambientale dei processi produttivi, allo snellimento e semplificazione delle procedure di autorizzazione degli impianti che utilizzano fonti di energia rinnovabili».

E ancora «si rende indispensabile individuare una strategia politica rivolta maggiormente alla prevenzione, alla cura del territorio, all´adozione di pratiche di vigilanza attiva e di manutenzione costante del suolo, che sia in grado di mantenere in uno stato di concreta sicurezza le aree più sensibili dal punto di vista delle calamità naturali».

Insomma un ‘premesso che’ degno di un´associazione ambientalista e temi che si erano intravisti in passato al massimo in qualche discussione a livello di commissione ambiente e ora, invece, atto di indirizzo di un ramo del parlamento che impegna il governo ad avviare misure concrete già nel 2009, e dirette a favorire uno sviluppo ambientale sostenibile. Si dice infatti che debbano essere indirizzate soprattutto:

a) a proseguire nell´adozione di misure per il sostegno degli investimenti diretti al risparmio energetico, alla ricerca ed allo sviluppo delle tecnologie pulite nel settore delle costruzioni, (..) a ridurre i consumi energetici degli edifici privati, (…) pubblici e della pubblica illuminazione attraverso una più diffusa messa in opera di un concreto efficientamento degli impianti;

b) a incoraggiare la certificazione energetica degli edifici, ad aumentare l´efficienza energetica degli edifici pubblici attraverso interventi di carattere strutturale e a promuovere l´ammodernamento del parco immobiliare residenziale pubblico e privato, secondo criteri di sostenibilità ambientale e di efficienza energetica, nonché di qualità della costruzione, attraverso l´applicazione delle migliori tecnologie disponibili nell´impiantistica, la domotica e l´interattività domestica, la sicurezza e il risparmio nelle fonti energetiche e nei costi di gestione (…);

c) a omogeneizzare e semplificare le procedure delle autorizzazioni per gli impianti che producono o che utilizzano fonti rinnovabili (…);

d) a perseguire politiche innovative in favore dello sviluppo dei trasporti puliti a basse emissioni e a bassi consumi, incentivando la diffusione di veicoli elettrici e ibridi, promuovendo sistemi di mobilità alternativi come tramvie e piste ciclabili, incentivando, in particolare, lo sviluppo delle tecnologie pulite nel settore automobilistico attraverso la subordinazione in maniera permanente degli incentivi per la rottamazione delle auto all´acquisto di veicoli a basso impatto ambientale;

e) a rafforzare il sistema della tutela del territorio e della prevenzione del rischio idrogeologico, accelerando contestualmente gli investimenti a disposizione del ministero dell´ambiente (…);

f) a incentivare il riciclo dei rifiuti e l´industria ad esso collegata, individuando soluzioni economicamente ed ecologicamente compatibili, a tal fine sollecitando la diminuzione della produzione dei rifiuti, l´incremento delle percentuali di raccolta differenziata, il finanziamento di impianti di trattamento dei rifiuti (…);

g) ad individuare gli strumenti normativi ed organizzativi più idonei per la determinazione del sistema di gestione più efficace, con particolare riguardo ai rifiuti pericolosi di origine industriale ed a definire opportuni piani per sviluppare una rete nazionale di nuovi impianti di trattamento rifiuti, elaborando un sistema di incentivi anche di natura fiscale che agevoli il ricorso allo smaltimento di rifiuti speciali pericolosi attraverso impianti ubicati sul territorio nazionale;

h) a promuovere il ricorso agli «acquisti di beni e servizi verdi» da parte della pubblica amministrazione, attraverso l´attuazione del piano d´azione nazionale sugli acquisti verdi,(…).

Si può puntualizzare che le azioni previste per incidere sui flussi di energia non state ripetute in maniera analoga per intervenire anche su quelli di materia e che seppur (e finalmente) introducendo il tema dei rifiuti speciali (che sono il triplo di quelli urbani), la mozione si concentra appunto sull’esito finale di questi flussi e quindi solo sugli scarti. Ignorando uno dei due assi fondamentali su quali si deve contemporaneamente lavorare – riducendoli – per una vera ricerca di sostenibilità ambientale: flussi di materia, appunto, e flussi di energia.

Così come si può sottolineare la dimenticanza di tutto ciò che attiene alle risorse naturali e alla biodiversità.

Ma resta comunque importante il segnale politico di una mozione votata a maggioranza alla Camera che impegna il Governo ad andare nella direzione della sostenibilità. Rimane invece il fatto che senza copertura finanziaria (e al proposito, il Sole 24 ore ricorda che ad oggi manca anche la copertura economica per le rottamazioni di auto ed elettrodomestici) rimarranno petizioni di principio.

Essendo infatti limitate le risorse economiche o si sceglie di destinarle a una parte (il nucleare) o ad un’altra (quella proposta dalla mozione ad esempi,o che pur discutendo nel merito – vedi dichiarazioni di voto – del nucleare alla fine lo ha cassato) o non si va da nessuna parte… http://www.greenreport.it/contenuti/leggi.php?id_cont=18205