25 Jan – Egitto manifestazione rivoluzione

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    Articoli
  • #90430
    RichardRichard
    Amministratore del forum

    http://www.megachipdue.info/tematiche/guerra-e-verita/5508-la-rivolta-egiziana-scuote-mubarak-obama-al-bivio-lok-alla-repressione-potrebbe-costargli-caro.html
    La rivolta egiziana scuote Mubarak, Obama al bivio: l'o.k. alla repressione potrebbe costargli caro
    di S. Kahani.

    Il Medio Oriente diventa sempre più complicato per l'amministrazione Obama. La rivolta popolare tunisina, la prima nel Mondo arabo a dare il benservito a un cacicco filo-occidentale, ha messo in discussione una delle pietre angolari della politica Usa nel teatro in questione: il sostegno di dittatori repressivi come “garanti” degli interessi dell'imperialismo americano; non c'é stato nemmeno il tempo di articolare quanto meno un abbozzo di strategia coerente che, ispirati e infiammati dall'esempio, anche i cittadini egiziani hanno preso a protestare,
    in numero e con convinzione decisamente maggiore di quanto non sia accaduto finora in Algeria e Giordania (a loro volta brevemente scosse da manifestazioni di piazza). ..

    ———
    http://www.youtube.com/results?search_type=videos&search_query=egypt+protest&search_sort=video_date_uploaded&suggested_categories=25%2C22&uni=3


    #90431
    brig.zerobrig.zero
    Partecipante
    #90432
    prixiprixi
    Amministratore del forum

    Non era mai accaduto finora nel mondo che un Paese decidesse di interrompere tutte le connessioni Internet su scala nazionale e di silenziare i telefoni cellulari. In Egitto è questa una delle armi con cui il governo sta contrastando una rivolta che in gran parte ha utilizzato come passaparola social network, e-mail e sms. “E' la prima volta che accade un blocco globale di questo tipo”, ha detto Raoul Chiesa, membro dell'Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione (Enisa) e del comitato direttivo dell' Associazione italiana per la sicurezza informatica (Clusit). Il silenzio della rete in Egitto emerge molto chiaramente dai dati del Border Gateway Protocol (Bgp), uno strumento di ricerca pubblico che permette di fare verifiche sullo stato dei router, ossia dei dispositivi che permettono di instradare i pacchetti informativi. I router potrebbero essere paragonati a delle autostrade lungo le quali viene indirizzato il traffico alle diverse destinazioni. Bloccare un router equivale quindi a chiudere un'autostrada e chiudere l'intera rete autostradale significa paralizzare le comunicazioni.

    ….. l'articolo continua http://notizie.tiscali.it/articoli/esteri/11/01/28/blackout_totale_rete.html?


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #90433
    farfalla5farfalla5
    Partecipante

    Sarebbe straordinario se riuscissero ad essere liberi…
    speriamo bene, pregiamo per loro, mandiamoli tanta luce…


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #90434
    prixiprixi
    Amministratore del forum

    [quote1296241962=farfalla5]
    Sarebbe straordinario se riuscissero ad essere liberi…
    speriamo bene, pregiamo per loro, mandiamoli tanta luce…
    [/quote1296241962]
    :fri:


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #90435
    prixiprixi
    Amministratore del forum


    I militari egiziani fraternizzano con i civili
    – In queste ore convulse, i militari egiziani fraternizzano con i manifestanti, mentre alcuni soldati si uniscono addirittura alla protesta. “Questa è la rivoluzione di tutto il popolo”, si legge su un graffito disegnato sul fianco di un carro armato. E in effetti finora non ci sono state notizie di scontri, al Cairo, tra i militari e i manifestanti che chiedono le dimissioni del presidente Hosni Mubarak. Inviati in piazza dal capo dello Stato per fermare la rivolta, i soldati preferiscono avere un atteggiamento attendista, in taluni casi di comprensione e simpatia per chi protesta. Non sono rari i casi in cui militari e civili hanno unito le loro forze per chiedere a Hosni Mubarak di lasciare il potere. E' successo anche al Cairo, riferisce oggi il New York Times. A Ramses Square, un civile è salito su un carro armato, ne ha preso la guida, si è messo in testa a un corteo di manifestanti. E i militari hanno lasciato fare. In un'area poco distante, un soldato ha abbandonato il suo mezzo e si è unito ai civili.§

    http://notizie.tiscali.it/articoli/esteri/11/01/29/egitto_giorno_dopo_rivolta.html


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #90436
    brig.zerobrig.zero
    Partecipante

    [quote1296314515=prixi]

    I militari egiziani fraternizzano con i civili
    – In queste ore convulse, i militari egiziani fraternizzano con i manifestanti, mentre alcuni soldati si uniscono addirittura alla protesta. “Questa è la rivoluzione di tutto il popolo”, si legge su un graffito disegnato sul fianco di un carro armato. E in effetti finora non ci sono state notizie di scontri, al Cairo, tra i militari e i manifestanti che chiedono le dimissioni del presidente Hosni Mubarak. Inviati in piazza dal capo dello Stato per fermare la rivolta, i soldati preferiscono avere un atteggiamento attendista, in taluni casi di comprensione e simpatia per chi protesta. Non sono rari i casi in cui militari e civili hanno unito le loro forze per chiedere a Hosni Mubarak di lasciare il potere. E' successo anche al Cairo, riferisce oggi il New York Times. A Ramses Square, un civile è salito su un carro armato, ne ha preso la guida, si è messo in testa a un corteo di manifestanti. E i militari hanno lasciato fare. In un'area poco distante, un soldato ha abbandonato il suo mezzo e si è unito ai civili.§

    http://notizie.tiscali.it/articoli/esteri/11/01/29/egitto_giorno_dopo_rivolta.html

    [/quote1296314515]

    EGITTO: MANIFESTANTI SU CARRO ARMATO, ABBRACCI CON SOLDATI :hehe:
    Il Cairo – I manifestanti che sono scesi in piazza al Cairo sono saliti su un carro armato e l'esercito non ha sparato. Lo mostrano le immagini di al Jazira nella sua diretta televisiva, che riprende il carro armato, un modello M-113, mentre percorre la piazza. Una decina di manifestanti e' sul mezzo e sventola bandiere. I soldati e i manifestanti si abbracciano .
    http://www.wallstreetitalia.com/article.aspx?IdPage=1075275

    … mettiamo dei fiori di canapa !lol … nelle bocche dei cannoni … :salu:


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #90437
    xxo
    Partecipante

    Egitto, una rivoluzione sotto il segno #Jan25

    E’ iniziato tutto con l’hashtag (vuol dire ‘cancelletto’ in inglese ed è il modo per fare ricerche su Twitter) #Jan25. È stata quella la parola d’ordine sotto la quale la rivolta dei giovani egiziani ha iniziato a ripercorrere le orme di quella dei cugini tunisini. #Jan25 stava per gennaio 25, giorno della prima manifestazione di piazza in Egitto, poi è arrivato #Jan28.

    Sotto quel segno la protesta si è diffusa e si sta ancora diffondendo fino ad incendiare le principali città del paese nordafricano. Twitt dopo twitt, messaggio dopo messaggio, l’aggiornamento delle proteste, dei morti per strada e dell’ingrossarsi dei cortei, sta assumendo le sembianze di un’onda crescente che punta a travolgere l’Egitto e forse non solo.

    Ma contro #Jan25 si è mosso oggi il governo di Hosni Mubarak. E la paura di finire come Ben Ali ha spinto le autorità ad un gesto clamoroso: oscurare il web e i cellulari egiziani. Circola sul web il grafico che mostra l’andamento del traffico internet e mostra un crollo verticale di ogni comunicazione on line. Ma il web sta cercando di reagire. Da una parte i principali attivisti della protesta stanno cercando tutti i sistemi per aggirare il blocco e la censura che fa apparire i messaggi dei pochi ancora connessi a Twitter completamente schermati. Dall’altro, si è mosso Anonymous, il collettivo di pirati informatici che aveva bloccato molti siti internet ufficiali giudicati anti-wikileaks in solidarietà con Julian Assange, lo stesso gruppo che aveva attaccato le pagine web del governo tunisino a inizio gennaio, e che ora minaccia ora il regime egiziano di rappresaglie nel caso in cui le autorità del Cairo dovessero bloccare l’accesso a internet.

    «Al governo egiziano: Anonymous vuole che offrite libero accesso ai mass media nel vostro paese, senza censura. Se ignorate questo messaggio, non soltanto attaccheremo il sito web del vostro governo ma Anonymous farà in modo che i mass media internazionali sappiano la verità e vedano il quotidiano orribile che imponete al vostro popolo», precisa il collettivo in comunicato. Anonymous invita tutti gli internauti a unirsi alla «Operazione Egitto», scaricando un software che permetterà di intasare il server di alcuni siti governativi egiziani, fino a renderli inaccessibili. A inizio gennaio, molti siti del governo tunisino erano stati bloccati da cyber-attacchi di questi «Anonimi» per protestare contro la repressione e la censura delle manifestazioni. Tali iniziative avevano condotto all’arresto del blogger Slim Amamou, diventato in seguito segretario di Stato alla Gioventù del nuovo governo di transizione a Tunisi.

    Ma i primi a tentare la reazione sono proprio i “mediattivisti” egiziani. «È dalla pagina Facebook WeAreAll Khaled Said (dal nome di un ragazzo di 17 anni ucciso dalla polizia) che esiste anche in arabo, che è partita la protesta di blogger e social network – raccontano alla rivista Wired –. Le autorità egiziane, indignate, hanno censurato i social network e ora anche sms e Internet (anche se ufficialmente negano che questo sia avvenuto), ma gli attivisti del Web del movimento 6 Aprile e Kifaya (che in arabo significa basta) ci hanno raccontato comunque cosa stava accadendo. E lo stesso sta avvenendo in questo momento in Yemen, dove la protesta contro il presidente Ali Abdullah Saleh si amplifica con l’hashtag #yemen. Un nuovo modo di fare rivoluzione».

    «Un’attivista egiziana del Web (ma lei preferisce definirsi una ” cittadina responsabile”) racconta come si fa ad aggirare la censura. Si tratta di Sarah, una ragazza di 26 anni. Una citizen journalis, che attraverso i suoi account su Facebook e Twitter tiene informati amici, parenti, giornalisti, insomma chiunque sia interessato, sulla situazione al Cairo. Nei post dà indicazioni sulle vie libere della città e i punti caldi dove invece la polizia carica i manifestanti. Il social network è usato anche per confondere: le piazze, le vie e le strade dalla pagina ufficiale di Facebook dedicata alla protesta indicavano luoghi-civetta».

    Dal suo Mac l’attivista posta twitt ( #jan25 #egypt) e messaggi utilizzando il servizio online Hoot Suite. «Perché con i siti bloccati non si può fare il login direttamente dalle homepage. Il tam-tam delle notizie si porta con sé ogni minuto nuovi stratagemmi. Escono dai messaggi degli amici altri siti: “Si migra ora su Hide My Ass e My Mobinil (che è il sito di uno dei tre gestori di telefonia mobile del paese, ndr) che offrono lo stesso servizio e sembrano funzionare”. Si twitta con l’hashtag egyption, volutamente errata per ingannare la censura. E per le immagini? “Beh, Internet is going mobile”, “Internet sta diventando mobile” esordisce. “Il metodo più utilizzato è quello di scattate foto dal cellulare e caricarle su Twitter via Yfrog mobile. Invece per il live streaming ho visto cose interessanti su Ustream”.

    Non solo. Arrivano da un email gli indirizzi di Host e Proxy Server con cui aggirare il blocco sui Social Network, con tanto di istruzioni dettagliate su come si fa a cambiare i codici sui browser Internet Explorer e Firefox. “ Su Facebook e Twitter ci si tiene aggiornati seguendo i post degli amici, ma anche quelli di Rnn News, ci dice la ragazza, un servizio indipendente di news dall’Egitto lanciato appena qualche mese fa”. Poi sono nati dei siti ad-hoc per le proteste come questo che ha una lista dei cittadini detenuti e numeri di telefono per assistenza legale. La censura della stampa ufficiale si aggira anche postando notizie sui blog. Fra i più cliccati “c’è senz’altro 3arabawy che ha delle buone immagini delle proteste“, continua l’attivista.

    In Rete c’è anche Misr (misr in arabo significa Egitto) di un blogger che con il suo Nokia N97 (i videofonini sono molto meno appariscenti di macchine fotografiche e telecamere) ha realizzato riprese delle strade del Cairo e le ha condivise, racconta ancora la rivista Wired. Alcuni dei cyber-attivisti egiziani hanno scaricato sui loro computer Hotspot Shield, il programma freedownload per creare Vpn che offre diversi strumenti di sicurezza per proteggere l’anonimato e per cifrare il traffico dati. Mentre, sempre su Twitter, girano le istruzioni per connettersi con i modem. Insomma, “old technology” contro il regime.

    Fonte: http://www.unita.it/mondo/egitto-una-rivoluzione-web-sotto-il-segno-jan25-1.268821


    #90438
    farfalla5farfalla5
    Partecipante

    [quote1296316652=prixi]

    I militari egiziani fraternizzano con i civili
    – In queste ore convulse, i militari egiziani fraternizzano con i manifestanti, mentre alcuni soldati si uniscono addirittura alla protesta. “Questa è la rivoluzione di tutto il popolo”, si legge su un graffito disegnato sul fianco di un carro armato. E in effetti finora non ci sono state notizie di scontri, al Cairo, tra i militari e i manifestanti che chiedono le dimissioni del presidente Hosni Mubarak. Inviati in piazza dal capo dello Stato per fermare la rivolta, i soldati preferiscono avere un atteggiamento attendista, in taluni casi di comprensione e simpatia per chi protesta. Non sono rari i casi in cui militari e civili hanno unito le loro forze per chiedere a Hosni Mubarak di lasciare il potere. E' successo anche al Cairo, riferisce oggi il New York Times. A Ramses Square, un civile è salito su un carro armato, ne ha preso la guida, si è messo in testa a un corteo di manifestanti. E i militari hanno lasciato fare. In un'area poco distante, un soldato ha abbandonato il suo mezzo e si è unito ai civili.§

    http://notizie.tiscali.it/articoli/esteri/11/01/29/egitto_giorno_dopo_rivolta.html

    [/quote1296316652]
    che notizia, insieme ad una che ho ricevuto proprio ora ma non ve lo posso dire…sono contenta, forse davvero siamo alla frutta…. !lol


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #90439
    prixiprixi
    Amministratore del forum

    [quote1296317055=brig.zero]

    EGITTO: MANIFESTANTI SU CARRO ARMATO, ABBRACCI CON SOLDATI :hehe:
    Il Cairo – I manifestanti che sono scesi in piazza al Cairo sono saliti su un carro armato e l'esercito non ha sparato. Lo mostrano le immagini di al Jazira nella sua diretta televisiva, che riprende il carro armato, un modello M-113, mentre percorre la piazza. Una decina di manifestanti e' sul mezzo e sventola bandiere. I soldati e i manifestanti si abbracciano .
    http://www.wallstreetitalia.com/article.aspx?IdPage=1075275

    … mettiamo dei fiori di canapa !lol … nelle bocche dei cannoni … :salu:

    [/quote1296317055]
    :guit: :hehe:


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

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