25 Jan – Egitto manifestazione rivoluzione

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Questo argomento contiene 54 risposte, ha 10 partecipanti, ed è stato aggiornato da  xxo 8 anni, 9 mesi fa.

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  • #90440
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Mamma mia che giornata…..


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #90441
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Egitto, Presidenziali 2011, El Baradei sfida Mubarak

    Pubblicato in 04. mag, 2010 da Veronica Pontecorvo in News



    Sessantotto anni, diplomatico, ex direttore generale dell’Agenzia atomica per l’Energia atomica (Aiea), premio Nobel per la pace, dopo 25 anni di assenza dal suo paese, lo scorso 19 febbraio Mohamed el Baradei è atterrato tra una folla festante all’aeroporto del Cairo con uno scopo ben preciso: «Essere lo strumento di un cambiamento per l’Egitto, un paese “ben lontano dalla democrazia”». La sua candidatura (ancora ufficiosa) alle prossime elezioni presidenziali del 2011, ha avuto l’effetto dirompente di una bomba nell’immobilismo della vita politica nazionale, che sembra essersi fermata al 1981, quando l’attuale presidente, Hosni Mubarak, successe a Sadat. Nonostante l’età e le pessime condizioni di salute (si è operato per l’ennesima volta per un cancro un mese fa, e circolavano addirittura voci su un suo decesso), il rais non sembra infatti intenzionato a mollare la carica che detiene da 28 anni: «Fino a che vivrà, fosse quello delle elezioni il suo ultimo giorno, Mubarak sarà il candidato e il vincitore: è certo quanto la forma piramidale delle piramidi», ha sostenuto Hala Mustafa, responsabile del quadrimestrale Democratyia, dell’Istituto al-Ahram, voce critica nel sistema. L’unico segnale di cambiamento potrebbe essere la nomina di un vicepresidente, suo figlio Gamal.
    L’Egitto, con i suoi 70 milioni di abitanti, è lo stato più popoloso del Medio Oriente ed ha la seconda economia, per dimensione, dei Paesi arabi dopo l’Arabia Saudita. Oggi però è gravato da una pesantissima crisi economica, un’inflazione galoppante e un tasso di disoccupazione perennemente in crescita. Il regime è incapace di affrontare le esigenze della popolazione e di fare le riforme strutturali necessarie, perché troppo preso a gestire i movimenti convulsi delle sue viscere e a tentare di mantenere il potere ad ogni costo, ricorrendo alla violenza per sedare qualsiasi tipo di dissenso e aggrappandosi agli articoli di una costituzione ormai svuotata di significato.
    El Baradei può essere l’uomo nuovo, l’alternativa in cui credere, il personaggio su cui concentrare le speranze di tutti gli attivisti, degli intellettuali e dei giovani egiziani. Gode di una grande visibilità all’interno del paese come al livello internazionale, ed è fuori dal sistema clientelare e corrotto dell’attuale regime. La la conquista della presidenza è però un’impresa ardua anche per l’uomo che ha criticato i programmi nucleari coreani, ammonito Ahmadinejiad, e che non ha esitato a contestare la politica di George Bush in Iraq.
    Il sistema politico egiziano è teoricamente multi-partitico, con un partito dominante, il Partito Nazionale Democratico, fondato nel 1978 dal presidente Sadat, ma una serie di cavilli costituzionali ingessano l’azione dei partiti di opposizione, tramite il ricorso a misure detentive irrogate da una magistratura spesso ligia ai voleri presidenziali. La legge elettorale vigente dal 2005 rende estremamente difficili le candidature e favorisce la rielezione del presidente uscente e l’articolo 76 della costituzione, che stabilisce le modalità per candidarsi alle presidenziali egiziane, sancisce di fatto l’impossibilità di parteciparvi e sfidare Hosni Mubarak per chiunque non faccia parte del sistema. Il candidato presidente infatti deve essere già deputato ed essere inoltre un dirigente «solo di un partito legale», oppure presentarsi da indipendente con il sostegno di 250 membri eletti dai due rami del parlamento, il Consiglio del Popolo e della Shura. Ma il parlamento ha 444 deputati, più 10 scelti dal presidente. E il partito del presidente, l’Ndp ha l’88,6% dei seggi. Difficile per El-Baradei raccogliere il quorum per candidarsi da indipendente.
    Inoltre, non sarà semplice affrontare il faraone forte del sostegno della comunità internazionale, della legittimazione fornitagli da una costituzione creata ad hoc, della proprietà di gran parte dei mezzi di comunicazione, dell’appoggio morale e materiale dei suoi ricchi clienti e di quello dell’esercito e dell’establishment della sicurezza. Mubarak, infatti, in linea con i suoi predecessori, appartiene all’apparato militare egiziano il cui sostegno, sin dal lontano 1952 (anno della rivoluzione degli Ufficiali Liberi), risulta essenziale per governare l’Egitto. Se Al-Baradei dovesse mai diventare presidente della Repubblica egiziana sarebbe il primo presidente civile della storia del paese.
    Un atro ostacolo non facile da superare sono gli attriti con gli Usa, principale sponsor del regime: El Baradei ha spesso sostenuto politiche poco inclini ad accogliere gli interessi israeliani e le posizioni di Washington, e a più riprese, e senza mezzi termini, ha criticato la politica statunitense e quella perseguita dalle Nazioni Unite. Inoltre è cosciente di quanto sia importante ed essenziale l’appoggio dei Fratelli Musulmani, (che si aspettano come contropartita la possibilità di formare un partito politico entro i confini della Costituzione) e delle ripercussioni di tale manovra sulla politica interna e sulla posizione geopolitica dell’Egitto.
    Il premio nobel per la pace però ci prova. Ha tracciato le linee guida generali del suo programma politico, incontra personaggi di spicco, partecipa ad eventi mondani ed occasioni importanti, stringe le mani della gente nei quartieri del Cairo, si fa largo tra le restrizioni ai mezzi di comunicazione sfruttando la rete del web, per raggiungere e mobilitare la sua gente attraverso i blog e i più importanti social network. Ha raggiunto poi un primo importante traguardo: unire le forze contrarie al sistema nell’Associazione Nazionale per il Cambiamento. Un “cambiamento” radicale e duraturo, lontano dalle classiche concezioni “elitarie” dell’opposizione egiziana, con una sola parola d’ordine: fare la rivoluzione con il popolo e non per il popolo. Educare la gente ai diritti fondamentali e alla libertà, facendone il principale attore del suo movimento. Al di la di chi vinca le presidenziali e del fatto che El Baradei possa concorrervi o no, sicuramente in Egitto qualcosa si muove, e si muove dal basso. Questa è già una prima, importante vittoria.
    http://www.eurosapiens.it/?p=1295


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #90442
    kingofpop
    kingofpop
    Partecipante

    sarà anche una cosa sicuramente positiva quell' abbraccio ma qua alcuni esagerano stanno toccando e distruggendo oggetti preziosi del museo del Cairo…questo no però cavolo


    #90443
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1296327769=kingofpop]
    sarà anche una cosa sicuramente positiva quell' abbraccio ma qua alcuni esagerano stanno toccando e distruggendo oggetti preziosi del museo del Cairo…questo no però cavolo
    [/quote1296327769]
    Forse sarò antipatica, ma se ti dicessi che anche io ho pensato a tutto il patrimonio culturale che ha il grande Egitto…
    Vorrei che non morisse nessuno….ma in questi casi di rivoluzione, perchè forse di quello si tratta le vittime ci sono e ci saranno per forza 🙁


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #90444
    kingofpop
    kingofpop
    Partecipante

    pechè dovresti risultare antipatica?credo che per forza di cosa finchè non vi sia la caduta di questa civiltà o comunque la caduta del modo di pensare e di fare si questa ciiltà per forza dovranno accadere certe cose..ad ogni modo questo del popolo egizio in rivolta potrebbe essere un segnale dell arrivo dei 'vecchi egizi'..ke ne pensi?sai bene a chi mi riferisco..


    #90445
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    https://www.facebook.com/brig.zero

    #90446
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    .0

    Il Coordinamento della Freedom Flotilla Italia esprime tutta la sua solidarietà al popolo egiziano in lotta per la libertà e la democrazia. Abbiamo trovato questo video nel web (http://www.facebook.com/video/video.php­?v=194253817254185&comments&ref=nf)
    che mostra maltrattamenti da parte delle forze di polizia egiziane nei confronti di detenuti, abbiamo voluto tradurlo in italiano e diffonderlo, perché diffondere la verità è il nostro modo concreto di sostenere un popolo in lotta per i propri diritti, per la libertà.

    Ci sentiamo e siamo vicini ai giovani, alle donne ed agli uomini che manifestano nelle strade del Cairo, di Alessandria, di Suez, di Ismailya, di Al Arish contro un regime corrotto ed oppressivo. E' lo stesso regime, complice di Israele, che partecipa attivamente all'assedio di Gaza e che, un anno fa, fece reprimere e picchiare gli attivisti della Gaza Freedom March, impedendogli di muoversi verso la Striscia assediata.

    Dopo la Tunisia, l'Egitto: la libertà è in cammino, il profumo del gelsomino si sta diffondendo, e noi vogliamo portare quel profumo di libertà e di giustizia fino in Palestina


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #90447
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    https://www.facebook.com/brig.zero

    #90448

    Lord Diego
    Partecipante

    La Clinton richiama a Washington gli ambasciatori americani nel mondo per una conferenza straordinaria ed unica nella storia..

    http://www.america24.com/news/egittoclinton-convoca-maxi-riunione-ambasciatori-usa-washington


    #90449
    kingofpop
    kingofpop
    Partecipante

    bla bla bla


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