A proposito di petrolio

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Questo argomento contiene 314 risposte, ha 38 partecipanti, ed è stato aggiornato da  deg 10 anni, 10 mesi fa.

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  • #71573
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1279878802=Richard]
    sottolinea che questo avvenimento serve a scuotere le coscienze sui pericoli del petrolio nei nostri tempi
    [/quote1279878802]
    non dice altro?
    ieri parlavamo con i miei amici sul cambiamento climatico che può portare in Europa questo incidente, a dir la verità ho letto parecchie cose a riguardo e non ho capito bene se davvero può accadere.
    c'è uno studio, o certezza che noi dipendiamo dalla corrente del golfo del Messico?


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #71574
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    [quote1279879188=farfalla5]
    [quote1279878802=Richard]
    sottolinea che questo avvenimento serve a scuotere le coscienze sui pericoli del petrolio nei nostri tempi
    [/quote1279878802]
    non dice altro?
    ieri parlavamo con i miei amici sul cambiamento climatico che può portare in Europa questo incidente, a dir la verità ho letto parecchie cose a riguardo e non ho capito bene se davvero può accadere.
    c'è uno studio, o certezza che noi dipendiamo dalla corrente del golfo del Messico?
    [/quote1279879188]
    addirittura pare che non esista nessuna corrente hanno fatto uno studio con le boe di profondita
    Non sapevo che questa cosa del pericolo di “blocco della corrente per riscaldamento globale” fosse altra sparata ipotetica dell'IPCC che sostiene in tutti i modi la principale causa umana di questi mutamenti in corso in tutto il sistema solare in realtà, come sostenuto anche da tanti altri scienziati


    #71575
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    http://www.sciencedaily.com/releases/2002/02/020221072948.htm
    “To answer difficult questions such as this we depend a lot on our computer models, and in this area different models reach different conclusions,” said Peter Clark, an OSU professor of geosciences and one of the world's leading experts on glaciers and prehistoric climate changes.

    L'Europa sta per ghiacciarsi?

    ..”Per rispondere a tale difficile domanda dipendiamo molto da modelli al computer e in quest'area diversi modelli raggiungono diverse conclusioni” ha detto Peter Clark, professore OSU di geoscienze e uno degli esperti principali sulla glaciazione e i cambiamenti climatici preistorici.

    ————–

    http://it.wikipedia.org/wiki/Corrente_del_Golfo
    Se il nastro trasportatore si fermasse avremmo inverni rigidissimi in Europa e nell’America del Nord mentre avremmo forti siccità in molte parti dell’emisfero australe poiché non vi sarebbero più i monsoni provocati dalle correnti calde risalenti verso nord.

    L'analisi dei dati sul clima preistorico ha fornito alcuni indizi che vanno in questa direzione, ma la loro interpretazione è ancora controversa. Ad esempio sembra quasi certo che, circa 11.000 anni fa, la fusione di estesi ghiacciai posti sul Labrador causò il rallentamento della Corrente del Golfo. Una delle conseguenze dell'evento fu il raffreddamento del clima europeo per un periodo approssimativo di 1.000 anni.

    L'aggravarsi o l'inizio di nuova era glaciale non è comunque prevedibile con i modelli climatici attuali. In base alle ipotesi più pessimistiche, il clima potrebbe mutare in modo drastico e imprevedibile in pochi decenni.
    —————–

    Effettuando alcune ricerche sull'argomento alcuni luminari da anni e negli ultimi anni hanno avanzato la teoria secondo la quale la corrente del Golfo potrebbe in tempi brevi indebolirsi, deviare il suo corso o addirittura scomparire, lascio a voi immaginare gli effetti sul clima mondiale.
    http://www.sqtradiometeo.it/images/La%20corrente%20del%20golfo/La%20corrente%20del%20golfo.htm

    ——————

    http://www.express-news.it/?p=2199
    Dopo oltre cinquant’anni, crollano le teorie che sostenevano la presenza di un “nastro trasportatore ” che collega la Corrente del Golfo con una corrente fredda profonda in discesa lungo il Labrador. Questo renderà difficile la realizzazione di modelli climatici attendibili.

    Per oltre 50 anni è stato sostenuto dagli studiosi un modello di circolazione a forma di “nastro trasportatore” all’interno del quale la Corrente del Golfo, in moto dal Golfo del Messico fino alle Isole Svalbard, cedeva il proprio calore alla libera atmosfera per poi inabissarsi, raffreddatasi, sul fondo marino, e da qui ripartire lungo le coste groenlandesi e del Labrador per risalire in prossimità del Golfo del Messico.

    Questo “modello” era stato suggerito per spiegare un fondamentale fenomeno climatico di origine oceanica, quale è la mitezza del clima europeo, e da qui sono partiti molti “allarmi” su di un possibile blocco di tale “nastro trasportatore” in seguito al Global Warming, con un paradossale raffreddamento del Continente Europeo in pieno riscaldamento mondiale.

    In realtà, un articolo pubblicato su “Daily Science”, che anticipa una pubblicazione su “Nature”, mette di nuovo in discussione questo tipo di modello oceanico.
    ——————

    il falso mito della Corrente del Golfo

    A proposito della recente ripresa di lanci giornalistici e non solo circa il possibile rallentamento della Corrente del Golfo addirittura – con estremo errore – per spiegare il recente freddo (ma non eccezionale) inverno inglese: bene vorrei richiamare alcuni studi che stravolgono questa teoria errata e a cui non è stato dato alcun risalto a conferma che, anche nella Climatologia e nelle Scienze dell'Atmosfera in genere, le convinzioni diventano religioni (a volte).
    http://forum.meteonetwork.it/meteorologia/120801-falso-mito-corrente-golfo.html

    http://daltonsminima.wordpress.com/tag/corrente-del-golfo/
    Gli ultimi studi cancellano la vecchia teoria molto semplicistica del nastro trasportatore per riformulare un´altra teoria molto piú complessa, che ha il “difetto” di distruggere tutto quello che l´IPCC aveva scritto riguardo al pericolo che lo scioglimento dei ghiacci artici portasse ad un possibile blocco o rallentamento della Corrente del Golfo.
    Ma questo sará l´argomento di alcuni prossimi articoli.
    Per ora posso dirVi solo, “scordateVi tutto quello che avete letto sul nastro trasportatore profondo della Corrente del Golfo…. perché… non esiste, come hanno mostrato le boe profonde.

    http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Le_ragioni_del_clima_europeo/1292726
    la teoria percui il clima relativamente mite dell'Europa sarebbe dovuto agli effetti della Corrente del Golfo è un mito che va sfatato. Di Richard Seager
    La teoria più accreditata per spiegare il clima mite dell'Europa occidentale si basa sugli effetti della Corrente del Golfo. Una spiegazione ripresa da tutti gli organi di informazione che l'hanno fatta diventare opinione comune.
    Un'analisi attenta delle ricerche già presenti nella letteratura scientifica evidenzia, però, che l'importanza della Corrente del Golfo per il clima europeo è una leggenda metropolitana da sfatare.
    In realtà, la differenza tra il clima dell'Europa occidentale e della costa atlantica nordamericana è causata sia dal contrasto tra clima marittimo e continentale sia dal passaggio delle masse d'aria dirette verso l'Europa sopra catene montuose.
    ———————

    comunque sia esisterebbero tanti altri pericoli e la distruzione ambientale


    #71576
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1279882932=Richard]
    ———————

    comunque sia esisterebbero tanti altri pericoli e la distruzione ambientale
    [/quote1279882932]
    Ma allora ho capito bene, che tutto questo, come al solito, è un credo basatosi sulle teorie culturali…
    ok, che poi sia un grande disastro, su questo non ci sono dubbi.
    Grazie Rich, tu sai che io con la scienza non vado tanto d'accordo….ma la intuisco.


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #71577
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    esatto, teorie affermate, ripetute e diffuse come verita accertate e assolute, per poi ridicolizzare teorie che si oppongono ma che non sono supportate da nomi “importanti”..un grosso problema del nostro mondo fin dai testi insegnati a scuola


    #71578
    kingofpop
    kingofpop
    Partecipante

    già ma pian piano il 'mondo' sta cambiando e le vere teorie verranno fuori


    #71579
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    le teorie vanno modificate man mano si osserva la natura e non mantenute comunque per forza


    #71580
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    Corruzione in Nigeria, Eni paga 365 milioni per non essere condannata
    Per dieci anni (dal 1994 al 2004) TSKJ, un consorzio di quattro imprese di cui faceva parte Snamprogetti Netherlands BV (società controllata da Eni, confluita in Saipem nel 2006), avrebbe pagato 180 milioni di dollari di tangenti a politici e funzionari nigeriani per costruire impianti di liquefazione del gas a Bonny Island, nel sud della Nigeria. Un affare da 6 miliardi di dollari, che Snamprogetti ha condiviso con gli altri tre membri di del consorzio : gli americani di Halliburton, i francesi di Technip e i giapponesi di JGC. Ora i nodi vengono al pettine ed Eni ha accettato di pagare 240 milioni di euro al Dipartimento di Giustizia americano e 125 milioni alla SEC (Securities and Exchange Commission, la Consob americana) per uscire dal procedimento ed evitare la condanna. L’inchiesta, partita da Parigi nel 2006, ma poi aperta anche negli Stati Uniti, in Inghilterra, in Svizzera, in Nigeria e in Italia, aveva portato l’anno scorso all’arresto dell’avvocato londinese Jeffrey Tesler, il galoppino delle tangenti. Tesler, attraverso una società con sede a Gibilterra (la Tri-Star Investments) avrebbe pagato le mazzette su una serie di conti svizzeri intestati a politici africani. Ma una parte rilevante dei soldi sarebbe stata consegnata con furgoni pieni di cash, parcheggiati in un hotel di Abuja, la capitale nigeriana.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/08/corruzione-in-nigeria-eni-paga-365-milioni-per-non-essere-condannata/37941/


    #71581

    CANERO
    Partecipante

    Quello che la Bp non vuole che vediamo
    Un'altra tegola si è abbattuta sulla già nera sfiga della Bp: il governo Usa ha ordinato l'evacuazione delle navi e del personale che lavorano alla bonifica perché sta arrivando la tempesta tropicale Bonnie

    LIVORNO. Dopo le false immagini di false operazioni fatte girare dalla Bp per documentare attività non fatte per far fronte alla marea nera del Golfo del Messico, le Big Oil cominciano a capire che il disastro mediatico-politico della multinazionale britannica ha ormai completamente imbrattato l'immagine di tutta l'oleosa banda petrolifera internazionale e cercano disperatamente di andare in soccorso alla consorella, che fino ad ora aspettavano che affogasse nella vergogna e nella catastrofe economica del Golfo per sbranarla e dividersela come un branco di pescecani.

    Come se non bastasse, un'altra tegola naturale si è abbattuta sulla già nera sfiga della Bp: il governo Usa ha ordinato l'evacuazione delle navi e del personale che lavorano alla bonifica nel Golfo del Messico perché sta arrivando la tempesta tropicale Bonnie. L'ammiraglio Thad Allen, che dirige le operazioni contro la marea nera ieri ha annunciato che la tempesta sta arrivando e che gli uomini che lavorano sulle navi e sulle piattaforme offshore, in particolare per l'area del disastro della Deepwater Hoorizon Allen spiega che «Si tratta della piattaforma di trivellazione dei pozzi di soccorso che ostruirà finalmente il pozzo, così come delle altre imbarcazioni necessarie allo stoccaggio. Alcune delle navi sarebbero in grado di restare sul sito, ma noi dobbiamo tener conto della sicurezza».

    Ma la Bp e le Big Oil, più che della tempestella tropicale Bonnie da 40 miglia all'ora, probabilmente sono più preoccupata per il nuovo uragano mediatico che ha (ri)iniziato a vorticare sulle pagine dei giornali e sui siti internet e blog statunitensi che accusano la Bp, con la complicità della polizia e delle autorità locali, di cercare di impedire l'accesso di giornalisti, scienziati ed ambientalisti alle aree più colpite dalla marea nera.

    In alcuni posti sembra di essere in Iraq, si può accedere solo scortati da personale della Bp o dallo sceriffo locale e diversi ricercatori indipendenti dicono di essere stati allontanati dalle aree naturali protette completamente soffocate dal petrolio, come Grande Terre nel Grand Isle State Park, da funzionari del Department of Wildlife della Louisiana spalleggiati da poliziotti armati che impediscono anche di fotografare.

    Le squadre di pulizia all'opera sembrano meno di quanto si dice e non operano spesso nei punti ambientali più critici, mentre sono visibili in quelli turistici e magari già bonificati. Le immagini di delfini morti o che nuotano nel petrolio e che lo soffiano in aria dai loro sfiatatoi non mancano, ma spesso non arrivano sui giornali nazionali e locali, preoccupati di salvare una stagione turistica che è già stata uccisa dalla marea nera. Su Mother Jone Mac McClelland scrive: «I rapporti che arrivano dalla Louisiana sui lavoratori addetti alle bonifiche e persino sulla polizia locale che aiutano la Bp a imporre un blocco sui media sono quasi altrettanto frustranti che vedere il petrolio che si spande senza tregua da più di tre mesi».

    Greenpeace Usa sottolinea che «Dal momento che la piattaforma di perforazione offshore Horizon Deepwater esplose e affondò ad aprile, la Bp ha destinato risorse insufficienti per contrastare la marea, ha nascosto le informazioni all'opinione pubblica americana e ha negato l'accesso a siti di sversamento ai giornalisti». Per questo Greenpeace ha inviato nel Golfo del Messico la sua nave ammiraglia, l'Arctic Sunrise, per fare una valutazione indipendente degli impatti dell'ecocidio petrolifero. «Noi crediamo – spiegano gli ambientalisti – che con il passare del tempo, deve essere detta la verità integrale sulla portata e la natura di questa catastrofe petrolifera per l'America e il mondo. La Bp ha tutto l'interesse a limitare l'accesso dei media alle spiagge ed alla fauna selvatica incatramate, in quanto può nascondere la verità su quanto danno è stato fatto, può limitare la propria responsabilità e non pagare tali danni in futuro».

    Gli ambientalisti stanno pubblicando foto e video ed hanno mandato sui luoghi del disastro team che indagano senza sosta su quel che sta accadendo agli ecosistemi costieri e stilano elenchi dei danni. E' proprio quello che la Bp non vuole, spalleggiata dalle autorità locali che hanno assunto un atteggiamento omertoso per difendere “il buon nome” delle loro comunità oppure sono semplicemente in affari e in ottimi rapporti politici con la Bp e le altre Big Oil che finanziano le loro campagne elettorali.

    Greenpeace Usa denuncia che «La Bp sta dando un giro di vite, ora più che mai, all'accesso del pubblico, quindi stiamo intensificando i nostri sforzi». L'Arctic Sunrise navigherà nel Golfo per tre mesi per documentare l'impatto reale del disastro della Deepwater Horizon sulla vita marina e sugli ecosistemi unici della Gul Coast, in questo modo punta a mantenere viva l'attenzione anche dopo che la Bp, come tutti sperano, riuscirà davvero a tappare il vulcano di greggio che ha aperto sul fondo del mare. Perché come dimostrano i cetacei, le tartarughe, gli uccelli ed i pesci morti, il peggio per la fauna e la flora e la pesca nella regione deve ancora e venire le conseguenze dureranno decenni, soprattutto sugli organismi filtratori, come le spugne, di cui nessuno in questo momento sembra preoccuparsi, troppo presi dalle orripilanti immagini di grandi animali uccisi dal petrolio che la Bp vuole nascondere, per accorgersi che le quel che le Big Oil vogliono far scomparire davvero impedendo che si sappia, si conosca e si veda, sono gli effetti della mare nera sulla catena del vivente e quindi sul futuro stesso dell'ambiente, della bellezza e dell'economia del Golfo del Messico.

    Fonte: http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=5957


    #71582

    FREESPIRIT
    Partecipante

    e della mare nera cinese , qualcuno sà dare notizie? anche se la Cina non fà uscire un bel niente, magari qualche notizia si riesce a recuperare!
    Tra l'altro sembra che la BP voglia iniziare a trivellare anche nel mediterraneo(maledetti!!) di fronte alla libia,. E molto vicina all'italia.


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