A proposito di petrolio

Home Forum PIANETA TERRA A proposito di petrolio

Questo argomento contiene 314 risposte, ha 38 partecipanti, ed è stato aggiornato da  deg 10 anni, 11 mesi fa.

Stai vedendo 10 articoli - dal 261 a 270 (di 315 totali)
  • Autore
    Articoli
  • #71653
    kingofpop
    kingofpop
    Partecipante

    passeremo di male in peggio


    #71654
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=133390&sez=ECONOMIA
    Renault vittima di spionaggio sulle auto
    elettriche: licenziati tre dirigenti

    PARIGI (6 gennaio) – I progetti sulle auto elettriche, una guerra tra case automobilistiche. La Renault è scossa in queste ore da un caso di spionaggio industriale e tre importanti dirigenti sono stati licenziati.

    http://uk.reuters.com/article/idUKTRE70R19T20110128

    RENAULT ZOE ELETTRICA 2012
    http://autonovita.blogspot.com/2010/01/renault-zoe-elettrica-2012.html


    #71655
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    Gran parte del petrolio sversato sembra scomparso dai rapporti ufficiali di BP sullo stato della bonifica, ma fortunatamente numerosi studi indipendenti sono stati portati avanti dalle tante organizzazioni impegnate sul posto, con esperti nel campo per valutare i danni all’ecosistema marino
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/30/golfo-del-messico-secondo-studi-indipendenti-bp-trucca-i-dati-sulla-marea-nera/89311/


    #71656

    deg
    Partecipante

    Nel Golfo del Messico il petrolio continua a fuoriuscire

    Un ufficiale della guardia costiera, con un centro di comando a Morgan City, a Los Angeles, ha detto oggi che la Guardia Costiera ha confermato che il petrolio non proveniente dalla DeepWater Horizon bensì sono state individuate quelle che sembrano essere chiazze più piccole sparse nella zona.

    Le indagini della guardia marina sulle segnalazioni di grandi chiazze di petrolio avvistate in mare continua. Altre foto e informazioni dai piloti John Wathen e Bonnie Schumaker che hanno sorvolato la zona ieri, dovrebbero essere rilasciate entro oggi.

    La Guardia Costiera sta indagando sulla notizia dell’avvistamento di una chiazza di petrolio potenzialmente estesa nel Golfo del Messico, non lontano dalla Deepwater Horizon. Secondo una fonte accreditata, la chiazza di petrolio è stata avvistata da un pilota di elicottero, Venerdì, ed è lunga circa 100 miglia. Un capitano di un peschereccio afferma che ieri, attraversando la chiazza si è sentito bruciare gli occhi.

    Secondo il Times Picayune, la Guardia Costiera ha confermato che sta indagando su una chiazza di petrolio grande 100 miglia a circa 30 miglia a largo. Si stanno dirigendo verso un sito vicino al pozzo di Matterhorn situato a circa 20 miglia a nord della Deepwater Horizon, secondo il giornale. Il Matterhorn comprende una piattaforma di perforazione in acque profonde di proprietà della W & T Technology. E ‘stato acquisito l’anno scorso da TotalFinaElf E & P.

    Piloti indipendenti stanno tentando di raggiungere la chiazza di petrolio entro oggi. Bonnie Schumaker con Wings of Care riporta di aver avvistato una chiazza 2 giorni fà e sta tentando anche lei di raggiungere il sito.

    Inoltre, un altro report, di un pescatore della Louisiana, afferma che del petrolio fresco sta spiaggiando vicino a South Pass, Los Angeles, le squadre di pulizia sono già al lavoro per ripulire il mare.

    Le squadre di pulizia sono ancora attive lungo le paludi e le aree balneari della Louisiana e degli altri Stati del Golfo. La baia di Jimmy, in Louisiana rimane ancora pesantemente inquinata dal petrolio.

    Petrolio che è stato anche trovato in zone più popolate. Con l’arrivo della pausa primaverile, gli studenti e i turisti si stanno già precipitando verso il Golfo per sfuggire all’inverno a nord. Recentemente un gruppo di ragazzi di un college del Missouri hanno scoperto che del petrolio era anche presente al largo delle spiagge di Penisola.
    http://www.ecplanet.com/node/2386


    #71657
    kingofpop
    kingofpop
    Partecipante

    senza parole..davvero senza parole


    #71658

    Erre Esse
    Partecipante

    A causa del rialzo dell'oro nero, in Francia le compagnie petrolifere contribuiscono a versare denaro “in risarcimento” attraverso una specie di tassa. Detto al tg.
    Tutti segnali…


    #71659
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    Più di 100 km di terreni paludosi il cui ecosistema appare danneggiato. Il sistema immunitario di alcune specie ittiche seriamente compromesso. La produzione di alghe marine alterata. Una crosta di petrolio a coprire il fondo marino nell’area attorno al pozzo. E morte, morte ovunque: di comunità coralline, crostacei, tartarughe di mare, delfini. Appare così, nella denuncia di diversi scienziati indipendenti, l’area del Golfo del Messico dove un anno fa si inabissò Deepwater Horizon, il pozzo petrolifero di BP.

    “C’è ancora una quantità terribile di petrolio disperso nell’ambiente”, ha detto al Washington Post Ian R. McDonald, un oceanografo della Florida State University che da tempo lavora nel Golfo. Le prospettive, a un anno dal disastro, appaiono del resto molto più incerte rispetto a molte delle analisi, e delle assicurazioni, offerte dalle autorità in questi mesi. Lo scorso novembre la NOAA, l’agenzia del governo federale che si occupa di clima e oceani, aveva assicurato che almeno un quarto del greggio rilasciato era evaporato, o si era dissolto nell’acqua. Un altro 29% circa sarebbe stato vaporizzato in particelle finissime, naturalmente o attraverso il disperdente chimico Corexit 9500, e poi riassorbito attraverso l’azione dei batteri marini. Il 5% del greggio era invece stato bruciato sulla superficie dell’Oceano.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/20/disastro-bp-un-anno-dopo-spiagge-e-paludi-ancora-ricoperte-di-petrolio/105690/


    #71660
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    https://www.facebook.com/brig.zero

    #71661
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    http://oggiscienza.wordpress.com/2011/04/22/un-anno-dopo-il-disastro-del-golfo-del-messico/
    Un report pubblicato su Nature fa il punto sulla situazione ambientale delle coste e dei fondali. Migliaia di animali morti, ambiente contaminato per decenni con conseguenze ancora imprevedibili.


    #71662

    deg
    Partecipante

    Golfo del Messico: dopo un anno littorali e paludi nere di petrolio

    Oltre 100 km di terreni danneggiati. Questa la denuncia di un gruppo di scienziati indipendenti per i quali il sistema immunitario di alcune specie ittiche è compromesso. Mentre una crosta di petrolio ricopre il fondo marino attorno all'area del pozzo.

    Più di 100 km di terreni paludosi il cui ecosistema appare danneggiato. Il sistema immunitario di alcune specie ittiche seriamente compromesso. La produzione di alghe marine alterata. Una crosta di petrolio a coprire il fondo marino nell’area attorno al pozzo. E morte, morte ovunque: di comunità coralline, crostacei, tartarughe di mare, delfini. Appare così, nella denuncia di diversi scienziati indipendenti, l’area del Golfo del Messico dove un anno fa si inabissò Deepwater Horizon, il pozzo petrolifero di BP.

    “C’è ancora una quantità terribile di petrolio disperso nell’ambiente”, ha detto al Washington Post Ian R. McDonald, un oceanografo della Florida State University che da tempo lavora nel Golfo. Le prospettive, a un anno dal disastro, appaiono del resto molto più incerte rispetto a molte delle analisi, e delle assicurazioni, offerte dalle autorità in questi mesi. Lo scorso novembre la NOAA, l’agenzia del governo federale che si occupa di clima e oceani, aveva assicurato che almeno un quarto del greggio rilasciato era evaporato, o si era dissolto nell’acqua. Un altro 29% circa sarebbe stato vaporizzato in particelle finissime, naturalmente o attraverso il disperdente chimico Corexit 9500, e poi riassorbito attraverso l’azione dei batteri marini. Il 5% del greggio era invece stato bruciato sulla superficie dell’Oceano.

    Le stime della NOAA, che il suo direttore Jane Lubchenco ha comunque definito “parziali”, sono state in questi mesi sempre più messe in discussione dagli scienziati che, in modo indipendente, lavorano nell’area del disastro. Samantha Joye, una scienziata della University of Georgia che sta per pubblicare uno studio sugli effetti del petrolio su flora e fauna del Golfo, spiega che greggio e gas naturale “si dissolvono in modo molto più lento” rispetto a quanto affermato dal governo americano. Gli sforzi per “scremare” il petrolio si sono poi dimostrati “inefficaci” (lo ha spiegato la stessa Guardia Costiera della Louisiana). E molti segnalano che i disperdenti chimici, se hanno aiutato a combattere il greggio, si sono dimostrati altrettanto tossici e nocivi per la vita di piante e animali.

    Il vero punto interrogativo riguarda però il petrolio residuo (negli 86 giorni in cui il pozzo restò spezzato, in mezzo all’oceano, fuoriuscirono 200 milioni di galloni). Che fine ha fatto? Dove si è depositato? La risposta è semplice. Il petrolio è ancora lì: sul fondo marino, disperso tra le paludi, sulle spiagge. Nelle operazioni di ripulitura sono in questo momento impegnate circa 2000 persone della Guardia Costiera, che navigano a bordo di 200 battelli lungo le coste di Lousiana, Alabama, Mississippi, Florida. Ma i loro sforzi restano ben al di sotto della sfida. Mancano mezzi e personale (nei mesi immediatamente successivi al disastro, furono 48mila gli uomini impegnati).

    Il periodo della riproduzione, per molte specie di volatili e tartarughe, suggerisce alle squadre della Guardia Costiera di tenersi lontani dalle zone di nidificazione, e rallenta le operazioni di ripulitura. Intanto 130 miglia di palude della Lousiana appaiono tragicamente senza vita. La loro scomparsa significa la fine di un rifugio sicuro per gli stormi che di qui passano, e di un luogo di vita e nutrimento per gamberetti e altri crostacei.

    Scienziati e operatori ecologici in queste settimane hanno segnalato altri possibili, e devastanti, effetti. Alghe e altri microrganismi sono scomparsi in un’area pari a circa 100 miglia intorno al pozzo di BP. “Le alghe sono come l’erba sulla terra. La loro scomparsa influisce sull’ossigeno, quindi sull’intero ecosistema e sulla catena alimentare”, ha spiegato Suzanne Fredericq, della University of Louisiana (molti animalisti prevedono di trovare tracce di greggio, attraverso le alghe, anche nello sperma delle balene). E lo scorso gennaio ben 153 carcasse di delfini, molti di questi molto giovani, alcuni persino in fase fetale, sono stati segnalati al largo della costa della Lousiana.

    “Conserviamo gran parte delle evidenze di prova per il processo contro BP”, annunciano da NOAA, che sinora ha fatto filtrare col contagocce le notizie sugli effetti del disastro della Deepwater Horizon. Ma scienziati ed ecologisti temono che il governo federale cerchi di bloccare la diffusione della verità su quanto è successo e quanto potrebbe succedere. Gli ostacoli e le limitazioni imposte agli scienziati non legati al governo lo proverebbero. “Sinora sono state prodotte soltanto 14 ricerche indipendenti sullo stato del Golfo del Messico”, dice Lisa Suatoni del National Resources Defense Council.
    http://www.ecplanet.com/node/2452


Stai vedendo 10 articoli - dal 261 a 270 (di 315 totali)

Devi essere loggato per rispondere a questa discussione.