A proposito di petrolio

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  • This topic has 38 partecipanti and 314 risposte.
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    Articoli
  • #71413
    iniziato
    Partecipante

    [quote1210683442=BIO]
    [quote1210676210=iniziato]
    :tze:
    [/quote1210676210]

    ?! …vabhé, noto che il senso dell'umorismo é meglio lasciarlo a casa…

    buona continuazione
    [/quote1210683442]

    ma che dici bio? porta tutto quello che vuoi e che è tuo! :fri:


    #71414
    BIO
    Partecipante

    [quote1210712737=iniziato]
    [quote1210683442=BIO]
    [quote1210676210=iniziato]
    :tze:
    [/quote1210676210]

    ?! …vabhé, noto che il senso dell'umorismo é meglio lasciarlo a casa…

    buona continuazione
    [/quote1210683442]

    ma che dici bio? porta tutto quello che vuoi e che è tuo! :fri:

    [/quote1210712737]

    …ok ok… :pape: tranquillo iniziato, non sia mai…mi ero semlicemente basato sulla faccina da te postata 🙂

    …grazie :fri:


    #71415
    BIO
    Partecipante

    [quote1210712954=m.degournay]
    [quote1210676518=BIO]
    [quote1210676210=iniziato]
    :tze:
    [/quote1210676210]

    ?! …vabhé, noto che il senso dell'umorismo é meglio lasciarlo a casa…

    buona continuazione
    [/quote1210676518]

    Ehi! :bravo: L'ho postato IO questo topic e a me l'umorismo piace, qui decido quindi IO se bisogna lasciarlo a casa o meno l'umorismo, CAPITO? 😀

    Ah Pasquà, belle le nuove faccine!
    :&D
    [/quote1210712954]

    😉


    #71416
    deg
    Partecipante

    Il petrolio c'è…….e lo andranno a cercare se nessuno li ferma:

    “…..Da 50 anni si dice che petrolio e gas naturale stanno per finire. Si crede di conoscere le riserve con precisione e di poter calcolare il tasso di svuotamento concludendo che fra pochi decenni il petrolio finirà: però la teoria ha basi incerte. Il primo a sostenere (senza prove) che petrolio e metano sono prodotti della trasformazione di materiale biologico in decomposizione in molecole di idrocarburi fu Lomonosov nel XVIII secolo, ma l'ipotesi fu già confutata nel 1877 da Mendeleev, lo scopritore della tavola periodica degli elementi.

    Nel 1992 il professor Thomas Gold pubblicò la teoria della profonda biosfera calda, spiegando il meccanismo dell'accumulo di idrocarburi nei giacimenti profondi. La fusione della Terra è stata sempre parziale e gli idrocarburi erano presenti nella materia originaria che costituì il pianeta. Gli idrocarburi forniscono sostanze nutrienti a forme di vita esistenti a grandi profondità nel mare. Ci sono batteri ipertermofili che vivono a 110° C negli sfiati caldi sul fondo marino. Estraggono ossigeno (con cui bruciano idrocarburi e ottengono energia) riducendo ossido ferrico a formare ossido ferroso. È probabile che la vita abbia avuto origine dalla biosfera profonda, senza sfruttare la fotosintesi.

    Gli argomenti di Gold a favore dell'origine non biogenica di petrolio e gas sono i seguenti: 1. I giacimenti si estendono per chilometri senza relazione con depositi sedimentari minori. 2. I giacimenti sono presenti a livelli differenti corrispondenti a epoche diverse e non sono correlati a sedimenti biologici. 3. I depositi biologici non giustificano le enormi quantità di metano esistenti. 4. I depositi d'idrocarburi in vaste aree contengono le stesse firme chimiche, mentre le formazioni circostanti hanno età geologiche differenti. 5. Gli idrocarburi contengono elio: gas chimicamente inerte, non associato con alcuna forma biologica.

    Nel 2001 J. Kenney dimostrò che le leggi della termodinamica proibiscono la trasformazione a basse pressioni di carboidrati o altro materiale biologico in catene di idrocarburi. Infatti il potenziale chimico dei carboidrati varia da meno 380 a meno 200 kcal/mole: quello degli idrocarburi è positivo. Dunque la trasformazione citata non può avvenire. Il metano non si polimerizza a pressione bassa ad alcuna temperatura.

    Accade, poi, che giacimenti di gas e petrolio esauriti si riempiano di nuovo. Questo processo può essere alimentato solo da depositi profondi ripetendo la sequenza di fenomeni che portò alla loro formazione iniziale. Queste situazioni spiegano l'incremento delle riserve mondiali di petrolio del 72% tra il 1976 e il 1996. Invece non possiamo dedurre conclusioni generali dalle statistiche della produzione globale, che dipendono da considerazioni finanziarie e politiche, non da valutazioni di situazioni fisiche. La produzione mondiale di petrolio crebbe del 19% dal 1995 al 2005, e la produzione Usa nello stesso periodo calò del 18% (cioè dal 12.2 all' 8,4% della produzione mondiale).

    Negli anni 80 Gold convinse il Governo Svedese a fare una trivellazione profonda nella Svezia centrale in un'area granitica di lava cristallizzata. Era priva di sedimenti e non plausibile come fonte di idrocarburi. Presentava, però, infiltrazioni di metano, catrame e petrolio attribuite a sedimenti organici sovrapposti al granito e poi spariti. Si usò per le trivelle un fluido a base di acqua onde evitare di contaminare il pozzo con oli esterni. A profondità di 5 km si trovarono idrogeno, elio, metano e altri idrocarburi.

    A 6 km si trovò una pasta nera maleodorante (segno di forte presenza batterica) contenente molte molecole oleose. A 6,7 km si ottennero 12 tonnellate di petrolio grezzo. Le teorie di Gold erano confermate. La Svezia interruppe l'impresa, ma i vantaggi conseguibili sono enormi e giustificheranno gli investimenti necessari: nuovi tentativi sono imminenti. Gli equilibri internazionali cambieranno profondamente. I timori dell'esaurimento futuro saranno fugati…….”
    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tecnologia%20e%20Business/2007/09/petrolio-non-e-bio.shtml

    Mettendo a rischio l'ecosistema marino:

    ''Con l'aumento del prezzo del petrolio, in Italia e nel mondo è già scattata la ricerca di depositi, ritenuti troppo onerosi in passato'' ma attenzione al rischio di impatto sulle aree di pregio. Così Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente, commenta la richiesta al Congresso del presidente americano, George W. Bush, di riprendere le trivellazioni offshore di petrolio.
    Secondo Ciafani nel caso del petrolio ''c'è il rischio di sversamenti nell'ecosistema marino'', e come nel caso del metano ''del fenomeno della subsidienza, cioè l'abbassamento del livello delle terre emerse che poggiano su questi serbatoi sotterranei''. Il responsabile scientifico di Legambiente ricorda il divieto di estrazione di gas naturale in Alto Adriatico, ''per via dell'abbassamento del terreno nella zona interessata''. In Italia quindi ''registriamo – continua Ciafani – un forte aumento della richiesta delle ricerche da parte di aziende energetiche per valutare la presenza di idrocarburi gassosi o liquidi, sia a terra sia in mare''.
    Cosa ''che ci preoccupa – afferma Ciafani – considerando i precedenti della Val d'Agri in Basilicata (in un parco), della Val di Noto in Sicilia (patrimonio Unesco) e in ultimo la realizzazione del centro olii ad Ortona, provincia di Chieti, area famosa per la produzione del Montepulciano d'Abruzzo, che servirebbe per fare la prima raffinazione del petrolio estratto in quell'area''. Lo scenario della rincorsa al petrolio insomma, secondo Legambiente ''mette a rischio ipoteca aree di pregio''.
    http://www.quimare.com/index.php?/content/view/6307/76/

    E non solo nel mare o negli oceani:

    “….l'estrazione del petrolio crea uno squilibrio di pressioni nel sottosuolo che ha come effetto superficiale ad uno sprofondamento del suolo (in piccolo si può pensare, come termine di paragone, alle scosse sismiche che seguono generalmente le eruzioni vulcaniche e che sono dovute allo svuotamento della camera magmatica), che nelle vicinanze dei centri abitati può essere evidente poichè può portare alla crepatura delle strutture antropiche presenti.………una volta estratto, bisogna trasferirlo alle raffinerie, per cui si ha il rischio di perdite durante il trasporto (vedi i disastri ecologici che si sono avuti in questi ultimi anni a causa di affondamenti di petroliere), ed invece nella fase di distillazione si producono tutta una serie di sottoprodotti più o meno dannosi per la salute………”
    http://www.birravino.com-a.googlepages.com/ilpannellosolarefai-da-te!


    #71417
    ezechiele
    Partecipante

    ARTICOLO DATATO MA MOLTO INTERESSANTE

    Siamo sicuri che il prezzo del petrolio sia aumentato veramente così tanto ?

    Assolutamente no !!!

    In termini reali, il petrolio, considerata la inflazione, costa mediamente molto meno che in passato: precisamente 40 $ al barile (media degli ultimi mesi) contro i circa 50 $ del 1991 (invasione del kuwait), quindi il prezzo è mediamente il 20% in meno; addirittura, se risaliamo ai primi anni '80 (picco di 90 $ dollari al barile) il greggio si è deprezzato di circa il 55% in meno.
    Analoga considerazione possiamo fare se rapportiamo la media storica semplice del suo prezzo (dagli anni 70 ad oggi = 35,56 $ barile, e dal 1986 ad oggi = 27,35 $ barile), sempre aggiustata con la inflazione. Dobbiamo poi considerare il fatto che le riserve di petrolio che noi europei acquistiamo viene pagato in euro anche se tale petrolio viene dalla cina o dal venezuela, quindi, un altro ruolo importante nella determinazione del prezzo reale del petrolio e suoi derivati viene dal rapporto di cambio tra euro e dollaro, che, in questi ultimi anni, è tutto a favore del primo: ebbene, come è conveniente per un europeo fare una vacanza negli states, è altresì conveniente, per stabilizzare il prezzo del petrolio, pagarlo in euro dato il conveniente tasso di cambio tra le due monete. Ma allora una domanda sorge spontanea: perchè con tutto ciò il prezzo della benzina continua a salire ? Risposta : speculazione. Pura speculazione. L'aggravio del costo al litro dei carburanti è dato sia dal pesante prelievo fiscale attuato dallo stato sia dai vari passaggi commerciali che iniziano con la estrazione del greggio e terminano con la immissione materiale del carbutante nelle nostre taniche. Da considerare altresì l'aumento del consumo di petrolio ed energia elettrica da parte di cina ed india che senza dubbio contibuiranno a fare alzare ancora il costo al barile del petrolio: tale aumento, purtroppo, è difficile da contrastare anche da parte dell'opec.

    fonte
    http://www.iaconet.com/petrolio_day.htm


    #71418
    deg
    Partecipante

    Lo ripeto sempre Eze, https://www.altrogiornale.org/_/forum/forum_viewtopic.php?4263.post#post_4263 e poi il petrolio c'è.
    Dobbiamo assolutamente fare le scelte giuste e forse è meglio che la gente pensi che stia per finire (comunque finirà!) e che aumenti in modo sproporzionato chissà….


    #71419
    farfalla5farfalla5
    Partecipante

    Forse deve andare così….per passare poi piano piano ad un'altra alternativa !!!!


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #71420
    patrizia.pr
    Partecipante

    [quote1227707343=farfalla5]
    Forse deve andare così….per passare poi piano piano ad un'altra alternativa !!!!
    [/quote1227707343]

    Di alternative ce ne sono già, il solare per esempio, tutti ne parlano ma sui tetti ne vedo proprio pochini, i ricchi se ne fregano di risparmiare, almeno fino ad ora :mah:, quelli con reddito standard dicono che non hanno soldi, però le due macchine per famiglia ci sono!!!
    La biomassa??? tutti a gas poi se dalla Russia chiudono i rubinetti?? ma no c'è Berlusca che fa il ruffiano con Putin… non c'è pericolo!!!

    Ma soprattutto l'efficienza energetica è importante, fare attenzione ai consumi!!!!
    Tante sono le novità in arrivo, nei prossimi anni vedremo meraviglie…… speriamo con prezzi alla portata di tutti!!!


    #71421
    RichardRichard
    Amministratore del forum

    le alternative ci sono e vanno tirate fuori senza mezzi termini

    https://www.altrogiornale.org/comment.php?comment.news.1166


    #71422
    patrizia.pr
    Partecipante

    [quote1227716386=Richard]
    le alternative ci sono e vanno tirate fuori senza mezzi termini

    https://www.altrogiornale.org/comment.php?comment.news.1166
    [/quote1227716386]

    Facile a dirsi ma a farsi è un'altra cosa, chi ha le idee non ha i soldi e chi ha i soldi li investe dove vuole ma non nell'innovazione…. esperienza personale!!!


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