Acqua pubblica in vendita

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  • #75991

    Anonimo

    http://comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=9683

    MA IL POPOLO E' SOVRANO ?
    Postato il Sabato, 14 gennaio @ 00:00:00 CST di davide

    DI UGO MATTEI
    ilmanifesto.it

    Manovre sinistre si avvertono sul fronte dell’acqua. In pochi giorni, in piena continuità di stile berlusconiano, facendosi precedere da un ballon d’essai dell’ authority per la concorrenza, il Presidente del Consiglio ed il suo sottosegretario si sono presentati in tv per spiegare agli italiani che portare a casa le liberalizzazioni è il senso profondo della fase 2. I due esponenti del pensiero unico neoliberista globale hanno mostrato preoccupazione e rispetto per l’esito referendario di giugno ma hanno anticipato che, purtroppo, qualcosa va fatto anche sul fronte dell’acqua.

    Nella logica del pensiero unico globale che, invece di dichiarare bancarotta politica ed intellettuale, insiste tetragono come se la crisi fosse stata determinata dall’eccesso di regolamentazione piuttosto che dagli eccessi delle liberalizzazioni, il ragionamento non fa una piega.

    Il mercato dell’oro blu e quello per la gestione delle infrastrutture necessarie per lo sfruttamento dell’acqua è una succulenta occasione di estrazione di valore dai beni comuni che lascia i costi sociali dove cadono. Sarebbe un peccato perdere quest’opportunità di fare affari solo perché non lo vuole il popolo! Del resto quando mai, a livello globale, dagli Stati Uniti alla Cina, ciò che il popolo vuole in materia di beni comuni è rilevante? Non è forsa la stessa logica globale di connivenza fra il privato azionario ed il pubblico “catturato” da questo a spiegare tutte le follie del nostro modello di sviluppo, dalle grandi opere inutili fino alla guerra?

    Da tempo in Italia ci siamo abituati a governi in delirio di onnipotenza che inventano leggi, vincoli europei ed emergenze pur di far la loro parte nel garantire gli affari dei padroni finanziari del mondo. Ricordate quando Ronchi diceva che era l’Europa ad obbligare la messa a gara di ogni servizio pubblico, inclusa l’acqua? Tanti miei maestri del diritto hanno detto che il turbinio di eventi post-primavera italiana non poteva esser denunciato come un golpe, che Napolitano aveva solamente curato la nostra democrazia dall’anomalia berlusconiana, che anzi il Parlamento stava recuperando centralità e che finalmente lo stile era cambiato.

    La fase 2 annunciata sembra adesso ridurre ad anomalia italiana il senso di una volontà popolare espressa con tanta fatica e lavoro politico-giuridico nei modi e nelle forme della democrazia diretta di cui all’art. 75. Forse mi spiegheranno che neppure ora si può gridare al golpe perché il supremo Colle ed il nuovo stile ci garantiscono… È molto pericoloso far esprimere il popolo e poi infischiarsene, con piccoli artifici formali da azzaccagarbugli di provincia e con gran dispendio di monopolio mediatico e culturale. Il popolo non è addormentato e non è disposto a farsi dire che, dopo il berlusconismo e la mobilitazione a difesa dei beni comuni, anche la democrazia non era che un’anomalia italiana. Ugo Mattei
    Fonte: http://www.ilmanifesto.it 12.01.2012


    #75992

    Anonimo

    http://www.ciaccimagazine.org/?p=7800

    Non esiste liberalizzazione del servizio idrico che rispetti i referendum.

    Non esiste liberalizzazione del servizio idrico che rispetti i referendum.
    Basta trucchi e trucchetti, il Governo Monti rispetti il voto popolare

    Ormai da giorni il Presidente del Consiglio Monti e i suoi ministri parlano di privatizzazioni alludendo anche ad un intervento sul servizio idrico. Ultimi in ordine di tempo il sottosegretario Polillo secondo cui il referendum è stato “un mezzo imbroglio” e il sottosegretario Catricalà che ha annunciato “modifiche che non vadano contro il voto referendario” alla gestione dell’acqua.

    Diciamo chiaramente a Monti, Passera, Catricalà e Polillo che non esiste nessuna liberalizzazione del servizio idrico che rispetti il voto referendario: il 12 e 13 giugno scorsi gli italiani hanno scelto in massa per la gestione pubblica dell’acqua e per la fuoriuscita degli interessi privati dal servizio idrico.

    Non pensi il Governo Monti con la scusa di risanare il debito di poter aggirare il voto referendario con trucchi e trucchetti, 27 milioni di italiani si sono espressi per la ripubblicizzazione del servizio idrico e questo ci aspettiamo dal Governo nei prossimi giorni.

    Saremo molto attenti alle prossime mosse del Governo Monti sul fronte delle liberalizzazioni, non permetteremo che la volontà popolare venga abbattuta a colpi di decreto, di Antitrust o di direttive europee in stile Bolkestein. Metteremo in campo ogni strumento utile alla difesa dei referendum, a partire dalla campagna di obbedienza civile lanciata da noi del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.

    L’applicazione dei referendum è la prima e la più urgente emergenza democratica nel nostro paese, per questo il Forum chiede, come già fatto e sinora senza risposta, un incontro urgente con il Presidente del Consiglio Mario Monti. Nel contempo chiede a tutte le realtà che hanno sostenuto i referendum, ai partiti che da fuori o dentro il Parlamento hanno dato indicazione per il “Sì” ai referendum di giugno, di prendere da subito una netta posizione in difesa del voto democratico del popolo italiano.


    #75993

    Anonimo

    http://notizie.tiscali.it/opinioni/Ragnedda/2430/articoli/Se-in-questo-paese-la-volont-popolare-ha-ancora-un-senso-gi-le-mani-dall-acqua-pubblica-caro-Monti.html

    Monti, se la volontà popolare ha senso, giù le mani dall’acqua pubblica

    Scritto da Massimo Ragnedda
    Martedì 17 Gennaio 2012 23:47

    E no caro professore. No e ancora no. Giù le mani dall’acqua pubblica. L’acqua è un bene comune e un diritto umano universale e deve essere gestito senza logiche di profitto. Credevo che su questo punto lo scorso 12 e 13 giugno gli italiani si fossero espressi in maniera chiara ed inequivocabile e che sull’argomento non si dovesse ritornare. Almeno per un bel po'. E invece evidentemente mi sbagliavo, visto che Prof. Monti con un decreto cerca di sovvertire la volontà popolare. E il PD su questo punto che fa? Se a sacrificare l’interesse generale per favorire i pochi fosse stato il governo precedente si sarebbe gridato allo scandalo, si sarebbe cavalcata l’onda, si sarebbe parlato di dittatura.

    Già le sento le dichiarazioni ufficiali di dirigenti nazionali che gettano benzina sul fuoco, che parlano di un governo lontano dagli interessi della popolazione e che sovverte la volontà popolare. Ma al governo ora c’è Monti, il professore che tutto può, in un paese governato senza opposizione e a colpi di decreto.

    No, no e ancora no. La volontà popolare deve essere rispettata. Quando 26 milioni di italiani vanno alle urne e si esprimono democraticamente su un qualcosa, quel qualcosa si rispetta. Punto. Senza discussioni. Senza se e senza ma. Non si può sovvertire per decreto quanto deciso dalla maggioranza assoluta dei cittadini italiani meno di sette mesi fa. Eppure il professore ci prova, complice la maggioranza parlamentare e complice il silenzio dei grossi media.

    Ed ecco allora che il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua Pubblica torna in campo e lancia un appello che in poche ore ha già raccolto 20 mila firma. Nell’appello si legge: “Con l’articolo 20 della bozza di decreto che verrà licenziato giovedì 19 gennaio dal Consiglio dei Ministri, infatti, si attaccano direttamente i risultati del referendum di giugno e la volontà di 26 milioni di cittadini”.

    Tra i primi firmatari troviamo personaggi del calibro di Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelsky, Gino Strada, Marco Paolini, Don Andrea Gallo, Dario Fo e Padre Alex Zanotelli. Quest’ultimo sul forum ha scritto: “Sapevamo che il governo Monti era un governo di banche e banchieri, ma mai, mai ci saremmo aspettati che un governo, cosiddetto tecnico, osasse di nuovo mettere le mani sull’acqua, la Madre di tutta la vita sul pianeta”. Eppure osa. Eppure ancora una volta Prof. Monti ha osato. Ma questo, caro Prof. Monti, è semplicemente inammissibile e intollerabile. Chi le dà il diritto di sovvertire la volontà popolare? Chi le dà il diritto di non rispettare la decisione di 26 milioni di italiani?

    Se in questo paese commissariato, la volontà popolare ha ancora un senso, caro Prof. Monti metta giù le mani dall’acqua pubblica. Pubblico non è sinonimo di inefficienza e spreco: basta con questo luogo comune che ha dato vita ad ondate di privatizzazioni che spesso hanno messo in ginocchio intere economie e paesi. Non è con la privatizzazione, ovvero affidando alla cieca e libera legge del mercato, che si risolvono i problemi. Anzi, al contrario, vi è chi ha saputo valorizzare il bene pubblico e rimetterlo nelle mani dei cittadini. È il caso del sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, che ha addirittura istituito un’azienda speciale, denominata Acqua Bene Comune ed è stata la prima amministrazione a livello nazionale che ha dato concretezza al referendum e ha rispettato la volontà popolare con una rivoluzione che ha riportato il controllo delle risorse e della gestione in mano pubblica. Eppure gli sprechi non sono aumentati, anzi Napoli ha rispettato il piano di Stabilità, nonostante i tagli del governo. Sarà anche per questo che De Magistris è risultato primo nella classifica nazionale dei gradimenti per il sindaco, con il 70 percento dei consensi?


    #75994

    Anonimo

    http://www.ilcambiamento.it/beni_comuni/obbedienza_civile_referendum_acqua_pubblica.html

    Obbedienza civile, il popolo dell'acqua si mobilita per i referendum violati
    Il decreto liberalizzazioni del governo prevede, fra le altre cose, l'obbligo di privatizzazione per i servizi pubblici locali, fra cui quello idrico. Un vero e proprio furto di diritti e di democrazia, cui si ribella il 'popolo dell'acqua', che stasera sarà di fronte a Montecitorio per un presidio. Proseguono intanto la raccolta firme per l'appello 'Giù le mani dall'acqua e dalla democrazia' e la campagna di “obbedienza civile” per eliminare in bolletta la voce relativa alla remunerazione del capitale investito.

    di Andrea Degl'Innocenti – 18 Gennaio 2012

    Il popolo dell'acqua scende in piazza per far rispettare il voto dei cittadini e promuovere la campagna di obbedienza civile
    È un furto di diritti, quello che stanno compiendo sotto i nostri occhi, senza che ce ne accorgiamo. Col pretesto della crisi, la scusa dell'austerità, il ricatto dei mercati, ci stanno togliendo ciò che dopo tanti anni ci eravamo riconquistati, con un magnifico atto di democrazia: l'acqua.

    Oggi, alle 16,30, in piazza Montecitorio, il Forum italiano dei movimenti per l'acqua ha indetto un presidio per far rispettare l'esito dei referendum. Al centro delle proteste è il decreto liberalizzazioni che il governo Monti si appresta a varare nella giornata di domani, ed in particolare due articoli del provvedimento – il 19 ed il 20 – che attaccano direttamente i servizi pubblici locali, protetti dai quesiti referendari.

    L'articolo 19 ha un titolo piuttosto eloquente: “Privatizzazione dei servizi pubblici locali”. In pratica prevede che le amministrazioni comunali cedano progressivamente a privati quote sempre maggiori dei servizi che gestiscono. Un sistema molto simile a quello previsto dal “pacchetto anti-crisi” varato da Berlusconi in agosto, che a sua volta riproponeva elementi della legge Ronchi-Fitto abrogati dal referendum.

    Ma passiamo oltre. È l'articolo 20 quello in più aperto contrasto con gli esiti referendari. Esso impedisce la gestione pubblica dell'acqua e degli altri servizi pubblici locali. Già, non avete letto male, “impedisce”. Come fa? Semplicemente eliminando la possibilità di creare enti di diritto pubblico, come aziende speciali o consorzi, per la gestione dei servizi “di rilevanza economica generale”.

    “È un attacco diretto al modello Napoli, per fermarlo in quel caso, e perché non si moltiplichi sul territorio nazionale quell’esperienza” commentano dal Forum. Quindi oggi tutti a Montecitorio, per chiedere al governo dei professori di fare marcia indietro su un decreto che offende la democrazia e la cittadinanza e che “prevede un attacco diretto alle aziende speciali, ovvero la forma di gestione pubblica che da sempre i movimenti perseguono per garantire la ripubblicizzazione dell’acqua e la partecipazione dei cittadini”.

    Intanto prosegue con successo la campagna “Giù le mani dall'acqua e dalla democrazia”, in cui si chiede “al governo Monti di interrompere da subito la strada intrapresa, […] a tutti i partiti, a tutte le forze sociali e sindacali di prendere immediata posizione per il rispetto del voto democratico del popolo italiano”. Le firme raccolte hanno superato rapidamente quota 20mila ed ora viaggiano per le 30mila. Per sottoscrivere l'appello basta inserire il proprio nome e cognome nel form online che trovate nella pagina dedicata sul sito del Forum italiano dei movimenti per l'Acqua.

    “Per anni hanno detto 'privato è bello' – si legge nel comunicato diffuso dal Forum a sostegno della campagna – ora, non potendo più affermarlo, ci dicono che 'il privato è obbligatorio'”. Già. Per anni ci hanno anche insegnato che la filosofia liberale mette al primo posto della propria agenda la libertà di scelta da parte dei cittadini. Questo fin quando i cittadini, con alle spalle anni e anni di monopolio pubblico, potendo decidere, optavano per l'iniziativa privata. Poi un giorno, nella più completa libertà, gli stessi cittadini hanno deciso di tornare alla gestione pubblica dei beni comuni. Ed ecco che la loro imprescindibile libertà è diventata d'improvviso secondaria.

    Dal 1 gennaio, poi, è partita in tutta Italia anche una campagna più specifica, incentrata sul secondo quesito referendario. Si chiama “Campagna di obbedienza civile” ed è mirata ad eliminare dalle bollette dell'acqua la voce relativa alla remunerazione del capitale investito.

    Prima del 20 luglio 2011 (data in cui è stata sancita ufficialmente la vittoria referendaria e l'abrogazione delle norme oggetto della consultazione) i gestori potevano inserire in bolletta una voce relativa alla remunerazione del capitale investito. Tale remunerazione era pari al 7 per cento dell'investimento, ma poteva “pesare” sul computo totale della bolletta anche fino al 10-20 per cento.

    Il secondo quesito referendario l'ha ufficialmente abrogata. Ma, non casualmente, nessun gestore fino ad ora vi ha rinunciato. Ciò che propone la campagna di obbedienza civile è di pagare le bollette relative ai periodi successivi al 21 luglio 2011, applicando una riduzione pari alla componente della “remunerazione del capitale investito”.

    “È stata chiamata di 'obbedienza civile' – si legge nel comunicato – perché non si tratta di 'disubbidire' ad una legge ingiusta, ma di 'obbedire' alle leggi in vigore, così come modificate dagli esiti referendari”.

    La campagna sta partendo proprio in questi giorni. Ad Arezzo e nella zona dell'Ato 4 è partita già da un mese e sta dando i primi risultati, con oltre mille famiglie che hanno aderito all'iniziativa. Nel resto d'Italia è iniziata ufficialmente dal 1 gennaio. I vari comuni si stanno organizzando per allestire degli sportelli informativi aperti al pubblico, in cui si illustreranno ai cittadini i passi da seguire per scorporare dalla bolletta il profitto dei privati.

    A Roma è già attivo uno sportello informativo al Rialto Sant'Ambrogio, sede del Forum italiano dei movimenti per l'acqua, aperto il lunedì dalle 18 alle 20 e il martedì dalle 10 alle 12, ma l'intenzione è quella di aprire a breve uno sportello per ciascun municipio.

    Inoltre, a livello nazionale, tutte le informazioni necessarie alla procedura (diversa da gestore a gestore) saranno rese disponibili entro pochi giorni sul sito http://www.obbedienzacivile.it.


    #75995

    Anonimo

    Gli attivisti per l'acqua pubblica occupano il ministero dell'Economia

    http://www.ecoblog.it/post/14311/gli-attivisti-per-lacqua-pubblica-occupano-il-ministero-delleconomia


    #75996

    Anonimo

    http://www.greenme.it/approfondire/speciali/6864-campagna-obbedienza-civile-paolo-carsetti

    “Il mio voto va rispettato”: parte la campagna di obbedienza civile del Forum dei movimenti per l’acqua. L’intervista a Paolo Carsetti
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    Venerdì 03 Febbraio 2012 09:00 Scritto da Roberta Ragni

    Un referendum non esprime pareri, non consiglia possibili ed eventuali indirizzi. Eppure, a distanza di otto mesi dalla straordinaria vittoria del 12 e 13 giugno 2011, il governo e i gestori non hanno ancora avviato il processo di re-pubblicizzazione, né eliminato la remunerazione del capitale investito (almeno 7% sulle bollette), così come ha chiesto, invece, la maggioranza degli italiani. Per questo, con lo slogan “Il mio voto va rispettato”, questo fine settimana e il prossimo verrà lanciata la “campagna di obbedienza civile” del Forum dei movimenti per l’acqua.

    Una campagna, quindi, non di ‘disobbedienza civile’, ma di ‘obbedienza civile’. Un rovesciamento semantico che sta a indicare proprio la necessità di garantire l’applicazione dei quesiti referendari, in particolare il secondo, che faceva riferimento alla “Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato”, passato con 26.130.656 di sì su 27.642.457 voti validi. Chi non rispetta la legge, infatti, non sono i cittadini, ma le Autorità e i gestori che non hanno adeguato le tariffe. Chi non rispetta la volontà popolare è anche il Governo, che con l’articolo 26 della bozza del decreto liberalizzazioni, per fortuna successivamente scomparso, ha tentato di spalancare le porte alla privatizzazione dell'acqua, ignorando ancora una volta il risultato referendario e i principi sui quali si basa la nostra Costituzione.
    Per tutte queste ragioni i comitati territoriali del Forum vogliono rideterminare le tariffe del servizio idrico integrato cancellando la voce “remunerazione del capitale investito”, a partire da quando sono andate in scadenza le fatturazioni del terzo trimestre 2011, le prime che avrebbero dovuto tener conto del risultato referendario. I cittadini, quindi, sono invitati ad obbedire al voto referendario attraverso il ricalcolo diretto delle tariffe e ad abrogare dalla bolletta la cifra relativa alla remunerazione del capitale investito per il periodo successivo al 20 luglio 2011. Molti sono i comitati che stanno già presentando reclami, molti quelli che attivano sportelli o che li stanno per aprire. L’obiettivo è uno solo: “obbedire” al mandato del referendum popolare e “disobbedire” alla privatizzazione.

    Intanto, continuano le iniziative del Forum Italiano e il 3 e 4 febbraio, a Milano, si terrà un convegno internazionale per la presentazione e l’organizzazione del FAME, il sesto Forum Mondiale Alternativo dell'acqua che si svolgerà a Marzo a Marsiglia, proprio in contemporanea con il World Water Forum, in cui le multinazionali cercheranno, ancora una volta, di indicare la via della privatizzazione e della produzione di profitti. Il convegno vuole essere una risposta concreta a chi pensa di risolvere la crisi svendendo il patrimonio di un paese, in cui creare un asse tra le giunte di Napoli e di Milano, nate sotto il segno del referendum e della partecipazione, che a Marsiglia voglia svolgere un ruolo attivo in una battaglia di civiltà.

    Ma che cos’è in particolare che sta andando contro la volontà popolare? Cosa avrebbe dovuto esser fatto? Lo abbiamo chiesto al coordinatore del Forum italiano dei movimenti per l'acqua, Paolo Carsetti, che abbiamo incontrato alla premiazione del Personaggio Ambiente Italia 2011 in ha ritirato la menzione speciale assegnata dal Comitato tecnico al Forum, per il contributo al risultato del referendum sull'acqua pubblica.
    In che modo il risultato del referendum non viene rispettato?

    I provvedimenti che stanno contraddicendo la volontà popolare sono diversi, a partire dalla cosiddetta manovra di Ferragosto della scorsa estate, che all’art.4 ripropone la stessa norma abrogata dal primo quesito del referendum di Giugno, ovvero l’obbligatorietà della privatizzazione di tutti servizi pubblici locali, compresa la gestione dei rifiuti, il trasporto pubblico locale o il trasporto regionale, seppur, almeno per il momento, escludendo il servizio idrico. Poi c’è la questione relativa alle tariffe del servizio idrico. Anche la sentenza di ammissibilità della corte costituzionale aveva chiarito che, in caso di abrogazione, la nuova tariffa senza il profitto garantito per legge ai gestori avrebbe dovuto essere immediatamente applicata. L’avvenuta abrogazione del 13 Giugno avrebbe dovuto quindi comportare che le bollette emesse successivamente alla formalizzazione del risultato referendario non avrebbero dovuto più contenere la remunerazione del capitale investito. Ma così non è stato, dando vita a un processo di disconoscimento del risultato referendario e a un tentativo di una sua cancellazione, attraverso l’approvazione di norme che, in realtà, ripropongono quelle abrogate.

    Cosa si sarebbe dovuto fare, invece?

    Per essere conseguenti alla volontà popolare, gli enti locali avrebbero dovuto essere liberi di decidere quale forma di gestione adottare, mentre ad oggi essi sono ancora obbligati a scegliere soggetti di stampo privatistico o società miste pubblico-private. Ma si sarebbe dovuto anche iniziare un processo di re-pubblicizzazione degli enti locali che gestiscono l'acqua, così come ha fatto il Comune di Napoli che ha trasformato la propria società per azioni in azienda speciale. Ma nemmeno questo è stato fatto. Eppure in molte città, da Milano a Torino, da Venezia a Palermo, sarebbe bastato cambiare lo statuto della società e trasformarle in ente di diritto pubblico, visto che si tratta di società private il cui Capitale è completamente detenuto dagli enti locali. Per queste ragioni le iniziative e le azioni del Movimento dell’acqua chiedono l’attuazione dei risultati referendari, compresa la campagna di obbedienza civile con cui invitiamo i cittadini a non pagare la remunerazione del capitale investito e a chiedere il rimborso delle bollette già pagate, unitamente a un reclamo al proprio gestore.

    Ma se i cittadini non pagassero la remunerazione del capitale, non potrebbero essere considerati morosi?

    Ad Arezzo, Genova e Roma la campagna è iniziata e sono stati già consegnati reclami. I gestori iniziano a reagire in modo scomposto, ma i cittadini non possono essere considerati morosi perché pagano la bolletta legittima, cioè quella senza la quota relativa alla remunerazione del capitale investito. Ma ci stiamo attrezzando anche per eventuali azioni legali da intraprendere. Nessuna conseguenza, quindi, per i cittadini.

    L'ex ministro per le Politiche comunitarie, Andrea Ronchi, padre del provvedimento sulla liberalizzazione dei servizi pubblici locali, ha affermato in una recente intervista che per risolvere i problemi della rete idrica italiana bisognerebbe colpire “i potentati dei servizi pubblici”. Cosa andrebbe fatto, invece, per mantenere pubblica e al tempo stesso efficiente la gestione dell'acqua?

    Questa situazione disastrosa, che va dall’inefficienza degli acquedotti, alla mancanza dell’allaccio ai servizi di fognatura e depurazione del 30% dei Comuni, fino all’aumento delle tariffe è la conseguenza diretta di un sistema di stampo privatistico in campo in Italia da metà degli anni ’90 e non il risultato di una gestione pubblica. Per questo bisogna cambiare il sistema. Da una parte è necessario tornare alla gestione pubblica, dall’altra bisogna adottare una riformulazione dei finanziamenti per questo servizio essenziale per il cittadino. Non puntare al profitto ma a rendere l'acqua un diritto per tutti: è solo in questo modo il servizio idrico può diventare davvero efficiente.

    Roberta Ragn


    #75997

    Anonimo

    Acqua pubblica. Occupato il Ministero dell'Ambiente, Clini risponde

    http://www.ilcambiamento.it/video/forum_acqua_pubblica_occupa_ministero_ambiente.html

    Il video qui sopra è stato girato ieri all'interno del Ministero dell'Ambiente. Erano circa due mesi che il Forum italiano dei movimenti per l'acqua chiedeva un incontro al ministro Corrado Clini, incontro che ancora non era stato fissato. Così, sventolando uno striscione con su scritto “Se Clini non va dall'acqua, l'acqua va da Clini”, gli attivisti hanno deciso di porre rimedio al colpevole ritardo del ministro ed occupare il Ministero, annunciando “non ce ne andremo da qui finché qualcuno non ci riceverà”.

    Gli attivisti del movimento per l'acqua hanno fatto irruzione nel ministero attorno alle dieci e mezza di ieri, con bandiere, striscioni, gridando cori e slogan di sdegno verso un governo che continua ad ignorare i referendum. Su Twitter è stato possibile seguire la diretta della mattinata. Alle 10,33 scrivevano sul social network “Abbiamo occupato il Ministero dell'Ambiente e chiediamo un incontro urgente con il Ministro Clini”. Alle 12,09, finalmente, la notizia attesa: “È arrivato il Ministro Clini”.

    Al ministro gli attivisti del Forum, in rappresentanza dei 27 milioni di cittadini recatisi alle urne il 12 e 13 giugno scorsi, hanno chiesto il rispetto del voto referendario, attraverso l'immediata decurtazione in bolletta della voce riguardante la remunerazione del capitale investito (argomento già oggetto della campagna di obbedienza civile) e l'avvio di un percorso di gestione pubblica e partecipata del servizio idrico.

    Il ministro si è mostrato bendisposto e ha accolto le richieste dei referendari, impegnandosi su tre specifici punti, che riportiamo qui sotto così come presentati dal comunicato diffuso nel pomeriggio dal Forum italiano dei movimenti per l'acqua:

    “a) l'invio in giornata di una nota all'Autorità dell'Energia e Gas e a tutte le istituzioni competenti, al fine di precisare – nelle more dell'approvazione di qualsivoglia nuova norma in merito – l'inesigibilità da parte dei soggetti gestori della quota di tariffa relativa all'adeguata remunerazione del capitale investito;

    b) l'inserimento, all'interno delle Linee Guida del DPCM di trasferimento delle funzioni all'Autorità dell'Energia e Gas, di una precisa indicazione per il rispetto dell'esito referendario in materia tariffaria sull'acqua;

    c) l'immediato avvio di un percorso di confronto con il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua in merito alle proposte relative al finanziamento del servizio idrico, con la prossima convocazione di un incontro congiunto con il Ministero dello Sviluppo Economico”.

    Allontanandosi dalla sede del ministero gli attivisti si sono detti soddisfatti del risultato ottenuto, mostrandosi al tempo stesso determinati a continuare a vigilare perché la democrazia venga rispettata.

    Intanto sul conto aperto presso Banca Etica dal Forum è arrivato il rimborso elettorale. Così, come promesso in sede di campagna elettorale, ci si appresta a restituire i soldi a chi li aveva prestati. I 100mila euro raccolti con le sottoscrizioni dei cittadini e i 350mila arrivati da comitati e associazioni. Fatte le dovute sottrazioni, il resto dei fondi del rimborso resterà in mano al Forum, che si impegna a gestirlo per continuare la lotta per la ripubblicizzazione. Con la massima trasparenza.

    A.D.


    #75998
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante


    Nestlè: “Gli esseri umani non hanno diritto all’acqua”

    Nel documentario del 2005, We Feed the World, l’allora amministratore delegato di Nestlé, la più grande azienda alimentare del mondo, Peter Brabeck, condivise alcuni dei suoi punti di vista e ‘perle di saggezza’ sul mondo e l’umanità.
    Brabeck ritiene che la natura non sia “buona“, che non ci sia nulla di cui preoccuparsi riguardo ai cibi OGM, che i profitti importino più di ogni altra cosa, che la gente dovrebbe lavorare di più e che gli esseri umani non abbiano diritto all’acqua.
    continua…..
    http://www.informarexresistere.fr/2013/04/26/nestle-gli-esseri-umani-non-hanno-diritto-allacqua/#axzz2SL9L2Mj8
    [color=#ff0000]Un lungo articolo ma vale la pena di leggerlo.
    [/color]


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

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