AEREO SCOMPARSO

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  • #9433
    Mukunda
    Partecipante

    Non vorrei sembrare superficiale, ma secondo me si sono messi d'accordo….
    Prima dichiarano di aver trovato i resti, poi smentiscono dicendo che non sono i resti del volo in questione…. forse mi posso pure sbagliare ma se non ci sono oggettive prove di un disastro il caso rimane insoluto e di conseguenza le assicurazioni non risarciscono fior di milioni… che ne dite ?


    #9434
    RichardRichard
    Amministratore del forum

    beh è possibilissimo


    #9435
    NEGUE72NEGUE72
    Partecipante

    fonte:
    http://www.river-blog.com/2009/06/05/tragedia-air-france-lo-strano-caso-del-sito-flight447com/

    Dopo la sciagura del volo AF447, da Rio de Janeiro a Parigi, hanno preso piede varie teorie, più o meno complottistiche. Adesso, però, la rivista Wired (la versione cazzuta, quella americana) scopre che qualcuno aveva registrato il dominio http://www.flight447.com. Mentre, subito dopo la sciagura sono stati comprati domini ispirati a quel volo, questo ha una particolarità: è stato comprato due anni fa. L’acquirente? Un produttore cinematografico [size=30]iraniano, residente in America. Lui si chiama Kari Bian, ma assicura che si tratta di una spiacevole coincidenza: “Non ho nulla a che fare con questa storia”. A oggi, digitando l’indirizzo http://www.flight447.com si viene reindirizzati al sito ‘www.karinmovies.com’, che promuove un film su una storia d’amore tra un israeliano e una palestinese, ‘David and Fatima” del 2008. Bian ha spiegato di aver acquistato con un sistema automatico tutti quelli con le parole ‘flight’ (volo) abbinate ai numeri da 1 a 1.000. I diritti di http://www.flight447.com sarebbero scaduti il 30 settembre ma il produttore li ha rinnovati fino al 2018.

    Però una cosa è strana: che senso ha comprarsi un dominio col nome di un volo, per pubblicizzare un film su israeliani e palestinesi?

    bhoooooooooooooooo


    #9436
    marì
    Bloccato

    2009-06-05 21:19

    DISASTRO AEREO: TUTTO DA RIFARE, INCHIESTA AZZERATA
    (di Tullio Giannotti)

    PARIGI – Tutto da rifare, si riparte da zero nell'inchiesta su quella che – a quattro giorni di distanza – si torna a definire la “scomparsa” del volo AF447 di Air France Rio-Parigi con 228 persone a bordo. I rottami trovati nell'Atlantico non sono quelli dell'Airbus A330, quindi anche le fin qui misere congetture sono andate in fumo.

    Con decisione, il ministro della Difesa francese, Hervé Morin, sottolinea che non si può escludere l'attentato terroristico. Il volo decollato domenica sera da Rio de Janeiro non è mai arrivato a Parigi, questa l'unica certezza insieme a una serie di messaggi autogenerati dalle apparecchiature di bordo che evidenziano guasti all'apparato elettrico. Non c'é altro, ed oggi la Procura di Parigi ha fatto sapere di aver avviato un'indagine per “omicidi colposi” nei confronti di ignoti, affidando la pratica alla magistrata Sylvie Zimmerman. A margine, uno studio legale inglese – Stewarts Law – ha avviato una sua inchiesta ritenendo che nella vicenda ci sia un legame con un incidente avvenuto lo scorso ottobre sullo stesso tipo di aereo, appartenente all'australiana Qantas. Quell'aereo precipitò per 2.000 metri prima di riuscire in un miracoloso atterraggio d'emergenza che ridusse i danni a una trentina di feriti. Airbus parlò allora di anomalie informatiche.

    Nella mente di tutti, proprio perché neppure quei rottami appartengono al volo Rio-Parigi, che sembra del tutto disintegrato, aleggia l'ombra del terrorismo. E la possibilità di un attentato non viene più esclusa in modo categorico, anzi: il ministro della Difesa, Hervé Morin, ha detto che “non si ha il diritto” di eliminare tale ipotesi, finora non corroborata da alcun indizio. Certo, la marcia indietro sull'identificazione dei relitti è stata un duro colpo sia per gli inquirenti sia per i familiari, alcuni dei quali erano già arrivati nella zona del recupero appesi alla speranza di ritrovare qualcosa dei loro cari. Dominique Bussereau, sottosegretario ai Trasporti, ha parlato di “brutta notizia” e di necessità, più che mai, di mettere le mani sulle scatole nere.

    La Francia ha deciso anche l'invio di un sottomarino nucleare per aiutare i mezzi già previsti per questa ardua impresa. Quanto all'indagine tecnica sull'incidente, quella portata avanti dal Bea, l'ufficio francese preposto, si segnala oggi una comunicazione piuttosto sibillina che, dicono i responsabili, avrà qualche delucidazione in più nella giornata di domani: le diverse strumentazioni presenti a bordo per la rilevazione e la comunicazione a terra dei dati sulla velocità dell'Airbus, evidenziano “incongruenze fra le varie velocità misurate”. Qualsiasi interpretazione affrettata di tale diagnosi, o speculazione – avverte il Bea – è sconsigliata.

    http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_986814622.html


    #9438
    marì
    Bloccato

    2009-06-06 11:13

    DISASTRO AEREO: DALL'AIRBUS 24 MESSAGGI DI ANOMALIE

    PARIGI – L'Airbus di Air France Rio-Parigi, scomparso lunedì scorso sull'Atlantico con 228 persone a bordo, aveva inviato in totale 24 messaggi automatici di anomalie durante l'ultima parte del suo volo: lo ha detto oggi, in una conferenza stampa a Le Bourget (Parigi), il direttore dell'ufficio inchieste e analisi sull'incidente (BEA), Paul-Louis Arslanian.

    http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_986940550.html

    Il mistero accresce O-O


    #9439
    giusparsifalgiusparsifal
    Partecipante

    LE CAUSE

    Dall’attentato ai campi magnetici
    si riaprono tutte le piste del mistero

    Il precedente della picchiata di un volo Qantas: era impazzito il computer

    Un Airbus 330-200 della compagnia di bandiera francese Air France
    come quello scomparso (Emblema)MILANO — Piloti ed esperti della sicurezza del volo concordano: «Un incidente aereo non avviene mai per una sola causa». A oggi gli unici dati disponibili per svelare il mistero del volo «447» di Air France sono i se gnali automatici inviati dall’aereo, le testimonianze di alcuni piloti sulla stessa rotta, le inchieste sugli inci denti precedenti. Ecco le ipotesi.
    La turbolenza e il fulmine. Nell’area intertropicale dove è scomparso il volo si sviluppano forti tempeste. L’ultimo messaggio invia to: «Stiamo per entrare in una forte turbolenza». Queste parole e i dati au tomatici trasmessi dall’Airbus, sono alla base della prima ipotesi formula ta dalla compagnia: «Fulmine». Che ha colpito forse la parte sotto la cabi na di pilotaggio dove c’è il «cervello» del velivolo. Ma gli esperti ridimen sionano: «Un aereo è colpito almeno una volta l’anno da un fulmine, è pro tetto da scaricatori statici». Sotto ac cusa correnti a getto e verticali (in quell’area corrono fino a 200 km/h). O anche tempeste di ghiaccio con chicchi grandi quanto un pugno.

    I cambiamenti climatici. All’origine delle violenta turbolen za in cui sarebbe trovato l’Airbus ci sarebbero i cambiamenti climatici. Tra i sostenitori dell’ipotesi c’è il cli matologo Franco Prodi.

    I segnali di avaria. Prima di scomparire l’aereo ha in viato sei messaggi automatici di ava ria: guasto agli impianti elettrici che governano i comandi, velocità oriz zontale e verticale irregolari, sgancia mento del pilota automatico, forte depressurizzazione, guasto della piat taforma inerziale (il sistema di orien tamento) e dell’orizzonte artificiale. Avarie reali, causate da eventi ester ni o da un collasso informatico?

    La velocità errata. L’Airbus procedeva con una veloci tà errata: i messaggi automatici invia ti dal velivolo, dice l’ufficio d’inchie sta Bea, rivelano «incongruenze nel le diverse velocità misurate». Airbus ieri ha inviato una raccomandazione a tutti i suoi clienti sulle procedure da seguire in caso di incoerenza di ri levazione nelle velocità.

    Il precedente della Qantas. Lo scorso 7 ottobre un Airbus 330 della Qantas (stesso modello) ha su bito una picchiata di 2.000 metri: feri te 40 persone. L’inchiesta dell’avia zione civile australiana ha attribuito la causa a un collasso del sistema in formatico che ha portato allo sgancia mento del pilota automatico, alla pic chiata (due) e a un atterraggio di emergenza (altri due episodi il 12 set­tembre 2006 e il 27 dicembre 2008). Da più parti (università del Massa chusetts, air-accident.com, lo studio legale londinese Stewarts Law) i due incidenti sono da ricollegare. Ma Air bus nega analogie: «I due sistemi di navigazione sono diversi».

    L’errore umano. Perché il comandante non ha evi tato la forte turbolenza (un aereo sul la stessa rotta ha deviato di 60 km)? L’ha forse sorvolata? E in caso di ava ria, l’emergenza è stata così grave da non essere controllata? In risposta a queste domande è stato ipotizzato anche l’errore umano.

    Esplosione o «buco». I segnali automatici di avaria, in particolare quello di depressurizza zione e la mancanza di resti, fa pensa re a un’esplosione in volo. Parziale (un cedimento strutturale? un buco nella fusoliera?) o totale. Un pilota Air Comet sulla rotta Lima-Madrid ha detto di aver visto un «lampo in tenso di luce bianca». Ma se c’è stata esplosione totale, perché quei mes saggi di avaria?

    «Ustica 2». Collegata all’ipotesi dell’esplosio ne in volo c’è quella secondo la quale l’Airbus 330 potrebbe essere stato colpito da un missile. «È sparito nel nulla. Una vicenda misteriosa che rassomiglia moltissimo a quanto ac cadde al Dc 9 dell’Itavia al largo di Ustica», ha detto il giudice Rosario Priore.

    Attentato terroristico.Secondo il governo francese «non è esclusa l’ipotesi dell’attentato terro­ristico »: «Non vi è alcun elemento o pista, ma l’inchiesta in corso non lo ha mai escluso». Finora nessuna ri vendicazione.

    Le altre tesi .In alcuni siti si ipotizza che i co mandi possano essere impazziti a causa di forti campi elettromagneti ci, come quelli emessi dalla stazione navale Harold E. Holt, finiti «sotto ac cusa » per gli incidenti alla Qantas. Ipotizzati anche misteri da Triangolo delle Bermuda e incontri ravvicinati con oggetti volanti non identificati.

    Alessandra Mangiarotti

    http://www.corriere.it/cronache/09_giugno_06/aereo_cause_mangiarotti_d223e28c-5268-11de-9c0a-00144f02aabc.shtml


    #9437
    zret
    Partecipante

    Se fossero stai dei campi elettromagnetici generati da qualche stazione HAARP?


    #9440
    marì
    Bloccato

    lo rende noto il portavoce dell'aeronautica brasiliana, il colonnello Jorge Amaral

    [size=18]Disastro dell'Airbus 330
    «Recuperati due corpi»

    Apparterrebbero a due dei 228 passeggeri dell'Airbus dell'Air France precipitato nell'Oceano Atlantico

    RECIFE – Sono stati recuperati i corpi di due dei 228 passeggeri dell'Airbus dell'Air France scomparso sull'Oceano Atlantico nella notte tra domenica e lunedì. Lo ha reso noto il portavoce dell'aeronautica brasiliana, il colonnello Jorge Amaral, dando notizia anche del ritrovamento di alcuni rottami. «Questa mattina, alle 8.14 (le 13.14 in Italia), abbiamo avuto la conferma del recupero nell’acqua di rottami e corpi che appartenevano al volo dell’Air France», ha detto Amaral durante una conferenza stampa a Recife.

    «DUE UOMINI»
    – I cadaveri recuperati in mare sono quelli di due uomini, secondo quanto riferito a Globo News Marco Tulio Moreno, familiare di uno dei passeggeri dell'Airbus dell'Air France, precisando che durante le ricerche nell'Atlantico sono stati trovati anche una valigia di cuoio e uno zaino.

    06 giugno 2009
    http://www.corriere.it/esteri/09_giugno_06/airbus_recuperati_corpi_d6564b1e-52b9-11de-9c0a-00144f02aabc.shtml


    #9422
    marì
    Bloccato

    Il Brasile annuncia che sono vittime del volo Air France inabissato una settimana fa
    Ripescati anche alcuni rottami. Svelati particolari degli ultimi minuti di volo
    [size=18]Disastro A330, recuperati due corpi
    Registrati 24 messaggi di anomalie

    L'ipotesi di un attentato compiuto con una bomba “non esclusa al 100%”, ma “non molto coerente”

    PARIGI – Recuperati due corpi al largo dell'Atlantico. Sono i cadaveri di due uomini, passeggeri del volo AF447, l'Airbus della Air France scomparso una settimana fa sull'Oceano con a bordo 228 persone tra cui 10 italiani. Lo rende noto il portavoce dell'aeronautica brasiliana, colonnello Jorge Amaral. “Questa mattina – ha detto Amaral durante una conferenza stampa a Recife – alle 8.14 (le 13.14 in Italia), abbiamo avuto la conferma del recupero nell'acqua di rottami e corpi che appartenevano al volo 447 dell'Air France”. Repescati a circa 900 chilometri dall'arcipelago Fernando de Noronha, anche un sedile azzurro per aerei, una valigia di cuoio, uno zaino ed un biglietto del volo.

    Intanto il direttore dell'Ufficio inchieste e analisi sull'incidente (BEA), Paul-Louis Arslanian, svela che l'Airbus, aveva inviato in totale 24 messaggi automatici di anomalie durante l'ultima parte del suo volo. I messaggi di anomalie sono stati inviati in meno di cinque minuti, fra le 2.10 (ora in cui è partito l'ultimo con la posizione di volo) e le 2.14. Uno riguardava il pilota automatico.

    Arslanian ha aggiunto che non c'è alcuna garanzia che il trasmettitore delle scatole nere dell'apparecchio sia rimasto attaccato ai registratori: “Può essersi staccato”. E se è così, sarà impossibile recuperarle e conoscere con esattezza gli ultimi minuti di volo. Inoltre i segnali inviati dal volo Air France 447 prima che sparisse dagli schermi radar indicano che il pilota automatico dell'Airbus non era inserito. Tuttavia, ha precisato Arslanian, al momento non è chiaro se fosse stato disinserito dai piloti o se invece avesse smesso di funzionare a causa di una serie di letture contrastanti dei dati sulla velocità dell'aereo.

    Il direttore del Bea ha anche confermato che “non è esclusa al 100%” l'ipotesi che a causare il disastro sia stata una bomba, “anche se “non è molto coerente” con gli elementi a disposizione degli inquirenti. “In realtà sarebbe davvero sorprendente”, ha proseguito, “ma ciò non significa che è escluso al 100%”.

    Nella stessa conferenza stampa, il vicedirettore generale di Meteo France Alain Ratier ha spiegato che “nulla indica” che il volo Air France abbia incontrato sulla sua rotta “una massa temporalesca di eccezionale intensità ” per il mese di giugno.

    Meteo France ha notato la presenza di un “cumulonembe potente” (una nube a sviluppo verticale, ndr), che tuttavia “era già in fase di decrescita” prima che l'aereo raggiungesse la zona prevista per il suo passaggio. Ma non si può affermare il carattere eccezionale” delle condizioni meteo nella zona. Anzi, ha aggiunto il meteorologo, l'attività temporalesca sulle coste africane, ad esempio, era in quel momento decisamente più accentuata.

    Nella conferenza stampa è stato inoltre detto che l'Airbus intende sostituire le sonde di rilevamento della velocità sugli A330, a seguito di numerose anomalie.

    (6 giugno 2009)
    http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/esteri/aereo-brasile/messaggi-errore/messaggi-errore.html


    #9441
    marì
    Bloccato

    Sono cinque i cadaveri finora recuperati, altri sono stati avvistati
    Sul volo dell'Air France inabissatosi nell'Atlantico c'ernao 228 persone

    Disastro Airbus, trovati altri tre corpi
    Proseguono le ricerche delle scatole nere

    L'inchiesta francese si concentra sui sensori di velocità dell'A330

    SAN PAOLO – Altri tre corpi sono stati recuperati e altri avvistati dai mezzi di ricerca dell'A330 precipitato lunedì scorso nell'oceano Atlantico. Lo ha reso noto un portavoce militare brasiliano. Ieri erano stati recuperati i cadaveri di due delle vittime della sciagura. A bordo dell'Airbus Air France in volo da Rio de Janeiro a Parigi c'erano 228 persone, tra le quali dieci italiani.

    “Altri tre corpi sono stati recuperati questa mattina”, ha dichiarato il portavoce delle forze aeree brasiliane, tenente colonnello Henry Munhoz. “Non vi è alcun dubbio che i cadaveri e i rottami recuperati provengono dall'aereo”, ha aggiunto precisando che altri corpi sono stati avvistati e che oggi le condizioni meteo nella zona sono “sfavorevoli”. Poi, senza scendere nei dettagli, ha detto che sono stati trovati anche altri bagagli appartenenti ai passeggeri del volo dell'Air France.

    I cinque corpi recuperati finora sono a bordo di una fregata brasiliana che è in rotta verso l'arcipelago di Fernando de Noronha, a poco più di 800 chilometri dal luogo in cui è preciptato l'Airbus.

    Dopo cinque giorni di ricerche vane, l'esercito brasiliano ieri ha annunciato di aver ritrovato due cadaveri di uomini e resti dell'aereo. Tra gli oggetti ritrovati anche una poltrona blu del velivolo con un numero di serie e uno zaino contenente un computer e un biglietto del volo il cui numero corrisponde a quello di un passeggero dell'Af 447.

    Il ritrovamento è avvenuto a 640 chilometri a nord-est dell'arcipelago di Fernando de Noronha, sulla costa settentrionale del brasile. Alle ricerche partecipano 14 aerei e diverse imbarcazioni. La speranza è di poter recuperare elementi, e soprattutto le scatole nere, che possano aiutare a ricostruire le cause del disastro.

    Da Parigi intanto il sottosegretario ai Trasporti Dominique Bussereau ha indicato che l'inchiesta si sta concentrando sul cattivo funzionamento dei sensori che misurano la velocità: “E' l'unico elemento che hanno gli investigatori in questo momento”. “Ci sono state situazioni su Airbus, e forse anche su altri velivoli, in cui questi tubi non hanno più indicato la velocità perché entrati in un'area umida di bassa pressione, un'area di turbolenza” ha detto Bussereau.

    (7 giugno 2009)

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    le foto
    http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/corpi-ritrovati-aereo/1.html

    IL RACCONTO

    Due corpi e uno zaino
    I misteri del volo 447

    di GABRIELE ROMAGNOLI

    HANNO trovato due corpi, un sedile azzurro, una valigia di cuoio, uno zaino contenente i biglietti con partenza Rio e destinazione Ignoto, ma non ancora una spiegazione. Che cosa è successo al volo AF 447? Che cosa ci insegna il suo tragitto dalla città brasiliana al nulla? Per rispondere proviamo a ripercorrerlo.

    L'aereo lascia la pista in condizioni apparentemente normali. Trasporta il consueto carico di vite umane, compresi gli inevitabili passeggeri che non avrebbero dovuto esserci e invece ci sono, al posto di altri che hanno perduto l'aereo e conservato la vita per uno scarto di quel concetto esposto sui tabelloni degli aeroporti sudamericani, laddove alla voce destinazione compare “destino”. Niente fa ritenere che sarà un viaggio tempestoso: come si verificherà poi, le condizioni meteorologiche sulla rotta non saranno fuori dalla norma. Le hostess si affannano a eseguire la danza rituale delle istruzioni in caso di incidente. In centinaia di voli effettuati non le ho mai ascoltate una volta. Una voce dentro di me diceva: “Un giorno rimpiangerai questa distrazione”.

    Ora so per certo che non sarà così: che tutta quella pantomima di giubbotti da gonfiare e maschere da indossare è solo una recita per far credere che esista una seconda possibilità, che chi cade possa risorgere. AF 447 cancella le illusioni. Sul fiume Hudson puoi posarti, sull'oceano solo schiantarti. È una legge: più sali e più ti fai male cadendo. Il giubbotto salvagente è un cerotto mentale, che tuttavia i passeggeri si applicano al decollo. Superato quello, tirano un sospiro di sollievo.

    AF 447 abbatte un altro luogo comune: che decollo e atterraggio siano i veri momenti problematici. In mezzo, nulla o quasi può accadere. Salvo che, scopriamo, può accadere tutto. Due giorni fa un noto regista che aveva appena imparato a dominare la paura del volo mi diceva preoccupato: “Credevo di avere il quadro completo delle iatture, guardavo perfino fuori dal finestrino per assicurarmi che non ci fossero papere impazzite che s'infilavano nei motori. Poi mi rasserenavo. Qui son venute fuori altre decine di possibili problemi che non conoscevo”.

    Finito questo articolo andrò a cena da un cuoco in partenza per New York: ha voluto salutare tutti gli amici in caso di disgrazia. AF 447 ha aumentato in modo esponenziale il timore di quel che può accadere in volo. Attenzione: di quel che può accadere, non di quel che accadrà. L'aereo rimane più sicuro di altri mezzi di trasporto, è noto, ma quel che ci spaventa è l'ignoto e quel volo ne ha aperto la porta. È lì che è andato a finire?

    Come? Che cosa è successo sopra l'oceano? Non lo sappiamo e forse non lo sapremo mai. Quel che sappiamo ora è un sacco di cose che non sapevamo prima. Un elenco di possibili cause fatali. Un fulmine? Può bastare un fulmine a far esplodere una fusoliera? Dio o chi per lui gioca ai videogame? Si può precipitare per eccesso di velocità? O per velocità eccessivamente ridotta? Dobbiamo preoccuparci per la presenza di “cumulonembi particolarmente potenti, benché in fase decrescente”? Il pilota automatico può entrare in sciopero come un qualsiasi comandante affiliato a una delle sigle che non hanno firmato l'accordo Cai? Le scatole nere (l'ultimo feticcio che ci era rimasto sulla strada sbarrata che porta a una qualunque verità) possono staccarsi come ventose male attaccate al parabrezza? Con tutti i controlli di sicurezza negli aeroporti, le scarpe e le cinture nell'apposita vaschetta, i personal computer estratti dalla sacca e separatamente passati ai raggi X, è ancora ipotizzabile una bomba a bordo? Da parte di chi? Non necessariamente barbudos col corano? Anche indipendentisti corsi in vacanza di fine stagione a Ipanema?

    Ma soprattutto sappiamo che le presunte autorità non sono affatto autorevoli. Che davanti al disastro additano il primo colpevole. Se non regge, avanti un altro. Al limite, avanti tutti: 24 anomalie segnalate in 5 minuti, tutte possibili. Possibili? AF 447 era un aereo o un discorso di George W. Bush? Si cerca di sdrammatizzare per limitare la fatica di camminare perennemente sul filo dello sdegno. Quando affondò il traghetto Moby Prince l'allora ministro della Marina mercantile Carlo Vizzini si presentò a Livorno e disse che era stata colpa della nebbia e che i soccorsi erano arrivati subito. Poi si scoprì che il cielo era terso e un sopravvissuto aveva atteso quasi un'ora sul ponte in fiamme. Ma quello era un ministro del psdi, un accidente della storia di cui conserviamo più onta che memoria.

    Qui vediamo arrivare distinti esperti aeronautici, dirigenti della compagnia aerea che ha un piede e presto due in quella italiana e che la latitanza di Fiumicino e Malpensa ci costringe a prendere per tre voli intercontinantali su quattro. Come dei Vizzini qualsiasi li sentiamo dire: “Pioveva”, “Anzi no”, “Escludiamo la bomba”, “Ma non del tutto”. E dov'è finito, al netto di due corpi, un sedile e due bagagli, AF 447? Che cosa lo ha fatto sparire dai radar e dalla logica? Fino al ritrovamento di ieri sera abbiamo sperato. In che cosa? In quel che si ammette quando tutte le argomentazioni ammissibili sono cadute, la scienza fa l'occhiolino a una forma laica di fede e noi cerchiamo, riuscendoci, di sentirci meno soli.

    Terminato di scrivere l'equazione che sta alla base della teoria della relatività Einstein depose la penna e sorrise. Non aggiunse altro, ma aveva aperto una porta. Oltre la soglia c'era il multiverso, l'insieme di universi paralleli a quello nel quale ci troviamo, potenzialmente infiniti, talora interagenti. Quella soglia è stata spesso varcata: da Alice attraversando uno specchio, dai ragazzini della saga di Narnja entrando in un armadio, dai personaggi di Borges, dalla frustrazione del Candido di Voltaire (“Se questo è il migliore dei mondi possibili, allora dove sono gli altri?”).

    Nel curioso film “Donnie Darko” il viaggio nel multiverso comincia con la caduta di parti di aereo su una casa nel cuore dell'America. Scartate le 24 anomalie simultanee, la “nebbia di Vizzini”, i terroristi corsi, il “potente cumulonembo” e volendosi dare una spiegazione consolatoria, questa, sentite le altre, era diventata non meno plausibile. Perché no? Si è aperta una finestra spazio-temporale e AF 447 ci si è infilato dentro. Se gli universi paralleli sono infiniti c'è questo in cui l'Airbus scompare nel nulla, ce n'è uno per ogni anomalia e ce n'è uno dove continua a volare, il comandante è saldo alla cloche, il pilota automatico squittisce segnalando a regolari intervalli la sua efficienza, il cielo è limpido, le hostess distribuiscono bevande e rassicurazioni: “In caso di turbolenza, allacciate le cinture e slacciate la logica. Andrà tutto bene, abbiamo infinite possibilità”.

    Ma quei ritrovamenti a 900 chilometri dall'arcipelago Fernando de Noronha ci costringono a un altro brusco atterraggio. O i corpi ritrovati appartengono agli unici due passeggeri scettici a bordo, per i quali la finestra si è chiusa, o siamo tutti condannati a restare in questo universo, unico e largamente imperfetto, dove qualsiasi cosa può accadere senza che nessuno ce ne dia conto, i governanti mentono sapendo di farlo, gli esperti sparano nel mucchio delle evenienze sperando di azzeccare quella giusta, le scatole della verità sono vuote e chiunque ci dica che esiste una via d'uscita è solo una signorina soave, ma soprattutto pagata per farlo.

    (7 giugno 2009)

    http://www.repubblica.it/

    Sapremo mai la verita'? 🙁


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