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Questo argomento contiene 107 risposte, ha 18 partecipanti, ed è stato aggiornato da  ezechiele 10 anni, 9 mesi fa.

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  • #118571
    NEGUE72
    NEGUE72
    Partecipante

    chi mi vuole aggiungere come amico su facebook basta cercare IVAN SURICO
    ..grazie.


    #118572

    deg
    Partecipante

    Ho dato un'occhiata.
    Abbiamo degli utenti con una doppia vita!!! 😀
    Per ora sembra un grupetto simpatico ma forse ancora non molto attivo. Auguri anche a loro! :si:

    Per Mesk: hai ragione. Quando mi sono iscritta, l'anno scorso, su richiesta di un'amica francese, non sapevo nemmeno cosa implicava l'iscrizione, non avevo informazioni in merito, in quanto qui non andava ancora di moda. E l'ho lasciato lì, dormiente.
    ………… Poi mi hanno richiamata ……. anche dall'Italia :hihi:


    #118573
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    [quote1230890324=deg]Per Mesk: hai ragione. Quando mi sono iscritta, l'anno scorso, su richiesta di un'amica francese, non sapevo nemmeno cosa implicava l'iscrizione, non avevo informazioni in merito, in quanto qui non andava ancora di moda. E l'ho lasciato lì, dormiente.
    ………… Poi mi hanno richiamata ……. anche dall'Italia :hihi:
    [/quote1230890324]

    Non è così, secondo me. I contratti sono tali fino a quando c'e' una firma scritta o digitale.

    Fino ad allora puoi sempre richiedere a facebook di rimuovere tutto quanto concerne il tuo account perchè tu non lo hai mai autorizzato e quello che l'ha fatto per te era un folle che ti aveva carpito via web tutto, compreso le password email.


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #118574

    meskalito
    Partecipante

    Ci credi pas se ti dico che una volta immessi i dati personali (anagrafici gusti personali e quant'altro) in nessun modo puoi richiedere la cancellazione totale?

    Al massimo ti cancellano l'account,ma i dati rimangono in loro possesso e disponibili per essere usati come meglio credono.

    In parole povere, qualora decideste di rimuovere il vostro contenuto (ma tanto i vostri “cloni” restano lì tra gli album degli amici), lo potete sicuramente fare, ma… accettate al tempo stesso che FB trattenga copie dello stesso. Voi rimanete senz’altro proprietari di ciò che avete inserito personalmente (se davvero ne detenete il diritto naturalmente), ma in ogni caso la facoltà per FB di continuare ad avere nel proprio database quegli stessi dati, anche se lungi da rivendicarne il possesso, permane.


    #118575

    meskalito
    Partecipante

    Etleboro

    29.12.2008 – Facebook e il mondo degli inutili

    Nato come social-network destinato a riprendere i contatti con i propri amici, ben presto Facebook è diventato un ossessivo fenomeno di massa. Dimenticando ogni preoccupazione sulla possibile violazione della propria privacy, la popolazione di Facebook è divenuto il gruppo di campionamento ideale per ogni società di ricerche di mercato, in quanto a titolo totalmente gratuito si ha accesso ad una massa di dati senza alcun limite.
    (avatar)

    Il fenomeno “Facebook” è divenuto ormai una moda ossessiva, trasformandosi da un social-network ad un’anagrafe elettronica senza essere sottoposta ad alcuna normativa internazionale o nazionale. Entrare a far parte del sistema “Facebook” è una routine, mentre scambiarsi i dati della propria identità elettronica è oramai una regola non scritta, quasi obbligatoria, e non avere dati registrati equivale ad essere considerati come asociali e disadattati nella società. Facebook è l’immagine più triste di una società che non riesce a comunicare, che riduce le persone a filtrare i contatti esterni attraverso una chat globale, a parlare attraverso una piattaforma. È divenuto un giornale telematico in cui le persone sono ormai completamente ipnotizzate dai meccanismi e dai labirinti di un sistema che ha alla base delle grandi falsità. Studenti, dipendenti e professionisti restano incollati per ore alla loro pagina di Facebook per aspettare messaggi e e-mail da amici e colleghi, scrivendo ogni banalità che in quel momento pensano, partecipando agli eventi e creando gruppi di discussione. Assistiamo alla formazione di “stanze” che seguono eventi spesso di una degradante inutilità, ma anche di bande virtuali che inscenano una guerra tra di loro per il “controllo del territorio”, insomma una serie di stratagemmi che hanno come scopo quello di fare degli utenti dei “ricettori di informazioni sempre accesi”. Non è assolutamente esagerato dire che questo tipo di rete crea una sorta di dipendenza in chi lo utilizza, al punto che sono già tante le amministrazioni che hanno deciso inserire il sito di Facebook nelle block list, perché la maggior parte dei dipendenti perdono il loro tempo a scrivere i loro “stati d’animo” o ad inserire le proprie foto.

    Nei fatti, i creatori di Facebook sono riusciti a manipolare le masse ottenendo un controllo totale e un accesso ad una base di dati infinito completamente gratuito. Nessuno era infatti riuscito, sino ad oggi, a creare una chat on-line in cui le persone scrivessero i loro veri dati, in quanto vi è sempre l’istinto a proteggere le proprie informazioni e tutto ciò che riguardi la propria identità. Le società che fanno ricerche di mercato sanno benissimo che le fasi più difficili – nonché le più costose – sono quelle che riguardano il campionamento della popolazione, in quanto le persone sono restie a comunicare i propri dati per partecipare a dei sondaggi, e molto spesso tendono a mentire suggestionati dalla paura della violazione della propria privacy. Al contrario Facebook, sulla falsa riga dell’obiettivo di incontrare o conoscere degli amici, ha spinto le persone ad inserire dati reali, e non solo le proprie generalità, ma anche i propri interessi, i propri gusti musicali, film preferiti, sport abituali, hobbies, ed ogni altra informazione da condividere con i propri amici e l’universo “FB”. Stranamente, immersi in questa bolgia di utenti mitomani, le persone perdono ogni freno inibitore, e mettono a nudo la propria persona, dimenticando ogni preoccupazione sulla possibile violazione della propria privacy. La popolazione di Facebook è diventata, in questo modo, il gruppo di campionamento ideale per ogni società di ricerche di mercato, in quanto a titolo totalmente gratuito hanno accesso ad una massa di dati che può essere ritenuta attendibile e veritiera. Per ogni città sono inseriti dati per un insieme di persone che può essere ritenuto un campione rappresentativo della popolazione, per un’età compresa tra il 15 e i 40 anni, ossia la fascia di consumatori più ambita.

    È ovvio che una piattaforma di questo tipo si presta facilmente a divenire un mercato che può essere sfruttato commercialmente sotto ogni punto di vista. Dopo che il “censimento” virtuale potrà dirsi completato, inizierà la campagna promozionale di prodotti, servizi, sondaggi, campagna elettorali, che in quel contesto saranno sempre ben accetti, essendo una fascia di consumatori che, per definizione, sono predisposti ad interfacciarsi con tali sistemi. Dunque, se inizialmente poteva sempre un social network di utilità collettiva, in realtà è divenuto uno strumento di grande degrado umano. Viaggiando in questa intranet, ci accorgiamo che ha dato vita ad un nuovo settarismo cibernetico, dove i giovani raccontano ogni cosa di loro stessi, si scambiano messaggi, tutto questo nell’orario di lavoro. Le comunità virtuali sono state spesso manipolate per scagliare messaggi di razzismo, per insultare altre etnie, creando delle forti divisioni nei fatti, e il primo contrasto è proprio tra “utenti di facebook” e “non utenti di facebook”, ossia tra il campione da classificare e quello che non viene classificato. Prende forma quello che abbiamo chiamato dimensione degli “internetiani”, che hanno un proprio linguaggio e un loro modo di essere che supera l’ordinamento e la legislazione degli Stati e delle istituzioni di diritto internazionale. E’ davvero sorprendente come questa mania planetaria abbia infettato come un virus il mondo dei sognatori, che sperano di trovare la soluzione ai loro problemi costruendosi una vita artificiale, una doppia o tripla identità. Ecco i risultati di un lavaggio di cervello di massa, in cui scompaiono ogni remora ed ogni ostacolo alla violazione dei dati personali, perpetuando un’appropriazione indebita a fronte della concessione dell’accesso ad un paradiso virtuale. C’è da chiedersi invece quali sono le società che hanno creato “Facebook” e per quale motivo offrono un servizio che ha drogato le persone? E’ ovvio che dietro un sito che può sembrare di intrattenimento, si nascondono delle entità che hanno affinato così bene questi strumenti per chiuderci definitivamente in una bottiglia senza via di fuga.

    http://italia.etleboro.com/?read=16588


    #118576
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    [quote1230891698=mesKalito]
    Ci credi pas se ti dico che una volta immessi i dati personali (anagrafici gusti personali e quant'altro) in nessun modo puoi richiedere la cancellazione totale?

    Al massimo ti cancellano l'account,ma i dati rimangono in loro possesso e disponibili per essere usati come meglio credono.

    In parole povere, qualora decideste di rimuovere il vostro contenuto (ma tanto i vostri “cloni” restano lì tra gli album degli amici), lo potete sicuramente fare, ma… accettate al tempo stesso che FB trattenga copie dello stesso. Voi rimanete senz’altro proprietari di ciò che avete inserito personalmente (se davvero ne detenete il diritto naturalmente), ma in ogni caso la facoltà per FB di continuare ad avere nel proprio database quegli stessi dati, anche se lungi da rivendicarne il possesso, permane.

    [/quote1230891698]

    Certo che lo so, ma se io oggi creo un account fasullo e dichiaro al mondo che Sono il tal tizio famoso etc etc e ci metto dati veri (del tizio) e poi il vero tizio cita Facebook per danni, questi devono cancellare, lo sai…


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #118577

    meskalito
    Partecipante

    Certo,hai ragione. 🙂

    Parlavo dell'uso classico che si fà di facebook,e cmq gli articoli sono ovviamente indirizzati sui milioni di utenti zombie che lo usano e sò (spero) che i nostri utenti siano un pochino più sgamati.


    #118578
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    [quote1230892717=mesKalito]
    Certo,hai ragione. 🙂

    Parlavo dell'uso classico che si fà di facebook,e cmq gli articoli sono ovviamente indirizzati sui milioni di utenti zombie che lo usano e sò (spero) che i nostri utenti siano un pochino più sgamati.
    [/quote1230892717]

    Lo so, io ho voluto solo dire che se voglio far cancellare (forzare) tutto quanto concerne me, so il metodo per farlo…. questo è valido sempre e fino a quando io non firmo su carta il contratto o via firma digitale ,)


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #118579

    ezechiele
    Partecipante

    boh, a parte i problemi di privacy (che io, fra l'altro, essendo un pefetto sconosciuto non ho) … trovo che sia un contenitore…..

    certo, c'e' la reclame…. ma anche posti virtuosi come AG – vediamo bene – deve cedere un minimo alla logica commerciale se vuole autofinanziarsi……

    poi ho avuto occasione di ritrovare persone che NON AVREI MAI DETTO!!! …. boh, non sono abituato a giudicare per pregiudizio…. prima mi ci rotolo un po in mezzo e poi vi dico…..


    #118580

    ezechiele
    Partecipante

    per non parlare della possibilità di parlare con i propri “beniamini” ….. per esempio david icke e' fu feisbuk…. ora provo a vedere se qualcuno parla di scie chimiche….. che stamattina a zena letteralmente stan dando il bianco….


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