Amore Incondizionato e Spiritualità

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  • This topic has 11 partecipanti and 62 risposte.
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    Articoli
  • #40610
    Omega
    Partecipante

    . . . Per me, tutto il post iniziale è molto significativo, considerazioni giuste.

    Rispondo solo a questo:
    [quote1225653233=giusparsifal]
    E se io traggo piacere nel far tutto questo, è ancora valido l'esempio?
    [/quote1225653233]
    Dipende se il piacere deriva dal far stare meglio gli altri o dal aver compiuto il dovere, poiché il vero amore non può essere dovere né obbligo. Se preferisci vedere gli altri più felici di te stesso quindi agisci di conseguenza, allora quello è certamente l'amore incondizionato; se invece fai qualcosa in funzione della tua felicità (seppur aiutando il prossimo), quello è soltanto “amore” umano, troppo umano – quindi piuttosto parziale. Un altro esempio del vero amore è amare i nostri “nemici” più di quanto abbiamo amato gli amici. Un altro esempio ancora è aiutare il prossimo quando stiamo tristi o stiamo male, non solo quando siamo allegri e ci sentiamo bene, in ottima salute. Se il nostro agire dipende dalle circostanze, non è amore incondizionato. Se ne è totalmente indipendente, è vero amore. Conta l'intenzione, l'Essere (a volte l'inconscio) non tanto l'azione e l'interpretazione mentale dell'evento. Per vedere le nostre intenzioni allinearsi all'ordine cosmico e la “perfezione del Padre”, ci vuole una Trasformazione definitiva e permanente dell'Essere, quindi una specie di “Percorso Interiore Consapevole”. Quando D-o nella Bibbia pare arrabbiarsi ciò non vuol dire che ha dimenticato ad amare, ma questa seconda azione completa l'amore stesso essendo la Giustizia l'altra faccia dell'amore incondizionato. Senza la Giustizia non esiste l'Amore e senza l'Amore non esiste la Giustizia. Il vero Amore non significa il permissivismo ma vuol dire accogliere chiunque nonostante la conoscenza approfondita dell'Errore quindi una tendenza all'Equilibrio, Saggezza. Anzi, “arrabbiarsi” con Coscienza (che sarebbe la rappresentazione sacra della Verità, tipo Tragedia Greca) permette all'Errante che abbiamo amato di auto correggersi e (ri)trovare la strada verso la Casa, l'Origine, l'Essenza. La vera manifestazione della mancanza di Amore è al contrario l'indifferenza, non la necessaria educazione e istruzione di coloro che non sanno, che hanno dimenticato di sapere o che fanno finta di non sapere. Sul fatto che potesse essere una trappola, ti dò ragione se l'insegnamento in questione viene proclamato da incompetenti e viene rivolto “alle masse” che non desiderano mettersi in duscussione. D'altronde ogni religione è al contempo un incalcolabile danno per lo Spirito e un grande vantaggio per lo Spirito a seconda della comprensione dell'individuo. Coloro che dai pulpiti predicano l'amore incondizionato spesso non sono stati in grado di amare nemmeno se stessi – e non è pensabile amare gli altri senza Ri-Conoscere l'immortalità del proprio Essere, quello che noi realmente siamo senza, in assenza della “Persona”, la Maschera Sociale che portiamo per apparire come ci hanno voluto forgiare i preti di turno.


    #40611
    Pyriel
    Bloccato

    Il Cielo finalmente tuona.


    #40612
    deg
    Partecipante

    [quote1225658350=Omega]
    . . . Per me, tutto il post iniziale è molto significativo, considerazioni giuste.

    Rispondo solo a questo:
    [quote1225653233=giusparsifal]
    E se io traggo piacere nel far tutto questo, è ancora valido l'esempio?
    [/quote1225653233]
    Dipende se il piacere deriva dal far stare meglio gli altri o dal aver compiuto il dovere, poiché il vero amore non può essere dovere né obbligo. Se preferisci vedere gli altri più felici di te stesso quindi agisci di conseguenza, allora quello è certamente l'amore incondizionato; se invece fai qualcosa in funzione della tua felicità (seppur aiutando il prossimo), quello è soltanto “amore” umano, troppo umano – quindi piuttosto parziale. Un altro esempio del vero amore è amare i nostri “nemici” più di quanto abbiamo amato gli amici. Un altro esempio ancora è aiutare il prossimo quando stiamo tristi o stiamo male, non solo quando siamo allegri e ci sentiamo bene, in ottima salute. Se il nostro agire dipende dalle circostanze, non è amore incondizionato. Se ne è totalmente indipendente, è vero amore. Conta l'intenzione, l'Essere (a volte l'inconscio) non tanto l'azione e l'interpretazione mentale dell'evento. Per vedere le nostre intenzioni allinearsi all'ordine cosmico e la “perfezione del Padre”, ci vuole una Trasformazione definitiva e permanente dell'Essere, quindi una specie di “Percorso Interiore Consapevole”. Quando D-o nella Bibbia pare arrabbiarsi ciò non vuol dire che ha dimenticato ad amare, ma questa seconda azione completa l'amore stesso essendo la Giustizia l'altra faccia dell'amore incondizionato. Senza la Giustizia non esiste l'Amore e senza l'Amore non esiste la Giustizia. Il vero Amore non significa il permissivismo ma vuol dire accogliere chiunque nonostante la conoscenza approfondita dell'Errore quindi una tendenza all'Equilibrio, Saggezza. Anzi, “arrabbiarsi” con Coscienza (che sarebbe la rappresentazione sacra della Verità, tipo Tragedia Greca) permette all'Errante che abbiamo amato di auto correggersi e (ri)trovare la strada verso la Casa, l'Origine, l'Essenza. La vera manifestazione della mancanza di Amore è al contrario l'indifferenza, non la necessaria educazione e istruzione di coloro che non sanno, che hanno dimenticato di sapere o che fanno finta di non sapere. Sul fatto che potesse essere una trappola, ti dò ragione se l'insegnamento in questione viene proclamato da incompetenti e viene rivolto “alle masse” che non desiderano mettersi in duscussione. D'altronde ogni religione è al contempo un incalcolabile danno per lo Spirito e un grande vantaggio per lo Spirito a seconda della comprensione dell'individuo. Coloro che dai pulpiti predicano l'amore incondizionato spesso non sono stati in grado di amare nemmeno se stessi – e non è pensabile amare gli altri senza Ri-Conoscere l'immortalità del proprio Essere, quello che noi realmente siamo senza, in assenza della “Persona”, la Maschera Sociale che portiamo per apparire come ci hanno voluto forgiare i preti di turno.
    [/quote1225658350]
    Ho riflettuto spesso a questo aspetto sottolineato da Gius, dell'aver piacere a far star bene gli altri.

    Prendevo spesso come esempio Madre Teresa di Calcutta, ragionando sul fatto che per lei, aiutare gli altri era certamente una soddisfazione, mai raggiunta completamente ma sempre inseguita, alimentata dal piacere di veder nascere sorrisi o espressioni di sollievo, di serenità ritrovata, sui visi delle persone aiutate.

    E' giusto provare piacere? L'abnegazione, il sacrificio, valorizzati dalla chiesa, sono indispensabili?

    Non penso. Non c'è niente di male a essere ripagati nel vedere la felicità altrui. L'energia positiva rispecchiata da chi sta meglio, ricarica anche chi ha dato e a sua volta riceve.

    Per vivere in mezzo alla miseria umana bisogna pure trovare qualche riscontro, pena farsi vincere dalla tristezza. E una persona triste è vuota di energia, e la sua opera è meno efficace secondo me, di chi è più appagato.

    Avendo lavorato nell'ambito dei disagiati psico-sociali posso dire con certezza che la pietà lagnosa che provano certe persone nei confronti di chi è meno fortunato è assolutamente controproducente: per aiutare davvero, bisogna essere forti, senza troppi sentimentalismi inutili, efficaci, e felici di dare gioia.

    Bisogna lasciarsi meravigliare dalle piccolezze della vita, quei momenti di gioia non programmata, che nascono da uno sguardo, un gesto d'intesa, una risata, un sospiro di sollievo.

    Non è necessario voler a tutti i costi che gli altri siano più felici di te. Basta che siano felici insieme a te.

    E regalare sorrisi a tutto spiano!


    #40613
    Pyriel
    Bloccato

    Ciao Deg, sai qual'è il male peggiore del mondo? C'è gente
    che cura i morti e uccide i Vivi.


    #40614
    deg
    Partecipante

    [quote1225660531=Pyriel]
    Ciao Deg, sai qual'è il male peggiore del mondo? C'è gente
    che cura i morti e uccide i Vivi.
    [/quote1225660531]

    Se curi tutti non puoi sbagliare, giusto?


    #40615
    Pyriel
    Bloccato

    Chi cura i morti perde il suo tempo e non può curare i Vivi.


    #40616
    Omega
    Partecipante

    [quote1225661405=m.degournay]
    Se curi tutti non puoi sbagliare, giusto?

    [/quote1225661405]
    L'umano non ha mai avuto il tempo per Tutti quindi ha scelto i casi più facili.


    #40617
    deg
    Partecipante

    [quote1225661782=Omega]
    [quote1225661405=m.degournay]
    Se curi tutti non puoi sbagliare, giusto?

    [/quote1225661405]
    L'umano non ha mai avuto il tempo per Tutti quindi ha scelto i casi più facili.

    [/quote1225661782]

    I morti quindi……. :hehe:

    Quando dico “curare tutti”, non è un'immagine, intendo tutti quelli che mi passano davanti nella vita, mica Tutti Tutti!
    Quelli che incontro sulla mia strada. Semplicemente.


    #40618
    Pyriel
    Bloccato

    Cammina dunque sulla strada del Cielo e curati dei Vivi.


    #40619
    Omega
    Partecipante

    [quote1225662176=m.degournay]
    Quando dico “curare tutti”, non è un'immagine, intendo tutti quelli che mi passano davanti nella vita, mica Tutti Tutti!
    Quelli che incontro sulla mia strada. Semplicemente.

    [/quote1225662176]
    Questo certamente,

    ma secondo la Teoria (o Legge) dell'Attrazione

    l'Universo ci fa incontrare – strada facendo –

    una sola “Categoria” di Umani,

    quella alla quale ci siamo Preparati.


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