ATTENTATO A KABUL: UCCISI SEI MILITARI ITALIANI diretta rainews24

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Questo argomento contiene 71 risposte, ha 19 partecipanti, ed è stato aggiornato da  marì 9 anni, 11 mesi fa.

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    Articoli
  • #129926

    marì
    Bloccato

    [quote1253218221=patrizia.pr]

    Il figlio di una mia amica è un lagunare è stato a Nassiria e non è morto, è tornato si è sposato ed ha avuto una bellissima bimba, è il miglior ragazzo che conosca sereno ed equilibrato, dolce di carattere e attento al prossimo, non è andato lì per uccidere ma per aiutare… lui è tornato.

    Ho un amico che opera con medici senza frontiere anche loro si espongono ai pericoli, alcuni vengono rapiti, nello Yemen per esempio, non sono andati ad uccidere ma a salvare le stesse persone che poi li aggrediscono.

    Quando muoiono medici o militari in missione, dove stà la differenza ???

    Ognuno ha già fatto la sua scelta, molto prima di andare laggiù.

    [/quote1253218221]

    Fortunata la tua amica, sono contenta per il giovane uomo e la sua nuova famiglia :bravo:

    I medici, in particolare M. S. F. vanno in quei luoghi perche' c'e' bisogno di loro e non solo dove ci sono le guerre, vanno anche dove c'e' tanta tantissima poverta' … ma i militari perche' ci vanno? … per la pace? Per portare la democrazia? Armati?

    Ma ce lo vogliamo ficcare in testa che l'Italia E' in guerra, suvvvia.


    #129927

    marì
    Bloccato

    [quote1253218764=sephir]
    [quote1253217338=Steren73]
    Sephir… sono d'accordo con te su gran parte di quello che hai scritto, ma non sono d'accordo, o forse meglio dire che non ho capito cosa vuoi con…ma forse questi ragazzi, con la morte, potranno almeno conoscere i propri errori.

    [/quote1253217338]

    Credo di aver capito cosa non hai capito, in effetti era travisabile: intendevo dire preso un pò da fatalismo (per me non strano) che con la morte potranno raggiungere uno stato (astrale?eterico? oltremondo? come vogliamo chiamare quel che dopo sarà) dove spero sempre qualsiasi uomo potrà trovare le risposte ai propri errori, andarli in contro, capirli e avere quella pace che la nostra società ci toglie fin da piccoli, in quasi tutto il globo.

    Per quel che riguarda la deresponsabilizzazione dei militari concordo con la linea di chi non vuole dimenticare che anche caino era un uomo… che anche giudo lo era, che anche il peggior boia sarà punito dall'uomo, dall'universo e da se stesso per primo, dai propri incubi dalla propria vigliaccheria crudele, e non per questo mi dovrò sentire una spanna sopra di lui o dire “lo sapevi, crepa pure adesso con i soldi in tasca!”
    E con questo anche io non legittimo nessuna guerra, ne la scelta di uccidere…solo mi è sempre parso troppo facile l'idea del buono e del cattivo. Quando muore il cattivo tutti sono felici, come se esistesse nel mondo un uomo che incarni il male e l'oscurità completa…
    Quanti militari escono fuori di testa per il sangue versato?

    Ma ci pensa il governo a dire alle famiglie “i vostri figli, mariti e fratelli morti, sono degli eroi!” così sappiamo che queste famiglie non si ritorceranno mai contro i veri aguzzini: i governi!
    Anzi loro danno la possibilità di portare la pace! mio dio che rabbia! MISSIONI DI PACE le chiamano!

    Proprio poco fa ho visto 5 minuti di ballarò e volevo già spaccare in due il televisore con quell'ipocrita di casini che diceva di non poterci ora ritirare dall'Afghanistan, altrimenti sarebbe come dire ai soldati oggi deceduti che si sono sacrificati per niente…esatto per niente avrei voluto aggiungere, anzi per i vostri schifosi interessi in cui vi sporcate solo gli animi e mai la faccia!

    E la frase più assurda e pericolosa per chi non sa ascoltare è che se ora i terroristi avessero ascoltato la trasmissione avrebbero rischiato di far capire a questi loschi figuri di aver colpito nel segno e allora non possiamo mollare! ancora guerra per tutti!

    Ma questi terroristi chi sono? Quante invenzioni ragazzi!
    e che i soldati muoiano pur per loro scelta, mista di disperazione economica e ignoranza di se e della vita, non è certo una gioia per i nostri occhi e i nostri cuori.
    [/quote1253218764]

    APPUNTO! :amicil:

    Ma lo stai ascoltando Alfano? #sich


    #129928

    sephir
    Partecipante

    [quote1253218443=patrizia.pr]

    Il figlio di una mia amica è un lagunare è stato a Nassiria e non è morto, è tornato si è sposato ed ha avuto una bellissima bimba, è il miglior ragazzo che conosca sereno ed equilibrato, dolce di carattere e attento al prossimo, non è andato lì per uccidere ma per aiutare… lui è tornato.

    Ho un amico che opera con medici senza frontiere anche loro si espongono ai pericoli, alcuni vengono rapiti, nello Yemen per esempio, non sono andati ad uccidere ma a salvare le stesse persone che poi li aggrediscono.

    Quando muoiono medici o militari in missione, dove stà la differenza ???

    Ognuno ha già fatto la sua scelta, molto prima di andare laggiù.

    [/quote1253218443]

    Patrizia sono entrambi uomini a mio avviso e nessuno meriterebbe la morte… la scelta del secondo la condivido la prima no… il risultato del primo è stata fortuna di esser vivo, che molti militari hanno data l'assimmetria di potere in campo, e se lui non è andato per uccidere, ha dato una grossa mano a chi lo farà…

    se il secondo non voleva uccidere ma aiutare sapeva che se un occidentale va in quelle zone si espone anche ad elementi umani altrettanto ignoranti o disperati (per lo più disperati) quanto i militari che “portano pace”, esponendosi al mirino del pregiudizio : se per anni nella mia terra uomini bianchi in divisa fanno manbassa (anche culturale), qualsiasi cosa sia legato a questi occupanti, per me che ho il cuore indurito dalla guerra mossami, dal sangue, dalla paura e miseria e per chi ce l'ha indurito da ben prima della guerra (perchè non è che in afghanistan non esistano uomini pieni di odio e rabbia e gioiosi con le armi, sono però molti meno di migliaia di divise) sarà un oggetto di odio e un arma contro chi fa tutto questo.

    NOn sono insomma proprio le stesse persone che vengono salvate ad aggredire (anche se può accadere)…


    #129929

    sephir
    Partecipante

    [quote1253219169=Aldebaran]
    [youtube=500,405|border]O9waBq5G21U
    [/quote1253219169]

    :tk:


    #129930

    patrizia.pr
    Partecipante

    [quote1253218973=Marì]
    [quote1253218221=patrizia.pr]

    Il figlio di una mia amica è un lagunare è stato a Nassiria e non è morto, è tornato si è sposato ed ha avuto una bellissima bimba, è il miglior ragazzo che conosca sereno ed equilibrato, dolce di carattere e attento al prossimo, non è andato lì per uccidere ma per aiutare… lui è tornato.

    Ho un amico che opera con medici senza frontiere anche loro si espongono ai pericoli, alcuni vengono rapiti, nello Yemen per esempio, non sono andati ad uccidere ma a salvare le stesse persone che poi li aggrediscono.

    Quando muoiono medici o militari in missione, dove stà la differenza ???

    Ognuno ha già fatto la sua scelta, molto prima di andare laggiù.

    [/quote1253218221]

    Fortunata la tua amica, sono contenta per il giovane uomo e la sua nuova famiglia :bravo:

    I medici, in particolare M. S. F. vanno in quei luoghi perche' c'e' bisogno di loro e non solo dove ci sono le guerre, vanno anche dove c'e' tanta tantissima poverta' … ma i militari perche' ci vanno? … per la pace? Per portare la democrazia? Armati?

    Ma ce lo vogliamo ficcare in testa che l'Italia E' in guerra, suvvvia.

    [/quote1253218973]

    Tu riporti ciò che dicono i politici, =_= hai parlato con uno di quei soldati??

    Quando medici stranieri arrivano in un paese povero, come dici tu, credi che abbiano a che fare con persone ragionevoli solo perchè non c'è una guerra in atto, devono muoversi con molta attenzione per non provocarla una guerra.
    Ci sono usi e costumi e regole che, magari solo per ignoranza possono essere infranti, e ci vuol poco a farsi tagliare la testa, i medici corrono grossi rischi anche se non hanno armi.


    #129931

    marì
    Bloccato

    [quote1253219903=patrizia.pr]
    [quote1253218973=Marì]
    [quote1253218221=patrizia.pr]

    Il figlio di una mia amica è un lagunare è stato a Nassiria e non è morto, è tornato si è sposato ed ha avuto una bellissima bimba, è il miglior ragazzo che conosca sereno ed equilibrato, dolce di carattere e attento al prossimo, non è andato lì per uccidere ma per aiutare… lui è tornato.

    Ho un amico che opera con medici senza frontiere anche loro si espongono ai pericoli, alcuni vengono rapiti, nello Yemen per esempio, non sono andati ad uccidere ma a salvare le stesse persone che poi li aggrediscono.

    Quando muoiono medici o militari in missione, dove stà la differenza ???

    Ognuno ha già fatto la sua scelta, molto prima di andare laggiù.

    [/quote1253218221]

    Fortunata la tua amica, sono contenta per il giovane uomo e la sua nuova famiglia :bravo:

    I medici, in particolare M. S. F. vanno in quei luoghi perche' c'e' bisogno di loro e non solo dove ci sono le guerre, vanno anche dove c'e' tanta tantissima poverta' … ma i militari perche' ci vanno? … per la pace? Per portare la democrazia? Armati?

    Ma ce lo vogliamo ficcare in testa che l'Italia E' in guerra, suvvvia.

    [/quote1253218973]

    [color=#ff0000]Tu riporti ciò che dicono i politici, [/color] =_= hai parlato con uno di quei soldati??

    Quando medici stranieri arrivano in un paese povero, come dici tu, credi che abbiano a che fare con persone ragionevoli solo perchè non c'è una guerra in atto, devono muoversi con molta attenzione per non provocarla una guerra.
    Ci sono usi e costumi e regole che, magari solo per ignoranza possono essere infranti, e ci vuol poco a farsi tagliare la testa, i medici corrono grossi rischi anche se non hanno armi.

    [/quote1253219903]

    Patrizia non offendermi, ti prego 🙂

    Conosco alcuni di medici senza frontiera, c'e' voluto tempo ma hanno imparato a muoversi in quasi tutti i territori, non sono degli sprovveduti e, si sono creati una credibilta' eccezionale … molte volte sono loro che fanno da intermediari/mediatori in situazione molto delicate ne hanno dato prova non molto tempo fa … ho parlato con alcuni soldati conoscuti in aeroporto a Catania, loro erano in partenza per quei luoghi … vorrei parlarci oggi … ma ti ricordi di quella vedova (non ricordo il nome) di guerra e cosa raccontava il marito per telefono nei campi/luoghi di guerra, cose da brividi.

    Le guerre sono il cancro di tutti i popoli.


    #129932
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    [quote1253220978=Richard]
    Processo Nassiriya:«Avevo indicazioni da Roma. Coinvolgerò Martino e Frattini»
    L'avvocato del colonnello Di Pauli: «Chiameremo in causa anche alti comandi militari e politici»
    ROMA – Perché a pagare dovrebbe essere sempre chi obbedisce agli ordini e non chi li impartisce? È con questo spirito che giovedì il colonnello dei Carabinieri Georg Di Pauli ha affrontato l'avvio del processo a suo carico nell'aula del Tribunale militare di Roma con l'accusa di non aver provveduto in modo adeguato alla difesa della base Maestrale a Nassiriya.
    http://www.corriere.it/cronache/09_marzo_13/processo_strage_nassiriya_1e2d3f9a-0f9b-11de-948b-00144f02aabc.shtml
    [/quote1253220978]
    si ma cosa ne pensate di questo?
    cosa sta succedendo in questa “guerra al terrorismo”?

    ROMA – Perché a pagare dovrebbe essere sempre chi obbedisce agli ordini e non chi li impartisce? È con questo spirito che giovedì il colonnello dei Carabinieri Georg Di Pauli ha affrontato l'avvio del processo a suo carico nell'aula del Tribunale militare di Roma con l'accusa di non aver provveduto in modo adeguato alla difesa della base Maestrale a Nassiriya.

    Era la mattina del 12 novembre 2003. Quel giorno il camion carico di tritolo, che secondo le indagini sarebbe stato condotto da una cellula di Al Qaeda proveniente dalla regione a nord di Bagdad, penetrò facilmente le strutture difensive italiane esplodendo nel cuore della base e provocando 19 morti italiani, oltre ad almeno 9 iracheni. «In verità io a fine giugno 2003 venni incaricato dai miei superiori di assumere il comando del contingente Carabinieri. Arrivavo fresco dalla missione in Kosovo. Altri avevano già scelto la disposizione delle nostre basi, che dovevano essere in città, tra la popolazione. Mi venne detto chiaramente più volte che noi dovevamo facilitare in ogni modo il rapporto diretto con gli iracheni, stare tra i civili: la nostra era una missione umanitaria, di pace e ricostruzione. Nessuno dei nostri servizi di informazione da Roma o da Bagdad mi segnalò mai che esistevano prove concrete di un imminente attacco terroristico contro le nostre basi», dice Di Pauli al Corriere e sostiene in un memorandum presentato dalla difesa e già agli atti processuali.

    È dura per un militare di carriera come lui, veterano di tante lunghe missioni all'estero (è stato tra l'altro ufficiale della missione Tiph tra gli osservatori internazionali a Hebron, in Cisgiordania) subire l'umiliazione del processo. E fa una smorfia di sofferenza nel leggere il burocratese dell'atto di accusa. «Vede? Qui c'è scritto che la mia colpa sarebbe reato aggravato colposo di distruzione o sabotaggio di opere militari. In poche parole, mi si dice che sarei stato complice dei terroristi!», esclama leggendo dai documenti che gli porge il suo avvocato, David Brunelli. E aggiunge: «E pensare che nei mesi precedenti l'attentato avevo chiesto materiali di diverso tipo per rafforzare le difese delle strutture delle nostre due basi sulle sponde dell'Eufrate, la Libeccio e la Maestrale. Volevo bande chiodate per i posti di blocco, ghiaia per riempire i cosiddetti “esco-bastion”, i contenitori in fil di ferro finalizzati a rinforzare le mura di cinta. E altro. Ma non mi venne mai dato nulla. Segno, pensavo allora, che a Roma sono tranquilli».

    Parole che sottolineano ancora una volta il problema di base: le difficoltà di operare per una missione che vorrebbe essere di pace, ma in realtà si trova in zone di guerra, o comunque guerriglia. L'ex comandante, però, non si arrende, chiede il rito ordinario di fronte al giudice Agostino Pistelli (lo stesso che nel primo processo prosciolse Erich Priebke). Vuole uscirne a testa alta. Gli altri due alti ufficiali dell'Esercito già processati, i generali Bruno Stano e Vincenzo Lops, avevano scelto il rito abbreviato e sono stati il primo condannato a due anni di carcere, l'altro assolto. «Daremo battaglia, sino in fondo, chiameremo in causa e a testimoniare anche gli alti comandi militari e politici del calibro dell'ex ministro alla Difesa, Antonio Martino, e di Franco Frattini», sostiene l'avvocato Brunelli. Il dibattimento riprenderà il 2 luglio.
    http://www.corriere.it/cronache/09_marzo_13/processo_strage_nassiriya_1e2d3f9a-0f9b-11de-948b-00144f02aabc.shtml


    #129933

    ezechiele
    Partecipante

    [quote1253220970=Aldebaran]
    [youtube=500,405|border]O9waBq5G21U
    [/quote1253220970]

    :bravo:
    sono poveri cristi mandati a morire. come tutti noi hanno capito solo quello che hanno già capito, figli del proprio codice genetico e programmazione culturale, difficilmente consapevoli in quanto assorbiti dall'idea. e dall'addestramento. condannati a morte da pletore di grassi buffoni assorti ad ascoltare la propria voce nulla dicendo senza sentire il dolore della propria ombra, anestetizzati dall'ego. e loro gli unici a crederci.


    #129920

    perdi
    Partecipante

    e tutto questo a quale scopo?


    #129934

    patrizia.pr
    Partecipante

    [quote1253222300=sephir]
    [quote1253218443=patrizia.pr]

    Il figlio di una mia amica è un lagunare è stato a Nassiria e non è morto, è tornato si è sposato ed ha avuto una bellissima bimba, è il miglior ragazzo che conosca sereno ed equilibrato, dolce di carattere e attento al prossimo, non è andato lì per uccidere ma per aiutare… lui è tornato.

    Ho un amico che opera con medici senza frontiere anche loro si espongono ai pericoli, alcuni vengono rapiti, nello Yemen per esempio, non sono andati ad uccidere ma a salvare le stesse persone che poi li aggrediscono.

    Quando muoiono medici o militari in missione, dove stà la differenza ???

    Ognuno ha già fatto la sua scelta, molto prima di andare laggiù.

    [/quote1253218443]

    Patrizia sono entrambi uomini a mio avviso e nessuno meriterebbe la morte… la scelta del secondo la condivido la prima no… il risultato del primo è stata fortuna di esser vivo, che molti militari hanno data l'assimmetria di potere in campo, e se lui non è andato per uccidere, ha dato una grossa mano a chi lo farà…

    se il secondo non voleva uccidere ma aiutare sapeva che se un occidentale va in quelle zone si espone anche ad elementi umani altrettanto ignoranti o disperati (per lo più disperati) quanto i militari che “portano pace”, esponendosi al mirino del pregiudizio : se per anni nella mia terra uomini bianchi in divisa fanno manbassa (anche culturale), qualsiasi cosa sia legato a questi occupanti, per me che ho il cuore indurito dalla guerra mossami, dal sangue, dalla paura e miseria e per chi ce l'ha indurito da ben prima della guerra (perchè non è che in afghanistan non esistano uomini pieni di odio e rabbia e gioiosi con le armi, sono però molti meno di migliaia di divise) sarà un oggetto di odio e un arma contro chi fa tutto questo.

    NOn sono insomma proprio le stesse persone che vengono salvate ad aggredire (anche se può accadere)…

    [/quote1253222300]

    Sono d'accordo con te Sephir e so che sforzo devono fare, anche se vogliono aiutare, per essere credibili e guadagnarsi la fiducia per far dimenticare i soprusi che gli occidentali hanno perpetrato a quelle popolazioni, non condanno nessuno tanto meno chi è il più debole.

    La scelta per me è la scelta di vita, quella che è stata fatta dall'essere umano, sia esso medico o militare in missione di pace, non tutti vanno per soldi c'è chi và per un ideale, esistono ancora.

    E poi credo ci sia una scelta ancora precedente, quando un essere sceglie di mettersi alla prova qui, in questa vita e vive un percorso, giusto o sbagliato è il Suo percorso e nessuno può giudicare.
    Facciamo congetture, accusiamo, dare la colpa a chi?

    Un giorno un sacerdote Speciale mi disse: non esiste il peccato esiste l'esperienza… solo questo, l'esperienza, giusta o sbagliata non si può giudicare.

    Siamo veramente pacifici per giudicare chi và in guerra o in missione di pace che dir si voglia, se fosse così, se veramente fossimo in pace non ci sarebbe ostilità, in nessun luogo!!!


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