Attenzione Leggete qui !!!

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Questo argomento contiene 88 risposte, ha 19 partecipanti, ed è stato aggiornato da  sovni 10 anni, 1 mese fa.

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  • Autore
    Articoli
  • #77087
    sphinx
    sphinx
    Partecipante

    [quote1311917976=InneresAuge]
    Demoni. Avete idea delle conseguenze di questo clima di tensione e paura esponenziale? Ormai non puoi aiutare quasi più nessuno solo per la paura che ti facciano del male…
    [/quote1311917976]

    Infatti….allucinante.
    Comunque grazie per i consigli. :K:

    Roba da matti!!! O-O


    #77088
    kingofpop
    kingofpop
    Partecipante

    se vivi con la speranza e la luce nel cuore niente può farti paura


    #77089
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Però, come giustamente ha pensato Inneres, siamo nella situazione assurda, abbiamo paura anche a prestare aiuto a qualcuno.


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #77090
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    :yesss: !amazed :sagg:

    LA DOPPIA FACCIA DELLE INIEZIONI ANTIRUGHE


    Il Botox appare sicuro. Effetti pericolosi ed imprevisti restano nascosti.
    Dopo lo scandalo delle protesi francesi ecco arrivare nel mirino le iniezioni antietà con il botox. Sono migliaia le iniezioni antietà che vengono praticate ogni anno. Per iniettare filler non serve una preparazione medica: alcune società li vendono online a pazienti che se li possono iniettare da soli, mentre centinaia di estetiste praticano le iniezioni dopo un brevissimo addestramento. Gli anestesiologi americani segnalano il rischio che la neurotossina botulina, sempre più usata per spianare le rughe del viso, interferisca anche a distanza di tempo con i farmaci usati in sala operatoria. Il pericolo riguarda la possibilità che un’iniezione locale per fini cosmetici interferisca con la successiva anestesia totale, agendo anche su muscoli non raggiunti direttamente dall’iniezione del botox, che interrompe il segnale nervoso e provoca la temporanea paralisi del muscolo. La neurotossina botulina è utilizzata anche nella terapia di alcune malattie neuromuscolari, ma ora bisognerà fermarsi se i rischi sono alti. Gli scienziati hanno verificato su alcune cavie di laboratorio che l’iniezione locale di tossina botulinica ha anche effetti su muscoli di altre parti del corpo distanti dalla sede dell’iniezione che possono perdurare a lungo: se in questo lasso di tempo occorre impiegare farmaci miorilassanti come quelli usati in sala operatoria, c’è il rischio di un’interferenza che rischia di mettere in difficoltà l’anestesista. “Sapevamo che il Botox ha effetti durevoli sul funzionamento dei muscoli. Ora questo studio suggerisce che questi effetti possono essere osservati a distanza dall’iniezione» ha commentato Steven Shafer della Columbia University, direttore della rivista Anesthesia & Analgesia su cui è stata pubblicata la ricerca. “Quindi chi ha fatto ricorso al botox per eliminare rughe e inestetismi e poi deve sottoporsi a un intervento chirurgico farà bene a parlarne senza reticenze con l’anestesista”.
    http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=1c810b5051a2a


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #77091
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Attente alle tinture per capelli, spesso fanno male

    I prodotti per la tintura dei capelli sono tra i prodotti cosmetici più pericolosi. Nella sensibilità comune è abbastanza chiaro che trattandosi di prodotti che tingono, o schiariscono i capelli, sono molto ricchi di prodotti chimici aggressivi.

    La più conosciuta è l'ammoniaca, che in molti prodotti moderni non c'è più. Ma i rischi vanno oltre quello che le persone normalmente immaginano. Nel 2001 uno studio autorevole dell'Università della California ('Use of permanent hair dyes and bladder-cancer risk' Int J Cancer. 2001 Feb 15;91:575-9.) aveva inequivocabilmente dimostrato che le tinture per capelli provocano il cancro.

    Dallo studio era risultato che per le donne che si facevano una tinta al mese il rischio cancro raddoppiava sino a triplicare se l'uso raggiungeva i 15 anni o più. Diventava poi pari a 5 volte superiore per le lavoratrici che quotidianamente le avevano fatte nei saloni di bellezza per almeno 10 anni consecutivi. Uno studio importante e molto accreditato che aveva fatto tremare molte donne che sino a quel momento avevano temuto al massimo qualche effetto irritante o allergico.

    A distanza di alcuni anni, nel 2006, l'Unione Europea ha cominciato a muoversi ma molto lentamente, mettendo al bando alcuni additivi. Ma era chiaro che il rischio era molto superiore ed esteso a tutto il settore delle tinture.

    Quindi il 3 agosto 2012 la Commissione Europea ha emanato una direttiva (la L208 del 3/8/12) in cui facendo riferimento proprio allo studio dell'Università della California sopra citato, afferma chiaramente che il rischio tumore è realmente connesso all'uso delle tinture per capelli. Questa direttiva aggiunge alcune sostanze chimiche al lungo elenco delle sostanze proibite nei cosmetici (l'elenco completo è presente nella Direttiva sui cosmetici 76/768/CEE, costantemente aggiornata).

    Un passo importante. Sappiamo che molti studi escono continuamente puntando il dito contro questo o quell'additivo (ad esempio, recentemente, sulla cancerogenicità dell'additivo E150d contenuto in molte bevande). Ma raramente a questi studi segue una qualche azione/dichiarazione dell'Unione Europea.

    Nella direttiva L208 del 3/8/12 la Commissione scrive della necessità di testare i prodotti in una maniera più efficiente ed adottare delle strategia per vigilare sugli effetti tossici delle tinture per capelli. Nel frattempo capiamo bene che bisogna stare lontani da questi tipi di prodotti. Troppi rischi, ne vale la pena?

    Anche dei cosiddetti prodotti naturali per la tintura dei capelli c'è veramente poco da fidarsi. Una ricerca del 2011 condotta dal settimanale 'Il Salvagente', dedicato ai consumatori, ha smascherato, su 8 campioni presi in esame (tra erboristerie, negozi biologici e vendita online), ben 5 tinture naturali fasulle. Solo tre tinture (Logona, Lush e Sante), infatti, potevano vantare il 100% di prodotti esclusivamente vegetali. Gli altri, invece, avevano nella propria composizione (come da etichetta) degli 'aiutini chimici' come, per esempio, il picramato di sodio, una sostanza sintetica che potenzia il colore ed esalta i toni del rosso.

    Ma anche delle ammine aromatiche alla resorcina, un fissante che aiuta a far attecchire i pigmenti, e alcuni composti conservanti alogeno-organici, tra cui la più usata è la parafenilendianina, un allergene molto potente, che trai vari effetti ha quello emoliente rendendo la cute più permeabile e quindi anche più vulnerabile alle sostanze chimiche.

    Come regolarsi?

    Non tingersi i capelli sarebbe l'ideale: oramai i capelli bianchi vanno quasi di moda, o se non lo sono… chi se ne frega, di fronte al rischio di perdere la salute. Se proprio vogliamo comprare un prodotto per la tintura dei capelli almeno leggiamo bene l'etichetta, ovviamente. Come prima indicazione (molto generica): gli ingredienti di origine vegetale sono scritti in latino, gli agenti chimici, invece, sono solitamente scritti in inglese.

    Se potete, approfondite, anche tramite il sito rischio chimico, di che sostanze si tratta. Controllate la gamma dei colori disponibili: se vanno troppo al di là (cioè più scuri) dell’arancio, del rosso o del castano (henné o mallo di noce), allora dovrete cominciare a insospettirvi. Verificate infine la potenza (intensità) della tintura: quelle interamente naturali, infatti, possono al massimo dare un riflesso intenso, e raramente riescono a coprire del tutto i capelli bianchi (pazienza, ne guadagnerete in salute).

    (fonte: rischio chimico)


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
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    #77092
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Con i filtri sporchi l'aria condizionata è un rischio per la salute

    Roma, 18 giu. (Adnkronos Salute) – Un motivo in più per recarsi in ufficio felici: l'aria condizionata. Con la prima ondata di caldo sull'Italia e le temperature che oggi superano i 35° C su molte città italiane, chi ha la fortuna di avere un impiego se ne rallegrerà ancor di più, proprio per merito del refrigerio che è possibile trovare sul luogo di lavoro. Ma attenzione: con i getti troppo 'ghiacciati' e i filtri d'aria non accuratamente puliti, possono manifestarsi problemi di salute legati alla climatizzazione, che può essere nociva non solo se impostata a temperature troppo basse. Il problema può risiedere anche nei filtri sporchi, ricettacolo “di batteri, in particolare quello della legionella, ma anche di miceti e parassiti”, dice all'Adnkronos Salute Ivo Iavicoli, tossicologo dell'Istituto di medicina del lavoro dell'università Cattolica di Roma.

    “La possibile diffusione, negli ambienti di vita e di lavoro, di microrganismi da parte degli impianti di condizionamento – spiega l'esperto – è correlata principalmente a una non corretta manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti stessi. Infatti, le particolari condizioni microclimatiche presenti all'interno degli impianti di condizionamento favoriscono la proliferazione dei microrganismi e la loro conseguente immissione negli ambienti. Il caso storicamente più conosciuto di epidemia dovuto alla diffusione di microrganismi da parte degli impianti di condizionamento è quello avvenuto nel 1976 tra i partecipanti al raduno della Legione Americana al Bellevue Stratford Hotel di Philadelphia. In quell'occasione, 221 persone contrassero una particolare forma di polmonite precedentemente non conosciuta, e di queste 34 morirono. La fonte di contaminazione batterica fu identificata nel sistema dell'aria condizionata dell'albergo e il batterio responsabile fu denominato Legionella pneumophila”.

    “Un non corretto utilizzo degli impianti di condizionamento con una regolazione della temperatura su valori eccessivamente bassi – prosegue Iavicoli – può determinare l'insorgenza di svariati effetti nocivi per la salute dell'uomo. I più frequenti sono rappresentati da lombalgie, mal di gola, raffreddore, dolori addominali, torcicollo, ma anche bronchiti, polmoniti e infezioni batteriche. Inoltre, l'esposizione a un ambiente in cui uno o più parametri termici non sono adeguati o la qualità dell'aria indoor risulta scadente può comportare la comparsa di diverse sindromi come la 'Malattia correlata all'edificio' o la 'Sindrome dell'edificio malato'”.

    Le disposizioni normative sugli impianti di condizionamento e ventilazione “stabilisce i seguenti parametri per gli impianti di condizionamento – elenca l'esperto – Nella stagione calda, in cui è necessaria la refrigerazione dell'aria, la differenza di temperatura dell'aria tra l'esterno e l'interno non deve superare il valore di 7 °C, mentre l'umidità relativa deve essere compresa tra il 40 e il 50%. Nelle stagioni in cui è necessaria la refrigerazione dell'aria la temperatura interna deve essere mantenuta tra i 18 °C e i 20 °C e l'umidità relativa deve essere compresa tra il 40 e il 60%. Gli impianti di condizionamento dell'aria necessitano di manutenzione periodica e programmata sia per garantire la continua efficienza delle parti meccaniche, elettriche e idrauliche, sia per prevenire che diventino fonte inaspettata di inquinanti fisici chimici e biologici”.
    http://it.notizie.yahoo.com/con-filtri-sporchi-aria-condizionata-rischio-legionella-110500149.html


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
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    #77093
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Fertilità degli uomini: crisi dello sperma?

    Secondo gli esperti, riunitisi a Londra la settimana scorsa, la qualità dello sperma sarebbe diminuita negli ultimi 10 anni e saremmo di fronte ad una crisi dello sperma.

    Una recente analisi ha rilevato che in Francia, la concentrazione degli spermatozoi degli uomini è diminuita di quasi un terzo tra il 1989 e il 2005. La maggior parte degli studi provenienti da diverse nazioni europee con grandi basi di dati e la possibilità di tenere traccia delle cartelle cliniche ha scoperto che nel corso degli ultimi 15 anni circa lo sperma degli uomini sani, fra i 18 e i 25 anni, è notevolmente diminuito. Questo dopo che uno studio del 1990 aveva suggerito che il numero di spermatozoi è diminuito della metà nel corso negli ultimi 50 anni.

    Ma molti esperti discutono la validità di queste conclusioni. Ci sono enormi variazioni nei risultati per paese e regione. Alcune zone, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, non sono state studiate. Negli Stati Uniti, alcuni dati storici suggeriscono una diminuzione della conta degli spermatozoi negli uomini americani, ma non esistono dati recenti.

    Capire se gli uomini producono meno sperma ha implicazioni che trascendono la fertilità maschile e gli interessi delle coppie che vogliono avere figli. Gli stessi fattori ambientali che potrebbero danneggiare le riproduzione potrebbero influire anche su altre parti del corpo. Il numero degli spermatozoi è anche legato alla speranza di vita, indipendentemente dalla causa di morte. Gli esperti lo definiscono un indicatore della salute pubblica.

    I sostenitori della tesi dicono che l’esposizione ai pesticidi, sostanze chimiche come il Bisfenolo A e abitudini di vita, come stare seduti per troppo tempo contribuiscono alla crisi dello sperma. E c’è una crescente evidenza che il numero di spermatozoi, come altre condizioni di salute, possano essere influenzati da ciò che accade alle persone nelle prime fasi della vita, anche nel grembo materno.

    In generale, gli uomini producono 60 milioni di spermatozoi per millilitro di sperma. Fino a quando il conteggio è maggiore di circa 40 milioni per ml, gli uomini sono considerati fertili.
    Ma al di sotto di tale soglia e, in particolare sotto circa i 20 milioni per ml, la fertilità comincia a diminuire, fino ad inficiare il concepimento.
    http://gaianews.it/salute/fertilita-degli-uomini-crisi-dello-sperma-43153.html#.UerEbI1SjK1
    Fonte: WSJ


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
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    #77094
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Alluminio, correlato al morbo di Alzheimer
    Autore: Edoardo Capuano

    Quella che segue è la traduzione dello studio pubblicato nel National Center for Biotechnology Information che promuove la scienza e la salute fornendo accesso a informazioni biomediche e genomiche.

    Alluminio e morbo di Alzheimer: dopo un secolo di polemiche, c’è un legame plausibile?

    Dr. Tomljenovic L., Neural Dynamics Research Group, Department of Ophthalmology and Visual Sciences, University of British Columbia, Vancouver, BC, Canada. lucijat77@gmail.com

    Il cervello è un organo altamente compartimentalizzato eccezionalmente suscettibile di accumulo di errori metabolici. Il morbo di Alzheimer è la malattia neurodegenerativa più diffusa degli anziani ed è caratterizzata da specificità regionale delle aberrazioni neurali associate con le funzioni cognitive superiori.

    L’alluminio è il più abbondante metallo neurotossico sulla terra, ampiamente biodisponibile per gli esseri umani e più volte dimostrato di accumularsi nei punti focali neuronali soggetti al morbo di Alzheimer.

    Nonostante questo, il ruolo dell’alluminio nel morbo di Alzheimer è stato fortemente disputato sulla base delle seguenti rivendicazioni:

    1) L’alluminio biodisponibile non può entrare nel cervello in quantità sufficiente per causare danni,
    2) L’alluminio in eccesso viene efficacemente eliminato dal corpo, e
    3) L’accumulo di alluminio nei neuroni è una conseguenza più che una causa della perdita neuronale.

    La ricerca, tuttavia, rivela che:

    1) Piccole quantità di alluminio sono necessarie per produrre neurotossicità e questo criterio è soddisfatto attraverso l’assunzione di alluminio presente nella dieta quotidiana,

    2) L’alluminio sfrutta diversi meccanismi di trasporto per attraversare attivamente le barriere cerebrali,

    3) L’assunzione ripetuta di piccole quantità di alluminio corso della vita favorisce l’accumulo selettivo nei tessuti cerebrali,

    4) Dal 1911, l’evidenza sperimentale ha più volte dimostrato che l’intossicazione cronica da alluminio riproduce le caratteristiche neuropatologiche del morbo di Alzheimer. Fraintendimenti riguardo biodisponibilità dell’alluminio può aver fuorviato gli scienziati riguardo il ruolo dell’alluminio nella patogenesi del morbo di Alzheimer.

    L’ipotesi che l’alluminio contribuisce in modo significativo al morbo di Alzheimer si basa su un’evidenza sperimentale molto solida e non deve essere respinta. Misure immediate devono essere prese per ridurre l’esposizione umana all’allumino, che può essere il fattore più aggravante ed evitabile del morbo di Alzheimer.

    Testo originale della ricerca: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21157018

    Traduzione di Dioni per Dionidream.com

    Una prova, anzi una conferma che il fenomeno è molto più grave di quello che si pensi viene dallo studio condotto dal Substance Abuse e Mental Health Services Administration che ha dimostrato che 50 milioni di cittadini americani hanno sofferto di problemi mentali nel 2010. Una cifra sconvolgente.

    Ci vogliono decenni affinché il deterioramento del cervello e la demenza causino danni gravi e visibili.

    Alla fine, comunque, la demenza è fatale. “Alzheimer” è ora usato in modo errato come termine raggruppa-tutto per tutti i tipi di demenza. Nel 2010 la prima pagina del New York Times titolava:”Maggiore Demenza in giro per casa“, in cui viene affermato che circa la metà delle persone oltre 85 anni ne sono affette.

    Effetti:

    Causa anoressia, atassia, coliche, demenza, dispnea, esofagiti, gastroenteriti, epatopatie, nefriti, mialgie, psicosi e stanchezza.

    Provoca soprattutto danni a livello cerebrale interferendo anche con alcuni neurotrasmettitori: si può avere cefalea e disturbi della memoria ed è una causa del morbo di Alzheimer.

    Il sintomo principale di avvelenamento da alluminio, è la perdita della funzione intellettuale, smemoratezza, mancanza di concentrazione, e in casi estremi, la demenza conclamata.

    È anche noto per provocare rammollimento osseo e perdita di massa ossea, danneggiamento del rene e altri danni ai tessuti molli, in dosi elevate può causare arresto cardiaco.

    Principali fonti di inquinamento:

    L’alluminio, largamente utilizzato come materiale per gli utensili da cucina (caffettiere, teglie), confezionamento dei cibi, dalla raschiatura delle pentole, dalle fabbricazione di lattine e altri contenitori a base di alluminio, e tramite anche i farmaci antiacidi di uso comune.

    L’effetto principale di una quantità eccessiva di alluminio nei tessuti biologici è la comparsa di disturbi neurologici, che nei casi più gravi degenerano nel morbo di Alzheimer, questo perché l’alluminio si deposita prevalentemente nel cervello.

    Si trova anche nell’acqua potabile; prodotti farmaceutici come il Maalox e gli antiacidi; cosmetici; lattine contenenti bibite e cibi; cibi cotti in tegami in alluminio; caffè preparato in caffettiere di alluminio; foglio di alluminio per la conservazione e cottura dei cibi; aspirina tamponata.

    Questi sono solo alcuni degli additivi contenenti alluminio usati nei prodotti alimentari:

    E173, E520, E521, E523 E541, E544, E545, E546, E554, E555 E556, E559.

    L’alluminio è stato aggiunto ai vaccini circa negli anni 90 nella convinzione che possa spronare l’organismo a produrre anticorpi per combattere le malattie. Ma l’alluminio è tossico, e molti comuni vaccini [antipneumococcico, esavalente, antitetanica e antiHPV] contengono dosi elevate.

    Queste megadosi possono avere un effetto devastante sul cervello, dice un esperto sanitario Dr. Russell Blaylock [neurochirurgo, autore e docente universitario], causando danni al cervello nei bambini e l’insorgenza del Morbo di Alzheimer negli adulti.

    Inoltre il Dr. Blaylock afferma:

    “L’alluminio è tossico. Un’avvincente ricerca ha dimostrato che l’alluminio è una neurotossina cumulativa, anche in piccole concentrazioni. Esso ha la tendenza a concentrarsi nell’ippocampo, una zona del cervello vitale per funzioni cruciali, tra cui apprendimento, memoria e comportamento.

    Recenti ricerche hanno dimostrato che l’alluminio nei vaccini sta producendo gravi problemi nel cervello dei bambini in via di sviluppo. […] Le prove sono schiaccianti, ma molti medici e funzionari le ignorano. Essi rifiutano di guardare le prove perché sono spaventati dalla potenza delle evidenze”.

    Fonte: dionidream.com


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    #77095
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Per attirare la vostra attenzione questo colage lo metto qui…e guardatelo fini in fondo.

    Prima di votare il PD guarda qui, non giudicare prima di guardare!!!


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