Avatar causa di suicidi???

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Questo argomento contiene 24 risposte, ha 8 partecipanti, ed è stato aggiornato da  ginomica 8 anni, 10 mesi fa.

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  • #133022

    ginomica
    Partecipante

    poi,caro errre esse,vuoi forse negare che oggi l'assenza di volonta sia predominante tra la gente?se cosi non fosse,il mondo non sarebbe quello che è,poi a darmi dell'inquinatore psichico non sai quanto ti sbagli,riesco a vedere il buono anche quando non esiste tra un po….hai solo frainteso il senso di quello che dicevo,o forse mi sono spiegato male io……


    #133023

    ginomica
    Partecipante

    no richard non dicevo a te,tu riesci a essere sempre molto moderato nei giudizi,parlavo con erre esse,io comunque dopo aver visto avatar non voglio suicidarmi,anzi,il sogno sarebbe più quello di creare pandora qui sulla nostra altrettanto splendida terra…. :bay:


    #133024
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Credo che questi tempi sono orribili, sia per chi la sa e per chi è al oscuro di tutto questo. Il risveglio, la nascita di nuovo è sempre stata dolorosa.
    Attraverso questi film tante anime cominceranno a domandarsi sul perchè di tutto questo, e questo è positivo, tanti rimarranno uguali a come erano prima.
    Tutto succede in armonia con la Legge dell'Uno.

    Pensate, altro ieri ho visto il film “Essi vivono” e guardandolo mi sono accorta che era un film vecchio del 1988, e mi sono domandata perchè non lo conoscevo, come è successo che mi sia sfuggito….la risposta è che non ero pronta per quel tipo di film, dovevo crescere prima per apprezzare e capire il messaggio…


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #133025

    Erre Esse
    Partecipante

    [quote1265562426=ginomica]
    poi,caro errre esse,vuoi forse negare che oggi l'assenza di volonta sia predominante tra la gente?se cosi non fosse,il mondo non sarebbe quello che è,poi a darmi dell'inquinatore psichico non sai quanto ti sbagli,riesco a vedere il buono anche quando non esiste tra un po….hai solo frainteso il senso di quello che dicevo,o forse mi sono spiegato male io……
    [/quote1265562426]

    In Rete è molto facile confondersi.
    E' uno strumento ottimo per certi versi e perfettibile per altri.
    Mi riallaccio a quello che ha scritto Richard per dire che dobbiamo tenere i nervi saldi, e non è facile, non è affatto facile.
    Io non riesco più a sopportare l'inquinamento psichico provocato dai mezzi di comunicazione di massa, e purtroppo la mia famiglia non fa che vedere tutto il giorno la televisione, rigorosamente la Rai.
    C'è da impazzire.


    #133026
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1265562845=Erre Esse]
    [quote1265562426=ginomica]
    poi,caro errre esse,vuoi forse negare che oggi l'assenza di volonta sia predominante tra la gente?se cosi non fosse,il mondo non sarebbe quello che è,poi a darmi dell'inquinatore psichico non sai quanto ti sbagli,riesco a vedere il buono anche quando non esiste tra un po….hai solo frainteso il senso di quello che dicevo,o forse mi sono spiegato male io……
    [/quote1265562426]

    In Rete è molto facile confondersi.
    E' uno strumento ottimo per certi versi e perfettibile per altri.
    Mi riallaccio a quello che ha scritto Richard per dire che dobbiamo tenere i nervi saldi, e non è facile, non è affatto facile.
    Io non riesco più a sopportare l'inquinamento psichico provocato dai mezzi di comunicazione di massa, e purtroppo la mia famiglia non fa che vedere tutto il giorno la televisione, rigorosamente la Rai.
    C'è da impazzire.

    [/quote1265562845]

    Come ti capisco, i miei sono fissati con il calcio e la domenica fanno il solito giro di canali che lo trattano e io sono costretta spesso di vedere qualcosa perchè queste trassmisioni fanno quando mangiamo…tutto che sta intorno al calcio è marcio.


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #133027

    Erre Esse
    Partecipante

    E' dura.


    #133028

    ginomica
    Partecipante

    ecco perche non amo particolarmente le chat,perche non riesci mai a farti capire realmente,e non riesci a capire completamente gli altri…..tornando al topic,penso comunque che realmente la visione in 3d possa imfluire su questa depressione,mettici un film bellissimo e carico di emozioni,un modo di vederlo a cui il cervello umano non è abituato,credo che possa aver innescato realmente qualcosa in quelle persone che magari sono un po più deboli emotivamente…..


    #133029

    Detective
    Partecipante

    La visione in 3D può sempre influire a livello psichico stimolando maggiormante i sentimenti, e su ciò non smentisco, ma il suicidio dipende solo dalla debolezza che ha una persona nell'affrontare ogni sorta di problemi….
    come per l'influenza dei sentimenti portati alla luce durante la visione del film, che come ad esempio una perdita ad un gioco d'azzardo, così come ogni altra situazione.
    Quindi non dipende dal problema creato da una situazione, ma solo ed esclusivamente da come si è capaci ad affrontare un problema sorto da una determinata situazione, e non il contrario….
    e su ciò che affermo non ho nessun dubbio.


    #133030
    kingofpop
    kingofpop
    Partecipante

    la saggezza hopi è esattamente qll ke penso


    #133031

    raistlin
    Partecipante

    Ecco un preoccupato articolo de l'Avvenire.
    Per motivi logistici non ho ancora visto il film, ma già lo adoro.

    http://www.avvenire.it/Cultura/La+religione+di+Avatar+nata+in+Piemonte_201001300851102530000.htm
    La religione di Avatar?
    È nata in Piemonte

    Il film di James Cameron Avatar unisce a una tecnologia prodigiosa e apprezzabile solo in 3D e sul grande schermo, davvero in grado di riportare al cinema chi si nutre di solo Internet e televisione, una trama tutto sommato molto semplice e un’ideologia discutibile. I Na’vi, i pacifici abitanti del pianeta Pandora attaccati da mercenari terrestri al soldo di una multinazionale, sono infatti un’ovvia metafora di tutti i «diversi»: e il messaggio è che i «diversi» sono sempre e comunque migliori di noi. Se si trattasse solo di una critica di quello che Giulio Tremonti chiama il «turbocapitalismo» delle multinazionali – compreso il suo scarso rispetto per la cultura e per l’ambiente – non ci sarebbe niente da obiettare. Ma il fatto – come hanno notato molti critici cristiani negli Stati Uniti – è che la superiorità morale dei Na’vi deriva dalla loro religione, che lo spettatore è indotto ad ammirare e condividere.

    Questa religione è superiore a quelle dei terrestri, insegna il film, perché non divide ma unisce. Perché non è dualista, ma monista, non distingue fra Creatore e creature e venera Eywa, la Madre o il Tutto, una sorte di mente collettiva dell’universo che lo rivela come una rete fittissima di interconnessioni. Tutto è collegato con tutto, e le sciamane Na’vi compiono prodigi, guarigioni comprese, perché riescono a penetrare in queste linee di collegamento e ad entrare in sintonia con Eywa. Il nome classico di questa religione – non usato nel film di Cameron – è panteismo: ma si tratta di un panteismo rivisitato in salsa ecologistica e New Age. Il riferimento al New Age è ovvio, e convince di più dell’ipotesi – che in India è arrivata fino alla prime pagine dei quotidiani – di vedere nella religione dei Na’vi una variante neppure troppo modificata dell’induismo. L’espressione «New Age» indica tuttavia un genere, non una specie. I gruppi New Age sono moltissimi, e abbastanza diversi tra loro.

    Chi ha qualche familiarità con questo mondo di fronte ad Avatar non può fare a meno di notare che il gruppo New Age che si avvicina di più alle idee dei Na’vi non sta negli Stati Uniti ma in Italia, in provincia di Torino. È Damanhur, il centro «acquariano» fondata nel 1976 in Valchiusella da Oberto Airaudi, famosa per il suo grande tempio sotterraneo e che, per quanto i suoi «cittadini» – come preferiscono farsi chiamare – non amino questa etichetta rappresenta la più grande comunità New Age del mondo. L’ipotesi secondo cui Cameron potrebbe essersi ispirato a Damanhur non è peregrina. Libri e video in inglese su Damanhur sono molto diffusi nel circuito New Age americano, e la storia del tempio sotterraneo che la comunità è riuscita incredibilmente a tenere segreto fino al 1992 ha affascinato anche i grandi quotidiani. Le somiglianze sono sorprendenti. Come il tempio sotterraneo di Damanhur, il centro del potere e della spiritualità dei Na’vi è nascosto: in un enorme albero.

    Come i damanhuriani, i Na’vi hanno una loro lingua sacra, il cui uso sia nel film di Cameron sia a Damanhur in Valchiusella aiuta a segnare la differenza con chi non fa parte della comunità. Sia i Na’vi sia i cittadini di Damanhur sottolineano il valore dell’appartenenza un «popolo» che non è solo etnica ma iniziatica e – come dimostra il caso stesso del protagonista del film – volontaria. I damanhuriani si salutano, riconoscendo la comunione profonda che regna fra loro, con le parole «Con te», non con il consueto buongiorno; lo stesso fanno i Na’vi dicendo «Ti vedo». A Damanhur ogni fedele stabilisce uno speciale legame – bilaterale – con un animale, di cui prende il nome. Tra i Na’vi ogni guerriero o guerriera diventa tale scegliendo un animale alato da cavalcare ed essendone nel contempo scelto.

    Il cittadino di Damanhur, scrive il fondatore Airaudi, diventa «goccia cosciente di sé e di tutte le altre gocce formanti il mare dell’Essere». I Na’vi sarebbero d’accordo. Sia i Na’vi sia i damanhuriani credono panteisticamente in un grande Tutto dove ogni manifestazione della natura e della vita è in collegamento con tutte le altre. Come i Na’vi, i damanhuriani cercano di interagire con queste connessioni – anche attraverso l’uso di speciali simboli – ottenendone, o così dicono, risultati anche in campo terapeutico.Si capisce – negli Stati Uniti e altrove – la diffidenza delle Chiese e comunità cristiane, per cui il panteismo e la negazione della differenza ontologica fra il Creatore e il creato sono nemici secolari che oggi ritornano con il New Age. Ma finora non sono stati in molti a vedere l’origine di questa nuova religione hollywoodiana molto vicino a casa nostra, in Valchiusella.
    Massimo Introvigne


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