Avete fiducia nella medicina moderna?

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Questo argomento contiene 533 risposte, ha 58 partecipanti, ed è stato aggiornato da Quantico Quantico 11 anni, 7 mesi fa.

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  • #49981
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Dopo 45' massaggio,torna a vivere 26enne
    Arresto cardiaco su treno, soccorso a Ciampino da operatori 118

    (ANSA) – ROMA, 7 OTT – Era considerato morto ma dopo oltre 45 minuti di massaggio cardiaco il suo cuore ha ripreso a battere. !lol

    E' quanto accaduto a un giovane di 26 anni che ora e' ricoverato all'ospedale di Tor Vergata a Roma dopo essere stato soccorso per un arresto cardiocircolatorio durato alcuni minuti mentre viaggiava a bordo di un treno.


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #49982
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    [quote1352307148=Richard]
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/07/ferrara-prima-sperimentazione-al-mondo-per-curare-la-sclerosi-multipla/162810/
    Parte sull’asse Bologna-Ferrara la prima sperimentazione al mondo per trovare una “risposta semplice” a una malattia – la sclerosi multipla – studiata da 150 anni senza mai giungere a individuarne cause e terapie risolutive. A iniziare dalla metà di novembre, infatti, si dovrebbe poter procedere con la selezione dei primi 60 pazienti da inserire nel protocollo “Brave Dreams” per curare l’insufficienza venosa cronica cerebrospinale (Ccsvi).

    Nel giro di 6 mesi, poi, l’esperienza avviata dall’università del capoluogo e da quella ferrarese potrebbe estendersi ad almeno altri 8 centri sparsi nella penisola. Otto centri che sono giunti a una fase formativa più avanzata rispetto a un contingente più ampio, composto da 16 strutture “applicanti”, cioè che sono state ritenute idonee. E ognuno di questi centri, una volta che entrerà ufficialmente nella sperimentazione, potrà accogliere a propria altri 60 pazienti.

    Si tratta di quanto presentato dalla onlus “Ccsvi nella sclerosi multipla” in occasione della consegna di un contributo di 50 mila euro raccolto tra volontari e partecipanti a una sottoscrizione avviata via web. Un contributo consegnato a Paolo Zamboni, responsabile del centro malattie vascolari dell’università di Ferrara e a capo della sperimentazione “Brave Dreams”, che confluirà in un “conto corrente intestato all’azienda ospedaliera universitaria Sant’Anna”, ha puntualizzato il direttore generale Gabriele Rinaldi, “ma modale. In altre parole tutti i fondi che verranno versati qui andranno solo e soltanto ai nostri ‘sogni coraggiosi’”.

    Ma in cosa consiste la sperimentazione “Brave Dreams”? Innanzittutto il suo nome è l’acronimo di “brain venous drainage exploited against multiple sclerosis”, che fa riferimento a una patologia di recente scoperta (riconosciuta all’estero come tale, con l’eccezione dell’Italia), l’insufficienza venosa cronica cerebrospinale (Ccsvi, nella versione inglese di chronic cerebro-spinal venous insufficiency). In pratica le vene che dal cervello dovrebbero far defluire il sangue da purificare sarebbe ostruite da ostacoli (individuabili fin dalle prime fasi prenatali) tali per cui nell’encefalo si creerebbero ristagni dannosi. Un intervento di angioplastica per riaprire le vene risolverebbe il problema. Ma non solo questo.

    Il ripristino di una corretta circolazione venosa infatti influirebbe positivamente anche sulla sclerosi multipla, fermandola o attenuandone i sintomi e dunque migliorando aspettative e qualità di vita dei pazienti. L’obiettivo a cui tende il progetto incentrato intorno a questo approccio terapeutico, conosciuto anche come “metodo Zamboni”, è di farlo “inseritrenel sistema sanitario nazionale”, ha spiegato ancora Gabriele Rinaldi, “per garantire ai pazienti cure gratuite ed efficaci”.

    Che efficaci lo siano, queste cure, lo testimonierebbero tecniche di intervento private attuate all’estero. E anche dal dossier preparato da Zamboni e dal suo staff medico per presentare il progetto di sperimentazione, condurlo ad approvazione e andare alla ricerca di finanziamenti sia pubblici che privati. Per farlo partire, però, la strada è stata lunga e se già lo scorso luglio sarebbe dovuto iniziare il reclutamento dei pazienti da ammettere, una serie di stop burocratici e di richieste di maggior dettaglio scientifico hanno fatto slittare il via. Ora invece tutto sarebbe pronto.

    Lo è di certo il rapporto con l’Agenzia sanitaria regionale dell’Emilia Romagna, che questa mattina, nel corso di un incontro ad hoc negli uffici di viale Aldo Moro, ha confermato il suo impegno. E lo è anche la definizione dei costi, che in media si aggirano intorno ai 3.500 euro per paziente, fasi pre-intervento, chirurgica, post-operatoria, recupero e verifiche successive comprese. Lo sono inoltre i tempi della sperimentazione, un anno in totale per paziente, e quelli per relazionare la comunità scientifica internazionale, dai 18 ai 24 mesi.

    Infine è pronta anche la campagna pubblicitaria per rendere più capillare le informazioni sulla sperimentazione. Presentata a Bologna presso la sede della Fondazione Carisbo e con il madrinato di Nicoletta Mantovani, presidente onoraria dell’associazione “Ccsvi nella sclerosi multipla”, è stata curata a titolo gratuito dall’agenzia di Lowe Pirella Fronzoni e comprende giornali, affissioni, radio, televisione e web attraverso il sito SogniCoraggiosi.org (lo spot per la Rete ha vinto il festival internazionale per la pubblicità di Cannes). “Quello che vogliamo far conoscere e comprendere”, dice Gisella Pandolfo, presidente della onlus, “è che non si tratta di un approccio fideistico a questa sperimentazione. Ci sono studi in tutto il mondo che confermano la sua validità mentre in Italia capita che le stesse istituzioni sanitarie pongano dei dubbi, quando non veri e propri ostacoli. A breve parleranno i risultati”.

    E Fabio Roversi Monaco, presente in questa sede come presidente della fondazione Hilarescere, co-finanziatrice insieme alla Regione Emilia Romagna di “Brave Dreams”, ha aggiunto a proposito dei 50 mila euro dati da famiglie di persone affette da sclerosi multipla, volontari e sostenitori del progetto: “In un momento di grande difficoltà come questo, non si può che apprezzare un atto di generosità del genere”.

    [/quote1352307148]
    http://www.ccsvi-sm.org/?q=node/1633
    La Nuova Ferrara: La guerra infinita tra Aism e Zamboni
    I dati delle ricerche. Lo studio ‘Cosmo’, promosso e finanziato da Aism e Fism, è durato due anni ed è costato 1.5 milioni, con 1767 casi analizzati (1165 i malati di Sm) e 35 centri neurologici aderenti. E’ stato presentato nel congresso Ectrims, a Lione, nei giorni scorsi e ha approfondito l’aspetto diagnostico, escludendo un collegamento fra Ccsvi e Sm (solo il 3% di compresenza delle due patologie). All’ospedale di Cona è partita lo scorso agosto, in collaborazione con il Bellaria di Bologna, la ricerca ‘Brave Dreams’, finanziata dalla Regione con 2.9 milioni di euro, che nel giro di due anni dovrebbe fornire risposte, con il reclutamento a regime di 687 soggetti e il coinvolgimento di 19 centri in tutta Italia, sul legame fra Ccsvi e Sm e sull’effetto terapeutico dell’intervento di disostruzione delle vene attraverso l’angioplastica. L’Aism, dopo la presentazione dello studio ‘Cosmo’, ha chiesto lo stop delle altre ricerche in corso. Una posizione che ha suscitato perplessità negli ambienti scientifici e accademici e che è già stata definita «inaccettabile» dal rettore di Ferrara, Pasquale Nappi.

    di GIOELE CACCIA


    #49983

    Spiderman
    Partecipante

    A proposito di Zamboni:

    Nicoletta Mantovani: “Guarita dalla sclerosi
    nessun sintomo a sei mesi dall'intervento”

    La vedova di Luciano Pavarotti, sottoposta all'operazione di angiolastica del metodo Zamboni, dichiara al settimanale Gente: “Mi è stata donata una seconda vita”

    ROMA – “A sei mesi dall'operazione mi ritengo guarita dalla sclerosi multipla”. E' una dichiarazione destinata a fare scalpore e riaprire le polemiche quella rilasciata al settimanale “Gente”, in edicola da lunedì, da Nicoletta Mantovani. La vedova di Luciano Pavarotti si è infatti affidata al metodo, ancora molto discusso negli ambienti scientifici internazionali, del chirurgo ferrarese Paolo Zamboni.

    “Non accuso più alcun sintomo: mi è stata data una seconda vita”, dice Mantovani nell'intervista in cui annuncia fra l'altro il suo nuovo impegno nella produzione cinematografica.

    Il Metodo Zamboni, sui cui è in corso in dieci regioni italiane la sperimentazione autorizzata solo quest'anno 1 dal ministero della Salute, fa ricorso a un intervento di angioplastica che mira a risolvere il problema dell'insufficienza venosa cerebrospinale cronica (riassunta nell'acronimo inglese Cssvi). Il restringimento delle vene che vanno dal cuore al cervello, secondo la scuola Zamboni, è una delle cause del meccanismo di autoaggressione del sistema nervoso da parte del sistema immunitario, che genera la sclerosi multipla.

    Proprio i rischi di identificazione, nell'opinione pubblica, del problema Cssvi con la sclerosi multipla e di conseguenti facili entusiasmi su terapie “miracolose” hanno scatenato le polemiche che da sempre accompagnano il dibattito intorno al metodo sperimentato dal direttore del Centro malattie vascolari dell'università di Ferrara. Lo stesso Paolo Zamboni, peraltro, anche in una recente intervista a Repubblica 2, aveva messo in guardia rispetto alle speranze di soluzioni facili, ricordando che la Ccsvi è solo una delle possibili cause della sclerosi multipla, che non sempre è presente nei malati di sclerosi e che nella metà degli interventi mirati i casi di recidiva sfiorano comunque il 50%.

    Davanti a un tema così delicato, la dichiarazione di Nicoletta Mantovani appare dunque un po' spiazzante persino rispetto alla prudenza dei medici che portano avanti il metodo di cura da lei seguito.

    http://www.repubblica.it/salute/medicina/2012/11/10/news/nicoletta_mantovani_guarita_dalla_sclerosi-46334257/?ref=HREC1-1


    #49984

    Spiderman
    Partecipante

    Umberto Veronesi riconosce il ‘Metodo Di Bella’. La fine del boicottaggio

    Il Metodo Di Bella viene finalmente promosso dalla comunità scientifica e con Umberto Veronesi e l’Università di Firenze, confermano l’efficacia della somatostatina contro il cancro.

    METODO DI BELLA – Dopo anni di attacchi insensati e di boicottaggi governativi e di lobby farmaceutiche, la comunità scientifica sembra si stia decidendo a promuovere il metodo Di Bella. Questa volta, il riconoscimento giunge da uno scienziato di provata fama e ben accetto alla classe politica italiana.

    L’Istituto Europeo di Oncologia – IEO – con Umberto Veronesi e l’Università di Firenze, confermano l’efficacia della somatostatina contro il cancro.
    E proprio l’Università di Firenze ha pubblicato una ricerca scientifica “Effetti combinati di melatonina, acido trans retinoico e somatostatina sulla proliferazione e la morte delle cellule di cancro al seno”, che rappresenta una conferma degli studi fatti da Di Bella, un importante punto di riferimento per la comunità scientifica.

    Non tutti sanno che la somatostatina è un polipeptide, sostanza composta di amminoacidi, che ha la proprietà di inibire il principale fattore di crescita, il GH, che ha un ruolo fondamentale nell’insorgenza e proliferazione neoplastica.
    Nel centenario della nascita dello scienziato più discusso, è riabilitata una terapia che per soli fini politici, fu bocciata e ritenuta tossica dal Ministero della Sanità nel 1998, dopo un’assurda e contestata sperimentazione.
    Ma Luigi Di Bella, con il figlio Giuseppe ed i suoi collaboratori, nel silenzio generale ha continuato le sue ricerche, ricevendo migliaia di pazienti e ottenendo una vasta e proficua collaborazione con medici e farmacisti che confermano la bontà della terapia, segnalando ottimi risultati in tutt’Italia.

    L’ultimo caso, che fa ben sperare, riguarda un giovane calabrese affetto da carcinoma squamo cellulare rinofaringe, che ha rifiutato le terapie classiche, rivolgendosi allo staff di Di Bella. Sottoposto al contestato metodo, il paziente dopo due mesi lo IEO ha confermato che “la lesione appare ridotta da T2 a T1“.
    Grazie a questo referto, e con l’intervento del Tribunale, l’ASL è stata obbligata alla somministrazione gratuita della terapia.
    Un’ importante rivincita per lo scienziato di origini siciliane morto nel 2003, troppo frettolosamente bollato come un ciarlatano.

    http://www.news-24h.it/2012/09/umberto-veronesi-riconosce-il-metodo-di-bella-la-fine-del-boicottaggio/


    #49985

    Spiderman
    Partecipante

    “Come siamo guariti dal diabete”

    GRAZIE a tutte le persone che domenica sono venute a Monastier (TV) per il secondo Congresso sul diabete.
    GRAZIE a tutti gli sponsor che hanno creduto nell'iniziativa, e un GRAZIE a Monica, Luisa e Mariano, gli organizzatori e responsabili dell'associazione culturale “Il Soffio del Risveglio”.
    Oltre 700 persone, da svariate regioni d'Italia (Lombardia, Sardegna, Lazio, Puglia) e anche dalla Svizzera.
    L'enorme partecipazione conferma che il diabete è purtroppo un problema sociale in crescita esponenziale che interessa sempre più persone nel mondo occidentale.
    La novità, rispetto il Congresso del 30 marzo scorso, è stata la partecipazione del dottor Francesco Oliviero, medico psichiatra di Palermo, che ha spiegato l'importanza del terreno emozionale nell'ambito del diabete. Il dottor Gennaro Muscari, medico omeopata unicista ed esperto di nutrizione, citando gli ultimi studi medici pubblicati, ha sottolineato quanto le proteine di origine animale predispongano il terreno organico non solo al diabete ma anche a tutte le malattie cardiovascolari, cronico-degenerative e tumorali.
    Marcello Pamio, ha suffragato le tematiche affrontate dai relatori precedenti, fornendo i dati storici dell'aumento, decennio dopo decennio, dall'inizio del secolo scorso ai nostri giorni, degli alimenti raffinati/pastorizzati, zuccheri, grassi idrogenati e delle proteine animali. Il risultato è che un italiano, mangia ogni anno, oltre 517 kg di queste sostanze tossiche e acidificanti!
    E' stata poi la volta del grande dottor Roberto Gava (medico farmacologo, tossicologo e omeopata), che ha toccato il delicatissimo collegamento tra vaccinazioni pediatriche, alimentazione e diabete.
    Alla fine, prima della pausa, è stata presentata l'associazione culturale “Oltre il diabete” (www.oltreildiabete.it). Un'associazione, fondata da persone guarite dal diabete, le stesse che poi hanno testimoniato la loro incredibile esperienza, il cui scopo è divulgativo/informativo e di sostegno alle persone e familiari.
    Infine un ringraziamento va alla d.ssa Veronica Fioretta, l'avvocato che segue gli aspetti legali dell'associazione stessa.

    http://www.disinformazione.it/convegno_guariti_diabete.htm

    Alimentazione Diabetogena

    Grassi idrogenati e grassi saturi di origine animale

    Nel 1912 vengono commercializzati per la prima volta i grassi idrogenati.
    Questi grassi creati dall’industria alimentare, non esistono in natura, per cui non vengono riconosciuti correttamente dall’organismo e creano grossissimi problemi alla salute. Sono in grado di provocare: disturbi cardiocircolatori, obesità, danni alle membrane cellulari, malattie autoimmuni (come il diabete); diminuiscono le HDL (il colesterolo cosiddetto “buono”) e aumentano le LDL (il colesterolo “cattivo”); aumentano le infiammazioni e interferiscono con il funzionamento dell'insulina.
    Tra i grassi idrogenati estremamente pericolosi per la salute, vanno annoverate le margarine, gli oli industriali prodotti ad alte temperature che trasformano il loro acido linoleico, uno dei due acidi grassi essenziali, da cis-cis a cis-trans come vengono chiamati. La prima (cis) é una forma utilizzabile per l’organismo umano, la seconda (trans) una forma non utilizzabile o utilizzabile con danni (1).
    Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.) una persona adulta dovrebbe ingerire meno di 2 grammi al giorno di grassi cis-trans,e il rischio di superare la soglia di sicurezza è altissimo perché tali grassi sono permessi nell’industria alimentare e si trovano in abbondanza nelle merendine che consumano i bambini, nei prodotti da forno di tipo industriale quali pastine, biscotti, dolci, pietanze precotte, surgelate, pollo o pesce impanato, patatine fritte, pizze già pronte, minestre in scatola, miscele per torte e tantissimi altri prodotti.
    Gli oli vegetali che normalmente si acquistano nei supermercati (oliva, arachide, mais, ecc.) vengono prodotti a caldo, in corrente di vapore, per cui si snaturano e diventano tossici per cellule e l’organismo umano.
    Le conseguenze per la salute sono molto gravi: disturbi cardiocircolatori, obesità, danni alle cellule con rischio di tumore, malattie autoimmuni e diabete.
    “ i grassi idrogenati non vengono riconosciuti dal corpo, richiedono tempi lunghissimi di smaltimento, fino a 51 giorni per smaltirne la metà, e sono letteralmente tossici“ (2).
    Le cellule hanno sulla membrana esterna dei recettori specifici per l’insulina: cioè delle speciali serrature che si aprono solamente quando arriva la chiave corretta: l’insulina, facendo così entrare il glucosio, togliendolo dalla circolazione sanguigna.
    Tutti i grassi idrogenati e i grassi saturi di origine animale (carne, uova, pesce, latte e latticini), si depositano nelle membrane esterne delle cellule, provocano la deformazione dei recettori. Il risultato è che le cellule diventano sorde all’insulina stessa.
    Nonostante il pancreas funzioni correttamente e secerni insulina, le cellule non possono essere in grado di usare al meglio l’ormone, e quindi si ha iperglicemia.
    Si consiglia, di conseguenza, di prediligere quindi solo oli vegetali di prima spremitura a freddo (oliva, lino e canapa), da agricoltura biologica e/o biodinamica.

    Cibi raffinati e acidosi

    Le proteine di origine animale e gli alimenti raffinati e pastorizzati (cereali, farine, zuccheri, ecc.), dopo la digestione, rilasciano ceneri acide e quindi fanno aumentare l’acidità dell'organismo.
    L’acidità, oltre a mettere in allarme l’intero organismo e far scattare i meccanismi di protezione (alcalinizzazione degli acidi), induce alti livelli di cortisolo (l’ormone dello stress) secreto dalle ghiandole surrenali, con lo scopo di contrastare le infiammazioni.
    L’aumento di cortisolo da una parte fa aumentare la glicemia, e dall’altro provoca una errata distribuzione del tessuto adiposo nel corpo, soprattutto nella pancia che si sa essere un grasso che partecipa all’insulino-resistenza.
    I cibi raffinati vengono chiamati “calorie vuote” e fanno innalzare bruscamente la glicemia e conseguentemente l’insulina nel sangue.
    Un eccesso di insulina stimola l’appetito e fa aumentare il senso di fame: tutto ciò porterà in breve tempo a un accumulo di grasso e all’obesità.
    Il grasso addominale che cresce sulla pancia, è pericoloso per la salute perché risulta essere molto attivo nel metabolismo. In questo specifico grasso, detto “tessuto adiposo bianco”, si formano acidi grassi liberi e adipochine, sostanze di trasporto, fattori che inducono insulino-resistenza nelle cellule. Per l’organismo tutto ciò è una vera e propria sorgente di ormoni in grado di liberare sostanze pro-infiammatorie con conseguenze negative sulla salute, giacché predispongono a disturbi quali diabete e malattie cardiovascolari.

    [link=http://www.oltreildiabete.it/alimentazione-diabete.html]Continua[/link]


    #49986

    Spiderman
    Partecipante

    #49987

    viandante
    Partecipante

    [quote1354103867=Spiderman]

    [/quote1354103867]
    Quello che a me risulta veramente sbalorditivo è prendere atto della cecità e dell'ottusità dei medici, che anche di fronte a certe evidenze continuano imperterriti a proporre le loro fallimentari soluzioni.
    E onestamente credo che non si tratti ne' di malafede ne' di interressi, ma semplicemente il loro condizionamento è talmente potente che gli impedisce di vedere anche l'ovvio, un ovvio che :hehe: ovviamente si trova al di la' del loro paradigma. Parlo non per giudizio, ma per conoscenza diretta!


    #49988
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    [quote1354106042=viandante]
    [quote1354103867=Spiderman]

    [/quote1354103867]
    Quello che a me risulta veramente sbalorditivo è prendere atto della cecità e dell'ottusità dei medici, che anche di fronte a certe evidenze continuano imperterriti a proporre le loro fallimentari soluzioni.
    E onestamente credo che non si tratti ne' di malafede ne' di interressi, ma semplicemente il loro condizionamento è talmente potente che gli impedisce di vedere anche l'ovvio, un ovvio che :hehe: ovviamente si trova al di la' del loro paradigma. Parlo non per giudizio, ma per conoscenza diretta!
    [/quote1354106042]
    :fri:


    #49989

    Spiderman
    Partecipante

    [quote1354124963=viandante]

    Quello che a me risulta veramente sbalorditivo è prendere atto della cecità e dell'ottusità dei medici, che anche di fronte a certe evidenze continuano imperterriti a proporre le loro fallimentari soluzioni.
    E onestamente credo che non si tratti ne' di malafede ne' di interressi, ma semplicemente il loro condizionamento è talmente potente che gli impedisce di vedere anche l'ovvio, un ovvio che :hehe: ovviamente si trova al di la' del loro paradigma. Parlo non per giudizio, ma per conoscenza diretta!
    [/quote1354124963]

    A me viene da pensare a tutta quella gente che muore ed è morta tra stenti indicibili a causa di questa ottusità. Ma non c'è solo quella, gli interessi economici rimangono all'apice di questo silenzio/insabbiamento. “Noi”, siamo la cura dei portafogli di questi maledetti commercianti di veleni spacciati per medicine.


    #49990
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    http://www.matteodallosso.org/?p=1315
    LETTERA APERTA A TUTTI I NEUROLOGI…
    Da cittadino Italiano mi chiedo e vi chiedo per quale motivo non venga finanziata una sperimentazione potenzialmente rivoluzionaria con un costo 400 volte inferiore al totale speso in un singolo anno (cioè un 1 miliardo di euro). Non capiamo per quale motivo non sovvenzionarla?
    Sarebbe il modo migliore per toglierci tutti i dubbi sulla malattia e consentitemi sulla Vostra buona fede. La domanda allora è semplice: “perché non farla questa sperimentazione?”. Sembra quasi che abbiate “paura” di perdere qualcosa… forse pazienti???
    Da tempo non sono più in cura da nessun neurologo, è vero questa è solo la mia storia personale… Penso però che se continuate così ne perderete anche molti altri… Lo dico per Voi davvero, perché io di Voi non mi fido più e come me stanno iniziando a pensare tante altre persone…


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