Bavaglio su Internet

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Questo argomento contiene 130 risposte, ha 25 partecipanti, ed è stato aggiornato da  iniziato 11 anni, 2 mesi fa.

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    Articoli
  • #106108
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    http://www.repubblica.it/rubriche/la-legge-bavaglio/2010/05/12/news/censura_internet-4024364/
    Con queste norme il governo
    vuole colpire anche internet

    Puoi firmare la petizione sul sito nobavaglio.it http://www.nobavaglio.it/


    #106109
    kingofpop
    kingofpop
    Partecipante

    k scemenza


    #106110
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Gli Usa vorrebbero l'interruttore per spegnere Internet
    -|-
    In via di approvazione la legge che permetterebbe al presidente di disconnettere la Rete per ragioni di sicurezza nazionale. Ma la legge ammazza-internet non a tutti piace.

    Non è un mistero per nessuno il fatto che parte della guerra moderna si possa combattere con mezzi decisamente poco tradizionali, come attacchi mirati alle infrastrutture connesse a Internet, sfruttandone i punti deboli.

    Per prevenire scenari di questo tipo il governo americano ha creato il National Center for Cybersecurity and Communications, un'agenzia che ha proprio il compito di sorvegliare gli accessi virtuali agli Stati Uniti e prendere provvedimenti in caso di minacce.

    Ora, con l'approvazione preliminare da parte della Commissione per la Sicurezza nazionale e gli Affari governativi del Senato, un nuovo tassello si aggiunge al puzzle della cybersicurezza americana, un tassello che ha scatenato la preoccupazione di quanti vedono troppo potere potenzialmente censorio accentrato nelle mani di uno solo: concedere al presidente americano la facoltà di “spegnere” Internet per un massimo di 120 giorni in caso di gravi minacce.

    In base alla proposta di legge – avanzata dal senatore Joseph Lieberman e approvata in Commissione – il presidente, qualora ritenga che sia tangibile il rischio di un attacco informatico che possa “causare danni elevati e perdite di vite umane”, potrà imporre ai provider, ai motori di ricerca e alle aziende di software di interrompere la fornitura dei servizi per, appunto, un periodo di tempo non superiore ai quattro mesi (per un eventuale prolungamento della sospensione occorre il parere favorevole del Congresso).

    Tutto ciò è contenuto nel provvedimento denominato Protecting Cyberspace as a National Asset Act (Legge per la protezione del cyberspazio quale risorsa nazionale) ma più comunemente noto come Internet Kill Switch, quasi che rappresenti un bottone che il presidente Usa può premere per spegnere Internet.

    Le conseguenze di questa legge – qualora ricevesse l'approvazione definitiva al Congresso – non sono certe. Tanto per iniziare, la definizione delle minacce che consentirebbero di agire è quantomai vaga, e il pericolo che ciò possa esporre ad abusi a molti sembra concreto.

    D'altra parte c'è anche chi sostiene che questa proposta in realtà limiti i poteri del presidente, attualmente più ampi: in base a una legge del 1934 (il Communications Act) già ora, in teoria, potrebbe imporre lo stop ai servizi di connessione, e senza limiti particolari.

    C'è poi la questione della natura stessa di Internet, ossia una rete interconnessa che non si limita certo agli Stati Uniti: spegnerne una parte avrebbe con ogni probabilità ricadute pesanti anche sugli altri Stati del mondo, che si troverebbero a dipendere dalle decisioni prese a Washington su un'infrastruttura a oggi fondamentale per il funzionamento di pressoché ogni servizio o impiego.

    Il che porta naturalmente alla non nuova considerazione sulla Rete come una creatura sostanzialmente americana, nonostante le recenti aperture di organismi importanti come l'Icann.

    D'altra parte Internet è nata come rete basata su nodi centrali importanti (basti pensare ai server DNS) e solo da poco si fanno notare alternative completamente decentralizzate come Netsukuku, le quali tuttavia si trovano in uno stadio poco più che embrionale.

    La discussione è ancora aperta e le associazioni per i diritti civili stanno facendo sentire la propria voce, chiedendo che la norma specifichi più chiaramente quali siano le conseguenze concrete sulle comunicazioni – e sulle libertà – qualora si decida di attuare il “blackout programmato di Internet”.

    http://www.zeusnews.com/index.php3?ar=stampa&cod=12645


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #106111

    sephir
    Partecipante

    NESSUN TELEGIORNALE HA AVUTO IL PERMESSO DI DIFFONDERE QUESTA NOTIZIA
    >>
    >> Qualche giorno fa il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza
    >> (D.d..L. 733) tra gli altri con un emendamento del senatore Gianpiero D'Alia
    >> (UDC)
    >> identificato dall'articolo 50-bis: “Repressione di attività di apologia o
    >> istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet”; la prossima settimana
    >> Il testo approderà alla Camera come articolo nr. 60.
    >>
    >> Questo senatore NON fa neanche parte della maggioranza al Governo… il che
    >> la dice lunga sulle alleanze trasversali del disegno liberticida della
    >> Casta.
    >> In pratica in base a questo emendamento se un qualunque cittadino dovesse
    >> invitare attraverso un blog (o un profilo su fb, o altro sulla rete) a
    >> disobbedire o a ISTIGARE (cioè.. CRITICARE..??!) contro una legge che
    >> ritiene
    >> ingiusta, i providers DOVRANNO bloccarne il blog o il sito.
    >>
    >> Questo provvedimento può far oscurare la visibilità di un sito in Italia
    >> ovunque si trovi, anche se è all'ESTERO; basta che il Ministro dell'Interno
    >> disponga con proprio decreto l'interruzione dell'attività del blogger,
    >> ordinandone il blocco ai fornitori di connettività alla rete internet.
    >> L'attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro 24 ore; pena, per
    >> i
    >> provider, sanzioni da 50.000 a 250.000 euro.
    >> Per i blogger è invece previsto il carcere da 1 a 5 anni oltre ad una pena
    >> ulteriore da 6 mesi a 5 anni perl'istigazione alla disobbedienza delle leggi
    >> di ordine pubblico o all'ODIO (!) fra le classi sociali.
    >> MORALE: questa legge può ripulire immediatamente tutti i motori di ricerca
    >> da tutti i link scomodi per la Casta.
    >>
    >> In pratica sarà possibile bloccare in Italia (come in Iran, in Birmania e in
    >> Cina) Facebook, Youtube e la rete da tutti i blog che al momento
    >> rappresentano in Italia l'unica informazione non condizionata e/o
    >> censurata.
    >>
    >> ITALIA: l'unico Paese al mondo in cui una media company (Mediaset) ha
    >> citato YouTube per danni chiedendo 500 milioni euro di risarcimento.
    >>
    >> Con questa legge non sarà più necessario, nulla sarà più di ostacolo anche
    >> in termini PREVENTIVI.
    >> Dopo la proposta di legge Cassinelli e l'istituzione di una commissione
    >> contro la pirateria digitale e multimediale che tra meno di 60 giorni dovrà
    >> presenterà al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo
    >> emendamento al “pacchetto sicurezza” di fatto rende esplicito il progetto
    >> del Governo di “normalizzare” con leggi di repressione internet e tutto il
    >> sistema di relazioni e informazioni che finora non riusciva a dominare.
    >>
    >> Mentre negli USA Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet, l'Italia
    >> prende a modello la Cina , la Birmania e l'Iran.
    >> Oggi gli UNICI media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati
    >> la rivista specializzata “Punto Informatico” e il blog di Grillo.
    >> Fatela girare il più possibile per cercare di svegliare le coscienze
    >> addormentate degli italiani perché dove non c'è libera informazione e
    >> diritto di critica la “democrazia” è un concetto VUOTO.
    >>
    >> documentazione diffusa da Coordinamento degli Enti Locali per la Pace e i
    >> Diritti Umani

    essendomi arrivata questa email, non avendo letto tutta la discussione (mi dispiace ma ho pochissimo tempo e devo leggere taaaaaaantissime cose su ag!), pensando che tutt'al più rileggere un monito un fa mai male per chi voglia sapere e volendovi tutti bene (smetto con il gerundio =_= ), ho postato questo messaggio…

    siamo alle strette, molto…


    #106112

    ezechiele
    Partecipante

    non ci resta che affidarci tutti a San Pietrino! :hehe:

    scusa Sephir, sdrammatizzo… finché si può


    #106114

    sephir
    Partecipante

    [quote1277762856=ezechiele]
    non ci resta che affidarci tutti a San Pietrino! :hehe:

    scusa Sephir, sdrammatizzo… finché si può
    [/quote1277762856]

    :hehe: , bè se non sdrammatizziamo adesso eze, che ce n'è assoluto bisogno!
    intanto io mi devo fare un archivio che non ho mai potuto allestire con i materiali più importanti

    ah, bello, immagina una pubblicazione, un libro “Altro Giornale” con tutta una
    scansione dei vari argomenti affrontati, gli articoli più importanti resi in modo da poter
    essere d'aiuto a chi voglia inoltrarsi …. #fisc non funziona eh…

    ma che idea! !dodge :vir:


    #106113
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    per me si stanno tirando la porta sul naso da soli..


    #106115
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    L'UE CONTROLLERA' I CITTADINI CON OPINIONI RADICALI
    http://www.vocidallastrada.com/2010/06/lue-controllera-i-cittadini-con.html

    [youtube=425,385]GFxgxG0OO-4


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #106116

    ezechiele
    Partecipante

    possono essere cosi ottusi da non rendersi conto che in questo modo favoriscono la tanto temuta radicalizzazione del confronto?

    no, direi di no, quando hai pistole e manganelli e' ovvio favorire lo scontro….


    #106117
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    https://www.facebook.com/brig.zero

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