Bavaglio su Internet

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Questo argomento contiene 130 risposte, ha 25 partecipanti, ed è stato aggiornato da  iniziato 10 anni, 6 mesi fa.

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  • Autore
    Articoli
  • #106129
    prixi
    prixi
    Amministratore del forum

    Pas non dirlo neppure per scherzo ! 🙁
    … nel topic “petizioni da firmare” Deg ha postato il link per firmare la petizione sull'oscuramento 😉


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #106130
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    In questi anni i tentativi di imbavagliare la rete sono stati numerosi e finora tutti (emendamento D’Alia; legge Carlucci; legge Barbareschi; comma 29 della legge sulle intercettazioni, ecc.) sono stati poi accantonati grazie a imponenti mobilitazioni, on e offline. Questa volta, invece, mancano pochi giorni all’approvazione di una nuova delibera Agcom che a detta di Associazioni, blogger, esperti e cittadini, mette a rischio l’Internet libero in Italia. E tutto ciò succede all’indomani delle elezioni amministrative e dei referendum che hanno dimostrato quanto sia rilevante il potere della Rete nel diffondere informazioni e campagne boicottate dalle reti televisive.

    Agcom è l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, che dovrebbe vigilare i maniera indipendente sul sistema delle comunicazioni ma che in realtà ha vertici e consiglieri designati dai partiti (tra questi da ricordare l’ex consigliere Giancarlo Innocenzi intercettato al telefono con Berlusconi mentre si adoperava per far chiudere Annozero). Con la delibera in questione – tesa a contrastare la pirateria online -, l’Agenzia si arroga il diritto, su segnalazione dei vari detentori del diritto d’autore (Siae, case discografiche, reti Tv, ecc.) di imporre a qualsiasi sito Internet che si ritiene violi il copyright, “la rimozione dei contenuti” e, nel caso di server straniero, l’inibizione del sito tramite il blocco dell’indirizzo Ip. Il tutto senza aspettare la decisione di un giudice, passaggio attualmente obbligato.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/28/lagcom-vuole-imbavagliare-la-rete-nuova-delibera-sul-diritto-dautore/129945/


    #106131

    Xeno
    Partecipante

    [quote1309358407=Richard]
    E tutto ciò succede all’indomani delle elezioni amministrative e dei referendum che hanno dimostrato quanto sia rilevante il potere della Rete nel diffondere informazioni e campagne boicottate dalle reti televisive.

    [/quote1309358407]
    Esatto Richard hai centrato il punto

    Cmq voi Admin [u]se fosse il caso[/u] dateci delle dritte per nn mettere a repentaglio AG


    #106132
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    se in fondo agli articoli che trovate leggete
    riproduzione riservata
    al massimo copiate due righe o il titolo e linkate

    se un video di youtube può violare un copyright potremmo mettere solo il link al video e non il video visibile nel forum

    ad esempio…
    comunque sia dipende come verrebbe applicata la
    perchè dovrebbero chiudere moltissimi siti e forum

    io personalmente evito di riportare da siti che mettono materiale in rete e poi ci scrivono “questo è mio non toccare assolutamente”, perchè è semplicemente ridicolo, allora non entrare in rete..


    #106133

    Erre Esse
    Partecipante

    Un'altra petizione contro la direttiva dell'AGCOM:

    http://sitononraggiungibile.e-policy.it/


    #106134
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    Web, copyright, libertà e manette
    di Davide Ludovisi
    “Se la conoscenza deve essere aperta a tutti, perché mai limitarne l’accesso?”. Ecco, questo è il fulcro del dibattito di questi giorni riguardante i provvedimenti dell’AgCom, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni nei confronti del World Wide Web, ciò che state usando in questo momento.

    Racchiusa in una breve domanda, attribuita a Richard Stallman (uno dei fondatori del movimento del software libero e autore del Manifesto dell’Etica degli Hacker), ci sta tutto: proteste, contro-proteste, provvedimenti e arresti. Tutto in nome della libertà, da una parte e dall’altra. Può sembrare una domanda retorica, una di quelle domande alle quali ora, nel 2011, si tende a rispondere senza pensarci troppo: “Appunto, c’è Internet”. Già, perché quello che diamo per scontato, la libertà di ricercare e trovare informazioni in tempo reale, ovunque ci si trovi, tanto scontato non lo è.

    Ma ritorniamo alla domanda iniziale, una domanda alla quale l’Agcom ha trovato una risposta non troppo ovvia. In sostanza: se la conoscenza minaccia il diritto d’autore allora questa conoscenza va limitata. È un’estrema sintesi, ovviamente, ma riassume quanto è stato presentato ufficialmente dall’Autorità lo scorso 17 dicembre. I contenuti web giudicati lesivi al copyright dovranno essere rimossi. In molti devono aver guardato fuori dalla finestra per controllare di non essere stati teletrasportati in Cina durante la notte. In realtà nelle linee guida si prevedeva anche un contraddittorio, con un limite però di soli cinque giorni, alla scadenza dei quali l’AgCom avrebbe provveduto a chiudere il sito incriminato. Per capire la portata di un provvedimento del genere, prendetevi tre minuti di tempo: navigate a casaccio in rete e controllate quanti filmati, immagini e contenuti dimostrano chiaramente di rispettare il copyright degli autori originari.

    Alle ore 13.00 di martedì 28 giugno, però succede qualcosa. Il sito dell’AgiCom smette quasi del tutto di funzionare, è praticamente irraggiungibile. È successo che un gruppo di hacker della rete Anonymus ha colpito al cuore l’Autorità con gli stessi suoi mezzi: bloccandone il sito. Se il messaggio non fosse sufficientemente chiaro, in una nota del gruppo si legge: “L’Agcom vorrebbe istituire una procedura veloce e puramente amministrativa di rimozione di contenuti online, considerati in violazione della legge sul diritto d’autore. L’Autorità potrebbe sia irrogare sanzioni pecuniarie molto ingenti a chi non eseguisse gli ordini di rimozione, sia ordinare agli Internet Service Provider di filtrare determinati siti web in modo da renderli irraggiungibili dall’Italia. Il tutto senza alcun coinvolgimento del sistema giudiziario”.

    Mancano infatti otto giorni al fatidico 6 luglio, data in cui è prevista l’entrata in vigore del nuovo regolamento sui contenuti che online violerebbero il diritto d’autore. Ma non sono solo gli hacker a mobilitarsi, è l’intera rete, che poi significa banalmente chiunque abbia una connessione Internet. Da Twitter a Facebook, com’è successo con l’ultimo referendum, scatena un tam-tam che soverchia i classici media (tv, radio e stampa), che ne amplificano il messaggio. Sitononraggiungibile e Agoràdigitale diventano i punti di riferimento web della mobilitazione, che come sempre più spesso accade, sfocia in una grande manifestazione “fisica”. Martedì 5 luglio a Roma blogger, attivisti, politici e gente comune partecipano alla cosiddetta “Notte della Rete”, una manifestazione di “veglia”, il giorno prima delle decisioni finali.

    Nel frattempo il dibattito si è acceso: se da una parte c’è chi non vorrebbe limitare in alcun modo la condivisione dei contenuti web, dall’altra, ad appoggiare le decisioni di AgCom c’è per esempio la comunità dei 100autori (un’associazione che consorzia oltre 400 artisti nell’ambito cinematografico e televisivo) e l’Anica (la confindustria del Cinema), il cui presidente, Riccardo Tozzi, bolla la protesta come “un attacco frontale condotto con una finezza d’argomentazione degna di Goebbels”, paventando una regia occulta di Google e Microsoft per cancellare il diritto d’autore in rete.

    Ad ogni modo, anche all’interno dell’AgiCom cominciano ad esplodere i dubbi. A un giorno dalla data fatidica si dimettono a ruota il commissario Nicola D’Angelo e il suo successore Gianluigi Magri, esprimendo perplessità sul provvedimento. Lo stesso giorno, quello della “Notte della Rete”, altro colpo di scena: con un’operazione di polizia internazionale, denominata “Secure Italy”, viene arrestato il ventiseienne ticinese Antonio Apruzzese, a capo del gruppo Anonymus, composto da 14 hacker (tutti giovanissimi, cinque sono addirittura minorenni).

    Ma le sorprese non finiscono qui. Arriva il 6 luglio. L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni approva con sette voti a favore, uno contrario e un astenuto lo schema di regolamento sul diritto d’autore. Ma la procedura pare essere piuttosto diversa da quanto previsto: se viene riconosciuta la violazione del diritto d’autore, il gestore del sito può rimuovere i contenuti entro quattro giorni dalla notifica. In caso contrario, chi ha segnalato l’illecito potrà rivolgersi all’Autorità che dopo un contraddittorio di dieci giorni potrà impartire un ordine di rimozione selettiva dei contenuti illegali nei successivi venti giorni, prorogabili in altri quindici. Sono comunque esclusi: “I siti non aventi finalità commerciale o scopo di lucro; l’esercizio del diritto di cronaca, commento, critica o discussione; l’uso didattico e scientifico; la riproduzione parziale, per quantità e qualità, del contenuto rispetto all’opera integrale che non nuoccia alla valorizzazione commerciale di questa”. Questa procedura, però, può essere bloccata in caso di ricorso giudiziario di una delle parti, e comunque i provvedimenti dell’AgiCom potranno essere impugnati dinanzi al TAR del Lazio.

    La mobilitazione sembra quindi aver prodotto risultati concreti, ma forse questa storia a singhiozzo riserva un sequel. Innanzitutto perché devono passare ancora due mesi di consultazione pubblica, a cui seguirà la decisione finale, verosimilmente ad ottobre. E poi perché AgCom avrebbe chiesto al governo che in sede di recepimento della direttiva comunitaria sul Telecom Package, le venga assegnato il potere di intervento e controllo diretto sui siti che violerebbero il diritto d’autore.

    Alla prossima puntata.
    http://oggiscienza.wordpress.com/2011/07/07/web-copyright-liberta-e-manette/


    #106135

    Xeno
    Partecipante

    [quote1310035745=Richard]
    se in fondo agli articoli che trovate leggete
    riproduzione riservata
    al massimo copiate due righe o il titolo e linkate

    se un video di youtube può violare un copyright potremmo mettere solo il link al video e non il video visibile nel forum
    [/quote1310035745]

    Negli stati uniti inizia a diventare pesante la cosa:

    Professori in legge avvertono che la nuova legislazione permetterà allo stato di chiudere i siti web per aver linkato altri siti che ospitano materiale soggetto a copyright

    -|-

    http://comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=8573


    #106136
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    [quote1310039316=Xeno]
    [quote1310035745=Richard]
    se in fondo agli articoli che trovate leggete
    riproduzione riservata
    al massimo copiate due righe o il titolo e linkate

    se un video di youtube può violare un copyright potremmo mettere solo il link al video e non il video visibile nel forum
    [/quote1310035745]

    Negli stati uniti inizia a diventare pesante la cosa:

    Professori in legge avvertono che la nuova legislazione permetterà allo stato di chiudere i siti web per aver linkato altri siti che ospitano materiale soggetto a copyright

    -|-

    http://comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=8573

    [/quote1310039316]
    per me creano un caos tale che si zappano i piedi..


    #106118

    Erre Esse
    Partecipante

    Se censurano internet per davvero, con la scusa pietosa del copyright (su YouTube ormai si trova qualunque brano musicale protetto dal copyright), è la volta che si infuriano veramente centinaia di migliaia di persone, se viene a mancargli la valvola di sfogo di internet.
    Le istituzioni vogliono davvero questo?
    Non è che si tratta di test per saggiare gli umori della popolazione?


    #106137
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    Riprendiamoci internet
    di Federica Sgorbissa

    NOTIZIE – Mentre in italia AgCom taglia la questione del diritto d’autore (e del controllo della rete) in iternet con l’accetta (e la SIAE approfitta per vestirsi con la calzamaglia verde di Robin Hood, paladina della difesa degli “autori”) – ma, tranquilli, non siamo gli unici, tanto per fare un esempio Sarkozy è un altro gran creativo dalle proposte geniali – in Scozia si sta tenendo la conferenza TED Global, un’occasione ghiotta per seguire approfondimenti su innovazione, tecnologia e scienza davvero al top, nel senso mondiale del termine.

    Proprio sul controllo di internet è centrato il primo talk dell’evento messo online sul sito di TED (la conferenza può anche essere seguita anche in diretta tramite webcast, ma il prezzo non è proprio “light”: 500 dollari. C’è però da dire che TED poi rilascia tutti i contenuti con licenze Creative Commons, libere per l’uso e la condivisione a scopi non commerciali).

    Rebecca MacKinnon, esperta di censura e controllo della rete (soprattutto per quanto riguarda la Cina), ex direttore delle sezioni di Tokyo e Pechino della CNN e tante altre cose, fa un discorso lucido su come oggi il diritto di espressione dei cittadini in rete sia mediato dalle grandi compagnie private che forniscono servizi su internet, e non controllato direttamente dai governi (secondo il modello storicamente più tradizionale), che a loro volta talvolta sembranno più interessati a garantire i profitti delle grandi compagnie (private) dell’intrattenimento che la libertà di espressione dei cittadini.

    Garantire un bilancio fra la necessità di sicurezza (e di vitalità di un sistema economico) e i diritti civili è un problema complesso, sottolinea MacKinnon, si devono necessariamente sviluppare nuovi strumenti e modelli che tengano conto non solo di fattori politici, ma anche del mercato e degli avanzamenti tecnologici. Cosa per la quale al momento i governi sembrano poco equipaggiati. E dalla parte dei cittadini, continua MacKinnon, resta fondamentale mantenere alta l’attenzione e l’impegno anche a suon di proteste. “Come non è successo che le industrie un giorno han smesso di versare inquinanti nei fiumi o di far lavorare bambini di dieci anni solo perché un giorno un CEO si è svegliato e ha deciso che non era giusto farlo, ma ci sono voluti decenni di battaglie civili per ottenere questi risultati” lo stesso vale per la liberta di espressione su internet.

    Ricordiamo infine che Le Nazioni Unite hanno dichiarato l’accesso internet un diritto civile.

    http://oggiscienza.wordpress.com/2011/07/14/riprendiamoci-internet/#more-20576


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