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Questo argomento contiene 891 risposte, ha 49 partecipanti, ed è stato aggiornato da farfalla5 farfalla5 4 anni, 6 mesi fa.

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  • #112698
    prixi
    prixi
    Amministratore del forum

    oggi ho visto un video che voleva dimostrare che non funziona… ma a parte il video che lascia il tempo che trova, ho letto alcuni commenti che dicevano di averlo provato e che non funziona …
    metto solo il link, perchè non sono sicura della veridicità nè del video, nè dei commenti … valutate voi


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #112699

    deg
    Partecipante

    Il regime birmano cede alle proteste
    Non costruirà la mega-diga sul fiume sacro

    E’ un “successo della società civile”, un “cedimento del regime”, un “segnale di apertura”. Gli osservatori sono sorpresi e spiazzati nel commentare la decisione del presidente del Myanmar, l’ex generale Thein Sein, che ha annunciato, in una lettera al Parlamento, il blocco dei lavori della diga di Myitsone, sul fiume Irrawaddy, nel Nord del paese. Un provvedimento tanto più significativo se si pensa che è una autentica “marcia indietro”: il governo, per difendere il progetto della diga, non aveva esitato a sferrare una dura campagna militare contro le minoranze etniche kachin che, vedendo i propri territori inondati e migliaia di sfollati, aveva ripreso la resistenza armata.

    Ma Thein Sein si è trovato, nei giorni scorsi, a monitorare una insolita mobilitazione popolare. A Rangoon si sono susseguiti incontri di giovani, comunità religiose, attivisti. Manifestazioni e conciliaboli che i militari guardavano con sospetto. Tanto che qualche autobus è stato fermato e alcuni attivisti arrestati per timore volessero rinverdire la “rivoluzione zafferano” di quattro anni or sono. Allora i monaci buddisti sfilarono e protestarono pacificamente per chiedere al regime democrazia e diritti umani. Seguì una repressione che fece almeno 31 morti e 200 monaci sequestrati e scomparsi.

    Il movimento di questi giorni, però, non era solo “di colore arancione”: c’erano cantanti, poeti, giornalisti, letterati, accanto a contadini e pescatori, giovani e studenti. Il popolo birmano si è unito per difendere il grande fiume Irrawaddy che, come il Nilo per l’Egitto, rappresenta l’anima, lo spirito, la vita stessa della nazione birmana. La percorre da Nord a Sud, irrora i campi e fertilizza le terre, dà sostentamento ai pescatori e a milioni di famiglie. E’ il fiume sacro, è l’asse centrale di un ecosistema che regge villaggi comunità grandi e piccole, insomma l’intera nazione.

    “Questa volta il regime al potere l’ha fatta grossa”, diceva la gente a Rangoon.
    ……………… http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/30/il-regime-birmano-cede-alle-protestenon-costruira-la-mega-diga-sul-fiume-sacro/161171/


    #112700
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1317420112=deg]
    Il regime birmano cede alle proteste
    Non costruirà la mega-diga sul fiume sacro

    [/quote1317420112]
    !lol !lol !lol


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #112701
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    #112702

    Anonimo

    http://www.tzetze.it/tzetze_news.php?url=http%3A%2F%2Fwww.tuttogreen.it%2Fnew-york-il-sindaco-bloomberg-annuncia-larrivo-di-70-nuovi-taxi-elettrici%2F

    New York: il sindaco Bloomberg annuncia l’arrivo di 70 nuovi taxi elettrici
    by JESSICA INGRAMI on 30 SEPTEMBER 2011 · 0 COMMENTI

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    New York, “the Big Apple”, tiene fede alla sua vocazione “green” grazie alle iniziative del proprio sindaco. Michael Bloomberg, infatti, ha recentemente lanciato il programma PlanNYC per “una New York più grande, più verde”, con cui ha sostituito i vecchi e inquinanti veicoli a combustione.

    La municipalità di New York City ha già la flotta con più veicoli a basso impatto ambientale degli Stati Uniti ma, con le ultime disposizioni di Bloomberg, l’arrivo di 70 nuovi mezzi di trasporto porterà il totale a 430 veicoli elettrici, così da creare un ambiente più sostenibile per i residenti.

    Il sindaco crede nel buon esempio e intende procurare ai propri concittadini elementi concreti sui quali riflettere: «Messe davanti ai fatti, le persone diventano più propense a scegliere un veicolo elettrico. Il nostro compito è quello di garantire al pubblico la possibilità di toccare con mano, di assicurargli la possibilità di prendere le proprie decisioni e di fornirgli le infrastrutture necessarie se vogliono guidare una vettura elettrica».

    In effetti, un sondaggio condotto da McKinsey & Company per la città ha mostrato che il 21% dei consumatori aveva più probabilità di acquistare un veicolo elettrico dopo essere stato istruito sul suo funzionamento. Questa deve essere sembrata un’ottima notizia al sindaco Bloomberg siccome, allo stato attuale, il trasporto è responsabile del 20% delle emissioni di diossido di carbonio complessive della Grande Mela. Un veicolo elettrico ne emette circa un quarto rispetto alla vettura media, i costi dell’elettricità sono soggetti a un rincaro più lento e sono più stabili rispetto ai prezzi del petrolio.

    Un “benarrivate”, quindi, alle ultime 50 Chevrolet Volt che hanno ampliato il parco auto della polizia. Le Volt si affiancano alle 40 Nissan Altima Hybrid già in forza e attendono i nuovi arrivi: 10 furgoni Ford Transit Connect e 10 camion Navistar E-star.


    #112704
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    (Rinnovabili.it) – Rinnovabili avanti tutta. La Repubblica Popolare cinese sta impostando la propria politica energetica puntando su risparmio energetico e green economy e ha deciso di investire 2.000 miliardi di yuan (313 miliardi di euro circa) nel campo rinnovabili e delle tecnologie a basse emissioni di carbonio per i prossimi cinque anni.
    http://www.rinnovabili.it/energia/finanziamenti/cina-310-miliardi-a-favore-dell%E2%80%99eco-sviluppo/


    #112703
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    E la Russia? La Russia dovrebbe dare un esempio massiccio no?

    Vai Russia!


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #112705
    sphinx
    sphinx
    Partecipante

    Firenze, 5 ottobre 2011 – Buone notizie per i nostri amici a quattro zampe: quattordici cani dati in adozione, dieci restituiti ai proprietari, sei casi difficili trattati, visite dei cittadini in continuo aumento: dalle 23 di giugno alle 116 di settembre.

    Questo è il bilancio dei primi tre mesi di attività del ‘Parco degli animali’, il nuovo canile comunale inaugurato il 17 giugno scorso nella grande area di Ugnano, che attualmente ospita 50 cani. Fra loro anche ‘Chiorbaciov’, un meticcio raccolto, recuperato ed educato dal personale del canile, che ieri ha partecipato alla presentazione dei dati con l’assessore alle Politiche del territorio Elisabetta Meucci, il direttore dell’Ambiente Pietro Rubellini, il responsabile della struttura Arnaldo Melloni e gli operatori.

    L’obiettivo principale del canile rifugio è trovare una casa per tutti gli animali ospiti con un programma di rieducazione che comprende tecniche di avvicinamento alle persone, condotta al guinzaglio, uso della museruola, obbedienza ai comandi. Per le adozioni (info: 055 7352018; adozioni.animali@comune.fi.it) viene utilizzato un protocollo, con l’obiettivo di raccogliere maggiori informazioni possibili sulla persona interessata all’adozione, per poter affidare ‘il cane giusto alla persona giusta’.

    “Il canile è una struttura bellissima – spiega l’assessore Meucci – . Non solo perché dà una risposta al problema dell’abbandono, ma anche perché è un luogo di aggregazione per le persone che si è perfettamente integrato nel territorio. Lo dimostra il successo che ha con i residenti della zona: temevano degrado e rumore, hanno trovato un luogo dove trascorrere un pomeriggio in mezzo alla natura e agli animali”. Il Parco è gestito direttamente dall’amministrazione comunale con 8 dipendenti. Inoltre in accordo con la struttura carceraria di Sollicciano e dopo un corso finanziato dal Rotary, è attivo un progetto di inserimento lavorativo dei detenuti.

    http://www.lanazione.it

    :cor: :cor: :cor:


    #112706
    sphinx
    sphinx
    Partecipante

    [color=#ff0000][size=24]Animali: gatti nei reparti degli ospedali- [/color]

    Gatti nei reparti degli ospedali italiani, per regalare sorrisi ai pazienti e migliorare la loro ripresa agevolando il ritorno a casa. La proposta arriva dall'Associazione italiana difesa animali ed ambiente (Aidaa), che in questi giorni sta inviando decine di email a direttori generali e sanitari dei maggiori ospedali italiani per chiedere, appunto, l?introduzione nei reparti di degenza riservati a bambini e anziani – esclusi ovviamente i reparti chirurgici e di emergenza e urgenza e le rianimazioni – il 'gatto di reparto'.

    Secondo l?idea proposta da Aidaa, nei reparti di pediatria e nelle riabilitazioni potrebbe essere inserito, ovviamente dopo i determinati controlli e le autorizzazioni sanitarie necessarie, uno o più gatti che dovrebbero avere l?accesso libero sia nelle parti comuni che nelle stanze dei degenti. Obiettivo creare una vera e propria simbiosi tra il personale e i pazienti, specialmente quelli a lungo degenza, con lo scopo di attivare una forma continua di pet-terapy.

    “Il gatto di reparto è sicuramente una proposta innovativa che potrebbe lanciare un segnale positivo proprio a favore di quelle categorie di pazienti che sono soggetti a lunghi e a volte delicati ricoveri – sostiene il presidente nazionale di Aidaa Lorenzo Croce – in questa prima fase abbiamo inviato una lettera ai direttori dei maggiori ospedali italiani e di quelli dove la pet-terapy è una pratica ormai consolidata. Se lo vorranno, siamo pronti a spiegare la proposta e a dare una mano per realizzare questa esperienza. Crediamo nella interazione uomo-animali, e siamo certi, anche sulla scorta di esperienze conosciute direttamente come quella dei cavalli in carcere, che la presenza di un gatto in reparto possa giovare molto all?umore dei pazienti, specialmente se si tratta di bambini o anziani soli, che provano piacere e si sentono appagati nel prendersi cura di un animale”.

    http://www.libero-news.it :cor: :cor: :cor:


    #112707
    sphinx
    sphinx
    Partecipante

    [color=#ff0000]MILANO: PRESENTATA OGGI CERTIFICAZIONE ITALIANA PRODOTTI 100% GREEN [/color]

    – Milano, 05 ott-
    La LAV ha presentato oggi a Milano presso il ristorante di alta cucina naturale “Joia” dello chef Pietro Leemann la prima certificazione italiana di prodotti green, 100% vegetale, in collaborazione con ICEA, Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale. Tale certificazione garantirà l’assenza di sostanze animali: una certezza per i consumatori, una scelta di responsabilità da parte delle aziende che promuovono uno stile alimentare attento alla salute, all’ambiente e agli animali.

    La presentazione di oggi svoltasi nell’ambito della settimana internazionale del Vegetarismo, risponde ad un disciplinare tecnico per prodotti alimentari e non solo, che prevede, l’assenza di ingredienti di origine animale durante tutte le fasi della produzione fino al confezionamento; l’assenza di impiego di organismi geneticamente modificati;l’assenza di test su animali per additivi, conservanti e altre sostanze chimiche e per il prodotto finito; l’assenza di contaminazione del prodotto da altri prodotti o sostanze di origine animale.
    Ciò che si può leggere su di un’etichetta, infatti, non corrisponde a tutto ciò che è necessario per confezionare un prodotto: durante l’iter di lavorazione, possono essere impiegati elementi che poi vengono allontanati dal prodotto finito e quindi, in base a quanto previsto dalle normative vigenti, non deve essere dichiarato in etichetta. Ad esempio per rendere il vino limpido, così come altre bevande, il liquido viene trattato con proteine spesso di origine animale, oppure in altri casi possono essere impiegati carboni attivi derivanti da ossa. O ancora, nelle etichette sono spesso presenti vari nomi di conservanti e altri additivi indicati con sigle poco comprensibili al consumatore. Con il marchio 100% vegetale i dubbi di chi è interessato ad acquistare un prodotto interamente vegetale saranno finalmente fugati.
    “Una certezza in più per i consumatori, una scelta qualificante per l’azienda che potrà decidere di certificare singoli prodotti – dichiara Roberto Bennati, vicepresidente della LAV – Il logo 100% vegetale, caratterizzato dal simbolo della forchetta verde, sarà apposto sul prodotto certificato, ovvero che avrà soddisfatto tutti i requisiti previsti dal disciplinare tecnico, e questo garantirà l’assenza di qualsiasi contaminazione di sostanze di origine animale, senza dover leggere gli ingredienti in etichetta, peraltro spesso non di semplice interpretazione.”
    “Il nuovo marchio 100% vegetale si propone di comunicare in modo immediato il valore ambientale ed etico, nonché i benefici per la salute, dei prodotti così certificati – spiega Paola Segurini, responsabile LAV settore Vegetarismo – I prodotti con ingredienti animali, infatti, hanno un elevato impatto ambientale, arrecano sofferenze agli animali, e aumentano il rischio di importanti patologie molto più di quanto accada ai vegetariani: tutte ottime ragioni per preferire il consumo di prodotti 100% vegetali.”
    Il primo passo verso consumi sostenibili, consiste nell’essere consapevoli che gli allevamenti sono responsabili del 18% di tutte le emissioni di gas serra (da attività umane), e forse non tutti sanno che le carni di agnello e di bovino sono le più dispendiose ecologicamente parlando in quanto generano, rispettivamente, 39,2 kg di Co2 per kg di alimento e 27 kg di Co2/kg alimento, con l’aggravio che la carne bovina viene consumata in quantità decisamente superiori a livello globale (fonte: Environmental Working Group, luglio 2011). E ancora: il 37% del metano è prodotto dal sistema digestivo dei ruminanti; il 65% degli ossidi di azoto è emesso dal letame, che ha un potere climalternante 265 volte maggiore della Co2. Dal punto di vista dell’impatto sulla salute: è dimostrato che vegetariani e vegani presentano una minore incidenza di coronopatie (rispettivamente -24% e -57%) e che il rischio di infarto di chi consuma troppa carne aumenta del 50% rispetto a chi non ne consuma affatto.
    La certificazione 100% vegetale viene incontro ai sempre più numerosi consumatori che prediligono prodotti senza ingredienti di origine animale: secondo il Rapporto Eurispes 2011, questi sono il 6,3% della popolazione italiana (né carne, né pesce), mentre lo 0,4% della popolazione non consuma neppure derivati animali (formaggi, latte di mucca, uova). Il vegetarismo si sta espandendo non solo per motivi di salute (almeno per il 48% degli intervistati, Eurispes) ma anche etici (44%), ed è diffuso soprattutto fra le donne. Ancora più numerosi (86%, Doxa) gli italiani propensi ad acquistare prodotti certificati da enti indipendenti e identificati da un marchio apposto sulla confezione del prodotto.

    http://www.agenparl.it

    [color=#ff0000]E direi che era ora! Così la finirò di spertusciarmi gli occhi al supermercato per vedere se in quello che compro non ci sia dentro anche qualche parte di un amico innocente.[/color]


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