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Questo argomento contiene 891 risposte, ha 49 partecipanti, ed è stato aggiornato da farfalla5 farfalla5 4 anni, 5 mesi fa.

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  • #113008

    Olegna
    Partecipante

    [quote1368531908=maraxma]
    [size=20]Il sistema è alle corde

    http://www.iconicon.it/blog/2013/05/il-sistema-e-alle-corde/
    [/quote1368531908]
    [color=#cc33cc]E tutte le corde prima o poi a forza di tirare si rompono.[/color]


    #113009
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    BOTTIGLIE DI CANDEGGINA – Per illuminare Manila + video e istruzioni
    http://www.ilfattaccio.org/2012/12/11/bottiglie-di-candeggina-per-illuminare-manila-video-e-istruzioni/


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #113010
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Condividere il cibo: nasce in Italia “I food share”
    http://www.ilcambiamento.it/stili_di_vita/condividere_cibo_nasce_i_food_share.html?utm_source=feedly

    Sulla scia di esperienze positive a livello internazionale, nasce in Italia “I food share”, un'iniziativa di condivisione del cibo o food-sharing. Condividere il cibo significa aiutare chi è in difficoltà, impedire alle eccedenze alimentari di diventare rifiuti e favorire comportamenti virtuosi di sostenibilità ambientale.

    di Laura Pavesi – 17 Aprile 2013

    Sull'esempio di numerose e positive esperienze, a livello internazionale, di condivisione del cibo con chi ne ha bisogno, nasce anche in Italia un'iniziativa di food-sharing. Il principio che sta alla base del food-sharing è spingere le persone a spartirsi gli alimenti in eccesso e ancora perfettamente commestibili, anziché gettarli nella spazzatura.

    Il cibo, come l'acqua, non è una merce al pari delle altre: condividere i nostri surplus alimentari significa aiutare chi ha bisogno, evitare lo spreco di risorse per produrre nuovo cibo e impedire l'accumulo di rifiuti nelle discariche. Un'idea semplice, ma di grande buon senso.

    L'esperienza italiana si chiama “I Food Share” e nasce in Sicilia, precisamente a Caltagirone (Catania). È un'associazione no profit, fondata da quatto giovani catanesi, che ha lanciato una piattaforma web sulla quale privati cittadini, ma anche a produttori e rivenditori, possono offrire – liberamente e gratuitamente – i prodotti alimentari eccedenti.

    È Daniele Scivoli, Presidente e ideatore di “I Share Food”, a raccontarci com'è nato il progetto: “Vista la mia vicinanza all’ambiente pastorale, quindi alle persone che soffrono e vivono in condizioni di disagio, l’idea è nata spontaneamente. Si è trattato, soprattutto, di coniugare la volontà di donare il cibo e fare del bene a chi ne ha bisogno, con l’aiuto che, invece, può offrire la tecnologia. Oltre a me, ci sono altri tre amici e soci fondatori, Francesco, Elisabetta e Daniela”.

    “I Food Share è un’associazione che ha come mission la condivisione online di cibo. Il progetto parte da uno studio della FAO pubblicato nel 2011 su perdite e sprechi di cibo a livello mondiale: circa un terzo del cibo prodotto ogni anno per il consumo umano – grosso modo 1,3 miliardi di tonnellate – va perduto o sprecato”.

    Circa un terzo del cibo prodotto ogni anno per il consumo umano va perduto o sprecato
    “Il sito web””, continua Daniele, “è stato reso disponibile alla comunità virtuale il 26/02/2013. Anzitutto, ci si deve registrare gratuitamente come privato cittadino, poi si può iniziare a donare la cesta del prodotto. Ogni persona che si registra ha un suo profilo, con l’elenco dei prodotti che offre. Da qui, liberi cittadini oppure anche associazioni, come la Caritas, per esempio, possono richiedere il prodotto. Ogni volta che viene scelto un prodotto da chi ne ha bisogno, il prodotto si cancella automaticamente, così da evitare accavallamenti di prenotazioni”.

    La piattaforma è molto simile ad altre piattaforme straniere – ad esempio, quella tedesca . ”Sì”, ci conferma Daniele, “l’idea viene dalla Germania, ma solo come spunto iniziale. Il nostro sito vuole essere diverso rispetto a quello tedesco. Da esso trae solo ispirazione, infatti si sviluppa in modo autonomo”.

    E prosegue: “Il nostro è il primo sistema web in Italia di condivisione online di cibo a scopi umanitari. La piattaforma web può essere utilizzata da singoli donatori, cittadini, associazioni, ong, parrocchie ed enti sociali in genere che vogliono condividere o recuperare risorse alimentari per le fasce in difficoltà della popolazione. La novità è il web, la piattaforma permette, tramite registrazione degli utenti, la pubblicazione diretta del cibo offerto e la sua localizzazione a livello territoriale, qualsiasi donatore può offrire qualcosa inserendo la località di riferimento e l’ente/cittadino può prenotare e donare la cesta alimentare e gestire autonomamente la consegna/ritiro”.

    I food share è il primo sistema web in Italia di condivisione online di cibo a scopi umanitari
    Obiettivi del progetto sono favorire la condivisione del surplus giornaliero di cibo prodotto, acquistato o invenduto e dei prodotti agroalimentari di produzione locale, nonché incentivare comportamenti virtuosi di sostenibilità ambientale e valorizzazione del cibo che, altrimenti, diventerebbe rifiuto urbano. Ma, soprattutto, a sviluppare la cultura della solidarietà, che si fonda sullo scambio di uno dei beni primari per lo sviluppo umano: il cibo. Come il diritto all'acqua, il diritto all’alimentazione è un diritto universale ed inviolabile di ogni essere umano.

    “I Food Share”, conclude Daniele, “è un’associazione non a scopo di lucro. Il sistema permette di coniugare la richiesta di prodotti agroalimentari per scopi umanitari, con il recupero e la messa a disposizione del cibo a partire dal comune cittadino fino alla grande e piccola distribuzione e alle aziende agricole che vorranno offrire il loro surplus a scopi solidali. I Food Share è condivisione, è partecipazione solidale nel settore dell’alimentazione umana”.

    Come si legge sul sito di I Food Share, solo in Italia “ogni anno vengono buttati via 12,3 miliardi di euro di cibo”, ma, grazie ad iniziative come questa, che ci auguriamo possa diffondersi in tutta Italia, ognuno di noi può fare qualcosa di utile e concreto per impedire lo perdita di alimenti commestibili, perché “condividere il cibo è un atto d'amore”.


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #113011
    kingofpop
    kingofpop
    Partecipante

    sono andato su un sito di food share(forse lo stesso)dice di poter donare o beneficiare di cibo.ora quello che mi chiedo è.ma come faccio a capire che questo cibo non finisca nelle case di chi la spesa potrebbe permettersela?cioè io voglio donare,ma verso chi davvero ne ha di bisogno…non sono proprio daccordo a donarla magari a chi spende i soldi in sigarette o caffè eccessivi o altri vizi..se qualcuno mi dona la spesa io la rifiuto e la rigiro a chi ne ha + bisogno di me..capite il senso?


    #113012
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Scuola e finanziamenti: l' Istituto Statale Leopoldo II recupera il laboratorio di informatica
    http://www.ilgiunco.net/2013/05/27/scuola-e-finanziamenti-listituto-statale-leopoldo-ii-recupera-il-laboratorio-di-informatica/
    27 maggio 2013

    GROSSETO – Una manovra contro la crisi economica e la mancanza di finanziamenti alle scuole secondarie. L’Istituto Statale Leopoldo II, ha così deciso di fare tutto da solo e di recuperare il vecchio laboratorio di informatica, inutilizzato da tempo, con un investimento esiguo. «[u]Ci trovavamo con un laboratorio ormai inutilizzato da anni per la presenza di un parco macchine che definirei più che obsoleto e spesso anche non funzionante. Si trattava di macchine dell’anno 1999 con processori pentium 4 a 2400 Mhz. Su questi era installato il sistema operativo Windows XP, che, con il Service pack 3 ha portato il “peso” del sistema operativo a livelli poco sostenibili per queste macchine [/u]– spiega il preside Alfonso Di Pietro -. [u]Dopo aver concordato una modalità di collaborazione con la Associazione culturale Grosseto Linux Users Group di Grosseto e provincia, con la quale condividiamo scopi e interessi, ci siamo messi a lavoro per la realizzazione di un laboratorio con le finalità di costo contenuto, facile aggiornamento e manutenzione, diffusione delle informazioni e della filosofia del software libero».[/u]

    [color=#ff0000]Un investimento che non tocca i mille euro quindi, per ripristinare un laboratorio altrimenti finito in disuso.[/color] Per quanto riguarda i lavori, i primi interventi realizzati sono stati a carico dell’hardware presente. I pc sono stati testati a fondo ed eliminati quelli in cui gli interventi sarebbero stati troppo onerosi. Questi sono stati sostituiti con hardware analogo. Sono stati poi eseguiti gli interventi meno impegnativi come la sostituzione di schede di rete, schede video, hard disks e dissipatori. Come ultimo intervento è stata portata la Ram ad 1 GB. «Abbiamo poi provveduto a installare un nuovo server per il laboratorio e alla realizzazione di una sottorete cablata per il laboratorio, perché, data la nuova infrastruttura che andavamo a realizzare, avevamo la necessità di collegamenti più veloci – osserva Di Pietro -.[u] I 13 pc client, infatti, fanno capo ad un solo server che ha come compito la gestione di tutto il sistema. Il server è costituito da un pc con un processore intel core I7 e 8 Gb di RAM per permettere la gestione congiunta dei client senza rallentamenti».
    [/u]
    In pratica il file system a cui l’utente accede è quello del server, praticamente si lavora come utente nel server e non nel pc che si ha davanti, che serve solo da tramite tra la persona fisica e il server. In questo modo la gestione del sistema è molto semplificata: si può ad esempio aggiornare il server e di conseguenza tutti i client in pochi minuti. La gestione è facilitata perchè in realtà tutti i pc usano i programmi istallati sul server, e quindi basta aggiornarli sul server per averli funzionali in ogni postazione.

    #evvai :K: !lol


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #113013
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    http://www.tzetze.it/redazione/2013/06/niccolo_fabi_dona_lambulanza_di_lulu_come_la_figlioletta_scomparsa/index.html

    Niccolò Fabi dona l'ambulanza di Lulù, come la figlioletta scomparsa

    :cor: :cor: :cor:

    'L'ambulanza di Lulù è la prima in Italia dedicata al trasporto Ecmo (ossigenzazione extrameccanica a membrana) dei neonati e dei pazienti in età pediatrica in tutto il Centro-sud del paese. Il nuovo veicolo è stato presentato questa mattina a Roma nel piazzale del pronto soccorso dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù, durante la cerimonia di 'ringraziamento e benedizione', alla presenza del cantautore romano Niccolo Fabi e della sua compagna Shirin Amini, di Massimiliano Raponi, direttore sanitario del Bambino Gesù e di don Luigi Zaccaro, cappellano dell'ospedale.

    L'Ecmo mobile è stata concessa in comodato d'uso dal ministero della Salute all'ospedale pediatrico Bambino Gesù e i fondi necessari per l'allestimento delle strumetazioni interne sono stati raccolti dalla fondazione 'Parole di Lulù', Onlus istituita da Niccolò Fabi e Shirin Amini. “Qualcosa in più viene fatto per il Bambino Gesù – commenta Massimiliano Raponi – con la collaborazione del ministero della Salute e dell'associazione di Niccolò Fabi. Qualcosa in più per i bambini. Un'ambulanza che ci permetterà di gestire i pazienti presenti non solo nella nostra sede, ma nel territorio nazionale, in particolare nel Centro-sud Italia”. Per distanze inferiori ai 350 km l'ospedale pediatrico prevede il trasporto dei piccoli pazienti via terra; per tragitti più lunghi verrano utilizzati aerei C130 dell'areonautica militare che trasporteranno direttamente in sede l'ambulanza.

    L'Ecmo è una tecnica di circolazione extracorporea che permette di sostituire per periodi più o meno lunghi (giorni o settimane) le funzioni fisiologiche del cuore e/o del polmone, in attesa del loro recupero dalla malattia. “In italia esiste una rete nazionale Ecmo che utilizza questo sistema per i pazienti adulti – spiega Matteo Di Nardo, anestesista-rianimatore pediatrico dell'ospedale Bambino Gesù – Al momento ci sono solo due centri pediatrici che fanno Ecmo: l'ospedale di Bergamo e da agosto dello scorso anno anche il Bambino Gesù”.
    Commozione durante la cerimonia per Niccolò Fabi e Shirin Amini, che hanno istituito la fondazione 'Parole di Lulù' in memoria di Olivia 'Lulùbella', la loro figlia tragicamente scomparsa a soli 22 mesi per una meningite fulminante nel luglio 2010. “Tre anni dopo quel giorno – ha detto Fabi – vedere che quest'ambulanza tenderà a semplificare una situazione come la nostra, è un'emozione immensa”.
    mru


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    #113014

    Anonimo

    http://www.ilcambiamento.it/persone/renato_accorinti_sindaco_messina.html

    Il cambiamento parte dal basso, Renato Accorinti sindaco di Messina
    Attivista, pacifista, tra i fondatori del movimento No Ponte e del Movimento Nonviolento messinese. Renato Accorinti è il nuovo sindaco della città di Messina. Una vittoria di tutti i cittadini che hanno aderito alla lista civica “Cambiamo Messina dal basso” e che hanno voltato le spalle ai partiti ed ai poteri forti.

    “Dobbiamo credere sempre in noi stessi e nei valori, è una lotta che ha portato avanti la gente comune. Io ho creduto da sempre che tutto può cambiare nella vita. Un popolo ora crede in se stesso, anche davanti al potere schiacciante che ha umiliato questa città. La forza delle idee dei valori, dell'utopia, questa è una battaglia per i singoli e per intere città di tutta Italia”.

    “È una vittoria della città e ognuno deve fare qualcosa. 'Cambiamo insieme Messina dal basso' vuol dire che ora ognuno di noi deve continuare a dare la sua partecipazione. La democrazia è basata sulla partecipazione e non sulla delega. Dobbiamo diventare finalmente da sudditi a cittadini, vale per tutti e per tutta l'Italia. Daremo finalmente un segnale da questa città che i politici hanno mortificato ed i cittadini hanno esaltato e questo vale per l'intera collettività e per l'intera nazione”.

    Sono queste le prime dichiarazioni del nuovo sindaco di Messina. Renato Accorinti ha vinto ieri il ballottaggio con il 52% dei consensi: una vittoria di tutti i cittadini che hanno aderito alla lista civica “Cambiamo Messina dal basso” e che hanno voltato le spalle ai partiti ed ai poteri forti. Accorinti ha vinto contro il candidato del Centrosinistra Felice Calabrò, che nel primo turno non ha vinto per una manciata di voti.

    Nato a Messina il 30 marzo 1954, Renato Accorinti è un attivista, pacifista, politico, docente e tecnico della Federazione Italiana di Atletica Leggera italiano. È tra i fondatori del movimento No al Ponte e del Movimento Nonviolento messinese. Da decenni è impegnato nella difesa dei diritti civili, dell’ambiente e nella lotta alle mafie.

    A seguito della legge 772 del 15 dicembre 1972 sul servizio civile, conduce una campagna informativa sull’obiezione di coscienza al servizio militare, divenendo referente provinciale della Lega degli Obiettori di Coscienza.

    Negli anni ’70 è a Berlino per manifestare contro il Muro di Berlino.

    Nel 1979 partecipa alla Carovana per il Disarmo Bruxelles-Varsavia, manifestando,nelle città europee maggiormente militarizzate, contrarietà al dispiegamento di armamenti da parte sia della NATO sia del Patto di Varsavia. Dopo aver incontrato Pietro Pinna a Perugia, nel 1979 fonda, insieme a altri attivisti, il Movimento Nonviolento messinese, mediante il quale, nel 1981, promuove una campagna informativa in favore dei 5 referendum radicali, ritenendo il divieto di abortire e l’aborto clandestino atti di violenza nei confronti delle donne.

    È di Renato Accorinti la lettera aperta con cui propone di esporre nel centro di Messina i resti dell'automobile degli agenti della scorta di Giovanni Falcone distrutta dopo la strage di Capaci, uno dei simboli più rappresentativi dello stragismo mafioso. Ai sindaci che si sono succeduti ha proposto più volte di intitolare la piscina comunale a Graziella Campagna, la sedicenne messinese uccisa dai boss mafiosi della Sicilia orientale perché aveva assistito involontariamente all'esecuzione di un killer.

    Per promuovere le aree di verde pubblico, Accorinti, ha lanciato la campagna “La natura ci salverà” cercando di riconvertire le aree militari in disuso. Non ricevendo risposte concrete da parte dell’amministrazione pubblica, individua di propria iniziativa delle aree specifiche nel centro cittadino e con l’ausilio di alcuni suoi giovani studenti e Rom, armato di vanghe e zappe, pianta degli alberi.

    In segno di protesta per il passaggio dei tir in città è stato protagonista di uno sciopero della fame durato una settimana.

    Tra le sue battaglie principali vi è sicuramente quella contro il Ponte sullo Stretto di Messina. Tra i fondatori del movimento No al Ponte, Renato Accorinti il 25 giugno 2002 si arrampica sul pilone di Torre Faro: per un giorno e una notte espone a circa 220 metri di altezza due striscioni contro il progetto di costruzione del ponte, attirando sulla causa promossa grande attenzione mediatica.

    Tra le battaglie principali di Renato Accorinti vi è quella contro il Ponte sullo Stretto di Messina
    Indossa sempre la maglietta 'No Ponte', ma il suo impegno, ci tiene a ribadirlo, non si limita a questa battaglia, seppur di fondamentale importanza.

    Prevenzione antisismica, riduzione del rischio idrogeologico, valorizzazione del patrimonio storico e culturale della città, rispetto della legalità, creazione di nuovi spazi di socializzazione, supporto al lavoro, attivazione di pratiche contro gli sprechi alimentari come il Last Minute Market, promozione della mobilità sostenibile anche mediante l'attivazione di servizi di bike sharing e car sharing.

    Questi alcuni dei punti del suo programma e delle azioni che l'amministrazione di Renato Accorinti intende intraprendere al fine di rilanciare Messina e costruire “una città moderna, attrattiva, competitiva, solidale, dinamica, equa e sostenibile”, “una città 'di relazioni' che superi la condizione di declino in cui Messina è stata condotta dalle politiche scellerate”.

    “La verità – afferma Accorinti – è che Messina ha compreso, accolto e premiato con un consenso da molti imprevisto il progetto politico di partecipazione da me proposto. C’è un’intera società pronta ad assumersi la responsabilità del cambiamento e a lavorare per far uscire Messina dal disastro in cui si trova, per costruire una città libera dalla cappa e dal dominio dei gruppi di interesse. Una città finalmente libera da una politica fatta di favori e clientele. Ma per liberare una città ci vogliono uomini liberi da ogni sudditanza e da ogni condizionamento (politico, partitico, economico, massonico), con una storia coerente di impegno e con il sostegno attivo dell’intera società cittadina”.

    Ieri per la città di Messina è stato un giorno di festa, con le strade travolte dall'entusiasmo di migliaia di cittadini emozionati per una vittoria che è la vittoria di tutti. Oggi, da una parte, la speranza è che la nuova amministrazione del sindaco Accorinti possa rappresentare per Messina un'occasione di vera rinascita; dall'altra ci si auspica che l'entusiasmo mostrato dai messinesi rifletta una seria presa di coscienza, un reale risveglio e la volontà di offrire ognuno il proprio contributo per il cambiamento di una città che sino a ieri, sotto molti punti di vista, appariva immutabile.

    Cambiare dal basso, non si stanca di ripeterlo il nuovo sindaco, vuol dire proprio questo.


    #113016
    sphinx
    sphinx
    Partecipante

    [size=20]Diabete giovanile, arriva il vaccino “inverso”

    Un nuovo vaccino, considerato “inverso”, è in grado di curare il diabete giovanile aumentando i livelli di produzione d'insulina, la quale sconfigge le cellule immunitarie colpevoli della malattia.

    -Redazione- -27 giugno 2013- Ottime notizie giungono dal mondo della medicina per coloro che sono affetti da diabete giovanile.

    Un nuovo vaccino, infatti, sarebbe in grado di bloccare la malattia, attraverso un funzionamento, per così dire, “inverso”, come spiegato anche su Science Translational Medicine. Questa nuova cura, infatti, anzichè accendere una risposta immunitaria alla malattia, la disattiva, producendo, conseguentemente una maggiore quantità di insulina. Il diabete giovanile, infatti, prevede una disfunzione del sistema immunitario del paziente, la quale costringe le difese a uccidere le cellule pancreatiche in grado di produrre insulina. Il paziente, di conseguenza, necessita iniezioni dell'ormone per mantenere sotto controllo la propria glicemia. Se normalmente i vaccini vanno a stimolare il sistema immunitario, in modo da sconfiggere il nemico, in questo caso accade dunque il contrario.

    Il rivoluzionario vaccino è stato messo a punto da un gruppo di ricercatori, guidati dal dottor Lawrence Steinman della Stanford University School of Medicine, ed è già stato testato positivamente su 80 pazienti.

    ''Al momento stiamo organizzando un trial clinico piuù grande su un maggior numero di pazienti dopo aver visto gli ottimi risultati sui primi 80'', ha assicurato l'autore dello studio, spiegando all'Ansa che la cura è stata testata “su pazienti cui era stata fatta la diagnosi di diabete 1-3 anni prima”, Questi, dopo l'iniezione hanno prodotto maggiori quantità di insulina e, nel loro sangue, “sono ridotte le cellule immunitarie cattive''.

    http://www.articolotre.com/2013/06/diabete-giovanile-arriva-il-vaccino-inverso/183208


    #113015
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1372316184=sphinx]
    [size=20]Diabete giovanile, arriva il vaccino “inverso”

    coloro che sono affetti da diabete giovanile.

    http://www.articolotre.com/2013/06/diabete-giovanile-arriva-il-vaccino-inverso/183208
    [/quote1372316184]
    Speriamo :ave:


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #113017
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1372316299=Pier72Mars]
    http://www.ilcambiamento.it/persone/renato_accorinti_sindaco_messina.html

    Il cambiamento parte dal basso, Renato Accorinti sindaco di Messina
    Attivista, pacifista, tra i fondatori del movimento No Ponte e del Movimento Nonviolento messinese. Renato Accorinti è il nuovo sindaco della città di Messina. Una vittoria di tutti i cittadini che hanno aderito alla lista civica “Cambiamo Messina dal basso” e che hanno voltato le spalle ai partiti ed ai poteri forti.

    [/quote1372316299]
    #evvai #evvai #evvai


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
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