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  • #113058
    Erre Esse
    Partecipante

    [quote1399747461=farfalla5]
    Marinaleda, un paese dove l’affitto costa 15 euro al mese e la disoccupazione è allo 0% [Video]

    [/quote1399747461]

    1, 100, 1000… Marinaleda!


    #297779
    farfalla5farfalla5
    Partecipante

    Dal 2011 al 2013 la superficie urbana coltivata è passata da 1,1 milioni di mq a 3,3 milioni di mq

    Dal 2011 al 2013, in Italia, la superficie degli orti urbani è triplicata. Sono i dati di un vero e proprio boom quelli resi noti da un’analisi di Coldiretti sulla base dei dati Istat: 3,3 milioni di mq di terreno di proprietà comunale sono stati divisi in piccoli appezzamenti e utilizzati per la coltivazione ad uso domestico, l’impianto di orti e il giardinaggio ricreativo.

    Dall’1,1 milioni di metri quadri del 2011 ai 3,3 milioni di mq del 2013 l’escalation della coltivazione in città la dice lunga sul cambio di atteggiamento degli italiani nei confronti dell’agricoltura. Fra chi l’agricoltura la pratica di professione, chi coltiva orti urbani e chi piante commestibili sul balconi, un quarto degli italiani sceglie di autoprodursi in casa frutta, verdura, legumi ed erbe.

    Gli orti urbani sono forniti in comodato d’uso gratuito con destinazione al consumo familiare e non a scopo di lucro. Inoltre gli orti urbani hanno importanti funzioni sociali: al valore didattico e in alcuni casi terapeutico, infatti, si sommano i benefici per il territorio, con lo sfruttamento di aree interstiziali che sarebbero destinate al degrado e all’abbandono.

    Sempre secondo Coldiretti, nel 2013 la metà delle amministrazioni comunali capoluogo di provincia hanno messo a disposizione orti urbani per la cittadinanza, con una percentuale che sale all’81% se si considera solamente il Nord Italia. Fra le città “regine” Torino, Bologna e Parma. Un trend virale anche nei giardini privati con pomodori, zucchine e fragole che prendono il posto di roseti e piante ornamentali. E anche gli operatori del settore si stanno adattando con vasi ed attrezzi ad hoc per gli orti pensili.

    http://www.ecoblog.it/post/135470/orti-urbani-italia-boom?utm_source=newsletter&utm_medium=mail&utm_campaign=Newsletter:+ecoblog/it+(ecoblog)


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #298121
    farfalla5farfalla5
    Partecipante

    Il sindaco di Sefro rinuncia allo stipendio per far riaprire l’asilo del paese
    Mensa e bus gratis nel paesino del Maceratese per gli otto bambini che usufruiranno della struttura
    Il sindaco rinuncia all’indennità, e grazie ai soldi risparmiati l’asilo del paese può riaprire. Accade a Sefro, piccolo comune dell’entroterra montano di Macerata: 425 abitanti appena. Il primo cittadino, Giancarlo Temperilli, eletto con una lista civica, ha vinto la battaglia sulla quale aveva impostato la campagna elettorale: riaprire l’asilo trovando minimo otto iscritti, come impone la normativa sugli asili di montagna.
    “Ad aprile – spiega – l’asilo era stato chiuso perché si erano iscritti solo cinque bambini. A settembre invece in classe ci saranno 11 alunni, ai quali il Comune pagherà la mensa e il trasporto scolastico”.

    “Sono stato eletto sindaco il 25 maggio, e mi sono subito attivato. Due giorni dopo, il 27, sono andato a parlare con la preside di Castelraimondo e con lei abbiamo concordato di fare un tentativo per riaprire la struttura. Mi sono impegnato per mettere insieme il numero minimo di iscritti per tenere aperto un asilo di montagna”. E lo sforzo è andato a buon fine “perché ho rinunciato al mio stipendio per coprire i costi della mensa e dello scuolabus”.

    A quanto si legge nel bilancio della precedente amministrazione, il compenso del primo cittadino ammonta a 11mila euro. Nessun compenso da capogiro, ma quanto serviva per rifinanziare un servizio di base alla cittadinanza.

    Temperilli è ottimista anche per il futuro: “In questi ultimi due anni abbiamo avuto numerose nascite, che fanno ben sperare. Con i servizi con i Comuni vicini, il nostro asilo potrebbe diventare l’asilo di tutti perché ha una struttura con un grande giardino che i paesi limitrofi ci invidiano”.
    Versione classica tgcom24.i


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #298476
    farfalla5farfalla5
    Partecipante

    Questo cane è stato trovato in queste condizioni, se scorrete tra le immagini vedrete la storia spettacolare di questo cucciolo. Xena,(il cane) ha scelto tra i membri della famiglia il figlio di 8 anni autistico. Dopo poco si sono affezionati uno all’altro e grazie alla loro amicizia il ragazzo ha cominciato a parlare e ad essere molto vivace.

    http://podaj.to/post/548,4,ten-pies-zosta-uratowany-przez-pewn-rodzin-nie-spodziewali-si-e-odwdziczy-im-si-w-tak-wielki-sposb.html

    Xena prima del miracolo

    Il miracolo


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #298519
    farfalla5farfalla5
    Partecipante


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
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    #298526
    farfalla5farfalla5
    Partecipante


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
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    #298715
    farfalla5farfalla5
    Partecipante

    Davide batte Golia: Equitalia viene pignorata

    La vittoria di un giovane avvocato di Reggio Calabria: l’ente di riscossione perde una causa ma non vuole pagare. E arriva così l’ufficiale giudiziario
    Come ci sia riuscita non si sa. Ma c’è riuscita. Una giovane avvocato di Reggio Calabria ha vinto la causa impossibile, quella contro Equitalia.
    È riuscita addirittura a pignorare i suoi beni a dimostrazione che talvolta anche Davide riesce a mettere al tappeto Golia.
    La storia risale al 2011 quando una cittadina reggina riceve a casa la più classica delle cartelle di Equitalia. Quattro o cinque contravvenzioni della polizia municipale di Reggio non pagate che sono lievitate a oltre 500 euro. La signora, disperata, si rivolge a un avvocato, Samantha Farcomeni, che prende in carico il caso e, dopo aver studiato la pratica, avanza vizi nella cartella esattoriale: l’inesistenza giuridica della notifica della cartella; la decadenza dal diritto di procedere a riscossione; ma, soprattutto, l’ingiustificata maggiorazione della sanzione per ritardato pagamento.
    Ed è proprio su quest’ultimo punto che il legale cita in giudizio sia il Comune di Reggio sia l’ente di riscossione, chiedendo l’annullamento della cartella illegittima. Con i tempi soliti della giustizia italiana, la sentenza arriva nel dicembre del 2013. Il giudice di pace annulla la cartella e condanna in solido sia il Comune di Reggio Calabria sia Equitalia al pagamento delle spese legali quantificate in 450 euro.

    Il tempo passa, nessuno dei due soggetti si fa vivo con l’avvocato. Di pagare il conto, insomma, nemmeno l’idea. Così l’avvocato Farcomeni passa alle maniere forti: il 18 luglio scorso fa partire l’atto di precetto ovvero l’intimazione volta ad ottenere i soldi, concedendo i soliti 10 giorni di tempo. Non succede nulla. Equitalia, puntualissima nel pretendere i pagamenti a suo favore, non lo è quando è lei a dover pagare. Dunque, il 25 settembre, l’avvocato Farcomeni ordina all’ufficiale giudiziario di riscuotere i soldi «a casa» del debitore, ovvero agli sportelli di Equitalia.

    «Sapendo che il Comune di Reggio, ad oggi commissariato in vista delle elezioni, non ha in cassa un centesimo – spiega Farcomeni – mi sono rivolta all’altro debitore che avrebbe garantito il recupero del credito in maniera certa e in tempi rapidi. Tutto l’impianto della sentenza si è basato sulla illegittima maggiorazione della sanzione. Questo unico motivo ha assorbito tutti gli altri e ciò ha annullato e travolto le ragioni di Equitalia».
    Per la prima volta in Italia le parti si sono invertite. Una volta tanto ad essere moroso non è il cittadino, ma quell’ente che non si vergogna a mandare cartelle esattoriali a raffica, che intima pagamenti passando sopra a tutti, che sta col fiato sul collo dei contribuenti senza pietà, ma che poi, quando deve pagare si gira dall’altra parte. Oltretutto per una cifra così ridicola.
    «Sono imbarazzata ma soddisfatta – sorride l’avvocato Farcomeni – chi di spada ferisce di spada perisce. Questa è una sorta di rivincita nei confronti di quanti vengono vessati e martoriati da Equitalia».
    Farcomeni for president.
    Fonte: http://www.ilgiornale.it/news/politica/davide-batte-golia-equitalia-viene-pignorata-1059014.html


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
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    #301674
    farfalla5farfalla5
    Partecipante

    Pisa, raccolta firme per chiedere il monitoraggio dell’inquinamento

    I cittadini del quartiere di Porta a Mare hanno raccolto 150 firme per chiedere il ripristino della centralina Arpat per il monitoraggio dell’inquinamento

    Una bella storia di partecipazione dal basso e di consapevolezza ecologica diffusa e condivisa arriva da Pisa, precisamente dal quartiere di Porta a Mare dove grazie all’impegno di Maurizio Bini sul territorio e alla mozione presentata in Consiglio comunale da Mario Ricci, sono state raccolte 150 firme per chiedere che venga ripristinata la centralina Arpat di via Conte Fazio per il monitoraggio dell’inquinamento acustico e ambientale della zona.

    Ricci, consigliere della lista Una città in comune, ha spiegato come la richiesta sia giustificata soprattutto in considerazione a due nuovi esercizi commerciali come Ikea e Coop che hanno aumentato notevolmente i flussi di traffico verso questo quartiere pisano.

    Fino al 2011 la Provincia di Pisa gestiva sette stazioni di rilevamento, poi si è deciso per una riduzione e a Pisa sono rimaste quelle del quartiere i Passi e quella di via del Borghetto. La cittadinanza, però, si è rimboccata le maniche e ha presentato le sue istanze alle istituzioni locali, istanze che sono state raccolte da Ricci:
    Visto che alcuni Comuni, anche della provincia alla luce di questi tagli hanno deciso di intervenire direttamente e in prima persona facendosi carico di questo indispensabile monitoraggio, chiediamo al sindaco e alla giunta di mettere in atto tutti gli strumenti a disposizione per monitore la qualità dell’aria nel quartiere, a partire dal conferimento all’Arpat dell’incarico di posizionare il laboratorio mobile nella zona,

    è la mozione presentata che è stata presentata in consiglio comunale affinché si tengano d’occhio i parametri dell’aria e dei decibel prodotti dai flussi di traffico in aumento.

    Via | Il Tirreno


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #303686
    farfalla5farfalla5
    Partecipante

    Sbirciando sulla bacheca di FB di “patrizia pr” ho trovato questa bella notizia.

    Dopo 17 Anni Per Strada, Un Senzatetto Ha La Sua Occasione: Il Suo Brano è Pazzesco.

    Doug Seegers ha quasi 60 anni e ne ha trascorsi 17 per le strade del Tennessee esibendosi come artista. Nel 2012 un amico registrò un video in cui Doug cantava un brano da lui scritto, Going Down To The River. Il video diventò subito virale, fino al punto di attrarre l’attenzione dei due cantanti country Jill Johnson e Magnus Carlson che lo affiancano nel video che vedete. Una storia che fa sognare e dimostra che se si crede in qualcosa prima o poi la svolta arriverà.


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
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    #305477
    farfalla5farfalla5
    Partecipante

    Ristoratore offre cibo gratis ai bisognosi

    Innocenti, titolare del Ghiottone: ho visto due persone distinte frugare nell’immondizia. Un’ora al mattino chi è in difficoltà potrà venire al mio ristorante di Beatrice Faragli

    QUARRATA. Un cesto marcio di insalata e un pezzo di pane raccattati in un cassonetto di via Fiorentina, Pistoia. Le mani che frugano tra l’immondizia sono quelle di due pensionati. E’ mercoledì mattina. Emanuele Innocenti, casalino di 47 anni, vede la coppia. Accosta l’auto e scende. Li aiuta. Loro sono «distinti». Indossano cappotti dignitosi. Sono i “nuovi poveri”. Dopo una vita di lavoro, non hanno di che vivere. Emanuele è così arrabbiato per quello che ha appena visto da voler urlare. Invece non grida. Torna nella sua gastronomia-pizzeria di Quarrata “Il Ghiottone”, in via Trieste, e attacca quel cartello di carta grezza. Una tovaglietta che annuncia: “tutte le mattine, tranne il lunedì, dalle 8 alle 9, il Ghiottone offrirà cibi per le persone che si trovano in difficoltà. Mi riservo la facoltà del dono. Se è chiuso bussate. (Numero di cellulare). Un abbraccio, Emanuele”.

    Innocenti si occupa di ristorazione da una vita. Fino ai primi anni Duemila era il titolare degli Antichi Sapori, in piazza Risorgimento. Da luglio gestisce il locale di via Trieste servendo prodotti della filiera Campagna amica. Di gente che rovista nei cassonetti ne ha vista diversa a Roma, dove ha vissuto per otto anni. «Io per primo – la mente torna a un anno particolarmente difficile – sono stato aiutato. Qualcuno mi ha teso una mano. Adesso voglio fare lo stesso con chi ha lavorato una vita, pagando i contributi, e ora non ha i soldi per mangiare. Con quelle famiglie lasciate sole dalle istituzioni». Di dare in pasto ai polli ciò che resta dopo la chiusura serale, Emanuele si è stancato. Di buttare la roba, come fanno in moltissimi, nemmeno se ne parla. «L’altra mattina sulla Statale, quando ho visto quella coppia di anziani rovistare nel cassonetto, ho provato una vergogna immane. Un piatto di pasta non si nega a nessuno. Bisogna partire da qui, dall’aiuto basilare. Questi pensionati che ora frugano nell’immondizia, sono stati la colonna portante dell’Italia. I miei genitori artigiani, oggi costretti a una misera pensione, lo sono stati». La volontà è anche quella di sensibilizzare le altre attività a fare lo stesso. «Voglio dimostrare che questa battaglia la può fare chiunque, anche con un locale di venti metri quadri. La mia iniziativa è per aiutare chi è in difficoltà ma anche per svegliare la coscienza delle altre persone. Svegliamoci tutti».

    Di portare il cibo agli enti caritatevoli, Emanuele Innocenti nemmeno ci pensa. «Non mi fido. Non ho – dice – la minima fiducia in questo tipo di istituzioni. Basta vedere come vengono gestite le cose e dove siamo finiti». E di fronte all’ipotesi che l’Asl o la Municipale facciano un controllo sulla regolarità della distribuzione dei pasti, alza ancora di più il mento. «Continuerò in ogni caso. Bisogna smettere di aver paura» taglia corto. «Voglio aiutare chi ha faticato una vita e alla fine è stato privato di tutto. So che sono proprio queste le persone che hanno più vergogna, che non sono abituate a chiedere. Vorrei prendessero questa mano tesa. Sono disposto anche a portare il cibo nelle loro case».

    http://iltirreno.gelocal.it/pistoia/cronaca/2015/03/12/news/ristoratore-offre-cibo-gratis-ai-bisognosi-1.11031010?ref=fbfti


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

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