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  • #112256
    deg
    Partecipante

    [quote1233175534=Sephiroth]
    Sono contento per la Bolivia !lol .

    La mia ragazza è boliviana, e questa estate andremo in bolivia per un mesetto :kiss: , lei è

    da quando è in Italia, ( da 8 anni ), che non vede sua madre :o( .
    [/quote1233175534]
    🙂


    #112259
    farfalla5farfalla5
    Partecipante

    per chi si può permettere….. !lol


    Ecovillaggi e Cohousing: i nuovi progetti

    29/01/2009 – F.G.

    Alcuni in fase di realizzazione, mentre altri ancora allo stato embrionale: ecco un loro breve profilo…

    >> Cohousing di Monzuno

    Il primo cohousing in provincia di Bologna nasce con il recupero di un borgo tra Vado e Monzuno, situato a 10 minuti di macchina dalla stazione ferroviaria di Vado. Il borgo, a 450 metri di altitudine, comprende quattro edifici rurali di 780 mq lordi da ristrutturare e 22 ettari di terreno, delimitati da due ruscelli e con una vista incantevole sull’Appennino Tosco-Emiliano.

    Le prime tre famiglie che hanno ideato questo progetto, che prevede casa di proprietà con spazi comuni e terra condivisa, vogliono ristrutturare con una categoria alta di classe energetica per essere svincolate dalle energie fossili. È inoltre previsto la raccolta e il riutilizzo delle acque. L’uso della terra, almeno all’inizio, sarà legato alla sussistenza personale con orti, frutta, legna.

    Il progetto si rivolge a persone che vogliono viverci stabilmente e condividere spazi, tempi e servizi, partendo dalla lavanderia per arrivare a pranzi conviviali, gestione dei trasporti, cura dei bambini, attrezzature e lavori manuali.

    «Ci siamo già impegnati nell’acquisto del Borgo ma desideriamo, nello spirito del cohousing, allargarci e trovare nuove famiglie classiche, sui generis, L.G.B.T., che acquistino la loro casa insieme a noi e condividano i nostri principi guida: natura, eco-logia e cohousing».

    Per informazioni:
    È/co-housing, via P. Fabbri 52 (Bo)
    tel 340 3702934 – roberta.rendina@gmail.comhttp://www.cohousingbologna.org

    >> Terra Base

    Terra Base è il nome dell’azienda agricola che Cristina e Marco hanno deciso di mettere in vendita per poter disporre delle risorse necessarie alla realizzazione del progetto. Il gruppo promotore, aperto a nuove adesioni, è stituito da una decina di adulti, provenienti da varie zone d’Italia, alcuni dei quali conosciuti all’ultimo raduno della Rive.

    «Cambiamento per noi significa non più lavorare da soli, non più debiti o mutui, ma avere tempo e energie da dedicare alla creazione di un luogo dove vivere in armonia con la natura, il lato “selvatico” e un cerchio di altri esseri umani. Un luogo da abitare o “ri-abitare”, dove praticare la sostenibilità in tutte le sue forme e l’auto-sussistenza, dove il tempo rallenti e lo spazio si dilati, un luogo di ispirazione e movimento che sia lontano da fonti di inquinamento di qualunque tipo ma non troppo isolato in modo da facilitare il flusso e gli scambi».

    Tre i possibili siti fino ad oggi individuati:

    >> Fabbriche di Vallico (Lu), un piccolo borgo montano in sasso, all’interno del Parco delle Alpi
    Apuane, nei cui pressi è stato individuato un complesso completamente da ristrutturare;

    >> Bagnone (Aulla), dove oltre a un paio di immobili in buono stato, una chiesetta e un rudere, vi è la possibilità di costruire ex novo una decina di case di legno;

    >> un antico borgo a una ventina di chilometri da Lucca, con attualmente solo 80 residenti e alcune abitazioni in vendita a prezzi molto modici. L’idea è di ri-abitare il paesino inserendosi nella piccola comunità già esistente.

    Per informazioni:
    Cristina Pacinotti e Marco Rigacci
    tel 050 798660 – 339 1197496 – @alice.it">terrabase@alice.it

    >> Cugno Sarvo

    Cugno Sarvo, letteralmente: «angolo selvaggio» è un terreno nei pressi di Noto (Sr) di oltre 42 ettari, da tempo incolto, a 400 m di altitudine, situato nel futuro Parco Nazionale degli Iblei, a mezz’ora dal mare, occupato da seminativi, macchia mediterranea, olivi selvatici, due cave naturali (canyon) con sorgenti e boschi di lecci. Sul terreno, in via di acquisizione, non vi sono abitazioni, ma solo una piccola stalla, alcune grotte rupestri e degli antichi camminamenti in pietra che testimoniano la presenza dell’uomo fin dall’epoca preistorica.

    «Durante l’estate abbiamo iniziato a vivere Cugno Sarvo, promuovendo campi “selvaggi” per condividere, conoscerci ed esplorare questo angolo di paradiso. Quello che ci accomuna è il forte desiderio di camminare assieme per mano, rispettandoci nella diversità, accogliendoci negli stimoli e rallentando sulle debolezze per far sì che tutti possano stare allo stesso passo.
    Stiamo sviluppando un progetto di insediamento che mette al primo posto la tutela del territorio e prevede la costruzione di spazi comuni e piccole abitazioni individuali, con il minimo impatto ambientale, il ripristino dell’ambiente rurale e l’avvio di attività agricole, artigianali, culturali e quant’altro. C’è chi desidera una casa, il contatto con la terra, il lavoro del cuore e la comunione/comunicazione con gli altri, un’alternativa alla società, creare arti e mestieri, vivere con lentezza».

    Il gruppo è in formazione ed è aperto alla progettualità e al confronto con nuovi amici che vogliano avvicinarsi.

    Per informazioni:
    Isa, tel 347 2714733 – Leena, tel 339 5925430 – cugnosarvo@yahoo.it

    Visita la MAPPA ECOVILLAGGI RIVE – Rete Italiana Villaggi Ecologici

    Visita e partecipa al FORUM ECOVILLAGGI.

    http://www.aamterranuova.it/article2869.htm


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #112260
    ezechiele
    Partecipante

    … volo ….


    #112261
    Pasquale GalassoPasquale Galasso
    Amministratore del forum

    Grazie farfallina 🙂


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #112262
    zret
    Partecipante

    Converrà trasferirsi in questi luoghi: la ruggine non dorme mai.


    #112263
    farfalla5farfalla5
    Partecipante

    Latte e yogurt nel Cuneese a km 0
    guardate da ultimo il tg r Leonardo ne vale la pena…
    http://www.rai.tv/mpplaymediageneric/0,,News%5E0%5E179847,00.html


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #112264
    farfalla5farfalla5
    Partecipante

    E' nata l'associazione “Aqua publica europea”

    E' stato firmato a Bruxelles l’atto costitutivo di “Aqua Publica Europea”, l’associazione che si propone di difendere il carattere pubblico del settore, creata da diversi rappresentanti delle municipalizzate europee.

    «L´acqua è necessaria per la vita e deve essere considerata un diritto fondamentale e un bene comune, non una merce o una fonte di profitto» si legge nel manifesto dell´associazione.
    I membri di Aqua Publica Europea difendono quindi l´idea che l´acqua deve rimanere in mano pubblica, perché la gestione pubblica dell’acqua «è il modo migliore per garantire lo stesso servizio e lo stesso prodotto al prezzo più conveniente a tutti i cittadini». In realtà non è automatico che una gestione pubblica sia a priori migliore di una gestione privata e infatti non mancano esempi buoni ed esempi cattivi in entrambe le direzioni.
    Aqua Publica Europea propone comunque una gestione «responsabile, efficace, solidale e sostenibile» delle risorse idriche a livello europeo.
    L´associazione sosterrà anche lo scambio di informazioni e di esperienze e lo studio dei problemi scientifici, tecnici, economici o amministrativi connessi, direttamente o indirettamente, alla gestione delle risorse idriche. Inoltre, tutelerà gli interessi dei suoi componenti con le istituzioni europee.
    Tra i membri fondatori di questa associazione vi sono, tra gli altri, l’intercomunale belga Vivaqua, l´Associazione delle acque di Bruxelles, Aquabru, la Società Anonima di Gestione delle Acque di Parigi (Sagep) ed Eau de Paris, una società svizzera e per l’Italia le società della Provincia di Milano, Cap Holding Spa ed Amiacque Srl.

    Fonte: Greenplanet


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #112265
    deg
    Partecipante

    Sono 5.991 i Comuni delle rinnovabili in Italia,

    ossia quelli che hanno installato almeno un impianto per l’energia pulita nel proprio territorio, 2.801 in più rispetto allo scorso anno. Una crescita che riguarda tutte le fonti: solare fotovoltaico, solare termico, mini idro-elettrico, geotermia ad alta e bassa entalpia, impianti da biomasse magari collegati a reti di teleriscaldamento sono diffusi ormai nel 79% dei Comuni.

    E stanno dando forma a un nuovo modello di generazione distribuita che cambia profondamente il modo di guarda­re all’energia e al rapporto con il territorio. Da Monrupino (Ts) a Minervino Murgie (Ba), da Pinerolo (To) a Florinas (Ss), l’Italia pullula di buone pratiche, esperienze positive e replicabili che mostrano qual è la vera ricetta – subito realizzabile – per un futuro più pulito, sostenibile, capace di far risparmiare soldi alle famiglie e alle amministrazioni che sappiano investire in innovazione, aumentando significativamente i livelli di comfort abitativi e qualità della vita.

    A descrivere con puntualità il panorama delle fonti pulite è il Rapporto Comuni Rinnovabili di Le­gambiente, giunto quest’anno alla quarta edizione, che elabora i dati ottenuti attraverso un questionario rivolto ai Comuni e incrociando le risposte con studi e rapporti di Gse, Enea, Fiper, Anev oltre che di Regioni, Enti Locali e aziende.

    Il dossier presentato questa mattina a Roma, nella sede del Gse, evidenzia una significativa crescita della diffusio­ne per tutte le fonti e i parametri presi in considerazione, mostrando come le energie pulite possano rappresentare la migliore soluzione non solo per uscire dalle fonti fossili e salvare il Pianeta dai cambiamenti climatici ma anche per rispondere alla crisi economica e per guar­dare con un po’ di ottimismo al futuro.

    Comunicato stampo completo http://legambiente.eu/archivi.php?idArchivio=2&id=5051

    Tra i comuni solari, Monrupino (TS) è risultato quello con maggiore potenza fotovoltaica “procapite” installata (1151 kW ogni 1000 abitanti), mentre Don (TN) per quella termica (più di 1 mq per abitante).

    Sono stati poi segnalati Dobbiaco (BZ) e Prato allo Stelvio (BZ) come Comuni “100% rinnovabili”. Dobbiaco ha sul proprio territorio un mix di fotovoltaico, mini-idro, termico, e una rete di teleriscaldamento che permette di produrre più di quanto serve. Prato allo Stelvio usa ben 6 tecnologie rinnovabili diverse, solo il teleriscaldamento permette di far risparmiare il 30% in bolletta. Anche Lecce è stato segnalato tra i comuni sopra i 50mila abitanti, segno che non è solo il nord a farla da padrone. Nel capoluogo salentino i pannelli fotovoltaici sono stati installati su capannoni industriali, centri commerciali, distributori di benzina, edifici scolastici e parrocchie, e sono in grado di soddisfare il 100% del fabbisogno elettrico delle famiglie.

    E’ stato anche segnalato il parco fotovoltaico di Carano (TN), installato sul terreno di una vecchia cava di porfido dismessa. Invece di invadere i terreni agricoli, alimentando le ragioni del “no alle rinnovabili”, sono questi gli spazi da usare, tetti di capannoni o cave dismesse, ovvero riqualificare l’esistente. http://www.ecoblog.it/post/7881/aumentano-in-italia-i-comuni-rinnovabili#continua


    #112266
    deg
    Partecipante

    Contadini protestano contro vaccinazione obbligatoria

    Circa 150 contadini provenienti da tutta la Svizzera si sono riuniti oggi pomeriggio a Berna per protestare contro la vaccinazione obbligatoria, introdotta nel 2009, per debellare la malattia della lingua blu, che colpisce bovini, ovini e caprini. Si sono fatti sentire e notare con campanacci e striscioni.
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    “Stop all'obligo del vaccino” o “Non avvelenate i capi di bestiame!”: sono questi alcuni degli slogan utilizzati dai manifestanti davanti a Palazzo federale, dove oggi è cominciata la sessione primaverile delle Camere federali.

    I contadini hanno pure consegnato una petizione con 2'300 firme che chiede la soppressione della vaccinazione obbligatoria nonché una compensazione finanziaria per i danni collaterali provocati dal vaccino, ha dichiarato all'ATS il consigliere nazionale Josef Kunz (UDC/LU). Inoltre, l'Ufficio federale di veterinaria (UFV) dovrà verificare che la vaccinazione non lasci tracce nel latte o nella carne.

    Mercoledì prossimo una delegazione di contadini incontrerà la ministra dell'agricultura Doris Leuthard per discutere di tali richieste. “Sarà difficile ottenere garanzie, ma abbiamo buoni argomenti”, ha aggiunto Kunz.

    Dopo una campagna di sensibilizzazione e vaccinazione la scorsa estate, l'UFV ha introdotto nel mese di gennaio 2009 il vaccino obbligatorio contro il morbo della lingua blu. Secondo uno studio condotto a livello federale, tale vaccinazione non comporta alcun effetto secondario. http://www.bluewin.ch/it/index.php/565,128432/Lingua_blu__contadini_protestano_contro_vaccinazione_obbligatoria/


    #112267
    meskalito
    Partecipante

    Sono dei grandi!


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