Causa e Cura del cancro

Home Forum SALUTE Causa e Cura del cancro

Questo argomento contiene 98 risposte, ha 11 partecipanti, ed è stato aggiornato da Genio Genio 6 anni, 6 mesi fa.

Stai vedendo 10 articoli - dal 61 a 70 (di 99 totali)
  • Autore
    Articoli
  • #61356
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1367224722=pancia37]
    Bene Farfalla , fai bene mica devi smettere se stai bene , l'importante è ricordarsi che il cibo morto o cotto è una delle principali cause di malatia per l'accumulo di scorie che creano nel tempo , vedi Farfalla il formaggio e le carni prima di entrare in bocca sono alcalini , ma quando vengono processati dal duodeno rilasciano ceneri acide dannossisime per il corpo , togliendo appunto l'ossigeno al sangue che sono molto contento se la ricerca di Genio riesce ad obbiare a questo problema .
    Il mondo vegetale invece rilascia solo ceneri alcaline , pure sendo in entrata acide come per esempio il limone .
    Genio , allora tu dici che facendo una attività di aerobica costante giornaliera , come per esempio camminare 5 km al giorno riporta tutti i livelli di ossigeno al suo posto ?
    [/quote1367224722]
    Pancia non sto bene affatto, dal 94 che mi è successo un caso molto strano e da lì che non sono stata più come prima. A volte penso che io sia davvero una di quelle che si alinea al cambiamento vibrazionale di cui parlano tanti channel e contattisti. Sono andata nel lontano 1994 in Polonia con pullman. Arrivata lì, dopo 26 ore di viaggio, lo ammetto era massacrante, avevo una costante sensazione di essere strana, come se fossi ubriaca, confusa. Avevo dolori dietro la testa, tipo una forte cervicale. Mi hanno portato da mille dottori e nessuno sapeva cosa dire. E così sono cominciati vari problemi che non sto ora qui ad elencare. Ma la vera rivoluzione ho cominciato quando mi sono morte le mie due amiche del cuore di cancro. Da lì, e dopo aver partorito mio secondo figlio ho cominciato a cambiare completamente il mio modo confusionario di vivere.


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #61357

    pancia37
    Partecipante

    Aggiungo anche questo che rende bene l'idea riguardo le proteine animali : http://it.wikipedia.org/wiki/Progetto_Cina

    grazie Genio .


    #61358
    Genio
    Genio
    Partecipante

    Alla cortese attenzione dei colleghi di AG
    Anche questo studio che invio dimostra l'importanza di fare una regolare Attività Cardiorespiratoria per la prevenzione e cura dei tumori, i medici e i ricercatori però non indicano con precisione il meccanismo di azione terapeutica dell'Esercizio Fisico grazie al quale aumenta la pO2 arteriosa, insieme alle protettività che deriva dalle costanti Vasodilatazioni Cerebrali-Organiche le quali aumentano quotidianamente l'apporto di O2 Paramagnetico nel sangue, producendo una maggiore Attività Bioelettrica Cellulare, la quale rafforza le Difese Immunitarie facendo in questo modo prevenzione e cura dei tumori.
    Per questo motivo ho indicato che, quando una Persona ammalata di tumore, a causa dell'anzianità non può fare una regolare Attività Fisica, iniettando una farmaco vasodilatatore direttamente nell'area tumorale, si otterrebbero le quotiane e protettive Vasodilatazioni Arteriose grazie alle quali dopo poche settimane si può riscontrare una remissione totale del tumore.

    ______________________________________

    Tutti i post. [color=#0000ff]Tumori: l’attività fisica è una medicina [/color]scritto da: Redazione OK in Cure, Prevenzione | Permalink

    Che l’esercizio fisico sia un toccasana è cosa risaputa, ma da oggi sappiamo che per chi è guarito da un tumore potrebbe profilarsi come un autentico farmaco miracoloso. Secondo il Macmillan Cancer Support, l’attività fisica può beneficiare particolarmente le persone sottoposte a trattamenti contro il cancro e aiuta a prevenire il ritorno della malattia.

    Pertanto, a differenza di quanto comunemente ancora oggi si fa, sollecita i medici a prescrivere esercizio fisico piuttosto che raccomandare ai pazienti solo riposo. Una rassegna di oltre 60 studi ha evidenziato che essere attivi durante il trattamento non peggiora la fatica, ma anzi produce effetti positivi sull’umore e sul benessere. Una volta terminato il trattamento anti-tumorale, l’esercizio aiuta infatti a ridurne gli effetti collaterali e indesiderati, come gonfiore, ansia, depressione, stanchezza, difficolta’ motorie e cambiamenti di peso.

    La ricerca ha anche mostrato che l’esercizio fisico ha un impatto sulla prevenzione delle recidive di alcuni specifici tumori. Per esempio, le donne con carcinoma mammario che fanno esercizi a intensita’ moderata per 150 minuti alla settimana, presentano il 40% in meno di possibilità di cadere in recidiva rispetto alle donne che sono attive per meno di un’ora alla settimana. Un moderato esercizio fisico comprende marciare ad andatura sostenuta, svolgere pulizie pesanti, come ad esempio lavare le finestre, passare l’aspirapolvere e lo straccio, tagliare il prato – andare in bici e giocare a badminton. Il Macmillan Cancer Support ha rilevato che più della metà dei medici e infermieri, nonché oncologi e infermieri oncologici, non fanno mai cenno ai loro pazienti circa i possibili benefici dell’esercizio fisico, o ne parlano solo ad alcuni di loro.

    Jane Maher, responsabile dello studio, ha detto: «Se l’esercizio fisico fosse un farmaco, sarebbe su tutti i titoli dei giornali. C’è davvero bisogno di un cambiamento culturale in modo che gli operatori sanitari possano finalmente considerare l’attivita’ fisica come parte integrante della post-terapia del cancro, e non solo un optional aggiuntivo».


    #61347
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Genio sono completamente d'accordo. Quando mi ammalai e non camminavo più tutti i dottori mi spaventarono per non farmi muovere più, perchè se mi dovessi bloccare sarebbe necessario un intervento chirurgico. E, la zona dove ho il problema è molto rischiosa, basterebbe un errore di un millimetro e potevo rimanere(non voglio usare la parola tremenda che mi hanno detto). Insomma hai capito cosa voglio dire, dopo varie cure tutte con il cortisone e antiinfiammatori mi era venuto in mente di iscrivermi in palestra e ho cominciato a fare degli esercizi. Praticamente sono rinata…certo faccio poco per non esagerare, ma sono convinta che questa intuizione mi ha salvato la mia esistenza.


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #61359
    Genio
    Genio
    Partecipante

    Ciao Farfy ! Sono più che certo che starai di nuovo Bene come una Ragazza Giovane

    Continua l'Attività Cardiorespiratoria tutte le tue cellule saranno rinvigorite

    E' importante la Tua Leale presenza in questo Forum

    A risentirci Farfy


    #61360
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1367324942=Genio]
    Ciao Farfy ! Sono più che certo che starai di nuovo Bene come una Ragazza Giovane

    Continua l'Attività Cardiorespiratoria tutte le tue cellule saranno rinvigorite

    E' importante la Tua Leale presenza in questo Forum

    A risentirci Farfy

    [/quote1367324942]
    Magari tornassi una ragazza… #evvai


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #61361
    Genio
    Genio
    Partecipante

    http://www.ok-salute.it/benessere-fitness/13_a_camminare-aria-aperta.shtml

    Buon 1° Maggio Colleghi di AG, questo link è un'ulteriore conferma (già descritta) che un Sano Stile di Vita consente un'Esistenza più lunga con il Benessere Psico-Fisico.


    #61362
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Buona giornata a tutti…
    Io cmq sempre di più penso che la mancanza di movimento e cattiva alimentazione ci ha portati a essere malati.
    Io vedo i giovani di oggi che senza il motorino si sentono persi…io da giovane in città mi muovevo solo con i mezzi pubblici e tante tante camminate.


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #61363

    Anonimo

    http://www.disinformazione.it/cancro_bicarbonato.htm

    Cancro: ebbene sì, in Usa si studia il bicarbonato
    Maurizio Blondet – tratto dal sito Effedieffe – http://www.effedieffe.com/

    Anzitutto la notizia, segnalata da un lettore:
    «Il National Institute of Healt ha asssegnato un finanziamento di 2 milioni di dollari al dottor Mark Pagel, del Cancer Center dell’Università dell’Arizona, per affinare la sua ricerca sull’uso del bicarbonato di sodio nella terapia del cancro al seno».
    Presto «comincerà una sperimentazione clinica sugli effetti del bicarbonato contro il cancro sugli esseri umani. (…) Precedenti ricerche sui ratti hanno dimostrato che il bicarbonato per via orale aumenta il pH tumorale (ossia diminuisce l’acidità) e riduce le metastasi del cancro al seno e alla prostata».

    Così, a quanto pare, avrebbe ragione l’oncologo italiano Tullio Simoncini, che è stato radiato dall’Ordine dei medici perchè pretende di trattare il cancro inondando la zona di bicarbonato al 5%.

    La notizia americana vendica anche il dottor Stefano Fais, gastroenterologo, che da anni cerca di promuovere il trattamento del cancro con somministrazione di «inibitori della pompa protonica» (nome sofisticato per i comuni farmaci antiacidi, che sono somministrati per l’ulcera). Il dottor Fais è sicuro che tali anti-acidi (lui usa il lansoprazolo) possono addirittura bloccare i tumori che sono diventati resistenti alla chemioterapia; ma non riesce a trovare cliniche disposte ad avviare una sperimentazione clinica su pazienti volontari; e ciò nonostante il dottor Fais non sia affatto un medico «selvaggio», bensì un direttore dell’ufficialissimo Istituto Superiore di Sanità, e più precisamente direttore del Dipartimento dei farmaci tumorali nel suddetto Istituto. Dunque uno che, quando parla, dovrebbe essere ascoltato: invece il dottor Fais s’è spesso lamentato anche sui media di «non riuscire a trovare un ospedale disposto a provare a trattare i cancerosi coi soli antiacidi», ottenendo al massimo che vengano usati insieme alla chemioterapia; anche se adesso sembra che qualcosa stia cambiando in meglio (QeA With Dr Stefano Fais – PPI and Cancer).

    Tutti e tre i medici, l’americano Pagel e i due italiani, seguono lo stesso razionale, del resto ben noto a tutti gli oncologi: il tumore prospera in ambiente acido ed anzi lo genera attorno a sé, con ciò favorendo le metastasi; le cellule normali infatti muoiono in quell’alto livello di acidità in cui il cancro cresce. Dunque aumentare l’alcalinità dei circostanti tessuti, con il bicarbonato o gli anti-acidi, contrasta il proliferare delle cellule tumorali e pare che le obblighi ad auto-eliminarsi (apoptosi).

    Anche le diete anti-cancro oggi raccomandate – abolizione della carne rossa, dei formaggi fermentati e riduzione delle proteine animali in genere, rinuncia agli zuccheri e carboidrati raffinati, e invece grandi quantità di verdura come cavoli e broccoli – sono diete alcalinizzanti. Il sangue umano, se sano, è lievemente alcalino (pH 7,4), e più è reso «acido» da diete carnee, meno bene ossigena le cellule; il mare è alcalino decisamente (pH 8,1), le acque minerali curative ancora di più (fra 9 e 11).

    Dell’efficacia della terapia Simoncini posso testimoniare: un mio conoscente americano con cancro al fegato e pancreas quarto stadio, viene a Roma tutto giallo per ittero – la massa tumorale schiaccia il dotto biliare e lo occlude, sicchè la bile circola nel sangue – e con il prurito insopportabile collegato all’itterizia. Simoncini gli fa praticare una piccola apertura chirurgica sul ventre, e attraverso questa lo stesso paziente si inietta, più volte al giorno, siringoni di acqua e bicarbonato al 5%. Ebbene: in pochi giorni l’ittero scompare e sparisce il prurito, segno inequivocabile che la masssa tumorale s’è ridotta. Purtroppo il paziente è morto qualche settimana dopo a causa di una setticemia, perchè il sistema immunitario di un canceroso è ovviamente indebolito – altrimenti non si sarebbe sviluppato il tumore.

    S’intende, quella di Simoncini non è la cura del cancro; esso può tornare. Ma è certo che ha migliorato la qualità della vita, e so di pazienti che sono invece completamente guariti – probabilmente perchè il sistema immunitario, che sorveglia ed elimina le cellule anomale che il nostro organismo produce nella mitosi fin dal loro apparire, aveva superato lo squilibrio, ed era tornato alla sua attiva funzione di «sorveglianza».
    Il punto è che nemmeno la chemioterapia è la «cura» del cancro, e pretende di ottenere una riduzione del volume o rallentamento della proliferazione, ciò che a quanto pare Simoncini (e il dottor Fais) ottengono con l’alcalinizzazione dei tessuti, e senza effetti collaterali.

    Resta da spiegare questo fatto: come mai in USA, un medico che studia la terapia col bicarbonato riceve un finanziamento pubblico di 2 milioni di dollari, in Italia, viene processato per truffa e omicidio colposo, radiato dall’albo dei medici e disonorato, come si faceva una volta (ora non più) per i medici che procuravano aborti?
    In Italia, ai medici ospedalieri è vietato consigliare trattamenti alternativi alla chemioterapia ufficiale per contratto (vien loro fatta firmare una apposita clausola) e sotto pena di licenziamento. Per stroncare la terapia Di Bella, la ministra della Sanità di allora, Rosy Bindi, fece cancellare dal prontuario nazionale i farmaci che Di Bella usava, onde non poterono nemmeno essere prescritti (persino l’innocua melatonina, oggi in vendita nei supermercati, i pazienti dovevano farsela mandare dalla Svizzera). Da ultimo il caro dottor Paolo Rossaro di Padova, che cura con l’acido ascorbico in vena ad alte dosi (un protocollo adottato dalla clinica universitaria del Kansas), è stato sospeso e condannato a pagare 500 mila euro per danni ai parenti di un paziente morto dopo, o nonostante, il trattamento.

    Un giorno ci si dovrà spiegare come mai l’oncologia ufficiale, che inietta ai pazienti sostanze che «mettono l’inferno nel corpo dei malati» (com’ebbe a dire il professor Vittorio Staudacher, membro del Comitato Etico dell'Istituto Nazionale dei Tumori), è riuscita a creare in Italia un simile clima di chiusura verso ricerche promettenti, e di persecuzione di chi le sperimenta.
    Naturalmente è difficile chiamare in causa per questa situazione Umberto Veronesi, di professione miliardario, e della sua sinistra egemonia nella cancerologia italiana; probabilmente bisogna chiamare in causa i vasti interessi delle multinazionali farmaceutiche, che da queste «cure» ricavano miliardi (ogni malato di cancro costa al servizio sanitario, con gli attuali protocolli chemioterapici, 60-80 mila euro l’anno), di cui Veronesi e la sua covata di oncologi è solo l’espressione.

    Non si dimentichi che la conferma che il bicarbonato riduce il volume dei tumori molto meglio che le chemioterapie citotossiche, segnerebbe la fine ingloriosa di schiere di cattedratici universitari, di folle di primarii pagatissimi, e di linee di ricerca fallimentari: tutta gente che diverrebbe inutile. È logico che difendano le loro posizioni, anche a prezzo della vita dei malati.
    E tuttavia, come si constata, in USA è ancora possibile sperimentare trattamenti alternativi, senza finire in galera; solo in Italia esistono argomenti-tabù fino al punto che forze di potere, dalla magistratura ai politici ad «oncologi» miliardari, reagiscono a chi prova ad infrangerli distruggendo la persona, professionalmente e umanamente, gli tappa la bocca, li condanna per omicidio (ma quanti ne ha uccisi la chemio? Quanti ne ha uccisi Veronesi? Non si calcola mai).

    Alla fine, quella che poteva essere una gloria italiana, e passare alla storia come «protocollo Simoncini» o «protocollo Fais», si chiamerà invece «Protocollo Pagel». Ma anche questo è un evento ricorrente, nella storia italiana.


    #61364

    Spiderman
    Partecipante

    Terapia CRAP anti cancro

    Testimonianza cancro mammario dopo Terapia Puccio: da 7×5 cm a 1,6 mm. Per la medicina ufficiale era senza speranza

    21 luglio 2013 alle ore 15.35
    Pubblico in una nota il messaggio di Rita che racconta l’esperienza di sua sorella. Adesso la voglia di condividere la sua storia e chiedere al Governo regionale il riconoscimento della Terapia C.R.A.Pu.

    Salve, mi chiamo Rita Gianquinto, 2 anni fa ho contattato l’Associazione “Emmanuele” per curare con la Terapia C.R.A.Pu mia sorella con un carcinoma mammario con metastasi ossee, non operabile e quindi senza speranza… almeno per la medicina “ufficiale”… Oggi, dopo quasi 2 anni di terapia C.R.A.Pu mia sorella sta bene: la massa originaria di cm 7×5 si è ridotta a soli 1,6, mm., i linfonodi ascellari sono scomparsi ed anche il nodulo vicino la clavicola non c’è più!!!! Sto preparando le copie delle mammografie e una breve relazione firmata da mia sorella da presentare al Presidente della regione per chiedere l’autorizzazione della sperimentazione clinica della terapia C.R.A.Pu. Vorrei dei suggerimenti per rendere la mia richiesta il più convincente possibile.

    http://www.stampalibera.com/?p=65292


Stai vedendo 10 articoli - dal 61 a 70 (di 99 totali)

Devi essere loggato per rispondere a questa discussione.