censura: iniziano i colpi bassi

Home Forum L’AGORÀ censura: iniziano i colpi bassi

Questo argomento contiene 27 risposte, ha 15 partecipanti, ed è stato aggiornato da  ezechiele 9 anni, 3 mesi fa.

Stai vedendo 8 articoli - dal 21 a 28 (di 28 totali)
  • Autore
    Articoli
  • #129884

    Nuzzi
    Partecipante

    Francamente io sono per il resistere.
    Che senso ha abbassare i toni quando il comportamento dell'autorità è folle, antidemocratico, anticostituzionale, truffaldino e censorio?
    Se non vogliamo che tutto questo decada in una rivolta armata (o comunque violenta) è necessario far quadrato da subito.
    Più la libertà viene condizionata e più sarà forte il sentimento per riprendercela.
    Io non voglio una guerra civile, preferirei che le persone fossero informate, avessero la possibilità di capire da subito quello che sta succedendo, per poi agire di conseguenza.
    Condivido in parte l'analisi del “stanno tramontando lasciamoli stare” ma non vorrei fare la fine di Gandalf che pensa che il Balrog sia ormai precipitato nell'abisso e non si cura del possibile colpo di coda.
    Io non so se sarei in grado di lottare in caduta libera contro la censura e l'inibizione della libertà armato di una spadazza gigante.
    Preferisco portare avanti altri tipi di idee, altre considerazioni che cerchino di fare in modo di non arrivare a quella situazione.
    Sarà inutile? .. almeno potrò dire di averci provato.
    Quando si tocca la libertà di espressione, bisogna reagire oppure sarà sempre più difficile farlo. Proprio perchè si avrà sempre meno spazio per proporre un'alternativa.
    Più si aspetta e più la ribellione sarà violenta…
    Il potere è autoconservativo, e più certe idee si fossilizzano più la massa le accetta come “normali” bisogna lottare ora, in maniera pacifica per non doverlo fare domani in modo violento..


    #129885
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    non so cosa altro deve succedere che la gente si svegli….


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #129886
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    [color=#cc00cc]No al bavaglio, centomila adesioni[/color]

    http://www.repubblica.it/rubriche/la-legge-bavaglio/2010/05/18/news/melone-4152219/?ref=HREC1-1


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #129887

    Erre Esse
    Partecipante

    Comunque quella faccenda del decreto D'Alia ho letto trattarsi di disinformazione.
    Anche diffondere le minacce di un possibile oscuramento dei mezzi di comunicazione ritengo sia una strategia per cuocerci a fuoco lento nel pentolone della paura.


    #129888

    Xeno
    Partecipante

    [quote1274298832=Erre Esse]
    Comunque quella faccenda del decreto D'Alia ho letto trattarsi di disinformazione.
    Anche diffondere le minacce di un possibile oscuramento dei mezzi di comunicazione ritengo sia una strategia per cuocerci a fuoco lento nel pentolone della paura.

    [/quote1274298832]

    Vero erre esse,inoltre alcuni hanno la cattiva abitudine di non scrivere la data.
    Quindi quando un email tipo sopra inizia dicendo:”ieri è stato approvato….ecc”uno non può sapere che magari è di un anno fa.
    Oltre a questo l'ignaro lettore non sa che non si parla più di Decreto D'Alia ma di disegno di legge Alfano.
    http://www.liberacittadinanza.it/articoli/il-senato-ha-gia-approvato-il-bavaglio-a-internet


    #129889
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1274300280=brig.zero]
    [color=#cc00cc]No al bavaglio, centomila adesioni[/color]

    http://www.repubblica.it/rubriche/la-legge-bavaglio/2010/05/18/news/melone-4152219/?ref=HREC1-1
    [/quote1274300280]
    fatto, speriamo che serva a qualcosa.


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #129890
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    [youtube=425,385]E2Z7BnHJFJI


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #129891
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    Il bavaglio colpisce anche la rete
    di Nicola D'Angelo – 13 giugno 2010

    Il testo sulle intercettazioni ripropone l’obbligo di rettifica previsto per i giornali anche per i siti informatici. Non è la prima volta che si tenta di estendere ad internet la gravosa disciplina prevista per la stampa e tuttavia fino ad oggi si era riusciti ad evitarlo.

    Con il provvedimento approvato al Senato l’Italia raggiunge un bel traguardo: essere l’unico paese occidentale ad aver regolato per legge i siti e i blog . Non è solo in questione l’obbligo della rettifica, di per sé inconcepibile sulla rete, ma soprattutto quello della responsabilità anche penale che verrebbe posta a carico di chi non si adegua.
    Per questo, ai tanti allarmi condivisibili sulle nuove regole in materia di intercettazioni, si deve aggiungere quello relativo al controllo della rete e dei suoi contenuti. C’è da sperare che il profondo senso di libertà che ispira internet, le tecnologie, la dimensione globale sovvertiranno imposizioni e censure. Quello che accade nell’informazione sarebbe altrimenti enormemente più grave se si dovessero ridurre le opportunità di comunicare che ci offre la rete.

    http://www.antimafiaduemila.com/content/view/28909/48/

    'Censurano anche i libri'

    13 giugno 2010

    Le norme liberticide. Malavenda: “Per gli editori rettifica obbligatoria e senza commento”.

    Sono i soldi e non il rischio manette, il vero bavaglio all’informazione. Il disegno di legge sulle intercettazioni, approvato al Senato dagli uomini di Silvio Berlusconi, stabilisce che gli editori dovranno pagare multe salatissime se giornalisti e scrittori violeranno le nuove norme. Qualora la legge passerà, se vengono pubblicati atti processuali anche non più segreti, compreso le intercettazioni, sono previste multe fino a 309.800 euro, nel caso non sia conclusa l’udienza preliminare. Per registrazioni destinate alla distruzione, le ammende arrivano a 464.700 euro. Con Caterina Malavenda, avvocato ed esperta di diritto dell’informazione, analizziamo questa parte della normativa. Anche nei punti, altrettanto pericolosi, che sono passati sotto silenzio . “Gli editori, se queste modifiche verranno confermate, essendo assoggettati a multe molto pesanti, avranno il diritto di informarsi e prendere decisioni sui contenuti degli articoli e dei testi dei libri che giornalisti e autori vogliono scrivere. In contrasto con le norme contrattuali che prevedono una cesura netta fra redazione e direttore da un parte, ed editore dall’altra. Fin’ora invece è solo il direttore che deve decidere cosa pubblicare, assumendosene la responsabilità”.

    Quindi anche sotto questo aspetto c’è una violazione dell’articolo 21 della Costituzione?

    Non per colpa degli editori . È la legge nel suo complesso che provoca una contrazione della libertà di informazione. Gli editori, in quanto imprenditori non possono vendere un prodotto che gli costa più di quanto gli rende. In casi specifici il pagamento di diverse multe può voler dire la chiusura di un giornale o di una casa editrice.

    Chi rischia di più?

    Gli editori di libri o articoli di inchiesta che contengono atti giudiziari. È evidente che c’è un’alta probabilità che arrivino non solo querele, ma anche procedimenti penali per pubblicazione di atti vietati in base alla nuova legge.

    Per gli editori dei libri c’è un’altra brutta novità, sfuggita persino a molti di loro. Non ha nulla a che vedere con la tutela, già garantita per legge, di chi è stato diffamato. Di cosa si tratta?

    L’articolo 8 della legge sulla stampa riconosce il diritto di rettifica a chiunque lamenti la pubblicazione di immagini o l’attribuzione di atti, pensieri o informazioni ritenuti lesivi della reputazione o contrari alla verità. Fin’ora la rettifica era prevista solo per gli articoli pubblicati sui giornali e per le notizie diffuse in radio o in televisione. Il ddl introduce questo diritto anche nei confronti del contenuto dei libri. L’autore e l’editore ( o lo stampatore, se l’editore non è indicato) , a richiesta dell’interessato, deve pubblicare la rettifica a proprie spese su non più di 2 quotidiani nazionali, scelti dalla parte offesa.

    È previsto il diritto di replica?

    No. La legge dice ‘senza commento’. La rettifica può essere rifiutata solo quando il testo abbia un rilievo penale. Cioè esponga l’editore o l’autore a querele di terzi.

    Un esempio?

    Se nella rettifica si diffama qualcuno, ci si può rifiutare di pubblicarla.

    Si può definire un’altra arma per scoraggiare i libri di inchiesta?

    Posso far notare che mentre la multa verrà inflitta da un giudice alla fine del processo, se ci sarà una condanna, la rettifica dovrà essere pubblicata e pagata entro 7 giorni. Inoltre, dato che non è consentito replicare, l’autore e l’editore potrebbero essere costretti a pubblicare un testo dell’interessato pieno di falsità.

    Si può aggirare anche questa museruola?

    La legge vieta la risposta in calce alla rettifica. Se però un autore trova spazio su un giornale, la legge non impedisce che sull’argomento si torni il giorno dopo . Ma intanto l’editore ha comunque dovuto pagare. Pertanto prima di pubblicare un libro, avendo in mente anche questo aspetto, dovrà pensare ai costi che rischia di dover affrontare.

    Ci sono nuove regole anche per le rettifiche degli articoli?

    Con la nuova legge il giornalista chiamato in causa, che adesso può controbattere, in base al ddl non potrà più farlo. Ma può cercare di scrivere un nuovo articolo. L’unica consolazione, si fa per dire, è che l’editore del giornale non spende nulla. Mentre gli editori di libri dovranno comprare spazi appositi sui giornali, neppure scelti da loro, proporzionali alla lunghezza della rettifica, che può arrivare fino a 30 righe. Con un costo non indifferente.

    da Il Fatto Quotidiano del 13 giugno 2010

    http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&id_blogdoc=2498585&yy=2010&mm=06&dd=13&title=censurano_anche_i_libri


    https://www.facebook.com/brig.zero

Stai vedendo 8 articoli - dal 21 a 28 (di 28 totali)

Devi essere loggato per rispondere a questa discussione.