come si fa a cercarsi un nuovo lavoro

Home Forum PIANETA TERRA come si fa a cercarsi un nuovo lavoro

  • This topic has 14 partecipanti and 66 risposte.
Stai vedendo 10 articoli - dal 51 a 60 (di 67 totali)
  • Autore
    Articoli
  • #95558
    RichardRichard
    Amministratore del forum

    [quote1368872826=Pier72Mars]
    no, oggi c'ho mal di testa..

    Però ho già scritto che secondo me bisgna lavorare molto meno a tutti, accontentarsi di meno della metà di ciò che abbiamo e il problema sir isolve da solo, questo però non ci sarà consentito da chi ci vuole schiavi e ignoranti.

    Il problema non è trovarsi un nuovo lavoro ma resettare la società
    [/quote1368872826]
    :VV:


    #95559
    Erre Esse
    Partecipante

    Bisogna lavorare per eliminare il lavoro.


    #95560
    kingofpopkingofpop
    Partecipante

    magari alzarsi la mattina e scoprire che è tutto fermo che tutti si stanno prendendo cura dei + bisognosi,che stanno curando un animale,che lo stanno accudendo..uffici vuoti macchine ferme in mezzo la strada..magari


    #95561
    domenico
    Partecipante

    io cercavo di rendere visibile la prigione in cui ci stiamo metendo da soli anche con buone intenzioni.perche se uno non vede il nemico non si puo difendere.capire cio che dobiamo fare poco importa.quello che conta e sapere cio che non possiamo permeterci di fare.


    #95562
    Anonimo

    [quote1368949573=kingofpop]
    magari alzarsi la mattina e scoprire che è tutto fermo che tutti si stanno prendendo cura dei + bisognosi,che stanno curando un animale,che lo stanno accudendo..uffici vuoti macchine ferme in mezzo la strada..magari
    [/quote1368949573]

    un sogno


    #95563
    Anonimo

    [quote1368949623=domenico]
    io cercavo di rendere visibile la prigione in cui ci stiamo metendo da soli anche con buone intenzioni.perche se uno non vede il nemico non si puo difendere.capire cio che dobiamo fare poco importa.quello che conta e sapere cio che non possiamo permeterci di fare.
    [/quote1368949623]

    ci hanno creato un loop di non ritorno, aprirlo vuol dire resettare, non regredire, la coscienza l'abbiamo, dobbiamo solo averne consapevolezza.

    Tu pensi che io non stia molto meglio sbattuto su una casetta in mezzo la montagna col minimo indispensabile invece che qui a lavorare dalla mattina alla sera?

    Quando da vecchio mi girerò e capirò che ho solo perso tempo e sopratutto contribuito al male della terra e della società, come potrei sentirmi? Per fortuna che ho 2 angeli che mi stanno vicino e che mi aiutano.

    Che schifo di vita ci tocca fare


    #95564
    Anonimo
    #95565
    Anonimo

    http://comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=11860

    LA MISTICA DEL LAVORO

    DI GUIDO DELLA CASA
    ariannaeditrice.it

    C’è la disoccupazione, c’è in tutto il mondo. Alcuni anni orsono (1995) è stato pubblicato un libro intitolato La fine del lavoro (di Jeremy Rifkin) ristampato da Mondadori nel 2005: ma non c’è bisogno di scomodare tanta autorità, è sufficiente un’occhiata sommaria al mondo di oggi rispetto a quello di qualche anno fa, per rendersi conto che il lavoro per tutti non c’è più, e non potrà mai esserci, se continuiamo a pensare come prima. Dove c’erano 50 impiegati, ora ne basta uno con un computer che ha tutte le informazioni e fa quasi tutto. Dove c’erano migliaia di operai, basta qualche macchina. E si continua a pensare di dare lavoro a tutti “aumentando la produzione” e continuando con gli stessi principi di prima! Tutto questo è completamente assurdo.

    Intanto l’umanità, che già conta più di sette miliardi di individui, aumenta di 90 milioni all’anno: tutti dovrebbero “trovare lavoro” in questo modo! Poi si vuole ottenere anche l’”integrazione” degli immigrati, che significa farli vivere da occidentali, si vuole in sostanza occidentalizzare tutta l’umanità, ridotta ad una massa informe ed uniforme di consumatori: un solo modello culturale. In realtà può esistere una società multietnica, ma non può esistere una società multiculturale, malgrado le parole dei politicanti: infatti tutti dovrebbero vivere secondo i principi dell’Occidente e inseguire senza posa l’aumento del processo produrre-vendere-consumare, che dovrebbe “dare lavoro” a tutti con la crescita senza fine, alimentando la spirale dell’eterno desiderio. In questo modo c’è una cultura sola, un unico modello. A chi importa se questo processo sta letteralmente divorando la Terra? A Lampedusa continuano a sbarcare migliaia di africani, ma nessuno dice chiaramente che in Africa c’erano 30-40 milioni di umani a metà dell’Ottocento e ora ce ne sono un miliardo!

    Il problema della disoccupazione non potrà mai essere risolto, ma si aggraverà sempre più se si vogliono mantenere i “sacri” principi dell’Occidente moderno. Occorre partire da altre basi, occorre abbandonare completamente: la competizione economica, la globalizzazione, la crescita, il mercato e i consumi. Invece, se si mantengono tali premesse, i problemi del mondo sono chiaramente insolubili. Queste sono i punti-chiave che causano i guai della Terra e provocano anche la disoccupazione diffusa. Il cosiddetto lavoro, modificato profondamente nei significati, non potrà occupare mediamente più di due-tre ore al giorno a testa, e qui si continua a pensare alle otto-dieci ore al giorno, e due giorni di sosta alla settimana, magari per andare a spendere e consumare. E a dire che “bisogna lavorare di più”! Di solito nel nostro mondo si è formata l’idea che il lavoro sia sempre qualcosa di positivo, da premiare indipendentemente da ogni altra considerazione. Così si pensa che chi lavora di più debba automaticamente guadagnare di più, che in sostanza sia più bravo di chi lavora di meno: il lavoro ha acquistato un valore etico in sé, anche se spesso danneggia l’intero Organismo terrestre o contribuisce a gravi patologie della Biosfera. Non si è mai tenuto come valore etico il mantenimento in condizioni vitali della Biosfera terrestre, oppure degli ecosistemi di cui un processo fa parte. È invece indispensabile avere sempre presente questa percezione, tenere come primo valore l’etica della Terra. Anche la divisione fra lavoro e tempo libero è soprattutto propria dell’Occidente, nasce in gran parte dal mito delle origini della cultura giudaico-cristiana-islamica, che si basa sulla Genesi dell’Antico Testamento, dove un Dio esterno al mondo, dopo aver lavorato sei giorni, il settimo si riposò, cioè si prese il suo tempo libero. In tante altre culture umane questa distinzione non esisteva.

    Forse bisognerà abbandonare anche il denaro: dopotutto moltissime culture ne hanno fatto a meno per migliaia di anni. Non stiamo parlando di qualche articolo di legge sul lavoro o di ritoccare il sistema fiscale, o delle miracolose ricette di qualche giuslavorista, stiamo parlando della fine dell’Occidente, che è qualcosa di molto più grande. Che dire poi dei “valori” di questo mondo attuale? Solo un esempio: ha più “prezzo monetario” qualche metro quadrato di uno squallido parcheggio urbano, fatto di inerti puzzolenti di benzina e di gas di scarico, che non qualche ettaro di bosco, complesso di esseri senzienti in grado di vivere e autosostenersi a tempo indefinito. E’ proprio un mondo alla rovescia, quindi non è pessimismo pensare che la sua fine è vicina. Speriamo che dopo nasca qualcosa di meglio.

    Guido Dalla Casa


    #95566
    domenico
    Partecipante

    la vita di ogni uno di noi e nelle proprie mani quando tutto quello di cui ha bisogno dipende esclusivamente da esse.
    non perche uno cosi fa quello che vuole ma perche cosi da' possibilitaagli altri di farlo,altrimenti o in un modo o nel 'altro gli priva di qualche esperienza.


    #95567
    Anonimo
Stai vedendo 10 articoli - dal 51 a 60 (di 67 totali)
  • Devi essere loggato per rispondere a questa discussione.