come si fa a cercarsi un nuovo lavoro

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Questo argomento contiene 66 risposte, ha 14 partecipanti, ed è stato aggiornato da  domenico 6 anni, 2 mesi fa.

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  • #95568
    kingofpop
    kingofpop
    Partecipante

    io il nuovo lavoro l ho trovato da 2 settimane circa e non so se questo sia davvero una benedizione..molti di voi diranno,auguri,buon per te..io invece penso che rubi solo tempo alla mia vita 'terrena'…insomma non vedo praticamente mai i miei,sto 10 ore la dentro e se proprio dobbiamo essere cinici e materialistici prendo anche 700 euro,cioè la metà di quello che si dovrebbe percepire…ma ripeto più che l aspetto economico il punto è che io trovo assolutamente un controsenso vivere per lavorare..che senso ha arrivare a 70 anni in questo stato spendendo l 85% del tuo tempo vitale lontano dai tuoi cari,che magari potresti non rivedere il giorno dopo?…tra l altro nessuno capisce questo mio stato d'animo e se ne provo a parlare,la vecchia visione del 'bisogna lavorare' me la ripetono a non finire facendomi rafforzare la mia idea su questo argomento…scusate lo sfogo ma è davvero dura sentirsi dire che sei anormale se la pensi così ,dato che il sistema ha praticamente soggiogato tutti,me compreso..ma io sto cercando di venirne fuori,e alcune cose mi riescono meglio di altre…insomma ritornando on top ,come direbbero gli inglesi,non credo che sia una benedizione trovare lavoro se questo si riduce al solo compenso economico..


    #95569

    Anonimo

    hai letto il link del post prima?

    vedi anche qui:

    http://scollocamento.ilcambiamento.it/formazione/


    #95570
    kingofpop
    kingofpop
    Partecipante

    perdonami ma non ci ho capito nulla


    #95571
    InneresAuge
    InneresAuge
    Partecipante

    [quote1372200705=kingofpop]
    io il nuovo lavoro l ho trovato da 2 settimane circa e non so se questo sia davvero una benedizione..molti di voi diranno,auguri,buon per te..io invece penso che rubi solo tempo alla mia vita 'terrena'…insomma non vedo praticamente mai i miei,sto 10 ore la dentro e se proprio dobbiamo essere cinici e materialistici prendo anche 700 euro,cioè la metà di quello che si dovrebbe percepire…ma ripeto più che l aspetto economico il punto è che io trovo assolutamente un controsenso vivere per lavorare..che senso ha arrivare a 70 anni in questo stato spendendo l 85% del tuo tempo vitale lontano dai tuoi cari,che magari potresti non rivedere il giorno dopo?…tra l altro nessuno capisce questo mio stato d'animo e se ne provo a parlare,la vecchia visione del 'bisogna lavorare' me la ripetono a non finire facendomi rafforzare la mia idea su questo argomento…scusate lo sfogo ma è davvero dura sentirsi dire che sei anormale se la pensi così ,dato che il sistema ha praticamente soggiogato tutti,me compreso..ma io sto cercando di venirne fuori,e alcune cose mi riescono meglio di altre…insomma ritornando on top ,come direbbero gli inglesi,non credo che sia una benedizione trovare lavoro se questo si riduce al solo compenso economico..
    [/quote1372200705]

    Hai ragione da vendere… una volta un politico (poi scomparso dalla scena), aveva lanciato l'idea che bisognerebbe lavorare meno, per stare + con la famiglia e vivere… ovviamente è stato preso per pazzo.


    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

    #95572
    kingofpop
    kingofpop
    Partecipante

    pazzo è nulla..si passa da scansafatiche a irresponsabile a buono a nulla…ma non è nemmeno questo il succo del problema,perchè significherebbe alimentare l ego in quanto ferito da queste dichiarazioni,bensì il fatto in se del lavorare per vivere..è totalmente assurdo..ti alzi la mattina sapendo che 3/4 del giorno lavori,che non dedichi il tuo tempo a migliorare qualcosa o qualcuno o te stesso,ma semplicemente a far andare avanti questo sistema di m…a…prima o poi uscirò da tutta questa matrix,so dentro di me che non sono lontanissimo dalla fine del tunnel..bisogna respirare aria fresca e non la solita putrida aria che ci gira intorno..


    #95573
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Per ora dobbiamo accontentarsi di questa situazione con la consapevolezza che lavori solo per la tua esistenza. Un giorno sarai già pronto per una nuova visione…spero che arrivi presto…
    Intanto mettiamo via questo concetto di lavoro…dal 3:07 ma tutto il film è straordinariamente attuale!!!!
    !amazed 😀 !amazed
    https://www.youtube.com/watch?v=L9Lr0pAS6qM


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #95574
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    TerraXchange, il social per chi aspira a diventare imprenditore agricolo

    “TerraXchange” è una piattaforma web che mette in contatto chi desidera coltivare un orto ma non ha il terreno, con chi possiede aree agricole incolte e abbandonate. Il suo ideatore è Marco Tacconi, un agronomo di 26 anni di Castelletto sopra Ticino (Novara) che, con questa progetto, ha raggiunto due scopi: far fruttare le terre incolte attraverso la produzione di cibo di qualità e creare una rete di protezione in modo da prevenire il pericolo di dissesti geologici a cui sono soggetti i terreni lasciati all’incuria.

    L’idea di Marco – laureatosi nel 2011 in “Valorizzazione e Tutela dell’Ambiente e del Territorio Montano” alla Facoltà di Agraria dell’Università di Milano – nasce dal fatto che in Italia ci sono migliaia di persone appassionate di orticoltura e desiderose di auto-prodursi frutta e verdura di qualità. Al tempo stesso, ci sono moltissime aree abbandonate. Quindi, perché non mettere in contatto la domanda e l’offerta?

    “L’idea di TerraXchange nasce da un’esigenza personale, ha raccontato Marco in una recente intervista a D. Repubblica, “sono appassionato di agricoltura, tanto che tutti i miei studi – scuole superiori e università – sono stati rivolti verso questo settore. Il mio sogno è coltivare il mio cibo. Purtroppo la mia famiglia non ha origini contadine e non ho avuto la possibilità di fare “pratica”. Tuttavia, vedevo in giro moltissimi terreni abbandonati. Così è nata l’idea di unire i terreni abbandonati e le persone che vorrebbero prendersene cura. Insomma, questo portale l’ho pensato partendo da un bisogno che avevo”.

    TerraXchange è stato lanciato a novembre 2013 e oggi conta oltre 220 iscritti, metà dei quali sono donne. L’iscrizione alla piattaforma è gratuita e il funzionamento è molto semplice: “Il proprietario di un terreno incolto, improduttivo e con poco valore commerciale può metterlo a disposizione, in modo automatico, attraverso l’utilizzo del portale. In tempo reale, tutti i cittadini interessati possono vederlo direttamente attraverso una mappa satellitare. I terreni sono geo-localizzati con le coordinate. Il pagamento dell’affitto è in natura, attraverso gli ortaggi. Il canone si paga con i prodotti coltivati su quel terreno: una parte del raccolto va al proprietario, l’altra all’utente che prende in gestione la terra”. “Il ruolo di TerraXchange”, ha detto Marco, “finisce quando scambiamo i contatti mail tra proprietario e gestore interessato. Noi forniamo al possibile gestore la mail del proprietario in modo che si mettano d’accordo direttamente. A tutti forniamo dei prestampati contrattuali, che i nostri utenti possono utilizzare per regolarizzare il rapporto. Ma nessuna delle due parti è vincolata o vincolante. Il proprietario, se lo desidera, può continuare a ricercare un acquirente vero. Allo stesso tempo il gestore, se non desidera più gestire il terreno, può lasciarlo senza problema”.

    TerraXchange, il social per chi aspira a diventare imprenditore agricoloI vantaggi sono molteplici per entrambe le parti: l’orticoltore può gestire un terreno che non possiede, cominciando a produrre senza rischi d’impresa. Partendo da una dimensione domestica, può arrivare a creare, nel tempo, una vera e propria attività imprenditoriale. La coltivazione può essere abbandonata in qualsiasi momento, dietro preavviso. Quest’ultimo, da parte sua, rimane saldamente in possesso del suo terreno, che viene solo gestito da terzi. Il proprietario risparmia sulle spese di manutenzione e può decidere, in qualunque momento, di venderlo o dividerlo in più lotti da assegnare a più persone. Il bene immobiliare, curato e conservato nel tempo, non perde il suo valore “commerciale” e il proprietario può disporne in qualsiasi momento, sempre dandone preavviso al gestore.

    Ma non è tutto. Al progetto di Marco “si è aggiunto un forte aspetto sociale: TerraXchange può essere utilizzato come punto di riferimento del mondo orticolo sociale. Nel sito si possono contattare anche orti urbani già esistenti e associazioni, creare eventi e censire gli orti privati presenti sul territorio italiano. Non è solo un motore di ricerca, ma una comunità coesa. I miei utenti sono molto attenti, attivi e informati. Più della metà sono donne: 132 su 220. Non sappiamo l’età, ma stimiamo che sia attorno ai 40 anni”. Senza dimenticare il vantaggio economico: “Un metro quadrato di orto produce da 0,5 kg a 3 kg di ortaggi. Calcolando un prezzo medio di 2 euro al chilo e considerando che l’orto può avere più cicli produttivi in un anno, il risparmio è evidente”.

    Il successo che sta ottenendo TerraXchange risiede, da un lato, nella crescente richiesta di lavori manuali e dall’altro nella riscoperta di un’attività appagante e ricca di legami sociali come quella dell’orto. “Non è un caso se sempre più giovani si iscrivano ad Agraria, come ho fatto io”, ha spiegato Marco, “L’agricoltura è un mondo fisico, spesso duro, ma la grande soddisfazione nel vedere i frutti del proprio lavoro copre qualsiasi fatica. L’orto è una passione dilagante, perché permette di vedere i frutti del lavoro svolto. Dal seme al piatto. Sempre meno lavori permettono di mostrare l’intera filiera. Un operaio, una segretaria, un dirigente vedono solo un tratto limitato della catena produttiva. Un orticoltore, anche casalingo e improvvisato, vive ogni momento”
    http://www.buonenotizie.it/misc/tecnologia/2014/02/11/terraxchange-lagronomo-che-mette-contatto-proprietari-di-terreni-e-aspiranti-orticoltori/
    “Noi di TerraXchange crediamo che non esistano terreni “improduttivi”. Ogni terreno privato e libero ha un valore che va oltre i canoni economici consueti. La società non riconosce più l’agricoltura come risorsa fondamentale. L’economia basata su indici, percentuali, categorie e tassi non può dare soluzioni e la richiesta di lavori più legati ad attività reali è ciò che sta spingendo migliaia di persone a riavvicinarsi alla terra. Coltivare e mangiare i frutti del proprio orto fa bene a se stessi, ai propri cari e all’ambiente. E non c’è da sottovalutare l’aspetto “eco” che sta prendendo sempre più piede: produrre il proprio cibo era, fino a poco tempo fa, un semplice hobby da pensionato. Ora sta diventando un bisogno sentito da persone di ogni età, sesso ed estrazione sociale”.


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

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