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Questo argomento contiene 42 risposte, ha 16 partecipanti, ed è stato aggiornato da  karonte 9 anni, 10 mesi fa.

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  • #81291
    brig.zero
    brig.zero
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    https://www.facebook.com/brig.zero

    #81294
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    [size=36][color=#0033ff]Siamo liberi?. [/color]

    pubblicata da Cerchio Firenze 77 il giorno martedì 29 novembre 2011 alle ore 19.22
    https://www.facebook.com/brig.zero/posts/250569425002985?ref=notif¬if_t=like#!/notes/cerchio-firenze-77/siamo-liberi/281198238583044 :legg:

    Ci hanno insegnato che finchè siamo vincolati ai nostri bisogni non possiamo considerarci liberi.

    Così sembrerebbe che, per noi, la libertà non esista.

    Questo fatto è sempre stato molto discusso da tutti gli amici che hanno approfondito questa particolare tematica dell'insegnamento.

    In effetti è un'affermazione che ricorre ed è molto controversa.

    Anch'io ho delle perplessità, però ritengo che stiamo dando un valore distorto all'idea di libertà, ed ecco che questa viene vanificata dalla logica dell'insegnamento.

    Eppure lo stesso ci indica il contrario con affermazioni che la libertà cresce con l'evoluzione.

    Riporto un estratto dal libro “Dai mondi invisibili”:

    [color=#0033ff]…Libertà assoluta vuol dire assenza di ogni e qualunque limitazione, come assenza di libertà vuol dire assoluta coercizione. Fra questi due estremi è compresa la libertà dell'individuo dal suo manifestarsi nel piano fisico come cristallo, all'apice della sua evoluzione come superuomo.

    Non solo, ma se esaminiamo la libertà di un uomo di media evoluzione, vediamo che esiste egualmente questa scala data da:

    1) Azioni che egli compie (o subisce) irrevocabilmente per karma, cioè per gli effetti delle cause che egli ha mosse in precedenti incarnazioni (assenza di libertà).

    2) Azioni che egli compie per sua libertà relativa, per le quali la scelta è stata influenzata da una necessità (libertà spuria).

    3) Azioni che egli compie, sempre nell'ambito della sua libertà relativa, ma al di fuori di qualunque influenza (libertà pura).

    Libertà pura, naturalmente, non vuol dire assoluta.

    Per essere assolutamente libero, l'uomo – come prima è stato detto – non dovrebbe subire alcuna influenza in tutte le decisioni da prendersi, mentre la libertà pura si riflette in una, o poco più, decisioni prese al di fuori delle influenze. Solo nell'uomo massimamente evoluto la libertà pura si identifica con la libertà assoluta, in quanto tutte le decisioni sono prese al di fuori di ogni influenza.[/color]

    Da queste parole, mi sembra di capire che la libertà a cui fanno riferimento i Maestri, non sia tanto la possibilità di scegliere fra le varie situazioni, quanto la possibilità di “sentire” le varie situazioni.

    Non so se ho capito esattamente cosa possa voler dire questo, ma ritengo che “percorrere” la Realtà abbia un significato molto più sostanziale di quanto possiamo immaginare noi con le nostre azioni e “scelte” più o meno condizionate.

    Andiamo alla radice e chiediamoci chi siamo e che funziono abbiamo, come sentire relativi che vanno a trascendersi gradualmente nell'Assoluto.

    La risposta evidenzia come ogni nostra espressività vitale (cioè ogni nostra azione, pensiero emozione ecc.) crei un'aspetto di questa realtà assoluta; la formi, la sostanzi e la faccia vibrare come “sentire”.

    Quindi siamo noi che creiamo evoluzione, non solo con le nostre scelte, le quali cambiano di poco il disegno a lungo termine, ma molto di più con la nostra presenza fattiva e dinamica, così come la nostra natura richiede.

    Questa è individuale, soggettiva e mutevole per quanto innumerevoli siano i sentire nel Cosmo, ma obbedisce a un modulo fondamentale, a una serie di leggi che presiedono la struttuta del relativo.

    Se la nostra presunzione potessi immaginare di estendere la libertà che abbiamo anche nel disegno assoluto, vorrebbe dire che dovremmo avere una visione d'insieme e, quindi essere l'Assoluto stesso.

    Come possiamo pensare che l'ambito delle nostre scelte (nel salto di qualità) possa andare a incidere oltre il relativo della singola incarnazione?

    Il nostro sentire in senso lato e la nostra coscienza non può avere la sapienza e la preveggenza di una struttura karmica che si innesta nell'intero meccanismo cosmico.

    Dunque l'esperienza diretta è ciò che noi siamo tenuti a esprimere in funzione a una direttiva di cui siamo parte e di cui non siamo ancora consapevoli, e solo agendo in seguito agli stimoli che ci vengono dalla nostra natura, noi compiremo l'atto evolutivo del nostro essere.

    L'evoluzione potrà anche essere automatica, ma siamo noi i registi e gli attori di questo automatismo che gradualmente ci porterà a riconoscersi nell'Assoluto stesso che ne è la fonte e ne è il movimento.

    Credo che tutte le contraddizioni filosofiche derivino dal sezionare a analizzare solo parte di un insegnamento il cui senso trascende le singole affermazioni, necessarie a comporre il mosaico d'insieme e, successivamente, dargli un significato.

    (Umberto Ridi)


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #81295
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    http://www.benessere.com/psicologia/arg00/ricmor.htm
    IL RICATTO MORALE
    Un ombra nel rapporto con gli altri
    Non per nulla già l'antica filosofia greca con Aristotele aveva riassunto queste idee affermando che l'uomo è, per sua natura, un animale sociale.
    In effetti, se ci pensiamo, raramente amiamo star da soli; in linea di massima sentiamo il bisogno di appartenere ad un gruppo all'interno del quale, a seconda del grado di intimità delle relazioni instaurate, ci è possibile dare e trovare comprensione e appoggio.
    Far parte di un gruppo significa potersi confrontare con gli altri, mettere in gioco le proprie capacità, vedersi attribuire un certo valore, avere la possibilità di esprimere le proprie potenzialità, e quindi poter crescere e realizzarsi.

    In questo senso instaurare soddisfacenti relazioni interpersonali contribuisce sicuramente al nostro benessere ed è quindi comprensibile che si cerchi di fare il possibile per mantenerle salde nel tempo.
    Tuttavia le relazioni interpersonali, seppur siano cariche di possibilità che ci fanno star bene, a volte sono accompagnate da ombre , cioè da aspetti non immediatamente riconoscibili, che condizionano il nostro agire, la nostra libertà, il nostro stato d'animo e in definitiva il nostro benessere; tra queste ombre è possibile includere quella che Susan Forward , definisce nei termini di ricatto morale .

    Il ricatto morale

    E' una potente forma di manipolazione in cui una persona a noi vicina minaccia, in modo diretto o indiretto, di punirci se non facciamo quello che vuole. In genere questo tipo di ricatto è messo in atto proprio dalle persone che ci sono più vicine e con le quali abbiano strette relazioni:
    possono essere genitori, coniugi, figli, amici, datori di lavoro, colleghi; in genere si tratta di persone alle quali teniamo e che vogliono ottenere da noi qualcosa che contrasta o non risponde appieno ai nostri sentimenti, progetti, aspettative.
    Nel suo libro Emotional Blackmail (letteralmente ricatto emozionale), Susan Forward sostiene che comunque venga espresso il ricatto, il messaggio sottostante è chiaro ed è: se non mi darai quello che voglio te la farò pagare . Si tratta sicuramente di un messaggio che intristisce la vita, in quanto sovente genera paura, senso di colpa, ansia e ci spinge a muoverci in una direzione che non è esattamente quella che vorremmo o quella più vicina ai nostri profondi desideri. ..


    #81296
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1336734359=Richard]
    http://www.benessere.com/psicologia/arg00/ricmor.htm
    IL RICATTO MORALE
    Un ombra nel rapporto con gli altri
    Non per nulla già l'antica filosofia greca con Aristotele aveva riassunto queste idee affermando che l'uomo è, per sua natura, un animale sociale.
    In effetti, se ci pensiamo, raramente amiamo star da soli; in linea di massima sentiamo il bisogno di appartenere ad un gruppo all'interno del quale, a seconda del grado di intimità delle relazioni instaurate, ci è possibile dare e trovare comprensione e appoggio.
    Far parte di un gruppo significa potersi confrontare con gli altri, mettere in gioco le proprie capacità, vedersi attribuire un certo valore, avere la possibilità di esprimere le proprie potenzialità, e quindi poter crescere e realizzarsi.

    In questo senso instaurare soddisfacenti relazioni interpersonali contribuisce sicuramente al nostro benessere ed è quindi comprensibile che si cerchi di fare il possibile per mantenerle salde nel tempo.
    Tuttavia le relazioni interpersonali, seppur siano cariche di possibilità che ci fanno star bene, a volte sono accompagnate da ombre , cioè da aspetti non immediatamente riconoscibili, che condizionano il nostro agire, la nostra libertà, il nostro stato d'animo e in definitiva il nostro benessere; tra queste ombre è possibile includere quella che Susan Forward , definisce nei termini di ricatto morale .

    Il ricatto morale

    E' una potente forma di manipolazione in cui una persona a noi vicina minaccia, in modo diretto o indiretto, di punirci se non facciamo quello che vuole. In genere questo tipo di ricatto è messo in atto proprio dalle persone che ci sono più vicine e con le quali abbiano strette relazioni:
    possono essere genitori, coniugi, figli, amici, datori di lavoro, colleghi; in genere si tratta di persone alle quali teniamo e che vogliono ottenere da noi qualcosa che contrasta o non risponde appieno ai nostri sentimenti, progetti, aspettative.
    Nel suo libro Emotional Blackmail (letteralmente ricatto emozionale), Susan Forward sostiene che comunque venga espresso il ricatto, il messaggio sottostante è chiaro ed è: se non mi darai quello che voglio te la farò pagare . Si tratta sicuramente di un messaggio che intristisce la vita, in quanto sovente genera paura, senso di colpa, ansia e ci spinge a muoverci in una direzione che non è esattamente quella che vorremmo o quella più vicina ai nostri profondi desideri. ..

    [/quote1336734359]
    E' molto ambiguo questo discorso. capisco che dovremmo avere la possibilità di esprimerci in tutte le nostre sfaccettature…ma questo porterebbe inevitabilmente allo sfascio di cosiddetta società, all' anarchia. Pensa se tutti avessimo la possibilità di fare quello che vogliamo…No, alla fine ci ammazzeremo tutti a vicenda. Pensataci un momento….


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #81297
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    E' molto ambiguo questo discorso. capisco che dovremmo avere la possibilità di esprimerci in tutte le nostre sfaccettature…ma questo porterebbe inevitabilmente allo sfascio di cosiddetta società, all' anarchia. Pensa se tutti avessimo la possibilità di fare quello che vogliamo…No, alla fine ci ammazzeremo tutti a vicenda. Pensataci un momento….

    mi è sfuggito…dove hai letto questo messaggio? Che dovremmo fare tutto quello che ci pare senza regole comuni?


    #81298
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    [quote1336738511=Richard]

    E' molto ambiguo questo discorso. capisco che dovremmo avere la possibilità di esprimerci in tutte le nostre sfaccettature…ma questo porterebbe inevitabilmente allo sfascio di cosiddetta società, all' anarchia. Pensa se tutti avessimo la possibilità di fare quello che vogliamo…No, alla fine ci ammazzeremo tutti a vicenda. Pensataci un momento….

    mi è sfuggito…dove hai letto questo messaggio? Che dovremmo fare tutto quello che ci pare senza regole comuni?

    [/quote1336738511]
    parli di questo?

    mi sembrava un video simpatico, ma non ci vedo quel messaggio..


    #81299
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1336742307=Richard]
    [quote1336738511=Richard]

    E' molto ambiguo questo discorso. capisco che dovremmo avere la possibilità di esprimerci in tutte le nostre sfaccettature…ma questo porterebbe inevitabilmente allo sfascio di cosiddetta società, all' anarchia. Pensa se tutti avessimo la possibilità di fare quello che vogliamo…No, alla fine ci ammazzeremo tutti a vicenda. Pensataci un momento….

    mi è sfuggito…dove hai letto questo messaggio? Che dovremmo fare tutto quello che ci pare senza regole comuni?

    [/quote1336738511]
    parli di questo?

    mi sembrava un video simpatico, ma non ci vedo quel messaggio..
    [/quote1336742307]
    Rich hai messo dopo i video e io non li ho visti, mi riferivo all' articolo scritto sopra. Sto dietro il pane…e non ho il tempo ora. Ma dopo con calma li vedrò volentieri.


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #81300
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    Rich hai messo dopo i video e io non li ho visti, mi riferivo all' articolo scritto sopra. Sto dietro il pane…e non ho il tempo ora. Ma dopo con calma li vedrò volentieri.

    :ok!:


    #81301
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Grazie a Inneres ho conosciuto questa radio “Border Night”…molto molto interessante. Vi ho ritagliato un pezzo che secondo me va ascoltato.
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    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #81302
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Ed ecco un altro pezzetto molto molto interessante…

    Maestro di dietrologia Buon Pupazzo.mp3

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    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

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