COPENAGHEN 09 : NEWS

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Questo argomento contiene 25 risposte, ha 11 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Anonimo 9 anni, 11 mesi fa.

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  • #85843

    ezechiele
    Partecipante

    speriamo solo non escano fuori le solite (censura) http://64.34.162.133/uploads2/11981_2_9_2008_10_43_00_PM_-_oh_shit-759720.jpg …. non e' proprio il momento di farsi prendere dai crampi allo stomaco…


    #85844
    elerko
    elerko
    Partecipante

    Il CO2 è la nuova strategia del terrore?

    Ci chiediamo: dopo la fase del terrorismo islamico (mamma li turchi) e quella dei virus pronti a fare strage di intere nazioni (salvo archiviazione dopo il congruo arricchimento delle case produttrici di vaccini), oggi la strategia del terrore si sta orientando sul CO2? E' il CO2 la causa di ogni male del pianeta? A giudicare dai contenuti della conferenza di Copenhagen pare proprio di sì.
    Si è detto che la conferenza di Copenhagen (COP15) costituisce l'accordo più complesso e cruciale che sia mai stato stipulato. E si è detto che le emissioni di CO2 sono la sola e unica minaccia per il futuro dell'umanità. Peccato che nella conferenza non si sia parlato di guerra globale, di uso preventivo di armi nucleari, delle ricadute radioattive delle bombe nucleari del Pentagono, della guerra meteorologica e delle tecniche di modificazione artificiale del clima. Nessun accenno all' Owning the weather (possedere il clima) per scopi militari (qui http://www.space.com/scienceastronomy/051031_mystery_monday.html ) e (qui http://www.fas.org/spp/military/docops/usaf/2025/v3c15/v3c15-1.htm ), quindi alle irrorazioni venefiche delle chemtrails http://www.tankerenemy.com/ sui cieli del mondo e del progetto HAARP http://www.tankerenemy.com/2009/03/haarp-larma-piu-distruttiva-che-sia-mai.html .
    Cosa dobbiamo aspettarci adesso? Come si concretizzerà questa nuova strategia del terrore basata sul 'pericolosissimo' CO2? Ci diranno di risparmiare energia, certo, ci diranno persino di spegnere la spia rossa della tv, mentre le ciminiere delle fabbriche continueranno tranquillamente a emettere sostanze altamente inquinanti. Ci inviteranno ad abbassare il calore delle nostre abitazioni e di predisporre coibentazioni ad hoc, mentre le piscine dei miliardari continueranno a essere ben riscaldate, adiacenti alle saune e alle terme private. Ci convinceranno che le centrali elettriche devono far posto a quelle nucleari (e chi se ne frega dei veri pericoli e dell'impossibilità di eliminare le scorie radioattive).
    La campagna propagandistica è già iniziata con uno spot d'effetto, struggente, degno di una comédie larmoyante. Non c'è che dire, proprio un bello spot, ma non vorremmo che il problema CO2 sia in realtà solo una fantasia (o un sogno come nello spot) che ci viene propinata come realtà. D'altra parte, esiste una nutrita schiera di scienziati che si oppone alla teoria del global warming, scienziati che evidenziano la falsità delle teorie che stanno prendendo piede (da molti anni a questa parte), sostenendo, invece, l'inizio di una nuova èra glaciale (che detta così, alla luce dell'enorme propaganda svolta da anni sull'effetto serra, sembra un'eresia). Antonio Zichichi scriveva su 'Scienze': 'non è possibile stabilire una relazione lineare tra aumento di CO2 e riscaldamento globale'.
    Giorni fa, tra l'altro, c'è stata una fuga di notizie che ha fatto scandalo in merito all'intercettazione di una fitta e privata corrispondenza tra scienziati, i quali parlano di strategie di filtraggio delle informazioni sul clima, al fine di tenere al corrente i cittadini di alcune cose, ma di occultarne altre molto scomode: 1073 mail per 62 MB scaricabili http://www.megaupload.com/?d=XD050VKY (utilizzate sempre un antivirus prima di aprire un file scaricato).
    Noi non sappiamo dove stia la verità, ma siamo soliti interrogarci sulle questioni, soprattutto se queste vengono propagandate dal sistema attraverso campagne che escludono a priori i reali problemi del Pianeta. Ed è sul dubbio -più che sulle certezze- che noi cerchiamo di consolidare la nostra coscienza critica.

    Fonte: http://italianimbecilli.blogspot.com/2009/12/il-co2-e-la-nuova-strategia-del-terrore.html


    #85845

    Anonimo

    Clima, no dei 'Poveri' su bozza danese Usa, 'dobbiamo agire subito'
    Terzo giorno del summit di Copenaghen
    09 dicembre, 16:10

    Copenaghen, Paesi in via di sviluppo protestanoClima, nuova bozza minaccia vertice

    COPENAGHEN – Il cambiamento climatico c'e' e dopo tanto lavoro dei negazionisti adesso ci uniamo alla lotta ai gas serra. Lo ha detto Lisa Jackson, responsabile dell' Agenzia americana per l'ambiente (Epa) in un evento organizzato nella sede Usa alla 15/a Conferenza Onu, giunta al terzo giorno. ''Dobbiamo agire ora'', ha detto Jackson annunciando la volonta' di impegni per i Paesi in via di sviluppo.

    Il summit si avvia intanto verso la discussione sui tagli delle emissioni di Co2, uno degli scogli insieme al capitolo che riguarda i finanziamenti, che contemplerebbe solo impegni a breve termine, fino al 2012. Marciano invece spedite le trattative relative al trasferimento di tecnologie, adattamento e deforestazione.

    Ma a Copenaghen è sempre più scontro tra Paesi ricchi e quelli in via di sviluppo: i Paesi poveri potrebbero creare degli ostacoli ai negoziati anche se non intendono affossarli. Dopo la bozza del documento danese circolata al vertice – bozza che secondo i rappresentanti dei popoli in via di sviluppo li avrebbe letteramente scavalcati – si sono moltiplicate le manifesatazioni di piazza.

    La bozza, anticipata ieri dal quotidiano britannico Guardian, prevederebbe un maggior potere ai paesi industrializzati nel gestire la crisi scaturita dal cambiamento climatico e, di contro, un ruolo sempre piu' marginale dell'Onu per quanto riguarda negoziati futuri.

    Nella bozza – elaborata da un circolo ristretto di nazioni che a quanto pare include Danimarca, Usa e Gran Bretagna – vi sarebbero inoltre misure che permetterebbero ai paesi ricchi di consumare (nel 2050) quote procapite di CO2 doppie rispetto a quelle dei paesi in via di sviluppo. Il testo, secondo le indiscrezioni, punta a passare la gestione degli aspetti finanziari delle misure anti-cambiamento climatico alla Banca Mondiale e al contempo mira ad archiviare il trattato di Kyoto.

    Contro le ipotesi contenute nella bozza 'danese' si sono svolte a Copenaghen tre manifestazioni. Da una parte gli attivisti di Actionaid Copenaghen tutti vestiti di rosso con il cappello nero, in stile Michael Jackson sistemati come se fosse un coro con un grande manifesto che recitava: ''I Paesi ricchi paghino il loro debito''. Di fronte un gruppo misto di paesi in via di sviluppo, tra Africa e Sudamerica che chiedevano ''giustizia climatica'', infine un grande cartellone con tante storie di chi ha vissuto sulla propria pelle i disastri climatici.

    E a Roma si e' svolta la plateale protesta di Greenpeace. Gli attivisti dell'organizzazione, otto climbers e tra loro due donne, sono saliti sul Colosseo, per chiedere che a Copenhagen venga raggiunto un ''accordo storico''. Sul monumento e' stato srotolato uno striscione di 300 metri quadrati con scritto ''Copenaghen: Accordo Storico Adesso, Make History Now!''.

    Cinquanta volontari stanno intanto componendo con i loro corpi una scritta umana ai piedi del Colosseo, per chiedere impegni ambiziosi e vincolanti per la riduzione dei gas serra. ''I cambiamenti climatici e la pace nel mondo sono due facce della stessa medaglia'' ha affermato Francesco Tedesco, responsabile Campagna Energia e Clima di Greenpeace.

    ''Se i leader del mondo non agiranno adesso -ha aggiunto- per ridurre i gas serra, il Pianeta andra' incontro a estinzioni di massa di specie animali e vegetali, migrazioni di massa e carestie, una bomba destabilizzante per la pace nel mondo. Il Presidente Obama e gli altri leader hanno adesso l'opportunita' di garantire a tutti noi un futuro sostenibile di pace, ed entrare cosi' nella storia''.

    Tensioni si temono anche in vista della grande mobilitazione mondiale per il clima, in programma sabato 12 dicembre, in concomitanza con l'arrivo di ministri e premier al summit di Copenaghen per l'inizio dei lavori di alto livello.

    In piazza scenderanno in tantissimi per lanciare un appello ai leader: ''Il mondo vuole un trattato reale''. Una mobilitazione, quella di sabato, che desta qualche preoccupazione: si temono infatti tensioni nel corso delle diverse manifestazioni. In Italia la mobilitazione si tradurra' nell'evento nazionale ''100 piazze per il clima'' organizzata da un comitato di associazioni tra cui Wwf, Legambiente e Greenpeace. Il 'cuore' dell'evento in Italia sara' Piazza Farnese a Roma. A Copenaghen verra' eretto il muro del clima con i messaggi che via via le persone comuni scriveranno durante le trattative.

    http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2009/12/04/visualizza_new.html_1623960513.html


    #85846

    zret
    Partecipante

    Copenhagen: la truffa dell'effetto serra (Copenhagen: the greenhouse effect hoax)

    [youtube=425,344]FQ_lxtWkyxA


    #85847

    Erre Esse
    Partecipante

    Ma poi mi fanno sorridere quelli che parlano di “salvare il pianeta” (compresa la cricca mondialista dietro Grillo), quando [u]il pianeta sa salvarsi benissimo da solo[/u], senza il bisogno di presuntuosi globalisti.


    #85848

    zret
    Partecipante

    Giusto! Basterebbe eliminare i governi e tutto si risolverebbe.


    #85849

    Anonimo

    http://www.ansa.it/webimages/foto_large/2009/12/12/epa12x9vX_20091212.jpg

    Immagine troppo grande, ho lasciato il link –pasgal


    #85850

    ezechiele
    Partecipante

    che cari, santificano le feste…. come rinunziare poi? con le prostitute danesi che vanno gratis coi clienti peer protesta (come ci ha tenuto a precisare il nostro pruriginoso tiggi….)

    ansa odierna sui politici a copenaghen
    http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2009/12/04/visualizza_new.html_1623960513.html


    #85851

    Anonimo

    La grande finanza ha fame di terra

    Il Italia sono 14 milioni gli ettari coltivati, su 29 milioni disponibili

    Fondi sovrani e multinazionali comprano in Africa per mangiare.
    In Italia fanno biogas, e l'insalata costerà come il pieno del Suv
    MARCO SODANO
    Fondi sovrani a caccia di terreni agricoli per il mondo. Multinazionali dell’energia a caccia di campi di mais per produrre biogas. Cinesi, coreani (del Sud) e indiani si scatenano in Africa, nell’estremo Oriente e in America centrale. I paesi arabi ancora in Africa e in Oriente e in America del Sud. Libia ed Egitto sempre in Africa ma anche in Ucraina, mentre il Sudafrica punta gli occhi sull’Africa subsahariana. Ora tocca all’Italia: le multinazionali francesi, tedesche e spagnole hanno messo gli occhi sulla pianura padana – dalla Lombardia all’Emilia al Friuli – e sulle assolate aree pianeggianti di Sicilia e Puglia. Vogliono comprare la terra, il mais, vogliono comprare il sole.

    Chi resta a bocca asciutta
    Sono affari di genere diverso, ma portano allo stesso risultato. I cinesi, i paesi arabi, Egitto e Libia cercano la terra per coltivarla e riportarsi in patria le materie prime alimentari: economie in forte sviluppo con problemi di scarsità di terreno si incrociano con economie più arretrate, zone in cui il terreno abbonda ma la capacità di lavorarlo secondo i canoni più avanzati (ovvero più redditizi) è a zero. Gli Stati più poveri speravano in un aumento del lavoro, e quindi hanno sottoscritto i contratti di buon grado.

    La realtà però è diversa. Tra aprile e maggio scorsi una società mista cinese-kazaka ha acquistato settemila ettari in Kazakistan. Poi però i cinesi si sono portati tremila contadini da casa: lavoro per la popolazione kazaka, poco o niente. La coreana Daewoo Logistics aveva acquisito un milione trecentomila ettari in Madagascar praticamente gratis. Dava lavoro alla gente del posto, però pretendeva di portare in Corea tutto il mais e l’olio di palma. Le proteste hanno costretto il governo a sospendere il contratto, che tra l’altro doveva durare la bellezza di un secolo.

    Il sole del Sud
    All’Italia, invece, le multinazionali (soprattutto francesi e tedesche, almeno in questa prima fase) guardano per la produzione di energia. Il mais della pianura padana serve per fare biogas, le grandi pianure pugliesi e siciliane sono il luogo ideale per installare pannelli solari e pale eoliche. Il cambio di destinazione d’uso, per così dire, non migliora la situazione di chi quella terra la coltiva. Anzi: lo sbarco delle società energetiche fa salire gli affitti delle terre. Nella zona di Cremona, per esempio, il canone di affitto annuo si aggira intorno ai 700-800 euro l’anno. Le multinazionali sono pronte a pagarne mille, anche milleduecento. Hanno fretta di fare profitti e disponibilità finanziare con cui neppure la più grande impresa agricola può confrontarsi. In soldoni: il mestiere di agricoltore rende sempre meno – giusto questa settimana il ministro Luca Zaia ha ribadito a Bruxelles che senza il sostegno dei fondi Ue l’agricoltura italiana può chiudere i battenti -, i canoni di affitto si alzano, i margini di guadagno per chi lavora la terra tendono ad annullarsi.

    «Soltanto nel Nord tratta di salvare 700 mila ettari di mais, di cui almeno 250 mila sono già in crisi dalla diffusione di insetti dannosi, terreni che richiedono una gestione complicata, nei quali i costi sono ancora più alti – spiega il presidente di Confagricoltura Federico Vecchioni, che ha commissionato il primo studio italiano sull’argomento – . I fattori di rischio sono due: da un lato aumentano i canoni di affitto, dall’altro se le acquisizioni continueranno a questi ritmi, scenderà la produzione di foraggio». Dunque traballano anche carne e formaggi, non è solo questione di pasta e verdura.

    La grande crisi
    Anche qui, come in tutti i guai economici degli ultimi due anni, ci ha messo lo zampino la grande crisi. La fiammata dei prezzi alimentari, tra 2007 e 2008, ha convinto i paesi in difficoltà (quelli arabi per ragioni climatiche, Cina e India per l’aumento della popolazione) ad assicurarsi il futuro comprando la terra all’estero. Il denaro certo non manca. Il versante italiano è se possibile ancora più complicato: qui incide la fame di energia a basse emissioni, e siamo al paradosso.

    Trasformare l’alimentare in energia pulita riduce le emissioni, ma quando sarà necessario importare prodotti agricoli le farà aumentare da un’altra parte. Navi, aerei e camion impegnati a rifornire lo Stivale. Infine, c’è il timore di perdere il patrimonio dei vigneti: i prezzi (non gli affitti) dei terreni da vigna sono in discesa. Anche qui, le grandi società di capitale – già lo fanno – possono far propri a costi tutto sommato contenuti migliaia di ettari della migliore produzione italiana. Alla fine godremo di una bolletta del gas (forse) più contenuta. Ma un’insalata costerà come fare il pieno a un Suv.

    Fonte: http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/clima/200912articoli/50321girata.asp


    #85852

    Anonimo

    [quote1260705791=Erre Esse]
    Ma poi mi fanno sorridere quelli che parlano di “salvare il pianeta” (compresa la cricca mondialista dietro Grillo), quando [u]il pianeta sa salvarsi benissimo da solo[/u], senza il bisogno di presuntuosi globalisti.
    [/quote1260705791]

    non sono completamente d'accordo con questo pensiero, guarda che gli stiamo facendo parecchio male al nostro pianeta….basta guardare quei poveri capidoglio nel gargano…..o semplicemente i mozziconi di sigarette lungo il nostro cammino….

    per stare light…


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