CRISI FINANZIARIA: un nuovo mondo sta nascendo

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    Anonimo

    http://comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=9268

    LA DEMOCRAZIA OCCIENTALE E' IL PEGGIOR SISTEMA POLITICO DI TUTTA LA STORIA UMANA
    Postato il Giovedì, 03 novembre @ 20:43:33 CDT di davide

    DI EUGENIO ORSO

    Riceviamo e volentieri pubblichiamo

    Viva il Centralismo, viva la Rivoluzione, viva la Dittatura per gestire lo stato di transizione.

    Lo slogan politicamente scorretto è mio, ma non è soltanto provocatorio perchè lo scrivo con intima convinzione, nonché con totale disprezzo nei confronti dei regimi liberaldemocratici e dei loro sostenitori – che sono dei nemici da combattere, a tutti i livelli della scala sociale.

    Un trentennio di inganni, di rischiavizzazione del lavoro e di impoverimento di massa, che si è ulteriormente velocizzato dal 2008, hanno ridotto l’Italia nelle condizioni che oggi possiamo osservare.

    Per non parlare della Grecia, in cui un politico incapace “che ha studiato in America” (anche lui come il funzionario BCE Napolitano), rampollo di terza generazione di una dinastia di politici di professione, prima indice un referendum che avrebbe potuto essere d’importanza cruciale per il futuro della Grecia, e poi con un’improvvisa marcia indietro di fatto lo cancella.

    Saranno i partiti ellenici a supplire alla mancata consultazione popolare raggiungendo un’intesa fra loro, ed è praticamente certo che la piccola politica serva dei globalisti (non c’è solo in Italia, ma è diffusa per ragioni di omologazione sistemica in tutto l’occidente) farà passare l’accordo, piegando il capo. Che si tratti del Pasok e di Néa Dimokratìa in Grecia, oppure del Pd e del PdL in Italia, vale ciò che affermo.

    Sappiamo che l’accordo sul debito del 26 ottobre serve a salvare non tanto la Grecia, condannata alla schiavitù per debiti e alla caduta del prodotto almeno fino al 2020, ma le banche (francesi, tedesche, indirettamente quelle americane, eccetera) che sono un importante strumento di potere dei globalisti.

    Il Quisling greco della Global class ha ceduto di schianto poco dopo il suo annuncio della consultazione referendaria, indetta per approvare l’accordo sul debito e prevista per il 4 di dicembre, forse spaventato dai sondaggi che davano quasi per certo un respingimento dell’accordo a larga maggioranza (60%), o dalle “pressioni” esterne che ha ricevuto (vere e proprie minacce? Era a rischio la sua stessa incolumità personale? Poteva essere travolto improvvisamente da “scandali”?), o, ancora, dalla furia vindice di Mercati e Investitori, oppure da tutte queste cose messe insieme.

    Papandreou, conoscitore forse più dell’America in cui ha vissuto che della Grecia in cui ha governato per conto terzi, non ha la stoffa né le palle per rompere il ferale cerchio – con buona pace della Debora Billi di Papandreou tiene cojones!, e il suddetto, con ogni probabilità, cerca soltanto di salvare il suo culo, come fa abitualmente Berlusconi in Italia.

    Infatti, Berlusconi pur non mollando la carica ha accettato le “misure impopolari” imposte dai globalisti europidi e Papandreou, che non vuole dimettersi, dopo aver tirato il sasso del referendum ha nascosto la mano, dichiarando con sottomissione che la consultazione popolare non è mai stata un fine in sé (veramente strano, per un ardente democratico) e che “Dobbiamo applicare il pacchetto europeo per il futuro del paese e dei nostri figli.”

    Se la popolazione greca, lontana ormai dalla politica sistemica liberaldemocratica almeno quanto quella italiana, se non di più (avendola sperimentata sulla propria pelle), non potrà in alcun modo esprimersi, vista la situazione drammatica che si prospetta sarà costretta a scegliere altre strade.

    Soltanto estese rivolte popolari con abbondante uso della violenza, incontenibili e coronate da successo (l’unica medicina possibile, giunti ad un tale punto), potranno salvare la Grecia dalla schiavitù dell’euro e perciò dal rischio di restare per decenni sotto il tallone globalista.

    Lo stesso potrà accadere fra breve in Italia, in Spagna, in Portogallo e in un futuro un po’ più lontano (perchè no?) anche in Francia.

    Tutti i popoli europei sono a rischio, persino i tedeschi “primi della classe”, e ormai anche i bimbi dell’asilo dovrebbero averlo capito.

    Persino negli Stati Uniti, se non riuscirà l’operazione di scaricare interamente il barile della crisi sull’Europa, agli indignados locali potrebbero far seguito moti popolari ben più incisivi, totalmente esterni agli schemi politici consueti. Nello stesso giorno in cui Papandreou butta a mare il referendum – inibendo la consultazione popolare (da lui stesso prima annunciata) e dandoci un’ennesima prova di cos’è veramente la democrazia, il bieco Mario Draghi, da questo mese saldamente alla guida di quella organizzazione criminale globalista che è la BCE, abbassa i tassi (tutti, compreso quello sui depositi che scende al mezzo punto percentuale) per far “ripartire” le borse ed assicurare il toro, dopo l’orso, ai grandi speculatori, cioè per dare a coloro che lo pagano lautamente, lo incensano e gli fanno fare carriera, un’altra occasione di grandi guadagni.

    George, salva la Grecia! Mario, salva l’euro!

    Ma che strana coincidenza!

    Quel che conta, in questo breve post, è rilevare che la democrazia, così come ce la dipinge l’apparato propagandistico massmediatico e accademico, non soltanto non esiste, ma nella realtà è il suo esatto contrario: un feroce regime che agisce sempre e comunque contro la stragrande maggioranza della popolazione, da sottomettere completamente, da idiotizzare perché non capisca l’inganno, e da rendere schiava perchè lavori a basso costo, e senza alcuna pretesa, per la Global class (finita l’epoca del rivendicazionismo, ricomincia quella dello schiavismo). La democrazia occidentale – con il suo suffragio universale neutralizzato dallo spostamento in sedi sopranazionali delle decisioni strategiche, economiche, finanziarie, sociali, e la sua rappresentanza che non rappresenta il popolo, è niente altro che il volto politico del Nuovo Capitalismo e della sua classe dominante (la Global class).

    La democrazia occidentale non ammette, nonostante si perpetui la grottesca finzione del suffragio universale e si mantenga in essere l’istituto referendario, che la popolazione possa veramente partecipare alla decisione politico-strategica, che possa decidere su questioni cruciali per il proprio futuro, quale è, ad esempio, quella dell’adesione greca al “piano di salvataggio” globalista-europide. A proposito di quanto precede sarebbe istruttivo per tutti leggere, o rileggere, Il popolo al potere del filosofo Costanzo Preve, oppure Dopo la democrazia dello scomparso Ralf Darendhorf (un liberale e un commissario europeo! Ma critico nei confronti del neoliberalismo e della liberaldemocrazia).

    L’unica e la sola forma di democrazia (anche ammesso che altre siano oggi possibili) che si conosce in Italia, in Europa, in occidente, è la democrazia liberale sorretta da due gambe: il suffragio universale e l’istituto della rappresentanza. E dato che questa è l’unica forma di democrazia esistente – tralasciando le belle utopie o le favolette (ad esempio le virtù di una fantomatica democrazia diretta), è chiaro stiamo vivendo sotto il tallone di un regime sanguinario, pronto a distruggere il nostro futuro, che perciò deve essere combattuto senza quartiere e abbattuto.

    Il suffragio universale non serve a nulla, perchè ovunque prevalgono il voto ignorante, disinformato, d’inerzia, pilotato, manipolato, soggetto a ricatto economico, e non certo il consapevole “voto d’opinione”, raro quanto i diamanti, ma tanto caro all’ipocrisa liberale.

    Sappiamo bene che è cura del marketing politico, nato ad imitazione di quello commerciale e mercatista, presentare programmi falsamente alternativi, in cui si esaltanto per avere consensi le piccole differenze “di prodotto”, ma nella realtà omologati e interamente subordinati alle direttive sopranazionali (se l’ordine implica l’allungamento dell’età pensionabile, o il buttare in strada nel breve trentamila impiegati statali, lo si fa e basta!).

    Un sistema in cui la sorgente dei programmi politici di forze che dovrebbero essere contrapposte è sempre la stessa, non è altro che truffa colossale, rappresentazione scenica, mascheramento di qualcos’altro.

    La rappresentanza è in genere sottomessa alla classe dominante globale, e fa da “cinghia di trasmissione” finale, verso il basso, cioè verso le popolazioni, delle decisioni politco-strategiche che calano dall’alto, cioè dagli organi della mondializzazione economica e finanziaria (UE, BCE, FMI, BM, eccetera).

    La rappresentanza locale può pur essere inadeguata, corrotta, persino criminale come accade in Italia, ma ciò ai globalisti non importa più di tanto, purchè obbedisca e rappresenti loro, i loro interessi privati, i Mercati e gli Investitori, e non la popolazione.

    Qualcuno ha letto dichiarazioni pubbliche di politici (che contano), del Pd , del PdL o di altri cartelli elettorali parlamentari, totalmente opposte ai contenuti della missiva-diktat del 5 agosto u.s., spedita da Trichet e Draghi al governo italiano? Semmai il contrario, a partire dal personaggio che ricopre la carica di presidente della repubblica, che si è speso nella difesa dell’euro e del trattato di Maastricht. Inoltre, tutti i sub-dominanti politici locali (non soltanto italiani) esaltano la Crescita capitalistica facendone un dogma inviolabile.

    Per non far capire che il loro unico scopo (ancorché non esplicitamente dichiarato) è quello di assicurare un incondizionato supporto allo sviluppo dei Mercati ed alla Creazione del Valore azionario, finanziario e borsistico, i politici democratici occidentali possono arrivare al grottesco, come nel caso di David Cameron in Gran Bretagna, che ha promosso una vera e propria “inchiesta sulla felicità” di natura non economica, la quale dovrebbe accertare attraverso il sondaggio se i sottoposti, nella realtà di tutti i giorni vessati dai Mercati e dal liberoscambismo, sono felici o un po’ incazzati.

    Tornando alle cose serie dopo un attimo di divagazione, alla democrazia occidentale la nuova classe dominante globale ha assegnato il compito storico, sul versante politico, delle leggi, della gestione dei vecchi stati nazionali e dei patrimoni pubblici, di spianare la strada al Libero Mercato Globale, di rifinanziare i sistemi bancari e le “istituzioni finanziarie” a spese delle classi povere (unificate nella Pauper class), di trasferire quante più risorse possibili dal lavoro al capitale, e naturalmente di ridurre ai minimi termini la socialità.

    Per i motivi anzidetti, e visti i veri compiti assegnati ai regimi liberaldemocratici dai dominanti, in Italia, più che l’inaffidabile e stupido Berlusconi, con qualche tendenza a disobbedire facendosi “i cazzi suoi”, potrebbe andar bene il burocrate politico Bersani, che sbava per servire i globalisti, ancor meglio potrebbe andare la giovane scamorza ultraliberista Renzi (che prende i voti anche dagli elettori di centro-destra, anzi, soprattutto da quelli), o forse l’inconsistente vanesio Cordero di Montezemolo, e via elencando.

    Meglio ancora sarebbe in questo momento, in cui si cerca di evitare anche il voto addomesticato, la figura di un “tecnico” – giunto al potere senza elezioni e quindi senza consultazione popolare, pur largamente truccata e condizionata, cioè un’emanazione diretta dei globalisti, un loro “uomo a L’Avana”, quale è sicuramente il commissario europeo italiota Mario Monti.

    All’interno dei regimi liberaldemocratici, prodotto della democrazia occidentale subordinata al comando neocapitalistico, non può nascere e svilupparsi alcuna vera alternativa, contraria alla Crescita, al dominio della finanza, alla legge dettata dai Mercati e dagli Investitori.

    Al contrario, all’interno di questo sistema di governo caratterizzato dalla superiorità della finanza e dell’economia sulla politica, gli interessi di un grande fondo pensioni americano, o della Fiat marchionnista, contano e sempre conteranno di più della volontà effettiva di decine di milioni di elettori!

    Perciò, se qualcuno ingenuamente si aspettava che Papandreou – politico democratico occidentale “cresciuto” nella liberaldemocrazia, non si rimangiasse le sue parole, facendo fare il referendum, dando l’esempio ad altri e iniziando così a minare le istituzioni europidi che temono il verdetto popolare, adesso sarà deluso almeno quanto quelli che in Italia riponevano folli speranze nell’”indipendenza” di un Berlusconi, che un po’ di tempo addietro trattava fraternamente con il dittatore Gheddafi e il potente ex KGB Putin, e che ora s’impegna con patetiche letterine ad eseguire gli ordini dell’Unione Europoide.

    In conclusione, sul piano sociale il primo nemico è la Global class neocapitalistica che manovra le sue istituzioni europidi contro di noi, sul piano economico il primo nemico è il Nuovo Capitalismo finanziarizzato del terzo millennio che rappresenta un nuovo modo storico di produzione, e sul piano politico i primi nemici non possono essere per noi che i regimi liberaldemocratici occidentali, con tutti i loro cartelli elettorali falsamente divisi in destra e sinistra, in conservatori e socialisti, in democratici e repubblicani, quali emanazioni dei veri dominati.

    Mai come ora sentiamo sul collo il respiro dell’impoverimento di massa, della possibilità di guerre future (con l’uso di armi non convenzionali), della questione energetica, di quella ambientale, e comprendiamo che questo capitalismo, ammantato di democrazia, procede per giganteschi espropri, shock sociali ed economici, desertificazioni, distruzioni di conquiste sociali e di interi ecosistemi, crescendo come un tumore che finirà, prima o poi, in metastasi.

    Mai come ora, che siamo ancora in tempo per reagire, è necessario comprendere che la democrazia occidentale, radicatasi con i suoi insani regimi nei paesi cosiddetti sviluppati, è il peggiore dei sistemi di governo dell’intera storia umana, e contribuisce attivamente a spingere il mondo verso il baratro.

    Rivoluzione, Centralismo, Collettivismo e Dittatura della Pauper class per gestire la transizione saranno la sola medicina che ci consentirà di uscire dall’incubo, e di evitare la metastasi finale capitalistica.

    Eugenio Orso
    4.11.2011


    #116962
    Anonimo

    http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=243

    NONNA, TI SPIEGO LA CRISI ECONOMICA 7 E 8
    Postato il Venerdì, 04 novembre @ 01:25:00 CDT di davide

    DI PAOLO BARNARD
    paolobarnard.info/

    (Il Più Grande Crimine spiegato agli anziani, agli adolescenti e a persone del tutto digiune di economia)

    Nonna: Allora chi sono sti delinquenti che ci tolgono i soldi dello Stato, quelli che dicono che il debito pubblico è un nostro debito, quando invece non lo è, insomma, sti qui che con l’Euro ci hanno fatto sto brutto scherzo. Perché guardavo la televisione ieri e mi dicevo “ma sta a vedere che quel politico lì è uno di loro”. Dimmi mò.

    P. Attenta, il debito pubblico non è un nostro debito quando lo Stato ha una moneta sovrana, come le lire di una volta. Ti ho spiegato che con l’Euro tutto è ribaltato. Ok? Allora nonna, per la tua domanda bisogna prima capire un paio di cose, poi ti faccio i nomi…

    Nonna: Ohh, sempre bisogna capire 100 cose per capirne una, insomma…

    P. Eh bè, nonna, se fosse semplice allora non avrebbero conquistato il mondo. Guarda che è proprio il fatto che la gente si stufa di capire e non ascolta più, che li ha fatti vincere così. Ma consolati, neppure i ragazzi contestatori in Italia hanno la pazienza di studiare ste cose, e neppure loro combinano un accidenti alla fine. Ok, ascolta. Ci hanno tutti convinti che i politici sono i potenti. No, assolutamente no. Il loro potere è un teatrino locale, cioè hanno potere a Roma o a Parigi o a Londra, certamente possono comandare su tante cose e hanno privilegi, sono temuti e rispettati, qualcuno di loro fa anche soldi. Ma quello non è vero potere. Sai cosa significa avere vero potere? Immagina un uomo che può decidere di mandare in bancarotta un’intera nazione. Un singolo uomo, e non manda in bancarotta una nazione di poveretti tipo il Congo, ma per esempio l’Inghilterra, addirittura. Immagina un gruppo di uomini che possono dire a un governo “cambia le tue regole, paga di meno la gente, vendici la Sanità, le tue banche, le tue spiagge e tutti i tuoi treni, le vogliamo a poco, e se disobbedisci ti facciamo fallire”. Immagina un altro gruppo di uomini che fa una legge che obbliga gli Stati a non proibire un prodotto tossico che è pericoloso per milioni di cittadini, e se gli Stati disobbediscono allora sono multe pazzesche. Immagina addirittura un altro gruppo ancora che pensa a regole che faranno impoverire 30 milioni di persone in due anni, così li si può sfruttare pagandoli 2 soldi di stipendio, e quelle regole non solo le impongono ai ministri, ma tutti sono tenuti a dire che sono giuste! Infine ecco una serie di miliardari che fanno scommesse giocandosi, come fossero al casinò, i bilanci di intere nazioni, e nel fare questi giochini finiscono col mandare in rovina aziende, lavoratori, governi…

    Nonna: Ma esistono uomini così? Dai, ma dai! Nei film di James Bond, non nella vita vera.

    P. Allora, 1) Quello che ha mandato in bancarotta l’Inghilterra era uno speculatore monetario di nome George Soros; sono uomini ricchissimi che con trucchi contabili possono far perdere di valore a una moneta di uno Stato al punto da farla crollare. Inondano i mercati con quella moneta, e per il principio per cui se di una cosa ce n’è troppa in giro non vale più niente, come le cipolle, anche quella moneta perderà valore e così quello Stato va in vacca. 2) Gli uomini che possono dire al nostro governo di svendergli i beni pubblici se no lo fanno fallire, sono gente come Montezemolo, Benetton, De Benedetti, Geronzi, Tronchetti Provera, i Moratti, Caltagirone, fra i maggiori. Sono gli amici di quei ricconi internazionali che ti dicevo la volta scorsa, quelli che prestano gli Euro allo Stato e che poi guardano il nostro debito e gridano: “Oddio! Siete molto indebitati!”, e allora via col panico, e per prestarci gli Euro ci chiedono interessi altissimi, così la nostra economia va ancora più nel fosso. E quando è con una gamba nel fosso, gli stessi ricconi gridano al governo “dovete privatizzare i beni pubblici a buon mercato per far cassa!”, e se lui non lo fa ci chiedono ancor più interessi per darci gli Euro, così nel fosso ci finiremo interi. Allora lo Stato è costretto a vendere la nostra roba, e la comprano quegli altri signori che dicevo prima, i Montezemolo e soci, a prezzi stracciati. 3) Gli uomini che possono obbligare gli Stati a non proibire un prodotto tossico sono quelli dell’Organizzazione Mondiale del Commercio di Ginevra. Fanno regole più potenti delle nostre leggi, e che sono amiche SOLO del business, e se una nostra legge nazionale va contro il business per proteggere noi persone, viene punita con multe pazzesche. 4) Quelli che possono far impoverire 30 milioni di persone in due anni, così poi altri li possono sfruttare pagandoli 2 soldi di stipendio, sono le grandi banche criminali del mondo, come Goldman Sachs, Bank of America, Morgan Stanley, JPMorgan Chase, Credit Suisse, UBS ecc. Attenta nonna, queste non sono le banche che abbiamo sotto casa, non tengono i conti correnti dei normali cittadini. Sono specie di banche che trafficano in soldi con trucchi sporchissimi, ma talmente sporchi che sono riusciti a vendere carta straccia a migliaia di altre banche come fosse denaro vero. Così tutte ste banche sono andate alla malora e hanno smesso di prestare i soldi alle aziende, che sono andate in malora pure loro e hanno licenziato milioni di lavoratori. Questi poveracci sono in mezzo alla strada, ma anche quelli che sono rimasti impiegati sono spaventati a morte di perdere il lavoro. Così succede che chi cerca lavoro accetta qualsiasi stipendio miserabile per paura e disperazione. Chi ne approfitta, e ci lucra, sono soprattutto le grandi industrie delle elite, tipo Renault, Siemens, Boeing, Microsoft, Electrolux, General Electric, Procter & Gamble, Alcoa, Caterpillar, Volkswagen, o le italiane Finmeccanica, Fiat, Benetton, Luxottica, Tod’s, e altre, che vogliono pagare poco gli operai per battere le industrie concorrenti cinesi. Cioè vogliono poter vendere i loro prodotti nel mondo a prezzi competitivi con quelli cinesi.

    Nonna: Ma aspetta un momento. Mica solo quelli lì super potenti ci guadagnano a pagar poco la gente. La Mimma c’ha il figlio che qui alla Brosetti di San Giorgio del Colle, quelli che fanno i cancelli e che sono 60 anime, gli danno 950 Euro al mese. E ringrazia Dio, perché prima prendeva meno.

    P. Vedi nonna, le piccole e medie aziende, che vanno dal bar all’imbianchino, dal negozio di scarpe fino alla fabbrica come quella che dici tu, sono quelli che impiegano la maggioranza degli italiani. Loro non decidono nulla, non possono nulla e subiscono solo. Per loro pagare poco i dipendenti è più un obbligo che una volontà. Mi spiego: prima viene la crisi economica causata dai potenti che ho detto, che porta a un calo della ricchezza dei consumatori, che porta a un calo delle vendite del bar, del negozio, della fabbrica; poi allora viene l’obbligo dei titolari a pagare poco, perché non vendono più. Non è che ci godano, preferirebbero vendere tanto a cittadini pagati bene. Invece, quei potentissimi industriali se ne fregano di pagare bene la gente qui, perché loro vogliono vendere in Cina, Brasile, America, Giappone, India. Poi tieni conto che i piccoli titolari non capiscono nulla delle cose che ti sto spiegano, e a volte neppure si rendono conto che chi li costringe dall’alto a pagare poco i loro dipendenti li condanna alla rovina, visto che con stipendi miseri anche le vendite sono per forza misere.

    Nonna: Eh sì!

    P. Ma finiamo la lista. 5) I miliardari che fanno scommesse giocandosi come fossero al casinò i bilanci di intere nazioni, e che finiscono col mandare in rovina aziende, lavoratori, governi, sono soprattutto gli Hedge Funds…

    Nonna: Aspetta, questi proprio, booo! Electrolux sì, c’ho la scopa elettrica, li conosco, ma questi… effan, eggians che?

    P. Non importa, sono organizzazioni di investitori potentissimi che possono fare quello che gli pare con montagne di soldi che tu neppure t’immagini, tipo fa conto, 40 volte tutta la ricchezza dell’America, non scherzo. Nessun governo li regolamenta, e fra l’altro fanno parte anche loro di quelli che poi gridano agli Stati “Oddio! Siete molto indebitati!” e così succede quel disastro a catena che ti ho detto già due volte. Ora capisci questo: i signori e gli istituti che ho appena listato lavorano in combutta fra di loro, ma hanno al loro servizio anche moltissimi politici e giornalisti prezzolati, e anche professori universitari che insegnano le loro teorie micidiali come se fossero invece il Vangelo. Sono proprio una rete di potentissimi che fra l’altro si ritrovano ogni anno in club super riservati dove fanno i loro piani. Tutta sta macchina è quello che io chiamo le elite del Vero Potere di cui parlo da quando ci incontriamo. E a proposito di macchina, tira fuori la macchina da cucire nonna, che sti jeans qui c’hanno un buco che ci passa un aereo. Baci.

    Paolo Barnard
    Fonte: http://www.paolobarnard.info/
    Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=242
    28.10.2011

    NONNA, TI SPIEGO LA CRISI ECONOMICA 8

    Nonna: Tò mò i tuoi jeans, c’ho messo un amore… Ma senti, ripensavo a quei potenti delinquenti dell’altra volta. Ma vuoi dire che nessun governo può arrestarli? Ma dico, noi c’abbiamo gli eserciti e la polizia? Cosa fanno, niente?

    P. Nonna, ascolta: torno a quella cosa che abbiamo detto tante volte: le elite hanno fatto di tutto per impedire agli Stati con la loro moneta di ‘spendere a debito buono’ per dar benessere, istruzione, e potere ai cittadini, che se no le elite erano FI-NI-TE! perché cittadini forti e consapevoli possono usare la democrazia per fermare le elite e i loro giochi criminali, e sì, certo, possono anche decidere di usare gli eserciti per questo. Ti ho anche detto che in 50 anni di sforzi e di spese miliardarie le elite sono proprio riuscite a bloccare quella ‘spesa a debito buono’ perché hanno tenuto nascosto a tutti noi che era possibilissima. Sono riuscite così a mettere milioni di cittadini in condizioni di continua precarietà e ignoranza, e quindi hanno distrutto la vera democrazia. In poche parole cosa è successo? Una cosa semplice anche se drammatica…

    Nonna: L’Euro delinquente…

    P. Molto di più, guarda le cose dall’alto, come se tu fossi fuori dalla terra. E’ successo questo: nel momento in cui hanno tolto allo Stato, che è di tutti noi, il potere di creare ricchezza per tutti noi con la ‘spesa a debito buono’, il potere di creare ricchezza è diventato esclusivamente di pochi miliardari privati. Quindi tutti noi siamo nelle mani di pochi potentissimi privati. Siamo letteralmente alla loro mercé. E ci possono dire: gente, governi, obbedite? No? Allora via la ricchezza! Proprio nonna ci tolgono il tappeto da sotto i piedi, e noi tutti per terra come fantocci. Ecco cosa è successo, ecco cosa hanno fatto in 50 anni di sforzi dietro le nostre spalle. Oggi pochi uomini sono padroni di interi Paesi, perché senza di loro quei Paesi non avranno ricchezza. Questo è un crimine storico.

    Nonna: Ma pensa che tutti sti anni quando andavo a fare le cure per l’anca la gente diceva “dai privati si sta meglio”, e c’era che diceva “i privati c’hanno i soldi, bisogna che arrivino in privati”.

    P. Ma pensa con la tua testa. Se la Sanità o i trasporti essenziali o gli investimenti in posti di lavoro nuovi li gestiscono questi mega gruppi privati, cosa accade? Accade che dei miliardari mettono i loro soldi per comprare o per gestire questi servizi importanti per noi tutti. Ok. Ma tu sai che chi ha molti soldi vuole che fruttino, ok? E se tu sei un riccone privato ti guardi intorno e vedi dove è che i tuoi soldi frutteranno di più. Vediamo: li puoi mettere in Borsa, li puoi mettere nei titoli di Stato, li puoi mettere in case, o li puoi investire nei servizi di cui dicevamo. Dove ti rendono di più? Il riccone investirà dove i suoi soldi gli rendono di più, mica è scemo, se no non sarebbe un riccone, e certamente non li investe per far beneficienza a noi. Bene. Se decide di investirli negli ospedali, nei treni, nelle poste o a impiegare lavoratori, significa che quelle cose gli dovranno rendere profitti superiori alla Borsa, ai titoli di Stato, case ecc. Certamente non vuole perderci, ok? Quindi l’ospedale gestito dal mega gruppo privato deve come PRIMA COSA farli guadagnare DI PIU’ di quello che gli stessi soldi gli davano se investiti altrove, e come SECONDA COSA deve dare un servizio a noi cittadini. Questo è certo, non può mai essere il contrario. E allora, se per caso la tua malattia gli costa meno di quello che tu paghi e se il profitto è superiore a quello che gli stessi soldi gli rendevano in Borsa o nei titoli di Stato ecc., allora il riccone ‘te la compra’ e ti cura. Se gli costa di più non te la compra e tu ti arrangi. Così è anche per i lavoratori: se assumendoli guadagna di più che a mettere gli stessi soldi altrove, allora ok, se no li lascia tutti disoccupati. Cioè la regola è: se la ricchezza essenziale e i servizi essenziali sono nelle mani dei miliardari privati, noi cittadini li avremo SOLO se i ricconi ci guadagneranno quello che vogliono. Se no zero servizi e ricchezza.

    Nonna: Santo Dio! Meglio lo Stato!

    P. Esatto! Perché lo Stato con la sua moneta può darci tutte quelle cose SENZA preoccuparsi di fare profitti, tanto il suo ‘debito’ per noi non esiste, né esiste per lui come sappiamo. Se la tua malattia gli costa molto, no problema, te la ‘compra’ lo stesso. Se quei lavoratori non gli renderanno chissà che, no problema per lo Stato, li assumerà lo stesso. Ora, riassumendo anche un po’ delle puntate precedenti, quello che vien fuori, nonna, è che a ben vedere come funziona la macroeconomia negli stati patrimoniali degli Stati e la microeconomia privata…

    Nonna: Ehhhhh????? Cosa? Cosa? Mi dì ben su, andavamo così bene…

    P. Scusa, scusa, ok. Ridico: a ben vedere come funzionano i conti dello Stato che fa la ricchezza del contenitore dei cittadini privati, e come fanno profitti le aziende che danno lavoro a quei cittadini, si capisce che se togliamo di mezzo la spesa dello Stato non è possibile creare ricchezza al netto per i cittadini né i profitti per le aziende, che significano i nostri stipendi. Quindi, in soldoni, senza lo Stato con la sua moneta sovrana noi cittadini comuni siamo fregati, e dobbiamo dipender solo dalla creazione di ricchezza dei ricconi privati. I quali però non solo vogliono poi guadagnarci anche a costo di mandare noi in malora, ma ci ricattano e ricattano i governi al 100%, e se non facciamo quello che vogliono siamo fritti, cioè ci chiudono i rubinetti dell’economia. E qui nonna ascolta bene, ma bene eh? Siamo partiti a spiegarti perché c’è la crisi economica, ok?

    Nonna: Eh già.

    P. Ok. Allora guarda che la gran parte della crisi economica di adesso viene proprio dal fatto che le elite di quei ricconi e dei loro servi politici ci stanno chiudendo i rubinetti dell’economia APPOSTA. In che modo? Nei modi già detti: 1) impedendo agli Stati di fare la ‘spesa a debito buono’ per arricchire cittadini e aziende attraverso lo spauracchio del debito pubblico, e in Europa attraverso anche l’Euro truffa. 2) e imponendo ai politici, e ovviamente poi a noi cittadini, delle cure per la crisi che loro hanno voluto che non fanno altro che peggiorarla, e loro lo sanno, lo fanno apposta, perché poi sono loro che profittano dalla sfortuna degli Stati e dei cittadini.

    Nonna: Ma Dio benedetto! Ma Dio santissimo!

    P. Detto questo, la prossima volta ti spiego meglio come fanno a imporci delle cure che ci ammalano ancora di più. Ora, cara mia nonna, fai un bel ‘debito buono’ con me… passa qui la crostata nuova e al netto per il contenitore di tuo nipote, và… baci.

    Paolo Barnard
    Fonte: http://www.paolobarnard.info


    #116963
    Anonimo

    http://comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=9270;bcsi-ac-20A76BC15DBD50F6=1DC2671000000503Y5RU5HxsdrhF1u4LDUkEnLQjjICxAAAAAwUAAIxVCgAIBwAATwAAAIhwAQA=

    DUE CHIACCHIERE CON MICHAEL MOORE SU OCCUPY WALL STREET
    Postato il Venerdì, 04 novembre @ 04:20:03 CDT di supervice

    DI DAVEY D E DENNIS BERNSTEIN
    Counter Punch
    Alle prime ore di martedì 25 ottobre, la polizia di Oakland, in collaborazione con altri sedici dipartimenti del Nord e Centro California, armata pesantemente, con elmetti, tenute antisommossa, fucili a “pallettoni non letali”, gas lacrimogeni e granate a concussione, ha assaltato l'accampamento di Occupy Oakland. Il primo attacco a Frank Owen Plaza è avvenuto alle 4:45 circa, nel centro di Oakland, dove erano accampati circa 200 fra uomini, donne e bambini. Elicotteri volteggiavano e puntavano i loro fari dall'alto e almeno un blindato era in strada, trasformando il centro di Oakland in una zona di guerra. In circa mezz'ora la polizia ha malmenato, ammanettato e arrestato più di cento manifestanti e ha cacciato via il resto della gente. La polizia ha occupato l'area negando il pubblico accesso. I manifestanti pacifici sono stati trattenuti con cauzioni molto alte per diversi giorni, contrariamente alla politica usuale di segnalazione e rilascio adottata negli arresti durante manifestazioni politiche.

    La polizia ha poi proceduto a sfasciare la tendopoli, buttando all'aria beni e oggetti personali. I bus sono stati deviati e la stazione della Bay Area Rapid Transit (BART) del centro è stata chiusa per ore, mentre funzionari e polizia raccomandavano ai lavoratori della zona di stare alla larga. Martedì notte centinaia di manifestanti sono scesi nuovamente in strada e la polizia in assetto ha ancora usato la mano pesante, sparando candelotti di gas chimici direttamente contro la folla. Scott Olsen, due volte veterano della guerra in Iraq, è stato colpito alla testa da distanza ravvicinata da uno dei candelotti ed è in condizioni critiche all'ospedale di Oakland. Venerdì, in prima serata, migliaia di persone si sono riunite, hanno ricostruito il campo e hanno svolto una manifestazione di protesta contro le azioni della polizia. Il sindaco Jean Quan, che era fuori città quando 17 corpi di polizia armati e coordinati si sono mossi in tenuta antisommossa, con elicotteri e un blindato, ha dichiarato che l'azione della polizia era necessaria, adducendo preoccupazione per la salute e la sicurezza, affermando che il “99%” del personale della polizia ha agito correttamente in una situazione molto difficile e pericolosa. Ha affermato che la polizia era lì per proteggere le proprietà, per garantire l'incolumità di ogni cittadino e per difendere le banche locali che erano sotto attacco. Tuttavia molte testimonianze visive e molti video mostrano che non ci sono stati danni alle proprietà e non ci sono stati segnali di manifestanti violenti che attaccavano la polizia. Tra coloro che erano in piazza a Oakland venerdì notte, c'era il regista e attivista politico radicale Michael Moore. Ha parlato con Davey D e Dennis Bernstein della KPFA/Pacifica Radio e dopo si è rivolto a quella folla di oltre mille persone che si è riunita venerdì sera.

    DB: Michael Moore, benvenuto, apprezziamo che sei venuto e hai trascorso qua un po' di tempo. L'ultima volta che hai parlato, mezz'ora fa, non c'erano elicotteri, ora ce ne sono quattro che ci girano sopra testa. Da noi si tratta di una specie di consuetudine per le operazioni di polizia. Forse sono qui per fare il tifo anche per te.

    MM: In realtà quelli in cielo fanno parte del movimento Occupy helicopter. Questa cosa non avviene solo sul terreno, ma anche nell' atmosfera.

    DD: [La polizia] ha attaccato i manifestanti quando dormivano per prenderli di sorpresa. Si stanno vedendo tattiche simili ovunque, a New York o altri posti che vengono militarizzati, tattiche brutali della polizia contro la gente normale.

    MM: Io credo una cosa, Oakland ha raggiunto un sacco di persone, ne parlano in tutto il paese, come quando a partire dal 11/9 si sono spesi infiniti di miliardi di dollari per la sicurezza nazionale. Non sappiamo quanti, perché per legge non sono obbligati a dircelo. Ma quello che sappiamo è che le forze di polizia in tutto il paese hanno chiesto e ottenuto un sacco di soldi per comprare armi, blindati, apparecchiature di spionaggio e strumenti neanche conosciamo. Per certi versi è spaventoso che gli abbiamo concesso di arrivare a questo. E hanno fatto tutto con il pretesto del 11/9.

    Sai, se quel giorno fosse morta una persona a me cara, e c'era un mio amico in uno di quegli aerei, quello da Boston, era un produttore con cui avevo lavorato… il fatto che lui e gli altri morti… e la loro morte e i loro nomi sono stati usati per fare così tanto male in tutto il paese, è davvero disgustoso.

    DD: Sicuramente. Sai, come ogni cosa a New York, ci sono i dirigenti della polizia che ora sono pagati dalle istituzioni finanziarie/bancarie di Wall Street; stiamo assistendo a una privatizzazione della polizia e credi che questo si stia spandendo in altre città?

    MM: No, beh, si è diffusa ma si fermerà perché questo movimento sta crescendo velocemente. È incredibile. Ho avuto la fortuna di aver viaggiato per il paese nelle ultime settimane, ho visto con i miei occhi, se solo tu prendessi un autobus o un’auto macchina e facessi un giro nella cittadina più piccola dove c'è un piccolo movimento “Occupy” rimarresti sbalordito. C'è una piccola città dove vivo: Niles. Ci sono solo dieci/undici mila abitanti. Ci sono un centinaio di persone accampate lì, che manifestano occupando Niles. Ora cento persone possono non sembrare tante a Oakland, ma cento persone sono l'1% della popolazione di Niles. Se l'1% degli Americani dimostrasse al National Mall sarebbe una manifestazione di oltre tre milioni di persone. Così cento persone a Niles sono come tre milioni di persone a una manifestazione nazionale sul viale di Washington, questo non è mai successo.

    DD: Giusto.

    MM: Solo per darti un'idea. E ancora, nessuno ha organizzato niente a Niles. Non c'è un'organizzazione nazionale alla quale appartengono. Non rendono conto a nessuno, non hanno dirigenti. È semplicemente accaduto spontaneamente. Ed è una cosa incredibile da vedere. Mi ha sollevato lo spirito; è come essere sotto l' effetto di qualche droga, se solo sapessi qual'è questo effetto.

    DD: Boot Riley mi ha appena raggiunto e vuole che ti parli di alcuni lavoratori dei sanitari che chiedono se domani li accompagnerai, se sei in città. Ma l'altra cosa che Boots ci ha ricordato è lo sciopero generale a Oakland del prossimo venerdì. E poi credo che ci sia uno sforzo nazionale della gente di iniziare a cambiare le banche. Cosa pensi di questo, del fatto che la città di Oakland chiede uno sciopero nazionale?

    MM: Alla fine è questo quello che deve succedere. In pratica la gente dirà “Mi spiace non partecipiamo più a questo sistema. Non siamo più parte di questo ingranaggio, diamo le dimissioni”. Penso che alla fine questa sarà una cosa che accadrà, e non so quando succederà, non so come avverrà.

    DD: Beh, so che venerdì prossimo abbiamo programmato uno sciopero nazionale.

    MM: Suona come se tutto iniziasse da qui [Oakland].

    DB: Sono qui con Michael Moore e Davey D. Posso chiedervi qual è stata la vostra reazione istintiva quando avete sentito di questo giovane, un veterano pacifista che è stato colpito da un colpo a distanza ravvicinata e mandato all'ospedale in condizioni critiche dall'azione di diciassette dipartimenti di polizia, mandati ad arrestare un centinaio di persone mentre dormivano con i bambini nel campo. Qual è il tuo pensiero su questo livello di violenza?

    MM: È ovviamente spaventoso. Non sono il solo a dire che loro, ancora loro, hanno esagerato, proprio come Wall Street ha esagerato con l’avidità. La polizia qua ha esagerato con la gestione brutale e fascista, perché la gente, qualsiasi persona in tutto il paese, ha visto quello che è successo ad Oakland e ne è rimasta inorridita. Nessuno vuole vivere in un paese del genere. Nessuno vuol vedere la polizia pagata, con le loro tasse, fare questo ai cittadini. Voglio dire, mi sento male per quello che è successo qui e per coloro che sono stati feriti, e di sicuro per Scott Olsen, che è in ospedale e probabilmente ci vorrà molto tempo prima che riprenda una vita normale, sempre che accada.

    Sai, sto anche pensando a quei ragazzi, lui e i suoi compagni, o al suo compagno che parlava in televisione l'altra sera di quando erano in Iraq e sono diventati contrari alla guerra, hanno visto in prima persona quanto questa guerra sia sbagliata. E questa è una cosa molto coraggiosa da fare quando sei un soldato, quando sei in zona di guerra e ti dichiari contro la guerra. Guarda, per fare il soldato, prima di tutto, in un esercito di volontari, le implicazioni sono che se firmi per entrare in pratica stai dicendo “Sono disposto a dare la mia vita così che altri possano vivere”. E l'esercito dovrebbe essere impiegato per quello che dovrebbe essere davvero, ovvero per l'autodifesa. Sono disposti a morire. Quale dono maggiore può fare un essere umano che è disposto a dare la propria vita per un' altra?

    Così questi ragazzi che sono andati due volte laggiù, sono tornati e hanno voluto dire ai loro compatrioti americani “Sono stato laggiù e so che questa guerra è sbagliata”. Per questo ci vuole molto coraggio, più di quanto ne avessero già dimostrato. Per scoprire poi che le persone che l'hanno ferito erano del posto in cui viveva, di Oakland in California.

    E la differenza tra Oakland e l'Iraq, in termini di ciò che Scott Olsen ha dovuto affrontare è questa. In Iraq la più grande minaccia mentre stai guidando è quella che chiamano ordigni esplosivi improvvisati (IED). Ok? Scott Olsen è ora in ospedale per le conseguenze di un IED. Non c'è stata nessuna improvvisazione. Quegli oggetti che sono stati sparati hanno lo scopo di controllare le persone. Questo è quello che davvero concerne l'Homeland Security. Loro non sono preoccupati di al-Qaeda. Al-Qaeda è uno scherzo al momento. Anche la nostra CIA dice che in Afghanistan sono rimasti una cinquantina di membri, ok? Bene, questo è l'uomo nero. Questo è l'uomo nero che hanno voluto creare per provare a spaventarci e ci sono riusciti, così tutti sosterranno una grossa spesa militare e la militarizzazione delle forze di polizia.

    DB: Diciassette forze di polizia, diciassette nella Bay Area, ma non sappiamo chi abbia esattamente sparato a Scott Olsen perché indossavano tutti le uniformi e le maschere.

    DD: Beh, stanno dicendo che è stato il dipartimento di Alameda. Me lo ricordo, ero in prima fila.

    MM: Il poliziotto di New York che ha spruzzato lo spray al peperoncino negli occhi di alcune ragazze, sapete, queste ragazze sono state in grado di riconoscerlo, avrà una sospensione ed è stato trasferito a Staten Island. Troveranno chi è stato.

    [A questo punto della conversazione con Moore, che era in collegamento dalla piazza, un testimone, un attivista di Occupy Oakland ha offerto la sua testimonianza visiva sui disordini di martedì notte che hanno mandato Olsen all'ospedale in condizioni critiche]

    Testimone: Scott era accanto a me e l'altro ragazzo con il cappello dei marine, e loro l'hanno colpito dopo un paio di minuti che eravamo tutti lì. Sai cosa sto dicendo, perché eravamo lì, era il tramonto, loro hanno sparato tre lacrimogeni “Boom!” poi hanno aspettato circa trenta secondi, “Boom!” e poi un altro “Boom!” È stato pazzesco; come se fossimo in guerra! C'erano donne anziane, i media non ne hanno parlato, c' era gente lì.

    [C'erano bambini] che non riuscivano a respirare. Io che sono un po' in forma sono riuscito a correre per tre isolati fino all'undicesima o la decima. Ma c' erano persone per terra che soffocavano.

    DD: Giusto, e queste sono le storie che non vengono raccontate.

    MM: Beh, vengono raccontate qui su Radio Pacifica, è qui che inizia, poi gli altri cominceranno a dargli una copertura. Ed alla fine arriverà anche la giustizia. Le persone che hanno preso le decisioni di questo, ai cittadini disarmati che manifestano pacificamente, ci sarà giustizia.

    E alla fine la responsabilità è del sindaco, non importa quanto sia progressista, non importa quanto sia carina, non importa quanto sia dispiaciuta per tutto quello che è successo. Non importa se ha dovuto interrompere le sue vacanze o qualsiasi cosa stava facendo ed è dovuta tornare indietro. Il punto è che la responsabilità è sua e la gente di Oakland ha già sofferto abbastanza.

    Lo posso gridare forte, quanti anni, quante volte sono venuto a Oakland per vedere cosa stava accadendo a questa città. E parliamo di una città che è stata abusata dalle politiche di Corporate America e di Wall Street, ed è incredibile vedere la vita che scorre e la resistenza che ancora riesce ad opporre. Queste persone non hanno rinunciato. E non mi sorprende che questo momento di svolta, in questo movimento, sia avvenuto qui ad Oakland, questa settimana. E se doveva essere qui, qui è stato, e ha ispirato, ha ispirato le persone di tutto il paese.

    DB: È un po' diverso dalle marce per la pace degli anni '60, con un gente un po' diversa.

    MM: È diverso. Quelle cose erano tutte ben organizzate. Questa no. Ed è un controsenso che da una disorganizzazione così sia venuto fuori uno dei migliori movimenti visti in vita mia. Senza struttura, senza disciplina, senza organizzazione. Non sono un anarchico, ma c'è un qualcosa che mi richiama dall'interno e credo che sia per tutti così. Sai, credo sia condiviso da milioni di persone. Ci rifiutiamo di vivere nel modo in cui hanno costruito la nostra America. Non andremo da nessuna parte, e questo significa che le cose devono cambiare. Fine della storia. Grazie mille per avermi invitato.

    DD: Michael, hai un ultima parola da lasciare prima di andartene?

    MM: Sì, a tutti quelli che ascoltano e che partecipano al movimento; sappiate che avete già cambiato il dibattito nazionale. Abbiamo già delle vittorie, avete ucciso l'apatia del nostro paese, avete tolto la disperazione dai cuori delle persone. Così tante persone stanno sedute a casa e pensano di essere da sole “Cosa posso fare? Vivo a Debuke”, “Cosa posso fare? Vivo a Boise”, “Vivo a Salt Lake”, “Io vivo a Grass Valley, California”. Cosa posso fare? Cosa posso fare? Niente. Così me ne starò seduto sul divano. Bene, smettete di starvene seduti, niente più divano. La gente ha le orecchie e gli occhi ben aperti e sta partecipando. Tutto questo diventerà più grande, e te, Dennis, io, non abbiamo in realtà nulla da fare. Nessuno dovrà fare nulla. Dobbiamo solo guardare che questo accada.

    Questi semi sono stati piantati dagli abusi di Corporate America verso la propria gente. Ed è tempo di germogliare, non c'è modo di impedirlo. Si dovranno pentire del giorno che hanno esagerato, e di quando hanno deciso di uccidere la classe media di questo paese, e di non dare speranze ai poveri. Quel giorno dovranno pentirsi di tutto, quindi siate generosi; chiunque mi ascolta fa parte di un movimento che ha gia conquistato delle vittorie. Ed andrà aumentando sempre più, perché queste cose fioriscono d'inverno.

    DB: Anche io voglio ringraziarti per esserti fermato a Pacifica ed essere venuto ad Oakland. Abbiamo trascorso dei bei momenti e spero che tornerai presto.

    MM: Lo farò e grazie mille ancora. Mi spiace che siamo via radio; anzi no, non sono dispiaciuto, ma se poteste vedere… Siamo qua su un tavolino in mezzo a Oakland occupata. Laggiù c'è la Wells Fargo Bank e migliaia di persone, ogni genere di persona, e ogni tipo di persona è qua. Questa è l'America dove vogliamo vivere, quella che vediamo qui ora, questa è la democrazia come dovrebbe essere. E sono molto fiducioso.

    **********************************************
    Fonte: Talking With Michael Moore on OWS

    31.10.2011


    #116964
    Xeno
    Partecipante

    Purtroppo l'area è surriscaldata e come dice Mazzucco che ci vive le cose possono prendere una piega spiacevole….basta una scintilla.
    In questo video si capisce ciò che intende.
    Qui siamo a Phoenix

    articolo completo —> http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3872


    #116966
    RichardRichard
    Amministratore del forum

    (Reuters) – China should await workable plans from Europe before Beijing puts money into any bailout package, an adviser to the Chinese central bank said on Friday, adding that China should insist on “certain controls” over how the money will be used.

    Li Daokui told a forum in Beijing that China would also likely work with other BRICS countries, namely Brazil, Russia, India and South Africa, in possible moves to help Europe overcome its debt crisis.
    http://uk.reuters.com/article/2011/11/04/us-china-gdp-li-idUKTRE7A30UP20111104

    “If we (China) inject money, we must have certain controls. We cannot say that we give you money and you spend the money at will. You are the rich, you borrow money from the poor. It's not right for you to continue to lead a luxurious life,” Li told reporters.


    #116965
    giorgi
    Partecipante

    [quote1320421518=Richard]
    (Reuters) – China should await workable plans from Europe before Beijing puts money into any bailout package, an adviser to the Chinese central bank said on Friday, adding that China should insist on “certain controls” over how the money will be used.

    Li Daokui told a forum in Beijing that China would also likely work with other BRICS countries, namely Brazil, Russia, India and South Africa, in possible moves to help Europe overcome its debt crisis.
    http://uk.reuters.com/article/2011/11/04/us-china-gdp-li-idUKTRE7A30UP20111104

    “If we (China) inject money, we must have certain controls. We cannot say that we give you money and you spend the money at will. You are the rich, you borrow money from the poor. It's not right for you to continue to lead a luxurious life,” Li told reporters.
    [/quote1320421518]

    Hanno ragione!
    Loro ci mandano le loro materie e noi in cambio ci diamo i nostri soldi, quindi non si fidano più ne dagli Americani e nemmeno da noi Europei, proprio perché è tutta carta stampata che non ha nessun valore e continuano a far vedere le borse in movimento ma è tutta una messa in scena per poter tirare avanti il più possibile ma oramai siamo tutti al fallimento compreso coloro che dicono che stanno meglio di noi, è troppo tempo che si sta giocando coi soldi e questo gioco ora come ora ci sta lasciando il segno della fine dei tempi.

    Se una persona non ha i soldi non può spendere ciò che non ha, al massimo spende solo se gli viene dato un finanziamento, ma questo finanziamento deve poi essere riscosso, ma se la persona non ha disponibilità in futuro di estendere il debito, già è un fallimento.

    Stanno mettendo i titoli di stato con interessi più alti ma poi questo stato non avrà mai la possibilità di rendere i soldi avuti in prestito perché in questo modo si addebita sempre di più, già il nostro debito è molto elevato e ogni anno che passa non riusciamo nemmeno a pagare gli interessi, figuriamoci se dovessero poi restituire anche il deposito.

    È un meccanismo del tutto sbagliato e proprio questi politici ci stanno portando al fallimento.

    I soldi sono frutti solo se vengono da un lavoro mentre se è sostenuto su titoli o borse significa che è già è in fase di una piaga che qualche d'uno dovrà pagare e dato la nostra situazione saranno i cittadini quelli più deboli che dovranno stringere fortemente i denti.

    Sono tutti bravi a parlare ma di fatti giusti nessuno vuole mettere in pratica e fino che si va avanti in questo modo la speranza non si può vedere, e per risanare il tutto bisogna capovolgere completamente tutto questo sistema mondiale.

    http://files.splinder.com/3444ed857085225e57fe47e393a55000.pdf


    #116967
    brig.zerobrig.zero
    Partecipante
    #116968
    sephir
    Partecipante

    Una visione positiva… presa da questo blog di transizione emiliano http://sanlazzarointransizione.wordpress.com/2011/11/05/il-bene-comune-e-le-primavere-della-storia/

    Il bene comune e le “primavere della storia”

    Ieri sera sono andato alla conferenza di Roberto Mancini “Per un’altra politica: scegliere il bene comune” ,
    organizzata dal GASBOSCO nelle Sale del Quartiere Savena a Bologna .

    Visti i tanti impegni serali e il desiderio di avere più tempo per me e per la mia famiglia, non ero tanto convinto di partecipare . Poi un email di Oscar e un altro di Glauco mi hanno dato la spinta necessaria per lasciare le pantofole ed incamminarmi verso il quartiere Savena !

    Devo dire che se non ci fossi andato mi sarei perso qualcosa di veramente bello, profondo e illuminante !
    Durante la conferenza ero incantato di fronte a questo professore di filosofia che parlava con un linguaggio molto chiaro e semplice e riusciva a trasmettere una quantità di informazioni impressionante con una incredibile leggerezza . Ma non è stata soltanto la quantità delle cose che ha detto nelle 2 ore del tempo che ci ha dedicato ad avermi colpito, ancora di più è stata la qualità delle sue sintesi e delle sue riflessioni !

    Vorrei riportare alcuni dei concetti che sono riuscito ad appuntarmi e che mi sembrano particolarmente significativi per comprendere meglio il percorso che stiamo seguendo con la transizione .

    Per Mancini, la crisi che stiamo vivendo in questo momento è anche e soprattutto una crisi di giustizia. Per la prima volta nella storia, abbiamo basato la nostra società occidentale (ed ora anche mondiale) sulla competizione continua: la competizione tra le aziende, tra le persone, tra i politici, tra gli stati è una regola universalmente riconosciuta alla quale ben pochi si sottraggono. Ma come può prosperare una società basata su questo presupposto? E come può portare alla felicità dei suoi cittadini?
    In una società basata sulla competizione si creano degli squilibri sempre più grandi: tra i ricchi ed i poveri, tra chi ha l’accesso all’istruzione e chi no, in definitiva tra chi vince e chi perde.
    Se, ad esempio, si portassero gli stessi criteri all’interno di una famiglia, la famiglia stessa si dissolverebbe in poco tempo (come spesso avviene, d’altronde).
    Quindi abbiamo bisogno di rifondare tutto il sistema su una maggiore giustizia . Non abbiamo bisogno di continuare la crescita del PIL, ma abbiamo bisogno di uno sviluppo della democrazia basata sul rispetto incondizionato della dignità umana e su una politica che si serva del “metodo” (inteso come “strada”) della giustizia, intesa come strumento che sana gli squilibri attuali.

    In Italia abbiamo diversi ostacoli allo sviluppo di questo tipo di democrazia: il realismo (mantenimento del potere basato sui rapporti di forza), il particolarismo (la forte tendenza ad affermare la propria identità in contrapposizione agli altri), mentalità gerarchica (bisogno del capo), il cattolicesimo “infedele” (chi si professa cattolico per poter arrivare al potere, pur avendo valori completamente diversi).

    Nonostante queste difficoltà, abbiamo una grande possibilità di cambiamento soprattutto se prendiamo in esame le “primavere della storia” . Sono quei momenti della storia come la fine dell’apartheid in Sud Africa e l’indipendenza dell’India con il metodo della non-violenza .
    Analizzando quei momenti ci possiamo ritrovare degli elementi comuni che sono assolutamente replicabili in altri momenti e in altri contesti:

    Intelligenza della speranza
    Non significa essere ottimisti. Significa saper vedere oltre l’esistente. Saper costruire una visione positiva del futuro che ci dia speranza e ci permetta di prenderci la responsabilità in prima persona per la costruzione di una nuova società.
    Avere un metodo (una strada da seguire)
    Imparare a leggere la realtà (meno TV, informarsi, studiare, …)
    Associarsi, ritrovarsi insieme, condividere idee e progetti
    Spostarsi, non stare al centro, andare verso i margini, verso i più deboli e costruire risposte di auto-aiuto sociale. Non aspettare che siano le istituzioni a muoversi ed a risolvere i problemi. In questo modo il gruppo o la comunità diventano più forti ed hanno la capacità di confrontarsi con le istituzioni senza il rischio di essere manipolati o inglobati.
    Persone integre
    Le primavere della storia sono costruite da persone integre e in armonia con se stessi e con gli altri. Sono persone capaci di stare in silenzio, di avere momenti di meditazione, di ascoltarsi e di ascoltare gli altri. Non sono persone scisse come spesso accade nella politica attuale.
    In un frase possiamo dire che “la prima azione politica è coltivare se stessi”.
    Beh, che ne dite? Non vi sembra che ci siano tante affinità con il “metodo” delle città di transizione ?
    Lavorare “con” e non “contro”, favorire la collaborazione, prestare attenzione ai “margini” dove accadono le cose più interessanti e creative, associarsi, ricreare la comunità, informarsi e condividere le informazioni, favorire una visione positiva del futuro, prenderci la responsabilità di costruire il nostro futuro, favorire la propria “transizione interiore”: tutti aspetti fondamentali dell’avventura che stiamo vivendo insieme !

    Spero vivamente che ci siano altre occasioni di incontro con Roberto Mancini … potrebbe anche essere il 12 e 13 novembre a Macerata, dove Stefano e Massimiliano faciliteranno diverse attività con i metodi della transizione .


    #116969
    Anonimo

    http://comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=9280

    COME USCIRE DA QUARANT'ANNI DI LIBERISMO ?
    Postato il Sabato, 05 novembre @ 14:12:14 CDT di davide

    DI ALEXANDER COCKBURN

    DA ATENE A OAKLAND

    Tra appena un anno gli americani decideranno se rieleggere Barack Obama o probabilmente Mitt Romney. Ma c'è almeno uno tra i candidati attuali, Obama incluso, che sappia offrire una risposta alla terribile situazione dell'America – una crisi causata da quarant'anni di assalto neoliberista?

    No, perché non c'è risposta possibile nei termini e confini della situazione presente.

    Riassumiamo. Due terzi della classe media sono precipitati nella penuria. La cassaforte dei valori e risparmi americani – cioè la casa – non vale più nulla. Le reti di sicurezza sociale sono erose, gli studenti escono dall'università schiacciati dai debiti. Trenta milioni di americani sono senza lavoro o lavorano part-time.

    Quasi 6 milioni di posti di lavoro nelle manifatture negli Usa sono scomparsi dal 2000, e oltre 40mila fabbriche hanno chiuso. Gli afro-americani hanno subìto la più grande perdita di beni collettivi della loro storia. Gli ispanici hanno visto il valore delle loro reti crollare di due terzi. Milioni di bianchi sono stati spinti nella povertà e disperazione.
    E' su questo terreno che è nato il movimento Occupy Wall Street, Ows. La sua forza sta nella semplicità e verità del suo messaggio fondamentale: pochi sono ricchi, molti sono poveri. Rispetto alle sue pretese, il capitalismo ha fallito.

    Con tutta la sua verità però, che capacità di resistenza ha dimostrato finora il messaggio di Occupy Wall Street? In termini di potere repressivo, il sistema non ha fallito. A oggi il movimento Ows non ha neppure affrontato l'élite danarosa con una minaccia delle dimensioni delle proteste di Seattle nel 1999. Per il momento tutti amano questo movimento. Il Financial Times ha scritto un editoriale a suo favore. Ma alla fine, per riformare il capitale finanziario devi offendere le persone e istituzioni che lo rappresentano, incluso il Financial Times.

    Tra le cronache quotidiane dai campi di battaglia del movimento Ows negli Stati uniti (Zuccotti Park a Manhattan, Oscar Grant Plaza a Oakland, e poi Austin, Chicago, Philadelphia, Atlanta, Nashville, Portland…), i miei occhi scorrono sul mappamondo fino alla Grecia. Ecco, penso, là annusiamo una situazione pre-rivoluzionaria! Dev'essere il leninista che è in me, anche dopo anni di terapia. Sazio della gentilezza democratica del movimento Ows, tiro giù dallo scaffale le Tesi d'Aprile di Vladimir Illich, 1917: mettere fine alla guerra, confiscare le grandi proprietà terriere, fondere tutte le banche in una sola banca nazionale… Mi brillano gli occhi. Ma poi sento i passi di mia figlia, allora rimetto Lenin al suo posto per tirare fuori E. F. Schumacher – anche se non sono sicuro che sia tra le letture preferite del movimento Ows, e neppure sui menu di Twitter.

    Ora, prendiamo la storia della Grecia per come è evocata da una foto arrivata nella mia e-mail alla fine di ottobre: mostra gruppo di dimostranti di fronte al Partenone di Atene con uno striscione bianco a lettere rosse e nere, «Oki 1940-2011». In greco oki vuol dire no. Il «no» del 1940 è la risposta data il 28 ottobre all'ambasciatore d'Italia che trasmetteva la richiesta di Benito Mussolini alla Grecia di aprire le sue frontiere all'esercito italiano. Quel «no» ha segnato l'ingresso della Grecia nella seconda guerra mondiale. Cerimonie annuali commemorano quella risposta al fascismo.

    Quest'anno però «le parate ufficiali sono state sopraffatte dai cittadini», dice la mail arrivata dalla Grecia, e in molte città la folla ha cacciato via i rappresentanti del governo. A Salonicco «il presidente della Repubblica se ne è andato in protesta», abbandonando la parata militare per la prima volta nella Grecia del dopoguerra. Ad Atene, «la parata si è svolta “normalmente”, protetta da misure draconiane», molti studenti «hanno sfilato sventolando fazzoletti neri davanti alla ministra della pubblica istruzione». La mattina del 28 ottobre un gruppo di artisti e intellettuali sono riusciti a portare un grande striscione con scritto «oki» nell'Acropoli, nascosto sotto il soprabito di una nota attrice, «e siamo riusciti a dimostrare là per oltre mezz'ora», anche perché «tutti i poliziotti erano a difendere la parata a Syntagma e altrove in Attica».

    Dunque: oki nel 1940 a Mussolini. Oki nel 2011 ai banchieri che vogliono imporre il loro dominio sulle spalle dei greci, oki ai collaboratori locali di quei banchieri. Verso la fine della seconda guerra mondiale, una nuova impresa di capitalisti occidentali (di cui abbiamo visto un nuovo capitolo nel recente colpo della Nato in Libia, consumato con grande distruzione e spargimento di sangue) ha compiuto la sua sortita inaugurale con l'attacco di Gran Bretagna e Usa in Grecia, nel 1943, con il tacito okay di Stalin. Nel 1949, alla fine di una terribile guerra civile, la sinistra era stata decimata, massacrata, imprigionata, costretta all'esilio – e si preparava una dittatura della destra.

    Non ho dubbi che se la sinistra in Grecia riuscirà oggi a sloggiare gli agenti politici delle banche internazionali non passerà molto prima che la Nato intervenga, in modo coperto e poi aperto, con il solito arsenale di omicidi, droni e sostegno armato alle forze di sicurezza di turno.

    Sessant'anni dopo la sconfitta di Hitler, quarant'anni dopo il contrattacco capitalista neoliberale negli anni '70, il sistema è sotto forte pressione, ben rappresentata dalle manifestazioni di massa da Atene a Oakland.

    Dopo aver assaggiato i manganelli e i lacrimogeni, i protagonisti del movimento Occupy Wall Street dovrebbero sapere che quando il capitale si sente con le spalle al muro reagisce, e non si fermerà di fronte a nulla pur di schiacciare ogni forza che lo minacci. Allora i poliziotti smettono di sorridere. Il benevolo sindaco impone il coprifuoco. Sentenze «esemplari» sono appioppate a chi provoca disordini. Le prigioni si riempiono.

    La repressione organizzata può essere sconfitta solo da una resistenza organizzata, in tutto il paese. Come organizzarla è la sfida più urgente per il movimento Ows. Mercoledì il movimento ha bloccato Oakland con uno sciopero generale: è l'inizio giusto.

    Alexander Cockburn (fondatore e co-direttore del sito CounterPunch, editorialista di The Nation)
    Fonte: http://www.ilmanifesto.it
    5.11.2011


    #116970
    Anonimo

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    OLIGARCHIA ALL'AMERICANA
    Postato il Sabato, 05 novembre @ 15:35:46 CDT di supervice

    DI PAUL KRUGMAN
    New York Times
    La disuguaglianza è di nuovo nei notiziari, fondamentalmente grazie a Occupy Wall Street, con un aiuto fornito dal Congressional Budget Office. E cerchiamo di capire di cosa si parla: è l’ora di spazzare vie le nebbie!

    Chiunque abbia seguito l’argomento nel tempo sa cosa intendo. Quando si minaccia di analizzare con più attenzione le disparità di reddito, c’è sempre un’affidabile sequela di difensori che cerca di confondere le idee. I think tank fanno pubblicare articoli dove si afferma che la disuguaglianza non sta davvero aumentando, o che la cosa non è importante. Gli esperti cercano di edulcorare il fenomeno, affermando che non si parla dei pochi ricchi contro tutti gli altri, ma che sono i più istruiti contro i meno istruiti.

    E allora si deve sapere che tutte queste dichiarazioni sono in effetti tentativi per oscurare la chiara realtà dei fatti: siamo in una società in cui i soldi sono sempre più concentrati nella mani di pochi e in cui questa concentrazione di reddito e di ricchezza minaccia di rendere la democrazia una parola vuota.

    In resoconto del CBO, vengono riportati i cambiamenti, in percentuale, delle quote di reddito, ripartite su tre gruppi. Il quintile più altro escludendo l’1 per cento più alto – che è sostanzialmente coincide che le persone molto istruite che non fanno parte dei pochi fortunati – è riuscito solamente a tenere il passo della crescita totale dei redditi. Quasi tutta la redistribuzione è passata dalla fascia che comprende l’ultimo 80 per cento dei redditi al primo 1 per cento (e sappiamo anche che gran parte se ne è andato nelle tasche del primo 0,1 per cento).
    L’ufficio del bilancio ha fatto trapelare parte di questa chiara realtà in un recente report che ha documentato il drastico declino nel totale dei redditi della quota relativa agli americani di classe bassa e media. Ci piacerebbe pensare di essere una nazione composta dalla classe media. Ma con l’80 per cento dei proprietari che percepiscono meno della metà del totale degli introiti, si tratta di una considerazione che cozza sempre più con la realtà.

    Come risposta, i soliti sospetti hanno sciorinato i consueti argomenti: i dati sono errati (non lo sono), i ricchi sono un gruppo sempre mutevole (non è vero) e così via. L’argomento preferito ora sembra essere che non forse non siamo più una società della classe media, ma che siamo ancora una società in cui la classe medio-alta dei lavoratori più istruiti, che hanno le competenze per lavorare nel mondo moderno, stanno facendo davvero bene.

    È una bella storia, e molto meno deviante rispetto alla descrizione di una nazione in cui un gruppo molto più ristretto di ricchi sta diventando sempre più dominante. Ma non è vera.

    I lavoratori con la laurea hanno in effetti, in media, fatto meglio di quelli senza, e la forbice si è allargata sempre più nel corso del tempo. Ma gli americani con un’educazione superiore non sono stati assolutamente immuni alla stagnazione dei redditi e alla crescente insicurezza economica. Gli incrementi di reddito per la gran parte dei lavoratori laureati sono stati insignificanti (e inesistenti dal 2000), e i ben istruiti non possono più contare su impieghi con alti benefit. In particolare, in questi giorni i lavoratori con una laurea ma senza formazione successiva hanno più difficoltà a trovare una copertura sanitaria col posto di lavoro rispetto ai lavoratori che nel 1979 avevano solamente un diploma.

    E allora chi sta percependo i forti guadagni? Una piccolissima e ricca minoranza.

    Il report dell’ufficio del bilancio ci dice che essenzialmente che la redistribuzione dei maggiori redditi si è spostata dall’80 per cento verso il più ricco 1 per cento degli americani. Di questo si tratta, e i manifestanti che ritengono di rappresentare gli interessi del 99 per cento hanno fondamentalmente ragione, e gli esperti – che li assicurano con solennità che tutto questo riguarda solo la formazione e non i guadagni di una piccola élite – hanno totalmente torto.

    Va invece detto che i contestatori stanno ponendo la staffa troppo in basso. Il resoconto recente dell’ufficio del bilancio non analizza in profondità l’1 per cento, ma un documento precedente, che arriva solo al 2005, ha riportato che quasi i due terzi degli incrementi di reddito nelle fasce più alte è andato davvero al primo 0,1 per cento, le migliaia di americani più ricchi che hanno visto le proprie entrate crescere più del 400 per cento nel periodo che va dal 1979 al 2005.

    Chi c’è in questo 0,1 per cento? Sono gli eroici imprenditori che creano posti di lavoro? No, per la gran parte sono dirigenti delle multinazionali. Le recenti ricerche mostrano che circa il 60 per cento del primo 0,1 per cento per reddito sono dirigenti di compagnie non finanziarie o che fanno i soldi con la finanza, come esempio si può portare Wall Street in senso allargato. Aggiungete gli avvocati e gli agenti immobiliari, e si arriva a circa il 70 per cento di quelle fortunate migliaia.

    Ma perché questa sempre maggiore concentrazione di ricchezza affluisce in così poche tasche? Parte della risposta è data dal fatto che la crescente disuguaglianza porta a una nazione in cui la maggior parte delle famiglie non hanno alcun beneficio dalla crescita economica. Un’altra parte della risposta è che una volta che si è capito quanto più ricco è diventato chi ricco lo era già, l’ipotesi che aliquote più alte sui redditi più alti debba fare parte di un qualsiasi accordo di lungo termine sui redditi diventa inoppugnabile.

    La risposta, comunque, è che l’estrema concentrazione dei redditi è incompatibile con la democrazia. Si può negare seriamente che il nostro sistema politica è stato devastato dall’influenza dei grandi capitali, e che la devastazione sta peggiorando mentre la ricchezza di pochi diventa sempre più grande?

    Alcuni esperti stanno ancora cercando di sminuire le preoccupazioni sulla maggiore disuguaglianza come se fosse un argomento stupido. Ma in verità è lo stato di salute della nostra società che è in bilico.

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    Fonte: Oligarchy, American Style


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