CRISI FINANZIARIA: un nuovo mondo sta nascendo

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  • #117021

    Anonimo

    No Pas, forse il problema era solo del mio PC, certo mica potevo scrivere che mi sono rinc……… (faccina da ridere che non mi si apre dal lavoro eh eh)


    #117022

    Anonimo

    http://comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=9321

    IL BANK TRANSFER DAY: UN SUCCESSO
    Postato il Sabato, 12 novembre @ 11:40:27 CST di supervice

    DI MARK ENGLER
    Common Dreams
    Lo scorso sabato c’è stato il Bank Transfer Day, una giornata di azione in cui migliaia di persone hanno spostato il denaro dalle gigantesche banche “troppo grandi per fallire” alle più piccole cooperative di credito e alle banche regionali.

    Se è difficile dire con precisione quante persone abbiano messo in atto le loro minacce di estinguere i conti, durante il mese scorso le cooperative di credito hanno aggiunto 650.000 nuovi soci (invece degli 80.000 di un mese normale), per un totale di oltre 4,5 miliardi di dollari in depositi.

    Come ha evidenziato Sarah Jaffe di Alternet, la ABC News ha mandato in onda un report straordinario, definendo l'esodo dei clienti una “rivolta bancaria” e scrivendo che “fino a oggi un milione di consumatori ha indirizzato un accecante avvertimento alle grandi banche, trasferendo il denaro altrove in segno di protesta”.

    La gran parte dell'impatto dell'estinzione dei conti potrà essere simbolica, e 4,5 bilioni di dollari non sono tanto in relazione alle dimensioni del sistema bancario nel suo insieme. Ma, come scrive Andrew Leonard su Salon, citando una vecchia battuta, “4,5 miliardi qui, 4,5 miliardi là e presto si parlerà di soldi veri, persino per la JPMorgan-Chase”.

    Tutto sommato, il Bank Transfer Day è stato un'espressione piuttosto forte del disgusto collettivo degli americani che non ne possono più delle banche titaniche, giusto?

    Beh, non tutti sono d'accordo. Il New Republic ha pubblicato un articolo di compiaciuto diniego, in cui l'autore dimostra essere ben più intelligente di tutti quelli che hanno avuto il coraggio di intraprendere questa iniziativa collettiva.

    In questo caso, Simon van Zuylen-Wood, un giornalista e ricercatore della rivista, ha scritto un articolo intitolato: “Come il Bank Transfer Day aiuterà le banche che cerca di danneggiare”. Sostiene che:

    Se i dirigenti delle maggiori banche del paese hanno cerchiato il Bank Transfer Day sui loro calendari, non è stato probabilmente per l'ansia. Qualunque sia l'intenzione degli organizzatori, il Bank Transfer Day potrebbe finire con l'aiutare proprio quelli che intendono punire.

    Alla base del problema c'è il fatto che molti entusiasti del Bank Transfer Day sovrastimano l’impatto che hanno sulle banche in cui hanno i depositi: in fin dei conti, non tutti i clienti delle banche sono uguali. […] Secondo Jennifer Tescher, presidente e direttore generale del Center for Financial Services Information, le banche guadagnerebbero di solito circa l'80 per cento degli introiti dai depositi del miglior 20 per cento dei correntisti.

    In questo articolo, van Zuylen-Wood continua a spiegare che mantenere piccoli conti correnti può in effetti costare alle grandi banche più soldi di quanti ne generino i conti correnti in profitti. Grazie all'approvazione della proposta di legge di Dodd-Frank dell'anno scorso, le banche devono rispettare dei limiti per gli addebiti sugli scoperti di conto e per gli “swipe fees”, ovvero le spese per l'uso del bancomat, che precedentemente addebitavano anche ai piccoli clienti. Continua:

    La proposta della Bank of America dell'inizio di ottobre di supplire alla perdita del suo reddito da “swipe fee” usando una tassa di cinque dollari al mese per i titolari di bancomat dovrebbe essere probabilmente intesa in questo contesto. È stata ideata per essere una proposta risolutiva per la banca: o guadagnava 60 dollari l'anno da ciascun cliente possessore di bancomat con un conto corrente con meno di 20.000 dollari, oppure avrebbe allontanato i clienti non redditizi dalla banca (o per lo meno verso le carte di credito della Bank of America, che sono diventate più redditizie dei bancomat) a beneficio del risultato finale della banca.

    Se l'articolo avesse solamente l’obbiettivo di analizzare la gestione dei piccoli conti correnti, direi che fa dei commenti perfettamente corretti. Ma è costruito per essere qualcosa di diverso, come un articolo che analizza l'efficacia di un'azione politica e che sostiene che chi ha ne preso parte sia un ingenuo. In questo aspetto, è un modello di contraddizione che non sta in piedi. Se ricevessi un dollaro per ogni commento auto-compiaciuto che è stato scritto (persino dagli apparentemente comprensivi liberali) sul fatto che le proteste sono malguidate e inefficaci, potrei senza dubbio unirmi alla ricca élite che il movimento #Occupy ha preso di mira. E potrei aspettarmi di guadagnare circa l'80 per cento dei miei introiti dal New Republic.

    Il fatto in questione è che se le grandi banche volessero espellere i clienti, potrebbero farlo facilmente. (Perché non una tassa mensile di 20 dollari per usare il bancomat?) Ma, lungi dal aver ricevuto un rapido saluto di commiato dalle filiali delle banche che desideravano disfarsi dei piccoli clienti, molti di quelli che sono usciti da istituzioni come la Citibank chiedendo di estinguere i loro conti, hanno riferito di aver incontrato direttori di banca che hanno cercato di convincerli a cambiare idea.

    Certamente lo sforzo di “spostare i soldi” non è solo una questione individuale relativa alle finanze personali. Nel contesto delle grande mobilitazione di Occupy Wall Street, molti hanno abbinato la chiusura dei conti alla richiesta di cambiamenti politici. Ecco perché quelli che si sono riversati a frotte nel corso di iniziative di gruppo hanno incontrato la minaccia (e persino la conduzione di arresti) da parte della polizia.

    Nel complesso, il Bank Transfer Day fa parte di un'ondata di rabbia, provocazione e protesta pubblica he sta arrecando un danno significativo alla reputazione delle banche, a cui ovviamente tengono. Come nota lo stesso van Zuylen-Wood:

    In fin dei conti la Bank of America e i suoi competitori hanno scelto di non procedere con la tassa di cinque dollari, decidendo che il colpo sferrato all’'immagine pubblica non era compensato dai potenziali guadagni del risultato finale. Come mi ha detto Diane Casey-Landry, ex direttore generale della American Bankers Association, la protesta pubblica contro Bank of America era già un bel “calcio sul mento per la reputazione”, tanto che anche i suoi maggiori concorrenti – la Wells Fargo, la Citibank, e la Chase – hanno abbandonato le proposte di tasse bancarie.

    Cos'è un giorno di azione in cui in migliaia di persone chiudono i loro conti e denunciano le banche come avidi bastardi se non un altro “calcio sul mento” dato con stile?

    Nel suo articolo, van Zuylen-Wood cita una fonte da lui scelta per suggerire che le cooperative di credito potrebbero non volevano l'afflusso di nuovi membri:

    Ancor peggio, trasferendo i loro soldi alle cooperative di credito, i partecipanti al Bank Transfer Day potrebbero inoltre danneggiare le stesse istituzioni finanziarie che intendono aiutare. Queste cooperative bancarie non-profit sono gestite dai loro depositanti e sono generalmente più attenti alla clientela delle banche, e una base di clienti troppo grande potrebbe minacciare tutto questo. Infatti, poco più che una settimana fa, in anticipazione del Bank Transfer Day, la National Credit 'Union' Administration ha inviato un memo che avvisava i regolatori federali che un grande influsso di nuovi clienti avrebbe potuto provocare problemi nel lungo termine, ricordando loro che le cooperative di credito sono penalizzate se i loro utili non ripartiti sono inferiori al sette per cento del capitale totale. In altre parole, inondando le cooperative di credito con un flusso di capitale che probabilmente non potrebbero investire proficuamente, i partecipanti al Bank Transfer Day potrebbero spingere queste istituzioni ad abbandonare i benefici che le rendono allettanti, come i conti correnti gratuiti.

    Il Bank Transfer Day ha evidenziato in sostanza una cosa corretta: ossia che i titolari dei conti correnti hanno il diritto di portare i loro soldi dove vogliono. Tuttavia, dimenticano che non tutti vogliono gli soldi che offrono.

    Peccato che le cooperative di credito vogliono i nuovi soldi, e che lo hanno espresso in modo plateale. La stessa fonte che cita van Zuylen-Wood, la National Credit 'Union' Association, ha inviato un comunicato stampa la settimana scorsa che lodava il Bank Transfer Day e celebrava l'influsso di nuovi soci. Comprende esuberanti citazioni dal presidente dell'organizzazione, Bill Cheney:

    “Molte cooperative di credito in tutta la nazione […] stanno proponendo offerte speciali per assorbire il crescente interesse per queste istituzioni”, ha detto Cheney. “Stanno conducendo campagne pubblicitarie sia individualmente che in cooperazione, inviando dei “pacchetti [informativi] per il cambio sia ai soci preesistenti da condividere con i familiari, che ad altri potenziali soci, potenziando i siti web, prolungando le ore [di lavoro] e il numero del personale per il Bank Transfer Day, inviando e-mail in massa ai soci, massimizzando le campagne mediatiche sociali, appendendo striscioni nei saloni e presso le loro sedi, offrendo bonus ai soci che portano nuovi membri, ed elargendo bonus anche ai membri”, ha detto Cheney.

    Il New York Daily News ha citato un altro direttore esecutivo di una cooperativa di credito che diceva praticamente l'esatto opposto di quello che van Zuylen-Wood vorrebbe dare a intendere:

    “Questi sono dei bei momenti per le cooperative di credito”, ha detto Kirk Kordeleski, direttore generale della Bethpage Federal Credit Un., una delle cooperative di credito più grandi di Long Island con 24 filiali e 4,4 bilioni di dollari di capitale. “Tutta questa conversazione sulle tasse bancarie ci ha portato molte opportunità”, ha detto Kordeleski, che ha visto a ottobre un aumento del 60% di nuovi soci, da 925 a 1550.

    In generale, le azioni dei consumatori del tipo “Votate con i vostri dollari” non sono il mio modo preferito di organizzazione. Per di più, non mi illudo che l'importo di denaro trasferito dai titolari di piccoli conti correnti, in se stesso, possa danneggiare i giganti bancari. Ma la mia risposta a coloro che sollevano questo punto è la stessa che offro alle persone che credono che spostare i propri soldi in una cooperativa di credito sia meramente una decisione di stile di vita senza un reale impatto politico. L'energia di una cosa come il Bank Transfer Day non farà altro che alimentare altre iniziative degli attivisti e amplierà il numero dei sostenitori della regolamentazione del settore finanziario. Questa fine settimana, gli attivisti hanno fatto trasferire a migliaia di gente i loro soldi. La prossima settimana potrebbero trovare un altro modo per attaccare le grandi banche.


    #117023
    InneresAuge
    InneresAuge
    Partecipante

    [quote1321238576=Xeno]
    C'è un articolo su cdc scritto da P.Barnard in cui rimane stupito della sua ultima scoperta appena fatta ed estraggo quanto dice:

    [quote]La giurisdizione legale sui titoli di Stato greci ancora in circolazione (cioè non ripagati) passa dalla sovranità greca a quella inglese.

    Traduco: la Grecia non è più padrona del proprio debito, che da ora è gestito legalmente dalla Corona britannica sotto leggi britanniche. [/quote]
    [/quote1321238576]

    Non bene direi…
    Ci sono prove leggibili di questo? Sarebbero già un bell'indizio concreto che non sono solo idee complottiste…


    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

    #117024

    Anonimo

    IL FALLIMENTO DELL'EUROZONA POTREBBE PORTARE A UN VASTO SHOCK GEOPOLITICO

    http://comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=9326

    IL GIORNO IN CUI È MORTA LA DEMOCRAZIA IN EUROPA

    http://comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=9329


    #117025
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    https://www.facebook.com/brig.zero

    #117027
    sphinx
    sphinx
    Partecipante

    E' da un pò che sto seguendo Armando Siri.
    A Milano,ma non solo, sta facendo dei corsi di formazione devo dire molto seguiti,calcolando che è un partito appena nato. E' il primo partito di cui mi sia mai interessata e mi sono chiesta come mai.
    Perchè danno l'impressione di avere idee innovative,ma soprattutto di credere in quello che dicono..e dicono cose “strane”.. sembra di stare su AltroGiornale.
    Potrei sbagliarmi certo, quello che so è che mi viene voglia di starli a sentire, ed è la prima volta che ho voglia di ascoltare quello che ha da dire un politico.
    Il secondo incontro sarà tra pochi giorni e tornerò a sentirli.


    #117026
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    https://www.facebook.com/brig.zero

    #117029
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    L'imf rilascera nuove regole per il paniere di valuta

    Lo yuan della Cina e la moneta Brasiliana potrebbero entrare nel paniere SDR: ora include dollaro usa, sterlina, yen ed euro

    11 November
    Il Fondo Monetario Internazionale rilascera nuovi criteri per le monete che entrano nel suo paniere Special Drawing Rights per la fine di novembre
    un possibile passo per includere il BRBY Brasiliano e lo yuan Cinese.
    La loro inclusione sarebbe importante per Cina e Brasile perche gli sdr sono panieri di valute di un mercato piu globale, dollari usa, euro, yen giapponese e sterlina
    “Si era visto da tempo che il paniere andava allargato e che le monete dei mercati emergenti sarebbero stati le piu logiche candidate” citazione del giornale brasiliano delle parole di una fonte dell'imf di alto livello
    “La pubblicazione dei criteri non significa automaticamente che questa o quella valuta viene inclusa o esclusa, ma i requisiti che dovranno avere”
    Un rappresentante dell'imf non era immediatamente disponibile per i commenti
    Brasile e Cina sono parte del BRICS il gruppo di mercati emergenti, assieme a Russia, India e Sud Africa
    Il recupero usa rimane fragile e il debito sovrano di due anni puo minacciare l'esistenza dell'euro, quindi i mercati emergenti divengono prominenti.
    Brasile e Cina vogliono maggior rappresentanza nell'imf
    Lo SDR non è una moneta, puo essere tenuto e usato dai paesi membri, dall'imf e certe entita chiamate “prescribed holders.”
    Gli SDR possono essere scambiati per una delle monete “liberamente utilizzabili” tramite trattative tra ufficiali SDR holders ed esiste anche un sistema di riserva per assicurare la liquidita di SDR per i paesi.
    (Reporting by Luciana Lopez; editing by Stuart Grudgings and Padraic Cassidy)
    http://uk.reuters.com/article/2011/11/11/imf-sdrs-idUKN1E7AA03U20111111


    #117028
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    cliccate qui nel calendario sotto nell'orario 18-19 di lunedi http://www.radio24.ilsole24ore.com/archivio.php?refresh_ce
    si apre una piccola finestra con il lettore audio, ascoltate dal minuto 19, viene posta la domanda degli ascoltatori che da giorni fanno alla radio sulla questione Bilderberg


    #117030

    Anonimo

    http://comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=9333

    LA TRAGEDIA DEL CAPITALE DELL'OCCIDENTE
    Postato il Lunedì, 14 novembre @ 17:10:00 CST di supervice

    DI PEPE ESCOBAR
    Aljazeera.net
    Quando Roma brucia, i cittadini non devono gingillarsi, ma credere che un altro mondo è possibile e lavorare insieme per arrivarci

    Un piccolo corso di finanza globale 2.0: il debito si trova nel Nord atlantista, ricco. Le risorse stanno nel Sud globale. E il banchiere supremo, riluttante, di ultima istanza è il Regno di Mezzo, personificato dall'Onnipotente Hu (Jintao).

    Il nome del gioco – Marx rivisitato da Occupy the World – è lotta di classe. È il casinò capitalismo, noto anche come turbo-neoliberismo finanziario, che viene praticato dall’élite di modernità liquida dell'uno per cento contro quelli che possiedono qualcosa, quelli che hanno poco e che hanno niente, noti anche come il 99 per cento.

    Non ci potrebbe avere una dimostrazione più sintetica della tesi pronunciata da Slavoj Zizek al festival del debito a Cannes secondo cui il matrimonio tra capitalismo e democrazia è terminato.

    Se c'è qualcosa capace di provocare un terrore mortale nell'oligarchia dell'Unione Europea, è l’ipotesi di un referendum popolare.

    Come osate consultare la “marmaglia” sulla nostra politica di Austerità Infinita, l'unica capace di soddisfare i mercati finanziari?

    Ciò è sufficiente per far sì che zombi non eletti come il presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi (ex vicepresidente di Goldman Sachs International), il presidente del Consiglio Europeo Herman van Rompuy (membro della Commissione Trilaterale e del Club Bilderberg) e il capo della Commissione Europea Joao Manuel Barroso sognino con una zona di esclusione aerea della NATO, strapiena di droni e di Forze Speciali per imporre la propria volontà.

    Arrendetevi, o non è finita qui

    La sceneggiatura scritta nella BCE di Francoforte vi viene presentata dalla scuola TINA (“there is no alternative”). L'iniziativa grigia e monocromatica, mescola in modo prevedibile privatizzazioni selvagge e devastazione sociale.

    L'Europa “democratica” funziona come ai bei tempi di Brezhnev; una troika (FMI, BCE, UE) che esercita un regime totalitario, anche se in modo caotico

    “Merkozy” – quell’impollinazione incrociata ibrido-robotica del Primo Ministro tedesco Angela Merkel e del neo-napoleonico Presidente francese Nicolas Sarkozy – riesce a emettere solo un urlo nefasto: “Coon… traaatto”. ” Coon… traaatto”, mentre si è in un’infinita contrazione fiscale e monetaria prescritta dall’UE.

    Non importa che l'Italia abbia un surplus primario. Non importa che il debito combinato pubblico e privato dell'Italia sia il 250 percento del suo PIL, molto più basso di quella di Francia, Regno Unito, Stati Uniti e Giappone.

    L'Italia si trova attualmente abbasso il vulcano perché il colossale mostro del “coon…. traaatto” dell’UE l’ha schiacciata nella recessione.

    E il cambio di regime non muterà le cose.

    Non c’è da sorprendersi che il candidato preferito per succedere al Primo Ministro Silvio “bunga bunga” Berlusconi sia Mario Monti: è un alto dirigente della Comunità Europea, presidente europeo della Commissione Trilaterale e membro del Gruppo Bilderberg. Un altro luminare della quintessenza dell'un per cento.

    L’”Europa” – ossia la dissociata oligarchia franco-tedesca – ha pensato che l’eurozona potesse essere salvata dal Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria (EFEF).

    Ma ora perfino questo blob sta per essere divorato dallo Zombie Supremo, il Dio del Mercato.

    Quindi un fondo mostruoso per il salvataggio costruito sullo stile di un imbroglio di Goldman Sachs può essere costretto a trovare un modo per salvare sé stesso. Non ci può riuscire a creare qualcosa del genere, neppure a Hollywood.

    Nel frattempo, l'accattona del FMI, l'elegante e irreprensibile Christine Lagarde, sta chiedendo ai membri del BRICS, Russia e Cina, di frugarsi le tasche per avere qualche spicciolo.

    Ma Madame Lagarde, parlando in soliloquio coi propri bottoni Dior, sa perfettamente che non funzionerà e che non sarà sufficiente per “salvare” il modello che FMI, BCE e “Merkozy” vogliono applicare.

    Guarda a Sud, ragazzo
    Gli indignati del globo –dalla Grecia alla Spagna e oltre – per lo meno sono molto coscienti delle macchinazioni dell’un per cento.

    Come quando si informano del sorprendente rendimento dell'Indice delle commodities di Goldman Sachs, il più negoziato in tutto il mondo. L'emblema della quintessenza dell'un per cento raddoppia e addirittura triplica il costo di grano, riso e mais, costringendo centinaia di milioni del 99 per cento globale alla fame terminale.

    Come non pensare che un altro mondo deve essere possibile?

    Il 99 per cento dei partecipanti a Occupy the World è sognatore in modo molto simile al maggio 1968, “Siate realisti, chiedete l’impossibile.” Sognatore in direzione piacevolmente orizzontale, non verticale o piramidale.

    Vogliono riscattare la politica come dibattito di idee, non di ego o ideologia. La patetica farsa del G20 della settimana scorsa ha dimostrato un'altra volta che hanno ragione.

    Vogliono una Repubblica del buonsenso. Vogliono un'assemblea popolare in ogni vicinato e in ogni villaggio. Contro il denaro come valore morale e la finanza di casinò come un Dio iracondo, vogliono riscattare il potere dell’intelligenza collettiva.

    Quello di cui hanno ora bisogno è di raggiungere la massa critica in tutto il mondo

    In un certo senso, è come se ci fosse stata una lettura pubblica del “Ribelle” di Albert Camus, pubblicato sei decenni fa. L’un per cento dell’epoca disprezzava davvero quello che vedevano come un piccolo algerino, figlio di una domestica e senza un diploma, che si atteggiava a filosofo.

    Ma molto prima della generazioni di Google e Twitter, Camus ci mostrò che la ribellione migra inevitabilmente dalla reazione individuale a quella collettiva, incarnata nella sua bella formulazione “Mi ribello, quindi sono”.

    Ma non bisogna sbagliarsi. La contro-rivoluzione dell’un per cento del turbo-capitalismo è già iniziata, e sarà più che implacabile. La storia ci indica che ogni crisi del capitalismo si è “risolta” con una repressione assoluta.

    La cosa urgente è cercare strategie efficaci. Includono tutto, dagli scioperi generali al dibattito che precedere la creazione di nuovi gruppi politici.

    Tutti siamo responsabili
    Il Sud America, che ha sopravvissuto a ondate di terribili “aggiustamenti strutturali” del FMI e ora sta forgiando lentamente la sua integrazione e la sua indipendenza – sempre negata dall’un per cento neocoloniale e dai suoi satrapi locali – può essere di aiuto.

    In una discussione molto esauriente che ho avuto con i dirigenti del MST brasiliano – il Movimento dei Lavoratori Agricoli senza Terra, uno dei movimenti sociali più importanti del mondo -, mi hanno spiegato come sono passati dalla lotta per la riforma agraria a una battaglia molto più soffusa contro le potenze multinazionali dell’agroindustria che ha formato un’intricata alleanza con il governo di Lula.

    Questo dimostrazione come anche un movimento sociale ampio con un'enorme base popolare debba calibrare costantemente la lotta strategica.

    In un fronte parallelo, è urgente che ci sia una traduzione all'inglese de “La Potenza Plebea”, una collezione di saggi del vicepresidente boliviano Álvaro García Linera, uno degli intellettuali più importanti dell'America latina.

    Linera segnala essenzialmente che l'uno percento e i suoi tirapiedi hanno fatto passare un’idea dell'interesse come sfera separata della società civile. E che la società civile può esistere in politica solo se si sottomette ai mediatori o ai sacerdoti politici.

    Si tratta, argomenta Linera, di un arcaismo che risale a Hobbes e Montesquieu. E il 99 per cento deve essere cosciente di questo fatto, e combatterlo.

    Linera ha coniato il termine “cittadinanza irresponsabile” per descrivere la massa scombussolata di elettori sotto l'incantesimo della farsa neoliberista.

    Per la “cittadinanza irresponsabile”, l’“esercizio dei diritti politici è solamente una cerimonia di rinuncia alla volontà politica e a quella di governare, per affidarle nelle mani di nuova casta di proprietari privati della politica, che si attribuiscono la conoscenza di tecniche sofisticate e impenetrabili di dominio e di governo”.

    Quindi, la lotta fondamentale è contro questi “proprietari privati della politica” e i suoi padroni dell’un per cento, che siano al Cairo, a Manhattan, a Madrid o a Lahore. Il G-20? Lasciate perdere: casomai G-7 miliardi. Se siamo veri indignati contro un sistema da abbattere, siamo tutti responsabili.

    **********************************************
    Fonte: The West's tragedy of capital

    11.11.2011


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