CRISI FINANZIARIA: un nuovo mondo sta nascendo

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Questo argomento contiene 3,275 risposte, ha 80 partecipanti, ed è stato aggiornato da  orsoinpiedi 2 anni, 5 mesi fa.

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    Articoli
  • #117072
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    :hehe:

    [size=36][color=#0033ff] 11.11.2011[/color]


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #117073
    prixi
    prixi
    Amministratore del forum

    [quote1321809933=brig.zero]
    :hehe:

    [size=36][color=#0033ff] 11.11.2011[/color]

    [/quote1321809933]
    hahaha


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #117071
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    hahaha


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #117074
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    #117075
    prixi
    prixi
    Amministratore del forum

    [quote1321821941=Richard]

    [/quote1321821941]
    … beh, per essere una protesta organizzata e non spontanea, come qualcuno sostiene, quello che viene comunicato in questo servizio è più che condivisibile :hihi:


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #117076
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Scusate ma che canale è questo?


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #117077
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    [quote1321824438=Richard]
    [quote1318839592=Pier72Mars]
    GENTE IN PIAZZA, E ORA ?

    http://comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=9152

    INDIGNADOS SI', MA CONTRO CHI?

    http://www.facebook.com/notes/claudio-moffa/indignados-si-ma-contro-chi/10150346079945617

    LE BANCHE DI PROPRIETÀ PUBBLICA COME STRUMENTO PER LO SVILUPPO ECONOMICO

    http://comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=9162

    WALL STREET NON PUÒ AVER FATTO TUTTO DA SOLA

    http://comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=9164
    [/quote1318839592]

    Wall Street non può aver fatto tutto da sola. L’ira dei manifestanti dovrebbe essere diretta anche al governo nazionale e alla sua banca centrale, il Federal Reserve System, perché sono il governo o alla Fed (o a entrambi) che..

    Beh sicuramente è tutto un gran minestrone


    Declaration of the Occupation of New York City

    http://nycga.cc/2011/09/30/declaration-of-the-occupation-of-new-york-city/

    http://nycga.cc/2011/09/30/declaration-of-the-occupation-of-new-york-city/
    Dichiarazione dell’Occupazione di New York

    Questo documento é stato accettato dall’Assemblea Generale di New York
    [NYC General Assembly] il 29 settembre, 2011
    Mentre ci riuniniamo in un spirito di solidarietà per esprimere un senso d’ingiustizia di
    massa, non dobbiamo perdere di vista ciò che ci ha uniti. Scriviamo affinché tutti voi che
    vi sentite lesi dal potere “corporate”, in tutto il mondo sappiate che siamo vostri alleati.
    Come un solo popolo, unito, riconosciamo la realtà che ci circonda: che il futuro della
    razza umana richiede la cooperazione dei suoi membri; che il sistema, se è il nostro, deve
    per forza proteggere i nostri diritti, e in caso di corruzione di tale sistema, ogni individuo
    deve proteggere i propri diritti e quelli del suo prossimo; che un governo democratico
    deriva il suo potere legittimo dal popolo – ma che le multinazionali non chiedono il
    permesso alla gente o al Pianeta per sfruttarne le ricchezze; e che una vera democrazia
    non è possibile quando il processo democratico è determinato dal potere economico. Ci
    rivolgiamo a voi in un momento in cui le multinazionali, che danno più importanza al
    profitto che alla gente, più importanza al propri interessi che alla giustizia, e più
    importanza all’oppressione che all’uguaglianza, sono padrone dei nostri governi. Ci
    siamo qui riuniti pacificamente, com’è nostro diritto, per rendere noti i seguenti fatti:
    Le multinazionali ci hanno tolto la casa attraverso procedure di esproprio illegali, senza
    essere state in possesso delle ipoteche originali.
    Hanno preso impunentemente i soldi del piano di salvataggio da noi cittadini, e
    continuano a pagare ai manager dei bonus esagerati.
    Hanno perpetrato la disuguaglianza e la discriminazione sul posto di lavoro in base
    all'età, il colore della pelle, il sesso, l’identità di genere e l'orientamento sessuale.
    Hanno avvelenato il cibo per negligenza, e hanno minato il sistema agricolo attraverso la
    monopolizzazione.
    Hanno usato la tortura, l’imprigionamento, e il trattamento crudele di innumerevoli
    animali, e nascondono consapevolmente queste pratiche.
    Hanno continuamente cercato di togliere agli impiegati il diritto di negoziare per una
    migliore retribuzione e per condizioni di lavoro più sicure.
    Hanno preso in ostaggio gli studenti, facendoli pagare decine di migliaia di dollari per la
    loro istruzione, la quale in sè è un diritto umano.

    assumere le stesse colpe o responsabilità.
    Hanno speso milioni di dollari in avvocati al fine di trovare come essere sollevati
    dall’obbligo di dare un’assicurazione sanitaria agli impiegati.
    Hanno venduto la nostra privacy come una merce.
    Hanno usato esercito e polizia per impedire la libertà di stampa.
    Hanno deliberatamente rifiutato di ritirare prodotti difettosi, mettendo in pericolo la vita
    di molti al fine di massimizzare i loro profitti.
    Influenzano le decisioni politico-economiche, nonostante i fallimenti catastrofici che le
    loro politiche hanno prodotto e continuano a produrre.
    Hanno donato enormi somme di denaro ai politici, i quali però sono responsabili della
    loro regolamentazione.
    Continuano ad ostacolare lo sviluppo di forme di energia alternativa per tenerci
    dipendenti dal petrolio.
    Ai fini di proteggere i loro investimenti dai quali hanno già goduto immensi profitti,
    continuano a bloccare la distribuzione dei medicinali generici, che potrebbero salvare, o
    migliorare la vita a miriadi di persone.
    Hanno nascosto, consapevolmente, disastri petroliferi, incidenti, falsi in bilancio, e l’uso
    di ingredienti inattivi ai fini di ottenere enormi profitti.
    Tengono la gente disinformata ed impaurita attraverso il loro controllo dei mezzi di
    comunicazione.
    Hanno accettato contratti privati per uccidere prigionieri, anche se messe di fronte a seri
    dubbi sulla loro colpevolezza.
    Hanno perpetrato il colonialismo in patria e all'estero. Hanno partecipato alla tortura e
    l'uccisione di civili innocenti all'estero.
    Continuano a produrre armi di distruzione di massa al fine di ottenere contratti dal
    governo.*
    Alla popolo di questa terra,
    Noi, l’Assemblea Generale di New York City che sta in questo momento occupando
    Liberty Square a Wall Street, vi esortiamo a far sentire il vostro potere:
    Esercitate il vostro diritto di riunirvi pacificamente, di occupare il suolo pubblico,
    inventando metodi per affrontare i problemi che abbiamo di fronte, e per trovare delle
    soluzioni accessibili a tutti.
    A tutte le comunità che si stanno attivando e formano gruppi in uno spirito di democrazia
    diretta, offriamo la nostra solidarità, documentazione, e tutte le altre risorse a nostra
    disposizione.
    Unitatevi a noi nel far sentire la vostra voce!

    [/quote1321824438]
    ha letto questo testo


    #117078

    giovanni
    Partecipante

    LETTERA APERTA, DA INTERPRETARE A TITOLO PERSONALE ?

    DIO ci salvi dal progetto malefico del nefasto e dai suoi accoliti bramosi di potere, essi hanno più differenti ramificazioni.

    Vedete, quando determinati personaggi non sono più spendibili perche spremuti, vuoi per l’usura o per errori non rimediabili o per altro e non stanno più nei ranghi della loro “diciamo regola imposta”, a quel punto senza alcuna pietà, essi, vengono buttati nella ardente fornace che alimenta sé stessa.

    A quel punto entrano in gioco nuovi personaggi attentamente e lungamente preparati alla bisogna che scalzano per prenderne il posto ed entrare alla ribalta della scena mondiale, che verranno fagocitati a loro volta dai successivi “ nuovi diciamo vergini entranti “.

    Come la storia degli umani nei millenni e nei secoli ci trasmette e insegna.


    #117079

    Anonimo

    http://comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=9369

    PRIMA DELL'ONDA
    Postato il Domenica, 20 novembre @ 04:37:43 CST di supervice

    FONTE: Crashoil.blogspot.com
    Cari lettori,

    Uno dei fenomeni più intriganti che sono a cavallo tra oceanografia e geologia è quello degli tsunami, principalmente quelli di origine sismica. Un spostamento trasversale di una faglia sul fondo marino, per l'enorme energia che libera, può spostare tutta la massa di acqua al di sopra per una distanza non tanto grande, forse 50 centimetri, qualche volta un metro. Il problema è che lo spostamento colpisce tutta la colonna d’acqua, che può essere di quattro o più chilometri di altezza. L'onda generata dalla semplice gravità si diffonde alla velocità di centinaia di chilometri orari, e in alcuni casi, se il terremoto avviene in acque molto profonde, giunge quasi a velocità supersoniche. Quando questa onda si avvicina alla costa, la pendenza del suolo marino induce un effetto conosciuto come frantumazione (shoaling): l'onda solitonica si rompe e si scompone in diversi pacchetti, che si diffondono a velocità molto più piccole, alcuni chilometri l’ora, ma per l'aumento della pressione dell’acqua l’altezza cresce sempre di più.

    Per questo motivo è molto più sicuro aspettare uno tsunami in alto mare, dove l'onda di alcuni centimetri passerà senza fare grossi danni, ma sulla costa l’altezza potrà essere di vari metri – in alcuni casi quindici, ma ci sono casi storici documentati di tsunami colossali di 50 metri di altezza – e sarà quindi capace di penetrare all’interno per vari chilometri, spianando tutto quello che si trova di fronte con la sua enorme potenza e pressione. Nei minuti che precedono la prima onda di uno tsunami, l'acqua del mare si ritira velocemente per alcuni chilometri, portando alla luce il fondo roccioso dall’aspetto irreale. Alcuni persone si sentono attratte dal fenomeno e rimangono a guardare intontite senza capire che, se in quel momento si affrettassero a correre verso l’entroterra, forse potrebbero riuscire ad allontanarsi quanto basta o guadagnare una posizione sufficientemente elevata per sopravvivere; si tratta di pochi minuti determinanti che precedono l'arrivo della prima onda. Un'altra cosa che la gente normalmente ignora è che la prima onda non è quasi mai la più grande, e a volte succede, come nello tsunami delle Hawaii del 1° aprile (il giorno anglosassone degli innocenti) del 1946, che la gente scenda sulla spiaggia per vedere quello che è successo nella mezz’ora che passa tra la prima e la seconda ondata, aumentando terribilmente le vittime quando la seconda – che di solito è la più grande – scarica tutta la sua violenza sulle persone indifese.

    Ieri lo spread delle obbligazioni del Tesoro spagnolo su quelle tedesche è arrivato ai 500 punti base. Ciò significa che il rendimento di queste emissioni del debito spagnolo rendono il 5 per cento in più rispetto ai titoli equivalenti tedeschi. Siccome l'informazione fornita dai media è sempre brutalmente incompleta e oscurantista, non mi è mai chiaro a che cosa si riferiscono con esattezza: non so se stiamo parlando di buoni a un anno, a cinque o dieci, o di tutti contemporaneamente. Capisco inoltre che questo spread sui titoli tedeschi viene a formarsi nel mercato secondario, dove chi possiede il debito spagnolo lo sta rivendendo con un certo sconto, perché evidentemente non si possono rinegoziare le condizioni espresse nel titolo di debito. Se ci si pensi un po', la cosa è ancora più grave del fatto che adesso la Spagna debba collocare il proprio suo debito con un tasso di interesse più alto (cosa che già avviene, perché le emissioni del debito di solito seguono l’evoluzione del mercato secondario: la Spagna non può ottenere denaro a un costo minore di quello che percepisce il mercato). È più grave perché, in pratica, i debitori che vendono il debito spagnolo stanno accettando una percentuale di perdita (forse non perdite reali, di sicuro rispetto alle proprie aspettative di profitto) e ciò significa che la credibilità della Spagna come stato solvente sta precipitando.

    Ma, alla fine, questo non è proprio un blog di economia e non dobbiamo perderci in tali questioni. La cosa interessante da notare è che il debito spagnolo è giunto ai livelli che hanno causato il “salvataggio” della Grecia o che hanno forzato un “cambiamento di Governo” in Italia la settimana scorsa. Qui, in Spagna, mancano solo due giorni alle elezioni generali, e tutti i sondaggi indicano che a vincerle sarà il Partito Popolare conservatore con una larga maggioranza; il suo leader, Mariano Rajoy, ha già anticipato che andranno intraprese misure adeguate per cercare di risanare i conti spagnoli, facendo capire che arriveranno maggiori tagli alle prestazioni sociali e ai salari di quelli che si sono prodotto nell'ultimo anno. E non potrebbe fare diversamente, perché, essendo stato un dilettante nell'applicazione di queste misure, il primo ministro italiano Silvio Berlusconi è stato fulminato dalla mediaticamente nominata Troika: io pensavo che la troika fosse formata da tre, ma ora ho capito che può fare anche con due, e di fatto ne basta anche uno, e avanza (tutti i sensi dell’ultima frase, in modo particolare quelli più piccanti, sono stati ricercati deliberatamente: viva le lingue latine).

    Abbiamo, dunque, delle elezioni generali che cambieranno radicalmente la direzione del partito al governo, da socialista a conservatore, in un paese che ritiene che la destra diriga meglio e che per questo possa meglio fronteggiare la difficile situazione economica. In realtà, produrrà lo stesso risultato perché, dopo avere osservato quello che ha successo fatuamente nella democratica Unione Europea nel corso delle ultime settimane in Grecia e in Italia, è evidente che le decisioni non vengono prese dalle nazioni, e ancora meno è il potere di cui dispone il paese sovrano: i nostri nuovi governanti faranno quello che gli viene detto, fine. Questa situazione implicherà una delusione sempre più forte della popolazione spagnola verso la già malfamata classe politica, una delusione che si potrà trasformare in rabbia quando la nuova recessione porterà i livelli di disoccupazione dall’attuale 21,5 per cento al 25 o 26 per cento in un paio di anni. E, comunque, l’unica cosa certa è che stiamo percorrendo una strada ben conosciuta: quella verso il collasso.

    A proposito del collasso, Dimitri Orlov ha rivisto di recente il suo modello di cinque fasi di collasso (finanziario, commerciale, dello stato, della comunità e della famiglia) e la sua conclusione non può essere più spoetizzante: secondo lui, il grande impegno degli stati per fermare la deriva finanziario – che si sarebbe dovuto esprimere in tutta la sua grandezza due o tre anni fa – farà sì che il collasso finanziario sopravvenga contemporaneamente a quello commerciale, e eventualmente anche a quello delle nazioni, soggiogate dall’enorme fardello del debito che è stato contratto nel corso del salvataggio finanziario. In pratica, il suo modello era troppo graduale e dolce se paragonato al percorso accidentato a cui ci costringe il BAU, Business as Usual. Una nuova dimostrazione che la discesa dal lato destro della curva di Hubbert sarà dominata dagli effetti non lineari. E gli eventi di questi giorni in Grecia suggeriscono che, effettivamente, il collasso finanziario coinciderà con quello commerciale: la Grecia ha dovuto ricorrere all'Iran come il fornitore principale di petrolio (vedi : La Grecia si affida al petrolio iraniano ), perché gli altri paesi non si fidano della sua solvibilità. La discesa appena iniziata da noi spagnoli, accodandoci a greci, irlandesi, portoghesi e italiani, ci porterà dal nostro presunto “Primo Mondo”, al quale credevamo con arroganza di appartenere per meriti propri, verso il Secondo o il Terzo che abbiamo calpestato senza colpo ferire; e a poco è servito aver cominciato, qualche anno fa, a frequentare i ricchi e i potenti, che ora hanno le loro preoccupazioni e non possono essere disturbati in questo momento.

    Questi giorni che portano alle elezioni sono come il mare che si ritira in attesa della prima onda di uno tsunami: c’è una calma strana e irreale, mentre un'ombra vaga e minacciosa si forma nell'orizzonte. In realtà, se conosciamo un po' di Storia e il modo in cui è stata gestita l'economia nel XX secolo, sappiamo cosa accadrà alla Spagna.

    A partire da lunedì si incomincerà a dire quello che ora si tace: che è urgente prendere le misure per contenere la spesa, che è intollerabile che il deficit spagnolo si discosti dagli obbiettivi (fissato per quest’anno al 6 per cento ma che potrebbe arrivare all’8), eccetera. È possibile che il governo socialista, in carica fino a gennaio quando subentrerà il nuovo, si veda obbligato a prendere lui stesso alcune misure drastiche, misure che in ogni caso il PP adotterà quando sarà al potere: ribassare immediatamente e ancora una volta lo stipendio dei lavoratori pubblici – forse un 10 per cento- , tagliare ancora più su Sanità, Educazione e Infrastrutture, perché Germania e Francia sono molto sensibili per quegli aeroporti multimilionari senza passeggeri e altre stupide infrastrutture sottoutilizzate che sono state costruite nell'epoca dorata del mattone. Ci sarà, probabilmente, un aumento dell'IVA e certamente una riduzione generalizzata dei sussidi e degli aiuti (per quanto mi riguarda, in borse di studio e progetti).

    Tutto questo porterà a una maggiore contrazione economica e a una maggiore disoccupazione, con cui incasseranno meno imposte e si dovranno pagare più sussidi: a un certo punto, si parlerà di ridurre il sussidio di disoccupazione e il salario minimo. E questo in un contesto in cui i prodotti di base saliranno di prezzo e quelli non fondamentali scenderanno mentre si liquida lo stock, per poi tornare a salire. In definitiva, diventeremo più poveri, più poveri…

    Il sole si oscura: l'onda già lo copre, è già qui. In qualche sito web andavano esposte alcune verità in mezzo alle tante bugie che vengono propinate. Non sono “salvataggi” quelli che sono applicati, sono liquidazioni; non sono cambiamenti di Governo a favore di Governi “tecnocratici”, sono colpi di Stato in cui si danno le redini ai nostri creditori, assicurando che i padroni riceveranno il denaro anche se a costo della rovina; non si tratta di austerità, è una rovina che monta; non si parlerà di ordine pubblico, ma di repressione; non ci sarà un interesse comune, ma sarà solo particolare; non riusciremo a recuperare la strada della crescita, ma ci addentreremo in quella dell'impoverimento; non c'è crescita, se non il fine della crescita. Ci rimane solo la misera consolazione che alla fine queste onde arriveranno anche a Berlino e a New York.

    Ora arriva l’acqua.

    **********************************************
    Fonte: Antes de la ola

    18.11.2011


    #117080

    Erre Esse
    Partecipante

    http://benjaminfulford.net/2011/11/21/rothschild-family-representative-leaves-japan-empty-handed-makes-threats/
    Fulford:

    Rothschild family representative leaves Japan empty-handed, makes threats

    A senior representative of the Rothschild banking family was in Japan earlier this month demanding money, according to a high level source in the Ruling Democratic Party of Japan. When he was told the Rothschild’s Japanese piggy bank was now cut off to them, he threatened to have Japan sued for releasing radio-activity into the ocean. The fact the Rothschilds have had to sink to such low level threats is a clear sign they are suffering from a serious power loss. The Rothschilds also need to realize that if they are to sue anybody for the Fukushima nuclear disaster, it would be their erstwhile US allies like Henry Kissinger, J. Rockefeller and the usual Council on Foreign Relations suspects. In any case, this ruling party source has now confirmed what multiple other sources say and that is that Senator J.

    Un rappresentante della famiglia Rothschild lascia il Giappone a mani vuote proferendo minacce

    Un rappresentante di grado elevato della famiglia di banchieri Rothschild era in Giappone all'inizio di questo mese chiedendo soldi, seconda una fonte ad alto livello del partito democratico giapponese. Quando gli è stato detto che la banca di proprietà dei Rothschild in Giappone era adesso fuori dal loro controllo, ha minacciato di portare in giudizio le autorità giapponesi per aver rilasciato radioattività nell'oceano. Il fatto che i Rothschild siano arrivati a minacce di così basso livello, è chiaro segno che stiano soffrendo di una grave perdita di potere. I Rothschild devono anche capire che se c'è da portare qualcuno in giudizio per il disastro nucleare di Fukushima, sarebbero i loro ex alleati USA come Henry Kissinger, J. Rockefeller e i soliti sospetti del Council of Foreign Relations. Comunque, questa fonte del partito del governo ha adesso confermato cosa dicono molteplici altre fonti e che il Senatore J.


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