CRISI FINANZIARIA: un nuovo mondo sta nascendo

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Questo argomento contiene 3,275 risposte, ha 80 partecipanti, ed è stato aggiornato da  orsoinpiedi 2 anni, 8 mesi fa.

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  • #117199

    giovanni
    Partecipante

    giorgi, capisco ma da parte mia non esito a suicidarmi anche intellettualmente e sospendere il precedente giudizio espresso, almeno per amore di patria al momento, per il dopo si vedrà appunto al momento restiamo sospesi.


    #117200

    giorgi
    Partecipante

    [quote1323151826=giovanni]
    giorgi, capisco ma da parte mia non esito a suicidarmi anche intellettualmente e sospendere il precedente giudizio espresso, almeno per amore di patria al momento, per il dopo si vedrà appunto al momento restiamo sospesi.
    [/quote1323151826]

    La patria che ci hanno fatto capire non deve esistere, siamo tutti fratelli e dunque bisogna imparare ad essere partecipi di tutte le nazioni, non bisogna dividere, perché in questo modo facciamo altro che crearsi l'egoismo.

    Che ci sia come moneta l'euro o la vecchia lira non cambia nulla, non è che sceglier una o l'altra puoi risolvere il problema perché per risolvere il problema è solo di avere a capo leggi quelle che ci diano una libertà e questa libertà è quella di non vedere più nessuna persona che soffra la fame, è inutile giocare sulle nazioni o sul denaro se non si risolve il problema dell'uguaglianza, non può esistere un equilibrio se si lasciano ancora persone che abbiano ad avere una vita tanto difficoltosa, tutti siamo fratelli e tutti abbiamo diritto di vivere pacificamente.

    La tua religione non va per nulla nella strada giusta solo vedere cosa hanno accumulato come capitale di soldi è un impero, hanno accumulato una montagna di denaro quando al mondo molta gente muore di fame, Gesù non è affatto favorevole di ciò che fa la chiesa non ha mai detto di accumulare il denaro, mentre hanno messo massicci di capitale nelle cattedrali, nelle chiese, nei santuari e denaro nelle banche, invece dovevano insegnare al popolo con delle strutture tanto semplici e quel denaro avuto in più dal popolo doveva essere totalmente a disposizione dei popoli bisognosi.

    Poi se andiamo a vedere cosa hanno fatto questi capi di fede, quel denaro del popolo lo hanno usato nelle azioni degli armamenti proprio perché ci hanno guadagnato tanti più interessi, ma in questo modo hanno contribuito a far si che queste aziende distruttive abbiano ad avere sempre più potenza e quindi come risultato hanno lasciato tanti morti in guerra proprio perché queste ditte per funzionare bene hanno bisogno di denaro dello stato e denaro delle azioni, di cui la propria chiesa ne è partecipe.

    Parlano spesso di Gesù Cristo dei suoi insegnamenti ma voi fedeli non vi fate il vero esame di coscienza che questi capi di fede usano totalmente il vostro denaro, lo usano una minima parte per la povertà e la stragrande maggioranza di denaro è prosciugata proprio nel modo totalmente sbagliato, proprio voi che credete fortemente alla fede dovete criticare i vostri sacerdoti nel fargli capire che le chiese non hanno bisogno di tenerle in piedi nel fare un monumento, basta vedere quanti campanili che per far sentire le vostre campane, e solo li hanno sprecato un mucchio di soldi per quelle sofisticate tecnologie per far si che le vostre campane suonassero elettricamente, è tutto denaro che avete accumulato nei muri invece che donarlo totalmente ai poveri.

    Gesù è stato l'unico a dare i veri insegnamenti ma a mio giudizio la chiesa non pratica quella strada che Gesù ha voluto dare.

    Dunque attenti al vostro papa che è il capo della vostra fede io invece che applaudirlo quando lo fanno vedere nell'angelus mi pongo questo problema che è quello che proprio lui sta dando un esempio che non ha nulla di buono, eppure tutti quei fedeli invece che vedere questi difetti lo applaudiscono.

    Fedeli aprite gli occhi che la chiesa è in pieno errore la giustizia non è quella che sta facendo la chiesa perché ne è nel pieno della corruzione.
    …………………..
    Se le cose non vanno bene significa che la strada è sbagliata.

    Questa vita che noi stiamo facendo è solo una vita di illusione, tutto ciò che viviamo è solo imposto, è come paragonare quando andiamo a letto e facciamo i sogni e proprio in quei momenti le nostre vite le viviamo nel modo del tutto diverso rispetto a quando siamo svegli, eppure proprio in quel momento del sogno tutto sembra reale solo quando ci svegliamo siamo consapevoli che è stato solo un sogno.

    Ebbene da svegli noi subiamo tutto ciò che ci aspetta ma pure questa vita da svegli è un sogno, perché quando veramente arriveremo a levare questi veli capiremo che abbiamo vissuto in una illusione, perché questa vita è come paragonarla ad un film in cui noi siamo attori e partecipi, e dato che tutto sembra reale noi ci facciamo solo illusione e di questa illusione subiamo sia il bene che il male, ma nella vita quella reale il male non esiste proprio perché nessuno vuole esserne immerso dato che da solo dolore ma in questa vita di illusione noi siamo manipolati nel senso che pare che siamo noi ad avere il libero arbitrio, mentre è tutto un sogno che per rompere questo sogno bisogna imparare a non legarsi troppo alla materia e a certi attaccamenti, altrimenti resta difficile ad uscirne.

    Se vediamo tutto nero ciò significa che siamo noi che facciamo fatica ad accettare la realtà, tutto quello che ci circonda è solo una montatura, e basta non avere paura ed accettare tutto ciò che può succedere senza porci poi cosa ci sarà che poi man mano saremo in grado di arrivare al punto di staccarci di questo incantesimo, sennò se ci facciamo troppo prendere da questi avvenimenti che lasciano poca speranza del futuro in questo modo potrebbero rafforzare questo futuro sempre più nero.

    Le religioni sono solo inganno, lasciano paura, la bibbia parla del castigo di Dio sia quando descrive quei momenti che c'è stato il diluvio, e descrivono pure la storia di Sodoma e Gomorra, quindi ci indica che Dio ha castigato quelle persone che hanno peccato, quindi diffidiamoci di queste religioni perché il vero Creatore è colui che ha il cuore come lo ha avuto Gesù Cristo che questo Gesù ha sempre lasciato solamente amore per tutti ha dato amore anche a chi lo hanno crocifisso, non ha maledetto nessuno, questo è anche il vero Creatore, infatti Gesù disse Io sono come il Padre.

    Dunque tu sei troppo legato all'insegnamento della religione che fa altro che creare paura, parlano sempre del peccato, mentre il peccato non esiste proprio perché se una persona fa del male non lo fa di sua iniziativa perché è solo la vita di quel karma che gli fa commettere tutto questo e proprio perché la persona ne è convinta di essere il vero responsabile ed in questo modo si fa paure o rafforza quell'odio che invece di aprire il suo cuore si allontana sempre di più e in quel modo fa sempre più fatica ad accettare la vera realtà ed in questa strada si vive sempre vicino alle tenebre.

    Bisogna imparare ad amare non odiare, unire non dividere, l'Italia non ci appartiene, nulla è nostro, tutto è preso in prestito, proprio perché tutto è di tutti, quindi le altre nazioni non devono essere nemiche tutto è uno e tutto dobbiamo amare altrimenti le nostre convinzioni ci lasciano solamente divisioni e proseguendo in questo passo ci restringe sempre di più il nostro cuore.

    Le religioni sono tante e se vai a verificarle attentamente ognuna dice la sua e fra di loro in molte cose vanno in contrasto quindi significa che non sono realtà, perché la realtà è unica non sono diverse una dall'altra, la verità è una sola, e quindi se le religioni sono una diversa dall'altra ciò significa che non è la tua religione che è perfetta perché se fosse perfetta ti avrebbe lasciato solo giustizia ma se vivi anche l'ingiustizia o sei sommerso nell'ingiustizia ciò significa che siamo sulla strada che non è quella giusta.

    Il Creatore è di puro Amore, non è per nulla vendicativo, siamo noi che ci siamo lasciati manipolare da tutti questi insegnamenti che ci abbiamo ereditato dalla società e dalla nostra famiglia proprio perché pure loro hanno vissuto nella confusione.

    Siamo ai tempi di una fine di un ciclo e pure tu ti renderai conto che tutto questo vecchio non avrà più senso di esistere e ti accorgerai che anche la tua credenza cristiana è stata forzata nel modo totalmente sbagliato e quando la stragrande della popolazione otterrà il risveglio queste persone inizieranno a mettersi in opera e porteranno i veri insegnamenti che romperanno una volta per tutte le credenze false e ci sarà una solo verità e questa verità non creerà nessuna divisione ma lascerà a tutti un vivere di una uguaglianza a tutti.


    #117201
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    [color=#0033ff]Attenzione a tutti voi[/color] :bay:

    delinquenti, disadattati e facinorosi
    tutti voi spiriti liberi, pionieri, visionari e anticonformisti:
    tutto ciò che “l'istituzione” ha detto che è sbagliato in te…
    è proprio quello che va bene in te.

    Vedi cose che altri non sono capaci di vedere, sei stato creato per cambiare il mondo.
    A differenza di 9 persone su 10, la tua mente è irreprimibile e questa è una minaccia per l'autorità.
    Sei nato per essere rivoluzionario.

    Non sopporti le regole perchè nel tuo cuore sai che c'è una via migliore.
    Hai punti di forza pericolosi per “l'istituzione” che le vuole eliminare.

    Così ti han detto per tutta la vita che i tuoi punti di forza erano i tuoi difetti.
    Ma io ora ti dico il contrario.

    La tua impulsività è un dono, gli impulsi sono la chiave per il miracolo.
    La tua distrazione è un artefatto della tua creatività ispirata.
    Il tuo cambio di umore riflette l'impulso naturale della vita, ti dà un'energia inarrestabile quando arriva… è profonda, una visione commovente quando sei giù. Ti hanno diagnosticato un “disturbo”?

    Questa è l'ultima maniera della società di negare la sua propria malattia…
    puntando il dito su di te…

    La tua personalità dipende è solo un sintomo della vostra grande e sotto-utilizzata capacità… per l'espressione eroica, connessione creativa e spirituale.
    La tua totale mancanza di repressione, il tuo idealismo puro,
    la tua apertura mentale a 360°… per caso non te l'ha mai detto nessuno?

    Questi sono i tratti condivisi da grandi pionieri e visionari, innovatori, “ribelli”
    e “regime istrioniche”, gli attivisti della scena sociale
    lunatici e dissidenti, filosofi e abbandonati… esecutivi formali pilotano aerei da combattimento, stelle del calcio e dipendenti da sesso, celebrità con deficit di attenzione, alcolisti che ricercano lo scoop, soccoritori, profeti e santi, mistici e agenti di cambiamento.

    Siamo tutti uguali sai?
    Perchè ci riguarda tutti “La Via”.

    Siamo tutti uguali sai?
    Perchè tutti noi attraiamo la fiamma.

    Nel tuo cuore sai che c'è un ordine naturale, più giusto di ogni legge umana o regola che si potrebbe mai esprimere.

    Questo ordine naturale si chiama “LA VIA”.

    La via è il substrato eterno del cosmo. Lei guida il flusso del tempo e dello spazio.

    La via è nota per alcuni come la volontà di Dio, la provvidenza divina, lo Spirito Santo, ordine implicito, Tao, invertire l'entropia, la forza vitale, ma per ora chiamato semplicemente “LA VIA”.
    il video è :
    http://www.youtube.com/watch?v=XS-B_AY8qJU :legg:


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #117202

    giovanni
    Partecipante

    IL tranello è probabile, ma l'Amore per il proprio Popolo, per la propria Terra come per la propria Patria, non risponde ad un tranello bensì giustifica certamente qualsiasi mio personale dedizione e sacrificio alla causa.


    #117203

    Anonimo

    http://comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=9467

    LIBERO SCAMBIO, LA FASE PIÙ AVANZATA DEL NEOLIBERISMO
    Postato il Lunedì, 05 dicembre @ 21:40:00 CST di supervice

    Chi ci guadagna con la mondializzazione?

    DI JOSÉ FRANCISCO PEULLO-SACARRAS
    http://www.elcorreo.eu.org
    Lo scorso 12 agosto (esattamente due mesi prima della conclusione della ratifica degli Accordi di Promozione Commerciale – precedentemente chiamati TLC – con Colombia, Panama e Corea del Sud al Congresso degli Stati Uniti!), C. Fred Bergsten, direttore del Peterson Institute for International Economics, ha fatto un intervento intitolato “Gli Stati Uniti nell’Economia Mondiale”.

    La presentazione faceva parte di una serie di conferenze su temi “d’attualità” patrocinate ogni anno e durante un periodo di nove settimane dall’Istituto Chautauqua in riva al lago che porta lo stesso nome, nella città di New York [1].

    Il discorso pronunciato da Bergsten contestava, con un tono molto caratteristico, sia gli atteggiamenti del Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, sia quelli del Partito Repubblicano al Congresso, in quanto considerati come un affronto persistente, da parte di entrambi, verso i temi strategici legati al commercio internazionale del paese.

    Secondo Bergsten, questa “indifferenza” porterebbe gli Stati Uniti a perdere “una vera opportunità di creare posti di lavoro”, un problema che – come sappiamo – diventa sempre più inquietante per la maggior parte dei paesi “sviluppati” e che si aggrava ancor di più con ciò che viene chiamata “la crisi del debito sovrano” [2]. Bergsten suggeriva la necessità di un avanzamento immediato in questo campo, partendo da una triade di misure pratiche, dalle quali sarebbero scaturiti dei risultati molto rapidi.

    Ciò che si potrebbe interpretare come una conferenza aneddotica, tra le mille altre che si tengono su questi argomenti nella prima potenza mondiale – specialmente in questo periodo di crisi capitalista –, contiene tuttavia qualche aspetto che illustra le prospettive oggi avanzate dai principali centri egemonici di potere di fronte alle sfide che provengono dalle riconfigurazioni dell’attuale economia politica, sia in ambito statunitense che a livello planetario.

    Il discorso, la sua forma e il suo contenuto, attirano l’attenzione per diverse ragioni.

    Per prima cosa, per il suo centro di diffusione. Bergsten – diciamolo – fu direttore dell’Istituto Peterson per l’Economia Internazionale dal 1981 (anno della sua creazione) sino ad oggi.

    Questo centro di ricerca è ampiamente riconosciuto come il “think tank” più influente del mondo. Indubbiamente i “punti di vista” e i rapporti che ha prodotto sono stati storici e sistematicamente accolti dalle autorità responsabili in materia di politica economica (fondamentalmente su aspetti internazionali) degli Stati Uniti, durante – almeno – gli ultimi tre decenni.

    Basterebbe ricordare che nello staff di ricercatori si trovano le figure universitarie che lavorano nelle facoltà più “prestigiose” degli Stati Uniti e che la sua squadra permanente intrattiene stretti legami con i principali organi governativi, statali e multilaterali la cui sede è a Washington – cominciando dalla Presidenza della Repubblica – e anche con il complesso circuito di lobby che gravitano attorno a Wall Street. Tuttavia, tra tutti, c’è una personalità che spicca in modo particolare: John Williamson, economista che negli ultimi vent’anni è diventato famoso per aver dato alla luce il Washington Consensus. L’Istituto per l’Economia Internazionale (oggi Peterson Institute) fu l’istituzione che nel 1989 fu “responsabile” dell’organizzazione delle conferenze che diedero origine al tristemente celebre Consensus e, in seguito, alle sue “versioni” successive [3]. Questa breve descrizione ci fa già comprendere di chi stiamo parlando e quali “nuove” formule cerchino di promuovere.

    Il testo del discorso – nella seconda parte – comincia riassumendo la situazione attuale dell’economia statunitense. Bergsten nota, tra le altre cose, che oggi gli Stati Uniti importano la metà del petrolio di cui l’economia ha bisogno; quasi la metà dei bilanci contabili delle prime 500 aziende statunitensi dipendono da operazioni internazionali [4]; la maggior parte del debito del governo appartiene agli investitori stranieri, capitale che – secondo Bergsten – finanzia una buona parte dell’investimento interno necessario a mantenere una crescita economica “decente” e, grazie al deficit commerciale registrato da questo paese da più di trent’anni, gli Stati Uniti sono oggi i primi debitori al mondo: possiedono un debito esterno lordo di circa 23 trilioni di dollari – la maggior parte in mano a Cina, Russia e a qualche paese del Medio Oriente, precisamente (guarda caso) ai principali esportatori di petrolio – e chiedono prestiti al mondo dell’ordine di 500 miliardi di dollari l’anno.

    Sottolineava, inoltre, il deterioramento dell’importanza economica degli Stati Uniti a livello mondiale, che è letteralmente in discesa. Dopo la Seconda Guerra Mondiale l’economia statunitense contribuiva per il 50% del PIL mondiale, mentre ora non ne rappresenta più del 20% (settembre 2011), senza contare l’abbassamento degli stipendi medi per più di “una generazione” e che la distribuzione del reddito tende a peggiorare sempre di più. Certo, il panorama così presentato non è per niente lusinghiero.

    Secondo Bergsten la situazione « di profonda crisi » nella quale si trova l’economia statunitense può tuttavia essere capovolta: senza voler modificare la direzione delle decisioni prese fino ad oggi e che, secondo parecchi analisti statunitensi, sono le stesse che hanno accelerato le contraddizioni economico-politiche che si estendono a livello mondiale, si tratta ora di approfondire – fino alle sue ultime conseguenze – il “modello di sviluppo” in vigore (termine col quale chiamiamo con eufemismo le strategie di espansione imperialista, all’interno del capitalismo contemporaneo) e, in particolare, quello che ha portato grandi benefici ai capitali statunitensi: la mondializzazione.

    Nonostante i problemi attraversati dall’economia statunitense, il bilancio in questo senso spiega con efficacia questa scommessa: “Gli Stati Uniti hanno enormemente guadagnato con la mondializzazione. Il nostro paese – dice Bergsten – è ogni anno più ricco di oltre un trilione di dollari grazie all’integrazione commerciale. Ciò equivale a circa il 10% di tutta la nostra rendita nazionale e a più di 10.000 dollari per nucleo familiare. Con la globalizzazione finanziaria che ha accompagnato i crescenti flussi commerciali, si accumulano dei vantaggi addizionali (sottolineo) [Nota: “ i benefici complementari” potrebbero aggiungere al calcolo altri 0,5 trilioni di dollari]. Ciò che precede è visto dal lato dei benefici.

    Durante questo periodo le perdite (“costi”, secondo i termini di Bergsten) della mondializzazione per gli Stati Uniti risultano essere alquanto differenti: “Quasi mezzo milione di lavoratori (su una forza lavoro totale di 150 milioni) perdono ogni anno il loro lavoro, la maggior parte per un periodo provvisorio, a causa dell’aumento delle importazioni. Alcuni devono accettare posti di lavoro con bassi stipendi per lungo termine, dovendo affrontare un abbassamento del tenore di vita nel futuro. Questi effetti ammontano a circa 50 miliardi di dollari all’anno, un importo sostanziale in termini assoluti, ma soltanto un ventesimo della redditività annua frutto della mondializzazione…” (reitero e sottolineo). Ciò che precede non potrebbe essere più eloquente sullo stile statunitense, storicamente deplorevole e cinico, riguardo a questi argomenti: Gli affari sono affari!

    La “mondializzazione”, – che può essere di diversi tipi, dimensioni e magnitudine – a cui Bergsten si riferisce qui e che adula fino al parossismo, è chiaramente quella che favorisce esclusivamente gli interessi dei capitali statunitensi, ovvero la mondializzazione a carattere neoliberista che, in questo momento e secondo la sua opinione, dovrebbe avanzare verso la sua fase superiore: il Libero Scambio (totale). Con questo obiettivo, Bergsten sembra voler suggerire che gli Stati Uniti debbano insistere attraverso una “grande campagna” – ancora più aggressiva di quella che si è vista finora – per continuare a “negoziare” e ad allargare nuovi Trattati di libero scambio bilaterali o plurilaterali (come “l’Accordo p4” o Trans-Pacifico (TPP) che lega l’Asia e l’America) [5]

    Non solo, Bergsten, nel suo tris di “soluzioni”, prevede che, oltre ai TLC, il miglior sistema per consolidare in modo sicuro il modello statunitense di “crescita basata sulle esportazioni” e la miglior forma per assicurare i mercati mondiali consisterebbe nell’ottenimento di un Trattato di Libero Scambio Mondiale che sostituisca (o rianimi) il Round di Doha che, secondo la sua opinione, fu un totale fallimento, dopo un decennio “di sforzi nelle negoziazioni”. Per questi tentativi, propone “l’utilizzo” di istituzioni economiche internazionali come il FMI e l’OMC.

    Resterebbe da fare un’osservazione chiave, ugualmente evocata nel discorso di Bergsten. Per il momento non si è ancora sottolineato l’essenziale: questi trattati, per quanto evochino un “Libero Scambio” – chiaramente inesistente nella pratica perché si tratta degli affari di potenti monopoli multinazionali – non trattano strettamente “di commercio”. Al contrario, questa componente rappresenta solo una minima porzione di ciò che si è negoziato in questi trattati. Si tratta piuttosto di accordi di “liberalizzazione degli investimenti”, nei quali le componenti come i “servizi” (specialmente finanziari; acquisti statali, diritto di proprietà, eccetera) hanno un significato molto strategico [6].

    Precisamente, ciò che precede risponde al fatto che questi trattati – ricordiamolo, disegnati su misura per gli interessi statunitensi – riproducono le stesse strutture produttive e di interessi che esistono attualmente negli Stati Uniti dopo le varie trasformazioni subite in questo paese dagli anni ‘80. Oggi il settore industriale statunitense rappresenta al massimo il 10% dell’economia, mentre l’agricoltura non più dell’1% e i servizi (soprattutto quelli finanziari) più dell’80. Quest’ultimo settore fornisce il 25% dei posti di lavoro e ha subito un’evoluzione negli ultimi trent’anni a un tasso del 30% e con dei salari più alti del 10% rispetto a quelli dell’industria.

    Bergsten propone che gli “sforzi internazionali” degli Stati Uniti debbano dirigersi principalmente verso zone come l’America Latina e i Caraibi e verso le economie dette emergenti. La legislazione, su questi aspetti, non è “pianificata” (deregolamentata) e ciò presuppone delle grandi opportunità per “l’apertura dei mercati”.

    Noi insistiamo sul fatto che le “alternative” prevalenti di fronte alla crisi attuale non prevedono soltanto di risolvere la situazione con più capitalismo, ma, peggio ancora, con più neoliberismo, questione che diventa drammatica per l’impronta selvaggia che deriva da un sistema che mette in pericolo l’intera civilizzazione.

    Note:
    [1] Bergsten, F., « US and the World Economy, (Discorso rivolto alla Chautauqua Lecture Séries, «The US Economy: Beyond a Quick Fix», 12 Agosto 2011).

    [2] Nella sua giusta proporzione, si tratta solo di due elementi tra i numerosi che potrebbero essere considerati nel quadro di una crisi globale (che non solo tocca una manciata dipaesi del Nord ma, a poco a poco, si è “mondializzata” e colpisce le economie mondiali), strutturale (non si tratta di un “disordine” superficiale, né esclusivamente economico o finanziario della logica capitalista, ma mina i fondamenti e le dinamiche stesse che lo strutturano), integrale (in questo momento assistiamo alla convergenza simultanea di diverse crisi generate dal sistema: una crisi alimentare, energetica, ambientale, biologica, politica, sociale, ideologica) e di lungo termine (retrospettiva e prospettiva, ecco perché gli annunci di un’uscita rapida dalla crisi mancano di fondamento) del sistema capitalista.

    [3] Riguardo alle differenti versioni del Washington Consensus, cfr. Puello-Socarrás, J.F., “Nuova Grammatica del Neoliberismo”, Bogotá, Università Nazionale della Colombia, 2008.

    [4] Ciò riporta l'attenzione al totale del debito statunitense (750 trilioni di dollari):

    1) I derivati finanziari rappresentano l’81,13% (600 miliardi di dollari, ovvero 40 volte il PIL degli Stati Uniti; il PIL mondiale è di 60 miliardi di dollari, ovvero il 10% dei derivati) concentrati nel 2009 in cinque banche statunitensi. Nel 2011 quattro banche avevano in cassa quasi il 95,5% dei derivati (JP Morgan Chase, CityGroup, Bank of America e Goldman Sachs;

    2) Sanità: 0,34%

    3) Previdenza Sanitaria: 8,06%;

    4) Previdenza Sociale: 5,37%;

    5) FED: 3,18%;

    6) Debito pubblico: 1,92%.

    Informazione fornita dall’Ispettore delle Finanze degli USA, disponibile su: http://www.desdeabajo.info
    [5] In realtà, e in tutti i casi dei TLC, la regola non è la “negoziazione”, ma l’imposizione attraverso pressioni extra economiche, politiche e, in base all’opportunità, militari (una variabile talvolta poco commentata, ma inerente al progetto di espansione egemonica), come lo mostra la storia più recente, in un certo modo “l’integrazione » economica si trasforma in necessità progressiva di militarizzare dei territori come meccanismo per assicurare i flussi di merci e la sicurezza giuridica.”

    [6] Cfr. Estrada Álvarez, J., Diritti del capitale, Bogotá, Università Nazionale della Colombia, 2010. Disponibile on line su : http://www.espaciocritico.com.

    **********************************************
    Fonte: Libre-échange, l’étape supérieure du néolibéralisme

    28.10.2011


    #117204
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    [quote1323168136=brig.zero]
    [color=#0033ff]Attenzione a tutti voi[/color] :bay:

    delinquenti, disadattati e facinorosi
    tutti voi spiriti liberi, pionieri, visionari e anticonformisti:
    tutto ciò che “l'istituzione” ha detto che è sbagliato in te…
    è proprio quello che va bene in te.

    Vedi cose che altri non sono capaci di vedere, sei stato creato per cambiare il mondo.
    A differenza di 9 persone su 10, la tua mente è irreprimibile e questa è una minaccia per l'autorità.
    Sei nato per essere rivoluzionario.

    Non sopporti le regole perchè nel tuo cuore sai che c'è una via migliore.
    Hai punti di forza pericolosi per “l'istituzione” che le vuole eliminare.

    Così ti han detto per tutta la vita che i tuoi punti di forza erano i tuoi difetti.
    Ma io ora ti dico il contrario.

    La tua impulsività è un dono, gli impulsi sono la chiave per il miracolo.
    La tua distrazione è un artefatto della tua creatività ispirata.
    Il tuo cambio di umore riflette l'impulso naturale della vita, ti dà un'energia inarrestabile quando arriva… è profonda, una visione commovente quando sei giù. Ti hanno diagnosticato un “disturbo”?

    Questa è l'ultima maniera della società di negare la sua propria malattia…
    puntando il dito su di te…

    La tua personalità dipende è solo un sintomo della vostra grande e sotto-utilizzata capacità… per l'espressione eroica, connessione creativa e spirituale.
    La tua totale mancanza di repressione, il tuo idealismo puro,
    la tua apertura mentale a 360°… per caso non te l'ha mai detto nessuno?

    Questi sono i tratti condivisi da grandi pionieri e visionari, innovatori, “ribelli”
    e “regime istrioniche”, gli attivisti della scena sociale
    lunatici e dissidenti, filosofi e abbandonati… esecutivi formali pilotano aerei da combattimento, stelle del calcio e dipendenti da sesso, celebrità con deficit di attenzione, alcolisti che ricercano lo scoop, soccoritori, profeti e santi, mistici e agenti di cambiamento.

    Siamo tutti uguali sai?
    Perchè ci riguarda tutti “La Via”.

    Siamo tutti uguali sai?
    Perchè tutti noi attraiamo la fiamma.

    Nel tuo cuore sai che c'è un ordine naturale, più giusto di ogni legge umana o regola che si potrebbe mai esprimere.

    Questo ordine naturale si chiama “LA VIA”.

    La via è il substrato eterno del cosmo. Lei guida il flusso del tempo e dello spazio.

    La via è nota per alcuni come la volontà di Dio, la provvidenza divina, lo Spirito Santo, ordine implicito, Tao, invertire l'entropia, la forza vitale, ma per ora chiamato semplicemente “LA VIA”.
    il video è :
    http://www.youtube.com/watch?v=XS-B_AY8qJU :legg:
    [/quote1323168136]
    nella bibLioteca pubblica NON me lo lasciava postare :hehe:


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #117205
    prixi
    prixi
    Amministratore del forum

    [quote1323176043=brig.zero]
    [quote1323168136=brig.zero]
    [color=#0033ff]Attenzione a tutti voi[/color] :bay:

    delinquenti, disadattati e facinorosi
    tutti voi spiriti liberi, pionieri, visionari e anticonformisti:
    tutto ciò che “l'istituzione” ha detto che è sbagliato in te…
    è proprio quello che va bene in te.

    Vedi cose che altri non sono capaci di vedere, sei stato creato per cambiare il mondo.
    A differenza di 9 persone su 10, la tua mente è irreprimibile e questa è una minaccia per l'autorità.
    Sei nato per essere rivoluzionario.

    Non sopporti le regole perchè nel tuo cuore sai che c'è una via migliore.
    Hai punti di forza pericolosi per “l'istituzione” che le vuole eliminare.

    Così ti han detto per tutta la vita che i tuoi punti di forza erano i tuoi difetti.
    Ma io ora ti dico il contrario.

    La tua impulsività è un dono, gli impulsi sono la chiave per il miracolo.
    La tua distrazione è un artefatto della tua creatività ispirata.
    Il tuo cambio di umore riflette l'impulso naturale della vita, ti dà un'energia inarrestabile quando arriva… è profonda, una visione commovente quando sei giù. Ti hanno diagnosticato un “disturbo”?

    Questa è l'ultima maniera della società di negare la sua propria malattia…
    puntando il dito su di te…

    La tua personalità dipende è solo un sintomo della vostra grande e sotto-utilizzata capacità… per l'espressione eroica, connessione creativa e spirituale.
    La tua totale mancanza di repressione, il tuo idealismo puro,
    la tua apertura mentale a 360°… per caso non te l'ha mai detto nessuno?

    Questi sono i tratti condivisi da grandi pionieri e visionari, innovatori, “ribelli”
    e “regime istrioniche”, gli attivisti della scena sociale
    lunatici e dissidenti, filosofi e abbandonati… esecutivi formali pilotano aerei da combattimento, stelle del calcio e dipendenti da sesso, celebrità con deficit di attenzione, alcolisti che ricercano lo scoop, soccoritori, profeti e santi, mistici e agenti di cambiamento.

    Siamo tutti uguali sai?
    Perchè ci riguarda tutti “La Via”.

    Siamo tutti uguali sai?
    Perchè tutti noi attraiamo la fiamma.

    Nel tuo cuore sai che c'è un ordine naturale, più giusto di ogni legge umana o regola che si potrebbe mai esprimere.

    Questo ordine naturale si chiama “LA VIA”.

    La via è il substrato eterno del cosmo. Lei guida il flusso del tempo e dello spazio.

    La via è nota per alcuni come la volontà di Dio, la provvidenza divina, lo Spirito Santo, ordine implicito, Tao, invertire l'entropia, la forza vitale, ma per ora chiamato semplicemente “LA VIA”.
    il video è :
    http://www.youtube.com/watch?v=XS-B_AY8qJU :legg:
    [/quote1323168136]
    nella bibLioteca pubblica NON me lo lasciava postare :hehe:
    [/quote1323176043]
    Namastè :tk:


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #117196
    InneresAuge
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    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

    #117206
    InneresAuge
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    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

    #117207
    maraxma
    maraxma
    Partecipante


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