CRISI FINANZIARIA: un nuovo mondo sta nascendo

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  • #117208

    giovanni
    Partecipante

    E' tutta una babilonia, ” PADRE-ETERNO ” ti prego fammi scendere.


    #117209

    giovanni
    Partecipante

    Mio DIO dammi ascolto, vorrei tanto scendere da questo carrozzone mondo, ma in verità non me la sento ancora.

    Sai che ti dico ?

    Fai un pò tu, per come hai sempre fatto !

    Io Giovanni ti seguirò comunque, sempre se vorrai accogliermi in te.


    #117210

    giorgi
    Partecipante

    [quote1323196442=maraxma]

    [/quote1323196442]

    Grillo ha pienamente ragione, questi tecnici sono solo bravi a parlare, usano un linguaggio che è assai più astuto dei linguaggi precedenti, stato d fatto, non ci portano da nessuna parte, perché non si risolve il problema con dei sacrifici, questi sacrifici sono sempre stati detti fino dal fine della guerra e cosa abbiamo ora, abbiamo un futuro che non può certamente portare nulla di giusto.

    La politica è oramai in putrefazione, quando un arto è in putrefazione l'unica soluzione è di imputarlo, quindi questo governo tecnico è da mandare a casa, non dargli retta alle stupidate che vogliono farci credere, sono tutti impostori, il loro scopo è solo quello di ubbidire quel padrone che è il più potente, e sanguisuga del pianeta, quindi si può mettere tutto al posto ma perché tutto abbia a funzionare deve essere fatto con una giustizia, non quella giustizia che abbiamo come cittadinanza perché anche questa è marcia ma di una vera giustizia.
    ……………………………
    Giovanni[size=18], Dio non c'entra nulla di tutto questo caos che c'è sulla terra, perché ci ha dato il libero arbitrio e con questo libero arbitrio i corrotti hanno preso tutte le posizioni di potere ma presto avremo questo aiuto da questi Esseri, ma perché debba viaggiare poi si deve anche imparare a vivere in armonia non di dire questo è mio e quello è tuo, perché tutto ciò che possiamo avere lo avremo senza pretendere il possesso, proprio perché a tutti appartiene, e con questo voglio dire che per poter accettare quel giusto futuro bisogna poi che pure noi abbiamo ad essere giusti che è quello di non fare mai a nessuno quello che non vorremmo che fosse fatto a noi, dunque bisogna imparare a vivere di uguaglianza, non dire ma io merito di più.


    #117211

    BIO
    Partecipante
    #117212
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    sentivo prima in radio
    che hanno circa il 20% del patrimonio immobiliare italiano, per una stima totale di 2miliardi e mezzo di tasse non pagate..


    #117213
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    La Chiesa è un qualche cosa di terribile e mi dispiace per le tante persone di cuore che ci credono e che hanno donato la vita ad essa.


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #117214

    Anonimo

    http://comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=9472

    USA E BCE. LA VERA MISSIONE DELL'AGENTE GEITHNER
    Postato il Martedì, 06 dicembre @ 21:24:30 CST di davide

    DI FEDERICO ZAMBONI
    ilribelle.com

    Nelle linee generali la notizia è di dominio pubblico, e non potrebbe essere diversamente, ma dell’aspetto decisivo parlano solo in pochi. E quei pochi, per di più, senza chiarirne le effettive implicazioni

    La notizia è che Tim Geithner, ex presidente della Federal Reserve di New York e attuale ministro del Tesoro statunitense, è arrivato in Europa per sollecitare la Ue a procedere senza incertezze, e con la massima rapidità, ad assumere le misure necessarie al consolidamento dell’Euro.

    Le linee guida sono note: da un lato il contenimento obbligatorio della spesa pubblica, in modo da indirizzare quante più risorse possibili al pagamento dei debiti pregressi, nonché di quelli nuovi che si rendono necessari per rimpiazzare quelli vecchi che giungono a scadenza; dall’altro, appunto col pretesto di un coordinamento (e di una sorveglianza) a livello continentale, l’imposizione di una governance ristretta che riduca al minimo la sovranità nazionale, fino a sopprimerla, di fatto, quantomeno nelle questioni di politica economica.

    La parte molto meno nota è quella che riguarda il futuro ruolo della Bce. Come scrive il Sole 24 Ore, a firma del suo corrispondente dagli USA Mario Platero, Geithner «chiederà che Bruxelles traduca in azione gli impegni del 26 ottobre e che la Bce diventi prestatore di ultima istanza». L’intento, quindi, è che la Banca Centrale Europa si faccia carico di garantire la solvibilità di alcune categorie di creditori, tra cui gli Stati a rischio default. Una prospettiva che ovviamente non entusiasma la Germania, il cui ruolo di principale sottoscrittore del capitale Bce si trasformerebbe in un fardello enorme.

    Il punto è proprio questo: togliere risorse al sistema-Paese tedesco, imponendo tassi più elevati sul debito pubblico e rallentandone l’economia, ai fini di un duplice risultato. Primo, cancellare qualsiasi tentazione di egemonia continentale, o comunque di uscita dalla Ue come è strutturata attualmente. Secondo, ridimensionarne l’ingombrante presenza sui mercati internazionali, liberando un po’ di spazio a vantaggio degli USA.

    Washington – o piuttosto il potere finanziario che utilizza gli Stati Uniti come paravento, e come braccio operativo per agire in quegli ambiti diplomatici e militari che, almeno per ora, continuano a essere riservati alle nazioni – ha assoluto bisogno di un’Europa schiava delle sue esigenze. E asservire definitivamente anche la Germania diventa una priorità assoluta.

    Federico Zamboni

    http://www.ilribelle.com
    6.12.2011

    Per gentile concessione de “La Voce del Ribelle”


    #117215

    Anonimo

    http://www.agoravox.it/Il-debito-pubblico-della-Germania.html

    Il debito pubblico della Germania è il più alto d’Europa: le scomode verità che nessuno vi dice su Eurolandia

    L'Europa a 27 ha rappresentato per l’economia tedesca un bottino di tutto rispetto: mille miliardi sul piatto della bilancia commerciale. Prima di eleggere il rigore a unico arbitro della partita, la Germania dovrebbe riflettere su questi dati. “Il salvataggio di alcune banche”, osserva il professor Fortis, “è costato a Berlino qualcosa come dieci punti di PIL, in rapporto al quale il suo debito pubblico è cresciuto dal 73,5% fino all’83,2%”. La verità che nessuno dice è che il debito tedesco è il terzo debito pubblico lordo più alto del mondo in valore assoluto. Ammonta a 2080 miliardi. E supera di 236 miliardi quello italiano che invece è fustigato da tutti.

    L’Eurozona ha un debito complessivo del tutto sostenibile rispetto a quello statunitense. Ma le politiche farraginose e inconcludenti dell’Unione hanno favorito l’isteria dei mercati oggi più che mai atterriti dalla sindrome del contagio. Ha un bel dire il commissario agli Affari economici Olli Rehn, a sottolineare la necessità di barriere antincendio. Ma a che cosa servono se in primo luogo, in un palazzo che rischia di andare a fuoco, continua a mancare l’acqua?.

    Professore di Economia industriale e Commercio estero alla Cattolica di Milano, Marco Fortis segnala da tempo sul Messaggero e il Sole24Ore la necessità di una scossa. “L’Europa”, spiega a liberal, “continua a ingrossare i nuvoloni che si addensano sull’euro. Ci stiamo facendo del male da soli. La Germania non ha ancora capito che continuando ad opporre veti che indeboliscono i Paesi partner si troverà presto con una montagna di crediti inesigibili. Basti ricordare che i tedeschi esportano in Francia prodotti per cento miliardi di euro. Angela Merkel rischia di segare il ramo su cui è fiorito il suo Paese”.

    Il gioco stucchevole della dichiarazia europea, in apparenza un codice sovranazionale che di fatto è un codicillo minore nel vocabolario di lingua tedesca, ha dato ennesima prova di sé in occasione della recente visita di Rehn in Italia. Il commissario si è detto allarmato dal rischio che le tensioni sui mercati si diffondano velocemente dai paesi periferici fino alle nazioni dell’Europa centrale come la Francia e la Germania. Ha poi aggiunto che “siamo tutti sulla stessa barca”, ma tanta comprensione si è tradotta in un concetto semplice semplice.

    Niente eurobond perché la Germania è in disaccordo. “Non possiamo più permetterci il protezionismo finanziario a tutela di questo o quel paese membro. A causa di un attendismo interessato, il caso tutto sommato modesto del crac greco si è trasformato nella scintilla di una guerra mondiale proseguita con mezzi finanziari”, continua Marco Fortis:

    L’obiettivo primario per allentare la tensione è ridurre la pressione sui tassi d’interesse. In nome di un rigorismo miope, l’Unione europea sta avallando la sua autodistruzione. Un vero paradosso che consente alla irrazionalità attuale dei mercati di avere il sopravvento sui fondamentali economici di Paesi come il nostro, che invece sono molto solidi.

    Ma oltre a evitare la fuga degli investitori l’Italia è chiamata a salvarsi da un piaga per certi versi più funesta. Bisogna evitare che il panico si propaghi anche all’interno del Paese. Vendere i nostri titoli di stato per gettarsi a capofitto sui bund, equivale a realizzare una meravigliosa patrimoniale in favore di Berlino. Irrorare ulteriore liquidità in Germania non può che accelerare la paralisi. Senza contare che l’Europa a 27 ha rappresentato per l’economia tedesca un bottino di tutto rispetto: mille miliardi sul piatto della bilancia commerciale. Prima di eleggere il rigore a unico arbitro della partita, la Germania dovrebbe riflettere su questi dati. Essere solidali conviene, anche perché la situazione tedesca è molto meno brillante di quanto farebbero pensare i continui rimbrotti ai Paesi “spreconi”.

    Il salvataggio di alcune banche è costato a Berlino qualcosa come dieci punti di Pil, in rapporto al quale il suo debito pubblico è cresciuto dal 73,5% fino all’83,2%. La verità che nessuno dice è che il debito tedesco è il terzo debito pubblico lordo più alto del mondo in valore assoluto. Ammonta a 2080 miliardi. E supera di 236 mi liardi quello italiano che invece è fustigato da tutti. Ciò sta a rappresentare che il Pil non vuol dire un tubo rispetto al debito. Ciò che conta è semmai il debito verso l’estero. E anche qui, Germania e Francia sono sullo stesso livello italiano. Per noi è del 51 per cento, per la Francia il 50 e per la Germania il 40. Come si fa a pensare a un crac italiano, se la Grecia ha un debito verso l’estero che invece è pari al 90 per cento del Pil?.

    “È impensabile” precisa Fortis “che l’Unione europea pensi di cavarsela imponendo all’Italia lacrime e sangue. Da quasi vent’anni il nostro Paese ha frenato la corsa del debito pubblico, e ha in ogni caso un debito privato risibile. Non così gli altri Paesi, che fingono di crescere ma in realtà rubano a se stessi crescita futura con il debito, proprio come facemmo noi anni fa”.

    Quando si parla di fondamentali solidi, spesso ci si accontenta del suono di un’espressione confortante. Ma a chiarire di che cosa si parla davvero, quando vi si fa accenno, ci pensa Fortis:

    L’ultimo “Fiscal monitor” del Fmi prevede che nel 2016 il debito pubblico lordo americano toccherà il 112% del PIL, e cioè sarà molto vicino a quello italiano. Con la differenza che le nostre famiglie detengono 3600 miliardi della ricchezza finanziaria, pari al 178 per cento del PIL. E che in America, invece, le famiglie detengono una montagna di debiti. L’Italia è stato l’unico Paese del G7 a presentare un avanzo primario pari allo 0,2 per cento del PIL. E negli ultimi venti ne abbiamo prodotto per 800 miliardi. È questo l’indizio più importante, quello che dice il vero stato di salute dell’economia di un Paese. E dovrebbero essere questi i parametri che speculatori e governance europea dovrebbero tenere in considerazione. Rientrare dal debito è certamente importante. Ma in questo momento soprattutto per gli altri. Il deficit degli di Stati Uniti è al 9 per cento, quello della Gran Bretagna al 5,5, quello della Francia al 3,3 e quello tedesco allo 0,3. Per dirla in estrema sintesi, l’Italia è rimasta quello studente svogliato che è stato rimandato nel ’92. E quello che da allora ha studiato più di tutti, ma continua a essere trattato da somaro. La verità è che sono gli altri ad aver smesso di fare i compiti. Ed è ora che Angela Merkel e Nicolas Sarkozy, rinuncino all’impossibile pretesa di rappresentare la virtù. Piuttosto si rifletta a uno Stato che sulla carta è unitario, quello europeo, e però non è autorizzato a battere moneta. Si pensi a sfruttare a pieno il potenziale di una moneta, l’euro, che anche in questa congiuntura catastrofica, resta solida. È ora di superare un panico ingiustificato, alimentato dalle nostre divisioni”.


    #117216
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    .

    Dal Napalm al cioccolato. Diverse multinazionali, dominate dalla grande finanza internazionale, producono armi chimiche e OGM, introducendoli forzatamente ovunque. WTO, Banca Mondiale e Fondo Monetario internazionale lavorano per favorire le stesse multinazionali, a discapito di nazioni e popoli. Anche l'Unione Europea fa la propria parte: imponendoci additivi pericolosi, consentendo la vendita di vino senza uva e formaggio senza latte. Oppure mettendo al bando l'etichettatura del cioccolato di qualità, per agevolare chi utilizza sostanze di pessima qualità e nocive per la salute.


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #117217

    Anonimo
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