CRISI FINANZIARIA: un nuovo mondo sta nascendo

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  • #117258
    Anonimo

    http://www.megachip.info/tematiche/kill-pil/7361-la-depressione-la-distruzione-creatrice-e-la-guerra.html

    LA DEPRESSIONE, LA DISTRUZIONE CREATRICE E LA GUERRA
    Postato il Sabato, 17 dicembre @ 21:43:17 CST di davide

    DI FELICE FORTUNACI
    megachip.info

    Christine Lagarde, direttrice del FMI, va nel solco di quanto detto più volte negli ultimi tempi anche dalla cancelliera tedesca Angela Merkel. Due fra le figure istituzionali più potenti del mondo hanno dato via libera al ritorno della parola Depressione, e a tutte le paure economiche e politiche da essa richiamate. Chi ha responsabilità pubblica a quel livello non accenna alla “possibilità” di un depressione se non c'è la concreta prospettiva di una “reale” depressione. La depressione, a differenza della recessione, non si presenta come una fase “ciclica” fra le tante del sistema capitalistico. È invece una notevole flessione di lungo periodo nelle attività economiche, per giunta in più economie di vari paesi.

    Le preoccupazioni che nascono da una recessione vengono lenite dall’invocazione di una “ripresa”. Quando questa “ripresa” viene attesa invano come il Godot di Beckett in un mare di frasi assurde, allora è pienamente una “depressione”. Soprattutto se alla durata interminabile si accompagnano incrementi massicci e anomali dei tassi di disoccupazione, drammatiche strette creditizie collegate a crisi bancarie e finanziarie sistemiche, cali produttivi, fallimenti non solo di privati ma di debiti sovrani, nonché riduzioni nel commercio internazionale. Più la deflazione.

    Ecco, la depressione, è uno scenario che sconvolge assetti politici e ne crea di nuovi. L’ultima volta in Occidente portò a tassi del 30% di disoccupazione, e al diffondersi dei fascismi.

    Come se ne uscì è controverso nella storia disegnata dagli economisti, anche se molti pensano che avesse ragione Schumpeter. Si organizzò una «distruzione creatrice» (quando si dice “si” organizzò non ci si immagini qualcuno che fa piani segreti: si arrivò per la forza delle spinte cieche degli interessi e delle dinamiche intrinseche ai sistemi geografici – politici – economici e culturali).

    La distruzione fu la Seconda Guerra Mondiale, la creazione furono i successivi gloriosi trent’anni, quel periodo che va dal 1945 al 1975 (o poco prima).

    Identificare se si tratti di recessione o depressione cambia la percezione delle cose. Se ci illudiamo che sia recessione avremo anche noi quella sorta di fiducia messianica («tanto poi le cose s'aggiustano») che va da Mario Monti a Vendola, fino a insinuarsi addirittura in chi anima i Comitati No Debito.

    Se invece interpretiamo quel che accade con lo schema della depressione economica, le implicazioni sono molto più spaventose.

    S'impone infatti un problema grosso ed imminente, la sparizione del lavoro e del reddito, la base stessa della cittadinanza.

    Un problema sistemico che le ideologie neoliberali aggravano, ma che si pone come un enigma irrisolto anche per chi critica il sistema economico e politico. La macchina non funziona più, e non funziona per tutti.

    La Grande Depressione che seguì il 1929 fu effettivamente risolta solo con la II Guerra Mondiale, non con il keynesismo, che venne attuato dopo, nei primi decenni del ciclo sistemico di accumulazione statunitense aperto da Bretton Woods.

    La Grande Depressione del 1929 era il secondo atto della crisi sistemica del ciclo di accumulazione ad egemonia britannica. La crisi di questo ciclo iniziò con la Grande Depressione 1873-1896, che sfociò nella finanziarizzazione della Belle Epoque e poi nella I Guerra Mondiale (preludio alla seconda).

    Il concetto di distruzione creatrice di Schumpeter è stato visto tipicamente come un fatto economico. Si distrugge, così si può ricreare: si distrugge il vecchio così si può creare il nuovo, ad esempio con l'innovazione.

    Ma ha anche un’altra valenza (che però era solo implicita nell'economista Schumpeter): è anche una distruzione di un assetto geopolitico mondiale per dar luogo a un assetto differente.

    In entrambi i casi si ha a che fare con il meccanismo, vitale per il capitalismo, di «conquista di “esternalità”».

    Queste esternalità sono nella Società (forza-lavoro), nella Natura (trasformata in innovazione di prodotto), ancora nella Natura per accaparrarsi le materie prime, nella Geografia per conquistare mercati e risorse.

    Ebbene, oggi queste esternalità sono in evidentissima crisi. Scarseggiano. Sono insufficienti per limiti naturali (picco del petrolio, inquinamento, etc.), difettano per via di limiti geopolitici (enormi spazi geografici – e quindi naturali – sono sotto la giurisdizione di enormi stati-nazione continentali, India, Cina, Russia, Brasile, e delle loro aree d'influenza).

    Per farla breve, se vogliamo fare un paragone, con le bolle di Reagan-Clinton (bolla finanziaria e bolla new economy) abbiamo vissuto una seconda Belle Epoque finanziaria. Poi le bolle sono scoppiate. Hanno tentato di rigonfiarsi succhiando dai debiti sovrani.

    Dopo l'11 settembre 2001 è come se fossimo arrivati alla I Guerra Mondiale (Afghanistan, Iraq, Libia, Yemen, Somalia, Siria, e il resto della tabella di marcia del Pentagono spifferata dal generale Wesley Clark).

    E allora, quant’è grande ed estesa questa Depressione? Ogni crisi sistemica è in scala più alta delle precedenti, ogni crisi sistemica ha bisogno di maggiori risorse delle precedenti per essere risolta capitalisticamente, ogni crisi sistemica ha però a disposizione minori risorse fisico-socio-geografiche delle precedenti.

    Ne segue che potremmo essere di fronte ad una III Guerra Mondiale prima di quanto si possa pensare.

    O si affronta di petto il problema assieme a chi ne è più consapevole, oppure faremo solo i buoni samaritani movimentisti. Nessun proposito politico ed economico può ignorare in quale quadro geopolitico andrà a collocarsi. Richard K. Moore avverte: «È una scacchiera multi-dimensionale, e con una posta in palio cosi alta, si può esser certi che il tempismo delle varie mosse sarà attentamente coordinato. E dalla forma complessiva della scacchiera, sembra che ci avviciniamo alla fine del gioco.»


    #117259
    Anonimo

    http://comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=9540

    50 DATI ECONOMICI DEL 2011 QUASI TROPPO FOLLI DA CREDERE
    Postato il Lunedì, 19 dicembre @ 17:10:00 CST di supervice

    FONTE: Economic Collapse
    Anche se molti americani sono davvero frustrati per la situazione economica, la realtà è che la gran parte di loro non ha ancora la minima idea di quanto sia profonda la nostra decadenza economica o quanti problemi ci aspettano se non avverrà un drastico cambiamento. Se non educhiamo il paese sulla gravità dell'economia, continuerà a trangugiare le solite vecchie bugie raccontate dai nostri politici raccontano. Cercare di “ritoccare” qua e là non riuscirà a sistemare l'economia. L’America ha davvero bisogno di un cambiamento radicale. Gli Stati Uniti consumano più ricchezza di quanta riescano a produrre e il nostro debito è in fase di eruzione. Se proseguiremo sulla strada attuale, il collasso economico sarà inevitabile. C’è da sperare che i folli dati economici del 2011 che ho incluso in questo articolo siano abbastanza scioccanti contundenti da riuscire a svegliare qualcuno.

    In questo periodo molte famiglie si riuniscono, e nella maggioranza dei casi la conversazione si orienterà prima o poi verso la politica. Magari molti di voi utilizzeranno la lista qui riprodotta per condividere la realtà della crisi statunitense con la famiglia e gli amici. Se lavoreremo tutti insieme, forse riusciremo a destare milioni di persone e a far modo che si rendano conto che il “business as usual” porterà all’Apocalisse economica nazionale.

    I cinquanta dati del 2011 qui elencati sono quasi troppi folli per essere creduti:

    #1 Uno sconvolgente 48 per cento di tutti gli Americani è considerato a “basso reddito” o vive in povertà.

    #2 Circa il 57 per cento di tutti i bambini negli Stati Uniti vive in famiglie considerate a “basso reddito” o impoverite.

    #3 Se il numero degli americani che “cercano un lavoro” fosse lo stesso di quanto era nel 2007, il tasso “ufficiale” di disoccupazione rilasciato dal governo sarebbe superiore dell’11 per cento.

    #4 Il periodo medio di disoccupazione di un lavoratore negli Stati Uniti è ora superiore alle 40 settimane.

    #5 Un recente sondaggio ha rilevato che il 77 per cento delle piccole imprese statunitensi non ha in progetto l’assunzione di lavoratori.

    #6 Ci sono oggi meno lavori retribuiti negli Stati Uniti di quanti ce ne fossero nel 2000 anche se si sono aggiunte 30 milioni di persone alla popolazione da allora.

    #7 Dal dicembre del 2007, il reddito medio delle famiglie negli Stati Uniti è calato del 6,8% se viene calcolata l’inflazione.

    #8 Secondo il Bureau of Labor Statistics, 16,6 milioni di Americani erano lavoratori autonomi nel dicembre del 2006. Oggi questo numero si è ridotto a 14,5 milioni.

    #9 Un sondaggio di Gallup dell’inizio di quest’anno ha scoperto che circa un americano su cinque che ha un lavoro si vede già come un disoccupato.

    #10 Secondo l’autore Paul Osterman, circa il 20 per cento di tutti gli adulti negli USA stanno svolgendo lavori pagati con stipendi a livello di povertà.

    #11 Nel 1980 meno del 30% di tutti i lavori negli Stati Uniti erano a basso reddito. Oggi più del 40% di tutti gli impieghi negli Stati Uniti è a basso reddito.

    #12 Nel 1969 il 95 per cento di tutti gli uomini tra i 25 e i 54 anni aveva un lavoro. A luglio solo l’81,2 per cento degli uomini di questa fascia di età aveva un lavoro.

    #13 Un recente sondaggio ha rilevato che un americano su tre non sarà in grado di pagare il mutuo o l’affitto il mese successivo se dovesse perdere improvvisamente il lavoro.

    #14 La Federal Reserve ha recentemente annunciato che la ricchezza totale netta delle famiglie statunitensi è calata del 4,1 per cento solo nel terzo quarto del 2011.

    #15 In base a un recente studio condotto dal BlackRock Investment Institute, il rapporto tra debito delle famiglie e reddito negli Stati Uniti è ora del 154 per cento.

    #16 Se l’economia ha rallentato, lo stesso hanno fatto i matrimoni. Secondo un’analisi del Pew Research Center, solo il 51 per cento di tutti gli americani che hanno almeno 18 anni sono al momento sposati. Nel 1960 il 72 per cento di tutti gli adulti negli USA erano coniugati.

    #17 L’U.S. Postal Service ha perso più di 5 miliardi di dollari nello scorso anno.

    #18 A Stockton in California i prezzi delle case sono diminuiti del 64 per cento dal valore di picco del mercato immobiliare.

    #19 Il Nevada ha il più alto tasso di sgomberi per mutui non pagati della nazione da 59 mesi consecutivi.

    #20 Da non credere, ma il prezzo medio di una casa a Detroit è di circa 6.000 dollari.

    #21 Secondo l’U.S. Census Bureau, il 18 per cento di tutte le abitazioni nello stato della Florida è vuoto. Questo dato è del 63 per cento più alto di quanto fosse dieci anni fa.

    #22 Nel2011 la costruzione di nuove case negli Stati Uniti è sul punto di stabilire il nuovo minimo di tutti i tempi.

    #23 Come ho già scritto in precedenza, il 19 per cento di tutti gli uomini americani tra i 25 e i 34 anni ora vive con i genitori.

    #24 Le bollette dell’elettricità negli Stati Uniti sono cresciute più del tasso di inflazione da cinque anni consecutivi.

    #25 Secondo i dati del Bureau of Economic Analysis, nel 1980 i costi sanitari assommavano al 9,5% di tutti i consumi individuali. Oggi raggiungono circa il 16,3%.

    #26 Uno studio ha scoperto che circa il 41 per cento di tutti gli statunitensi in età lavorativa ha problemi di pagamento dei conti sanitari o sta saldando un debito relativo alle proprie cure.

    #27 Se riuscite a crederci, un americano su sette ha almeno dieci carte di credito.

    #28 Gli Stati Uniti spendono circa 4 dollari in beni e servizi che vengono dalla Cina per ogni dollaro che la Cina spende per beni e servizi proveniente dagli Stati Uniti.

    #29 Si prevede che il passivo commerciale degli USA nel 2011 sarà di 558,2 miliardi di dollari.

    #30 La crisi dei pensionati negli Stati Uniti continua a peggiorare. Secondo l’Employee Benefit Research Institute, il 46 per cento di tutti i lavoratori americani ha risparmiato meno di 10.000 dollari per la pensione e il 29 per cento ne ha meno di 1.000.

    #31 Oggi. un anziano americano su sei vive sotto la linea federale di povertà.

    #32 In base a uno studio appena pubblicato, la paga dei CEO nelle più grandi aziende statunitensi è cresciuta del 36,5% negli ultimi dodici mesi.

    #33 Oggi le banche “troppo grandi per fallire” sono più forti che mai. Gli asset totali delle sei maggiori banche statunitensi sono incrementati del 39 per cento tra il 30 settembre 2006 e il 30 settembre 2011.

    #34 I sei eredi del fondatore di Wal-Mart Sam Walton hanno un patrimonio netto che corrisponde più o meno a quello del 30 per cento degli Americani col reddito più basso.

    #35 Secondo un’analisi dei dati del Census Bureau fatta dal Pew Research Center, la ricchezza media netta delle famiglie capeggiate da chi ha più di 65 anni è 47 volte maggiore della ricchezza media delle famiglie capeggiate da quelli che ne hanno meno di 35.

    #36 Se riuscite a crederci, il 37 per cento di tutte le famiglie statunitensi è guidato da individui sotto i 35 anni che hanno un patrimonio netto pari a zero o sotto zero.

    #37 La percentuale di americani che vive in estrema povertà (6,7%) è la più alta mai registrata.

    #38 I bambini senza una casa negli Stati Uniti sono adesso il 33 per cento in più di quanto fossero nel 2007.

    #39 Dal 2007 il numero dei bambini che vivono in condizioni di povertà nello stato della California è incrementato del 30 per cento.

    #40 Triste a dirsi, la povertà infantile sta assolutamente esplodendo in tutta l’America. Secondo il National Center fo Children in Poverty, il 36,4% di tutti i bambini di Philadelphia vive in povertà, il 40,1% di tutti i bambini di Atlanta vive in povertà, il 52,6% di tutti i bambini di Cleveland vive in povertà e il 53,6% di tutti i bambini di Detroit vive in povertà.

    #41 Oggi un cittadino americano su sette e un bambino su quattro usufruiscono dei buoni alimentari.

    #42 Nel 1980 la redistribuzione dei redditi da parte del governo era pari a solo l’11.7% di tutti gli introiti. Oggi assommano a più del 18 per cento.

    #43 Uno sbalorditivo 48,5% di tutti gli americani vive in famiglie che ricevono una qualche forma di sussidio. Nel 1983 questo dato era inferiore del 30 per cento.

    #44 In questo momento la spesa del governo federale è pari a circa il 24 per cento del PIL. Nel 2001 era solo del 18 per cento.

    #45 Per l’anno fiscale 2011 il governo statunitense ha un deficit di bilancio pari a circa 1,3 trilioni di dollari. È il terzo anno consecutivo che il nostro passivo di bilancio ha superato il trilione di dollari.

    #46 Se Bill Gates desse ogni centesimo delle proprie fortune al governo statunitense, riuscirebbe a coprire il passivo di bilancio degli USA solo per quindici giorni.

    #47 Incredibilmente, il governo statunitense ha ora accumulato un debito totale di 15 trilioni di dollari. Quando Barack Obama salì in carica, il debito nazionale era solo di 10,6 trilioni di dollari.

    #48 Se il governo federale iniziasse in questo momento a ripagare il debito nazionale al ritmo di un dollaro al secondo, ci vorrebbero più di 440.000 anni per ripianarlo.

    #49 Il debito nazionale degli Stati Uniti è incrementato in media più di 4 miliardi di dollari al giorno dall’inizio dell’amministrazione Obama.

    #50 Durante l’amministrazione Obama il governo statunitense ha accumulato più debito di quanto fatto da quando George Washington è salito in carica fino alla presidenza di Bill Clinton.

    Naturalmente il cuore dei nostri problemi economici è nella Federal Reserve. La Federal Reserve è una perpetua macchina di debito, ha quasi completamente distrutto il valore del dollaro e ha dato inquietante dimostrazioni di incompetenza. Se il sistema della Federal Reserve non fosse mai stato creato, l’economia degli Stati Uniti sarebbe in condizioni molto migliori. Il governo federale deve chiudere la Federal Reserve e iniziare a emettere moneta che non sia gravata da debito. Sarebbe un significativo passo in avanti per ripristinare la prosperità negli Stati Uniti.

    Durante il 2011 abbiamo fatto molti progressi nell’informare il popolo americano dei suoi problemi economici, ma c’è ancora molto da fare.

    Speriamo che il prossimo anno ancora più cittadini americani si sveglino, perché il 2012 rappresenterà un grosso punto di svolta per questo paese.


    #117260
    Anonimo

    http://www.agoravox.it/Un-silenzioso-scandalo-finanziario.html

    Un silenzioso scandalo finanziario di portata intergalattica?

    134.5 miliardi di dollari dimenticati. Il più grande sequestro della storia. L'organizzazione segreta della Famiglia del Dragone. Una citazione in giudizio presentata a New York in cui si fanno i nomi di Berlusconi, del segretario generale dell'ONU, di esponenti della Guardia di Finanza, del World Economic Forum. La P2, i Templari, gli Illuminati e il Vaticano in 111 pagine che fanno tremare.

    David Wilcook è un personaggio singolare, tipica espressione delle culture alternative nordamericane degli ultimi decenni. Docente a contratto, film-maker e ricercatore di storia antica, esperto di “consciousness science” e di nuovi paradigmi dell'energia e della materia, ha una sua bizzarra teoria: sostiene l'esistenza di un Cosmo Divino, in base al quale tutta la vita sulla terra è unita in un “campo di coscienza” che influirebbe sulla mente di tutto il genere umano. Comunque la si pensi, il suo libro, Source Field Investigation, nel quale espone le sue tesi, è un best seller negli USA ed attualmente occupa il 18° posto della classifica redatta dal New York Times.

    Alcune delle teorie di Willcook non potranno non affascinare i lettori della migliore Science Fiction. Secondo la teoria del Cosmo Divino: le leggi che governano la formazione della vita sulla terra governano anche il comportamento della materia nel cosmo; il genere umano è compreso nel disegno della nostra galassia ed è un pezzo (bit) dell'intero universo; in passato altri esseri umani, molto più sviluppati di noi (la prova starebbe nelle maggiori dimensioni dei loro teschi), hanno colonizzato la terra ai tempi di Atlantide; questi esseri sarebbero tutti scomparsi a causa di una guerra nucleare tra colonie rivali che ha distrutto tutto; i sopravvissuti hanno costruito le piramidi in Egitto per rimettere in asse la terra con l'universo; gli architetti delle piramidi erano a conoscenza del ciclo naturale di ogni pianeta abitato attraverso tutto un processo che interessa i quanti ed il loro movimento nello spazio ed erano consapevoli del fatto che le percezioni extrasensoriali sono attivate da questo ciclo naturale; questi esseri erano a conoscenza che il ciclo naturale di questa galassia di pianeti abitati avrebbe un punto terminale, misurabile in 25,920 anni per ogni pianeta; etc.

    Insomma, a quanto pare gli extraterrestri saremmo proprio noi e la prova dell'esistenza di questa “scienza”, posseduta sin dall'antichità, troverebbe riscontro in decine di miti conosciuti fin dall'origine delle scritture. Ovviamente chi vuole approfondire questi argomenti può visitare il suo sito e magari acquistare il libro.

    Il motivo per cui David Wilcook (non) è balzato alle cronache italiane invece è un altro e non sembra affatto una teoria strampalata, motivo per cui merita un tributo di riconoscenza. Il 16 dicembre la pagina Facebook ufficiale di di #Anonymous, ha pubblicato un link che rimandava a Divine Cosmos, relativo ad un atto di citazione presentato a New York da Mr. Neil Keenan per un episodio clamoroso accaduto al confine tra la Svizzera e l'Italia, il 3 giugno 2009. Di questo episodio esiste anche una pagina su Wikipedia che fornisce anche un (breve) elenco di articoli pubblicati sull'argomento.

    In sintesi: la Sezione Operativa Territoriale di Chiasso, Canton Ticino, in collaborazione con la Guardia di Finanza italiana, il 3 giugno del 2009 fermò, durante un controllo di routine, due cittadini giapponesi che stavano tentando di entrare in territorio Svizzero con una valigia fornita di doppio fondo, nella quale furono rinvenuti titoli del tesoro degli Stati Uniti d'America per un ammontare di 134.5 miliardi di dollari (sic): 249 Bond del valore di 500 milioni di dollari cadauno, più 10 “Kennedy Bond” del valore di 1 miliardo di dollari l'uno.

    continua

    http://www.agoravox.it/Un-silenzioso-scandalo-finanziario.html?pagina=1
    http://www.agoravox.it/Un-silenzioso-scandalo-finanziario.html?pagina=2
    http://www.agoravox.it/Un-silenzioso-scandalo-finanziario.html?pagina=3


    #117261
    RichardRichard
    Amministratore del forum

    [quote1324366436=Pier72Mars]
    http://www.agoravox.it/Un-silenzioso-scandalo-finanziario.html

    Un silenzioso scandalo finanziario di portata intergalattica?

    134.5 miliardi di dollari dimenticati. Il più grande sequestro della storia. L'organizzazione segreta della Famiglia del Dragone. Una citazione in giudizio presentata a New York in cui si fanno i nomi di Berlusconi, del segretario generale dell'ONU, di esponenti della Guardia di Finanza, del World Economic Forum. La P2, i Templari, gli Illuminati e il Vaticano in 111 pagine che fanno tremare…

    [/quote1324366436]
    sbang!


    #117262
    Anonimo

    http://www.megachip.info/tematiche/fondata-sul-lavoro/7367-rajoy-rivela-lettera-della-bce-anche-a-zapatero.html

    Rajoy rivela: “Lettera della Bce anche a Zapatero”

    Scritto da Marco Santopadre
    Venerdì 09 Dicembre 2011 21:54
    Questo articolo è stato letto: 319 volte
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    di Marco Santopadre – contropiano.org.

    Incontrando imprenditori e sindacati, il neopremier spagnolo Rajoy annuncia che seguirà le raccomandazioni contenute nella lettera – finora segreta – inviata dalla BCE a Zapatero, ad agosto: “svalutazione dei salari” e minicontratti precari. “Alla lettera che la BCE ha inviato ad agosto all’allora presidente del governo Zapatero (…) seguirà più che una ricevuta di ritorno”. Lo scrive il quotidiano spagnolo ’El pais’, a proposito di una vicenda che sta già avendo enormi ripercussioni a Madrid. Ma che non ha avuto finora alcuna menzione sui media italiani, nonostante le analogie con quanto è avvenuto nel caso dell’analoga lettera inviata dalla BCE a Silvio Berlusconi. Una concomitanza che evidenzia un vero e proprio copione.

    Ossia un modello standard dell'azione forzosa delle istituzioni europee nei confronti dei governi dei Piigs. Da agosto in poi i leader dei governi di Grecia, Italia e Spagna sono stati sostituiti da uomini che possono essere considerati espressione diretta del sistema finanziario e bancario europeo – Mario Monti e Lukas Papademos – o da esponenti politici che si sono impegnati esplicitamente a seguire alla lettera i diktat di Bruxelles – Mariano Rajoy.

    A svelare alcuni dei contenuti della missiva inviata agli inizi di agosto da Trichet all’allora premier socialista, è stato nei giorni scorsi proprio il nuovo capo dell’esecutivo di Madrid, che ha naturalmente affermato che i ‘suggerimenti’ dell’istituzione finanziaria dell’UE saranno alla base della sua azione di governo in tema di riforma del mercato del lavoro. Rajoy ha affermato, davanti ad una platea di imprenditori e leader sindacati, che è entrato in possesso della lettera e che ha intenzione di applicarla “fino alle ultime conseguenze”.

    Al contrario di quanto avvenne in Italia, la lettera inviata a Zapatero – di cui i media e le forze politiche sospettavano l’invio, e sulla quale avevano chiesto spiegazioni – non è stata interamente resa nota da Rajoy, che ha solo citate alcune delle raccomandazioni della BCE: abbassamento del monte salari e (contro)riforma del mercato del lavoro con l’introduzione di contratti iperprecari per i giovani. Misure raccomandate da Trichet e soci a Zapatero in cambio di un sostegno al debito pubblico di Madrid nei giorni in cui lo spread dei Bonos rispetto ai Bund tedeschi galoppava ben oltre quota 400.

    Il presidente della Confindustria locale – Juan Rosell, CEOE – e i presidenti dei sindacati – dell’UGT Candido Mendez e delle CC.OO Ignacio Fernández Toxo – non hanno potuto avere maggiori dettagli sul testo del messaggio, ma hanno ricevuto la richiesta da parte di Rajoy di predisporsi a misure applicative della lettera della BCE prima del 6 gennaio. In caso contrario, ha detto il leader del PP, ‘governerò’. Senza concertazione, per intendersi. Rispetto alla riforma del mercato del lavoro, Rajoy ha anche chiarito l’intenzione di legare i salari alla produttività, implementare la flessibilità e concedere priorità ai contratti aziendali su quelli di settore.

    Da parte sua Zapatero non ha mai ammesso le pressioni esplicite della BCE, ma ad agosto chiese ai sindacati la proroga del ‘patto di moderazione salariale’ e la possibilità di introdurre dei cosiddetti ‘minicontratti’ che prevedano una retribuzione inferiore al ‘Salario Minimo Interprofessionale’ (641 euro mensili). Esattamente, stando alle parziali informazioni fornite pochi giorni fa dal suo successore Rajoy, quello che chiedeva la lettera di Trichet: “una svalutazione competitiva” dei salari e un tipo di contratto in grado di fomentare l’occupazione giovanile.

    Di fatto Francoforte impone alla Spagna l’introduzione di quei ‘minijobs’ già creati in Germania nel 2003 con la scusa di combattere la disoccupazione giovanile e contrastare il lavoro nero. Salari di appena 400 euro al mese per impieghi ‘di scarsa qualità’ sui quali il lavoratore non paga imposte e sui quali l’imprenditore non versa i contributi per la previdenza sociale. Stando alle indiscrezioni filtrate finora, anche l’inserimento del pareggio di bilancio nella Costituzione, introdotto da Zapatero con il consenso trasversale di socialisti e popolari, era un ‘suggerimento’ della BCE.


    #117263
    Anonimo

    La data che cambiò la storia economica: Cina nel WTO

    11 Dicembre 2001 – La Cina entrò nel WTO. E da quel giorno il mondo subì il più grande cambiamento economico della sua storia recente.

    Domenica 11 dicembre scorso la Cina ha celebrato il “ The 10th anniversary of WTO China Membership”. In occidente penso che nessuno consideri questa data, ovvero l’entrata della Cina nel WTO (Organizzazione Mondiale del Commercio), come una di quelle da tenere bene a mente. Già, dalle nostre parti non si ha l’abitudine di prestare attenzione agli eventi che hanno cambiato il mondo che non siano guerre, attentati spettacolari, catastrofi bibliche e quant’altro di minore importanza.

    continua …..http://intermarketandmore.finanza.com/cina-entra-wto-11-dicembre-2001-china-anniversary-38735.html


    #117264
    RichardRichard
    Amministratore del forum

    [quote1324370628=Pier72Mars]
    La data che cambiò la storia economica: Cina nel WTO

    11 Dicembre 2001 – La Cina entrò nel WTO. E da quel giorno il mondo subì il più grande cambiamento economico della sua storia recente.

    Domenica 11 dicembre scorso la Cina ha celebrato il “ The 10th anniversary of WTO China Membership”. In occidente penso che nessuno consideri questa data, ovvero l’entrata della Cina nel WTO (Organizzazione Mondiale del Commercio), come una di quelle da tenere bene a mente. Già, dalle nostre parti non si ha l’abitudine di prestare attenzione agli eventi che hanno cambiato il mondo che non siano guerre, attentati spettacolari, catastrofi bibliche e quant’altro di minore importanza.

    continua …..http://intermarketandmore.finanza.com/cina-entra-wto-11-dicembre-2001-china-anniversary-38735.html
    [/quote1324370628]
    chissà che non riportino un poco di ying-yang (anche se è sempre in azione..)


    #117265
    brig.zerobrig.zero
    Partecipante
    #117266
    Errante
    Partecipante

    Notizia curiosa:

    Creato il supervirus dell'aviaria “No alla pubblicazione dei dati”

    [link=http://www.repubblica.it/scienze/2011/12/21/news/virus_aviaria_pubblicazioni_scientifiche-26990966/?ref=HREC1-1]]L I N K[/link]

    Qualcosa non mi torna. Perché un'uscita così plateale? Tirano il sasso per primi con i loro esperimenti e poi vanno a dire non tirare i sassi? …


    #117267
    Xeno
    Partecipante

    [quote1324494023=Errante]
    Notizia curiosa:

    Creato il supervirus dell'aviaria “No alla pubblicazione dei dati”

    [link=http://www.repubblica.it/scienze/2011/12/21/news/virus_aviaria_pubblicazioni_scientifiche-26990966/?ref=HREC1-1]]L I N K[/link]

    Qualcosa non mi torna. Perché un'uscita così plateale? Tirano il sasso per primi con i loro esperimenti e poi vanno a dire non tirare i sassi? …
    [/quote1324494023]
    Questa “notizia” credo vada messa sotto la dicitura notizie in codice.

    In ogni caso “casualmente”viene pubblicata da repubblica oggi, ma in realtà già da qualche mese circola nell'ambiente o addetti ai lavori.
    E nn promette niente di buono come da articolo sotto del 30 novembre
    http://daily.wired.it/news/scienza/2011/11/30/creato-laboratorio-virus-pericoloso-16814.html


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