CRISI FINANZIARIA: un nuovo mondo sta nascendo

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  • #117378
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    Scrive anche di questo mi pare..

    Ne ha parlato a Washington Raymond Baker, direttore del CSIS (Center for International Policy), sostenendo che gli enormi volumi finanziari illeciti -vengano da evasione fiscale, fuga di capitali, prostituzione, droga e armi -rappresentano ormai «una minaccia per la stabilità e la prosperità mondiali».

    Il denaro riciclato, sottratto alla patria o al fisco, esportato e movimentato nei circuiti illeciti rappresenta ormai dal 2 al 5% del prodotto lordo mondiale: è il PIL di una super -potenza.

    LA DROGA

    Il commercio globale della droga vale da 120 a 200 miliardi di dollari, quello della contraffazione (di merci o di monete) tra 80 e 120, il racket dei vari spacci di carne umana tra i 50 e i cento. In tutto, la criminalità vera e propria movimenta da 300 a 550 miliardi di dollari.
    ….
    http://85.44.147.146/notizia.php?id=10841&id_sez=4

    Su tale liberalizzazione è nata tutta un’industria finanziaria: paradisi e nicchie fiscali, false «fondazioni», apparati bancari di riciclaggio, ditte fiduciarie, società anonime consistenti in caselle postali…

    http://www.vrfinanza.eu/Programma%20ad%20alto%20rendimento.html


    #117379
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    L operazione di arresti di cui parlava Fulford..questa sarebbe parte
    http://quomedia.diesis.it/news/30120/intercettazioni-arrestati-giornalisti-del-sun

    30/01/2012 10:41 Quattro giornalisti del tabloid The Sun, tutti con funzioni dirigenziali, sono fra le persone arrestate nei giorni scorsi in Gran Bretagna nell'ambito dell’indagine di Scotland Yard sulle intercettazioni illecite da parte del gruppo britannico di Rupert Murdoch, News Internationa

    Fulford has been predicting these mass arrests for over a year. I've been promoting this story heavily since October, and I gained a lot more information about the arrests as of early January.

    http://www.divinecosmos.com/start-here/davids-blog/1023-financial-tyranny?start=5


    #117380

    Anonimo

    La crisi europea vista dal Sud del mondo

    di Francesco Martone – http://www.reteambientalesociale.org.

    Intervista ad Alberto Acosta, economista della FLACSO [Facultad Latinoamericana de Ciencias Sociales], ispiratore delle campagne sulla cancellazione del debito estero, e delle iniziative di audit del debito, nonché già Presidente dell’Assemblea Costituente dell’Ecuador. Per anni ha collaborato con la Fondazione Friedrich Ebert, in Germania ed in Ecuador. A lui chiediamo un commento sulla crisi europea, sulle prospettive dal punto di vista del Sud del mondo, sulle sfide comuni, e le possibili soluzioni.

    Francesco Martone: Alberto, come vedi dalla tua prospettiva di persona attiva nei movimenti sociali latinoamericani e globali, e sulla scorta della tua esperienza sui temi del debito estero e della globalizzazione, la crisi che sta passando l’Europa? Una crisi multipla, economica, finanziaria, politica, sociale, culturale, che sta trasformando noi, cittadini di paesi finora visti come creditori nei confronti del mondo di maggioranza, in vittime di processi di aggiustamento strutturale, in quanto supposti debitori nei confronti dei mercati finanziari?

    continua http://www.reteambientalesociale.org/approfondimenti/417-la-crisi-europea-vista-dal-sud-del-mondo-intervista-ad-alberto-acosta.html


    #117381

    Anonimo

    http://comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=9805

    LETTERA APERTA ALLA GRECIA
    Postato il Giovedì, 02 febbraio @ 16:26:01 CST di supervice

    DI JOHN TAYLOR
    Chief Investment Officer di FX Concepts
    Zero Hedge
    Esci, Grecia! Esci ora! Saresti dovuta fuggire due anni fa; hai mancato quest’opportunità, ma meglio ora che dopo. Mentre parliamo, si stanno programmando le vacanze estive, e potresti godere di grandi vantaggi fuori dalla camicia di costrizione dell'euro. Non lasciare che la prossima recessione globale ti mostri i denti. Gli investitori hanno ancora soldi e sono interessati a comprare le tue ricchezze quando i prezzi saranno a terra, e ogni giorno che farai passare, il loro valore calerà sempre più e avrai lo sguardo sempre più disperato.

    Ancor più importante: non ascoltare quelli che dicono sempre “no” a Bruxelles, che ti allarmano per i disastri che patirai fuori dalla “coperta protettiva dell’euro”. Fuori le cose sono molto migliori, anche i turchi lo sanno. Date retta ad Angela Merkel e Wolfgang Schäuble; vi stanno dicendo la verità, non c'è speranza per voi nell'euro. Anche se l'ultimo progetto tedesco per portare via la vostra libertà finanziaria è stato bloccato, l’accordo per il coinvolgimento dei privati nel debito (PSI) è altrettanto tossico.

    Abbiamo letto sulla stampa che circa il 94% del debito statale è stilato sotto la legge greca, e ciò significa che ne avete il controllo, ma se la trattativa con i creditori privati verrà firmata tutto questo debito sarà scritto sotto la legge britannica. Il vostro parlamento e i vostri giudici diventeranno insignificanti.

    Ora hai ancora il controllo sulla valuta del tuo debito, come ogni altro paese, ma dopo il PSI diventerai una provincia della grande Eurozona, incapace di modificare le condizioni del tuo debito. Anche sono Bruxelles, Berlino, Washington o Londra a tenere il timone, puoi essere sicura che quando questi accordi e la prossima tranche della Troika saranno attive, Atene sarà senza forza. Adesso hai il potere di rimpicciolire il carico del debito uscendo dalla nave dell'euro e valutando la nuova dracma nuova a circa il 50% del valore corrente dell’euro. Facendo questo, avrete alleggerito il peso verso il settore privato e i possessori del debito pubblico: è un grande vantaggio anche senza fare default per il 94% del debito redatto sotto la legge greca.

    Non fare la timida, valuta la dracma aggressivamente al ribasso, al di sotto di quanto pensi che debba essere, e poi la stabilizzi. Gli Euro circoleranno insieme alla nuova dracma per alcuni giorni, ma la Legge di Gresham garantisce che non rimarranno a lungo. Quando gli euro saranno andati, molla l'osso. Il sistema finanziario sarà un casino e le banche saranno totalmente in bancarotta. Comunque, si stanno comportando come se lo fossero già, non concedeno prestiti e non assistono l'economia in alcun modo; così non ci perderai troppo, a e alla fine dovrai nazionalizzare le banche comunque. Sarebbe meraviglioso se la BCE vi aiutasse sostenendo la nuova dracma per un anno o anche più, ma non ci contare, l'Eurozona è troppo inguaiata per concedere aiuti. Ricorda, chi esce per primo è il vincitore e la pressione si sposterà su quelli che rimangono.

    La cacofonia egoistica degli eurofunzionari e dei politici dell’Eurozona, che ti dicono che starai molto peggio fuori dell'euro, sta solo promuovendo i loro interessi, non i tuoi. Nell’ultimo decennio la Grecia è stato un bel posto dove vendere prodotti, e la Grecia non è più stata un concorrente nei mercati, dovendo vendere a prezzi troppo alti in Europa. Gli altri stanno facendo una fortuna, proprio quando la produzione greca è crollata.

    Per di più, la Grecia è stata posta fuori mercato anche dal turismo. I visitatori dell’Egeo ora puntano alla Turchia e nell’Adriatico alla Croazia. Con la nuova dracma che abbassa i prezzi, TUI, Thomson Travel e gli altri pacchetti delle agenzie di viaggio faranno la fila sulle vostre spiagge, avviando una rapida espansione. Il lato negativo è quelle BMW diventeranno molto care, come tutti gli altri prodotti importati, ci sarà privazioni e inflazione. Anche quando ci saranno pesanti richieste di adeguamento dei salari, non le dovrai accontentare. Diventerai di nuovo libera scegliendo la tua strada.

    Il tenore di vita calerà per tutti, ma la compensazione verrà dalla nuova vita del turismo, fabbricare sarà di nuovo remunerativo e il mercato dei beni immobili si rafforzerà. All'improvviso, la Grecia sarà un paese dove è possibile farsi una vita. La Turchia è stata chiusa a chiave fuori dall'Europa e gli è andato proprio bene.


    #117382
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    La Cina ha già fatto sapere di volere essere molto cauta al riguardo. Infatti, Pechino pensa che il fondo salva-Stati di 500 miliardi di euro oggi in discussione in Europa sia insufficiente, ne servirebbero circa 750. Solo alla luce di un impegno del genere da parte dell'Europa, e soprattutto della Germania, la Cina sarebbe disposta a finanziare il fondo o sostenere un ulteriore impegno dell'Fmi nei Paesi a rischio dell'area euro.
    http://www.agichina24.it/repository/canali/norme-e-tributi/notizie/201202020200-rt2-ss20120202023eaa-merkel_cerca_intese_in_cina

    Il più grande economista cinese in esclusiva al mensile Focus
    http://www.focus.it/dal-mondo/economia/economy-fan-gang-it-s-our-turn-now_C12.aspx

    http://www.focus.it/dal-mondo/economia/l-economista-cinese-adesso-tocca-a-noi/i-parte-le-differenze-tra-cina-e-occidente_PC12.aspx

    http://www.focus.it/dal-mondo/economia/l-economista-cinese-adesso-tocca-a-noi/ii-parte-maggiori-consumi-un-problema-per-l-ambiente_PC12.aspx

    http://www.focus.it/dal-mondo/economia/l-economista-cinese-adesso-tocca-a-noi/iii-parte-effetti-collaterali-della-nascita-di-una-nuova-superpotenza_PC12.aspx

    “Non crede che per mantenere un equilibrio, se qualcuno consumerà di più qualcun altro dovrà pagarne il prezzo consumando di meno?
    I cinesi hanno il diritto inalienabile di consumare almeno come gli occidentali. Detto ciò, parliamo pure delle risorse. Se ce ne saranno di meno, il loro prezzo crescerà e tutti dovremo fare sacrifici.
    Ma io sono un ottimista e credo che l’umanità saprà trovare soluzioni adeguate. Se le risorse cominceranno a costare troppo, investiremo più denaro sulla ricerca e troveremo il modo per usarle meglio, oppure per sfruttarne altre.
    Vogliamo cercare insieme un nuovo modello di sviluppo? Siamo pronti!
    Ma non venite a chiederci di ridurre i nostri consumi per le vostre preoccupazioni sull’ecologia: la risposta sarà no.
    Una posizione intransigente…
    Sa qual è il paradosso? Gli occidentali continuano a chiedere ai cinesi di consumare di più, perché vogliono vendere i loro prodotti in questo enorme mercato. Ma al tempo stesso ci chiedono di ridurre il nostro livello di consumi per proteggere l’ambiente. Non vi sembra contraddittorio?”


    #117383

    Anonimo

    http://comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=9815

    L'USCITA DALL'EURO È FATTIBILE
    Postato il Sabato, 04 febbraio @ 17:10:00 CST di supervice

    DI PATRICK BERNAU
    Frankfurter Allgemeine Blogs
    Lord Wolfson ha chiesto come si possa dissolvere l’Unione Monetaria, offrendo 250.000 sterline per l’idea migliore. Il 1° gennaio, un articolo dell’edizione domenicale del quotidiano Frankfurter Allgemeine ha fatto una proposta. A partire da oggi, la giuria sta esaminando i contributi, e pubblichiamo i nostri commenti in merito.

    Una cosa è chiara: l’uscita dovrà accadere improvvisamente. Se la popolazione greca sapesse in anticipo di un ritorno della dracma, preleverebbe all’istante i propri soldi dalle banche greche e li porterebbe in Germania. Questo sarebbe un problema per le banche di entrambi i paesi. Per questo, l’uscità dovrebbe avvenire in una lunga fine settimana, ad esempio dal venerdì al lunedì di Pasqua.

    Fino a questo momento, non ci sono clausole di dissoluzione nei trattati dell’UE. Ma ciò può essere modificato. C'è la cosiddetta “Procedura Semplificata di Revisione” che permette ai governi di cambiare le regole dei trattati, ma che non richiede un consenso preventivo di tutti i parlamenti. In base a questa procedura, il Consiglio Europeo prima presenterebbe una possibilità di uscita dall’unione valutaria, e in un secondo momento i paesi coinvolti potranno annunciare la loro sortita.

    Ogni altro sistema è da sconsigliare. Secondo noi i trattati dell’UE devono essere rispettati il più possibile. Altrimenti, l'uscita diventerà ancora più costosa di quanto già non sia. L'esperienza della riforma monetaria tedesca del 1948 ci mostra che, dopo questa corposa riforma valutaria, molte persone possono adire alle vie legali. E se i giudici non trovano dei presupposti legittimi per l’uscita dall’Euro, gli stati dovranno affrontare risarcimenti per miliardi di euro.

    Tutti i paesi dell’UE devono essere d'accordo per emendare il trattato. Per questo, un'uscita della Germania sarebbe complicata. Sarebbe più facile trovare un accordo per il ritiro di alcuni paesi periferici, o legiferare per l'abolizione completa dell'Euro. La Grecia non dovrebbe lasciare l'Euro da sola: sarebbe troppo rischioso. Nessuno crede che l'unione monetaria riesca a sopportarlo. In Italia, in Portogallo e negli altri paesi periferici, il panico sarebbe immediato se la popolazione fosse preoccupata degli euro che hanno in tasca e nei depositi bancari. Quindi, dovrebbe essere creato un nuovo e credibile sistema monetario al posto del vecchio Euro, ad esempio, un “Euro del nord”.

    Dopo che verrà annunciata la dissoluzione dell'Euro, l'UE dovrà restringere i movimenti di capitale per un po' di tempo. I pagamenti transnazionali verrebbero congelati fino alla conversione dei conti e alla fissazione dei cambi da parte dei mercati valutari. Non sarebbe comunque un processo lungo.

    Il problema pratico più grande sarà come gestire i soldi esistenti. I cittadini dell’UE tenteranno di trasferire quante più banconote possibile dagli stati periferici ai paesi forti per accedere a un porto sicuro. Per impedirlo, dovrebbe essere impedito ai viaggiatori il trasporto di grandi somme di denaro attraverso i confini. Sarà un disturbo per i viaggiatori, ma è un qualcosa di inevitabile. Ci saranno lunghe code ai confini, perché i doganieri dovranno controllare tutte le persone e i loro bagagli.

    I controlli di confine dovrebbero rimanere in vigore fino a che i soldi tedeschi non siano distinti da quelli greci. Per questo, saranno necessarie nuove banconote.

    Le nuove banconote potrebbero essere prodotte in Svizzera. Se le banche centrali si affidassero alla discrezione degli svizzeri, potrebbero ordinare nuove banconote in tempo per una prossima uscita. I banchieri centrali potrebbero usare anche la cosiddetta “valuta di sostituzione”. Si tratta di un insieme di banconote nuove che vengono immagazzinate per le emergenze. La Bundesbank aveva una valuta di sostituzione nel corso della Guerra Fredda, così da poter essere in grado di scambiare rapidamente i conti se il Blocco Orientale fosse entrato in Germania. Nell’eurozona, non ci sono più valute di sostituzione: almeno, questo è ciò che affermano le banche centrali. Forse un altro paese potrebbe fornire la sua valuta di sostituzione. Alternativamente, le vecchie banconote potrebbero essere bollate con inchiostro non falsificabile fino alla stampa di nuove banconote.

    Ci dovrebbe essere un termine di breve periodo per coloro che vorranno scambiare le proprie banconote, molto più corto di quando fu introdotto l'Euro: un massimo di tre settimane. Le persone che avranno ancora i vecchi euro dopo quella data dovranno dimostrare come hanno ottenuto i soldi se vorranno scambiarli. Ciononostante, il termine massimo non dovrebbe essere prorogato. Dopo la fine del periodo di scambio, i controlli ai confini potranno essere rimossi.

    Anche la Germania avrà bisogno di nuove banconote anche se il paese dovesse tenere l'Euro. Altrimenti, i greci ammasseranno le loro banconote e le porteranno in Germania dopo che verranno tolti i controlli alle frontiere. Se fosse solamente la Grecia a lasciare l’eurozona, la cosa sarebbe ancora gestibile, ma non lo sarebbe se a uscire fossero in molti. Nel qual caso, il resto dell’area euro avrà bisogno di banconote nuove.

    I vecchi sportelli per le vendite non funzioneranno per un periodo, perché non riconosceranno le banconote di nuova emissione. Non è una cosa insormontabile, perché la gran parte delle transazioni viene pagata con le carte di credito e i bancomat. Convertire le carte di credito e i conti correnti, invece, è piuttosto semplice. Diversamente dall’introduzione dell'Euro, non ci sarà bisogno di fare circolare due monete allo stesso tempo. E neppure si dovranno fare conversioni, perché ogni paese può avviare la nuova valuta nuova con un cambio alla pari.

    I problemi organizzativi potranno essere così risolti. Ma è il problema minore. Le più grandi difficoltà sorgeranno dal fatto che i cambi tra le nuove valute non rimarranno alla pari. Se i soldi circoleranno liberamente tra gli stati membri dell’UE, i tassi di cambio dovranno essere flessibili. È difficile predire l’evoluzione dei cambi. Ma una cosa è chiara: indipendentemente da chi lascerà l’euro, la valuta tedesca aumenterà di valore dopo lo scioglimento, mentre la valuta greca verrà svalutata pesantemente.

    Ciò porterà a cambiamenti enormi. L'uscita porterà grandi profitti ad alcuni, forti perdite ad altri. La distribuzione delle perdite dipende fondamentalmente da una decisione: in quale moneta verranno convertiti i prestiti internazionali, i depositi e i contratti. Un gruppo di esperti dovrà allestire regole dettagliate prima dell’uscita, basate su una premessa semplice e chiara: la nuova valuta dei contratti, dei prestiti e dei depositi dovrà essere determinata dalla loro giurisdizione, che è quella generalmente riportata nel contratto o nel’accordo relativo.

    Siccome questi contratti non sono pubblici, è impossibile determinare la distribuzione dei profitti e delle perdite prima dello scioglimento. Ma alcune tendenze sono già chiare. Molte aziende e banche tedesche andranno a perdere soldi. Dato che spesso hanno contratto prestiti all’interno della Germania, dovranno quindi ripagare i debiti in una moneta più forte. Inoltre, quote delle loro proprietà – nelle sussidiarie all’estero o in obbligazioni governative – è stato investito nei paesi periferici e verrà svalutato.

    Non verranno colpite solo le aziende tedesche. Molte società nell’ambito dell’UE hanno contratto prestiti attraverso una sussidiaria centrale per i finanziamenti, che spesso ha sede nei Paesi Bassi, ed è molto probabile che la valuta olandese vada ad apprezzarsi dopo lo scioglimento. Questi prestiti dovranno essere rimborsati in una valuta più forte.

    Ciò renderà la conversione più agevole per i creditori – quindi per la gran parte dei cittadini dell’UE – perché i loro soldi sono investiti di sovente nei fondi di investimento e di assicurazione. Sopporteranno perdite relativamente minori e potranno essere fiduciosi di riavere indietro una valuta forte. Ma molte aziende e banche dovranno subire perdite severe, perché i loro debiti saranno denominati nella valuta forte, ma i propri asset sono nella periferia. Per alcune si prospetta una situazione di insolvenza.

    Sarà nuovamente necessario un enorme salvataggio per salvare l'economia dal collasso. Quanti più paesi usciranno dall'Euro, tanto costoso sarà il salvataggio. Per l’intera eurozona, ammonterà a vari trilioni di euro. Il costo andrà a colpire per un lungo periodo anche i bilanci degli stati, a causa dell’aumento del peso degli interessi da pagare.

    Gli stati forti – la Germania, ad esempio – potrebbero avere le perdite maggiori. Ciò accade, paradossalmente, perché, nei mesi scorsi, molti soldi sono passati dai paesi periferici alle banche tedesche. Questi soldi ora formano i depositi bancari. Nell’eurozona (il cosiddetto sistema “Obiettivo II”), questi depositi vengono prima pagati dalla banca centrale del paese: in Germania, la Bundesbank. Se l'Euro dovesse sciogliersi, questi depositi non avranno valore. Al momento ammontano solo nella Germania a circa 500 miliardi di Euro. È probabile che la Bundesbank non abbia bisogno di un salvataggio per digerire queste perdite, ma perderebbe i profitti ottenuti in molti anni e potrebbe non pagare dividenti al governo.

    Come la storia ha già dimostrato, la dissoluzione dell'Eurozona non sarà una passeggiata. Negli ultimi decenni le unioni monetarie sono state sciolte senza forti attriti solo nei paesi socialisti, ad esempio in Unione Sovietica o in Cecoslovacchia.

    In un'economia di mercato, l’uscita dall’euro provocherà una perdita totale della fiducia, almeno inizialmente. Questa perdita della fiducia riuscirà da sola a danneggiare l'economia. È quindi importante che i governi utilizzino una comunicazione sofisticata e che enfatizzino l'unità dell'Unione Europea. La Cancelliera Angela Merkel dovrebbe dare la colpa a mercati finanziari e agli speculatori per la fine dell'Euro. I capi di stato dovrebbero dichiarare che l'UE è un’”Unione di Pace” che può dare agli europei una posizione più forte nelle trattative internazionali, e che per questo può aiutare a perseguire gli interessi degli stati europei. Una valuta unica non è necessaria a questo scopo.

    Quindi cosa potremmo dire a Lord Wolfson? Un uscita dall’euro è veramente difficile e costosa, ma è possibile. Se la riforma alla fine sarà vantaggiosa, dipende dalla stima dei costi per il salvataggio dell’Euro. Una cosa è chiara: l'unione monetaria sembra condannata e dobbiamo iniziare a cercare un’alternativa.

    La competizione di Lord Wolfson
    L’appello è arrivato dal Regno Unito: chi può trovare il modo migliore per un'uscita dall'Euro? Lord Simon Wolfson, un pari britannico ed ex direttore di un numero di grandi aziende del Regno Unito, ha promesso 250.000 sterline per l’idea migliore. Il termine massimo è il 31 gennaio del 2012, e il premio verrà consegnato da una giuria di emeriti studiosi.

    Non stiamo prendendo parte alla competizione. Comunque, abbiamo fatto un serio tentativo per proporre un'uscita fattibile dall'euro, omettendo di domandarci se l'uscita sia o non sia auspicabile. Molte persone ci hanno dato un consiglio: Hans-Peter Burghof (Università di Hohenheim), Kai Carstensen (Ifo Institute), Andreas Fischer-Appelt (FischerAppelt), Paul de Grauwe (Università Cattolica di Leuven), Sascha Haghani (Roland Berger) Dirk Müller-Tronnier (Ernst & Young), Andreas Pfingsten (Università di Münster), Joachim Scheide (IfW Kiel), Helmut Siekmann (Università di Francoforte) e Hans-Joachim Voth (Universidad Pompeu Fabra, Barcelona). Vogliamo ringraziare loro e tutti quelli che non sono stati nominati che hanno fornito la loro assistenza e il loro supporto.

    Ringraziamo anche Adam Cleary per averci aiutato nella traduzione.


    #117384

    Anonimo

    http://www.dirittodicritica.com/2012/02/03/scientology-condanna-francia-cruise-34116/

    Scientology? Per Parigi “un’associazione a delinquere”
    Scritto da Sirio Valent il 3 febbraio 2012 in Società
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    9
    La Francia condanna per truffa 4 dirigenti della setta: 600mila euro di ammenda

    Pagate e avrete la salvezza. Il motto di Scientology si ritorce contro gli stessi leader pseudo-religiosi, almeno in Francia: quattro dirigenti del ramo francese sono stati condannati per truffa organizzata dalla Corte d’Appello di Parigi, dopo un dibattimento durato 12 anni. E dovranno rifondere 600 mila euro alle vittime della frode. Ma il movimento religioso è ancora “libero di colpire”, anche da noi.
    La sentenza definitiva attendeva da 12 anni. Nel 1997, infatti, cinque ex adepti accusarono la “org” francese di circonvenzione d’incapace, truffa organizzata ed estorsione. Le cifre sono considerevoli: una delle vittime dichiarò, in tribunale, di “essere stata spinta a pagare 21300 euro in un mese per libri, corsi di apprendimento o di ricostruzione vitale, come anche per pacchetti di purificazione”. Ai dirigenti francesi dell’organizzazione fondata nel 1954 da Ron Hubbard sono stati comminati 2 anni di carcere (con la condizionale), oltre all’ammenda da 600mila euro.
    “E’ una decisione storica” ha commentato Olivier Morice, avvocato dell’associazione per la lotta contro le derive settarie, Unadfi. La sentenza assesta un colpo simbolico alla ‘chiesa’ che ha ottenuto il riconoscimento come religione in Usa e in altri Paesi, ma non in Francia dove un rapporto del Parlamento nel 1995 lo classifico’ come “un culto pernicioso”. “Per quanto Scientology possa ancora operare in Francia”, aggiunge Morice, “la sentenza va al cuore delle sue attivita’ e schiude la porta ad una messa al bando o dissoluzione della setta”.
    E da noi? L’organizzazione condannata per truffa organizzata in Francia ha radici anche in Italia. Nel 1997 un rapporto di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno la definiva una “setta” a scopo di lucro, con 7mila seguaci (gli scientologhi ne millantavano 100mila) e circa 40 missioni sparse per lo Stivale. E già allora si contavano oltre 140 cause per truffa.
    E’ l’inizio della fine, per la setta di Tom Cruise (almeno in Europa)?


    #117385

    Anonimo

    http://comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=9828

    BRUXELLES MANCA DI UN “PIANO B” IN CASO DI COLLASSO DELLA GRECIA
    Postato il Martedì, 07 febbraio @ 13:53:36 CST di supervice

    DI ANTONIO LEON
    elEconomista.es

    Stanno saltando i nervi nelle istituzioni dell'Unione Europea. Dopo il messaggio ufficiale inviato ieri dalla Commissione Europea, secondo cui la Grecia si deve piegare alle esigenze dei suoi salvatori perché non esiste un “piano B” contro il suo fallimento, la commissaria greca ha affermato che lo scenario ipotetico di un'uscita di Atene dell'euro si sta materializzando in un piano di emergenza. La Grecia si prepara a lasciare l’euro?

    E da Bruxelles hanno avvertito che il rischio di contagio per paesi come Irlanda, Portogallo, Spagna o Italia non è scomparso, anche se i mercati hanno continuato a dare segnali positivi. “Si sono oltrepassati i termini”, si è dispiaciuto ieri il portavoce del liberale Olli Rehn, vicepresidente della Commissione Europea e Commissario Europeo per i Affari Economici e Monetari. Si riferiva al fatto che, non essendoci stato un accordo tra i politici greci, le entità finanziari titolari del debito pubblico che dovrebbero accettare un condono volontario e le istituzioni internazionali che finora hanno salvato Atene del fallimento – Commissione Europea, Banca Centrale Europea (BCE) e Fondo Monetario Internazionale (FMI) -, si allontana la possibilità che i differenti attori del riscatto possano essere pronti quando, a marzo, la Repubblica Ellenica dovrà affrontare la scadenza di 15 miliardi di euro di titoli del proprio debito. Senza accordo, Atene sarà insolvente.

    Sforbiciata al salario minimo

    Il portavoce comunitario ha difeso la solidarietà e la generosità dell'UE e del FMI che dalla primavera di 2010 hanno sostenuto Atene, e ha affermato che le autorità greche dovranno eseguire, oltre agli aggiustamenti di bilancio in corso, i programmi pattuiti per le riforme economiche e le privatizzazioni. Se la Grecia non si piegherà, non verranno rinnovati gli aiuti internazionali.

    A creare scompiglio in questi giorni c’è la richiesta fatta ad Atene di attuare un'impopolare sforbiciata al salario minimo per spingere la competitività dell’economia nazionale. Secondo i dati di Bruxelles, il salario minimo in questo paese raggiunge un totale di 870 euro mensili – 751 euro ripartiti in quattordici mensilità -, al di sopra dei 566 euro del Portogallo.

    Il ritardo accumulato nell’introduzione delle riforme in Grecia e nella ripresa del piano di salvataggio internazionale ha fatto affermare alla greca Maria Damanaki, Commissaria Europeo per la Pesca e gli Affari Marittimi, in una dichiarazione rilasciata alla stampa ellenica che lo “scenario” che contemplava l'ipotetica uscita greca dall'euro si sta trasformando in un “piano di emergenza” e in “preparativi che si stanno studiando in modo aperto”.

    Interrogato sulle dichiarazioni della commissaria greca, il portavoce del commissario Rehn ha replicato che la Commissione Europea non sta lavorando su questi piani di emergenza, anche se ha riconosciuto che il settore privato si sta invece preparando in maniera attiva.

    Oggi, riunione chiave
    Il primo ministro greco Lucas Papademos, che la scorsa settimana ha minacciato di dimettersi, si è riunito Lunedì pomeriggio con i rappresentanti della troika (Commissione Europea, Fondo Monetario Internazionale e Banca Centrale Europea) per cercare di determinare in modo definitivo i nuovi tagli.

    Le due parti hanno ravvicinato le proprie posizioni e potrebbero giungere a un accordo, ha assicurato a EFE una fonte del governo greco. Ambedue hanno ridotto le proprie richieste sul controverso tema della riduzione dei salari nel settore privato. Secondo l'accordo che si sta profilando, la troika avrebbe accantonato l’eliminazione delle due mensilità extra in cambio di una diminuzione del salario di almeno il 20 per cento, un qualcosa a cui i partiti che appoggiano il governo – socialdemocratici, conservatori e ultradestra – si oppongono in modo assoluto. Inoltre, il governo è sceso a patti con la troika per ridurre di altre 15.000 unità i dipendenti pubblici nel 2012.

    Oggi Papademos ha posticipato la riunione, inizialmente prevista per lunedì pomeriggio, con i dirigenti dei tre partiti politici che appoggiano il suo governo per approvare le nuove misure richieste dall'UE e dal FMI. Fonti del ministero delle Finanze hanno informato che “verso le sette (16:00 ore GMT) di oggi si avrà una nuova riunione tra la Troika, il capo del governo ellenico e Venizelos”. “Il pericolo di un fallimento delle negoziazioni persiste”, ha dichiarato il portavoce del Pasok, Panni Beglitis, all'agenzia AMNA e per questo motivo “Papademos ha chiesto al ministero delle Finanze di preparare con urgenza un documento sulle conseguenze di un possibile insuccesso”.

    Rischio di contagio per la Spagna

    “Il rischio di contagio non è mai stato eliminato, è sempre esistito e c’è tuttora”, ha ammesso il portavoce del vicepresidente della Commissione Europea quando è stato interrogato sulla possibilità che una nuova incertezza sul futuro della Grecia possa di nuovo alimentare il nervosismo dei mercati e che gli stati come Spagna, Italia, Irlanda e Portogallo debbano poi contare i danni.

    Bruxelles ha raccomandato alla Spagna di non abbassare la guardia e di proseguire gli sforzi per il risanamento di bilancio e le riforme economiche, per mantenere la propria credibilità e proteggersi contro il rischio di contagio. E ha brandito i segnali di fiducia offerti dagli investitori nelle ultime settimane, che si sono materializzati nel calo dei tassi di interesse che il mercato esige dallo Stato spagnolo per finanziare il suo debito pubblico.


    #117386

    Anonimo

    http://comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=9830

    UNA ROTTURA ORDINATA DELL’UEM, À LA FRANÇAISE
    Postato il Martedì, 07 febbraio @ 21:30:00 CST di supervice

    DI AMBROSE EVANS-PRITCHARD
    blogs.telegraph.co.uk

    Salut souverainistes. Per quelli che vogliono più dettagli sul piano di rottura dell’euro abbozzato dagli economisti francesi, ecco il link al sito web de L’Observatoire de L’Europe.

    Alcuni estratti, tradotti alla buona: “La determinazione ostinata dei governi per portarci a una marcia forzata nel vicolo cieco dell’euro può portare solamente all'aggravamento generale della situazione economica in Europa.”

    “Anche se i nostri concorrenti americani e cinesi hanno un interesse nella sopravvivenza della valuta unica, l'euro è condannato presto o tardi” a un'esplosione incontrollabile. (Una bella svolta, che inverte la falsa e diffusa teoria della cospirazione secondo cui gli Stati Uniti stanno tentando di distruggere l'euro.)

    “Le valute nazionali dovrebbero essere ricreate in ogni paese dell’eurozona”. Ci sarà un breve periodo di transizione con doppia circolazione, mentre i vecchi euro verranno bollati da ogni stato (“U” per la Francia) fino a che verranno stampati i nuovi franchi. (ciò avvenne quando l'unione monetaria austro-ungarica collassò nel 1919.)

    I nuovi tassi di cambio saranno determinati da una formula che prenderà in considerazione il differenziale di inflazione e gli squilibri commerciali accumulati dal lancio dell’UEM.

    Le svalutazioni/rivalutazioni verranno stabilite su una nuova unità di conto che rifletta una ponderazione media del vecchio euro (non ancorato al nuovo D-Mark).

    “Il debito pubblico di ogni stato verrà convertito nella valuta nazionale corrispondente, chiunque siano i creditori. Per contrasto, il debito estero delle entità private verrà convertito nell'unità di conto europea. Anche se questo aiuta i paesi più forti e penalizza i deboli, è l'unico modo fattibile per sostenere I contratti precedenti.”

    “Tutti i governi dichiareranno una chiusura bancaria per un periodo limitato. Le banche chiuderanno temporaneamente per determinare quali siano in salute e quali avranno bisogno di appoggiarsi alla banca centrale.”

    “Le banche centrali perderanno la loro indipendenza, ritornando al loro status pre-anni ’70 (Giusto anche questo. Le banche centrali che sono prive di controllo democratico sono un oltraggio.)

    Le nuove valute avranno un cambio fisso per un periodo, poi soggette a un’oscillazione limitata al 10 per cento. Gli economisti hanno affermato che l'intera operazione sarebbe facilitata se l'euro dovesse avere un forte deprezzamento sui mercati globali.

    Se alla Germania non dovesse piacesse, la Francia potrebbe far precipitare l'euro abrogando la legge di Giscard del 1973, che impedì il finanziamento del debito statale da parte delle banche centrali. (Davvero non capisco questo punto.)

    Detto fatto. Funzionerebbe? Qualche ripensamento?

    Il gruppo di dodici economisti fa chiaramente parte del campo degli euroscettici, e non sono in alcun modo collegati alla squadra di Sarkozy. È nuovo il fatto che stanno guadagnando terreno. Sono: Gabriel Colletis, Alain Cotta, Jean-Pierre Gérard, Jean-Luc Gréau, Roland Hureaux, Gérard Lafay, Philippe Murer, Laurent Pinsolle, Claude Rochet, Jacques Sapir, Philippe Villin, Jean-Claude Werrebrouck.


    #117387
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    Un altra truffa simpaticissima é quella della HSBC, che non per niente é la banca piú grande dell'Inghilterra, infatti quando voi cambierete casa e giustamente lo comunicherete alla vostra banca, questa CASUALMENTE non lo riceverá o lo smarrirá o ritarderá l'aggiornamento dei dati, di modo che allo scadere della vostra carta di credito quella nuova verrá prontamente inviata al vostro indirizzo precedente, ovviamente seguita a ruota dal nuovo codice PIN, per cui capirete che se non avete una persona di fiducia o non effettuate un reindirizzamento della posta direttamente presso le poste siete fottuti.
    http://www.italiansunited.co.uk/rubriche/matteo/truffa.htm

    http://www.wnd.com/2012/02/banking-giant-accused-of-laundering-billions/
    NEW YORK – A former employee of HSBC in New York has 1,000 pages of customer account records he claims are evidence of an international money-laundering scheme involving hundreds of billions of dollars by the global banking giant, which reportedly is under investigation by a U.S. Senate committee.

    http://economia.tuttogratis.it/evasione-fiscale-bancario-pentito-denuncia-127mila-conti-svizzeri/P18373/

    Sotto processo 127 mila conti svizzeri

    Una lista di 127.000 conti correnti svizzeri, di cui circa 10.000 italiani, subirà un accuratissimo accertamento fiscale per sospetta evasione delle tasse. La lista è all’esame di Eric de Montgolfier, procuratore di Nizza. Il magistrato francese ha fatto sapere che nel giro di circa 20 giorni la lista sarà a Torino a disposizione della magistratura italiana.

    Nella lista della Hsbc vi sarebbero 180 paesi interessati per un totale di 127 mila conti correnti; di questi, circa diecimila apparterrebbero a conti correnti italiani.

    Il magistrato francese, parlando dei tempi di indagine fa sapere che per quanto concerne la parte francese si è già a buon punto ma ‘per quanto riguarda quella italiana, non saprei, anche perché credo che le autorità italiane non sono interessate alle stesse cose e che i giudici torinesi siano interessati ad eventuali profili di evasione fiscale. E questo richiede un po’ più di tempo’.

    L’indagine è partita dalla denuncia di Hervè Falciani, ex dipendente della banca che sostiene di avere agito per motivi etici quando ha scoperto che il sistema contabile applicato permetteva di aggirare il fisco.


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