CRISI FINANZIARIA: un nuovo mondo sta nascendo

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Questo argomento contiene 3,275 risposte, ha 80 partecipanti, ed è stato aggiornato da  orsoinpiedi 3 anni, 3 mesi fa.

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  • #117418
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    [quote1329218516=maraxma]
    …e … tanto per prepararci ad ogni evenienza…. :eyebro:


    [/quote1329218516]

    http://www.youtube.com/watch?v=yr2cMJuDfZI … :hehe:


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #117419
    InneresAuge
    InneresAuge
    Partecipante

    [quote1329273944=brig.zero]
    https://www.youtube.com/watch?v=yr2cMJuDfZI … :hehe:
    [/quote1329273944]
    Grazie Brig, interessante… Ho cercato di capire almeno la metà di quello che dice :hehe:

    Comincio dal primo video:
    https://www.youtube.com/watch?v=QOcVSCXuCag


    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

    #117420
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    … sono molto/[size=7]molto interessanti … li ho visti tutti i suoi video … :hehe:

    … :to: ieri giorno di :cor: mi sono ispirato con il mio numero :medit: [color=#0033ff]19[/color] porta[color=#0033ff]-[/color]fortuna … :guit:


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #117421

    Anonimo

    http://www.ilcambiamento.it/crisi/grecia_svendita_multinazionali_investitori_stranieri.html

    Grecia in svendita. Per multinazionali e investitori il banchetto è servito
    14 Febbraio 2012

    Le misure imposte dalla troika alla Grecia hanno messo in vendita le risorse del paese al miglior offerente: un piatto ghiotto per multinazionali e investitori stranieri
    È il giorno dopo. Si spengono gli echi della guerriglia urbana ad Atene, si torna a parlare d'altro: del declassamento di mezza Europa da parte dell'agenzia di rating Moody's, delle reazioni delle borse. Quei pochi che si avventurano nella disamina dei fatti di ieri, a piazza Syntagma, lo fanno seguendo fedelmente la “retorica dei black block”, che vuole ridurre la rabbia di un paese intero ad un manipolo di violenti sovversivi.

    Solo navigando sul web ci si imbatte a volte in qualche scampolo di realtà diversa da quella spacciata dai media mainstream. Come la storia dell'ex partigiano greco Manoliz Glezos, novantenne, finito in ospedale per un trauma subito dai poliziotti. Fu lui, classe 1922, che nel '41 si issò fin sopra l'Acropoli di Atene occupata dai nazisti e sfilò la bandiera con la croce uncinata. Ieri era in piazza a lottare contro il nuovo nazismo finanziario (che sia un black block?), a fianco a Mikis Theodorakis, altro storico combattente greco, in prima linea nella lotta alla dittatura dei generali. È stato colpito duramente dalla polizia, ma dopo qualche ora in ospedale, è stato fortunatamente dimesso.

    Ma di queste storie quasi non v'è traccia sui giornali tradizionali o nei tg. Eloquente un articolo del Sole 24 Ore: “Solo un miracolo ha evitato che ci fossero vittime negli edifici colpiti dalla furia omicida di questi gruppuscoli di terroristi che hanno colpito simboli (banche e multinazionali) di quello che loro ritengono un complotto internazionale contro il loro Paese. Azioni violente e nichiliste che incredibilmente hanno ricevuto il sostegno e gli applausi della folla e dei manifestanti che assistevano agli attacchi incendiari”.

    Ed ecco, poco più avanti nell'articolo, apparire quello che il Sole – e per la verità molti altri quotidiani – ritiene la causa del malcontento: “Il Paese è stanco e provato da due anni di rivolgimenti sociali e politici”. In uno strano processo, e confusionario, di inversione di causa-effetto, i sommovimenti sociali diventano il motivo principale del fastidio popolare; invece si lascia intendere che i tagli e le manovre che da qualche mese stanno praticamente annientando lo Stato greco – e riducendone i cittadini alla povertà – ne costituiranno la soluzione.

    Intanto, nel silenzio generale, il ricatto va avanti. La troika, non sazia, richiede ancora altre condizioni prima di liberare la nuova tranche di aiuti da 130-145 miliardi di euro. L'Europa si vuole ulteriormente tutelare in vista delle elezioni anticipate che si terranno ad aprile, probabilmente l'8. Si richiede innanzitutto che i leader dei tre principali partiti del paese firmino un accordo che li vincoli al rispetto delle misure fin qui adottate anche dopo le elezioni. Fmi, Ue e Bce temono infatti che, una volta concluse le elezioni, e ricevuti gli aiuti, il nuovo governo possa ritrattare le misure di austerità imposte.

    Inoltre dalla Germania arriva la richiesta che la Grecia affronti subito delle riforme strutturali che le permettano di ridurre il rapporto debito/pil fino al 120 per cento entro il 2020 (ora è circa al 160). Insomma, mentre la data del 20 marzo si avvicina inesorabilmente (giorno in cui scadranno buoni del tesoro greco per un valore di 14,5 miliardi di euro, che lo stato non è attualmente in grado di ripagare) ogni giorno si moltiplicano le richieste dell'Europa e della finanza internazionale nei confronti di uno stremato popolo greco.

    Come in paese da incubo, ci si sveglia ogni giorno pensando che sia finalmente terminata l'orrenda carneficina e si scopre che invece sono state avanzate nuove richieste, che ancora il mostro non è sazio.

    Intanto la razzia è già iniziata. Infranta a colpi di mercati la corazza politica e sociale della Grecia, il paese è adesso un piatto succulento, bello e servito per multinazionali e investitori stranieri. Lavoro a basso prezzo, diritti inesistenti, le quote pubbliche delle maggiori aziende statali – da quelle che gestiscono l'acqua a quelle del gas, dal petrolio alle lotterie – messe all'asta al miglior offerente. È il sogno capitalista che si realizza.


    #117422

    Anonimo

    http://comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=9873

    GRECIA, UN ALTRO ESPERIMENTO ?
    Postato il Martedì, 14 febbraio @ 21:15:00 CST di supervice

    DI TIM DUY
    Tim Duy’s Fed Watch
    Nell’autunno del 2008 le autorità statunitensi hanno condotto un esperimento sul mercato finanziario. Hanno permesso a una grande azienda ben introdotta, Lehman Brothers, di avviare una procedura fallimentare, a quanto pare con la convinzione che le conseguenze sarebbero state limitate, dato che tutti sapevano che sarebbe accaduto. Credo che, a posteriori, i regolatori statunitensi si pentano di non aver seguito una strada diversa. L’esperimento non è stato esattamente un successo.

    Adesso pare che i dirigenti europei abbiano intenzione di rischiare un altro esperimento simile. Certo, potrebbero ancora tirare fuori il coniglio dal cilindro, ma pare che la Troika e la Grecia abbiano quelle che in un caso di divorzio si chiamerebbero “differenze inconciliabili”. Il Financial Times dice che:

    Lucas Papademos, il premier greco, non è riuscito a far accettare ai leader dei partiti le dure condizioni imposte in cambio di un secondo salvataggio di 130 miliardi di euro, spingendo così Atene verso il fallimento assoluto, che si potrebbe verificare anche il mese prossimo. […]
    Dopo cinque ore di discussione, i tre leader del governo greco di unità nazionale non hanno accettato le richieste dei leader internazionali per gli immediati tagli alle spese e le riforme sul mercato del lavoro, come parte di una nuova offerta a breve termine.

    Ma nemmeno la Troika non sembra pronta a tirarsi indietro:

    Gli incontri con i tre dirigenti del governo di unità nazionale si sono avuti dopo il fallimento del governo nel persuadere la cosiddetta “troika” (i rappresentanti della Commissione Europea, della Banca Centrale Europea (BCE) e del Fondo Monetario Internazionale) di mitigare le condizioni del patto di salvataggio.
    I creditori hanno esaurito la pazienza verso i politici greci. Durante una videoconferenza che si è tenuta lo scorso sabato, i ministri europei della finanza hanno detto chiaramente ad Atene che deve tenere fede ai patti e accettare le riforme, o prepararsi al fallimento il mese prossimo.

    A quanto pare, la Troika sta giocando duro:

    I rappresentanti ufficiali dell’eurozona si stanno apertamente rifiutando di permettere alla Grecia di firmare un accordo per un piano di ristrutturazione da 200 miliardi di euro, perché la minaccia di un fallimento è l’unica leva che hanno per convincere i recalcitranti ministri della Grecia a implementare i tagli necessari.
    Forse, adesso, i leader greci stanno tenendo testa per fare bella figura con gli elettori e questo porterà domani mattina a un altro accordo dell’ultimo minuto della cui riuscita nessuno sarà davvero convinto. In effetti, lo sanno tutti che i numeri sono troppo piccoli:

    Un’ulteriore complicazione è rappresentata dall’incertezza di integrare il salvataggio di 130 miliardi di euro, considerata la sempre peggiore posizione economica della Grecia.
    Alcuni funzionari sostengono che siano necessari altri 15 miliardi di euro, fondi che la Germania e altre nazioni si rifiutano di stanziare.

    Non ha molto senso che la Grecia accetti un patto destinato a fallire fin dal principio. Visti i termini dell’accordo (tra cui ci sono forti tagli ai salari, per migliorare la competitività), è virtualmente garantito che questa mossa manderà l’economia della Grecia in recessione.

    Fondamentalmente, il problema è sempre lo stesso: ogni programma di regolazione che si rispetti ha sia il bastone che la carota. La carota in genere si presenta sotto forma di una svalutazione monetaria che accelera il processo di aggiustamento, fornendo un incentivo attraverso i conti con l’estero. Questo incentivo a breve termine permette ai cambiamenti strutturali di mettere radici. L’approccio nei confronti della Grecia è sempre stato quello del bastone, e basta: più austerity e cambiamenti strutturali, niente carota.

    Devo ammettere, poi, che trovo che l’aumento dei tagli sia una soluzione draconiana. Alla fine, questa politica sarà applicata anche alla Spagna, al Portogallo e all’Irlanda? È questo il futuro della politica economica dell’eurozona? Ci sono due modi di ridurre gli sbilanci competitivi. Gonfiare i salari tedeschi o sgonfiare tutti gli altri. Credo che la prima prospettiva sia più praticabile della seconda.

    A dire la verità, penso che non sia possibile salvare la Grecia senza un significativo trasferimento, non un prestito, che permetterà davvero all’economia greca di rimettersi in salute. Questo è questo l’unico modo per compensare il disallineamento valutario, e spero che sia la conclusione a cui giungerà la Troika, alla fine. Ma sto cominciando a pensare che la Banca Centrale Europea abbia reso la Troika troppo sicura di sé. Quando la BCE ha finalmente deciso di essere il prestatore di ultima istanza, almeno per il sistema finanziario, ma si tratta, in fondo, del lavoro di una banca centrale -, lo stress del mercato finanziario si è di molto attenuato in tutta Europa. Questo stress, però, era la leva per smuovere la Grecia e, ora che non c’è più, la Troika sembra essere convinta che la Grecia sia nell’angolo, senza via di uscita se non quella di sottomettersi alle sue richieste.

    È un gioco pericoloso, perché qualche volta chi si trova chiuso nell’angolo tenta una corsa suicida contro i propri aggressori. E forse, a questo punto, la Grecia non ha niente da perdere. Certo, subirebbe un colpo devastante se dovesse uscire dall’Euro, ma almeno si tratterebbe di un processo di autodeterminazione, più che di un colpo devastante imposto dall’austerity della Troika.

    E ora che ci penso, qual è esattamente il precedente politico che la Troika sta cercando di creare? È accettabile costringere i cittadini europei (un popolo intero) alla povertà? Quand’è che diventerà una questione di diritti umani?

    In ogni caso, non credo che i partecipanti al mercato finanziario siano realmente preparati alla corsa suicida della Grecia. Perché dovrebbero esserlo? Questo episodio è come la storia del ragazzino che gridò “Al lupo, al lupo”. Ogni volta che arriviamo al dunque e i previsori gridano all’apocalisse, qualcuno si tira indietro. Perché questa volta dovrebbe essere diverso? Onestamente, è difficile essere in disaccordo con questa logica. Le aspettative di un’imminente crisi finanziaria non sono state riscontrate e hanno lasciato i mercati relativamente sfasati dai recentissimi eventi della Grecia. Forse la Banca Centrale Europea ha fatto il necessario per far sì che la Grecia esca fuori dall’euro senza fare troppo rumore.

    Sarebbe un esperimento interessante. Sono curioso di vedere se la BCE ha fatto davvero tutto il necessario. Non abbastanza curioso, però, da voler correre il rischio. La storia del ragazzino che gridò “Al lupo, al lupo” ha un finale triste.


    #117423

    Anonimo

    http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=329

    MONETA SOVRANA, NON GUERRA CIVILE
    Postato il Lunedì, 13 febbraio @ 05:50:00 CST di davide

    DI PAOLO BARNARD
    paolobarnard.info

    Le sue Province sono indebitate per 1.300 miliardi di Euro. A breve, 645 di questi 1.300 miliardi dovranno essere onorati, cioè ripagati. Ma non li hanno, le casse sono semivuote. Una storia piuttosto comune di questi tempi eh? Ok. I creditori sono preoccupati e fanno pressioni. Si profila un default sul debito, un colossale crack da, ripeto, 645 miliardi di Euro. Per darvi un metro di misura, 645 miliardi di Euro sono il doppio del PIL greco.
    Bene. Rivediamo i numeri:

    – Sono tali da giustificare il panico isterico fra gli investitori, in proporzione un panico tre volte superiore a quello che gli investitori stanno vivendo nel caso greco.

    – Sono tali da giustificare l’intervento spietato delle agenzie di rating, che con questi numeri disperati dovrebbero aver declassato quel Paese senza pietà. Come nel caso greco.

    – Sono tali da richiedere l’intervento del Fondo Monetario Internazionale, coi suoi ispettori del terrore.

    – Sono tali da giustificare l’imposizione a questo Paese di misure di austerità a tappeto, tagli come fossero trebbiatrici, rigore implacabile, nel nome della salvezza disperata.

    – Sono tali da giustificare una stretta creditizia delle banche nazionali a sangue, con relativi fallimenti aziendali da record.

    Ok. Vediamo la realtà sul campo in questo Paese:

    – Gli investitori sono moderatamente preoccupati, ma nulla di che, nessun panico, nessuna riunione dei vertici dell’Institute of International Finance (la cupola centrale della Vera Mafia, quella che sta lavorando sui greci).

    – Le agenzie di rating si sono limitate a ‘commentare’ qua e là, ma nulla di più, commenti come “bè, potrebbe minare la fiducia degli investitori”, una camomilla confronto a ciò che le stesse agenzie hanno detto della Grecia.

    – Il Fondo Monetario non si è visto né sentito.

    – La parola austerità non è nel lessico dei Palazzi di questo Paese, anzi, la Reuters riporta che la spesa di quello Stato nel 2011 è stata ‘pro-attiva’, con ampi investimenti in infrastrutture e pubblici interventi.

    – Le banche/investitori di questo Paese… Bè, non ci crederete, ma dal governo è arrivato un ordine perentorio, che è precisamente questo: “Le Province sono in difficoltà, molti dei progetti che gli avete finanziato devono ancora fruttare introiti. Hanno bisogno di respiro, non le potete strangolare coi debiti proprio ora. Quindi, care banche, ora voi gli allungate le scadenze dei debiti che hanno con voi, e di un bel po'. E’ anche nel vostro interesse. Grazie e non si discute”. Non sto scherzando, io non sono il tipo di giornalista che in un momento come questo scherza. Questo è stato, alla lettera. E le banche hanno obbedito. Gli investitori zitti.

    Ora giratevi verso la Grecia. Le banche/investitori li stanno squartando vivi per un terzo di quel problema in termini finanziari. Sono crimini contro l’umanità, roba da istituire una nuova Norimberga, davvero. Famiglie alla disperazione e sofferenze inflittegli per generazioni. Per il profitto di pochi.

    Ma allora quale è la differenza fra questo Paese indebitato di cui parlo e la Grecia? La moneta sovrana. La Cina ha moneta sovrana, e il governo ha fatto capire alle banche che in qualsiasi caso il debito delle Province sarà garantito da Tesoro e Banca Centrale. Le banche/investitori hanno accettato l’allungamento del debito in scadenza, senza panico né fuoco e fiamme. La Grecia non ha una moneta sovrana, ha l’Euro, e non può farci nulla, perché non è suo, non lo può emettere, non può garantire nessuna banca né investitore, e non ha autorità. Deve morire.

    Amici della Grecia, come vorrei che nelle vostre piazze queste parole, e quelle di tanti economisti di tutto il mondo accademico che ancora ragiona vi arrivassero forti e chiare. Non c’è bisogno di mettere a ferro e fuoco la vostra Atene. Basta uscire dall’Euro. E ‘fare i cinesi’ (o gli argentini, se preferite). Dio come vorrei che mi sentiste.

    p.s. Per i giornalisti del mainstream: voi siete complici di crimini contro l’umanità, perché il vostro silenzio su ogni singolo fatto di questo Colpo di Stato Finanziario aiuta nella distruzione di vite umane. Porci. Per i giornalisti cosiddetti ‘liberi’: anche voi siete complici di crimini contro l’umanità, perché anche voi soffocate le voci di verità, ma voi siete peggio dei porci, infatti non c’è in natura un animale dall’aspetto tanto disgustoso quanto quello di Michele Santoro, Fabio Fazio, Furio Colombo o Antonio Padellaro e i tanti loro soci.


    #117424
    maraxma
    maraxma
    Partecipante

    [quote1329316890=brig.zero]
    [quote1329218516=maraxma]
    …e … tanto per prepararci ad ogni evenienza…. :eyebro:


    [/quote1329218516]

    http://www.youtube.com/watch?v=yr2cMJuDfZI … :hehe:
    [/quote1329316890]

    #hemm sorry!!! Spero di aver capito la lezione una volta per tutte!!! :ok!:


    #117426

    Xeno
    Partecipante

    [quote1329344755=InneresAuge]
    [quote1329273944=brig.zero]
    https://www.youtube.com/watch?v=yr2cMJuDfZI … :hehe:
    [/quote1329273944]
    Grazie Brig, interessante… Ho cercato di capire almeno la metà di quello che dice :hehe:

    Comincio dal primo video:
    https://www.youtube.com/watch?v=QOcVSCXuCag
    [/quote1329344755]
    Il conferenziere in questione mi dà l'impressione (e nn mi sbaglio) di uno che ha studiato molto ed ha accumulato un sacco di informazioni,ma che ne ha fatto talmente indigestione che ha sbroccato.Non ne vuole più sapere di tutta questa roba :spiritualità,conoscenza esoterica ecc..

    Ci stà il fatto che esiste un sacco di spazzatura in giro ok,ma non puoi venirmi fuori con una teoria (tua)fatta di un Pout Pourri di cose prese a prestito da frammenti di un insieme di conoscenze.

    Non puoi comunicare alle persone che è sufficiente vivere la vita così come viene ed il gioco è fatto.
    E chi è arrivato Babbo Natale? :kkk:

    Faccio un paio di esempi fra tanti è concludo:
    1)non puoi dire che la quarta via è una caxxxta e poi spesso usi termini di quarta via mentre stai parlando (significa che li hai fatti tuoi)
    Quindi perchè usi concetti e termini di quella scuola ?

    2) Accenni all'enneagramma col giochino della calcolatrice sul 1/7 e questo è preso da Ouspensky e poi 10 minuti dopo dici che Ouspensky è roba passata.
    Mah io boh.

    Lui si definisce uno smontatore…..okkio a non buttare però l'acqua sporca con tutto il bambino dentro
    🙂


    #117427
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1329346237=InneresAuge]
    [quote1329273944=brig.zero]
    https://www.youtube.com/watch?v=yr2cMJuDfZI … :hehe:
    [/quote1329273944]
    Grazie Brig, interessante… Ho cercato di capire almeno la metà di quello che dice :hehe:

    Comincio dal primo video:
    https://www.youtube.com/watch?v=QOcVSCXuCag
    [/quote1329346237]
    Io ho cominciato a vederlo perchè Mara lo ha messo nel altro topic…interessante linguaggio… :hehe:


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #117429
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1329346437=Xeno]

    Lui si definisce uno smontatore…..okkio a non buttare però l'acqua sporca con tutto il bambino dentro
    🙂
    [/quote1329346437]
    Insomma non è vale la pena di vederlo?


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

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