CRISI FINANZIARIA: un nuovo mondo sta nascendo

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Questo argomento contiene 3,275 risposte, ha 80 partecipanti, ed è stato aggiornato da  orsoinpiedi 3 anni, 4 mesi fa.

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  • #117658
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    [quote1333794755=brig.zero]

    Oggi è in crisi questo cuore del sistema: il giocattolo si è rotto e gli uomini della plancia di comando non sanno come uscire dall’attuale crisi. Sanno però che bisogna a tutti i costi tenere in piedi il castello di carte e di debiti costruito negli anni. Quindi, spingono i governi a salvare le banche, le banche centrali a rifornirle di liquidità a costo pressoché zero e la politica ad estrarre dall’economia reale le risorse ancora esistenti per tentare di rinviare il momento della verità.

    ..
    http://www.wallstreetitalia.com/article/1357378/crisi-sistemica/la-spectre-che-comanda-l-economia-e-il-nuovo-ordine-mondiale.aspx
    [/quote1333794755]


    #117659

    ezechiele
    Partecipante
    #117661

    sephir
    Partecipante

    [quote1333806434=Richard]
    [quote1333701134=Richard]
    [quote1333620439=orkid]
    [link]http://www.scribd.com/doc/87677876/Denuncia-in-Procura-Del-2-Aprile-2012[/link]
    [/quote1333620439]
    :ok!:

    speriamo che sta situazione faccia il botto e illumini tante menti che ancora oggi non riescono o vogliono capire..
    [/quote1333701134]
    http://www.agoravox.it/Napolitano-e-Monti-denunciati-per.html
    Napolitano e Monti denunciati per attentato contro l’integrità e l’indipendenza dello Stato (e altri 7 reati)
    [/quote1333806434]


    #117660
    InneresAuge
    InneresAuge
    Partecipante

    [quote1333811771=ezechiele]
    a questo proposito è interessante il punto di vista di grillo secondo cui il senatur sarebbe stato sputtanato in quanto oppositore del governo tecnico… o con noi oppure fuori
    [/quote1333811771]
    Ciò non toglie, nemmeno di una virgola, il disvalore che ha portato come “uomo politico” e di un partito.

    [size=22]Il volto di Bossi

    La feccia che risale il pozzo – questo sembrano le porcherie della famiglia Bossi che vengono ora a galla nelle varie inchieste sulle finanze della Lega Nord. Mi ha sempre stupito come, fino ad ora, Umberto Bossi sia riuscito a continuare a passare come un tribuno del popolo, castigatore dei costumi nefasti di Roma Ladrona, quando era perfino troppo evidente da dieci o quindici anni che i leader della Lega erano diventati tra i membri più viziati ed arroganti della casta politica italiana e che Bossi non aveva realizzato niente – proprio niente – delle sue tante promesse elettorali, in particolare, un’Italia federalista. L’unico loro successo semmai era di avere creato una rete di clientela leghista in alcune regioni e città che assomigliassero alle clientele della prima Repubblica.

    Quando Bossi ha cominciato ad imporsi sulla scena nazionale verso la fine degli anni ottanta, sembrava una novità potenzialmente importante per la politica italiana. Nonostante la volgarità della sua retorica antimeridionale, Bossi ha messo il dito su una piaga vera: l’eccessiva centralizzazione dello Stato italiano e la tendenza di uno stato invasivo e predatore di soffocare le migliori energie del paese.

    Nel suo linguaggio nudo e crudo da uomo da bar, Bossi aveva espresso chiaramente alcuni sentimenti molto diffusi e spesso giustificati: “A Roma, mangiano i soldi che facciamo noi!” Se fosse stato un uomo di vera statura, se fosse cresciuto politicamente ed umanamente, Bossi avrebbe potuto, forse, superare i limiti xenofobici del suo messaggio politico e convincere altre regioni d’Italia, in particolare, quelle del Sud, che erano malservite anche loro da uno Stato troppo concentrato a Roma, da una partitocrazia che si intromette in tutti i punti nevralgici dell’economia italiana.

    Ma piuttosto presto Bossi si è rivelato un uomo piccolo piccolo – incapace di andare oltre la politico dell’insulto, di allargare il suo discorso oltre il campanilismo nordista, appoggiandosi sempre di più sui sentimenti peggiori di odio razziale e religioso.

    Bossi, miracolosamente, è riuscito a tenere tranquillo il suo elettorato pur prendendolo in giro in un modo sempre più palese. Ha mantenuto il suo profilo populista grazie al suo dito medio alzato e le sue battute volgari, becere e spesso violente, mentre tutto il suo comportamento politico andava in senso contrario. Da campione di Mani Pulite, motore del movimento anti-corruzione, Bossi si è rapidamente convertito in difensore dei privilegi della classe politica.

    Da figura trasversale che ha lasciato il primo governo Berlusconi denunciando il colpo di spugna mirato a proteggere la famiglia Berlusconi dalle inchieste giudiziarie, Bossi è diventato l’alleato più fedele del grande corruttore. Improvvisamente, dopo aver parlato di Berlusconi come “Craxi con la parrucca” e come “il mafioso di Arcore”, Bossi ha fatto molto del lavoro sporco del Popolo della Libertà, appoggiando quasi tutte le misure fatte dagli avvocati di Berlusconi per toglierlo dai guai, per proteggere la sua azienda, annacquare il codice penale, azzerare processi in corso e rendere molto, molto difficile i processi di corruzione.

    Doveva destare molti più sospetti l’aiuto finanziario che Berlusconi ha dato alla Lega per farla uscire dalla crisi – due milioni in forma di linea di credito garantita da una fideiussione personale di Silvio Berlusconi. Questo aiuterebbe a capire come mai Bossi si sia trasformato da cane arrabbiato del popolo del Nord in cagnolino della corte di Berlusconi dal 2001, anno del prestito, a oggi.

    Conoscendo la “generosità” del Cavaliere non sarebbe fuori luogo sospettare che questi due milioni siano solo la punta dell’iceberg. La presenza del nome di Aldo Brancher nelle inchieste sulla Lega – uomo di fiducia di Berlusconi e figura chiave in molti processi di tangenti e corruzione – presenta vari scenari possibili. Doveva destare sospetti la promozione sfacciata da parte di Bossi della carriera “politica” del figlio Renzo, ragazzo poco brillante con una vita scapestrata – comportamento degno del peggiore craxismo oppure del dittatore serbo Slobodan Milosevic e suo figlio Marko.

    In questi anni, Bossi, “ministro per le riforme”, non ha fatto niente per riformare l’Italia. Anzi, è stato uno dei pochi alleati di Berlusconi ha accettato le più grandi porcherie del Cavaliere: le decine di leggi ad personam mentre il federalismo rimaneva lettera morta. È stata la Lega – nella persona di Roberto Calderoli, uno dei nuovi triumviri della Lega Nord – a dare al paese la sua peggiore legge elettorale, quella che il suo stesso creatore ha definito “una porcata”. Una legge totalmente partitica che toglieva all’elettore la capacità di scegliere i propri rappresentanti, dando poteri quasi assoluti ai segretari di partito.
    L’ipocrisia e la bancarotta ideale e politica di Bossi era evidente da anni ma lui, a differenza di Berlusconi, fino ad ora non ha dovuto mai pagare un vero prezzo politico. Anche se la folla leghista ancora lo osanna, forse la feccia che sta salendo dal pozzo cambierà il quadro. Bossi dimostra di non aver capito niente: copre di insulti e minacce i giornalisti che gli fanno domande legittime sui soldi scomparsi dalle casse della Lega. Ma ormai Bossi sembra a quasi tutti, come è sembrato a noi da un pezzo, solo un povero pagliaccio e un cialtrone.
    Fonte: [link=http://stille.blogautore.repubblica.it/2012/04/07/il-volto-di-bossi/?ref=HREA-1]Alexander Stille – Repubblica.it[/link]

    [size=22]Bossi fora di ball

    La Lega è morta. Non la compiangeremo. Il Pdl, il Pdmenoelle e l'Udc godono invece di ottima salute. Boss(ol)i si è dimesso per la gestione privatistica dei rimborsi elettorali. Casini non ha pensato a togliersi dai coglioni neppure quando il suo Grande Elettore Cuffaro è finito in carcere. Berlusconi ormai fa solo il presidente del Milan e il suo unico interlocutore è Allegri. Dopo la sua dipartita, accompagnata al sostegno incondizionato a Rigor Montis, ha incassato la prescrizione nel processo Mills e l'annullamento della condanna a 7 anni di Dell'Utri dalla Cassazione, chissà una buonuscita? Un premio partita? Un caso? Di Penati e del Sistema di Tangenti Lombardo non dice più nulla nessuno. Merito dell'appoggio di Bersani alla Governante di Varese? E di Lusi, il tesoriere per conto terzi? A chi rispondeva? Chi pagava? Rutelli nega di essere coinvolto e nessuno mette in discussione la sua parola. La Lega non paga solo per i suoi errori, se fosse per quelli dovrebbe essere stata cancellata dalla Storia da più di un decennio. La Lega paga la sua opposizione al governo. E' come un regolamento interno di conti, come nel finale del film “Le Iene” si ammazzano tra di loro, chi non sta al gioco viene eliminato. Qualcuno può credere che la gestione della loro quota di un miliardo di “rimborsi” elettorali da parte dei partiti pro Rigor Montis sia stata all'insegna della massima trasparenza? Io voglio crederci, ma ne sarò pienamente convinto solo quando la Guardia di Finanza ispezionerà le loro sedi e verranno pubblicati tutti i costi sostenuti, voce per voce, causale per causale. Il Parlamento è una larva vuota, serve solo a dare lo stipendio a un migliaio di mantenuti dalle nostre tasse. Gente che ci ha portato allo sfascio e che non ha la dignità di andarsene.Tutto si decide nella sala da tè di Rigor Montis con le tre facce da culo Alfano, Bersan, Casini a prendere ordini. Questi sono capaci di rinviare anche le elezioni politiche del 2013 per salvarsi. Chi si oppone al [size=36]Nuovo Ordine va eliminato, per primi i vecchi complici come Boss(ol)i. Chi sarà il prossimo?

    Fonte: [link=http://www.beppegrillo.it/2012/04/bossi_fora_di_ball/index.html]beppegrillo.it[/link]


    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

    #117662
    brig.zero
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    #117663
    InneresAuge
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    [size=23]Italia illegal operation


    Bisogna guardare in faccia la realtà e dirci le cose come stanno. E stanno male, malissimo. Quest'anno sono in scadenza 450 miliardi di euro di titoli pubblici. Un quarto è stato comprato in prevalenza dalle banche italiane grazie a parte del prestito di un miliardo di euro della BCE. Rimangono circa 330 miliardi da piazzare nel 2012 per non fallire. Le banche non prestano più soldi perché devono comprare il debito pubblico per evitare il default del Paese. Per questo non finanziano le imprese. Nel frattempo, come è ovvio, non possiamo creare nuovo debito da finanziare con l'emissione di altri titoli pubblici. E qui arriva la cura di Rigor Montis che tra le due strade possibili: tagliare i costi o aumentare le tasse ha scelto la seconda. Scelta inevitabile. Chi è dentro il Sistema non può riformare il Sistema. Quindi non sono nell'agenda del Governo il taglio delle Province, degli stipendi dei parlamentari, dei finanziamenti ai giornali e ai partiti, delle Grandi Opere Inutili (Gronda di Genova, Tav Val di Susa, EXPO 2015 di Milano, ecc.), dei cacciabombardieri americani, delle “missioni di pace” all'estero, della burocrazia. La manovra di 30 miliardi di dicembre 2011 si sta abbattendo con violenza sulla Nazione con la diminuzione degli stipendi da marzo e gli aumenti dell'elettricità, della benzina e dei generi di consumo. L'IMU e l'aumento dell'IVA aggraveranno la situazione. E siamo solo all'inizio.
    Le piccole e medie imprese stanno fallendo per la mancanza di liquidità. E' una catena di Sant'Antonio. Se non sono pagato dal mio cliente non riesco a pagare il mio fornitore che a sua volta non potrà pagare i suoi fornitori. E il primo a non pagare è lo Stato che deve 100 miliardi alle imprese. Lo Stato non onora i suoi debiti per un semplice motivo: non ha un euro in cassa. La Macchina Italia si sta fermando, chi produce ricchezza chiude la baracca, fallisce, si suicida o va all'estero. I disoccupati aumentano. Il tutto si traduce in una frenata mai vista della spesa e dell'economia. Siamo in recessione e per far ripartire il Paese l'unico obiettivo è rendere più facili i licenziamenti con la “ristrutturazione” dell'articolo 18. Per arrivare alla fine dell'anno Rigor Montis sarà costretto ad altre manovre recessive, ma non basteranno. Le rassicurazioni del trio Monti, Fornero e Passera hanno l'appeal di una colonscopia. Vis pacem, para bellum. Prepariamoci al peggio.

    [link=http://www.beppegrillo.it/2012/04/italia_illegal_operation/index.html]beppegrillo.it[/link]


    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

    #117664
    brig.zero
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    #117665
    brig.zero
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    #atle


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    #117667

    Anonimo

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&;file=article&sid=10121

    I paesi del BRICS sfidano l'ordine mondiale

    di Melkulangara Bhadrakumar – http://www.strategic-culture.org

    [tratto da http://www.comedonchisciotte.org]

    Il BRICS [acronimo usato per riferirsi a Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica – ndt] è stato un pugno in un occhio per i paesi sviluppati sin dal suo inizio. Il senso di irritabilità sta ora facendo strada ad un'inquietudine che sfiora l'ostilità. È estremamente urgente che il BRICS ottenga una sede ed un nome.

    In realtà, dal summit di Nuova Delhi non è emerso nulla di esaltante. Tuttavia, nuove tendenze annunciano una potenziale impennata del BRICS. E questo rende inquieto il mondo sviluppato.

    In parole povere, come ricorda la Dichiarazione di Delhi dei paesi del BRICS, si tratta di una “piattaforma per il dialogo e la cooperazione tra i paesi che rappresentano il 43% della popolazione mondiale” in un mondo multi-polare. Questo già dice molto.

    Al giorno d'oggi, non c'è niente di simile al BRICS nel modo sviluppato. Il G-7 è diventato una reliquia. Il panorama dell'Atlantico è penoso, con Europa e Usa che combattono con le loro rispettive crisi economiche, abbandonando la pretesa d'essere campioni mondiali.

    La Dichiarazione di Delhi rappresenta “l'evidente tentativo di una rappresentanza rafforzata dei paesi emergenti ed in via di sviluppo nelle istituzioni della governance globale”. Queste non sono parole vuote. Perché il BRICS ha inoltre un'esperienza speciale da condividere, essendosi “velocemente ripreso dalla crisi globale”. L'Occidente non aveva sentito niente del genere in passato. Non si tratta del Sud del mondo che si lamenta per avere “di più”. Questa è una richiesta aperta di “condivisione del potere”.

    Non ci si era mai riferiti all'Occidente con queste parole in tutti questi secoli sin dalla Rivoluzione Industriale. È chiaro che la storia sta cambiando. La Dichiarazione di Delhi indica: “Crediamo sia cruciale per le economie avanzate adottare delle responsabili politiche finanziarie e macroeconomiche, evitare di creare una liquidità globale eccessiva ed implementare riforme strutturali per fornire una crescita che crei occupazione. Si richiama l'attenzione sul rischio che i grandi flussi transfrontalieri di capitale volatile costituiscono per le economie emergenti. Si richiedono maggiori riforme e controllo finanziario internazionale, un rafforzamento nella coordinazione politica e nella cooperazione a livello di supervisione e regolamentazione finanziaria, di promuovere il sano sviluppo dei sistemi bancari e dei mercati finanziari globali”.

    I paesi in via di sviluppo non avevano mai ammonito il mondo sviluppato in questo modo. Il BRICS ha rivendicato il suo status per fare questa richiesta in quanto rappresenta economie che stanno vivendo una crescita economica su una base molto ampia e possono “contribuire in maniera significativa alla ripresa globale”.

    La Dichiarazione di Delhi continua criticando la lentezza nella riforma della governcance del FMI e nel funzionamento della Banca Mondiale e mette in discussione la prerogativa occidentale di essere a capo di queste istituzioni. Da notare che il BRICS sta facendo sentire la sua voce proprio mentre la Russia si sta preparando per assumete la presidenza del G-20 del 2013.

    Un risultato concreto del summit di Delhi è l'unanimità nel considerare la possibilità di creare una nuova Development Bank per mobilitare le risorse per le infrastrutture e progetti di sviluppo sostenibile nei paesi BRICS ed altri paesi in via di sviluppo per “integrare” il ruolo della Banca Mondiale ed altre istituzioni finanziarie regionali.

    L'idea è quella di liberarsi del continuo dominio dei paesi sviluppati nelle istituzioni finanziarie. L'ideale per la Banca Mondiale e l'intera rete delle banche di sviluppo regionali esistenti sarebbe continuare ad usare il denaro del BRICS e mantenere l'attuale modello di egemonia occidentale. Invece, una banca del BRICS minaccerebbe il radicato costume occidentale dell'usare le istituzioni finanziarie internazionali per stabilire ed imporre politiche economiche ai paesi in via di sviluppo in modo da promuovere gli interessi commerciali dei paesi sviluppati ed inoltre imporre un'egemonia politica.

    Le implicazioni sono notevoli specialmente per la geopolitica dell'Africa. Il summit di Delhi ha presentato un rapporto sulla creazione di un banca di sviluppo per il prossimo summit annuale del BRICS in Sud Africa. È interessante notare come questa nazione rappresenta la voce del continente africano all'interno del BRICS.

    Inoltre, l'entrata della Russia nella OMC potrebbe cambiare la capacità del BRICS (e la sua volontà politica) per salvaguardare il sistema commerciale multilaterale e favorire un buon ed equilibrato esito dei negoziati del Doha Round.

    Allo stesso modo, il summit di Delhi è stato testimone della conclusione dell'Accordo sull'Estensione delle Facilitazioni di Credito per le Valute Locali sotto il Meccanismo di Cooperazione Interbancario del BRICS e la Lettera Multilaterale dell'Accordo sulle Facilitazioni della Conferma dei Crediti tra la EXIM [Banca per le Importazioni ed le Esportazioni degli Usa – ndt] e le banche di sviluppo. Senza dubbio, questi accordi serviranno a fornire gli strumenti per promuovere gli scambi tra i paesi del BRICS.

    Un attacco furioso è iniziato da Ovest. Le critiche rivolte al BRICS parlano da sé:

    i paesi del BRICS quotano con “valute diverse”
    il resto dei paesi del BRICS sono avversi all'ascesa delle Cina
    la Russia è un “paese in declino” e non ha “molto in comune” con il resto dei paesi del BRICS come giocatore significativo nell'economia mondiale, eccetto le sue vaste riserve energetiche
    quindi, i paesi del BRICS non sono “alleati naturali”
    gli indiani temono di essere accerchiati dalla Cina e sono pieni di rabbia a causa del “grande squilibrio” tra loro, sebbene abbiano “molti interessi economici in comune”
    la Cina, da parte sua, è preoccupata dall'alleanza asiatica guidata dagli Usa che gli è stata creata contro, la quale include l'India.
    Il Sud Africa sta lottando per mantenere la crescita; la Russia rimane “volatile”; il Brasile fa promesse, mentre la Cina e l'India sono grandi paesi con uno straordinario potenziale e risultati impressionanti. Il BRICS non è un “raggruppamento naturale”.
    Senza dubbio, alcune di queste affermazioni hanno senso, ma comunque il processo del BRICS intende ampliare la comunanza di interessi tra i vari stati membri e non creare un blocco di nazioni con la stessa mentalità sulla base dei loro cosiddetti “valori”. È un processo pragmatico che da spazio ed autonomia agli stati membri, che in cambio fornisce al BRICS anche la possibilità di lavorare sulla creazione di una massa critica nel tempo.

    Il nocciolo della questione è che la massa critica si sta costruendo ed è già visibile. Man mano che il BRICS acquista fiducia, essa prende il volo. Il summit del 2011 in Cina è stato il primo piccolo passo verso l'armonizzazione delle posizioni dei vari stati membri sui problemi di politica internazionale. Il BRICS ha fatto un altro passo avanti nel summit di Delhi per adottare una posizione comune nei confronti della Siria, la “patata bollente” della politica mondiale in questi giorni: la Dichiarazione di Delhi ha messo l'accento su un processo di inclusione politica e dialogo nazionale ed ha fatto appello alla comunità internazionale affinché la sovranità, l'integrità territoriale e l'indipendenza di questo paese vengano rispettate.

    Il cosiddetto “Piano d'Azione di Delhi” approvato al summit sottolinea la volontà politica dei paesi membri di rafforzare il processo del BRICS. Esso prevede incontri regolari e frequenti tra i Ministri degli Esteri, delle Finanze, del Commercio, dell'Agricoltura, della Sanità e tra i direttori bancari (oltre ad incontri a livello di alti funzionari in varie aree di cooperazione) sulle attività extra negli eventi internazionali di rilievo. L'intenzione è quella di coordinare una posizione comune del BRICS su una vasta gamma di interessi condivisi a livello globale.

    C'è poi da ricordare la decisione di tenere incontri “autonomi” tra gli Alti Rappresentanti del BRICS responsabili della sicurezza nazionale. Nel contesto indiano, il Consigliere per la Sicurezza Nazionale è la figura chiave di più alto livello all'interno dell'elaborazione delle politiche estere e di sicurezza – è inoltre il principale attore designato per dirigere il corso delle relazioni tra India e Cina.

    Il BRICS da interessanti possibilità all'India per lavorare con la Cina sulle problematiche globali. Visto da un'altra prospettiva, il processo del BRICS esplora le aspirazioni comuni delle due potenze asiatiche nell'emergente ordine mondiale. Sono completamente libere rendere prioritarie alcune problematiche.

    Il cuore del problema è che il BRICS fornisce un ambiente amichevole e calmo nel quale possono avere luogo delle significative riflessioni tra i paesi membri anche a livello bilaterale. Nel caso non fosse chiaro, nelle attività del summit di Delhi, i leader indiani e cinesi hanno fatto delle pause per poter discutere di relazioni bilaterali.

    Quando la satira occidentale critica brutalmente il fatto che al BRICS manchi “il collante”, etc., sono fuori strada. Il BRICS non è destinato ad essere un edificio di vetro ed acciaio. È un processo nato dalla volontà comune di fondere le comuni aspirazioni per un nuovo ordine mondiale. Visto che il contributo delle economie dei paesi del BRICS al PIL mondiale sta crescendo, essi rivendicano una maggiore partecipazione nell'architettura globale. I cani possono continuare ad abbaiare, ma il carrozzone va avanti. Questo è il messaggio del summit del BRICS di Delhi.

    Traduzione di Roberta Papaleo per http://www.comedonchisciotte.org


    #117668
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    [quote1334051087=Pier72Mars]
    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&;file=article&sid=10121

    I paesi del BRICS sfidano l'ordine mondiale

    di Melkulangara Bhadrakumar – http://www.strategic-culture.org

    [tratto da http://www.comedonchisciotte.org]

    Il BRICS [acronimo usato per riferirsi a Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica – ndt] è stato un pugno in un occhio per i paesi sviluppati sin dal suo inizio. Il senso di irritabilità sta ora facendo strada ad un'inquietudine che sfiora l'ostilità. È estremamente urgente che il BRICS ottenga una sede ed un nome.

    In realtà, dal summit di Nuova Delhi non è emerso nulla di esaltante. Tuttavia, nuove tendenze annunciano una potenziale impennata del BRICS. E questo rende inquieto il mondo sviluppato.

    In parole povere, come ricorda la Dichiarazione di Delhi dei paesi del BRICS, si tratta di una “piattaforma per il dialogo e la cooperazione tra i paesi che rappresentano il 43% della popolazione mondiale” in un mondo multi-polare. Questo già dice molto.

    Al giorno d'oggi, non c'è niente di simile al BRICS nel modo sviluppato. Il G-7 è diventato una reliquia. Il panorama dell'Atlantico è penoso, con Europa e Usa che combattono con le loro rispettive crisi economiche, abbandonando la pretesa d'essere campioni mondiali.

    La Dichiarazione di Delhi rappresenta “l'evidente tentativo di una rappresentanza rafforzata dei paesi emergenti ed in via di sviluppo nelle istituzioni della governance globale”. Queste non sono parole vuote. Perché il BRICS ha inoltre un'esperienza speciale da condividere, essendosi “velocemente ripreso dalla crisi globale”. L'Occidente non aveva sentito niente del genere in passato. Non si tratta del Sud del mondo che si lamenta per avere “di più”. Questa è una richiesta aperta di “condivisione del potere”.

    Non ci si era mai riferiti all'Occidente con queste parole in tutti questi secoli sin dalla Rivoluzione Industriale. È chiaro che la storia sta cambiando. La Dichiarazione di Delhi indica: “Crediamo sia cruciale per le economie avanzate adottare delle responsabili politiche finanziarie e macroeconomiche, evitare di creare una liquidità globale eccessiva ed implementare riforme strutturali per fornire una crescita che crei occupazione. Si richiama l'attenzione sul rischio che i grandi flussi transfrontalieri di capitale volatile costituiscono per le economie emergenti. Si richiedono maggiori riforme e controllo finanziario internazionale, un rafforzamento nella coordinazione politica e nella cooperazione a livello di supervisione e regolamentazione finanziaria, di promuovere il sano sviluppo dei sistemi bancari e dei mercati finanziari globali”…

    Il cuore del problema è che il BRICS fornisce un ambiente amichevole e calmo nel quale possono avere luogo delle significative riflessioni tra i paesi membri anche a livello bilaterale. Nel caso non fosse chiaro, nelle attività del summit di Delhi, i leader indiani e cinesi hanno fatto delle pause per poter discutere di relazioni bilaterali.

    Quando la satira occidentale critica brutalmente il fatto che al BRICS manchi “il collante”, etc., sono fuori strada. Il BRICS non è destinato ad essere un edificio di vetro ed acciaio. È un processo nato dalla volontà comune di fondere le comuni aspirazioni per un nuovo ordine mondiale. Visto che il contributo delle economie dei paesi del BRICS al PIL mondiale sta crescendo, essi rivendicano una maggiore partecipazione nell'architettura globale. I cani possono continuare ad abbaiare, ma il carrozzone va avanti. Questo è il messaggio del summit del BRICS di Delhi.

    Traduzione di Roberta Papaleo per http://www.comedonchisciotte.org
    [/quote1334051087]
    :ok!:

    Fulford al p.camelot

    “BF: stanno creando mercati, stanno facendo arricchire le persone e si stanno facendo amici. E non provano a dire: tu devi essere come noi. Sai?

    Ci sono molti modi differenti per far correre l’economia. Non puoi forzare nessuno a seguire le TUE regole. Per esempio, se hai un “Big Man” in Africa e tutti i soldi vanno a lui e lei decide come distribuirli, bene, questo è il loro sistema. Li dai al grande uomo ma devi essere sicuro che non lo spedisca tutti in Svizzera.

    Allo stesso modo, per esempio, i giapponesi hanno questo sistema chiamato dango. Alcune persone lo chiamano manipolazione dell’offerta, Ma lavora in due modi. È un sistema in cui le società di costruzione si riuniscono e decidono di ottenere lavoro e i burocrati decidono il prezzo. Ora, se si abusa, si rischia di forzare troppo il prezzo. Ma se si va verso il basso, significa che possono condividere anche la sofferenza. Quindi non è necessariamente un male. È come viene controllato.

    Il corollario è che ci sono molti modi per far andare la finanza. È una questione di obblighi. Potlatch è stato un sistema finanziario. Conosci Potlatch?

    KC: no.

    BF: gli indiani sulla costa ovest del Canada avevano un partito e al partito, il tipo donava qualunque cosa egli avesse posseduto mentre era in carica. E dopo avrebbe avviato altri partiti ed avrebbe iniziato a costruire altre cose. E colui che dava via di più ottenere il massimo livello. Ok? Così questo è un modo per mantenere un'uguaglianza finanziaria.

    KC: diffusione della ricchezza.

    BF: e le persone che spartiscono di più sono le più rispettate. Fu un ottimo sistema ma fu rovinato quando i commercianti stranieri vennero e iniziarono a comportarsi da parassiti e il governo canadese lo vietò. Ma il punto è che tutte queste società hanno avuto sistemi finanziari per millenni, sai. Si tratta di un modo per distribuire gli obblighi tra la gente. È così.

    Perché le civiltà devono scontrarsi? Voglio dire, perché non possono essere amici? Lo sai? Questo è il punto. I cinesi non vogliono avere nessun ultimatum di guerra e non ti vogliono conquistare. Vogliono solo essere tuoi amici. È semplice. Fare l’amore, non fate la guerra.”
    https://www.altrogiornale.org/news.php?extend.2475.1


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